Il 13 marzo 2026, INTERPOL ha pubblicato i risultati dell’Operazione Synergia III: la più grande operazione coordinata contro il cybercrime nella storia dell’organizzazione. Sei mesi di indagini congiunte, 72 paesi coinvolti, oltre 45.000 indirizzi IP e server abbattuti, 94 arresti e 212 dispositivi sequestrati. Un’operazione che ha messo a nudo il funzionamento industriale del crimine informatico globale e che ridefinisce le regole della cooperazione internazionale in materia di sicurezza digitale.
L’annuncio è arrivato dalla sede di Lione, Francia, dove INTERPOL ha confermato che l’operazione, condotta tra il 18 luglio 2025 e il 31 gennaio 2026, ha smantellato reti di infrastrutture criminali usate per phishing, distribuzione di malware e ransomware su scala planetaria. I dati confermano un cambio di scala rispetto alle edizioni precedenti: Synergia III supera di un ordine di grandezza tutto ciò che INTERPOL aveva realizzato in precedenza, dimostrando che la lotta al cybercrime richiede oggi una risposta collettiva senza precedenti.
I Numeri Chiave: il Bilancio Definitivo di Synergia III
L’Operazione Synergia III ha prodotto risultati misurabili e verificabili che lasciano pochi dubbi sulla portata del fenomeno. In 197 giorni di attività operativa, le forze dell’ordine di 72 paesi e territori hanno smantellato un’infrastruttura criminale distribuita su scala globale, con azioni coordinate che hanno incluso perquisizioni, sequestri e arresti simultanei in più continenti.
I 45.000 indirizzi IP e server abbattuti rappresentano un salto quantico rispetto alle operazioni precedenti. Per dare una misura: l’intera operazione Synergia II del 2024 aveva smantellato migliaia di server, ma il terzo capitolo ha moltiplicato quella cifra di un ordine di grandezza. Le 94 persone arrestate provengono da più continenti, con altri 110 individui ancora sotto indagine in diversi paesi. I 212 dispositivi sequestrati (computer, telefoni, hard disk, server) contengono prove digitali che alimenteranno procedimenti penali per anni. I partner privati dell’operazione, Group-IB, Trend Micro e S2W, hanno identificato e tracciato l’infrastruttura criminale prima che le agenzie nazionali intervenissero con le azioni operative sul territorio.
| Parametro | Synergia I (2023) | Synergia II (2024) | Synergia III (2025-2026) |
|---|---|---|---|
| Durata | Fase pilota | Espansione | 197 giorni (lug 2025 – gen 2026) |
| Paesi coinvolti | Decine (fase test) | Decine | 72 paesi e territori |
| IP/Server abbattuti | Decine di C2 | Migliaia | 45.000+ |
| Arresti | Decine | Centinaia | 94 (+ 110 in indagine) |
| Dispositivi sequestrati | N.D. | N.D. | 212 |
| Partner privati | Limitati | In espansione | Group-IB, Trend Micro, S2W |
Come Funziona l’Infrastruttura Industriale del Cybercrime
Per capire perché smantellare 45.000 IP sia una notizia di portata storica, bisogna comprendere come il crimine informatico moderno funziona. Non si tratta di hacker solitari che agiscono in cantina: il cybercrime si è organizzato secondo una logica industriale, con divisione del lavoro, supply chain dedicata e servizi specializzati venduti ad altri criminali.
L’infrastruttura malevola abbattuta da Synergia III includeva tre categorie principali. Prima: i server di comando e controllo (C2), utilizzati per gestire botnet e malware installati su milioni di dispositivi vittime. Seconda: i server di phishing, che ospitano siti falsi che imitano istituti bancari, piattaforme governative e servizi di pagamento. Terza: le reti di distribuzione di malware, che fungono da canale per infettare nuovi dispositivi attraverso allegati email, link malevoli e download compromessi.
Group-IB ha descritto questa struttura come dotata di “efficienza simile a quella di una supply chain”: i criminali si specializzano in una fase del processo (raccolta di credenziali, vendita di accessi, distribuzione di ransomware) e collaborano con altri gruppi per completare la catena criminale. Synergia III ha colpito ogni nodo di questa catena, dai server C2 alle piattaforme di phishing, dalle reti di distribuzione malware ai server usati per le truffe romantiche e le frodi con carte di credito.
Le investigazioni hanno rivelato migliaia di domini e server malevoli usati per impersonare istituti finanziari, piattaforme governative e servizi legittimi, con l’obiettivo di sottrarre credenziali e dati finanziari alle vittime. La sovrapposizione tra phishing, malware e ransomware non è casuale: spesso lo stesso gruppo criminale gestisce l’intera catena, dal furto iniziale delle credenziali alla monetizzazione finale attraverso ransomware o vendita di accessi sul dark web. L’operazione Synergia III ha rotto questa catena in più punti contemporaneamente, riducendo la capacità operativa di decine di gruppi criminali in tutto il mondo.
Synergia I, II e III: Tre Anni di Escalation Coordinata
L’Operazione Synergia non nasce nel 2025. INTERPOL ha costruito questo programma nel tempo, partendo da una fase pilota nel 2023 e ampliandolo progressivamente fino all’edizione 2025-2026. La logica è quella dell’accumulo: ogni edizione costruisce sull’intelligence raccolta nell’edizione precedente, con reti di cooperazione più ampie e capacità operative più sofisticate.
Synergia I (2023) è stata la prova generale. INTERPOL ha testato la capacità di coordinare forze dell’ordine di più paesi in azioni simultanee contro infrastrutture C2, arrestando decine di sospetti e chiudendo i primi server. L’edizione pilota ha dimostrato che il modello funzionava e ha gettato le basi metodologiche per le edizioni successive, in particolare il meccanismo di traduzione dell’intelligence privata in azioni operative delle agenzie nazionali.
Synergia II (2024) ha scalato il modello. Più paesi, più server chiusi, più arresti. I partner privati hanno iniziato a integrarsi nel flusso operativo, fornendo threat intelligence in tempo reale alle agenzie nazionali. La seconda edizione ha chiuso migliaia di server e portato a centinaia di arresti, ma il perimetro geografico e la scala dell’intervento erano ancora lontani da quelli di Synergia III.
Synergia III (2025-2026) ha cambiato ordine di grandezza. Con 72 paesi coinvolti, la copertura geografica include Africa, Asia-Pacifico, Europa, America Latina e Medio Oriente. I 45.000 IP abbattuti non sono semplicemente un numero più grande: rappresentano la prima operazione in grado di colpire contemporaneamente reti di phishing, infrastrutture malware e server ransomware su scala globale, in una finestra temporale di sei mesi. La progressione da Synergia I a Synergia III illustra come la cooperazione internazionale in cybersecurity possa scalare rapidamente quando il modello operativo è corretto.
Il Ruolo del Settore Privato: Group-IB, Trend Micro e S2W
Il successo di Synergia III deve molto alla partnership tra INTERPOL e tre aziende private di cybersecurity. La formula non è nuova, ma l’integrazione raggiunta nell’edizione 2025-2026 ha portato la cooperazione pubblico-privato a un livello inedito nella storia delle operazioni INTERPOL.
Group-IB: Intelligence e Tracciamento dei Server Malevoli
Group-IB, con sede a Singapore e uffici in Europa e Asia, ha contribuito all’identificazione dei server malevoli e al tracciamento delle attività criminali. L’azienda, specializzata in threat intelligence e incident response, ha trasformato dati grezzi in intelligence processabile per le agenzie nazionali. Nel comunicato pubblicato il 30 marzo 2026, Group-IB ha confermato il suo contributo all’operazione, evidenziando come i criminali adottassero una logica di supply chain per organizzare le attività illecite. Per supportare le indagini, il team ha tracciato l’infrastruttura di phishing, malware, ransomware, frodi romantiche e frodi con carte di credito usata dai gruppi criminali target.
Trend Micro e S2W: Mappatura e Dark Web Intelligence
Trend Micro, colosso giapponese della cybersecurity, ha supportato l’operazione con la sua piattaforma di threat intelligence, identificando cluster di server malevoli e mappando le connessioni tra le diverse reti criminali. L’azienda ha contribuito a costruire la picture completa dell’infrastruttura da abbattere, permettendo alle forze dell’ordine di agire in modo chirurgico invece di colpire alla cieca.
S2W, azienda sudcoreana specializzata in dark web intelligence, ha integrato il team con la sua capacità di monitoraggio delle piattaforme criminali underground, dove i cybercriminali vendono accessi, credenziali e strumenti di attacco. La combinazione delle tre aziende ha dato ad INTERPOL una visibilità completa sull’ecosistema criminale: dal server visibile su internet alle transazioni nei marketplace del dark web. Questa visibilità a 360 gradi è stata la chiave del successo operativo di Synergia III rispetto alle edizioni precedenti.
Le Azioni Nazionali: Macao, Bangladesh e Togo
Oltre ai dati aggregati, Synergia III ha prodotto azioni specifiche in singoli paesi che illustrano la varietà delle minacce affrontate. Tre casi sono stati esplicitamente documentati nelle comunicazioni ufficiali di INTERPOL e nelle comunicazioni dei partner.
Macao ha registrato il risultato più sorprendente per volume: le autorità locali hanno identificato oltre 33.000 siti web di phishing e frode, inclusi falsi casinò e siti che impersonavano enti governativi, banche e piattaforme di pagamento. La concentrazione di questa infrastruttura malevola in un singolo territorio sottolinea come certi ambienti digitali siano diventati centri di produzione di frodi su scala industriale. La sola eliminazione di questi 33.000 siti ha ridotto significativamente l’esposizione degli utenti di tutta la regione Asia-Pacifico.
In Bangladesh, le autorità hanno arrestato 40 sospetti e sequestrato 134 dispositivi legati a operazioni di furto d’identità, truffe per offerte di lavoro false, prestiti inesistenti e frodi con carte di credito. Il caso bangladese illustra un aspetto spesso sottovalutato del cybercrime: molte delle vittime di queste truffe si trovano in paesi in via di sviluppo, dove la scarsa alfabetizzazione digitale le rende particolarmente vulnerabili a schemi che nei mercati occidentali avrebbero meno presa.
In Togo, la polizia ha arrestato 10 sospettati connessi a una rete criminale specializzata in hacking e social engineering. Il caso togolese evidenzia l’espansione geografica del cybercrime in Africa, continente che INTERPOL monitora con crescente attenzione attraverso il programma AFJOC (African Joint Operation Against Cybercrime). La presenza di operazioni attive in Africa conferma che il crimine informatico non conosce confini geografici e che le reti di cooperazione devono coprire l’intero globo per essere efficaci.
SocksEscort e l’Offensiva Parallela di Marzo 2026
Synergia III non è stata l’unica operazione di rilievo annunciata a marzo 2026. Il 12 marzo, un giorno prima della comunicazione ufficiale di INTERPOL, autorità europee e statunitensi hanno smantellato SocksEscort, una rete proxy usata da gruppi criminali per mascherare il traffico internet delle loro operazioni illegali.
SocksEscort è un esempio di proxy-as-a-service: i criminali acquistano l’accesso alla rete per far transitare il loro traffico attraverso indirizzi IP puliti di utenti inconsapevoli, rendendo praticamente impossibile risalire alla loro identità. La rete funzionava infettando i dispositivi di utenti ignari che diventavano involontariamente complici delle operazioni criminali, con i loro indirizzi IP usati come scudo per nascondere l’origine reale degli attacchi.
La rimozione di SocksEscort ha tolto a numerosi gruppi di cybercrime un anonimizzatore fondamentale per le loro operazioni, complicando sia gli attacchi futuri sia le attività in corso. La coincidenza temporale con Synergia III non è casuale: entrambe le operazioni fanno parte di un approccio coordinato che punta a colpire l’ecosistema del cybercrime da angolazioni diverse e contemporaneamente, riducendo la capacità dei criminali di riorganizzarsi dopo ogni singolo intervento. Smantellare i server malevoli senza eliminare gli strumenti di anonimizzazione avrebbe lasciato ai criminali la possibilità di ricominciare invisibili; la combinazione dei due interventi ha creato un effetto moltiplicatore.
Operation Ramz: il Fronte MENA e la Lotta al Phishing-as-a-Service
Mentre Synergia III occupava la scena globale, un’altra operazione coordinata da INTERPOL completava il quadro nel Medio Oriente e in Nord Africa. Operation Ramz, condotta tra ottobre 2025 e febbraio 2026 e annunciata a maggio 2026, ha coinvolto 13 paesi della regione MENA, portando a 201 arresti, all’identificazione di 382 ulteriori sospetti e al sequestro di 53 server.
I 13 paesi partecipanti a Ramz includevano Algeria, Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Tunisia e Emirati Arabi Uniti. L’elemento più rilevante è la distruzione di una piattaforma di phishing-as-a-service (PhaaS) da parte delle autorità algerine, che hanno confiscato il server della piattaforma insieme a computer, telefoni e hard disk contenenti software di phishing e script operativi. Le piattaforme PhaaS sono uno degli strumenti più pericolosi nell’arsenale del cybercrime moderno: consentono anche ad attori con competenze tecniche limitate di lanciare campagne di phishing sofisticate acquistando un abbonamento.
Le 3.867 vittime identificate nell’ambito di Ramz rappresentano la punta dell’iceberg: per ogni vittima identificata, le stime del settore suggeriscono che decine o centinaia di persone abbiano subito tentativi di truffa non denunciati. Group-IB, che ha supportato anche questa operazione, ha disseminato quasi 8.000 pezzi di intelligence operativa tra i paesi partecipanti per avviare e supportare le indagini. Complessivamente, tra Synergia III e Ramz, INTERPOL ha coordinato nel solo semestre luglio 2025 – febbraio 2026 operazioni che hanno coinvolto 85 paesi distinti, portato a quasi 300 arresti e abbattuto oltre 45.000 infrastrutture malevole.
| Operazione | Periodo | Paesi | Arresti | Indagati | Infrastruttura colpita | Focus principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Synergia III | Lug 2025 – Gen 2026 | 72 | 94 | 110 | 45.000+ IP/server | Phishing, malware, ransomware |
| Operation Ramz | Ott 2025 – Feb 2026 | 13 (MENA) | 201 | 382 | 53 server | PhaaS, frodi, scam |
| Operation SECURE | Nov 2024 – Apr 2025 | 26 | 30 | N.D. | 20.000+ IP/domini | Infostealer malware |
| SocksEscort | Mar 2026 | Multi (EU+US) | N.D. | N.D. | Rete proxy completa | Anonimizzazione criminale |
| Genesis Market | 2023 | 17 | 119 | N.D. | Marketplace | Vendita credenziali rubate |
| Duck Hunt (QakBot) | 2023 | 7 | N.D. | N.D. | 700.000 device liberati | Botnet malware |
Il Fronte Europeo: ENISA, NIS2 e la Cooperazione UE contro il Cybercrime
Per l’Italia e per l’Europa, Synergia III arriva in un momento di trasformazione profonda della governance della cybersecurity. La Direttiva NIS2, entrata in vigore in Italia nel 2024 con scadenze implementative che si estendono fino al 2026, impone a oltre 12.000 aziende italiane di adottare misure di sicurezza più stringenti e di notificare gli incidenti all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). L’operazione di INTERPOL si inserisce in questo contesto come dimostrazione pratica di cosa significhi la cooperazione internazionale applicata alla cybersecurity.
ENISA, l’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersicurezza, ha pubblicamente sostenuto le operazioni di INTERPOL come complementari al framework normativo europeo. Mentre la NIS2 e il Cyber Resilience Act creano obblighi di sicurezza per le organizzazioni private, operazioni come Synergia III colpiscono direttamente chi quella sicurezza la minaccia: i gruppi criminali che gestiscono l’infrastruttura malevola globale. Le due dimensioni, normativa e operativa, si rafforzano a vicenda.
L’Italia partecipa alle operazioni internazionali di INTERPOL attraverso la Polizia Postale e delle Comunicazioni e il CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche). Il 2026 ha visto un potenziamento delle risorse destinate alla cybersecurity nazionale, in linea con le indicazioni della NIS2 e con il Piano Strategico Nazionale per la Sicurezza Informatica dell’ACN. La cooperazione tra le agenzie nazionali europee e INTERPOL si avvale dei meccanismi di cooperazione giudiziaria previsti dai Trattati UE, che permettono la condivisione di prove digitali tra giurisdizioni per alimentare procedimenti penali coordinati.
Le Dichiarazioni: Cosa Dicono i Leader della Cybersecurity
Il direttore della Cybercrime Directorate di INTERPOL ha commentato i risultati di Synergia III con parole che non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: “Il cybercrime nel 2026 è più sofisticato e distruttivo che mai”, aggiungendo che i risultati di Synergia III dimostrano “cosa può ottenere la cooperazione globale”. Una dichiarazione che riconosce contemporaneamente il progresso operativo e la gravità persistente della minaccia.
Group-IB ha descritto il cybercrime moderno come dotato di “efficienza simile a quella di una supply chain”, una metafora che cattura perfettamente la trasformazione del settore criminale negli ultimi anni. Il team ha evidenziato come la cooperazione pubblico-privato sia diventata “indispensabile per operazioni di questa scala”: le agenzie governative non hanno la velocità di accesso all’intelligence sul dark web che le aziende private possono garantire, mentre le forze dell’ordine hanno i poteri legali per tradurre quell’intelligence in azioni concrete.
Pierluigi Paganini, analista di cybersecurity e fondatore di Security Affairs, ha commentato l’operazione sottolineando come “la scala di Synergia III rappresenti un cambiamento qualitativo nella risposta globale al cybercrime: non si tratta più di colpire singoli attori, ma di demolire l’infrastruttura stessa su cui si regge l’economia criminale digitale”. Il cambio di paradigma, dal focus sugli individui alla distruzione dell’infrastruttura, è il segno distintivo delle operazioni INTERPOL più recenti.
Marco Ramilli, esperto di cybersecurity e co-fondatore di Yoroi (oggi parte di Tinexta Cyber), ha aggiunto una prospettiva italiana: “L’impatto di operazioni come Synergia III si sente anche sul territorio italiano, dove le stesse reti di phishing e malware colpiscono aziende, Pubblica Amministrazione e cittadini. Ogni server abbattuto in qualsiasi parte del mondo riduce la superficie di attacco anche per gli utenti italiani.” L’osservazione è supportata dai dati: le campagne di phishing che circolano in Italia usano spesso infrastrutture ospitate fuori dai confini nazionali, raggiungibili soltanto attraverso la cooperazione internazionale.
Luca Nicoletti, ricercatore dell’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), ha sottolineato come “la sinergia tra le operazioni law enforcement di INTERPOL e il framework normativo NIS2 crei un effetto pinza sul crimine informatico: da un lato le organizzazioni sono obbligate a difendersi meglio, dall’altro chi attacca trova un’infrastruttura criminale sempre più esposta agli interventi coordinati internazionali”.
Il Problema degli Infostealer: la Connessione con i 16 Miliardi di Credenziali
Una quota significativa dei server abbattuti da Synergia III era legata alla distribuzione e alla gestione di infostealer, la categoria di malware che ha dominato il panorama delle minacce negli ultimi tre anni. Gli infostealer sono progettati per rubare credenziali, cookie di sessione, dati di carte di credito e qualsiasi altra informazione sensibile memorizzata sui dispositivi infetti, inviando il bottino a server C2 controllati dai criminali.
La connessione con la scoperta del mega-leak da 16 miliardi di credenziali pubblicato dal team di Cybernews nel giugno 2025 è diretta: quella compilation, originata in gran parte da infostealer e strutturata in oltre 30 dataset con record strutturati per URL, username, password, cookie e token, è il prodotto finale dell’ecosistema criminale che Synergia III ha cercato di smantellare alla radice. Il dataset più grande conteneva oltre 3,5 miliardi di record, con una media di 550 milioni di record per dataset. Ogni C2 di infostealer chiuso da Synergia III riduce la quantità di nuovi dati che alimentano repository come quello.
La connessione tra infostealer e altre forme di criminalità è diretta: le credenziali rubate alimentano le campagne di credential stuffing, vengono vendute sui marketplace del dark web come RussianMarket e Genesis, o vengono usate direttamente per accedere ad account aziendali come primo passo di attacchi ransomware. Abbattere i C2 degli infostealer non cancella le credenziali già rubate, ma interrompe il flusso di nuove credenziali verso i repository criminali, riducendo la disponibilità di materiale fresco per gli attacchi di credential stuffing.
Impatto sul Mercato: Cosa Cambia per le Aziende Italiane
Le operazioni di smantellamento dell’infrastruttura malevola hanno effetti concreti e misurabili sul panorama delle minacce per le aziende. Quando 45.000 IP malevoli vengono rimossi dalla rete, il rumore di fondo degli attacchi automatizzati (port scanning, credential stuffing, distribuzione di malware) si riduce temporaneamente, dando ai team di sicurezza aziendali una finestra di respiro. Per le aziende italiane, che secondo i dati di Fortinet nel 2025 erano tra le più colpite d’Europa da campagne di phishing e ransomware, il smantellamento dell’infrastruttura globale ha effetti diretti sulla frequenza e sull’intensità degli attacchi quotidiani.
Tuttavia, gli esperti sono cauti sul carattere permanente di questi benefici. I gruppi criminali più sofisticati hanno dimostrato una capacità di riorganizzazione rapida dopo le operazioni di takedown. La stessa logica di supply chain che ha reso possibile costruire l’infrastruttura abbattuta da Synergia III consente ai sopravvissuti di ricostruire nuove reti in settimane. Questa resilienza spiega perché INTERPOL abbia strutturato il programma Synergia come una serie di operazioni ricorrenti piuttosto che come un intervento unico: l’obiettivo non è eliminare definitivamente il cybercrime, ma mantenere una pressione costante sull’infrastruttura criminale che renda più difficile e costosa la sua operatività.
Per i CISO e i responsabili della sicurezza aziendali, il messaggio operativo di Synergia III è chiaro: l’infrastruttura criminale è enorme, distribuita e resiliente, ma non invulnerabile. Le operazioni di takedown devono essere affiancate da misure difensive solide all’interno delle organizzazioni: autenticazione a più fattori, aggiornamento sistematico dei sistemi, formazione del personale sul phishing e monitoraggio continuo degli accessi. Ogni layer difensivo riduce la probabilità che un’azienda diventi una vittima anche quando parte dell’infrastruttura criminale è ancora attiva.
5 Previsioni per i Prossimi 12 Mesi
Sulla base dei dati di Synergia III e delle tendenze generali del settore, cinque sviluppi appaiono probabili nel periodo giugno 2026 – giugno 2027.
1. Synergia IV entro il primo trimestre 2027. Il ritmo annuale delle operazioni Synergia suggerisce che la quarta edizione sia già in preparazione. Con i precedenti stabiliti da Synergia III, l’obiettivo sarà mantenere o superare i 45.000 IP abbattuti e ampliare ulteriormente la partecipazione geografica, puntando a superare gli 80 paesi. INTERPOL ha già segnalato che il programma Synergia è strutturale e non temporaneo.
2. Maggiore focus sulle piattaforme Ransomware-as-a-Service. Synergia III ha colpito l’infrastruttura di distribuzione, ma i gruppi RaaS che affittano ransomware ai loro affiliati rimangono attivi. Le prossime operazioni si concentreranno probabilmente sull’abbattimento sistematico delle piattaforme RaaS, seguendo il precedente di Cronos contro LockBit nel 2024.
3. Integrazione AI nell’intelligence operativa. Le aziende partner come Group-IB e Trend Micro stanno integrando l’intelligenza artificiale nelle loro piattaforme di threat intelligence. Le operazioni future beneficeranno di sistemi in grado di identificare e correlare server malevoli in automatico, riducendo i tempi di analisi da settimane a ore e aumentando la velocità di risposta operativa.
4. Espansione del modello in Africa e America Latina. INTERPOL ha già operazioni dedicate in queste aree (AFJOC in Africa, operazioni in corso in America Latina). La progressiva integrazione di questi framework con il programma Synergia aumenterà la copertura geografica e la capacità di colpire infrastrutture criminali in giurisdizioni tradizionalmente difficili da raggiungere.
5. Obblighi più stringenti per i provider di hosting. I sequestri di Synergia III hanno rivelato che molti server malevoli erano ospitati su provider legittimi privi di sistemi adeguati di rilevamento. La pressione normativa (NIS2 in Europa, leggi analoghe in Asia e America) porterà a obblighi di monitoraggio più stringenti per i provider di hosting, riducendo gli spazi di manovra per i criminali e aumentando i costi di gestione dell’infrastruttura malevola.
Come Proteggersi: Raccomandazioni Pratiche per Aziende e Cittadini
Le operazioni come Synergia III riducono la minaccia ma non la eliminano. Nel periodo successivo a un takedown, i gruppi criminali sopravvissuti tendono a intensificare le attività per recuperare le posizioni perdute. Per le aziende italiane e i cittadini europei, alcune misure pratiche rimangono fondamentali.
Per le aziende: implementare l’autenticazione a più fattori (MFA) su tutti i sistemi critici; monitorare i log di accesso per rilevare comportamenti anomali; eseguire simulazioni di phishing regolari per addestrare il personale; mantenere un inventario aggiornato di tutti i sistemi esposti su internet; adottare soluzioni di Endpoint Detection and Response (EDR) per rilevare infostealer e altri malware prima che completino l’esfiltrazione dei dati. Le aziende soggette a NIS2 hanno obblighi specifici in merito alla segnalazione degli incidenti e all’adozione di misure di sicurezza proporzionate al rischio.
Per i cittadini: non riutilizzare le stesse password su più servizi; usare un password manager per generare e memorizzare credenziali uniche e complesse; abilitare l’autenticazione a due fattori sugli account email, bancari e sui social media; verificare sempre l’URL prima di inserire credenziali su qualsiasi sito; segnalare i tentativi di phishing alla Polizia Postale attraverso il portale commissariatodips.it. Il servizio Have I Been Pwned permette di verificare se un indirizzo email è apparso in breach noti. Google offre un Password Checkup integrato in Chrome per verificare se le proprie credenziali sono state compromesse.
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FAQ: INTERPOL Synergia III
Cos’è l’Operazione Synergia III di INTERPOL?
È la terza edizione di un programma coordinato da INTERPOL contro il cybercrime globale. Condotta tra il 18 luglio 2025 e il 31 gennaio 2026, ha coinvolto forze dell’ordine di 72 paesi, abbattuto oltre 45.000 indirizzi IP e server malevoli, portato a 94 arresti e al sequestro di 212 dispositivi. I risultati sono stati annunciati il 13 marzo 2026 dalla sede INTERPOL di Lione, Francia.
Quali tipi di crimine informatico ha colpito Synergia III?
L’operazione ha preso di mira phishing, distribuzione di malware, infrastrutture ransomware, truffe romantiche, frodi con carte di credito e siti web fraudolenti. In Macao sono stati identificati oltre 33.000 siti di phishing. In Bangladesh sono stati arrestati 40 sospetti legati a furto d’identità e frodi finanziarie. In Togo sono stati arrestati 10 sospetti legati a reti di hacking e social engineering.
Chi ha supportato INTERPOL nell’operazione?
Tre aziende private di cybersecurity: Group-IB (Singapore), Trend Micro (Giappone) e S2W (Corea del Sud). Hanno fornito threat intelligence, identificato i server malevoli e tracciato le attività criminali, traducendo dati grezzi in informazioni operative per le agenzie nazionali.
L’Italia ha partecipato all’Operazione Synergia III?
L’Italia partecipa alle operazioni internazionali di INTERPOL attraverso la Polizia Postale e delle Comunicazioni e il CNAIPIC. Sebbene le comunicazioni ufficiali di INTERPOL non dettaglino le azioni paese per paese al di fuori di Macao, Bangladesh e Togo, i 72 paesi coinvolti includono tutti i principali paesi europei, Italia compresa.
Synergia III ha eliminato definitivamente queste minacce?
No. I gruppi criminali più sofisticati hanno dimostrato capacità di riorganizzazione rapida dopo i takedown. Abbattere 45.000 IP riduce la minaccia nel breve termine ma non elimina i gruppi criminali che gestivano quell’infrastruttura. Per questo INTERPOL ha strutturato Synergia come un programma ricorrente, con edizioni annuali che mantengono una pressione costante sull’ecosistema criminale.
Come posso sapere se le mie credenziali sono state compromesse?
Il servizio Have I Been Pwned permette di verificare se un indirizzo email è apparso in breach noti. Google offre un Password Checkup integrato in Chrome. Nei giorni successivi all’annuncio di Synergia III, molti esperti hanno raccomandato di cambiare le password degli account più sensibili come misura precauzionale.
Qual è la differenza tra Synergia III e Operation Ramz?
Synergia III è un’operazione globale (72 paesi) focalizzata sull’infrastruttura malevola di phishing, malware e ransomware. Operation Ramz è un’operazione regionale (13 paesi MENA, ottobre 2025 – febbraio 2026) focalizzata su phishing-as-a-service, frodi e scam nella regione del Medio Oriente e Nord Africa. Le due operazioni si sovrappongono temporalmente e fanno parte della stessa strategia complessiva di INTERPOL.
Ci sarà una Synergia IV?
Sulla base del ritmo delle edizioni precedenti (Synergia I nel 2023, II nel 2024, III nel 2025-2026), una quarta edizione è altamente probabile. INTERPOL ha segnalato che le operazioni Synergia fanno parte di un programma strutturale a lungo termine. Synergia IV potrebbe essere annunciata entro il primo trimestre 2027.
Cos’è il phishing-as-a-service e perché è pericoloso?
Il phishing-as-a-service (PhaaS) è un modello criminale in cui le piattaforme vendono campagne di phishing pronte all’uso ad altri criminali, tramite abbonamento. Chi acquista il servizio non ha bisogno di competenze tecniche: riceve tutto il necessario per lanciare attacchi di phishing sofisticati, inclusi i template delle email, i siti di destinazione clonati e i pannelli di controllo per raccogliere le credenziali rubate. Operation Ramz ha abbattuto una di queste piattaforme in Algeria, riducendo la disponibilità di questo tipo di servizio nella regione MENA.




