{"id":596,"date":"2026-07-17T02:40:31","date_gmt":"2026-07-17T02:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/shattered.io\/it\/playstation-store-causa-sony-2026\/"},"modified":"2026-07-20T23:47:24","modified_gmt":"2026-07-20T23:47:24","slug":"playstation-store-causa-sony-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shattered.io\/it\/playstation-store-causa-sony-2026\/","title":{"rendered":"PlayStation Store, Sony a Processo: 2 Mld \u00a3 [2026]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sony Interactive Entertainment sta affrontando la pressione legale pi\u00f9 intensa mai subita dal <strong>PlayStation Store<\/strong>. Nel Regno Unito il processo <strong>Alex Neill contro Sony<\/strong>, una class action da 2 miliardi di sterline, si \u00e8 concluso l&#8217;8 maggio 2026 e ora attende una sentenza che potrebbe riscrivere le regole del negozio digitale pi\u00f9 usato d&#8217;Europa. Nei Paesi Bassi, una fondazione di consumatori ha portato in tribunale un caso gemello da oltre 400 milioni di euro. Negli Stati Uniti, Sony ha gi\u00e0 dovuto accettare un risarcimento, seppur minore, per pratiche simili sul PlayStation Network. Al centro di tutto c&#8217;\u00e8 la commissione del 30% che il colosso giapponese applica su ogni acquisto digitale: la stessa percentuale che nell&#8217;ottobre 2025 \u00e8 gi\u00e0 costata ad Apple una condanna da 1,5 miliardi di sterline in un caso quasi identico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-caso-alex-neill-contro-sony-cosa-sta-succedendo-nel-regno-unito\">Il caso Alex Neill contro Sony: cosa sta succedendo nel Regno Unito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il procedimento \u00e8 registrato presso la Competition Appeal Tribunal (CAT) di Londra, l&#8217;organo giudiziario britannico specializzato in diritto della concorrenza, con il numero di causa 1527\/7\/7\/22. \u00c8 stato depositato il 22 agosto 2022 da Alex Neill Class Representative Limited, una societ\u00e0 senza scopo di lucro costituita appositamente per rappresentare i consumatori danneggiati. Dopo un&#8217;udienza di certificazione tenutasi tra il 7 e il 9 giugno 2023, il tribunale ha emesso la sentenza di certificazione il 21 novembre 2023 e ha formalmente concesso l&#8217;ordine di procedimento collettivo (Collective Proceedings Order) il 19 gennaio 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo vero e proprio si \u00e8 svolto tra il 10 marzo e l&#8217;8 maggio 2026, per una durata complessiva di circa dieci settimane. Alla data di pubblicazione di questo articolo, la sentenza non \u00e8 ancora stata emessa: secondo gli osservatori legali che seguono il caso, il verdetto della Competition Appeal Tribunal non \u00e8 atteso prima di diversi mesi dalla conclusione del processo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"chi-e-alex-neill-e-chi-finanzia-la-causa\">Chi \u00e8 Alex Neill e chi finanzia la causa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alex Neill \u00e8 amministratrice delegata di Consumer Voice, un&#8217;organizzazione britannica di tutela dei consumatori, e agisce come rappresentante designata della classe. Il finanziamento del contenzioso \u00e8 garantito da Woodsford, uno dei principali fondi di litigation funding attivi nel Regno Unito, mentre l&#8217;assistenza legale \u00e8 affidata agli studi Milberg London LLP e Hausfeld, con Robert Palmer KC come consulente capo in aula. Il collegio della Tribunal che ha seguito il processo \u00e8 composto da Ben Tidswell, Lord Richardson e Derek Ridyard.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"le-accuse-contro-sony-commissioni-al-30-e-un-ecosistema-chiuso\">Le accuse contro Sony: commissioni al 30% e un &#8220;ecosistema chiuso&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ricorso presentato da Alex Neill accusa Sony di aver abusato della propria posizione dominante ai sensi del Chapter II del Competition Act 1998 britannico e dell&#8217;articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell&#8217;Unione Europea (TFUE), applicabile per la parte di condotta antecedente alla Brexit. Nello specifico, il documento descrive Sony come il gestore di un &#8220;ecosistema chiuso&#8221; che trasforma gli utenti PlayStation in una &#8220;classe prigioniera&#8221;, attraverso tre pratiche principali: il divieto di negozi digitali concorrenti sulle proprie console, l&#8217;obbligo per gli sviluppatori di sottoscrivere contratti che impediscono la distribuzione di contenuti digitali al di fuori del PlayStation Store senza il consenso di Sony, e l&#8217;applicazione di commissioni ritenute eccessive e senza relazione con il reale costo del servizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur senza indicare una percentuale esatta negli atti ufficiali, il ricorso fa riferimento a una commissione superiore al costo effettivo di distribuzione digitale: fonti di settore e sviluppatori terzi indicano da tempo un tasso standard del 30% su ogni transazione effettuata sul PlayStation Store, in linea con quanto applicato da Apple e Google sulle rispettive piattaforme. Secondo le stime dei ricorrenti, un utente medio coinvolto nella causa avrebbe pagato circa 162 sterline in pi\u00f9 nel corso degli anni coperti dal procedimento, con stime individuali che nella fase di certificazione erano state calcolate in una forbice tra 67 e 562 sterline prima degli interessi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cose-una-opt-out-collective-proceedings-e-perche-coinvolge-122-milioni-di-persone\">Cos&#8217;\u00e8 una &#8220;opt-out collective proceedings&#8221; e perch\u00e9 coinvolge 12,2 milioni di persone<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo giuridico utilizzato \u00e8 quello delle &#8220;opt-out collective proceedings&#8221;, introdotto nel Regno Unito dal Consumer Rights Act 2015. A differenza delle azioni di classe &#8220;opt-in&#8221; comuni in altri paesi europei, dove ogni consumatore deve aderire attivamente, nel sistema opt-out britannico tutti gli utenti che rientrano nella definizione della classe sono automaticamente inclusi nel procedimento, a meno che non scelgano esplicitamente di uscirne entro una scadenza fissata dal tribunale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso di Alex Neill contro Sony, la classe copre chiunque, residente nel Regno Unito, abbia acquistato giochi digitali o contenuti aggiuntivi sul PlayStation Store tra il 19 agosto 2016 e il 12 febbraio 2026. Al momento della certificazione nel 2024 la classe stimata era di circa 8,9 milioni di persone; con l&#8217;estensione del periodo di copertura fino a febbraio 2026, la cifra \u00e8 salita a circa 12,2 milioni di utenti, rendendo questo il pi\u00f9 grande procedimento collettivo mai avviato contro una piattaforma di gioco in Europa. La scadenza per l&#8217;opt-out era fissata al 9 marzo 2026.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-difesa-di-sony-e-la-battaglia-sui-finanziamenti-paccar\">La difesa di Sony e la battaglia sui finanziamenti PACCAR<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sony ha presentato istanze di archiviazione e di giudizio sommario sostenendo che le argomentazioni dei ricorrenti fossero prive di fondamento giuridico; la Competition Appeal Tribunal ha respinto entrambe le istanze, permettendo al caso di procedere fino al processo. Nel merito, la strategia difensiva di Sony poggia su quattro argomenti principali: i negozi digitali di terze parti rappresenterebbero un rischio per la sicurezza e la privacy degli utenti; i margini ridotti sull&#8217;hardware delle console sarebbero sostenuti proprio dalle commissioni sui contenuti digitali; il modello commerciale di Sony sarebbe in linea con quello adottato da Nintendo e Microsoft sulle rispettive piattaforme; infine, accogliere la tesi dei ricorrenti equivarrebbe a consentire un ingiusto &#8220;free-riding&#8221; da parte di negozi terzi sugli investimenti fatti da Sony nell&#8217;ecosistema PlayStation.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente al merito, Sony ha anche contestato la struttura dell&#8217;accordo di finanziamento tra Alex Neill Class Representative Limited e Woodsford, richiamando la storica sentenza della Supreme Court britannica nel caso PACCAR del 2023, che aveva dichiarato illegittimi gli accordi di litigation funding basati su una percentuale fissa dei danni risarciti. L&#8217;accordo \u00e8 stato quindi ristrutturato per basare il compenso del finanziatore su un multiplo dei costi sostenuti, con tetti massimi di protezione per la classe. La Court of Appeal ha confermato all&#8217;unanimit\u00e0 la validit\u00e0 del nuovo accordo nel giugno 2025 e la Supreme Court ha successivamente rifiutato di concedere un ulteriore grado di appello su questo punto specifico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-precedente-che-pesa-apple-ha-gia-perso-un-caso-quasi-identico\">Il precedente che pesa: Apple ha gi\u00e0 perso un caso quasi identico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire cosa rischia davvero Sony bisogna guardare a quanto accaduto ad Apple nello stesso tribunale. Nel caso <strong>Dr Rachael Kent contro Apple<\/strong>, depositato nel 2021 per conto di circa 36 milioni di utenti britannici di iPhone e iPad, la Competition Appeal Tribunal ha stabilito all&#8217;unanimit\u00e0, nell&#8217;ottobre 2025, che Apple avesse abusato della propria posizione dominante escludendo illegittimamente i concorrenti e applicando commissioni troppo elevate sugli acquisti effettuati tramite App Store. Il danno riconosciuto ai consumatori e alle aziende britanniche \u00e8 stato quantificato in circa 1,5 miliardi di sterline, relativi a un decennio di acquisti. \u00c8 stata la prima causa avviata con il regime britannico delle azioni collettive a concludersi con una vittoria piena per i ricorrenti dopo un processo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Apple ha tentato di appellarsi: la stessa Competition Appeal Tribunal ha negato il permesso di appello il 13 novembre 2025, dopo che Apple lo aveva richiesto il giorno 11. L&#8217;azienda si \u00e8 quindi rivolta direttamente alla Court of Appeal il 5 dicembre 2025, che con un&#8217;ordinanza del 23 marzo 2026 ha disposto un&#8217;udienza combinata per decidere contemporaneamente se concedere il permesso di appello e, in caso positivo, l&#8217;esito dell&#8217;appello stesso. Anche questo procedimento resta pendente. Per gli osservatori legali che seguono entrambi i casi, la vittoria di Kent contro Apple rappresenta un precedente diretto per il caso Neill contro Sony: stessa tribunale, stessa cornice normativa, stessa accusa di commissioni al 30% imposte attraverso un negozio digitale obbligato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"non-solo-londra-la-causa-olandese-da-oltre-400-milioni-di-euro\">Non solo Londra: la causa olandese da oltre 400 milioni di euro<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fronte legale contro il PlayStation Store non si limita al Regno Unito. Nei Paesi Bassi, la fondazione Stichting Massaschade &#038; Consument ha ottenuto dal tribunale l&#8217;autorizzazione a rappresentare i consumatori olandesi in un procedimento avviato secondo la legge WAMCA, il meccanismo processuale olandese per le azioni collettive risarcitorie. Il caso \u00e8 tornato in aula il 29 giugno 2026 davanti al Tribunale di Midden-Nederland.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fondazione sostiene che circa 1,7 milioni di possessori olandesi di PlayStation 4 e PlayStation 5 abbiano pagato in media il 47% in pi\u00f9 per i giochi acquistati in versione digitale rispetto alla stessa copia fisica, nonostante i costi di distribuzione digitale siano teoricamente inferiori. Il danno complessivo stimato per i consumatori olandesi, riferito agli acquisti effettuati dal 29 novembre 2013 in avanti, supera i 400 milioni di euro. Gli osservatori legali definiscono questa autorizzazione un passaggio procedurale significativo: \u00e8 la prima volta che un tribunale europeo autorizza formalmente un ente di tutela dei consumatori a perseguire questa specifica categoria di reclamo contro il PlayStation Store, un precedente che potrebbe aprire la strada a cause simili in altri Stati membri dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-fronte-americano-un-accordo-minuscolo-da-785-milioni-di-dollari\">Il fronte americano: un accordo minuscolo da 7,85 milioni di dollari<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Stati Uniti, Sony si \u00e8 gi\u00e0 mossa per chiudere un contenzioso separato ma collegato. Nella causa <em>Caccuri contro Sony Interactive Entertainment<\/em>, depositata nel maggio 2021 presso la Corte Distrettuale del Northern District of California, i ricorrenti accusavano Sony di aver violato lo Sherman Antitrust Act e il Clayton Act quando, a partire dal 1\u00b0 aprile 2019, aveva smesso di consentire a rivenditori terzi come Amazon, Best Buy e GameStop di vendere codici di download scontati per i giochi PlayStation, obbligando di fatto i consumatori ad acquistare esclusivamente tramite il PlayStation Store a prezzo pieno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una prima proposta di accordo \u00e8 stata respinta dal giudice nel luglio 2025; una versione rivista, da 7,85 milioni di dollari, \u00e8 stata approvata nell&#8217;aprile 2026. L&#8217;accordo copre circa 4,4 milioni di proprietari statunitensi di PlayStation per il periodo tra il 1\u00b0 aprile 2019 e il 31 dicembre 2023, con la restituzione tramite crediti sul portafoglio PlayStation Network distribuiti automaticamente dopo l&#8217;approvazione definitiva, prevista per il 15 ottobre 2026 (scadenza per l&#8217;opt-out: 2 luglio 2026). Al netto delle spese legali e amministrative, fino al 25% del totale, la somma residua distribuita tra milioni di persone equivale a pochi dollari a testa: un contrasto netto rispetto alla scala delle richieste britanniche e olandesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"le-cause-a-confronto-una-mappa-delle-azioni-legali-contro-le-piattaforme-di-gioco\">Le cause a confronto: una mappa delle azioni legali contro le piattaforme di gioco<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Messe una accanto all&#8217;altra, le cinque cause pi\u00f9 rilevanti aperte contro le grandi piattaforme digitali del gaming e del mobile mostrano un fronte legale ormai coordinato su pi\u00f9 continenti, con un&#8217;unica accusa di fondo: commissioni troppo alte imposte attraverso negozi digitali senza reali alternative per gli utenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Caso<\/th><th>Piattaforma<\/th><th>Giurisdizione<\/th><th>Importo richiesto<\/th><th>Utenti coinvolti<\/th><th>Stato (luglio 2026)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Alex Neill v Sony<\/td><td>PlayStation Store<\/td><td>Regno Unito (CAT)<\/td><td>~2 miliardi \u00a3<\/td><td>12,2 milioni<\/td><td>Sentenza pendente<\/td><\/tr><tr><td>Stichting Massaschade v Sony<\/td><td>PlayStation Store<\/td><td>Paesi Bassi<\/td><td>&gt;400 milioni \u20ac<\/td><td>1,7 milioni<\/td><td>Udienza tenuta (29\/6\/2026)<\/td><\/tr><tr><td>Caccuri v Sony<\/td><td>PlayStation Network<\/td><td>Stati Uniti (N.D. Cal.)<\/td><td>7,85 milioni $<\/td><td>4,4 milioni<\/td><td>Accordo approvato<\/td><\/tr><tr><td>Dr Rachael Kent v Apple<\/td><td>App Store<\/td><td>Regno Unito (CAT)<\/td><td>~1,5 miliardi \u00a3<\/td><td>36 milioni<\/td><td>Vinta, in appello<\/td><\/tr><tr><td>Epic Games v Google<\/td><td>Google Play Store<\/td><td>Stati Uniti<\/td><td>700 milioni $ (accordo Stati)<\/td><td>Class-wide<\/td><td>Verdetto favorevole a Epic (2023)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo schema che emerge \u00e8 chiaro: gli stessi studi legali e fondi di litigation funding stanno replicando in pi\u00f9 paesi la medesima strategia processuale gi\u00e0 utilizzata con successo contro Apple e Google, applicandola ora alle console da gioco. Anche <a href=\"\/it\/valve-steam-causa-antitrust-2026\/\">Valve si trova ad affrontare un percorso simile<\/a> per le commissioni applicate su Steam, segno che l&#8217;intero modello di distribuzione digitale al 30% \u00e8 ormai sotto esame su scala globale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-guerra-delle-commissioni-playstation-store-steam-ed-epic-games-store-a-confronto\">La guerra delle commissioni: PlayStation Store, Steam ed Epic Games Store a confronto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al cuore di ogni singola causa citata sopra c&#8217;\u00e8 la stessa cifra: 30%. \u00c8 la commissione standard che le principali piattaforme digitali, non solo quelle di gioco, trattengono su ogni vendita di contenuti digitali. Negli ultimi anni, per\u00f2, alcuni concorrenti hanno scelto di competere proprio riducendo questa percentuale, con conseguenze dirette sul dibattito legale in corso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Negozio digitale<\/th><th>Commissione standard<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>PlayStation Store<\/td><td>30%<\/td><td>Nessuna alternativa consentita su console<\/td><\/tr><tr><td>Apple App Store<\/td><td>30%<\/td><td>Condannata nel Regno Unito (ottobre 2025)<\/td><\/tr><tr><td>Google Play Store<\/td><td>30% (storico)<\/td><td>Pagamenti alternativi ammessi dopo il verdetto Epic (2023): commissioni di elaborazione dal 2,5% al 5%<\/td><\/tr><tr><td>Valve Steam<\/td><td>30%<\/td><td>Sotto causa antitrust negli Stati Uniti<\/td><\/tr><tr><td>Epic Games Store<\/td><td>12%<\/td><td>Commissione ridotta usata come leva competitiva<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto aiuta a capire perch\u00e9 le cause contro Sony e Apple si concentrano proprio sul concetto di &#8220;ecosistema chiuso&#8221;: su PC un utente scontento delle commissioni di Steam pu\u00f2 in teoria rivolgersi a <a href=\"\/it\/epic-games-store-vs-steam-vs-gog\/\">Epic Games Store o GOG, che applicano commissioni molto pi\u00f9 basse<\/a>. Su PlayStation, invece, non esiste alcuna alternativa al negozio ufficiale: \u00e8 esattamente questa assenza di scelta a essere al centro delle accuse di abuso di posizione dominante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-rischia-concretamente-sony-se-perde-in-tribunale\">Cosa rischia concretamente Sony se perde in tribunale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre all&#8217;esborso finanziario diretto, che nello scenario peggiore per Sony potrebbe avvicinarsi ai 2 miliardi di sterline nel solo Regno Unito, una sconfitta aprirebbe la strada a rimedi strutturali. Il precedente pi\u00f9 rilevante \u00e8 quello di Epic contro Google: dopo il verdetto della giuria del dicembre 2023, Google \u00e8 stata costretta a permettere agli sviluppatori Android di utilizzare sistemi di pagamento alternativi al proprio, con commissioni di elaborazione comprese tra il 2,5% e il 5%, molto inferiori al 30% originario. Se un tribunale imponesse un rimedio simile a Sony, il PlayStation Store dovrebbe aprirsi a metodi di pagamento o addirittura a canali di distribuzione alternativi, un cambiamento che ridefinirebbe l&#8217;intero modello di business delle console.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"limpatto-su-sviluppatori-e-publisher\">L&#8217;impatto su sviluppatori e publisher<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli sviluppatori terzi, una riduzione forzata delle commissioni PlayStation si tradurrebbe in margini pi\u00f9 ampi sulle vendite digitali, che oggi rappresentano la stragrande maggioranza dei ricavi dei giochi venduti su console. Per Sony, al contrario, significherebbe dover trovare fonti di ricavo alternative per compensare un segmento che, secondo quanto sostenuto dalla stessa azienda in tribunale, sussidia i margini ridotti sulla vendita dell&#8217;hardware.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"perche-la-vicenda-riguarda-anche-litalia-e-leuropa\">Perch\u00e9 la vicenda riguarda anche l&#8217;Italia e l&#8217;Europa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna delle cause descritte finora \u00e8 stata avviata in Italia, ma le implicazioni per i milioni di utenti PlayStation italiani ed europei sono dirette. Il caso olandese dimostra che il meccanismo pu\u00f2 essere replicato altrove nell&#8217;Unione Europea: l&#8217;autorizzazione concessa a Stichting Massaschade &#038; Consument dal tribunale di Midden-Nederland \u00e8 gi\u00e0 stata definita dagli osservatori legali un possibile modello procedurale per altre associazioni di consumatori europee interessate a promuovere azioni simili nei rispettivi paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la questione regolatoria pi\u00f9 ampia. Il Digital Markets Act europeo, entrato pienamente in vigore per i &#8220;gatekeeper&#8221; designati dalla Commissione, oggi non include il PlayStation Store tra i servizi di piattaforma di base sottoposti a obblighi specifici di apertura. Un esito sfavorevole per Sony nel Regno Unito, unito alla causa olandese ancora aperta, potrebbe per\u00f2 alimentare la discussione a Bruxelles su un possibile ampliamento del perimetro della normativa alle piattaforme di distribuzione digitale dei videogiochi, sul modello di quanto gi\u00e0 avvenuto per gli app store mobile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cronologia-completa-quattro-anni-di-battaglie-legali\">Cronologia completa: quattro anni di battaglie legali<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Maggio 2021<\/strong>: negli Stati Uniti viene depositata la causa Caccuri contro Sony sui codici di download PlayStation Network.<\/li><li><strong>Agosto 2022<\/strong>: Alex Neill deposita la causa contro Sony presso la Competition Appeal Tribunal britannica.<\/li><li><strong>Giugno 2023<\/strong>: udienza di certificazione del procedimento collettivo nel Regno Unito.<\/li><li><strong>Novembre 2023<\/strong>: la CAT certifica la classe di consumatori nel caso Sony; Woodsford ottiene il via libera a finanziare la causa da 5 miliardi di sterline (importo massimo teorico iniziale).<\/li><li><strong>Gennaio 2024<\/strong>: viene formalmente concesso il Collective Proceedings Order nel caso Neill v Sony.<\/li><li><strong>Dicembre 2024<\/strong>: la CAT emette la sua prima sentenza definitiva su un&#8217;azione collettiva opt-out nel caso Le Patourel contro BT, riconoscendo prezzi eccessivi ma respingendo il reclamo perch\u00e9 non ritenuti &#8220;ingiusti&#8221;.<\/li><li><strong>Giugno 2025<\/strong>: la Court of Appeal conferma la validit\u00e0 dell&#8217;accordo di finanziamento ristrutturato tra Woodsford e i ricorrenti nel caso Sony, dopo la sentenza PACCAR.<\/li><li><strong>Luglio 2025<\/strong>: un giudice statunitense respinge la prima proposta di accordo nel caso Caccuri v Sony.<\/li><li><strong>Ottobre 2025<\/strong>: la CAT condanna Apple nel caso Kent, riconoscendo danni per circa 1,5 miliardi di sterline.<\/li><li><strong>Febbraio 2026<\/strong>: udienza di pre-trial review nel caso Neill v Sony; si chiude anche il periodo di copertura della classe, ormai salita a 12,2 milioni di persone.<\/li><li><strong>Marzo 2026<\/strong>: inizia il processo Neill v Sony a Londra; scade il termine per l&#8217;opt-out dei consumatori britannici.<\/li><li><strong>Aprile 2026<\/strong>: viene approvata la versione rivista dell&#8217;accordo da 7,85 milioni di dollari nel caso Caccuri v Sony.<\/li><li><strong>Maggio 2026<\/strong>: si conclude il processo Neill v Sony dopo circa dieci settimane di udienze.<\/li><li><strong>Giugno 2026<\/strong>: il caso olandese contro Sony torna in aula al Tribunale di Midden-Nederland.<\/li><li><strong>Luglio 2026<\/strong>: la sentenza del caso britannico resta pendente.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"previsioni-cosa-aspettarsi-nei-prossimi-mesi\">Previsioni: cosa aspettarsi nei prossimi mesi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla base del precedente Apple e del calendario dei procedimenti in corso, \u00e8 possibile delineare alcuni scenari plausibili per i prossimi mesi, da intendere come analisi e non come previsioni certe.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Una sentenza della Competition Appeal Tribunal nel caso Neill v Sony \u00e8 plausibile entro la fine del 2026 o nei primi mesi del 2027, seguendo tempistiche simili a quelle osservate nel caso Kent v Apple.<\/li><li>Se il tribunale seguisse la stessa impostazione adottata contro Apple, \u00e8 probabile che riconosca un abuso di posizione dominante, ma non \u00e8 scontato che liquidi l&#8217;intero importo massimo richiesto: nel caso Kent, il danno riconosciuto (1,5 miliardi di sterline) \u00e8 stato comunque inferiore alle stime iniziali pi\u00f9 ampie circolate al momento della certificazione.<\/li><li>Anche in caso di sconfitta, Sony ricorrer\u00e0 quasi certamente in appello, seguendo lo stesso percorso intrapreso da Apple, allungando l&#8217;incertezza sul caso di almeno un altro anno.<\/li><li>Il procedimento olandese potrebbe fare da apripista per nuove azioni legali in altri paesi dell&#8217;Unione Europea, con l&#8217;Italia tra i mercati PlayStation pi\u00f9 rilevanti del continente e quindi potenzialmente esposta in futuro a iniziative simili da parte di associazioni di consumatori locali.<\/li><li>Indipendentemente dall&#8217;esito giudiziario, la pressione competitiva e regolatoria potrebbe spingere Sony ad anticipare modifiche al PlayStation Store, ad esempio ampliando le opzioni di pagamento o rivedendo le condizioni contrattuali con gli sviluppatori terzi, sul modello di quanto gi\u00e0 fatto da Google dopo la sconfitta contro Epic.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-possibile-effetto-sul-digital-markets-act-europeo\">Il possibile effetto sul Digital Markets Act europeo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni osservatori legali si interrogano se, in uno scenario di sconfitta ripetuta di Sony e Apple davanti ai tribunali civili, la Commissione Europea possa essere sollecitata a valutare l&#8217;inclusione dei negozi digitali delle console tra i servizi soggetti a obblighi di interoperabilit\u00e0 previsti dal Digital Markets Act. Si tratta al momento di un&#8217;ipotesi discussa da giuristi e non di un procedimento formalmente avviato dalle istituzioni europee.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"domande-frequenti-sulla-causa-playstation-store\">Domande frequenti sulla causa PlayStation Store<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cos&#8217;\u00e8 la causa Alex Neill contro Sony?<\/strong><br>\u00c8 una class action &#8220;opt-out&#8221; avviata nel Regno Unito nel 2022 davanti alla Competition Appeal Tribunal, che accusa Sony di aver applicato commissioni eccessive sul PlayStation Store abusando della propria posizione dominante. Il processo si \u00e8 concluso l&#8217;8 maggio 2026 e la sentenza \u00e8 ancora pendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto rischia di dover pagare Sony?<\/strong><br>La richiesta di risarcimento quantificata al processo si aggira intorno ai 2 miliardi di sterline, comprensivi di interessi, sebbene la classe fosse stata originariamente certificata per un importo massimo teorico fino a 5 miliardi di sterline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanti utenti sono coinvolti nella causa britannica?<\/strong><br>Circa 12,2 milioni di residenti nel Regno Unito che hanno acquistato giochi o contenuti digitali sul PlayStation Store tra il 19 agosto 2016 e il 12 febbraio 2026 rientrano automaticamente nella classe, salvo essersi opposti entro il 9 marzo 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Esistono cause simili contro Sony anche in Europa continentale?<\/strong><br>S\u00ec. Nei Paesi Bassi, la fondazione Stichting Massaschade &#038; Consument rappresenta circa 1,7 milioni di consumatori in un procedimento da oltre 400 milioni di euro, tornato in aula il 29 giugno 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa ha deciso il tribunale nel caso simile contro Apple?<\/strong><br>Nell&#8217;ottobre 2025 la Competition Appeal Tribunal ha condannato Apple a risarcire circa 1,5 miliardi di sterline per pratiche quasi identiche sull&#8217;App Store, in quella che \u00e8 considerata la prima vittoria piena in un&#8217;azione collettiva opt-out britannica. Apple ha presentato ricorso, ancora pendente a met\u00e0 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il PlayStation Store applica davvero una commissione del 30%?<\/strong><br>Non \u00e8 la cifra esatta indicata negli atti del ricorso, ma \u00e8 la percentuale ampiamente riportata da sviluppatori e osservatori di settore come commissione standard sulle transazioni digitali PlayStation, in linea con quella storicamente applicata da Apple, Google e Valve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa succede se Sony perde definitivamente?<\/strong><br>Oltre al risarcimento economico, una sentenza sfavorevole potrebbe costringere Sony a modificare il funzionamento del PlayStation Store, ad esempio ammettendo metodi di pagamento alternativi, seguendo il precedente imposto a Google dopo la causa con Epic Games.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando sono attese le prossime decisioni sul caso?<\/strong><br>La sentenza britannica \u00e8 attesa nei prossimi mesi, verosimilmente non prima della fine del 2026. Il procedimento olandese proseguir\u00e0 nel frattempo con nuove udienze presso il Tribunale di Midden-Nederland.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"approfondimenti-correlati\">Approfondimenti correlati<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><a href=\"\/it\/valve-steam-causa-antitrust-2026\/\">Steam a Processo: 32.000 Sviluppatori, 3,1 Mld $ [2026]<\/a><\/li><li><a href=\"\/it\/ps-plus-aumento-prezzo-2026\/\">PS Plus Rincara a 9,99\u20ac: Sony non Esclude un Bis [2026]<\/a><\/li><li><a href=\"\/it\/epic-games-store-vs-steam-vs-gog\/\">Epic Games Store vs Steam vs GOG: 12% vs 30% [2026]<\/a><\/li><li><a href=\"\/it\/loot-box-agcm-activision-blizzard-2026\/\">PEGI 16 per le Loot Box: AGCM Indaga Activision [2026]<\/a><\/li><li><a href=\"\/it\/ps5-pro-vs-xbox-series-x\/\">PS5 Pro vs Xbox Series X: 899\u20ac vs 599\u20ac, +39% Potenza [2026]<\/a><\/li><li><a href=\"\/it\/playstation-6-rumor-prezzo-2026\/\">PlayStation 6: Costi a 960$, si Rischia il Rinvio [2026]<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti: <a href=\"https:\/\/www.catribunal.org.uk\/cases\/15277722-alex-neill-class-representative-limited\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Competition Appeal Tribunal<\/a>, <a href=\"https:\/\/legalclarity.org\/sony-class-action-lawsuit-uk-the-2-billion-claim\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LegalClarity<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.hausfeld.com\/news\/cat-rules-unanimously-in-favour-of-dr-kent-against-apple-s-app-store-and-consumers-and-businesses-are-owed-approx-15-billion\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hausfeld<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.telecompaper.com\/news\/dutch-court-validates-class-action-suit-against-sony-over-playstation-store-pricing--1575248\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Telecompaper<\/a>, <a href=\"https:\/\/thenextweb.com\/news\/sony-playstation-store-7-85-million-antitrust-settlement-digital-games\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Next Web<\/a> e <a href=\"https:\/\/woodsford.com\/woodsford-funded-5bn-class-action-against-sony-playstation-gets-go-ahead-in-uk-competition-appeal-tribunal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Woodsford<\/a>.<\/p>\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sony Interactive Entertainment sta affrontando la pressione legale pi\u00f9 intensa mai subita dal PlayStation Store. 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