Il 29 settembre 2026 AMD ha pubblicato in silenzio il pacchetto driver Adrenalin 26.9.2. Tre giorni dopo, un utente del forum di AnandTech con il nickname SixPie ha trovato tre nomi in codice mai visti prima nelle tabelle di importazione ed esportazione del software: ATLite3, AT2 e Gainsborough. Da quel momento la community di Valve e AMD ha un nuovo oggetto di culto, perché Gainsborough è il candidato più probabile al ruolo di cuore del futuro Steam Deck 2. Nessuna delle due aziende ha confermato nulla, ma il 14 ottobre 2026 la discussione è ormai arrivata anche in Italia e nel resto d’Europa, proprio mentre Valve ha appena alzato i prezzi della gamma OLED attuale fino al 46%.

Non è la prima volta che un leak di questo tipo accende i forum. Succede però in un momento particolare per il mercato degli handheld da gioco: ASUS e Microsoft hanno lanciato da pochi mesi ROG Xbox Ally e Ally X, Nintendo ha consolidato la posizione di Switch 2 e Valve ha ritirato dal mercato il vecchio modello LCD. In questo articolo analizziamo cosa dicono davvero le fonti, dove i leaker si contraddicono e perché il momento scelto per il leak non è casuale.

Cosa è emerso dal leak del chip Gainsborough

I fatti verificabili sono pochi ma precisi. AMD ha distribuito il driver Adrenalin 26.9.2 il 29 settembre 2026. Tre giorni più tardi, il 2 ottobre, testate specializzate come VideoCardz e TechPowerUp hanno ripreso la scoperta di SixPie, seguite poco dopo da The Verge. Nessuno dei tre nomi in codice, ATLite3, AT2 e Gainsborough, era mai apparso in precedenza nei driver pubblici di AMD. Il dettaglio che ha acceso le speculazioni è che Gainsborough compare in un contesto che somiglia a quello usato in passato per i chip semi-custom destinati alle console portatili, lo stesso schema seguito a suo tempo da Van Gogh, il nome in codice reale del System on Chip che alimenta lo Steam Deck originale.

Da qui in avanti la storia si divide in due filoni che raccontano versioni diverse. Il primo arriva dal leaker Moore’s Law is Dead, che il 1° ottobre ha descritto Gainsborough come un APU semi-custom basato su core CPU Zen 6, GPU RDNA 5 e processo produttivo TSMC a 3 nanometri nella variante N3P. Il secondo filone, firmato dal leaker Kepler_L2, racconta una versione più prudente: niente RDNA 5, ma un’architettura grafica RDNA 3.5+ o RDNA 4m con appena 12 unità di calcolo. Due fonti, due chip completamente diversi, ed entrambe citano lo stesso identico driver come prova.

Zen 6 o Zen 6c? La CPU resta un enigma

Sul lato CPU la confusione non è minore. Una delle fughe di notizie più circolate parla di un design ibrido a sei core: quattro core Zen 6 completi affiancati da due core Zen 6c a basso consumo, una struttura che richiama le soluzioni già viste nei processori desktop e mobile di fascia alta di AMD. Lo schema avrebbe senso per un dispositivo portatile, perché i core compatti gestirebbero i carichi di background, come overlay di Steam, Discord o download, lasciando ai core pieni il compito di eseguire i giochi. Nessuna di queste cifre arriva da una slide ufficiale AMD: sono dedotte da stringhe di codice, non da documenti di prodotto.

Vale la pena ricordare perché qui la cautela è d’obbligo. Lo stesso metodo di scoperta, leggere i file dei driver grafici per anticipare un prodotto non annunciato, in passato ha prodotto sia previsioni corrette sia piste completamente sbagliate. I nomi in codice indicano che un progetto esiste nei laboratori AMD. Non dicono se quel progetto diventerà un prodotto commerciale, e tantomeno quando.

RDNA 5, RDNA 4m o RDNA 3.5+: la GPU in bilico

Sulla parte grafica lo scontro tra i leaker è ancora più acceso. Chi scommette su RDNA 5 parla di una GPU fino a 24 unità di calcolo, un salto enorme rispetto alle 8 CU RDNA 2 dello Steam Deck originale. Chi invece propende per RDNA 3.5+ o RDNA 4m cita appena 12 CU, un incremento più modesto ma comunque sufficiente per sfruttare meglio FSR 4, la tecnologia di upscaling che AMD prevede di estendere agli handheld entro la fine del 2026. Il nodo tecnico è semplice anche per chi non segue l’hardware ogni giorno: più unità di calcolo moderne significano più fotogrammi al secondo alla stessa risoluzione, ma anche più calore e più consumo dentro un corpo che deve restare portatile.

Il processo produttivo citato da Moore’s Law is Dead, il nodo TSMC N3P a 3 nanometri, è un altro indizio interessante. Lo Steam Deck originale usa un processo a 7 nanometri, quindi un salto a 3 nanometri rappresenterebbe un balzo di due generazioni intere nella litografia dei chip, qualcosa che storicamente Valve ha affrontato con grande cautela, non con fretta.

Dal Van Gogh al Gainsborough: cosa cambierebbe davvero

Per capire la portata del possibile salto generazionale conviene mettere i due chip fianco a fianco, specificando che le cifre su Gainsborough restano rumor non confermati da AMD o Valve.

CaratteristicaVan Gogh (Steam Deck originale, 2022)Gainsborough (rumor, Steam Deck 2)
Processo produttivo7 nm3 nm TSMC N3P (rumor Moore’s Law is Dead)
CPU4 core Zen 24 Zen 6 + 2 Zen 6c ibridi, o Zen 6 pieno (rumor contrastanti)
GPURDNA 2, 8 unità di calcoloRDNA 5 fino a 24 CU (MLID) oppure RDNA 3.5+/4m a 12 CU (Kepler_L2)
Stato del progettoCommercializzato da febbraio 2022Non confermato né da AMD né da Valve
Fonte della scopertaAnnuncio ufficiale ValveStringhe nel driver AMD Adrenalin 26.9.2, trovate da SixPie

Il confronto mostra bene perché la community è così eccitata. Anche nello scenario più conservativo, quello con RDNA 3.5+ a 12 CU, Gainsborough rappresenterebbe comunque un miglioramento sostanziale rispetto a Van Gogh. Nello scenario più aggressivo, con RDNA 5 a 24 CU e processo a 3 nanometri, si parlerebbe di un chip in una classe di potenza completamente diversa, capace potenzialmente di avvicinarsi alle console da salotto di fascia media.

Il mercato degli handheld da gioco vale 12,9 miliardi di dollari

Il contesto di mercato in cui circola questo leak non è affatto marginale. Secondo le stime di Global Market Insights riprese da VoxBooster, il mercato globale degli handheld da gioco, una categoria ampia che comprende sia PC portatili sia console dedicate, valeva 12,9 miliardi di dollari nel 2025, con una proiezione a 16,6 miliardi entro il 2035 e un tasso di crescita annuo composto del 3,3%. Sono numeri che spiegano perché ogni produttore, da Valve ad ASUS passando per Lenovo e MSI, stia investendo risorse crescenti in questa fascia di prodotto.

Dentro questo mercato più ampio, il segmento specifico dei PC portatili da gioco racconta una storia di leadership consolidata ma eroso dalla concorrenza. Secondo stime IDC riprese da The Verge, lo Steam Deck ha spedito tra 3,7 e 4 milioni di unità nel periodo 2022-2024, restando il singolo prodotto più venduto della categoria. Nello stesso arco di tempo, ROG Ally, Legion Go e MSI Claw messi insieme hanno spedito circa 2 milioni di unità. Una stima secondaria più recente, con metodologia meno trasparente, colloca il totale combinato dei quattro marchi attorno ai 6 milioni di unità entro il 2026.

Chi comanda davvero il mercato handheld PC

Il singolo modello ROG Ally di ASUS avrebbe raggiunto circa 860.000 unità vendute a livello globale entro la metà del 2025, pari a una quota del 22-24% del mercato handheld PC. Preso nel suo insieme, l’ecosistema Windows (ROG Ally, Legion Go, MSI Claw) rappresenterebbe oggi più della metà del mercato dei PC portatili da gioco, anche se Steam Deck resta ancora la singola famiglia di prodotto più venduta. È un equilibrio fragile: basta un nuovo modello di punta, da una parte o dall’altra, per spostare quote significative.

DispositivoUnità vendute (periodo)Fonte
Steam Deck (tutti i modelli)3,7-4 milioni (2022-2024)IDC, via The Verge
ROG Ally + Legion Go + MSI Claw combinaticirca 2 milioni (2022-2024)IDC, via The Verge
ROG Ally (solo questo modello)circa 860.000 (entro metà 2025)Accio
Totale 4 marchi combinaticirca 6 milioni (stima, 2026)Stima di settore secondaria
Mercato globale handheld da gioco12,9 miliardi $ (2025) in crescita a 16,6 miliardi $ (2035 stimato)Global Market Insights, via VoxBooster

ROG Xbox Ally e Ally X: la risposta di Microsoft e ASUS

Mentre Valve lavora, forse, al suo prossimo chip, Microsoft e ASUS hanno già messo sul mercato la loro risposta congiunta. ROG Xbox Ally monta un processore AMD Ryzen Z2 A, 16 GB di RAM LPDDR5-6400, un’unità SSD NVMe PCIe 4.0 da 512 GB e un display da 7 pollici Full HD a 120 Hz con frequenza variabile, il tutto sotto Windows 11 Home. Il prezzo ufficiale sul Microsoft Store è di 599,99 dollari. La variante più potente, ROG Xbox Ally X, sale a un processore Ryzen AI Z2 Extreme, 24 GB di RAM LPDDR5X-8000 e una batteria da 80 Wh, con prezzo di 999,99 dollari.

ASUS ha comunicato agli investitori di aspettarsi tra 3 e 5 miliardi di dollari taiwanesi, circa 96-160 milioni di dollari, di fatturato dalla linea Ally nel quarto trimestre 2025. Sono cifre di ricavo previsto, non di unità vendute confermate, ma indicano quanto il produttore taiwanese consideri strategica questa categoria di prodotto, al punto da condividerla con Microsoft per il marchio Xbox.

Il prezzo europeo di ROG Xbox Ally resta incerto

Le fonti ufficiali consultate mostrano i prezzi statunitensi di 599,99 e 999,99 dollari, ma non riportano un listino in euro verificabile per i mercati europei. Chi acquista in Italia deve quindi fare riferimento ai prezzi pubblicati dai singoli rivenditori locali al momento dell’ordine, piuttosto che a un tasso di cambio diretto dal dollaro, che spesso non coincide con il prezzo di vendita reale una volta applicate IVA e dazi.

Il rincaro dello Steam Deck OLED cambia la percezione del prezzo

C’è un altro elemento che rende il momento del leak particolarmente delicato per Valve: a fine maggio 2026 l’azienda ha aumentato in modo drastico i prezzi dello Steam Deck OLED, citando l’aumento dei costi dei componenti, come riportato dalla BBC. Il modello da 512 GB è passato da 549 a 789 dollari, da 569 a 779 euro, un incremento del 43%. Il modello da 1 TB è salito a 949 dollari, 919 euro, con un aumento del 46%. Valve ha inoltre interrotto la vendita diretta del vecchio modello LCD entry-level, lasciando l’OLED come unica opzione nuova disponibile.

Questo scenario crea una tensione comprensibile tra i fan. Da un lato Valve chiede oggi prezzi più alti per un hardware che, nella sostanza tecnica, non è cambiato dal lancio dell’OLED nel 2023. Dall’altro i rumor su Gainsborough alimentano l’aspettativa di un salto generazionale vero, che però potrebbe arrivare con un ulteriore adeguamento di prezzo verso l’alto, vista la direzione già presa con il rincaro di maggio.

Nintendo Switch 2 resta il terzo incomodo

Nessuna analisi sul mercato handheld può ignorare Nintendo. Switch 2 è arrivata sul mercato il 5 giugno 2025 a un prezzo di lancio di 449,99 dollari, con uno schermo LCD da 7,9 pollici a risoluzione 1920×1080, 256 GB di storage interno espandibile tramite microSD Express, uscita video fino a 4K in modalità dock su titoli compatibili e i nuovi controller Joy-Con 2 con aggancio magnetico e funzioni da mouse. A differenza di Steam Deck e dei rivali Windows, Switch 2 non compete sulla potenza bruta, ma sull’ecosistema di esclusive Nintendo e su un prezzo di ingresso più accessibile rispetto ai 779 euro oggi richiesti per uno Steam Deck OLED.

Per questo motivo gli analisti tendono a trattare Switch 2 come un mercato in parte separato da quello dei PC handheld puri. Le due categorie competono per lo stesso tempo libero e lo stesso budget dei giocatori, ma rispondono a logiche di prodotto diverse: una console chiusa con libreria curata da Nintendo contro un PC completo, con accesso a Steam, Epic Games Store e qualunque altro launcher si voglia installare.

DispositivoPrezzo ufficialeSpecifiche chiave
Steam Deck OLED 512GB789$ / 779€ (+43% da maggio 2026)Schermo OLED 7″, APU Van Gogh 7nm, batteria 40Wh
Steam Deck OLED 1TB949$ / 919€ (+46% da maggio 2026)Schermo OLED 7,4″, stesso APU Van Gogh
ROG Xbox Ally599,99$Ryzen Z2 A, 16GB RAM, SSD 512GB, display 120Hz
ROG Xbox Ally X999,99$Ryzen AI Z2 Extreme, 24GB RAM, batteria 80Wh
Nintendo Switch 2449,99$ (lancio giugno 2025)LCD 7,9″, 256GB storage, 4K in dock, Joy-Con 2

Il rumor Xbox Helix: cosa è confermato e cosa no

Accanto al leak Gainsborough circola da settimane un altro rumor, questa volta legato a Microsoft: un presunto progetto interno con nome in codice Helix, descritto come un dispositivo portatile più compatto rispetto a ROG Xbox Ally, pensato per competere più da vicino con lo Steam Deck. Va detto con chiarezza che, allo stato attuale, non esiste alcuna conferma ufficiale di Microsoft su Helix, né specifiche tecniche, né una finestra di lancio. Le fonti che lo citano sono per ora aggregatori di notizie di settore che riprendono voci non verificabili in modo indipendente. Vale la pena menzionarlo solo perché aiuta a capire quanto sia affollata, oggi, la conversazione attorno al futuro degli handheld da gioco: tre produttori diversi, forse quattro contando un’eventuale mossa Microsoft, lavorano tutti sulla prossima generazione nello stesso periodo.

Cosa significa per gli sviluppatori e per Steam Deck Verified

Un salto hardware importante come quello ipotizzato per Gainsborough avrebbe ricadute dirette sul programma Steam Deck Verified, il sistema con cui Valve certifica la compatibilità dei giochi con l’hardware portatile. Un chip più potente, con più RAM e una GPU più moderna, alzerebbe l’asticella di cosa gli sviluppatori possono permettersi di includere senza compromettere le prestazioni, aprendo la porta a titoli oggi considerati fuori portata per un dispositivo tascabile. Allo stesso tempo introdurrebbe un problema di frammentazione: se Steam Deck 2 arriverà davvero, Valve dovrà decidere come trattare la libreria enorme di giochi già certificati per l’hardware Van Gogh, e se mantenere un’unica etichetta Verified o introdurre livelli diversi.

Perché Valve prende tempo

Valve non ha mai nascosto di lavorare su un successore dello Steam Deck. In diverse occasioni pubbliche l’azienda ha ripetuto che la domanda rilevante non è se arriverà un nuovo modello, ma come e quando, condizionando il lancio a un salto di prestazioni che giustifichi davvero il prezzo di un nuovo acquisto. È una strategia diversa da quella di molti rivali Windows, che negli ultimi tre anni hanno iterato più rapidamente con refresh quasi annuali. Lo Steam Deck originale è rimasto sostanzialmente lo stesso chip dal 2022 al 2026, aggiornato solo nello schermo con la variante OLED del 2023.

Questa cautela ha un costo evidente in termini di percezione: mentre ASUS, Lenovo e MSI sfornano nuovi modelli quasi ogni anno, Valve rischia di apparire ferma. Ha però anche un vantaggio difficile da ignorare, cioè una base installata enorme e fedele, che continua a comprare lo stesso hardware anche dopo un aumento di prezzo del 43%, segno che il valore percepito dell’ecosistema SteamOS pesa più del semplice confronto di specifiche tecniche.

Cinque previsioni per Steam Deck 2

  • Nessun annuncio prima del 2027. Dato lo stato ancora acerbo dei rumor e la storica cautela di Valve, un lancio commerciale entro la fine del 2026 appare improbabile. Più plausibile una finestra tra fine 2027 e inizio 2028.
  • Prezzo più alto del modello attuale. Dopo il rincaro di maggio 2026, è ragionevole aspettarsi che un nuovo Steam Deck con chip a 3 nanometri parta a un prezzo superiore ai 779 euro dell’attuale OLED base.
  • Supporto FSR 4 come argomento di vendita centrale. Con AMD che punta a estendere FSR 4 agli handheld entro fine 2026, è probabile che Valve lo renda una delle feature di punta nella comunicazione del nuovo modello.
  • Compatibilità totale con la libreria Steam Deck esistente. Valve difficilmente romperà la promessa di compatibilità che ha costruito la fiducia della sua base utenti, quindi Steam Deck 2 dovrebbe restare pienamente compatibile con i giochi già certificati.
  • Pressione competitiva crescente da ROG Xbox Ally e da eventuali mosse Microsoft. Se il rumor Helix dovesse concretizzarsi anche solo in parte, Valve avrebbe un motivo in più per accelerare i tempi rispetto ai piani originari.

Il quadro competitivo nel 2026

Guardando l’insieme dei dati raccolti, emerge un mercato handheld entrato in una fase di maturità competitiva. Valve resta il marchio con più unità vendute in totale, ma ha smesso di essere l’unica opzione seria per chi cerca un PC da gioco portatile. ASUS ha dimostrato, con numeri di fatturato concreti, che l’accordo con Microsoft per il marchio Xbox è più di un’operazione di immagine. Lenovo e MSI continuano a occupare nicchie specifiche, spesso puntando su schermi più grandi o configurazioni hardware più aggressive. Nintendo, dal canto suo, gioca una partita diversa e per molti versi più profittevole, perché non deve competere sulle specifiche tecniche ma sulla forza del proprio catalogo esclusivo.

In questo contesto, il leak Gainsborough conta meno per i dettagli tecnici, ancora troppo contraddittori per essere presi come certezze, e più per quello che segnala: Valve sta lavorando, concretamente, a qualcosa di nuovo. Per i consumatori italiani ed europei che oggi stanno valutando un acquisto, il consiglio più onesto resta quello di sempre di fronte a un rumor non confermato: comprare in base alle esigenze attuali, non in attesa di un prodotto che potrebbe arrivare tra un anno o restare per mesi ancora un nome in codice dentro un file driver.

Cosa tenere d’occhio nei prossimi mesi

Tre segnali diranno molto più dei rumor attuali: un eventuale secondo leak che confermi, anziché contraddire, i dettagli su RDNA 5, una dichiarazione ufficiale di Valve in risposta diretta alle domande della stampa specializzata, oppure un deposito di certificazione (il tipo di documento normalmente depositato presso enti come la FCC) che riveli il nome commerciale del dispositivo. Finché nessuno di questi tre elementi arriva, Gainsborough resta un nome in codice, non un prodotto.

Domande frequenti

Cos’è Gainsborough?
È il nome in codice trovato nel driver AMD Adrenalin 26.9.2, ritenuto dai leaker il candidato più probabile per il chip del prossimo Steam Deck 2. Non è stato confermato ufficialmente né da AMD né da Valve.

Quando uscirà lo Steam Deck 2?
Non esiste una data ufficiale. Valve ha dichiarato pubblicamente solo che il lancio dipenderà da un salto di prestazioni significativo, senza indicare una finestra temporale precisa.

Gainsborough userà RDNA 5 o RDNA 4m?
Le fonti sono in disaccordo. Il leaker Moore’s Law is Dead sostiene RDNA 5 fino a 24 unità di calcolo, mentre Kepler_L2 parla di RDNA 3.5+ o RDNA 4m con 12 unità di calcolo. Nessuna delle due versioni è confermata.

Perché lo Steam Deck OLED costa di più rispetto a prima?
A fine maggio 2026 Valve ha aumentato i prezzi fino al 46%, citando l’incremento dei costi dei componenti. Il modello da 512 GB è passato a 789 dollari, 779 euro, e quello da 1 TB a 949 dollari, 919 euro.

Quanto costano ROG Xbox Ally e Ally X?
ROG Xbox Ally parte da 599,99 dollari, mentre ROG Xbox Ally X, con processore e RAM superiori, costa 999,99 dollari secondo i prezzi ufficiali del Microsoft Store.

Il progetto Xbox Helix è reale?
Al momento non esiste alcuna conferma ufficiale da parte di Microsoft. Le informazioni circolano solo tramite rumor di settore non verificabili in modo indipendente.

Steam Deck resta il leader del mercato handheld PC?
Sì, con 3,7-4 milioni di unità spedite tra il 2022 e il 2024 secondo stime IDC, resta la singola famiglia di prodotto più venduta, anche se l’insieme dei dispositivi Windows concorrenti ha raggiunto complessivamente una quota di mercato superiore al 50%.

Conviene aspettare Steam Deck 2 prima di comprare un handheld oggi?
Dato che non esiste una data di lancio confermata, chi ha bisogno di un dispositivo ora farebbe meglio a valutare le opzioni già disponibili sul mercato, come Steam Deck OLED, ROG Xbox Ally o Nintendo Switch 2, piuttosto che attendere un prodotto ancora privo di specifiche ufficiali.