Il 10 e 11 giugno 2026, l’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersicurezza (ENISA) ha condotto Cyber Europe 2026, l’ottava edizione della più grande esercitazione di crisi informatica dell’intero continente. Per due giorni tutti i 27 stati membri dell’UE, insieme a paesi europei non membri e alle principali entità istituzionali sovranazionali, hanno simulato un attacco informatico coordinato contro ferrovie e reti marittime europee. I risultati, comunicati il 17 giugno 2026, confermano quello che i dati ENISA segnalano da anni: il settore dei trasporti è il secondo obiettivo più colpito nell’Unione Europea e le sue difese non sono ancora all’altezza della minaccia.

Cos’è Cyber Europe e Perché l’8ª Edizione Segna una Svolta

La serie Cyber Europe nasce nel 2010 come strumento dell’ENISA per testare la capacità di risposta degli stati membri di fronte a scenari di crisi informatica su vasta scala. L’esercitazione si svolge ogni due anni. Le prime edizioni hanno simulato attacchi a infrastrutture energetiche, reti finanziarie e sistemi sanitari. L’edizione 2026 segna una discontinuità netta: per la prima volta l’obiettivo principale è il settore dei trasporti, specificatamente il comparto ferroviario e quello marittimo.

La scelta non è casuale. Secondo il rapporto ENISA dedicato al settore dei trasporti, il profilo di rischio informatico di questa industria si è evoluto in modo significativo, con un aumento marcato degli attacchi contro aeroporti, porti, ferrovie e compagnie di navigazione in tutta Europa. Il trasporto è diventato un vettore critico nell’attuale contesto geopolitico: la disruption delle infrastrutture fisiche produce effetti immediati e visibili sull’economia reale e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.

“È la più grande esercitazione di crisi informatica in Europa,” ha dichiarato un rappresentante ENISA durante il secondo giorno dell’esercitazione, il 11 giugno 2026. “Tutti gli stati membri vi partecipano, insieme a paesi europei non membri e alle principali entità dell’Unione.” Il coordinamento ha coinvolto autorità nazionali di cybersicurezza, operatori di infrastrutture critiche, forze di polizia e strutture di protezione civile.

Cyber Europe 2026 porta con sé tre novità strutturali rispetto alle edizioni precedenti. Prima: lo scenario è esplicitamente multidominio, con attacchi simultanei su rail e marittimo progettati per creare effetti a cascata tra settori interdipendenti. Seconda: la dimensione della disinformazione è integrata nello scenario tattico come componente operativa a pieno titolo. Terza: il secondo giorno si concentra sull’escalation politica, testando la capacità dei governi di prendere decisioni coordinate in condizioni di crisi informativa acuta.

Il Trasporto: Secondo Settore più Colpito in Europa nel 2024

I numeri ENISA chiariscono perché Cyber Europe 2026 abbia puntato sui trasporti. Secondo il Threat Landscape 2024 dell’Agenzia, il settore si colloca al secondo posto tra le industrie più bersagliate in Europa. Gli incidenti legati ai trasporti rappresentano l’11% del totale globale degli attacchi informatici e il 15% degli attacchi specificatamente diretti contro soggetti UE. Per due anni consecutivi il livello di minaccia si è mantenuto su valori sostanziali, senza mostrare alcun segnale di riduzione.

La struttura delle minacce si presenta così: i criminali informatici motivati dal profitto guidano il 55% degli incidenti; gli hacktivisti, spesso attivi in risposta a tensioni geopolitiche, ne causano il 23%; la quota rimanente proviene da attori statali o da gruppi ibridi che combinano sabotaggio e raccolta di intelligence. Il settore ferroviario e quello marittimo si trovano in una posizione di particolare vulnerabilità per via della dipendenza da sistemi legacy, spesso progettati decenni fa senza contemplare la minaccia informatica moderna.

Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha sottolineato in più occasioni che le infrastrutture di trasporto italiane richiedono un aggiornamento urgente dei protocolli di sicurezza informatica. “Le infrastrutture di trasporto sono snodi nevralgici dell’economia nazionale,” ha affermato Frattasi in un’audizione parlamentare del maggio 2026. “Un attacco coordinato su ferrovie e porti potrebbe causare danni economici paragonabili a quelli di una calamità naturale, con effetti che si propagherebbero ben oltre il settore direttamente colpito.”

Lo Scenario: Ferrovie Bloccate, Porti Paralizzati, Disinformazione in Rete

Lo scenario di Cyber Europe 2026 ha simulato un attacco informatico coordinato e multilivello contro le infrastrutture di trasporto europee. I partecipanti hanno dovuto gestire tre fronti distinti ma interconnessi nel corso dello stesso arco temporale.

Sul fronte marittimo, i sistemi di logistica portuale e navigazione sono stati compromessi. Il risultato simulato: blocco dei movimenti cargo, rischi concreti per la sicurezza della navigazione con scenari di quasi-collisione, e interruzione delle comunicazioni tra porti di stati membri diversi. Sul fronte ferroviario, l’interferenza diretta nelle reti di controllo ha causato il blocco dei treni transfrontalieri e ritardi per migliaia di passeggeri e tonnellate di merci. Il terzo vettore ha colpito i sistemi di biglietteria e i back-office delle autorità di trasporto attraverso un attacco ransomware, paralizzando i servizi amministrativi e quelli ai passeggeri.

L’elemento forse più rilevante per i professionisti della sicurezza è stato il quarto strato dell’attacco: la disinformazione. Parallelamente agli attacchi tecnici, i gruppi hacktivisti simulati hanno condotto una campagna di disinformazione coordinata sui social media, sfruttando l’esposizione di informazioni sensibili su passeggeri e personale di emergenza per amplificare il panico e screditare le istituzioni. Questo scenario riflette fedelmente le tattiche dei gruppi hacktivisti filo-russi che hanno colpito infrastrutture europee negli ultimi due anni. Il Lussemburgo, che ha confermato la propria partecipazione attraverso l’Alta Commissione per la Protezione Nazionale, ha testato specificamente la propria risposta di crisi informatica in linea con il Piano Nazionale di Gestione delle Crisi e i requisiti NIS2.

Juhan Lepassaar, Direttore Esecutivo di ENISA, ha osservato che l’esercitazione “testa non solo le capacità tecniche, ma la gestione delle comunicazioni di crisi, un elemento chiave in un ambiente mediatico complesso e ad alta saturazione informativa.” Il rapporto post-esercitazione, atteso per settembre 2026, analizzerà i gap identificati e produrrà raccomandazioni operative per tutti gli stati membri.

La Zona di Rischio ENISA: Marittimo e Ferroviario con Maturità Insufficiente

Il rapporto ENISA NIS360 2024 introduce il concetto di “zona di rischio”: l’area in cui la criticità di un settore supera la sua maturità in materia di cybersicurezza. Secondo questa analisi, il settore marittimo si trova pienamente nella zona di rischio, mentre quello ferroviario si colloca al limite di tale zona. In entrambi i casi, la diagnosi è identica: forte consapevolezza dei rischi informatici, ma implementazione ancora insufficiente delle misure di protezione allineate a NIS2. Entrambi i settori restano dipendenti da sistemi legacy e devono ancora compiere passi significativi nell’implementazione delle misure richieste dalla direttiva.

I fattori strutturali che spiegano questa vulnerabilità includono: dipendenza da sistemi di controllo industriale (OT) non aggiornabili senza interruzione operativa; frammentazione tra operatori privati e pubblici con livelli di maturità disomogenei; mancanza di standard tecnici europei unificati per i sistemi di controllo del traffico nel trasporto. La tabella seguente sintetizza i principali dati ENISA sulle minacce al settore.

Tipo di Minaccia% Incidenti 2021% Incidenti 2022Tendenza al 2024
Ransomware13%25%Quasi raddoppio, ulteriore crescita nel 2025
Violazioni e fughe di datiRilevanteSecondo postoIn crescita costante
MalwareRilevanteRilevanteStabile, vettori AI-enhanced
DDoS / RDoSRilevanteRilevanteIn aumento, trainato da hacktivisti
Phishing / Spear phishingRilevanteRilevanteIn crescita esponenziale con AI
Attacchi supply chainEmergenteIn crescitaAlto rischio strutturale
Incidenti da hacktivisti23%23%Legato a escalation geopolitica
Incidenti da criminali informatici55%55%Stabile, professionalizzazione crescente
Fonte: ENISA Cyber Threats in Transport, dati 2021-2022. Il Threat Landscape 2024 conferma il trasporto come secondo settore più colpito nell’UE con l’11% degli incidenti globali.

Ransomware nei Trasporti: dal 13% al 44% in Quattro Anni

Il dato più allarmante del Threat Landscape ENISA riguarda il ransomware. Nel periodo 2021-2022, gli attacchi contro operatori di trasporto europei sono quasi raddoppiati, passando dal 13% al 25% degli incidenti totali. Nei dati 2025 del settore della mobilità intelligente, secondo il rapporto annuale di Upstream Security, gli incidenti legati a riscatti hanno rappresentato il 44% di tutti gli attacchi, più del doppio rispetto al 2024. Il ransomware si è evoluto da evento isolato a fenomeno di scala ecosistemica, capace di colpire contemporaneamente fornitori, operatori e clienti lungo tutta la catena logistica.

Il caso emblematico dell’attacco a Maersk nel 2017, che ha causato danni stimati tra 200 e 300 milioni di dollari e bloccato le operazioni in quattro paesi, viene ancora citato dagli esperti come modello del danno potenziale. Da allora, i gruppi ransomware si sono ulteriormente professionalizzati: nel 2025, il 71% degli incidenti nel settore della mobilità è attribuito a gruppi criminali organizzati di tipo black hat, rispetto al 65% del 2024. Questi attori sfruttano piattaforme basate su intelligenza artificiale per automatizzare la selezione dei target e ottimizzare le campagne di phishing.

Il 61% degli incidenti registrati nel settore mobilità nel 2025 ha avuto il potenziale di colpire migliaia o milioni di asset connessi, con il 20% classificato come attacchi di scala massiva. La dipendenza crescente dei sistemi di trasporto da cloud e telematica ha ampliato significativamente la superficie d’attacco: il 67% degli incidenti nel 2025 origina proprio da questi vettori. Il 68% degli incidenti ha prodotto violazioni di dati o di privacy, mentre il 34% ha causato interruzioni operative dirette ai servizi.

Hacktivismo e Geopolitica: la Dimensione Ibrida degli Attacchi ai Trasporti

Un quarto degli attacchi al settore dei trasporti europei (23%) proviene da gruppi hacktivisti mossi da motivazioni geopolitiche o ideologiche. Questo dato, stabile nei dati 2021-2022 di ENISA, ha probabilmente subito un’accelerazione negli anni successivi, in parallelo con il conflitto russo-ucraino e le tensioni geopolitiche che coinvolgono i confini orientali dell’UE. Gli hacktivisti prediligono gli attacchi DDoS contro aeroporti, ferrovie e autorità di trasporto, capaci di generare visibilità mediatica immediata a costo relativamente basso.

La novità degli scenari 2025-2026 è l’integrazione tra attacchi tecnici e campagne di disinformazione coordinate: mentre i sistemi informatici di un operatore vengono compromessi, sui social media proliferano notizie false che amplificano il panico e minano la fiducia nelle istituzioni. Cyber Europe 2026 ha testato specificamente la capacità degli stati membri di gestire questa dimensione ibrida. I dati sugli attacchi russi alle infrastrutture critiche in 6 paesi UE con incremento del 50% degli attacchi ICS dimostrano che questa minaccia non è teorica.

La Commissione Europea è stata stessa bersaglio di un attacco informatico il 24 marzo 2026, che ha colpito le infrastrutture cloud che ospitano la piattaforma Europa, secondo i dati del Center for Strategic and International Studies. L’incidente ha evidenziato come nessun soggetto europeo, nemmeno le istituzioni centrali dell’Unione, possa ritenersi al sicuro dalla minaccia informatica ibrida contemporanea.

NIS2 e i Trasporti: il Cantiere Aperto della Conformità

La direttiva NIS2 ha classificato ferrovie, porti, aeroporti e navigazione aerea tra le infrastrutture critiche soggette agli obblighi più stringenti in materia di cybersicurezza. Gli operatori di queste categorie sono tenuti a implementare misure di gestione del rischio, notificare gli incidenti significativi entro 24 ore alle autorità competenti e garantire la sicurezza della propria catena di fornitura. Tuttavia, la stessa ENISA ammette che molti operatori del settore non hanno ancora raggiunto il livello di maturità adeguato rispetto alla criticità del loro ruolo.

Il problema è strutturale: le infrastrutture di trasporto sono costruite su orizzonti temporali di decenni. I sistemi di segnalazione ferroviaria, i software di gestione portuale e i sistemi di controllo del traffico marittimo spesso operano su piattaforme progettate negli anni ’90 o nei primi anni 2000, difficilmente aggiornabili senza interruzione del servizio. L’introduzione degli standard NIS2 in questi ambienti richiede investimenti ingenti, coordinamento tra soggetti pubblici e privati, e soluzioni tecniche che non compromettano la continuità operativa.

Per il quadro normativo completo, l’analisi su EU Cybersecurity Act 2.0: 30.000 Aziende Liberate da NIS2 spiega le semplificazioni introdotte per le organizzazioni di minori dimensioni, mentre il confronto tra i due principali framework regolatori europei è disponibile in NIS2 vs DORA: Chi Deve Conformarsi, Sanzioni fino a €10M.

L’Italia e la Cybersicurezza delle Infrastrutture di Trasporto

Per l’Italia, la posta in gioco di Cyber Europe 2026 è particolarmente alta. Con oltre 30 porti di rilevanza nazionale, una rete ferroviaria di circa 17.000 km gestita da RFI e una posizione geografica strategica nel Mediterraneo, il paese è un nodo critico delle reti di trasporto europee. L’ACN ha coordinato la partecipazione italiana all’esercitazione, testando le procedure di risposta previste dal Piano Nazionale di Gestione delle Crisi Informatiche.

Il Clusit Report 2026 ha documentato 507 attacchi informatici significativi contro organizzazioni italiane nel 2025, confermando l’Italia come il paese europeo più colpito in proporzione al PIL. Il settore dei trasporti e delle utilities ha rappresentato una quota crescente di questi incidenti. L’ACN ha intensificato le attività di monitoraggio e le esercitazioni con gli operatori critici, ma la distanza tra l’obiettivo NIS2 e la realtà operativa rimane significativa per molti soggetti, in particolare per gli operatori portuali di medie dimensioni.

L’INTERPOL Synergia III, che ha portato all’abbattimento di 45.000 IP malevoli e 94 arresti in 72 paesi nel 2026, ha incluso operazioni che hanno interessato direttamente attori che prendevano di mira infrastrutture critiche europee, incluse quelle italiane. La cooperazione internazionale si conferma indispensabile: nessun paese può affrontare isolatamente la minaccia informatica alle proprie infrastrutture di trasporto.

Il Mercato Europeo della Cybersecurity: 81,8 Miliardi nel 2025

La crescita degli investimenti in cybersicurezza in Europa riflette la pressione combinata delle normative (NIS2, DORA, Cyber Resilience Act) e dell’escalation delle minacce. Secondo i dati IMARC Research, il mercato europeo della cybersicurezza ha raggiunto i 81,81 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita del 13% nel primo semestre dell’anno. Le proiezioni indicano una crescita con CAGR dell’8,16% fino al 2034, quando il mercato raggiungerà i 165,73 miliardi di dollari.

La Germania guida gli investimenti europei: nel 2024 ha speso 11,2 miliardi di euro in cybersicurezza, con una crescita del 13,8% rispetto all’anno precedente, trainata dall’adozione anticipata di NIS2 e dai requisiti GDPR. Il mercato dei servizi gestiti (managed security, consulenza, incident response) rappresenta il 54,08% del totale europeo nel 2025, riflettendo la domanda crescente di competenze specializzate che molte organizzazioni non riescono a sviluppare internamente. Il rapporto Allianz Risk Barometer 2026 posiziona gli incidenti informatici come il principale rischio globale per il quinto anno consecutivo, con il punteggio più alto di sempre pari al 42% delle risposte dei CEO globali, 10 punti sopra il secondo rischio in classifica.

AnnoValore Mercato EuropaCrescitaDriver Principali
2024~$75 miliardi (stima)+13,8% (Germania)GDPR, NIS2, ransomware
2025$81,81 miliardi+13% (H1 2025)AI, NIS2, Cyber Resilience Act
2026In espansione~8,16% CAGRCyber Europe, DORA, threat landscape
2030~$120 miliardi (prev.)CAGR 8,16%AI-driven security, quantum threat
2034$165,73 miliardi (prev.)CAGR 8,16%Post-quantum, IoT, OT security
Fonte: IMARC Research, Europe Cybersecurity Market Report 2034. I dati 2025 sono consuntivi; 2030 e 2034 sono proiezioni basate su CAGR 8,16%.

Intelligenza Artificiale: Arma a Doppio Uso nei Trasporti del 2026

AI nell’Attacco: Phishing Personalizzato e Ransomware Scalabile

L’intelligenza artificiale ha trasformato l’economia degli attacchi informatici contro il settore dei trasporti. Le campagne di phishing supportate dall’AI rappresentano oltre l’80% di tutta l’attività di social engineering registrata nella prima metà del 2025. Per il settore dei trasporti, questo si traduce in attacchi di spear phishing altamente personalizzati contro il personale operativo, i fornitori della catena logistica e i sistemi di controllo remoto. I messaggi sono redatti in lingua locale, contestualizzati su procedure aziendali reali e capaci di superare i filtri antispam convenzionali.

I gruppi ransomware più organizzati utilizzano piattaforme AI per selezionare automaticamente i target più vulnerabili, calcolare il riscatto ottimale in base alla capacità di pagamento della vittima e coordinare le campagne di pressione sui media dark web. Il rapporto sul Fortinet Threat Report 2026 documenta 640 miliardi di attacchi e un’escalation del ransomware del 389%, una progressione che riflette esattamente questa industrializzazione delle minacce.

AI nella Difesa: Anomaly Detection nei Sistemi OT Ferroviari

Sul fronte difensivo, l’AI permette di ridurre il tempo di rilevamento e risposta agli incidenti, automatizzare la correlazione di eventi di sicurezza su reti distribuite e identificare anomalie nei sistemi OT ferroviari e marittimi in tempo reale. Le tecnologie SIEM e XDR di nuova generazione integrano modelli di machine learning per distinguere comportamenti legittimi da attività malevole, anche in ambienti con traffico di dati molto elevato come i sistemi di controllo del traffico aereo e ferroviario.

Per gli operatori italiani di infrastrutture critiche, il caso documentato degli zero-day Ivanti che hanno colpito 4 governi UE evidenzia quanto rapidamente le vulnerabilità vengano sfruttate prima che le patch siano disponibili. La velocità di risposta, potenziata dall’AI, è diventata il fattore discriminante tra un incidente contenuto e una crisi operativa a piena scala.

Cyber Resilience Act e Trasporti: Nuovi Obblighi dal Settembre 2026

Il Cyber Resilience Act, con la sua scadenza di settembre 2026 e sanzioni fino a 15 milioni di euro, aggiunge un ulteriore livello di obblighi per i produttori di dispositivi connessi utilizzati nelle reti di trasporto. I sistemi di segnalazione ferroviaria, i dispositivi IoT installati nei porti e le apparecchiature di controllo del traffico marittimo sono tutti potenzialmente soggetti ai nuovi requisiti, che impongono standard minimi di sicurezza per design, aggiornamenti e gestione delle vulnerabilità.

La pressione normativa combinata di NIS2 e Cyber Resilience Act sta producendo un effetto positivo sul mercato: la crescita del 13% del mercato europeo della cybersicurezza nel primo semestre 2025 è in parte attribuibile agli investimenti in compliance. Tuttavia, la capacità degli operatori di trasporto di assorbire questi costi varia enormemente: i grandi operatori nazionali (porti, ferrovie) dispongono di risorse e strutture dedicate, mentre gli operatori portuali regionali e le piccole compagnie di navigazione faticano a sostenere gli investimenti richiesti senza supporto istituzionale.

5 Previsioni per la Cybersicurezza dei Trasporti UE nel 2026-2027

Sulla base dei dati di Cyber Europe 2026, del Threat Landscape ENISA e dei trend di mercato, ecco cinque previsioni concrete per i prossimi 18 mesi.

1. Il rapporto post-esercitazione ENISA (settembre 2026) darà impulso a nuovi requisiti tecnici. Le lacune identificate durante l’esercitazione diventeranno raccomandazioni vincolanti o linee guida tecniche specifiche per il settore dei trasporti. Gli stati membri con i gap maggiori riceveranno pressioni specifiche per colmare le carenze entro la revisione NIS2 prevista nel 2027.

2. Il settore marittimo subirà almeno un attacco ransomware di rilevanza pubblica entro fine 2026. Il posizionamento nella “zona di rischio” ENISA, combinato con la dipendenza da sistemi legacy e l’alta visibilità geopolitica dei porti europei, rende probabile un incidente con impatto operativo significativo nei prossimi sei mesi.

3. La NIS2 genererà un mercato di compliance da oltre 5 miliardi di euro nel 2027. Gli operatori di trasporto, ora chiaramente classificati come soggetti essenziali, dovranno investire in assessment, aggiornamento dei sistemi OT e formazione del personale operativo. Le aziende di consulenza specializzate in sicurezza dei sistemi industriali vedranno una crescita della domanda superiore al 30%.

4. L’AI diventerà requisito minimo nei capitolati di gara per infrastrutture critiche entro il 2027. La Commissione Europea sta valutando standard tecnici specifici per i sistemi OT nelle infrastrutture critiche, inclusi requisiti minimi di rilevamento automatico delle anomalie basato su machine learning. Le gare pubbliche per sistemi di segnalazione ferroviaria e controllo portuale incorporeranno questi standard.

5. Cyber Europe potrebbe diventare annuale in formato ridotto entro il 2028. Il ritmo biennale, sufficiente quando le minacce evolvevano lentamente, non è più adeguato all’attuale velocità di sviluppo delle tattiche di attacco. ENISA ha avviato consultazioni con gli stati membri su formati ibridi che combinino esercitazioni annuali su scala settoriale con edizioni full-scale ogni due anni, includendo progressivamente anche soggetti privati come grandi vettori aerei e compagnie di navigazione.

Domande Frequenti su Cyber Europe 2026

Cos’è Cyber Europe e chi la organizza?
Cyber Europe è una serie di esercitazioni di crisi informatica su vasta scala organizzate dall’ENISA ogni due anni dal 2010. Ogni edizione coinvolge centinaia di soggetti pubblici e privati distribuiti su tutto il territorio europeo, testando la capacità di risposta coordinata a scenari di attacco complessi che interessano infrastrutture critiche transfrontaliere.

Quando si è svolta Cyber Europe 2026?
L’ottava edizione si è svolta il 10 e 11 giugno 2026, per una durata di due giorni. Il primo giorno ha testato le capacità tecniche e operative; il secondo ha simulato l’escalation a livello politico-strategico, con decisioni coordinate tra governi e istituzioni UE in condizioni di crisi acuta.

Perché Cyber Europe 2026 si è concentrata sui trasporti?
I dati ENISA indicano che il settore dei trasporti è il secondo più colpito nell’UE, con l’11% degli incidenti globali e il 15% di quelli diretti contro soggetti europei. Il rapporto NIS360 2024 ha classificato sia il marittimo che il ferroviario come settori in “zona di rischio”, con maturità di sicurezza insufficiente rispetto alla loro criticità per l’economia europea.

Quanti paesi hanno partecipato a Cyber Europe 2026?
Tutti i 27 stati membri dell’Unione Europea hanno partecipato, insieme a paesi europei non membri e alle principali entità istituzionali europee. La partecipazione è coordinata dalle autorità nazionali di cybersicurezza, che a loro volta coinvolgono operatori di infrastrutture critiche, forze dell’ordine e strutture di protezione civile.

Cosa ha simulato lo scenario di attacco?
Lo scenario ha simulato un attacco coordinato che ha colpito simultaneamente sistemi marittimi (logistica portuale, navigazione) e ferroviari (controllo del traffico, segnalazione transfrontaliera), affiancato da un attacco ransomware contro le autorità di trasporto e da una campagna di disinformazione sui social media progettata per amplificare l’impatto dell’attacco tecnico.

Quando sarà disponibile il rapporto post-esercitazione ENISA?
ENISA prevede di pubblicare il rapporto con le lezioni apprese entro settembre 2026. Il documento, che richiede l’analisi di log di comunicazione, sondaggi e interviste con i partecipanti di tutti gli stati membri, sarà pubblicamente accessibile e conterrà raccomandazioni operative per migliorare la resilienza delle infrastrutture di trasporto europee.

Come si inserisce Cyber Europe 2026 nel quadro normativo NIS2?
Cyber Europe 2026 è direttamente collegata a NIS2, che classifica ferrovie, porti e navigazione come infrastrutture critiche soggette a obblighi stringenti. I gap identificati durante l’esercitazione influenzeranno le linee guida tecniche che ENISA pubblicherà per supportare gli stati membri nell’implementazione della direttiva nei settori dei trasporti.

Quali sono le principali minacce al settore dei trasporti nel 2026?
Le principali minacce includono il ransomware (passato dal 13% al 25% degli incidenti solo tra 2021 e 2022, con ulteriore crescita al 44% nel settore mobilità nel 2025), gli attacchi DDoS da parte di gruppi hacktivisti geopoliticamente motivati, le campagne di phishing potenziate dall’AI (oltre l’80% del social engineering nel 2025) e gli attacchi supply chain che sfruttano i fornitori tecnologici come vettore di accesso iniziale.

Copertura Correlata

Per il contesto istituzionale, consulta la pagina ufficiale ENISA su Cyber Europe, l’analisi di Industrial Cyber sull’esercitazione e il comunicato del governo lussemburghese con i dettagli sulla partecipazione nazionale.