Riot Games ha aperto un tavolo di trattativa con due colossi dei mercati predittivi, Polymarket e Kalshi, per portare la loro pubblicità dentro l’ecosistema di League of Legends e Valorant. La notizia, riportata da Bloomberg il 10 settembre 2026, arriva a poche settimane dai Worlds di League of Legends, in programma a ottobre, e riaccende un dibattito che il settore esports conosce bene: quanto vale l’integrità competitiva quando sul piatto ci sono aziende valutate decine di miliardi di dollari. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la questione si complica ulteriormente per via del Decreto Dignità, la norma che dal 2018 vieta quasi ogni forma di pubblicità legata al gioco d’azzardo.

Cosa sta succedendo tra Riot Games, Kalshi e Polymarket

Secondo quanto scritto dalla giornalista Cecilia D’Anastasio su Bloomberg, Riot Games, controllata da Tencent, ha discusso con Kalshi e Polymarket la possibilità di sponsorizzazioni legate ai suoi tornei di League of Legends e Valorant. Le fonti citate parlano di conversazioni riservate e ancora in fase esplorativa: nessun contratto è stato firmato, e non sono trapelate cifre precise sull’eventuale valore dell’accordo. Il tempismo non è casuale. I Worlds 2026 di League of Legends, l’evento più seguito del calendario Riot, si giocano a ottobre e rappresentano la vetrina perfetta per lanciare una partnership di questo tipo davanti a milioni di spettatori.

Un dettaglio tecnico emerso dalle indiscrezioni riguarda i dati. Chiunque ottenga il via libera come sponsor dovrà appoggiarsi ai dati ufficiali forniti da GRID Esports, il partner di Riot per le statistiche di gioco. Non è un vincolo casuale: Polymarket ha già stretto un accordo con GRID a giugno 2026, ottenendo accesso a dati ufficiali e streaming in tempo reale delle partite, come confermato dal presidente sport business development di Polymarket, Ari Borod, nell’annuncio di quella partnership.

Chi sono Polymarket e Kalshi, i giganti dei mercati predittivi

Polymarket e Kalshi sono piattaforme che permettono di scommettere denaro su come si concluderà un evento, dalle elezioni alle partite sportive, attraverso contratti che pagano in base al risultato reale. La differenza principale sta nella struttura regolatoria: Kalshi è registrata come mercato a termine designato (DCM) presso la Commodity Futures Trading Commission statunitense, mentre Polymarket opera prevalentemente su base cripto e si è trovata più volte in contrasto con le autorità.

I numeri, in ogni caso, raccontano una crescita fuori scala. Kalshi ha chiuso un round Serie F da 1 miliardo di dollari guidato da Coatue, raggiungendo una valutazione di 22 miliardi di dollari secondo quanto riportato da Sacra, contro gli 11 miliardi ottenuti appena cinque mesi prima con la Serie E da 1 miliardo annunciata a dicembre 2025, come descritto nel comunicato di Kalshi. Polymarket viaggia su cifre simili: dopo il round da 1 miliardo di dollari a una valutazione di 15 miliardi chiuso ad aprile 2026, l’azienda ha cercato a inizio agosto un nuovo finanziamento sopra i 20 miliardi di dollari, come riportato da CNBC.

VocePolymarketKalshi
Valutazione 2026circa 20-21 miliardi $ (round in corso ad agosto)22 miliardi $ (Serie F, maggio 2026)
Ultimo round1 miliardo $, aprile 2026 (nuovo round in cerca sopra i 20 mld ad agosto)1 miliardo $, Serie F guidata da Coatue
Status regolatorio USAnon è un DCM, si appoggia al quadro federale contestando le leggi stataliregistrata come DCM presso la CFTC
Status in Italiabloccata da ADM come scommessa non autorizzatanon opera in Italia
Legame con l’esportspartnership con GRID Esports da giugno 2026nessuna partnership dati nota

La posizione ufficiale di Riot Games

Riot non ha confermato alcun accordo, ma non ha nemmeno chiuso la porta. Il portavoce Joe Hixson ha risposto via email a Bloomberg con una dichiarazione che pesa ogni parola:

“Prediction markets are an emerging space, and we are evaluating it with focus on maintaining competitive integrity of esports events, potential value to teams, fan experience impact, and alignment with our broader ecosystem goals.”

Joe Hixson, portavoce di Riot Games – fonte

Tradotto: i mercati predittivi sono un settore emergente, e Riot lo sta valutando con attenzione a integrità competitiva, valore per i team, esperienza dei fan e coerenza con l’ecosistema. Kalshi ha declinato ogni commento sulle trattative, mentre Polymarket non ha risposto alle richieste di Bloomberg. Il silenzio delle due piattaforme non sorprende, considerando quanto siano delicate le loro battaglie legali in corso proprio sui contratti legati agli eventi sportivi.

Le sponsorizzazioni esports valgono oltre un miliardo di dollari

Per capire perché Riot potrebbe cedere, serve guardare i numeri del settore. Grand View Research valuta il mercato globale dell’esports a 3,3 miliardi di dollari nel 2026, in crescita dai 2,6 miliardi del 2025. Dentro questa cifra, le sponsorizzazioni restano la voce più pesante: le stime raccolte da SponsorCX e Esports Insider collocano i ricavi da sponsorizzazione tra 0,95 e 1,2 miliardi di dollari nel 2026, pari a circa un terzo del fatturato complessivo del settore, al netto delle scommesse tradizionali. È la stessa torta a cui guardano ormai anche i colossi dei prediction market, che portano capitali molto più grandi di quelli tipici del gaming.

Il paragone con altri settori tecnologici aiuta a inquadrare la scala. Mentre l’intero comparto sponsorizzazioni esports vale poco più di un miliardo di dollari l’anno, Kalshi e Polymarket insieme hanno movimentato circa 60 miliardi di dollari di volumi di scambio solo nella prima metà del 2026, secondo un’analisi di Bernstein ripresa da The Block. Per Riot, un accordo con uno di questi due nomi non sarebbe soltanto un contratto pubblicitario, ma un ingresso in un ecosistema finanziario molto più grande di quello del gaming competitivo.

Il boom dei mercati predittivi: da 51 a 240 miliardi di dollari

I mercati predittivi non sono più una nicchia per appassionati di politica americana. Bernstein stima che il volume di scambi del settore salirà a circa 240 miliardi di dollari nel 2026, contro i 51 miliardi del 2025: una crescita di quasi cinque volte in un solo anno. I ricavi complessivi, secondo la stessa banca d’affari, dovrebbero passare da circa 400 milioni a 2,5 miliardi di dollari nello stesso periodo. Alcune stime più caute, come quella di Nasdaq, parlano di un’attività annua compresa tra 2 e 4 miliardi di dollari, con una proiezione di crescita fino a 20-30 miliardi entro l’inizio del prossimo decennio.

AnnoVolume di scambio stimatoRicavi stimati del settore
2025circa 51-64 miliardi $circa 400 milioni $
2026 (stima)circa 240 miliardi $circa 2,5 miliardi $
Orizzonte 2030 (proiezione)fino a 1.000 miliardi $ l’anno10,8 miliardi $

Questa crescita spiega perché aziende come Riot Games, ma anche leghe sportive tradizionali, guardino ai prediction market non più come a un esperimento cripto di nicchia, ma come a un canale pubblicitario e di sponsorizzazione con capitali reali da investire.

Stati Uniti: un mosaico normativo che complica ogni accordo

Negli Stati Uniti, il quadro legale attorno a Kalshi in particolare assomiglia a un campo minato. A livello federale, la Corte d’Appello del Terzo Circuito ha stabilito che i contratti su eventi sportivi di Kalshi sono “swap” secondo il Commodity Exchange Act, e che la giurisdizione della CFTC prevale sulle leggi statali sul gioco d’azzardo. È una vittoria importante per Kalshi, confermata anche da una sentenza che ha bloccato il tentativo del New Jersey di vietarne l’attività. Ma la battaglia legale non è finita, anzi si combatte stato per stato.

StatoAzione legaleEsito (2026)
NevadaCausa per attività non autorizzataIngiunzione confermata, primo stato a vietare Kalshi
MassachusettsIngiunzione preliminare del giudice Barry-SmithDivieto confermato, 30 giorni per adeguarsi
MichiganCausa del procuratore generaleKalshi bloccata, secondo stato a imporre il divieto
New YorkAzione civile da 36 miliardi $ della procuratrice Letitia JamesProcedimento in corso
ConnecticutCausa per scommesse sportive non autorizzateProcedimento in corso
TennesseeRestrizione temporanea da parte dei regolatoriOrdine restrittivo a favore di Kalshi, causa in corso

Il risultato è un paradosso: a livello federale Kalshi può rivendicare una copertura normativa solida, ma in almeno due stati, Nevada e Michigan, non può più offrire contratti sugli eventi sportivi, mentre in altri tre affronta cause aperte con esiti incerti. Per un partner come Riot Games, che opera negli Stati Uniti ma anche in decine di altri paesi, questo significa dover gestire una sponsorizzazione che potrebbe essere legale in uno stato e vietata in quello confinante.

L’Italia e il Decreto Dignità: il vero ostacolo europeo

Se il quadro americano è complicato, quello italiano è per certi versi più netto. Il Decreto Dignità, in vigore dal 2018, vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualsiasi mezzo: televisione, radio, stampa, internet, social media ed eventi sportivi. Dal 1° gennaio 2019 il divieto si estende esplicitamente anche alle sponsorizzazioni di eventi, squadre e prodotti. Le linee guida AGCOM confermano che la norma si applica indipendentemente dal paese in cui ha sede l’operatore, purché la comunicazione sia rivolta al pubblico italiano, come ricostruito da GamingTechLaw.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tratta i contratti sugli eventi offerti a residenti italiani senza una concessione come scommesse illegali. Una riforma di marzo 2025 ha in parte ammorbidito il divieto, ma solo per gli operatori già muniti di licenza ADM: le piattaforme non autorizzate, Polymarket compresa, restano fuori legge. Non è un dettaglio da poco per un’eventuale sponsorizzazione Riot che punti anche al pubblico europeo. Qualsiasi logo Polymarket o Kalshi visibile durante una trasmissione rivolta all’Italia rischierebbe di violare la norma, a prescindere da dove sia registrata l’azienda.

Il caso Lazio-Polymarket, un avvertimento già scritto

Il precedente più utile per capire cosa rischia Riot in Europa arriva dal calcio, non dai videogiochi. La SS Lazio aveva firmato con Polymarket un accordo da sponsor di maglia stimato in 19 milioni di euro fino alla stagione 2027/28. L’ADM è intervenuta bloccando nuovamente l’accesso al sito di Polymarket dall’Italia, e la sponsorizzazione biancoceleste è stata segnalata come probabile violazione del Decreto Dignità, come raccontato da PMP Media. Poco dopo, la Lazio ha chiuso la partnership sotto pressione regolatoria, come confermato da Focus GN. Anche Dyutam ha documentato come il tentativo di aggirare il blocco italiano si sia scontrato con la fermezza delle autorità.

Se un club di Serie A con decenni di esperienza in materia di sponsorizzazioni regolamentate non è riuscito a portare a termine l’accordo, è difficile immaginare che Riot Games possa muoversi con più libertà su un torneo trasmesso in tutta Europa.

Da tabù assoluto ad apertura graduale: la storia dei betting sponsor in Riot

Per anni Riot ha tenuto i marchi legati alle scommesse lontani da League of Legends e Valorant. Fino al 2024 il divieto era pressoché totale: nessun brand di betting poteva comparire vicino ai tornei ufficiali. Le cose sono cambiate a dicembre 2024, quando Riot ha annunciato che dal 2025 i team partner avrebbero potuto firmare accordi con operatori di scommesse, a patto di rispettare regole precise: nessun logo sulle trasmissioni ufficiali, nessun logo su maglie o canali social del team, e uso obbligatorio dei dati GRID per garantire l’integrità delle quote.

Nel 2026 quell’apertura si è allargata ulteriormente, con Winamax segnalato come primo sponsor di scommesse approvato per squadre europee di primo livello. La richiesta di Riot che qualsiasi sponsor predittivo passi da GRID Esports va letta in continuità con questo percorso. Prima ancora di parlare di soldi, l’azienda vuole blindare l’integrità dei dati su cui si basano le puntate, evitando ripetizioni di scandali di match-fixing che hanno già colpito altri titoli competitivi, come nel caso dei recenti episodi emersi nel circuito di Dota 2.

Non solo esports: gli altri sport che hanno aperto ai prediction market

Riot non sarebbe la prima organizzazione sportiva a testare le acque. La NHL è stata la prima grande lega a firmare accordi pluriennali sia con Kalshi sia con Polymarket, a ottobre 2025. I New York Yankees hanno reso Polymarket il proprio “prediction market partner” ufficiale per il resto della stagione, secondo quanto riportato da Fox Business. Anche il mondo delle arti marziali miste si è mosso: TKO, proprietaria di UFC, ha annunciato una partnership con Polymarket definendola una prima assoluta nel settore, mentre ha lasciato fuori Kalshi, già bersagliata da diverse cause statali per le sue attività legate agli eventi sportivi, come riportato da Sports Business Journal.

Il filo conduttore è chiaro: le leghe sportive americane trattano ormai i prediction market come una nuova categoria di sponsor, distinta dai bookmaker tradizionali. Ma la strada resta accidentata ovunque ci sia una sovrapposizione con le leggi sul gioco d’azzardo, che siano quelle di uno stato USA o quelle di un intero paese come l’Italia. Anche nel mondo esports il tema dell’integrità delle competizioni resta centrale, come dimostra l’attenzione crescente riservata a eventi come Valorant Champions o al circuito VCT EMEA, dove i dati ufficiali sulle partite sono ormai parte integrante della copertura mediatica.

Cosa rischia l’ecosistema esports in questa partita

Il rischio principale, ripetuto nella stessa dichiarazione di Riot, riguarda l’integrità competitiva. Un’analisi di AInvest sostiene che l’interesse di Riot per Kalshi e Polymarket nasca meno dalla pubblicità e più dal controllo: i giochi Riot generano già un mercato di scommesse non regolamentate stimato in 10,7 miliardi di dollari, e portare quel flusso dentro un sistema monitorato con dati GRID permetterebbe di individuare più facilmente comportamenti sospetti, come cali di rendimento anomali in una partita o pattern di scommesse sospette su un singolo giocatore.

Il rischio reputazionale verso il pubblico più giovane

League of Legends e Valorant hanno una base di fan che comprende molti minorenni, e l’ingresso di piattaforme che permettono di scommettere denaro reale, anche se mascherate da “mercati predittivi” invece che da bookmaker, riaprirebbe un dibattito etico che il settore aveva provato a chiudere con le regole del 2025. Infine c’è il rischio legale multi-giurisdizionale già descritto: un accordo firmato negli Stati Uniti potrebbe risultare inapplicabile, o addirittura vietato, in mercati come l’Italia, la Francia o altri paesi europei con regole restrittive sulla pubblicità del gioco d’azzardo.

Cinque previsioni per i prossimi mesi

Sulla base dei precedenti raccolti finora, alcuni scenari appaiono più probabili di altri.

  • Nessun annuncio ufficiale prima dei Worlds 2026 di ottobre: le trattative restano definite come “esplorative” e Riot difficilmente chiuderà un accordo complesso in poche settimane.
  • Se un accordo arriverà, sarà probabilmente limitato al mercato statunitense in prima battuta, seguendo lo schema già visto con NHL e Yankees, per evitare lo scontro diretto con normative come il Decreto Dignità.
  • Kalshi partirà svantaggiata rispetto a Polymarket per un ruolo di sponsor visibile, complice il numero crescente di cause statali che ne limitano l’operatività in mercati chiave come Nevada, Michigan e New York.
  • Qualsiasi accordo manterrà il divieto di loghi su maglie e broadcast ufficiali almeno nella fase iniziale, in continuità con le regole adottate da Riot dal 2025 per gli sponsor di scommesse tradizionali.
  • L’Italia e altri mercati europei con leggi restrittive resteranno esclusi da qualunque attivazione pubblicitaria diretta, mentre il tema dei dati GRID e dell’integrità competitiva continuerà a essere il punto centrale della comunicazione ufficiale di Riot.

Il confronto con il settore delle scommesse sportive tradizionali

Mercati contro scommesse: una differenza più di linguaggio che di sostanza

Rispetto ai bookmaker tradizionali, i prediction market si presentano con un vantaggio comunicativo non da poco: non si definiscono “scommesse”, ma “mercati” in cui si compra e vende un contratto legato a un evento futuro, un linguaggio preso in prestito dalla finanza. È lo stesso argomento usato da Polymarket per contestare le leggi statali americane, sostenendo che i suoi prodotti ricadano sotto la giurisdizione federale della CFTC e non sotto un mosaico di regole statali. Il problema è che le autorità italiane ed europee, a differenza di alcuni tribunali americani, non sembrano disposte ad accettare questa distinzione. Se il risultato economico per l’utente dipende dall’esito di un evento sportivo, ADM lo tratta come scommessa, punto.

Questa differenza di inquadramento giuridico tra Stati Uniti ed Europa è probabilmente l’elemento che più condizionerà la forma finale di un eventuale accordo Riot-Kalshi o Riot-Polymarket, più ancora delle cifre in ballo. Un pubblico che segue anche il panorama competitivo più ampio, dai tornei internazionali di FIFAe all’Esports World Cup, ritrova qui lo stesso schema: la crescita economica dell’esports corre più veloce delle regole scritte per contenerla.

Domande frequenti

Cos’è un mercato predittivo (prediction market)?
È una piattaforma dove gli utenti comprano e vendono contratti il cui valore dipende dall’esito di un evento futuro, come un’elezione o una partita sportiva. A differenza di una scommessa tradizionale, il linguaggio usato è quello dei mercati finanziari, ma il meccanismo economico di fondo resta simile: si vince o si perde denaro in base al risultato reale.

Riot Games ha firmato un accordo con Polymarket o Kalshi?
No. Al 16 settembre 2026 le trattative restano esplorative, secondo quanto riportato da Bloomberg. Non è stata comunicata alcuna cifra né una data di lancio.

Perché Polymarket è bloccato in Italia?
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli considera i contratti sugli eventi offerti senza concessione ADM come scommesse illegali. Polymarket non ha una licenza italiana, quindi il suo accesso viene bloccato e la sua pubblicità in Italia è vietata dal Decreto Dignità.

Cos’è il Decreto Dignità e perché riguarda l’esports?
È la norma italiana in vigore dal 2018 che vieta quasi ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione legata al gioco d’azzardo, comprese le trasmissioni sportive ed esports. Si applica a qualunque comunicazione rivolta al pubblico italiano, indipendentemente dalla sede dell’operatore.

Quali competizioni Riot sono coinvolte nella trattativa?
Le fonti citate da Bloomberg parlano di League of Legends Esports, inclusi i Worlds, e del Valorant Champions Tour.

Kalshi e Polymarket sono legali negli Stati Uniti?
Kalshi è registrata come mercato a termine designato presso la CFTC ed è quindi legale a livello federale, ma diversi stati come Nevada e Michigan ne hanno vietato le attività sugli eventi sportivi. Polymarket rivendica lo stesso inquadramento federale ma non ha lo status di Kalshi e resta oggetto di controlli più stringenti in vari mercati, incluso quello italiano.

Altri sport hanno già collaborato con i prediction market?
Sì. La NHL ha firmato accordi pluriennali con entrambe le piattaforme a ottobre 2025, i New York Yankees hanno reso Polymarket il loro partner ufficiale, e UFC ha stretto una partnership con Polymarket nel 2026.

Quando si saprà se l’accordo Riot si concretizzerà?
Non esiste una scadenza ufficiale. I Worlds 2026 di ottobre rappresentano una finestra plausibile per un primo annuncio, ma Riot non ha indicato tempistiche e ha definito la sua posizione come una semplice valutazione in corso.