{"id":599,"date":"2026-07-17T05:14:23","date_gmt":"2026-07-17T05:14:23","guid":{"rendered":"https:\/\/shattered.io\/it\/petizione-dischi-playstation-2026\/"},"modified":"2026-07-17T23:46:55","modified_gmt":"2026-07-17T23:46:55","slug":"petizione-dischi-playstation-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shattered.io\/it\/petizione-dischi-playstation-2026\/","title":{"rendered":"Sony Ignora 325.000 Firme Contro l&#8217;Addio al Disco [2026]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1\u00b0 luglio 2026 Sony ha annunciato che la produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation terminer\u00e0 da gennaio 2028. Lo stesso giorno, dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, la rivenditrice canadese Jade Pearce ha aperto su Change.org una petizione dal titolo <strong>&#8220;Don&#8217;t Kill the Disc&#8221;<\/strong>. Diciassette giorni dopo, quella raccolta firme ha superato quota <strong>325.000<\/strong>, \u00e8 diventata una delle petizioni pi\u00f9 attive della piattaforma nelle ultime settimane ed \u00e8 affiancata da almeno altre 14 iniziative simili. Sony, per\u00f2, non ha ancora risposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che sembrava l&#8217;ennesimo comunicato aziendale sulla transizione al digitale si \u00e8 trasformato in uno dei casi di attivismo consumer pi\u00f9 rapidi della storia recente del gaming, con ramificazioni che toccano il mercato dell&#8217;usato, le cause legali gi\u00e0 in corso contro PlayStation Store e perfino Bruxelles, che nello stesso mese si \u00e8 gi\u00e0 trovata a rispondere a un&#8217;altra grande petizione di settore. Ecco i numeri, il contesto e cosa aspettarsi da qui al 2028. Aggiornato al 17 luglio 2026.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-chiede-la-petizione-dont-kill-the-disc\">Cosa chiede la petizione &#8220;Don&#8217;t Kill the Disc&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo della petizione, pubblicata su <a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/don-t-kill-the-disc-tell-sony-to-keep-physical-playstation-games\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Change.org<\/a> il giorno stesso dell&#8217;annuncio di Sony, non chiede di fermare il digitale, ma di non trasformarlo nell&#8217;unica porta d&#8217;accesso ai giochi PlayStation. La richiesta \u00e8 semplice: mantenere il disco come opzione, cos\u00ec da non togliere ai giocatori la possibilit\u00e0 di comprare, prestare, rivendere, collezionare o conservare una copia fisica dei propri giochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A firmare l&#8217;appello \u00e8 Jade Pearce, amministratrice delegata della catena canadese di negozi PNP Games, che nel testo scrive: &#8220;I giochi fisici sostengono un intero settore che un futuro tutto digitale cancella silenziosamente: rivenditori, distributori, produttori, magazzini e logistica, il mercato dell&#8217;usato e della permuta, e la comunit\u00e0 di collezionisti e conservatori&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.techradar.com\/gaming\/physical-media-is-what-makes-consoles-the-best-place-to-play-playstation-fans-pushing-back-against-sonys-plan-to-end-physical-discs-have-managed-to-amass-over-170-000-signatures-in-a-bid-to-reverse-the-decision\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">TechRadar<\/a>). E aggiunge, per anticipare le critiche pi\u00f9 scontate: &#8220;Non siamo contro il digitale. Siamo contro il fatto che il digitale diventi l&#8217;unica opzione. Una comunit\u00e0 ampia e appassionata vuole ancora un gioco fisico vero, posseduto a pieno titolo, e Sony sta per togliere questa scelta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento nel testo della petizione al passato di Sony non \u00e8 casuale: gli organizzatori citano esplicitamente la comunicazione dell&#8217;azienda all&#8217;E3 2013, quando PlayStation costru\u00ec gran parte della propria immagine pubblica proprio sulla promessa di libert\u00e0 nel prestare, rivendere e condividere i giochi fisici, in contrapposizione alle restrizioni digitali proposte all&#8217;epoca da Xbox One. Tredici anni dopo, \u00e8 Sony stessa a muoversi nella direzione che allora aveva pubblicamente deriso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-cronologia-di-una-crescita-record\">La cronologia di una crescita record<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi movimenti consumer nel settore videoludico hanno accumulato consensi a questa velocit\u00e0. Nelle prime 48 ore la petizione aveva gi\u00e0 raccolto 40.000 firme; nel giro di quattro giorni erano diventate 117.000. Da l\u00ec la curva non ha rallentato, superando una soglia simbolica dopo l&#8217;altra nel giro di due settimane.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr><th>Data (2026)<\/th><th>Firme raccolte<\/th><th>Fonte<\/th><\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td>1 luglio<\/td><td>Apertura della petizione su Change.org<\/td><td>Change.org<\/td><\/tr>\n<tr><td>~3 luglio<\/td><td>40.000 (in 48 ore)<\/td><td>Gagadget<\/td><\/tr>\n<tr><td>5 luglio<\/td><td>117.000 (in 4 giorni)<\/td><td>Gagadget<\/td><\/tr>\n<tr><td>6 luglio<\/td><td>125.000<\/td><td>TheSixthAxis<\/td><\/tr>\n<tr><td>7 luglio<\/td><td>165.000 \u2013 170.000<\/td><td>Video Games Chronicle<\/td><\/tr>\n<tr><td>9 luglio<\/td><td>oltre 200.000<\/td><td>Tom&#8217;s Hardware<\/td><\/tr>\n<tr><td>10-11 luglio<\/td><td>oltre 270.000<\/td><td>Key4biz.it<\/td><\/tr>\n<tr><td>17 luglio<\/td><td>325.227 (rilevazione live)<\/td><td>Change.org<\/td><\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritmo di crescita \u00e8 uno dei pi\u00f9 rapidi mai registrati per una petizione legata al gaming su Change.org, e la colloca stabilmente tra le iniziative pi\u00f9 firmate della piattaforma nella settimana della sua pubblicazione, secondo quanto riportato da <a href=\"https:\/\/www.tomshw.it\/videogioco\/playstation-l-addio-ai-dischi-mette-sony-davanti-a-un-problema\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tom&#8217;s Hardware Italia<\/a>. Per un confronto di scala, restano comunque lontane dal milione abbondante raccolto dalla campagna &#8220;Stop Killing Games&#8221;, di cui parliamo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"chi-e-jade-pearce-e-perche-un-rivenditore-guida-la-protesta\">Chi \u00e8 Jade Pearce e perch\u00e9 un rivenditore guida la protesta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che a organizzare la petizione sia stata una rivenditrice e non un singolo appassionato. PNP Games \u00e8 un negozio indipendente canadese nato nel 2005 dalla vendita di giochi su eBay, cresciuto fino a tre punti vendita fisici in Canada e oggi attivo anche nella vendita di controller e console. Per un&#8217;attivit\u00e0 come questa, la fine dei dischi fisici non \u00e8 un tema astratto: \u00e8 un rischio diretto sul proprio modello di business, che dipende dalla vendita, dalla permuta e dalla rivendita dell&#8217;usato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo spiega il tono della petizione, che non si limita a far leva sulla nostalgia per il disco ma elenca in modo puntuale le categorie economiche coinvolte: rivenditori indipendenti come PNP Games, distributori, produttori di supporti, magazzini e logistica, il mercato dell&#8217;usato e della permuta, oltre alla comunit\u00e0 di collezionisti e conservatori digitali. \u00c8 lo stesso tipo di argomentazione che avevamo gi\u00e0 visto emergere nella nostra analisi sull&#8217;<a href=\"\/it\/playstation-dischi-fisici-2028\/\">annuncio originale di Sony sulla fine dei dischi PlayStation<\/a>, qui per\u00f2 trasformata in una mobilitazione organizzata e numericamente rilevante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-silenzio-di-sony\">Il silenzio di Sony<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A oltre due settimane dall&#8217;apertura della petizione, Sony non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in risposta, n\u00e9 ha modificato in alcun modo il piano annunciato il 1\u00b0 luglio. Il titolo scelto da Video Games Chronicle per raccontare la vicenda, &#8220;Sony resta in silenzio&#8221;, riassume bene la strategia comunicativa dell&#8217;azienda: nessuna conferma, nessuna smentita, nessun segnale di apertura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/multiplayer.it\/notizie\/la-petizione-per-non-uccidere-i-dischi-rivolta-a-sony-vola-gia-oltre-le-100000-firme.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Multiplayer.it<\/a>, nella propria copertura della vicenda, ha definito la decisione di Sony &#8220;piuttosto irreversibile&#8221;, una lettura condivisa da diversi osservatori di settore: il passaggio al digitale garantisce margini pi\u00f9 alti, elimina i costi di stampa, distribuzione fisica e logistica dei resi, e riduce drasticamente il fenomeno della rivendita dell&#8217;usato, che non genera alcun ricavo per l&#8217;editore. Dal punto di vista puramente finanziario, per Sony non c&#8217;\u00e8 quindi una ragione economica immediata per fare marcia indietro, anche di fronte a centinaia di migliaia di firme.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"non-solo-change-org-un-fronte-di-almeno-15-petizioni\">Non solo Change.org: un fronte di almeno 15 petizioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Don&#8217;t Kill the Disc&#8221; \u00e8 la pi\u00f9 firmata, ma non \u00e8 isolata. Secondo la ricostruzione di <a href=\"https:\/\/www.key4biz.it\/playstation-verso-laddio-ai-giochi-su-disco-la-protesta-online-dont-kill-the-disk-supera-270mila-firme\/580019\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Key4biz<\/a>, almeno altre 14 petizioni distinte chiedono a Sony di fare marcia indietro sulla produzione dei dischi fisici, pubblicate su piattaforme diverse e con testi simili ma indipendenti tra loro. Il fenomeno segnala qualcosa che va oltre l&#8217;iniziativa di un singolo rivenditore: una parte consistente della base di giocatori PlayStation, in pi\u00f9 mercati contemporaneamente, percepisce la scelta di Sony come una perdita di controllo sui propri acquisti, non solo come un cambiamento logistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la stampa italiana ha seguito da vicino la vicenda: testate come Multiplayer.it, Tom&#8217;s Hardware Italia, SpazioGames ed Everyeye hanno dedicato pi\u00f9 articoli alla crescita della petizione nel giro di due settimane, un&#8217;attenzione mediatica insolita per una raccolta firme extra-europea che segnala quanto il tema sia sentito anche dal pubblico italiano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"da-dove-nasce-tutto-lannuncio-di-sony-del-1-luglio\">Da dove nasce tutto: l&#8217;annuncio di Sony del 1\u00b0 luglio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la portata della protesta serve ricordare cosa ha effettivamente comunicato Sony. Come avevamo <a href=\"\/it\/playstation-dischi-fisici-2028\/\">gi\u00e0 raccontato in dettaglio<\/a>, l&#8217;annuncio ufficiale \u00e8 arrivato sul <a href=\"https:\/\/blog.playstation.com\/2026\/07\/01\/physical-disc-production-ending-in-january-2028-for-new-games-releasing-on-playstation-consoles\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PlayStation.Blog<\/a> a firma di Sid Shuman, Senior Director della divisione Content Communications di Sony Interactive Entertainment: dal gennaio 2028 la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi giochi PlayStation, sia first-party sia di terze parti, verr\u00e0 interrotta. I titoli che debutteranno da quella data saranno disponibili solo in formato digitale, tramite PlayStation Store o come codici di download nei negozi fisici (&#8220;code-in-box&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre precisazioni contenute nello stesso comunicato meritano di essere ricordate, perch\u00e9 la petizione si muove esattamente nello spazio che lasciano aperto. Primo: i giochi gi\u00e0 pubblicati o in uscita su disco prima di gennaio 2028 non sono toccati. Secondo: le console con lettore ottico continueranno a funzionare normalmente. Terzo, e pi\u00f9 delicato: Sony promette che gli acquisti digitali resteranno disponibili solo &#8220;per il prossimo futuro&#8221; (&#8220;for the foreseeable future&#8221;), non a tempo indeterminato &#8211; la stessa ambiguit\u00e0 contrattuale al centro delle cause legali di cui parliamo pi\u00f9 avanti. Lo stesso giorno, un secondo annuncio separato ha confermato anche la chiusura degli store digitali di PS3 e PS Vita, prevista per luglio 2027 nella maggior parte dei mercati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"litalia-e-leuropa-un-mercato-che-resiste-al-fisico-piu-della-media-sony\">L&#8217;Italia e l&#8217;Europa: un mercato che resiste al fisico pi\u00f9 della media Sony<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema tocca l&#8217;Italia pi\u00f9 da vicino di quanto i numeri globali di Sony lascino intuire. Secondo i dati IIDEA gi\u00e0 utilizzati nella nostra analisi dell&#8217;annuncio originale, il mercato italiano dei giochi console e PC vale circa 560 milioni di euro, con una ripartizione tra digitale e fisico molto pi\u00f9 equilibrata della media globale Sony (che parla di circa l&#8217;80% di vendite digitali): in Italia il digitale pesa per il 59% del valore (328 milioni di euro) contro il 41% del fisico (231 milioni di euro), mentre contando le unit\u00e0 vendute il fisico sale addirittura al 35%. Il mercato dell&#8217;usato italiano, da solo, vale circa 58 milioni di euro, pari a un decimo del comparto complessivo: \u00e8 la fetta pi\u00f9 direttamente esposta a un futuro senza dischi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello europeo, i dati dell&#8217;associazione di categoria <a href=\"https:\/\/www.videogameseurope.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Video Games Europe<\/a> confermano un mercato solido e in crescita: circa 26,8 miliardi di euro nei principali territori europei (+4% su base annua), con le console che rappresentano ancora il 38% dei ricavi complessivi e il 54% della popolazione europea tra 6 e 64 anni che gioca regolarmente ai videogiochi. Sono numeri che spiegano perch\u00e9 la fine dei dischi, per quanto graduale, non sia percepita come un dettaglio tecnico da una parte tutt&#8217;altro che marginale del pubblico europeo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"bruxelles-alza-le-mani-di-nuovo\">Bruxelles alza le mani (di nuovo)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi sperava in un intervento normativo europeo \u00e8 rimasto deluso. Secondo quanto riportato da <a href=\"https:\/\/gaminghq.eu\/2026\/07\/11\/eu-limited-power-stop-sony-ending-playstation-discs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">GamingHQ.eu<\/a>, il commissario UE Michael McGrath &#8211; con delega a giustizia e tutela dei consumatori &#8211; ha dichiarato che le aziende restano generalmente libere di offrire prodotti e servizi nel modo che ritengono pi\u00f9 opportuno, nell&#8217;ambito della libert\u00e0 commerciale e contrattuale garantita nell&#8217;Unione Europea. In altre parole: Bruxelles non dispone, al momento, degli strumenti legali per obbligare Sony a mantenere il disco come opzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che lo stesso commissario si trova a gestire una protesta di massa del mondo videoludico. \u00c8 infatti lo stesso Michael McGrath che, insieme alla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, aveva incontrato il 23 febbraio 2026 gli organizzatori della campagna <a href=\"\/it\/stop-killing-games-commissione-europea-2026\/\">&#8220;Stop Killing Games&#8221;<\/a>, prima della risposta ufficiale della Commissione arrivata il 16 giugno. Nel giro di poche settimane, lo stesso ufficio si \u00e8 trovato a rispondere &#8220;non possiamo intervenire&#8221; a due grandi mobilitazioni distinte del settore gaming: un segnale piuttosto chiaro di quanto la tutela della propriet\u00e0 digitale sia diventata un tema ricorrente, ma anche di quanto restino sottili gli strumenti legali a disposizione dell&#8217;Unione per intervenire su decisioni commerciali delle piattaforme.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"un-deja-vu-il-parallelo-con-stop-killing-games\">Un d\u00e9j\u00e0 vu: il parallelo con Stop Killing Games<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il parallelo con la campagna &#8220;Stop Killing Games&#8221;, di cui avevamo gi\u00e0 raccontato la risposta della Commissione UE, \u00e8 quasi obbligato. Le due iniziative nascono da motivazioni diverse &#8211; una chiede di preservare i giochi che gli editori disattivano, l&#8217;altra di preservare un formato che una piattaforma sta eliminando &#8211; ma condividono lo stesso esito politico: nessun obbligo legale, solo impegni volontari futuri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr><th>Caratteristica<\/th><th>Stop Killing Games<\/th><th>Don&#8217;t Kill the Disc<\/th><\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td>Bersaglio<\/td><td>Editori che disattivano giochi always-online<\/td><td>Sony e la fine dei dischi fisici PlayStation<\/td><\/tr>\n<tr><td>Tipo di iniziativa<\/td><td>Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI), soglia legale UE<\/td><td>Petizione Change.org, nessun valore legale vincolante<\/td><\/tr>\n<tr><td>Firme raccolte<\/td><td>~1,29 milioni verificate<\/td><td>325.227 (17 luglio, in crescita)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Episodio scatenante<\/td><td>Chiusura di The Crew (Ubisoft, 2024)<\/td><td>Annuncio Sony sui dischi (1\u00b0 luglio 2026)<\/td><\/tr>\n<tr><td>Risposta ricevuta<\/td><td>Commissione UE, 16 giugno 2026: nessun obbligo legale<\/td><td>Nessuna risposta ufficiale di Sony; UE si dichiara priva di strumenti<\/td><\/tr>\n<tr><td>Esito indicato<\/td><td>Codice di condotta volontario, revisione Digital Content Directive<\/td><td>Nessun impegno formale ad oggi<\/td><\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza principale sta nello strumento: &#8220;Stop Killing Games&#8221; \u00e8 nata come Iniziativa dei Cittadini Europei, una procedura con una soglia legale precisa (un milione di firme verificate) che obbliga la Commissione a fornire una risposta formale &#8211; arrivata puntualmente il 16 giugno 2026, con la scelta di puntare su un codice di condotta volontario entro fine anno e una revisione della Digital Content Directive (UE) 2019\/770, invece di una norma vincolante. &#8220;Don&#8217;t Kill the Disc&#8221; \u00e8 invece una petizione Change.org ordinaria, priva di qualunque valore legale: la sua forza \u00e8 puramente mediatica e reputazionale, non normativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-causa-antitrust-olandese-si-aggrappa-alla-fine-dei-dischi\">La causa antitrust olandese si aggrappa alla fine dei dischi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda dei dischi si intreccia in modo diretto con un fronte legale che avevamo gi\u00e0 seguito da vicino: la <a href=\"\/it\/playstation-store-causa-sony-2026\/\">causa collettiva contro PlayStation Store<\/a> che vede Sony imputata in tre giurisdizioni diverse. Secondo quanto ricostruito da <a href=\"https:\/\/www.pcgamer.com\/gaming-industry\/dutch-consumer-group-suing-playstation-argues-the-end-of-physical-discs-just-proves-its-point-sony-alone-decides-what-a-game-costs-and-even-how-long-you-are-allowed-to-use-it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PC Gamer<\/a>, l&#8217;associazione olandese Stichting Massaschade &#038; Consument &#8211; che chiede oltre 400 milioni di euro di danni per conto di circa 1,7 milioni di proprietari di PS4 e PS5, con udienza tenutasi il 29 giugno 2026 presso il tribunale di Midden-Nederland &#8211; sostiene che la fine dei dischi fisici sia la prova definitiva della propria tesi centrale: \u00e8 Sony, da sola, a decidere quanto costa un gioco e per quanto tempo si pu\u00f2 continuare a utilizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;argomentazione legale ha una base concreta: la causa olandese sostiene che i giochi digitali costino in media circa il 47% in pi\u00f9 delle copie fisiche equivalenti, nonostante i costi di distribuzione digitale siano inferiori. Fin quando il disco fisico esisteva come alternativa, quel divario di prezzo restava almeno in teoria aggirabile da chi era disposto a cercare una copia fisica scontata o usata. Eliminando il disco, quell&#8217;unica leva di contenimento dei prezzi sparisce, ed \u00e8 esattamente questo il punto che i legali della causa olandese stanno usando a proprio vantaggio nelle settimane immediatamente successive all&#8217;annuncio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"sony-microsoft-nintendo-chi-rischia-di-piu-sul-fisico\">Sony, Microsoft, Nintendo: chi rischia di pi\u00f9 sul fisico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno dei tre grandi produttori di console affronta la transizione al digitale allo stesso modo. Sony \u00e8 quella che ha scelto la rottura pi\u00f9 netta con una data ufficiale di fine produzione. Microsoft si muove nella stessa direzione ma senza tagli netti, puntando su un percorso di conversione morbida con il progetto &#8220;disc-to-digital&#8221; (nome in codice Project Helix): si inserisce il disco, lo si installa, e la copia digitale resta legata all&#8217;account Microsoft, rendendo il disco superfluo senza vietarlo formalmente. Nintendo resta, per ora, l&#8217;eccezione: le cartucce di gioco restano centrali nella strategia di Switch 2, rendendo l&#8217;azienda giapponese &#8220;l&#8217;ultimo bastione&#8221; del fisico tra i tre grandi produttori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr><th>Produttore<\/th><th>Quota digitale stimata<\/th><th>Strategia sul fisico<\/th><\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td>Sony PlayStation<\/td><td>~85% (picco trimestrale), ~78% media anno fiscale 2025<\/td><td>Stop dischi nuovi giochi da gennaio 2028, data ufficiale<\/td><\/tr>\n<tr><td>Microsoft Xbox<\/td><td>~90% degli acquisti full-game<\/td><td>Conversione morbida &#8220;disc-to-digital&#8221; (Project Helix), nessuno stop formale annunciato<\/td><\/tr>\n<tr><td>Nintendo Switch<\/td><td>~53% digitale \/ ~47% fisico (anno fiscale chiuso marzo 2025)<\/td><td>Cartucce ancora centrali su Switch 2, nessun piano di dismissione noto<\/td><\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato Nintendo \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 significativo dei tre: con quasi la met\u00e0 delle vendite ancora su cartuccia fisica, un eventuale annuncio simile a quello di Sony da parte di Nintendo avrebbe un impatto ancora pi\u00f9 dirompente sulla propria base di utenti. \u00c8 anche per questo che diversi osservatori si aspettano che Nintendo, almeno nel breve termine, utilizzi la propria fedelt\u00e0 al fisico come argomento di marketing diretto contro le scelte di Sony.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-rischia-il-mercato-dellusato-e-i-rivenditori\">Cosa rischia il mercato dell&#8217;usato e i rivenditori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio economico pi\u00f9 concreto, e meno discusso nella copertura mediatica generalista, riguarda la filiera che oggi vive di rivendita e permuta: negozi indipendenti come la stessa PNP Games, catene generaliste, distributori regionali e piattaforme di compravendita dell&#8217;usato. Un gioco digitale non pu\u00f2 essere rivenduto, prestato o regalato negli stessi termini di una copia fisica: la licenza resta legata all&#8217;account che l&#8217;ha acquistata, salvo rare eccezioni contrattuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un mercato come quello italiano, dove secondo i dati IIDEA l&#8217;usato vale circa 58 milioni di euro, si tratta di una fetta di attivit\u00e0 che rischia di ridursi progressivamente man mano che i nuovi titoli usciranno solo in formato digitale dal 2028. Il tema non riguarda solo i grandi rivenditori: colpisce soprattutto i negozi indipendenti di quartiere, che in molti mercati europei (Italia inclusa) fondano ancora una parte rilevante del proprio fatturato su usato e permuta, esattamente come denunciato da Jade Pearce per il mercato nordamericano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"proprieta-vs-licenza-la-vera-posta-in-gioco\">Propriet\u00e0 vs licenza: la vera posta in gioco<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto delle cifre, la petizione porta a galla una distinzione tecnica e giuridica che riguarda da vicino chi si occupa di sicurezza e diritti digitali: la differenza tra possedere un gioco e possedere una licenza per utilizzarlo. Un disco fisico \u00e8 un oggetto: si pu\u00f2 vendere, prestare, regalare o conservare indipendentemente dalla volont\u00e0 dell&#8217;editore. Una licenza digitale \u00e8 invece un permesso d&#8217;uso, revocabile e legato a un account, che esiste solo finch\u00e9 l&#8217;infrastruttura del venditore resta attiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una semplice rappresentazione schematica rende evidente la differenza strutturale tra i due modelli:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>{\n  \"licenza_fisica_disco\": {\n    \"trasferibile\": true,\n    \"rivendibile\": true,\n    \"prestabile\": true,\n    \"revocabile_dal_venditore\": false,\n    \"richiede_account_attivo\": false,\n    \"richiede_server_online\": false\n  },\n  \"licenza_digitale_store\": {\n    \"trasferibile\": false,\n    \"rivendibile\": false,\n    \"prestabile\": false,\n    \"revocabile_dal_venditore\": true,\n    \"richiede_account_attivo\": true,\n    \"richiede_server_online\": true,\n    \"durata_garantita\": \"for the foreseeable future\"\n  }\n}<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ultima riga non \u00e8 un dettaglio da poco: Sony stessa, nel comunicato originale, garantisce l&#8217;accesso ai contenuti digitali gi\u00e0 acquistati solo &#8220;per il prossimo futuro&#8221;, non a tempo indeterminato. \u00c8 esattamente la stessa ambiguit\u00e0 contrattuale al centro sia della causa olandese sia, in una forma diversa, della campagna &#8220;Stop Killing Games&#8221;: nessuna delle due offre una garanzia legale di accesso perpetuo, e la scomparsa dell&#8217;alternativa fisica rende quell&#8217;ambiguit\u00e0 l&#8217;unica opzione rimasta sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"precedenti-storici-da-sony-2013-al-caso-the-crew\">Precedenti storici: da Sony 2013 al caso &#8220;The Crew&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore ha gi\u00e0 vissuto momenti simili. Nel 2024 Ubisoft ha chiuso i server di The Crew, gioco di guida always-online del 2014 venduto a circa 12 milioni di copie, revocando l&#8217;accesso a chi lo aveva acquistato pochi giorni dopo lo spegnimento, senza alcun rimborso: \u00e8 stato l&#8217;episodio scatenante della stessa campagna &#8220;Stop Killing Games&#8221; citata pi\u00f9 sopra. La comunit\u00e0 di modding ha poi dimostrato che la conservazione tecnica era possibile, pubblicando un emulatore dei server nel settembre 2025 che rende ancora oggi il gioco giocabile offline senza il supporto di Ubisoft.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un vuoto normativo che accomuna dischi e riparabilit\u00e0 hardware: la direttiva UE sul diritto alla riparazione (2024\/1799) esclude esplicitamente le console da gioco dal proprio allegato tecnico, che copre smartphone, tablet, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e televisori ma non i dispositivi da gaming. In questo momento, l&#8217;unico strumento normativo europeo che \u00e8 riuscito a incidere concretamente sull&#8217;hardware delle console resta il regolamento sulle batterie (UE) 2023\/1542, che ha costretto Nintendo a rivedere Switch 2 per il mercato europeo. Sui dischi fisici, semplicemente, non esiste alcun equivalente legale a cui appellarsi: la petizione di Jade Pearce si muove quindi in un vuoto normativo quasi totale, contando solo sulla pressione dell&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-succedera-ora-5-previsioni\">Cosa succeder\u00e0 ora: 5 previsioni<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sony molto probabilmente non far\u00e0 marcia indietro sulla data del 2028.<\/strong> Il vantaggio economico del digitale (margini pi\u00f9 alti, zero costi di stampa e logistica) \u00e8 troppo consistente perch\u00e9 centinaia di migliaia di firme, da sole, possano ribaltare la decisione nel breve periodo.<\/li>\n<li><strong>Non \u00e8 escluso un compromesso parziale.<\/strong> Sony potrebbe scegliere di mantenere il disco per alcune grandi esclusive first-party anche dopo il 2028, lasciando che siano soprattutto i titoli di terze parti a sparire dagli scaffali.<\/li>\n<li><strong>Microsoft e Nintendo useranno la mossa di Sony a proprio vantaggio comunicativo.<\/strong> Nintendo in particolare, con quasi la met\u00e0 delle vendite ancora su cartuccia, ha un interesse diretto a presentarsi come l&#8217;ultima grande alternativa fisica rimasta.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;Unione Europea difficilmente interverr\u00e0 con una norma dedicata ai dischi fisici.<\/strong> \u00c8 pi\u00f9 probabile che il tema venga assorbito, in modo indiretto, dentro il pi\u00f9 ampio Digital Fairness Act atteso per il quarto trimestre 2026 o dalla revisione della Digital Content Directive gi\u00e0 promessa per la vicenda &#8220;Stop Killing Games&#8221;.<\/li>\n<li><strong>Il caso alimenter\u00e0 ulteriormente le cause legali in corso.<\/strong> Sia la causa olandese sia quella britannica contro PlayStation Store potrebbero citare la fine dei dischi come prova aggiuntiva del potere di mercato di Sony, e non \u00e8 da escludere che iniziative simili nascano anche in altri paesi europei con una forte quota di mercato fisico, Italia compresa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"domande-frequenti\">Domande frequenti<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"cose-la-petizione-dont-kill-the-disc\">Cos&#8217;\u00e8 la petizione &#8220;Don&#8217;t Kill the Disc&#8221;?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una petizione pubblicata su Change.org il 1\u00b0 luglio 2026 da Jade Pearce, amministratrice delegata del rivenditore canadese PNP Games, che chiede a Sony di continuare a produrre dischi fisici per i giochi PlayStation oltre la data di stop annunciata per gennaio 2028.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"quante-firme-ha-raccolto-finora\">Quante firme ha raccolto finora?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al 17 luglio 2026 la petizione ha superato le 325.000 firme, con una crescita che ha toccato i 40.000 firmatari nelle prime 48 ore e i 200.000 entro il 9 luglio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"chi-ha-organizzato-la-petizione\">Chi ha organizzato la petizione?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jade Pearce, CEO della catena di negozi canadese PNP Games, attiva dal 2005 nella vendita di videogiochi fisici e usati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"sony-ha-risposto-alla-protesta\">Sony ha risposto alla protesta?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. A oltre due settimane dall&#8217;apertura della petizione, Sony non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale n\u00e9 ha modificato il piano annunciato il 1\u00b0 luglio 2026.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-petizione-puo-davvero-far-cambiare-idea-a-sony\">La petizione pu\u00f2 davvero far cambiare idea a Sony?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una petizione Change.org non ha alcun valore legale vincolante. Pu\u00f2 influenzare l&#8217;immagine pubblica dell&#8217;azienda, ma non obbliga Sony a modificare le proprie decisioni commerciali, a differenza per esempio di un&#8217;Iniziativa dei Cittadini Europei come &#8220;Stop Killing Games&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-cambia-per-chi-possiede-gia-giochi-playstation-su-disco\">Cosa cambia per chi possiede gi\u00e0 giochi PlayStation su disco?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nulla. Sony ha precisato che la transizione riguarda solo i nuovi giochi dal 2028 in avanti: i dischi gi\u00e0 posseduti restano pienamente utilizzabili, vendibili e prestabili, e le console con lettore ottico continueranno a funzionare normalmente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"lunione-europea-puo-intervenire-per-obbligare-sony-a-mantenere-i-dischi\">L&#8217;Unione Europea pu\u00f2 intervenire per obbligare Sony a mantenere i dischi?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento no. Il commissario UE Michael McGrath ha chiarito che si tratta di una scelta commerciale che rientra nella libert\u00e0 contrattuale delle aziende, e che l&#8217;Unione non dispone degli strumenti legali per imporre a Sony di continuare la produzione di dischi fisici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"cosa-rischiano-i-rivenditori-e-il-mercato-dellusato\">Cosa rischiano i rivenditori e il mercato dell&#8217;usato?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio maggiore riguarda i negozi indipendenti e i distributori che vivono di vendita e permuta di copie fisiche e usato, un segmento che in Italia vale da solo circa 58 milioni di euro secondo i dati IIDEA e che \u00e8 destinato a ridursi progressivamente con l&#8217;arrivo di nuovi titoli solo digitali dal 2028.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"contenuti-correlati\">Contenuti correlati<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"\/it\/playstation-dischi-fisici-2028\/\">Dischi PlayStation: stop dal 2028, 80% digitale<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/playstation-store-causa-sony-2026\/\">PlayStation Store, Sony a processo: 2 Mld \u00a3<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/stop-killing-games-commissione-europea-2026\/\">Stop Killing Games: UE dice no a 1,3M firme<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/ps-plus-aumento-prezzo-2026\/\">PS Plus rincara a 9,99\u20ac: Sony non esclude un bis<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/previsioni-vendite-console-2026\/\">Xbox verso lo zero: vendite console a -19,5%<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/mercato-videogiochi-italia-2025\/\">Mercato videogiochi Italia 2025: 2,4 Mld, -1%<\/a><\/li>\n<li><a href=\"\/it\/category\/esports\/\">Tutte le notizie su console e piattaforme gaming<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1\u00b0 luglio 2026 Sony ha annunciato che la produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation terminer\u00e0 da gennaio 2028. 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