Scegliere un gestore di password nel 2026 significa decidere a chi affidare le chiavi della propria vita digitale. Due nomi dominano la conversazione in Europa: Proton Pass, il gestore open source dell’azienda svizzera dietro Proton Mail, e 1Password, il veterano canadese che da quasi vent’anni custodisce le credenziali di privati e aziende. Il confronto Proton Pass vs 1Password mette di fronte due filosofie opposte: un piano gratuito reale e codice aperto da una parte, un ecosistema premium maturo da 48 dollari l’anno dall’altra.
Abbiamo analizzato prezzi ufficiali, modello crittografico, audit indipendenti, funzionalità e giudizi dei recensori per stabilire quale conviene davvero a chi vive e lavora in Italia. Questa guida aggiornata al 13 giugno 2026 include una tabella con oltre 15 specifiche, il confronto dei listini, una guida alla migrazione e un verdetto basato sui dati, non sulle promesse di marketing.
Proton Pass vs 1Password: il verdetto in 30 secondi
Se hai fretta, ecco la sintesi. Proton Pass vince su prezzo, trasparenza e privacy: offre l’unico piano gratuito serio del confronto, pubblica il proprio codice sorgente e ha sede in Svizzera, una delle giurisdizioni più protettive al mondo per i dati. La sua arma segreta sono gli alias email illimitati ereditati da SimpleLogin, che permettono di non rivelare mai il proprio indirizzo reale.
1Password vince su maturità, funzioni avanzate e integrazione aziendale. La Secret Key da 128 bit aggiunge un livello di protezione che Proton Pass non replica, la Travel Mode nasconde le casseforti quando attraversi una frontiera e Watchtower monitora le credenziali compromesse con una precisione che i recensori lodano da anni. Non esiste però un piano gratuito: solo una prova di 14 giorni.
La regola pratica: scegli Proton Pass se vuoi privacy massima, codice verificabile e spesa minima; scegli 1Password se gestisci molti dispositivi, viaggi spesso o ti serve uno strumento collaudato per famiglia e azienda. Nei prossimi paragrafi vediamo perché, numeri alla mano.
Tabella di confronto: specifiche a colpo d’occhio
La tabella seguente raccoglie le specifiche chiave dei due gestori di password. I prezzi sono listini ufficiali aggiornati a giugno 2026 e possono variare in base alla valuta e alle promozioni stagionali.
| Caratteristica | Proton Pass | 1Password |
|---|---|---|
| Azienda | Proton AG | AgileBits Inc. |
| Giurisdizione | Svizzera | Canada |
| Anno di lancio | 2023 | 2006 |
| Piano gratuito | Sì (illimitato) | No (prova 14 giorni) |
| Prezzo piano singolo | circa 1,99 €/mese (annuale) | 2,99 $/mese (48 $/anno) |
| Prezzo piano famiglia | circa 4,99 €/mese, fino a 6 utenti | 4,49 $/mese, 5 utenti (72 $/anno) |
| Crittografia | AES-256 end-to-end | AES-256 end-to-end |
| Derivazione chiave | Argon2 | PBKDF2-HMAC-SHA256 |
| Secret Key dedicata | No | Sì (128 bit) |
| Open source | Sì | No |
| Audit indipendenti | Sì (incl. Cure53) | Sì (incl. Cure53) |
| Passkey | Sì | Sì |
| 2FA / TOTP integrato | Sì | Sì |
| Alias email | Illimitati (a pagamento) | Tramite Fastmail |
| Monitoraggio dark web | Sì (a pagamento) | Sì (Watchtower) |
| Travel Mode | No | Sì |
| Piattaforme | Browser, iOS, Android, Windows, macOS, Linux, CLI | Browser, iOS, Android, Windows, macOS, Linux, CLI |
Già da questa panoramica emergono i due profili. Proton Pass mette sul piatto codice aperto, piano gratuito e alias illimitati. 1Password risponde con la Secret Key, la Travel Mode e quindici anni di rodaggio sul campo. La differenza non sta nel “chi è più sicuro” (entrambi usano AES-256 con architettura zero-knowledge) ma in quali compromessi accetti.
Prezzi a confronto: il piano gratuito che cambia tutto
Il prezzo è il fattore che separa più nettamente i due prodotti. La differenza non è di pochi euro al mese: è strutturale. Proton Pass offre un piano gratuito completo, mentre 1Password non ha alcun livello gratuito permanente. Chi cerca un gestore di password a costo zero ha, di fatto, un solo candidato in questa coppia.
| Piano | Proton Pass | 1Password |
|---|---|---|
| Gratuito | Password e dispositivi illimitati, alias hide-my-email limitati | Non disponibile |
| Prova gratuita | Non necessaria (piano free permanente) | 14 giorni |
| Singolo (annuale) | circa 1,99 €/mese | 2,99 $/mese (48 $/anno) |
| Singolo (mensile) | più alto del piano annuale | circa 3,99 $/mese |
| Famiglia (annuale) | circa 4,99 €/mese, fino a 6 utenti | 4,49 $/mese, 5 utenti (72 $/anno) |
| Incluso in bundle | Proton Unlimited (Mail, VPN, Drive, Pass) | Nessun bundle multi-servizio |
Per chi vive in Italia, il piano gratuito di Proton Pass copre l’uso quotidiano di una persona: password illimitate, dispositivi illimitati, sincronizzazione e generatore di passkey. Le limitazioni del piano free riguardano soprattutto il numero di alias email e di account 2FA, oltre alla condivisione avanzata. Il salto a Pass Plus, intorno a 1,99 € al mese con fatturazione annuale, sblocca alias illimitati e monitoraggio dark web.
1Password parte invece da 2,99 dollari al mese con fatturazione annuale, ovvero 48 dollari l’anno per il piano singolo, e 4,49 dollari al mese per il piano Families che copre cinque persone (72 dollari l’anno). In euro le cifre sono allineate. Nota importante: i listini di Proton Pass hanno subito aggiustamenti all’inizio del 2026, quindi verifica sempre il prezzo corrente sulla pagina ufficiale prima di sottoscrivere. Una buona pratica vale per qualsiasi servizio in abbonamento, come ricordiamo anche nella nostra guida alla sicurezza delle password.
Il verdetto sul prezzo è netto. Per il singolo utente attento al budget, Proton Pass è imbattibile grazie al piano gratuito. Per una famiglia che vuole un sesto posto in più, Proton Pass copre fino a sei persone contro le cinque di 1Password. 1Password recupera terreno solo se sfrutti le sue funzioni esclusive, che vediamo più avanti.
Sicurezza e crittografia: Argon2 contro Secret Key
Entrambi i gestori cifrano la cassaforte con AES-256 in modalità autenticata e adottano un’architettura zero-knowledge: i server non possono leggere le tue password perché la chiave di decifratura non lascia mai i tuoi dispositivi. La differenza sta in come quella chiave viene derivata dalla password principale e in quali difese aggiuntive ciascun prodotto aggiunge.
Proton Pass usa Argon2 per la derivazione della chiave. Argon2 ha vinto la Password Hashing Competition nel 2015 ed è oggi l’algoritmo consigliato dagli esperti perché resiste agli attacchi con GPU e hardware dedicato grazie al suo consumo intenzionale di memoria. È la scelta più moderna disponibile e la stessa funzione che approfondiamo richiamando la documentazione tecnica su Argon2.
1Password adotta PBKDF2-HMAC-SHA256, un algoritmo più datato ma ampiamente collaudato, eseguito per centinaia di migliaia di iterazioni. Da solo PBKDF2 sarebbe meno resistente di Argon2 agli attacchi hardware moderni, ma 1Password compensa con un asso nella manica: la Secret Key da 128 bit. Questa chiave viene generata sul dispositivo al momento della registrazione, si combina con la password principale per derivare la chiave di cifratura e non viene mai inviata ai server. Anche se un attaccante violasse i server di 1Password e rubasse l’archivio cifrato, senza la Secret Key non potrebbe nemmeno tentare un attacco a forza bruta sulla password.
Il modello è completato dal protocollo SRP (Secure Remote Password), che autentica l’utente senza mai trasmettere la password al server. Il risultato pratico è che 1Password sposta parte della sicurezza dalla forza della password alla casualità della Secret Key, riducendo il rischio di password deboli scelte dagli utenti.
Chi vince sul fronte crittografico?
È un pareggio tecnico con due filosofie diverse. Proton Pass punta sull’algoritmo più robusto (Argon2) per derivare la chiave dalla sola password. 1Password accetta un algoritmo più conservativo ma aggiunge un secondo fattore crittografico locale, la Secret Key, che alza enormemente l’asticella per un attaccante. Per l’utente medio entrambi gli approcci sono più che sufficienti: il rischio reale resta il phishing e il riutilizzo delle password, non la rottura di AES-256. Approfondisci questo tema nel nostro articolo sull’hashing delle password.
Open source e trasparenza: il vantaggio di Proton
Qui Proton Pass gioca la sua carta migliore. Il codice delle applicazioni Proton Pass è open source e pubblicato su GitHub, dove chiunque può ispezionare come vengono gestite cifratura, sincronizzazione e archiviazione. Per un gestore di password questa trasparenza non è un dettaglio ideologico: significa che ricercatori di sicurezza indipendenti possono verificare che il software faccia esattamente ciò che promette, senza backdoor nascoste.
1Password resta invece a codice chiuso. AgileBits pubblica documentazione di sicurezza dettagliata e si sottopone ad audit, ma il codice sorgente non è disponibile per l’ispezione pubblica. La fiducia in 1Password si basa quindi sulla reputazione, sugli audit esterni e sulla documentazione, non sulla verifica diretta del codice.
Questa è una scelta di valori più che di sicurezza assoluta. Software a codice chiuso può essere perfettamente sicuro, e molti prodotti critici lo sono. Ma nel mondo della privacy il principio “non fidarti, verifica” ha un peso crescente, soprattutto in Europa dove l’attenzione alla sovranità dei dati è alta. Chi sceglie un gestore di password proprio per non doversi fidare ciecamente di un’azienda troverà nell’open source di Proton Pass un argomento decisivo.
Va detto che l’open source da solo non garantisce nulla: conta che il codice venga effettivamente revisionato. Proton ha costruito la propria reputazione su questo, partendo da Proton Mail nel 2014, e applica lo stesso modello a Pass. Lo stesso principio di verificabilità vale per le firme che descriviamo nell’articolo sulle firme digitali.
Audit indipendenti e giurisdizione: Svizzera vs Canada
Un gestore di password vale quanto la fiducia che ispira, e la fiducia si misura con audit esterni e con il diritto del paese in cui ha sede. Su entrambi i fronti Proton Pass e 1Password sono solidi, ma con sfumature che contano per un pubblico europeo.
Entrambi si sono sottoposti ad audit di sicurezza indipendenti, condotti tra l’altro dalla rinomata società tedesca Cure53, specializzata in revisioni di sicurezza per applicazioni di alto profilo. Gli audit verificano implementazione crittografica, gestione delle chiavi e superfici di attacco. Per Proton Pass l’audit si combina con la possibilità di ispezionare direttamente il codice, mentre per 1Password rappresenta la principale forma di verifica esterna.
Sulla giurisdizione la differenza è interessante. Proton AG ha sede in Svizzera, fuori dall’Unione Europea ma con leggi sulla privacy tra le più rigorose al mondo e nessun obbligo di conservazione dei dati equiparabile a quelli statunitensi. La Svizzera non fa parte delle alleanze di intelligence Five Eyes. 1Password ha sede in Canada, paese membro dei Five Eyes, il che storicamente preoccupa alcuni utenti attenti alla privacy. Va precisato però che, con un’architettura zero-knowledge, l’azienda non possiede comunque le chiavi per decifrare i tuoi dati, quindi l’impatto pratico della giurisdizione è limitato.
Per un utente o un’azienda in Italia, la sede svizzera di Proton offre un argomento di marketing forte e una reale tranquillità normativa, allineata alla cultura europea della protezione dei dati che descriviamo nella nostra analisi delle violazioni di dati. Chi privilegia la sovranità europea dei dati troverà Proton Pass più rassicurante sulla carta.
Funzionalità a confronto: alias, passkey, 2FA e Watchtower
Oltre alle basi (salvataggio, riempimento automatico, generatore di password) i due prodotti si differenziano nelle funzioni avanzate. Ecco dove ciascuno brilla.
| Funzione | Proton Pass | 1Password |
|---|---|---|
| Alias email integrati | Illimitati via SimpleLogin | Tramite integrazione Fastmail |
| Passkey | Genera e archivia | Genera e archivia |
| Autenticatore 2FA/TOTP | Integrato | Integrato |
| Monitoraggio dark web | Proton Sentinel / avvisi | Watchtower |
| Travel Mode | No | Sì |
| Condivisione sicura | Sì (link e casseforti) | Sì (link e casseforti) |
| Note e carte protette | Sì | Sì |
| Modalità offline | Sì | Sì |
L’arma vincente di Proton Pass sono gli alias email illimitati, eredità dell’acquisizione di SimpleLogin da parte di Proton nel 2022. Ogni volta che ti registri a un servizio puoi generare un indirizzo unico che inoltra alla tua casella reale. Se quell’indirizzo finisce in uno spam o in una violazione, lo disattivi e il tuo indirizzo principale resta intatto. È una funzione di privacy potente che 1Password offre solo tramite l’integrazione con Fastmail, un servizio di terze parti a pagamento.
1Password risponde con due funzioni che i recensori citano costantemente. La Travel Mode rimuove temporaneamente le casseforti contrassegnate dai dispositivi, così quando attraversi una frontiera e ti chiedono di sbloccare il telefono i dati sensibili semplicemente non ci sono. Una volta al sicuro, li riattivi con un clic. Watchtower analizza le tue credenziali per individuare password deboli, riutilizzate, coinvolte in violazioni note o prive di 2FA, con un cruscotto chiaro che guida l’utente a sistemare i punti deboli.
Sul fronte passkey, lo standard senza password destinato a sostituire le credenziali tradizionali, entrambi i prodotti sono al passo: generano, archiviano e riempiono automaticamente le passkey su tutte le piattaforme principali. Entrambi includono inoltre un autenticatore 2FA integrato, utile per chi preferisce avere codici TOTP e password nello stesso posto, anche se i puristi della sicurezza consigliano di tenere il secondo fattore su un’app separata, come spieghiamo nel confronto tra Google Authenticator, Microsoft e Authy.
Prestazioni e usabilità quotidiana
Per un gestore di password le “prestazioni” non si misurano in megabit al secondo ma in fluidità del riempimento automatico, affidabilità della sincronizzazione e qualità dell’interfaccia. Qui contano l’esperienza accumulata e le risorse di sviluppo.
1Password parte avvantaggiato dai suoi quasi vent’anni di rodaggio. L’applicazione è considerata da più recensori il riferimento per design e coerenza tra piattaforme: il riempimento automatico funziona con precisione su browser e app native, la ricerca è rapida e l’organizzazione in più casseforti è matura. Testate come PCMag e Wirecutter premiano da anni 1Password proprio per la combinazione di sicurezza e facilità d’uso, posizionandolo costantemente tra i prodotti consigliati nelle loro selezioni.
Proton Pass, pur essendo arrivato nel 2023, ha recuperato terreno in fretta. Le recensioni di TechRadar e Tom’s Guide lo descrivono come sorprendentemente rifinito per la sua età, con un’interfaccia pulita e un riempimento automatico affidabile. I punti ancora in evoluzione riguardano alcune funzioni avanzate e l’ecosistema di estensioni, dove 1Password ha semplicemente avuto più tempo per limare i dettagli. Per la stragrande maggioranza degli utenti, però, l’esperienza quotidiana è equivalente.
Un vantaggio concreto di Proton Pass è l’integrazione con il resto dell’ecosistema Proton. Se usi già Proton Mail o Proton VPN, Pass condivide lo stesso account e la stessa app desktop unificata, riducendo l’attrito. Chi cerca un confronto sull’ecosistema email troverà utile la nostra analisi Proton Mail vs Tuta.
Supporto delle piattaforme: browser, mobile, Linux e CLI
Sul supporto delle piattaforme i due prodotti sono praticamente alla pari, ed è una buona notizia per chi mescola sistemi operativi diversi tra casa e ufficio.
Entrambi offrono estensioni per i principali browser (Chrome, Firefox, Edge, Brave, Safari), app native per iOS e Android, applicazioni desktop per Windows, macOS e Linux e una interfaccia a riga di comando (CLI) apprezzata da sviluppatori e amministratori di sistema. Il supporto Linux completo è un punto importante: molti gestori di password trascurano questo sistema operativo, mentre sia Proton Pass sia 1Password lo trattano come cittadino di prima classe.
Per chi sviluppa, la CLI di 1Password è particolarmente matura e si integra con flussi di lavoro DevOps, gestione dei segreti e injection di variabili d’ambiente. Proton Pass offre una CLI più recente ma in rapida crescita. Chi usa Brave o Firefox come browser principale troverà utile anche il nostro confronto Brave vs Firefox per completare il quadro della privacy nel browser.
In sintesi, qualunque sia la tua combinazione di dispositivi, entrambi i gestori ti coprono. La scelta non si decide qui ma sulle funzioni e sul prezzo discussi nei paragrafi precedenti.
Migrazione: come passare da un gestore all’altro
Cambiare gestore di password spaventa, ma è più semplice di quanto sembri. Entrambi i prodotti importano da file CSV e dai gestori più diffusi (Chrome, LastPass, Bitwarden, Dashlane, KeePass). Ecco il flusso generale, valido in entrambe le direzioni.
- Esporta le credenziali dal gestore attuale in formato CSV o nel formato proprietario supportato.
- Apri la funzione di importazione nel nuovo gestore (Impostazioni, Importa) e seleziona il file.
- Verifica che categorie, note e codici 2FA siano stati mappati correttamente.
- Attiva il 2FA o la Secret Key sul nuovo account prima di affidargli i dati.
- Elimina in modo sicuro il file CSV esportato: contiene tutte le password in chiaro.
- Disinstalla il vecchio gestore e revoca l’accesso alle sessioni attive.
Il passaggio più delicato è il quinto. Un file CSV di export è il sogno di un attaccante: tutte le tue password leggibili in testo semplice. Va eliminato con una cancellazione sicura, non lasciato nel cestino o nella cartella Download. Su Linux e macOS puoi usare uno strumento come shred o srm.
# Linux: sovrascrive ed elimina il file di export in modo sicuro
shred -u -z -n 3 ~/Download/export-password.csv
# macOS: rimozione sicura (su file system non SSD)
srm -v ~/Downloads/export-password.csv
# In alternativa, sovrascrittura manuale prima della cancellazione
dd if=/dev/urandom of=~/Downloads/export-password.csv bs=1M count=1
rm ~/Downloads/export-password.csv
Su SSD moderni la cancellazione sicura per singolo file è meno garantita a causa del wear leveling, quindi la cosa più importante resta cambiare le password critiche dopo la migrazione, in particolare quelle di email e banca. Importare le credenziali non le rende più sicure: la migrazione è il momento ideale per rigenerare le password deboli o riutilizzate, sfruttando il generatore del nuovo gestore.
Cinque casi d’uso reali a confronto
La teoria conta poco senza scenari concreti. Ecco cinque situazioni reali e quale gestore se la cava meglio in ciascuna.
1. Lo studente con budget zero. Maria, universitaria a Bologna, vuole smettere di riutilizzare la stessa password ovunque ma non può permettersi un abbonamento. Proton Pass vince a mani basse: il piano gratuito le offre password e dispositivi illimitati senza spendere un centesimo.
2. Il freelance che viaggia. Luca, sviluppatore nomade, attraversa spesso frontiere extra-UE con il portatile pieno di credenziali dei clienti. La Travel Mode di 1Password gli permette di rimuovere le casseforti sensibili prima di un controllo e riattivarle dopo. Qui 1Password è la scelta naturale.
3. La famiglia numerosa. I Rossi sono in sei e vogliono un’unica soluzione condivisa. Il piano famiglia di Proton Pass copre fino a sei utenti, uno in più dei cinque di 1Password, e costa meno. Proton Pass vince per le famiglie grandi.
4. Il professionista attento alla privacy. Giulia, giornalista, vuole codice verificabile, sede europea e alias email per ogni iscrizione. Proton Pass, con open source, sede svizzera e alias illimitati da SimpleLogin, è costruito esattamente per lei.
5. La piccola azienda con DevOps. Uno studio di sviluppo deve gestire segreti, chiavi API e accessi condivisi integrati nelle pipeline. La CLI matura di 1Password e il suo ecosistema aziendale collaudato lo rendono la scelta più sicura per ora, anche se Proton sta colmando il divario.
A chi consigliamo Proton Pass e a chi 1Password
Riassumiamo in raccomandazioni nette per i profili più comuni, così da arrivare alla decisione senza esitazioni.
- Scegli Proton Pass se vuoi un piano gratuito reale e completo per uso personale.
- Scegli Proton Pass se la privacy e la trasparenza open source sono la tua priorità.
- Scegli Proton Pass se usi molti alias email o sei già nell’ecosistema Proton (Mail, VPN, Drive).
- Scegli Proton Pass se hai una famiglia fino a sei persone e vuoi spendere il minimo.
- Scegli 1Password se viaggi spesso e ti serve la Travel Mode alle frontiere.
- Scegli 1Password se vuoi la protezione extra della Secret Key da 128 bit.
- Scegli 1Password se gestisci segreti aziendali e flussi DevOps con la CLI.
- Scegli 1Password se preferisci un prodotto maturo con il riempimento automatico più rifinito.
Non esiste una risposta universale, ma per la maggior parte degli utenti privati italiani Proton Pass copre tutte le esigenze a costo zero o quasi. 1Password resta la scelta migliore per chi ha bisogni specifici (viaggi, azienda, funzioni avanzate) ed è disposto a pagarli.
Cosa dicono esperti e recensori
Il consenso tra le principali testate di tecnologia è abbastanza coerente, e aiuta a inquadrare i due prodotti senza il rumore del marketing.
I recensori di PCMag hanno premiato a lungo 1Password come prodotto di riferimento nella categoria, lodandone l’equilibrio tra sicurezza robusta e facilità d’uso, e citando la Secret Key e Watchtower come elementi distintivi. Wirecutter, la testata di recensioni del New York Times, ha storicamente incluso 1Password tra le sue scelte principali per gestori di password per privati e famiglie.
Sul versante Proton Pass, le recensioni di TechRadar e Tom’s Guide ne hanno sottolineato il rapporto qualità-prezzo eccezionale e il piano gratuito generoso, definendolo uno dei migliori gestori gratuiti disponibili e una scelta forte per chi mette la privacy al primo posto. La community open source, attiva su GitHub, contribuisce a un ciclo di feedback che pochi concorrenti a codice chiuso possono vantare.
Gli esperti di sicurezza concordano su un punto che vale per entrambi: il miglior gestore di password è quello che userai davvero. La Electronic Frontier Foundation, nelle sue guide sulla privacy, ricorda che adottare un qualsiasi gestore affidabile e attivare il 2FA è incomparabilmente più sicuro che riutilizzare password a memoria. La scelta tra Proton Pass e 1Password viene dopo questo passo fondamentale.
Pro e contro di Proton Pass
Una sintesi onesta dei punti di forza e dei limiti del gestore svizzero.
- Pro: piano gratuito completo con password e dispositivi illimitati.
- Pro: codice open source verificabile su GitHub.
- Pro: alias email illimitati via SimpleLogin sui piani a pagamento.
- Pro: sede in Svizzera, fuori dalle alleanze Five Eyes.
- Pro: derivazione chiave con Argon2, l’algoritmo più moderno.
- Contro: nessuna Travel Mode.
- Contro: prodotto più giovane, alcune funzioni avanzate ancora in evoluzione.
- Contro: ecosistema aziendale e CLI meno maturi di 1Password.
Pro e contro di 1Password
- Pro: Secret Key da 128 bit come secondo fattore crittografico locale.
- Pro: Travel Mode per attraversare le frontiere in sicurezza.
- Pro: Watchtower, tra i migliori cruscotti di sicurezza della categoria.
- Pro: prodotto maturo, riempimento automatico e UX rifiniti.
- Pro: CLI e integrazioni DevOps mature per le aziende.
- Contro: nessun piano gratuito, solo prova di 14 giorni.
- Contro: codice chiuso, niente ispezione pubblica.
- Contro: sede in Canada, paese dei Five Eyes.
Privacy e raccolta dati: cosa sanno di te
Un gestore di password custodisce i dati più sensibili che possiedi, quindi vale la pena capire cosa l’azienda sa di te al di là delle credenziali cifrate. Qui le due filosofie di Proton Pass vs 1Password tornano a divergere, e il contesto europeo rende la differenza concreta.
Proton ha costruito l’intero marchio attorno alla minimizzazione dei dati. L’azienda dichiara di non profilare gli utenti per la pubblicità, accetta pagamenti con metodi orientati alla privacy e permette in molti casi la registrazione senza fornire informazioni personali estese. La sede svizzera la sottrae al Cloud Act statunitense e ad altri strumenti di accesso transfrontaliero ai dati che preoccupano i responsabili della conformità europei. Per un’azienda italiana soggetta al GDPR, lavorare con un fornitore svizzero allineato a quegli stessi principi semplifica la valutazione del rischio.
1Password adotta anch’esso un’architettura zero-knowledge: i tuoi dati di accesso restano cifrati e inaccessibili all’azienda. La differenza sta nei metadati e nel quadro giuridico canadese. AgileBits raccoglie i dati operativi necessari a fatturazione, sicurezza e funzionamento del servizio, e opera all’interno dell’alleanza Five Eyes. Nessuno dei due elementi compromette la cifratura della cassaforte, ma per chi modella le minacce a livello di sovranità dei dati pesano nella bilancia. Approfondiamo l’impatto delle giurisdizioni e degli incidenti nella nostra analisi delle violazioni di dati.
In pratica, entrambi proteggono il contenuto della cassaforte allo stesso modo. La distinzione riguarda quanto contorno di dati genera il servizio e sotto quale legge vive. Chi vuole ridurre al minimo entrambi sceglierà Proton Pass; chi considera questi fattori secondari rispetto a funzioni e maturità non troverà in 1Password alcun motivo di allarme.
Piani aziendali e gestione del team
Il confronto cambia faccia quando si passa dall’uso personale a quello aziendale. Qui entrano in gioco controllo degli accessi, audit log, provisioning degli utenti e integrazione con i sistemi di identità.
1Password ha un vantaggio consolidato nel segmento business. Offre piani Teams e Business con provisioning automatico tramite SCIM, integrazione con provider di identità come Okta e Microsoft Entra, gruppi e permessi granulari, log degli accessi dettagliati e una console di amministrazione matura. La CLI e l’integrazione con i flussi DevOps permettono di iniettare segreti nelle pipeline senza inserirli in chiaro nel codice, una pratica che riduce drasticamente il rischio di esposizione delle chiavi API. Molte aziende tecnologiche europee adottano 1Password proprio per questo ecosistema collaudato.
Proton offre Proton Pass for Business all’interno della suite Proton for Business, che include anche Mail, VPN, Drive e Calendar. È una proposta interessante per le organizzazioni che vogliono un unico fornitore europeo per più servizi, con condivisione sicura, gestione degli accessi e i vantaggi della sede svizzera. L’offerta business di Proton è più giovane di quella di 1Password e l’ecosistema di integrazioni di terze parti è ancora in crescita, ma per le piccole e medie imprese che danno priorità alla privacy e alla consolidazione dei fornitori rappresenta un’alternativa concreta.
Il verdetto aziendale: 1Password per chi ha bisogno di integrazioni profonde con i sistemi di identità e flussi DevOps maturi oggi; Proton Pass for Business per chi privilegia un fornitore europeo unico, la privacy e un buon rapporto qualità-prezzo, accettando un ecosistema più giovane.
Il contesto europeo: GDPR, sovranità e fiducia
Per i lettori in Italia e nel resto d’Europa, la scelta di un gestore di password non avviene nel vuoto ma dentro un quadro normativo preciso. Il GDPR ha alzato le aspettative su come le aziende trattano i dati personali, e la sovranità digitale è diventata un tema politico oltre che tecnico.
In questo contesto, il confronto Proton Pass vs 1Password assume una dimensione che va oltre le funzioni. Proton si presenta come campione europeo della privacy: sede in Svizzera, allineamento culturale con i valori del GDPR, codice aperto e modello di business basato sugli abbonamenti anziché sulla pubblicità. Per enti pubblici, studi professionali e aziende che devono dimostrare scelte di fornitori difendibili davanti a un’autorità di controllo, questi argomenti hanno un peso reale.
1Password resta perfettamente utilizzabile in Europa e conforme alle normative applicabili: la cifratura zero-knowledge significa che i dati delle casseforti non sono accessibili nemmeno all’azienda. Tuttavia, un fornitore con sede in un paese Five Eyes richiede a volte qualche passaggio in più nelle valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati. Non è un ostacolo insormontabile, ma è un fattore che i responsabili della conformità annotano.
La lezione più ampia, che vale al di là del singolo prodotto, è che la sicurezza delle credenziali è il fondamento dell’igiene digitale di qualsiasi organizzazione. Adottare un gestore affidabile, attivare il secondo fattore e formare le persone a riconoscere il phishing previene la stragrande maggioranza delle compromissioni di account. Su questo, sia Proton Pass sia 1Password sono strumenti eccellenti, e qualsiasi scelta tra i due è migliore dello status quo fatto di password riutilizzate e fogli di calcolo.
Verdetto finale: quale gestore di password scegliere nel 2026
Dopo aver messo a confronto prezzi, crittografia, funzioni e giudizi dei recensori, il verdetto del confronto Proton Pass vs 1Password è chiaro ma non unanime, perché dipende da chi sei.
Per la maggior parte degli utenti privati in Italia e in Europa, Proton Pass è la scelta migliore nel 2026. Offre l’unico piano gratuito serio del confronto, codice open source verificabile, sede svizzera protettiva, alias email illimitati e la derivazione chiave più moderna con Argon2. A circa 1,99 euro al mese per le funzioni complete, batte 1Password sul prezzo restando alla pari sulla sicurezza fondamentale.
1Password resta il riferimento premium per chi ha bisogni specifici. La Secret Key, la Travel Mode, Watchtower e un ecosistema aziendale collaudato giustificano i 48 dollari l’anno per i professionisti che viaggiano, le aziende e chi vuole il prodotto più rifinito sul mercato. La mancanza di un piano gratuito e il codice chiuso sono gli unici veri freni.
Il consiglio finale: prova prima il piano gratuito di Proton Pass. Se copre le tue esigenze, hai trovato un gestore eccellente a costo zero. Se ti accorgi di aver bisogno di Travel Mode, della Secret Key o dell’integrazione DevOps, 1Password vale ogni euro. In entrambi i casi, l’errore più grande sarebbe restare senza un gestore di password e continuare a riutilizzare le stesse credenziali, l’abitudine che alimenta la maggior parte delle violazioni di account.
Domande frequenti
Proton Pass è davvero gratuito?
Sì. Il piano gratuito di Proton Pass include password e dispositivi illimitati, sincronizzazione e generatore di passkey. Le limitazioni riguardano il numero di alias email e di account 2FA e alcune funzioni di condivisione avanzata, sbloccate dal piano Pass Plus a partire da circa 1,99 euro al mese con fatturazione annuale.
1Password ha un piano gratuito?
No. 1Password non offre alcun piano gratuito permanente, solo una prova di 14 giorni. Dopo la prova è necessario un abbonamento a pagamento, che parte da 2,99 dollari al mese (48 dollari l’anno) per il piano singolo.
Qual è più sicuro tra Proton Pass e 1Password?
Entrambi usano AES-256 con architettura zero-knowledge e si sono sottoposti ad audit indipendenti, anche di Cure53. Proton Pass usa Argon2 per la derivazione della chiave, l’algoritmo più moderno. 1Password aggiunge la Secret Key da 128 bit come fattore crittografico locale extra. Sono entrambi molto sicuri, con filosofie diverse.
Posso migrare le mie password da 1Password a Proton Pass?
Sì. Proton Pass importa da 1Password, Bitwarden, LastPass, Chrome e file CSV. Esporta i dati dal gestore attuale, importali in Proton Pass, verifica la mappatura e poi elimina in modo sicuro il file di export, che contiene le password in chiaro.
Proton Pass è open source e 1Password no?
Esatto. Il codice delle app Proton Pass è pubblicato su GitHub e può essere ispezionato da chiunque. 1Password resta a codice chiuso: pubblica documentazione di sicurezza e si sottopone ad audit, ma non rende disponibile il codice sorgente per l’ispezione pubblica.
Quale conviene a una famiglia?
Dipende dal numero di membri. Il piano famiglia di Proton Pass copre fino a sei utenti e costa meno, mentre il piano Families di 1Password copre cinque utenti (72 dollari l’anno) ma aggiunge funzioni come la Travel Mode. Per una famiglia numerosa attenta al budget, Proton Pass è la scelta più conveniente.
Gli alias email di Proton Pass come funzionano?
Grazie all’integrazione con SimpleLogin, Proton Pass genera indirizzi email unici che inoltrano alla tua casella reale. Usi un alias diverso per ogni servizio: se uno finisce in una violazione o riceve spam, lo disattivi senza toccare il tuo indirizzo principale. Sui piani a pagamento gli alias sono illimitati.
A cosa serve la Secret Key di 1Password?
La Secret Key è una chiave da 128 bit generata sul tuo dispositivo e combinata con la password principale per derivare la chiave di cifratura. Non lascia mai i tuoi dispositivi e non viene inviata ai server. Anche se un attaccante rubasse l’archivio cifrato dai server di 1Password, senza la Secret Key non potrebbe decifrarlo.




