{"id":103,"date":"2026-06-13T20:32:16","date_gmt":"2026-06-13T20:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/shattered.io\/it\/2026\/06\/13\/brave-vs-firefox\/"},"modified":"2026-06-13T20:33:38","modified_gmt":"2026-06-13T20:33:38","slug":"brave-vs-firefox","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shattered.io\/it\/2026\/06\/13\/brave-vs-firefox\/","title":{"rendered":"Brave vs Firefox: 30% pi\u00f9 Veloce e Privacy [2026]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta del browser \u00e8 diventata una decisione di privacy prima ancora che di velocit\u00e0. Da una parte c&#8217;\u00e8 <strong>Brave<\/strong>, il browser costruito su Chromium che blocca pubblicit\u00e0 e tracker per impostazione predefinita e ha superato gli 80 milioni di utenti attivi mensili. Dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 <strong>Firefox<\/strong>, l&#8217;ultimo grande browser indipendente con motore proprio, gestito dalla Mozilla Foundation ma stretto in una crisi di finanziamento che la sentenza antitrust contro Google ha reso esplosiva. Questo confronto <strong>Brave vs Firefox<\/strong> mette a fuoco le differenze che contano davvero nel 2026: motore, privacy reale, prestazioni misurate, modello economico e tenuta nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiornato al 13 giugno 2026, l&#8217;articolo usa i numeri di versione correnti (Brave 1.91.171 e Firefox 151.0.4, entrambi rilasciati intorno al 9 giugno 2026), i dati di quota di mercato di StatCounter, lo studio sulla privacy dei browser del Trinity College Dublin e i benchmark Speedometer 3.0. L&#8217;obiettivo \u00e8 darti un verdetto basato sui dati, non sul marketing.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-vs-firefox-il-confronto-in-30-secondi\">Brave vs Firefox: il confronto in 30 secondi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se hai fretta, ecco la sintesi. <strong>Brave<\/strong> vince su velocit\u00e0 pura, blocco pubblicitario integrato e protezione anti-fingerprinting aggressiva attiva fin dal primo avvio. Lo studio del Trinity College Dublin lo ha classificato come il browser che invia meno dati identificativi ai server. Poggia per\u00f2 su Chromium, il motore di Google, e questo solleva una domanda scomoda sulla diversit\u00e0 del web.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Firefox<\/strong> \u00e8 l&#8217;unica vera alternativa indipendente di massa, con il motore Gecko che non dipende dal codice di Google. Offre funzioni di compartimentazione uniche come i Multi-Account Containers e una protezione anti-tracciamento ormai matura. Il suo tallone d&#8217;Achille non \u00e8 tecnico ma finanziario: circa l&#8217;85% delle entrate di Mozilla arriva dall&#8217;accordo che rende Google il motore di ricerca predefinito, e quell&#8217;accordo \u00e8 ora nel mirino dei giudici antitrust statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una frase: scegli Brave se vuoi privacy e velocit\u00e0 senza configurare nulla, scegli Firefox se vuoi sostenere un web non monopolizzato da Chromium e sei disposto a dedicare cinque minuti alla configurazione. Il resto dell&#8217;articolo spiega perch\u00e9, con i numeri alla mano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"tabella-di-confronto-specifiche-a-colpo-docchio\">Tabella di confronto: specifiche a colpo d&#8217;occhio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa tabella riassume le differenze tecniche principali tra Brave e Firefox nelle versioni correnti di giugno 2026. I dati provengono dai siti ufficiali dei due progetti e dalle release notes.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Caratteristica<\/th><th>Brave<\/th><th>Firefox<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Versione stabile (giu 2026)<\/td><td>1.91.171<\/td><td>151.0.4<\/td><\/tr>\n<tr><td>Motore di rendering<\/td><td>Chromium \/ Blink<\/td><td>Gecko<\/td><\/tr>\n<tr><td>Sviluppatore<\/td><td>Brave Software, Inc.<\/td><td>Mozilla Foundation<\/td><\/tr>\n<tr><td>Codice open source<\/td><td>S\u00ec (MPL 2.0)<\/td><td>S\u00ec (MPL 2.0)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Blocco ad\/tracker predefinito<\/td><td>S\u00ec (Brave Shields)<\/td><td>Parziale (Enhanced Tracking Protection)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Anti-fingerprinting predefinito<\/td><td>S\u00ec, aggressivo<\/td><td>S\u00ec, opzionale (resist fingerprinting)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Motore di ricerca predefinito<\/td><td>Brave Search<\/td><td>Google (in UE configurabile)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Rete Tor integrata<\/td><td>S\u00ec (finestre private con Tor)<\/td><td>No<\/td><\/tr>\n<tr><td>Containers \/ isolamento profili<\/td><td>No (solo profili)<\/td><td>S\u00ec (Multi-Account Containers)<\/td><\/tr>\n<tr><td>VPN integrata<\/td><td>S\u00ec (a pagamento)<\/td><td>S\u00ec (Mozilla VPN, separata)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Estensioni<\/td><td>Chrome Web Store<\/td><td>Add-ons Mozilla (AMO)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Modello a ricompense crypto<\/td><td>S\u00ec (Brave Rewards \/ BAT)<\/td><td>No<\/td><\/tr>\n<tr><td>Piattaforme<\/td><td>Windows, macOS, Linux, Android, iOS<\/td><td>Windows, macOS, Linux, Android, iOS<\/td><\/tr>\n<tr><td>Utenti attivi mensili<\/td><td>Oltre 80 milioni (2025)<\/td><td>In calo, quota desktop circa 6%<\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"motore-di-rendering-chromium-contro-gecko\">Motore di rendering: Chromium contro Gecko<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza pi\u00f9 profonda tra i due browser non si vede nell&#8217;interfaccia, ma sotto il cofano. <strong>Brave<\/strong> usa Chromium, il progetto open source che Google sviluppa e che alimenta anche Chrome, Edge, Opera e Vivaldi. <strong>Firefox<\/strong> usa Gecko, un motore che Mozilla sviluppa in proprio da oltre vent&#8217;anni. \u00c8 l&#8217;unico motore mainstream a non discendere da Chromium o WebKit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa scelta ha conseguenze concrete. Un sito ottimizzato per Chrome funzioner\u00e0 quasi sempre alla perfezione su Brave, perch\u00e9 condividono lo stesso motore. Le estensioni del Chrome Web Store si installano direttamente. Gli strumenti per sviluppatori sono identici a quelli di Chrome, cosa che spiega la preferenza di molti programmatori. Il prezzo di questa comodit\u00e0 \u00e8 la concentrazione: quando un solo motore domina, gli standard del web rischiano di diventare semplicemente &#8220;ci\u00f2 che Chromium implementa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gecko rappresenta la resistenza a questa monocultura. Quando uno sviluppatore testa il proprio sito su Firefox, sta verificando che il web resti aperto e basato su standard condivisi, non sul comportamento di un singolo fornitore. Mozilla stessa lo presenta come un argomento etico: Firefox esiste perch\u00e9 esista un&#8217;alternativa. Lo svantaggio \u00e8 che alcuni siti, costruiti e testati solo su Chrome, mostrano piccoli difetti di compatibilit\u00e0 su Gecko, anche se nel 2026 questi casi sono ormai rari sui servizi mainstream.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano della sicurezza, entrambi i motori ricevono patch rapide. Chromium beneficia dell&#8217;enorme team di sicurezza di Google e di un programma di bug bounty generoso, e Brave eredita quelle correzioni quasi in tempo reale. Gecko ha una superficie di attacco diversa e un modello di sandboxing maturo. Nessuno dei due \u00e8 oggettivamente pi\u00f9 vulnerabile dell&#8217;altro, ma chi cerca la massima diversit\u00e0 di codice nel proprio stack di sicurezza tende a preferire Gecko proprio perch\u00e9 non condivide le stesse vulnerabilit\u00e0 della famiglia Chromium.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"protezione-della-privacy-brave-shields-contro-enhanced-tracking-protection\">Protezione della privacy: Brave Shields contro Enhanced Tracking Protection<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si gioca la partita pi\u00f9 importante per chi sceglie uno di questi browser. <strong>Brave<\/strong> attiva per impostazione predefinita il suo sistema Shields, che blocca pubblicit\u00e0, tracker di terze parti, archiviazione dati cross-site e tentativi di fingerprinting. Non serve installare estensioni come uBlock Origin: il blocco \u00e8 integrato nel browser e attivo dal primo avvio. Per la maggior parte degli utenti questo significa una navigazione pi\u00f9 pulita e veloce senza alcuna configurazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Firefox<\/strong> adotta un approccio pi\u00f9 graduale con l&#8217;Enhanced Tracking Protection (ETP) e la Total Cookie Protection. La protezione anti-tracciamento standard blocca i tracker noti dai database di Disconnect e i cookie di terze parti, mentre la Total Cookie Protection confina i cookie di ogni sito in un &#8220;barattolo&#8221; separato, impedendo a un sito di leggere i cookie depositati da un altro. \u00c8 una difesa elegante contro il tracciamento cross-site, ma nella modalit\u00e0 standard Firefox non blocca le pubblicit\u00e0, che restano visibili a meno di installare un&#8217;estensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza filosofica \u00e8 netta. Brave parte dal presupposto che l&#8217;utente voglia il massimo blocco e poi gli lascia abbassare le difese sito per sito. Firefox parte da una protezione equilibrata che non rompe i siti e lascia all&#8217;utente la scelta di irrigidirla nella modalit\u00e0 &#8220;Restrittiva&#8221;. Chi non vuole pensarci trover\u00e0 Brave pi\u00f9 immediato, chi preferisce un controllo granulare apprezzer\u00e0 la trasparenza dei pannelli di Firefox.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare che nessun browser, da solo, rende anonimi. Il blocco dei tracker riduce la profilazione pubblicitaria, ma l&#8217;indirizzo IP, il login ai servizi e le abitudini di navigazione restano segnali potenti. Per un anonimato reale serve combinare il browser con strumenti come una VPN affidabile o la rete Tor, un tema che abbiamo approfondito nel nostro <a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/nordvpn-vs-surfshark-vs-proton-vpn\/\">confronto tra NordVPN, Surfshark e Proton VPN<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"fingerprinting-e-lo-studio-del-trinity-college-dublin\">Fingerprinting e lo studio del Trinity College Dublin<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fingerprinting del browser \u00e8 la tecnica di tracciamento pi\u00f9 insidiosa perch\u00e9 non usa cookie. I siti raccolgono decine di parametri (risoluzione dello schermo, font installati, configurazione hardware, canvas, audio) e li combinano in un&#8217;impronta quasi unica che identifica il dispositivo anche dopo aver cancellato i cookie. Brave e Firefox lo combattono, ma con strategie diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Brave<\/strong> usa il &#8220;farbling&#8221;, una tecnica che introduce un rumore casuale e controllato nei valori restituiti alle API pi\u00f9 usate per il fingerprinting. A ogni sessione e per ogni sito l&#8217;impronta cambia leggermente, rendendo difficile correlare le visite. \u00c8 attivo per impostazione predefinita e non richiede interventi. <strong>Firefox<\/strong> offre due livelli: la protezione anti-fingerprinting integrata nell&#8217;ETP e una modalit\u00e0 pi\u00f9 rigida, &#8220;resistFingerprinting&#8221;, che uniforma molti parametri per far sembrare tutti gli utenti uguali, l&#8217;approccio ereditato dal Tor Browser. Quest&#8217;ultima per\u00f2 pu\u00f2 alterare l&#8217;aspetto di alcuni siti e non \u00e8 attiva di default.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di riferimento accademico resta lo studio condotto da Douglas Leith del Trinity College Dublin nel 2020, che ha misurato quali dati i principali browser inviano ai server dei produttori al primo avvio e durante l&#8217;uso. Il risultato classific\u00f2 <strong>Brave come il browser pi\u00f9 rispettoso della privacy<\/strong>, con la minima quantit\u00e0 di identificatori trasmessi. Chrome ed Edge risultarono i pi\u00f9 &#8220;loquaci&#8221;, inviando identificatori persistenti legati al dispositivo, mentre Firefox e Safari si collocarono in una posizione intermedia. Quello studio, pur datato 2020, continua a essere citato perch\u00e9 nessun lavoro successivo ne ha ribaltato la gerarchia di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se vuoi verificare di persona quanto sei identificabile, strumenti pubblici come <a href=\"https:\/\/browserleaks.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BrowserLeaks<\/a> mostrano in tempo reale l&#8217;impronta che il tuo browser espone. Provarli con Brave e poi con Firefox in modalit\u00e0 restrittiva \u00e8 il modo pi\u00f9 rapido per capire quanta superficie di tracciamento stai riducendo davvero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"prestazioni-e-benchmark-velocita-e-consumo-di-memoria\">Prestazioni e benchmark: velocit\u00e0 e consumo di memoria<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte della velocit\u00e0 i benchmark raccontano una storia abbastanza coerente. Il test di riferimento del settore \u00e8 <strong>Speedometer 3.0<\/strong>, sviluppato congiuntamente da Apple, Google, Microsoft e Mozilla per misurare la reattivit\u00e0 delle applicazioni web reali. Nei test pubblici, i browser basati su Chromium come Brave tendono a precedere Firefox, con un margine che a seconda dell&#8217;hardware e della versione si colloca indicativamente tra il 20% e il 40%. In pratica Brave viene spesso descritto come fino a circa il 30% pi\u00f9 veloce di Firefox nei carichi JavaScript pesanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella seguente riassume la direzione dei tre benchmark pi\u00f9 usati. I valori sono indicativi e variano in modo significativo con processore, sistema operativo e versione, quindi vanno letti come tendenza e non come misure assolute.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Benchmark<\/th><th>Cosa misura<\/th><th>Vincitore tipico<\/th><th>Margine indicativo<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Speedometer 3.0<\/td><td>Reattivit\u00e0 app web reali<\/td><td>Brave (Chromium)<\/td><td>circa 20-40%<\/td><\/tr>\n<tr><td>JetStream 2<\/td><td>JavaScript e WebAssembly<\/td><td>Brave (Chromium)<\/td><td>circa 15-30%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Consumo RAM (molte schede)<\/td><td>Memoria occupata<\/td><td>Variabile, spesso Firefox<\/td><td>dipende dal carico<\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul consumo di memoria il quadro \u00e8 pi\u00f9 sfumato. L&#8217;architettura multi-processo di Chromium isola ogni scheda per sicurezza e stabilit\u00e0, ma questo pu\u00f2 tradursi in un uso di RAM pi\u00f9 alto quando si aprono molte schede. Firefox, con il suo modello Fission, ha ridotto il divario negli ultimi anni ed \u00e8 spesso lodato per la gestione della memoria con decine di schede aperte su macchine con poca RAM. In pratica, su un portatile con 8 GB di memoria, molti utenti riferiscono che Firefox resta pi\u00f9 fluido sotto carico pesante, mentre Brave brilla nella reattivit\u00e0 dei singoli siti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un fattore spesso trascurato: il blocco pubblicitario integrato di Brave migliora i tempi di caricamento percepiti perch\u00e9 impedisce di scaricare megabyte di script di tracciamento e annunci. Una pagina di un grande giornale online pu\u00f2 caricarsi in met\u00e0 tempo semplicemente perch\u00e9 non esegue le decine di richieste pubblicitarie che un browser senza blocco eseguirebbe. Firefox raggiunge un risultato simile solo aggiungendo un&#8217;estensione come uBlock Origin, che resta pienamente supportata su Gecko anche dopo le restrizioni del Manifest V3 che hanno indebolito i blocker su Chromium.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"quota-di-mercato-e-numero-di-utenti\">Quota di mercato e numero di utenti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di diffusione raccontano due traiettorie opposte. Secondo StatCounter, a maggio 2026 <strong>Chrome<\/strong> dominava ancora con circa il 70% del mercato su tutti i dispositivi, mentre <strong>Firefox<\/strong> era sceso intorno al 2,2% considerando l&#8217;insieme di desktop e mobile. Sul solo desktop, dove Firefox \u00e8 storicamente pi\u00f9 forte, la quota si aggira intorno al 6%. \u00c8 un calo lento ma costante che dura da anni, accelerato dall&#8217;esplosione del mobile, dove Firefox non ha mai sfondato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Brave<\/strong> segue la curva opposta. Brave Software ha dichiarato di aver superato gli 80 milioni di utenti attivi mensili nel 2025, partendo da zero nel 2016. Non \u00e8 abbastanza per comparire ai vertici delle classifiche generaliste di StatCounter, ma il tasso di crescita \u00e8 significativo e concentrato proprio nella fascia di utenti consapevoli della privacy che un tempo era il bacino naturale di Firefox. In altre parole, Brave sta crescendo in parte erodendo la base che storicamente apparteneva a Mozilla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la quota di mercato conta in un confronto sulla privacy? Per due ragioni. La prima \u00e8 il fingerprinting: pi\u00f9 un browser \u00e8 raro, pi\u00f9 la sua configurazione predefinita rischia di renderti distinguibile dalla massa. La seconda \u00e8 la sostenibilit\u00e0: un browser con una base di utenti in calo fatica a finanziare lo sviluppo del proprio motore, e Gecko \u00e8 costoso da mantenere. La salute di Firefox non \u00e8 solo una questione di gusto, \u00e8 una questione di sopravvivenza dell&#8217;ultimo motore indipendente. Puoi seguire i dati aggiornati direttamente sulla <a href=\"https:\/\/gs.statcounter.com\/browser-market-share\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina di StatCounter sulle quote dei browser<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"modello-di-business-bat-e-rewards-contro-la-dipendenza-da-google\">Modello di business: BAT e Rewards contro la dipendenza da Google<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capire come ciascun progetto guadagna \u00e8 essenziale per valutarne la privacy, perch\u00e9 un browser \u00e8 anche un modello economico. <strong>Brave<\/strong> ha costruito un sistema alternativo alla pubblicit\u00e0 tradizionale: il Basic Attention Token (BAT). Con il programma opzionale Brave Rewards, gli utenti che lo attivano vedono annunci rispettosi della privacy mostrati dal sistema, non iniettati nelle pagine, e ricevono token BAT in cambio. Gli inserzionisti pagano, l&#8217;utente incassa una quota, il targeting avviene localmente sul dispositivo senza inviare il profilo a un server. \u00c8 un modello controverso ma coerente: la pubblicit\u00e0 c&#8217;\u00e8, ma \u00e8 disaccoppiata dalla raccolta dati centralizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi non vuole alcun coinvolgimento con le criptovalute pu\u00f2 semplicemente lasciare Brave Rewards disattivato, e l&#8217;esperienza resta un browser veloce con blocco pubblicitario, senza token n\u00e9 annunci. Brave offre anche servizi a pagamento che generano ricavi diretti: Brave VPN, Brave Search Premium e, pi\u00f9 di recente, una variante minimalista del browser.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Firefox<\/strong> ha un modello radicalmente diverso e molto pi\u00f9 fragile. La quasi totalit\u00e0 delle entrate di Mozilla, stimata intorno all&#8217;85% in anni recenti, proviene da un singolo accordo: Google paga per essere il motore di ricerca predefinito di Firefox. Le cifre riportate dalla stampa parlano di pagamenti annui dell&#8217;ordine di 400-450 milioni di dollari. \u00c8 un paradosso evidente: il browser presentato come baluardo dell&#8217;indipendenza \u00e8 finanziato quasi per intero dall&#8217;azienda da cui dovrebbe proteggerci. Questa dipendenza \u00e8 il vero punto debole di Firefox, e nel 2025 \u00e8 diventata una minaccia concreta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-crisi-di-finanziamento-di-mozilla-e-lantitrust-contro-google\">La crisi di finanziamento di Mozilla e l&#8217;antitrust contro Google<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;agosto 2024 il giudice federale statunitense Amit Mehta ha stabilito che Google ha illegalmente mantenuto un monopolio nella ricerca, anche attraverso i pagamenti per essere il motore predefinito nei browser e sugli smartphone. La fase dei rimedi, sviluppatasi nel 2025, ha messo al centro proprio quegli accordi di default. Se la corte dovesse vietare o limitare pesantemente i pagamenti per la posizione predefinita, Mozilla perderebbe la sua principale fonte di reddito da un giorno all&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un cortocircuito amaro. La causa antitrust nasce per contenere il potere di Google, ma uno dei suoi effetti collaterali potrebbe affondare l&#8217;unico concorrente indipendente rimasto. Mozilla stessa ha avvertito che la fine dell&#8217;accordo metterebbe a rischio lo sviluppo di Gecko e l&#8217;occupazione. Negli ultimi anni la fondazione ha gi\u00e0 attraversato ristrutturazioni e tagli al personale, segno che la pressione finanziaria non \u00e8 teorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli utenti europei questo si traduce in un rischio reale di lungo periodo: se Firefox dovesse ridimensionare lo sviluppo, l&#8217;ecosistema dei browser diventerebbe ancora pi\u00f9 dipendente da Chromium, cio\u00e8 da Google. Paradossalmente, scegliere Firefox oggi \u00e8 anche un gesto a sostegno della pluralit\u00e0 tecnologica. Brave, dal canto suo, non ha questa spada di Damocle finanziaria, ma poggia comunque sul motore sviluppato dalla stessa Google. Nessuna delle due opzioni \u00e8 completamente immune dall&#8217;influenza di Mountain View, ma per ragioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A complicare il quadro, nel febbraio-marzo 2025 Mozilla ha aggiornato i propri Termini d&#8217;Uso e l&#8217;Informativa sulla privacy con un linguaggio che molti utenti hanno interpretato come un&#8217;apertura alla condivisione o &#8220;vendita&#8221; dei dati. La reazione \u00e8 stata dura. Mozilla ha chiarito di non vendere dati personali nel senso comune del termine e ha rivisto la formulazione, ma l&#8217;episodio ha incrinato la fiducia di una comunit\u00e0 che sceglie Firefox proprio per ragioni di principio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"funzioni-avanzate-tor-containers-sincronizzazione-e-password\">Funzioni avanzate: Tor, Containers, sincronizzazione e password<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alle basi, ciascun browser offre funzioni di nicchia che possono spostare la decisione per gli utenti pi\u00f9 esigenti. <strong>Brave<\/strong> integra le finestre private con Tor: con un clic apri una scheda che instrada il traffico attraverso la rete Tor, nascondendo l&#8217;indirizzo IP. Non sostituisce il Tor Browser dedicato per chi ha esigenze di anonimato critiche, ma \u00e8 comodissimo per una ricerca occasionale che non vuoi legare alla tua identit\u00e0. Brave include anche un wallet per criptovalute integrato e la gi\u00e0 citata VPN.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Firefox<\/strong> risponde con un&#8217;arma che Brave non possiede: i Multi-Account Containers. Questa estensione ufficiale, sviluppata da Mozilla, permette di isolare interi gruppi di siti in &#8220;contenitori&#8221; separati con cookie e sessioni indipendenti. Puoi tenere il container &#8220;Lavoro&#8221;, il container &#8220;Personale&#8221; e il container &#8220;Shopping&#8221; nello stesso browser senza che un social network nel primo possa vederti loggato nel secondo. Per chi gestisce pi\u00f9 identit\u00e0 o vuole separare gli ambiti di vita, \u00e8 una funzione difficile da replicare altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte sincronizzazione, entrambi offrono il backup cifrato di segnalibri, cronologia, schede aperte e password tra dispositivi. Firefox Sync cifra i dati lato client con una chiave derivata dalla password dell&#8217;account, cos\u00ec Mozilla non pu\u00f2 leggere i contenuti. Brave Sync usa una frase mnemonica come chiave di cifratura e non richiede nemmeno un account email, un dettaglio apprezzato da chi vuole ridurre al minimo i dati personali condivisi. Entrambi includono un gestore di password integrato, anche se per esigenze serie restano consigliabili i gestori dedicati, come spieghiamo nella nostra guida alla <a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/sicurezza-delle-password\/\">sicurezza delle password<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano delle estensioni, Brave attinge al Chrome Web Store, con il catalogo pi\u00f9 vasto esistente. Firefox ha il proprio archivio AMO, pi\u00f9 piccolo ma con una differenza cruciale: su Gecko le estensioni di blocco contenuti come uBlock Origin mantengono pieno accesso alle API pi\u00f9 potenti, mentre su Chromium il passaggio al Manifest V3 le ha limitate. \u00c8 un vantaggio tecnico reale per chi fa del blocco avanzato una priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"prezzi-e-piani-quanto-costa-davvero-ciascun-browser\">Prezzi e piani: quanto costa davvero ciascun browser<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambi i browser sono gratuiti nelle loro versioni complete, ma intorno a essi esistono servizi a pagamento che vale la pena conoscere. La tabella seguente riassume le voci principali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Voce<\/th><th>Brave<\/th><th>Firefox \/ Mozilla<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Browser base<\/td><td>Gratuito<\/td><td>Gratuito<\/td><\/tr>\n<tr><td>Blocco pubblicit\u00e0<\/td><td>Incluso (Shields)<\/td><td>Gratuito con estensione<\/td><\/tr>\n<tr><td>VPN integrata<\/td><td>Brave VPN, a pagamento<\/td><td>Mozilla VPN, circa 5-10 $\/mese<\/td><\/tr>\n<tr><td>Ricerca premium<\/td><td>Brave Search Premium, a pagamento<\/td><td>Non disponibile<\/td><\/tr>\n<tr><td>Variante minimalista<\/td><td>Brave Origin, 59,99 $ una tantum<\/td><td>Non disponibile<\/td><\/tr>\n<tr><td>Ricompense crypto<\/td><td>Brave Rewards (BAT), opzionale<\/td><td>Non disponibile<\/td><\/tr>\n<tr><td>Gestore password<\/td><td>Incluso, gratuito<\/td><td>Incluso, gratuito<\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La novit\u00e0 pi\u00f9 discussa del 2025-2026 \u00e8 <strong>Brave Origin<\/strong>, una variante a pagamento del browser venduta a 59,99 dollari come acquisto una tantum. Origin si rivolge a chi vuole un Brave &#8220;spogliato&#8221;: rimuove o disattiva in modo permanente componenti come Brave Rewards, il wallet, la VPN promozionale, la rete Tor e altre funzioni che alcuni utenti considerano superflue. \u00c8 una mossa interessante perch\u00e9 monetizza la semplicit\u00e0 invece dei dati, ma ha diviso la comunit\u00e0: molti fanno notare che le stesse funzioni si possono disattivare gratuitamente nelle impostazioni del Brave standard.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firefox non ha un equivalente: il browser \u00e8 uno solo, gratuito e completo. Mozilla vende servizi separati (Mozilla VPN, Firefox Relay per gli alias email, il servizio di monitoraggio Monitor) ma non monetizza il browser stesso con varianti premium. Per il portafoglio, in sintesi, entrambi costano zero per l&#8217;uso quotidiano; i costi emergono solo se aggiungi VPN o servizi accessori, e qui le cifre dipendono dai piani specifici pi\u00f9 che dal browser.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-e-firefox-nel-contesto-europeo-gdpr-e-dma\">Brave e Firefox nel contesto europeo: GDPR e DMA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli utenti italiani ed europei la scelta del browser si intreccia con un quadro normativo tra i pi\u00f9 severi al mondo. Il GDPR impone limiti stringenti alla profilazione e al tracciamento, e il blocco predefinito dei tracker di terze parti, come quello di Brave Shields, riduce alla radice molte delle attivit\u00e0 che richiederebbero un consenso esplicito. In pratica, un browser che blocca i tracker prima ancora che agiscano fa parte di una strategia di minimizzazione dei dati coerente con i principi del regolamento europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Digital Markets Act (DMA), pienamente operativo dal 2024, ha gi\u00e0 cambiato l&#8217;esperienza di scelta del browser in Europa. Sui dispositivi mobili, in particolare su iOS, gli utenti dell&#8217;Unione vedono ora schermate di scelta del browser che propongono alternative a quello predefinito di sistema, una novit\u00e0 che ha portato un&#8217;ondata di nuove installazioni proprio verso browser indipendenti come Brave e Firefox. Per Mozilla, in piena crisi di finanziamento, questa visibilit\u00e0 rappresenta una boccata d&#8217;ossigeno; per Brave, un canale di crescita aggiuntivo nel mercato che gli interessa di pi\u00f9, quello degli utenti attenti alla privacy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la questione della giurisdizione dei dati. Brave Software ha sede negli Stati Uniti, mentre la Mozilla Foundation \u00e8 anch&#8217;essa statunitense, quindi nessuno dei due \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 europea. Tuttavia entrambi raccolgono pochissimi dati personali per impostazione predefinita: Brave dichiara di non conservare profili lato server, mentre Firefox permette di disattivare la telemetria con un interruttore. Per un utente europeo preoccupato dai trasferimenti di dati extra UE, ci\u00f2 che conta non \u00e8 tanto dove ha sede l&#8217;azienda, quanto quanti dati il browser invia davvero. Su questo metro, entrambi si collocano molto al di sopra di Chrome ed Edge, che restano i browser pi\u00f9 &#8220;loquaci&#8221; verso i rispettivi produttori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cinque-casi-duso-reali-a-confronto\">Cinque casi d&#8217;uso reali a confronto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le specifiche contano poco senza contesto. Ecco come si comportano Brave e Firefox in cinque scenari concreti che rispecchiano l&#8217;uso quotidiano di utenti italiani ed europei.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"1-lo-studente-con-un-portatile-economico\">1. Lo studente con un portatile economico<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un portatile con 8 GB di RAM e tante schede aperte tra dispense, video e ricerche, Firefox tende a reggere meglio il carico di memoria nel tempo, mentre Brave offre caricamenti pi\u00f9 rapidi delle singole pagine grazie al blocco integrato. Per chi tiene aperte decine di schede per ore, Firefox \u00e8 spesso la scelta pi\u00f9 stabile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"2-lo-sviluppatore-web\">2. Lo sviluppatore web<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive codice apprezza gli strumenti per sviluppatori di Chromium e la garanzia che ci\u00f2 che funziona su Brave funzioner\u00e0 su Chrome, usato dalla maggioranza degli utenti. Molti sviluppatori per\u00f2 tengono Firefox come secondo browser proprio per testare la compatibilit\u00e0 con Gecko ed evitare di costruire un web &#8220;solo Chrome&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"3-il-giornalista-o-lattivista\">3. Il giornalista o l&#8217;attivista<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi maneggia fonti sensibili, le finestre Tor integrate di Brave offrono un livello extra di protezione dell&#8217;IP con un clic, mentre i Containers di Firefox permettono di tenere rigidamente separate identit\u00e0 diverse. In questo scenario molti combinano i due strumenti con una VPN, perch\u00e9 nessun browser da solo garantisce l&#8217;anonimato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"4-la-famiglia-e-lutente-non-tecnico\">4. La famiglia e l&#8217;utente non tecnico<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole &#8220;che funzioni e basta&#8221;, Brave vince per immediatezza: blocco pubblicit\u00e0 attivo dal primo avvio, niente da configurare, pagine pulite. Firefox richiede qualche minuto in pi\u00f9 per raggiungere lo stesso livello di pulizia, ma offre un&#8217;interfaccia familiare a chi lo usa da anni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"5-lutente-attento-alletica-del-web\">5. L&#8217;utente attento all&#8217;etica del web<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi considera la diversit\u00e0 dei motori un valore in s\u00e9 sceglie Firefox come atto deliberato di sostegno all&#8217;unico motore indipendente rimasto. Per questo profilo, anche piccoli compromessi di velocit\u00e0 sono accettabili a fronte di un web meno monopolizzato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-dicono-gli-esperti-del-settore\">Cosa dicono gli esperti del settore<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito su Brave e Firefox \u00e8 vivace anche tra i divulgatori tecnologici pi\u00f9 seguiti, le cui posizioni pubbliche aiutano a inquadrare i compromessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ThePrimeagen<\/strong>, sviluppatore e streamer noto per l&#8217;ossessione verso le prestazioni e i flussi di lavoro da tastiera, tende a privilegiare i browser basati su Chromium per la reattivit\u00e0 e gli strumenti di sviluppo, pur riconoscendo l&#8217;importanza di mantenere vivo un motore alternativo come Gecko per la salute dell&#8217;ecosistema. Il suo metro di giudizio resta la velocit\u00e0 misurabile pi\u00f9 che le dichiarazioni di principio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fireship<\/strong>, il canale celebre per le sue sintesi tecniche fulminanti, ricorda spesso un dato scomodo: con Chromium che domina il mercato, il calo di Firefox \u00e8 un problema per il web aperto, non solo per Mozilla. La sua posizione tipica \u00e8 che testare e usare Firefox sia un investimento nella pluralit\u00e0, anche quando Chrome e i suoi derivati offrono un&#8217;esperienza pi\u00f9 immediata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MKBHD<\/strong> (Marques Brownlee), tra i recensori tecnologici pi\u00f9 influenti al mondo, valuta i browser soprattutto dal punto di vista dell&#8217;esperienza consumer: sincronizzazione fluida tra dispositivi, qualit\u00e0 dell&#8217;app mobile e coerenza dell&#8217;interfaccia. Da questa prospettiva, l&#8217;integrazione e la rifinitura contano quanto le funzioni di privacy, e qui sia Brave sia Firefox hanno fatto passi avanti significativi sul mobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo comune di queste voci \u00e8 che non esiste un vincitore assoluto: la scelta dipende dal peso che ciascuno attribuisce a velocit\u00e0, privacy predefinita e sostegno alla diversit\u00e0 tecnologica. \u00c8 esattamente la conclusione a cui portano anche i dati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"guida-alla-migrazione-passare-a-brave-o-a-firefox\">Guida alla migrazione: passare a Brave o a Firefox<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambiare browser nel 2026 \u00e8 semplice perch\u00e9 entrambi importano automaticamente i dati dal browser precedente al primo avvio: segnalibri, password salvate, cronologia e schede. Ecco i passaggi essenziali per una transizione pulita, qualunque sia la direzione.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Installa il nuovo browser dal sito ufficiale (brave.com o mozilla.org) ed evita gli store di terze parti.<\/li>\n<li>All&#8217;avvio, accetta l&#8217;importazione guidata dei dati dal browser precedente, oppure esporta manualmente i segnalibri in un file HTML e reimportali.<\/li>\n<li>Configura la sincronizzazione cifrata creando un account Firefox o attivando Brave Sync con la frase mnemonica, cos\u00ec ritrovi tutto su ogni dispositivo.<\/li>\n<li>Reinstalla solo le estensioni che usi davvero. Su Firefox aggiungi uBlock Origin se vuoi il blocco avanzato, su Brave probabilmente non ti serve perch\u00e9 Shields \u00e8 gi\u00e0 attivo.<\/li>\n<li>Imposta il motore di ricerca preferito. Brave usa Brave Search di default, su Firefox puoi scegliere un motore rispettoso della privacy nelle impostazioni.<\/li>\n<li>Rivedi le impostazioni di privacy: alza l&#8217;Enhanced Tracking Protection su &#8220;Restrittiva&#8221; in Firefox, o regola il livello degli Shields in Brave sito per sito.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se passi a Firefox e vuoi spingere la privacy oltre le impostazioni standard, alcuni utenti esperti modificano parametri avanzati nella pagina <code>about:config<\/code>. Le voci pi\u00f9 comuni rafforzano la resistenza al fingerprinting e disabilitano la telemetria.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>\/\/ Firefox: about:config (per utenti esperti)\nprivacy.resistFingerprinting = true       \/\/ uniforma l'impronta del browser\nprivacy.trackingprotection.enabled = true \/\/ protezione anti-tracciamento globale\nnetwork.cookie.cookieBehavior = 5         \/\/ Total Cookie Protection\ntoolkit.telemetry.enabled = false         \/\/ disattiva la telemetria<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione: attivare <code>resistFingerprinting<\/code> pu\u00f2 cambiare il fuso orario visualizzato, bloccare alcune funzioni di ridimensionamento delle finestre e alterare la resa di certi siti. \u00c8 un compromesso tra anonimato e comodit\u00e0, da valutare in base alle proprie esigenze. Su Brave non serve nulla di tutto questo perch\u00e9 il farbling anti-fingerprinting \u00e8 gi\u00e0 attivo per impostazione predefinita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"pro-e-contro-il-bilancio-finale\">Pro e contro: il bilancio finale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumiamo i punti di forza e di debolezza emersi dal confronto, cos\u00ec da avere un quadro sintetico prima del verdetto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-pro-e-contro\">Brave: pro e contro<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Pro:<\/strong> blocco pubblicit\u00e0 e tracker attivo di default, anti-fingerprinting aggressivo, prestazioni Chromium tra le pi\u00f9 rapide, Tor integrato, compatibilit\u00e0 totale con i siti e le estensioni di Chrome.<\/li>\n<li><strong>Contro:<\/strong> dipende dal motore di Google, il modello BAT e gli elementi crypto non piacciono a tutti, le estensioni di blocco soffrono le limitazioni del Manifest V3.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"firefox-pro-e-contro\">Firefox: pro e contro<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Pro:<\/strong> unico motore indipendente di massa, Multi-Account Containers unici, pieno supporto a uBlock Origin, sincronizzazione cifrata matura, sostegno alla pluralit\u00e0 del web.<\/li>\n<li><strong>Contro:<\/strong> dipendenza finanziaria critica da Google, quota di mercato in calo, blocco pubblicit\u00e0 non attivo di default, prestazioni JavaScript inferiori a Chromium, fiducia incrinata dalla controversia sui termini del 2025.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si vede, i difetti dei due browser non sono simmetrici. Quelli di Brave sono soprattutto di natura ideologica (il legame con Chromium e la crypto), quelli di Firefox sono strutturali e finanziari. Per molti utenti il fattore decisivo sar\u00e0 proprio quale tipo di rischio sono disposti ad accettare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"verdetto-finale-quale-scegliere-nel-2026\">Verdetto finale: quale scegliere nel 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c&#8217;\u00e8 un vincitore unico, ma c&#8217;\u00e8 una raccomandazione chiara per ogni profilo, basata sui dati raccolti. <strong>Scegli Brave<\/strong> se vuoi la massima privacy e velocit\u00e0 senza configurare nulla: il blocco \u00e8 integrato, l&#8217;anti-fingerprinting \u00e8 aggressivo di default e lo studio del Trinity College Dublin lo colloca tra i browser che inviano meno dati identificativi. \u00c8 la scelta pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 rapida per l&#8217;utente medio che vuole risultati immediati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Scegli Firefox<\/strong> se la diversit\u00e0 del web e l&#8217;indipendenza dal motore di Google contano per te, se hai bisogno dei Multi-Account Containers o del pieno supporto a uBlock Origin, e se sei disposto a dedicare cinque minuti alla configurazione della privacy. \u00c8 anche un voto a favore della sopravvivenza dell&#8217;ultimo motore indipendente, oggi minacciato dalla crisi di finanziamento di Mozilla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione pi\u00f9 matura, per molti utenti consapevoli, non \u00e8 scegliere ma usarli entrambi: Brave come browser principale veloce per la navigazione quotidiana, Firefox come secondo browser per separare le identit\u00e0 con i Containers e per non lasciar morire Gecko. In un&#8217;epoca in cui Chrome controlla circa il 70% del mercato, mantenere viva un&#8217;alternativa reale \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una scelta di sicurezza. Qualunque sia la tua decisione, ricorda che il browser \u00e8 solo un tassello: per proteggerti davvero servono anche password robuste, autenticazione a due fattori e la capacit\u00e0 di riconoscere il <a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/phishing-browser-2026\/\">phishing nel browser<\/a>, in forte crescita nel 2026.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"domande-frequenti-su-brave-vs-firefox\">Domande frequenti su Brave vs Firefox<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-e-piu-sicuro-di-firefox\">Brave \u00e8 pi\u00f9 sicuro di Firefox?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In termini di privacy predefinita Brave parte avvantaggiato, perch\u00e9 blocca pubblicit\u00e0, tracker e fingerprinting fin dal primo avvio, mentre Firefox richiede qualche configurazione per raggiungere lo stesso livello. Lo studio del Trinity College Dublin del 2020 ha classificato Brave come il browser che invia meno dati identificativi. Sul piano della sicurezza pura, entrambi ricevono patch rapide e sono considerati molto solidi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-e-davvero-gratuito\">Brave \u00e8 davvero gratuito?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, il browser Brave \u00e8 completamente gratuito. Esistono servizi opzionali a pagamento (Brave VPN, Brave Search Premium e la variante Brave Origin a 59,99 dollari una tantum), ma l&#8217;uso quotidiano del browser non costa nulla. Il programma Brave Rewards, basato sul token BAT, \u00e8 opzionale e disattivabile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"perche-firefox-sta-perdendo-utenti\">Perch\u00e9 Firefox sta perdendo utenti?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo StatCounter, la quota di Firefox \u00e8 scesa intorno al 2,2% su tutti i dispositivi nel 2026, contro circa il 70% di Chrome. Le cause principali sono il dominio di Chrome nel mobile, dove Firefox non ha mai sfondato, e la dipendenza finanziaria di Mozilla dall&#8217;accordo con Google, oggi minacciato dalla causa antitrust statunitense.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-usa-lo-stesso-motore-di-chrome\">Brave usa lo stesso motore di Chrome?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Brave \u00e8 costruito su Chromium, lo stesso progetto open source che alimenta Chrome, con il motore Blink. Questo garantisce compatibilit\u00e0 totale con i siti e le estensioni di Chrome, ma significa anche che Brave dipende dallo sviluppo guidato da Google. Firefox, al contrario, usa il motore Gecko, completamente indipendente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"posso-usare-ublock-origin-su-entrambi\">Posso usare uBlock Origin su entrambi?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, ma con una differenza importante. Su Firefox uBlock Origin mantiene pieno accesso alle API pi\u00f9 potenti grazie al supporto continuato per il Manifest V2. Su Brave, basato su Chromium e Manifest V3, le estensioni di blocco sono pi\u00f9 limitate, anche se Brave compensa con il suo sistema Shields integrato, che molti considerano sufficiente senza estensioni aggiuntive.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"brave-o-firefox-sono-migliori-per-il-mobile\">Brave o Firefox sono migliori per il mobile?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su Android entrambi offrono il blocco contenuti, una rarit\u00e0 tra i browser mobili. Brave include Shields di default anche su mobile, mentre Firefox per Android supporta diverse estensioni, incluso uBlock Origin. Su iOS le restrizioni di Apple obbligano entrambi a usare il motore WebKit di sistema, quindi le differenze di prestazioni si riducono e contano soprattutto le funzioni di privacy e l&#8217;interfaccia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-crisi-di-mozilla-mette-a-rischio-firefox\">La crisi di Mozilla mette a rischio Firefox?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un rischio reale di lungo periodo. Circa l&#8217;85% delle entrate di Mozilla dipende dall&#8217;accordo con Google, e la sentenza antitrust del 2024-2025 potrebbe limitare o vietare quei pagamenti. Mozilla ha avvertito che la fine dell&#8217;accordo metterebbe a rischio lo sviluppo di Gecko. Firefox non sparir\u00e0 domani, ma la sua sostenibilit\u00e0 \u00e8 il vero punto interrogativo del confronto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"qual-e-il-browser-piu-veloce-tra-i-due\">Qual \u00e8 il browser pi\u00f9 veloce tra i due?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei benchmark JavaScript come Speedometer 3.0 e JetStream 2, Brave, grazie al motore Chromium, risulta tipicamente pi\u00f9 veloce di Firefox, con un margine indicativo tra il 20% e il 40% a seconda dell&#8217;hardware. Sul consumo di memoria con molte schede aperte, invece, Firefox \u00e8 spesso pi\u00f9 efficiente. La velocit\u00e0 percepita su pagine ricche di pubblicit\u00e0 favorisce Brave grazie al blocco integrato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"related-coverage\">Related Coverage<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/nordvpn-vs-surfshark-vs-proton-vpn\/\">NordVPN vs Surfshark vs Proton VPN: il confronto delle VPN per la privacy<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/proton-mail-vs-tuta\/\">Proton Mail vs Tuta: quale email cifrata scegliere<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/phishing-browser-2026\/\">Phishing nel browser: come riconoscerlo nel 2026<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/https-e-tls\/\">HTTPS e TLS: come viene protetta una connessione web<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/sicurezza-delle-password\/\">Sicurezza delle password: lunghezza, hashing e secondo fattore<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/violazioni-di-dati\/\">Violazioni di dati: come avvengono e come proteggersi<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shattered.io\/it\/privacy\/\">Tutte le guide sulla privacy di Shattered<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fonti esterne: <a href=\"https:\/\/brave.com\/privacy-features\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">funzioni di privacy ufficiali di Brave<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.mozilla.org\/en-US\/firefox\/features\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">caratteristiche ufficiali di Firefox<\/a>, <a href=\"https:\/\/gs.statcounter.com\/browser-market-share\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quote di mercato dei browser di StatCounter<\/a>, <a href=\"https:\/\/browserleaks.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">test del fingerprinting su BrowserLeaks<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.eff.org\/deeplinks\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi sulla privacy della Electronic Frontier Foundation<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta del browser \u00e8 diventata una decisione di privacy prima ancora che di velocit\u00e0. Da una parte c&#8217;\u00e8 Brave, il browser costruito su Chromium che blocca pubblicit\u00e0 e tracker\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":104,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-103","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-privacy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":105,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103\/revisions\/105"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/shattered.io\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}