Riot Games ha confermato i dettagli di Valorant Champions 2026, l’evento che chiude la stagione competitiva del gioco sparatutto tattico e assegna il titolo mondiale. Il torneo si giocherà a Shanghai dal 24 settembre al 18 ottobre 2026, con 16 squadre e un montepremi totale di 2,25 milioni di dollari. È la quarta edizione consecutiva con la stessa cifra in palio, dopo gli aumenti registrati tra il 2022 e il 2023. Il dato più interessante non è la crescita, che infatti manca da tre anni, ma il confronto con gli altri grandi tornei esport del 2026 e il quadro economico che sta dietro al gioco più seguito del circuito Riot dopo League of Legends.
Questo articolo analizza i numeri ufficiali del torneo, la storia del montepremi dal 2021 a oggi, il confronto con League of Legends Worlds, i CS2 Major e The International di Dota 2, le squadre qualificate regione per regione e i dati di ascolto che permettono di stimare quanto pubblico guarderà Shanghai a fine settembre.
Cosa succede a Shanghai il 24 settembre 2026
Valorant Champions 2026 è la tappa finale del Valorant Champions Tour, il circuito competitivo internazionale di Riot Games per il suo sparatutto tattico free-to-play. Secondo la scheda ufficiale dell’evento pubblicata su VLR.gg, il torneo si tiene a Shanghai, in Cina, dal 24 settembre al 18 ottobre 2026, con 16 squadre qualificate dalle quattro regioni del circuito: Americas, EMEA, Pacific e China. È la seconda volta che la Cina ospita un evento internazionale di alto profilo del gioco, dopo Valorant Masters Shanghai, e la scelta conferma il peso crescente del mercato cinese nell’ecosistema competitivo di Riot.
Il percorso verso Shanghai è passato dagli Stage 2 Playoffs regionali, ospitati in quattro città diverse: Madrid per l’EMEA, Busan per il Pacific, San Paolo per le Americas e Chengdu per la Cina. Proprio dalle qualificazioni EMEA arriva una delle storie più seguite dell’estate europea: Karmine Corp ha vinto lo Stage 2 EMEA portando a casa 100.000 dollari, risultato che ha rafforzato la candidatura del club francese come una delle squadre europee più temute in vista del mondiale.
La cifra ufficiale: 2,25 milioni di dollari, invariata dal 2023
Il montepremi di Valorant Champions 2026 ammonta a 2.250.000 dollari, come riportato dalla pagina ufficiale dell’evento su Liquipedia e confermato dai risultati di ricerca Google per il torneo. È la stessa cifra distribuita nelle edizioni 2023, 2024 e 2025. Riot ha quindi scelto per il quarto anno di fila di non aumentare il montepremi principale, una decisione che contrasta con la crescita costante mostrata da altri publisher nello stesso periodo, come vedremo nel confronto con League of Legends più avanti.
Il torneo mantiene la classificazione Tier S secondo Liquipedia, il livello massimo riservato agli eventi mondiali supportati direttamente da Riot Games. La stagione 2026 del Valorant Champions Tour, secondo l’handbook ufficiale pubblicato su Valorant Esports, coinvolge complessivamente 48 squadre partner distribuite tra le quattro regioni, un numero che rende Champions il traguardo di un imbuto competitivo molto selettivo: solo un terzo delle squadre franchigiate del circuito arriva a giocarsi il titolo mondiale.
Come si dividono i 2,25 milioni di dollari
La struttura dei premi segue lo stesso schema utilizzato dal 2023. La squadra campione porta a casa 1.000.000 di dollari, pari al 44,4% del montepremi totale, una concentrazione dei premi verso il primo posto piuttosto marcata se paragonata ad altri tornei esport. Il secondo posto vale 400.000 dollari, il terzo 250.000 e il quarto 130.000. Da lì in giù la scala si appiattisce rapidamente: le squadre eliminate al quinto e sesto posto ricevono 85.000 dollari ciascuna, settimo e ottavo posto 50.000 dollari, dal nono al dodicesimo posto 30.000 dollari e le ultime quattro squadre, dal tredicesimo al sedicesimo posto, 20.000 dollari a testa.
| Piazzamento | Premio (USD) | Quota sul montepremi totale |
|---|---|---|
| 1° posto | 1.000.000 $ | 44,4% |
| 2° posto | 400.000 $ | 17,8% |
| 3° posto | 250.000 $ | 11,1% |
| 4° posto | 130.000 $ | 5,8% |
| 5°-6° posto (ciascuno) | 85.000 $ | 3,8% |
| 7°-8° posto (ciascuno) | 50.000 $ | 2,2% |
| 9°-12° posto (ciascuno) | 30.000 $ | 1,3% |
| 13°-16° posto (ciascuno) | 20.000 $ | 0,9% |
Fonte: Liquipedia, VALORANT Champions 2026 prize distribution.
Sei anni di crescita fermatasi nel 2023
Per capire quanto sia insolita la stabilità degli ultimi quattro anni serve guardare indietro. Alla prima edizione di Valorant Champions, giocata a Berlino nel 2021, il montepremi era di 1.000.000 di dollari, vinto dalla squadra Acend con un assegno da 350.000 dollari. Nel 2022, a Istanbul, la cifra totale è rimasta identica a un milione di dollari, con LOUD campione e un premio di 300.000 dollari, segno che nel biennio di lancio Riot aveva scelto una politica di premi piatta.
Il salto è arrivato nel 2023, quando Riot ha più che raddoppiato il montepremi portandolo da 1 a 2,25 milioni di dollari in occasione dell’edizione di Los Angeles. Da allora la cifra non si è più mossa: 2,25 milioni anche nel 2024, quando Edward Gaming ha vinto il titolo diventando la prima squadra cinese campione del mondo, e ancora 2,25 milioni nel 2025, edizione disputata a Parigi e vinta da NRG contro Fnatic in finale. Il 2026 conferma la quarta edizione di fila con la stessa cifra, un dato che segnala una fase di consolidamento più che di espansione per l’evento di punta del circuito Valorant.
| Anno | Sede | Montepremi | Squadra campione |
|---|---|---|---|
| 2021 | Berlino | 1.000.000 $ | Acend |
| 2022 | Istanbul | 1.000.000 $ | LOUD |
| 2023 | Los Angeles | 2.250.000 $ | Evil Geniuses |
| 2024 | Shanghai / Seul (Masters) | 2.250.000 $ | Edward Gaming |
| 2025 | Parigi | 2.250.000 $ | NRG |
| 2026 | Shanghai | 2.250.000 $ | da assegnare (18 ottobre) |
Fonte: Liquipedia, archivio VALORANT Champions Tour 2021-2026.
Valorant contro gli altri giganti dell’esport
Il confronto con gli altri grandi tornei del 2024-2026 colloca Valorant Champions in una fascia intermedia. League of Legends Worlds 2024 aveva un montepremi di 2.225.000 dollari, sostanzialmente identico a quello di Valorant. Ma nel 2025 Riot Games ha scelto di riportare il montepremi dei Worlds di League of Legends a 5.000.000 di dollari, più del doppio di quanto stanziato per Valorant Champions nello stesso anno. È un dettaglio che pesa: lo stesso publisher tratta in modo molto diverso i due tornei di punta dei suoi due titoli principali.
Sul fronte Counter-Strike, il Major di Colonia 2026 organizzato da ESL ha un montepremi di 1.250.000 dollari, circa il 55% di quello di Valorant Champions. L’Esports World Cup 2026, che include anche una competizione CS2 separata dai Major ufficiali, ha stanziato invece 2.100.000 dollari per il torneo di Counter-Strike, una cifra molto vicina ai 2,25 milioni di Valorant. Per lo stesso evento di Riyadh, l’Esports World Cup 2026 ha distribuito un montepremi complessivo record da 75 milioni di dollari su tutte le discipline in gara, un ordine di grandezza completamente diverso perché somma decine di tornei diversi in un solo evento multi-titolo.
Dota 2 resta il punto di riferimento più alto tra i tornei mono-titolo grazie al modello di finanziamento tramite Battle Pass di Valve. The International 2024 ha distribuito 2.573.695 dollari, più di Valorant Champions, mentre le prime stime per The International 2025 indicavano un montepremi vicino ai 3 milioni di dollari. Su questo fronte questa testata ha già raccontato come Team Spirit abbia conquistato il suo terzo titolo a The International 2026 con un premio da 3,33 milioni di dollari, cifra che resta la più alta tra i tornei di singolo titolo del 2026 e supera nettamente il montepremi di Valorant Champions.
| Torneo | Anno | Montepremi |
|---|---|---|
| League of Legends Worlds | 2025 | 5.000.000 $ |
| The International (Dota 2) | 2026 | 3.330.000 $ |
| The International (Dota 2) | 2024 | 2.573.695 $ |
| Valorant Champions | 2026 | 2.250.000 $ |
| League of Legends Worlds | 2024 | 2.225.000 $ |
| Esports World Cup, torneo CS2 | 2026 | 2.100.000 $ |
| IEM Cologne Major (CS2) | 2026 | 1.250.000 $ |
Fonti: Liquipedia, ESL, Shattered.io (Team Spirit TI 2026, Esports World Cup 2026).
Le 16 squadre al via: Cina, EMEA, Pacific, Americas
Le 16 squadre che si giocheranno il titolo a Shanghai arrivano dalle quattro regioni del circuito. Per la Cina, paese ospitante, figurano tra le altre TYLOO, JD Gaming, Edward Gaming e Xi Lai Gaming, un blocco che riflette la crescita del movimento competitivo cinese dopo il titolo conquistato da Edward Gaming nel 2024. Per l’EMEA arrivano Team Vitality, Karmine Corp, FUT Esports e Team Liquid, un gruppo che mescola organizzazioni francesi, turche e multinazionali con base europea.
Il Pacific porta a Shanghai squadre come Paper Rex, storicamente tra le formazioni più costanti a livello internazionale, e Nongshim RedForce dalla Corea del Sud. Dalle Americas arrivano NRG, campione uscente del 2025, e G2 Esports, organizzazione di origine spagnola che compete nella regione nordamericana con un roster multinazionale. Il quadro complessivo conferma un torneo con una base geografica ampia, anche se distribuita in modo non uniforme tra le regioni.
Nessuna squadra italiana a Shanghai: il quadro europeo
Tra le squadre qualificate non figura nessuna organizzazione italiana. La rappresentanza europea a Valorant Champions 2026 passa da club con base in Francia, come Team Vitality e Karmine Corp, dalla Turchia con FUT Esports e da organizzazioni multinazionali come Team Liquid, che pur avendo radici europee competono con roster internazionali. Nessuna squadra italiana ha mai raggiunto le fasi finali di Valorant Champions da quando il torneo esiste, un dato che riflette le dimensioni ancora ridotte del movimento competitivo italiano di Valorant rispetto ai mercati francese, spagnolo e turco, quest’ultimo cresciuto molto negli ultimi due anni grazie a organizzazioni come FUT Esports.
La distanza tra il movimento italiano e quello dei principali mercati europei di Valorant si nota anche a livello di eventi organizzati sul territorio. Mentre Francia e Spagna ospitano regolarmente tappe del circuito VCT EMEA, in Italia la scena resta principalmente amatoriale, con tornei minori e community gestite in autonomia, senza un club italiano stabilmente presente tra le formazioni franchigiate della regione.
I favoriti per il titolo mondiale
Tra le squadre più accreditate per la vittoria finale figura Edward Gaming, campione in carica del 2024 e formazione di casa a Shanghai, un vantaggio non da poco considerando il fattore pubblico e l’adattamento al fuso orario. Sul fronte europeo, Team Vitality e le altre squadre EMEA arrivano a Shanghai con l’obiettivo di interrompere un digiuno di titoli mondiali che pesa sulla regione da diverse stagioni, nonostante il livello costantemente alto del campionato europeo.
Paper Rex resta la squadra di riferimento per il Pacific, con una storia di risultati internazionali che ne fa una delle formazioni più temute a ogni edizione di Champions, mentre NRG arriva a Shanghai da campione uscente, nel tentativo raro di difendere il titolo conquistato l’anno precedente a Parigi. Nessuna squadra ha mai vinto due edizioni consecutive di Valorant Champions dalla nascita del torneo, un dato che rende la difesa del titolo di NRG una delle storie da seguire con più attenzione durante l’evento.
Quanti spettatori: Parigi 2025 come metro di paragone
Non esistono ancora dati di ascolto per l’edizione di Shanghai, che deve ancora disputarsi, ma l’edizione di Parigi 2025 offre un riferimento solido per stimare la portata dell’evento. Secondo i dati elaborati da Esports Charts, la finale tra NRG e Fnatic ha raggiunto un picco di 1.473.642 spettatori simultanei, con una media di 466.460 spettatori nel corso dell’intero torneo e un totale di 47,6 milioni di ore di visione complessive.
Anche le fasi regionali del 2025 avevano mostrato numeri robusti: lo Stage 1 delle Americas aveva toccato un picco di 390.841 spettatori con una media di 209.221, lo Stage 1 del Pacific era arrivato a un picco di 460.073 spettatori nella finale regionale, mentre lo Stage 1 EMEA si era fermato a un picco vicino ai 246.100 spettatori con una media sotto i 125.000. Questi numeri, letti insieme, mostrano un pubblico che negli ultimi due anni si è mantenuto stabile sulle fasi regionali e continua a concentrarsi soprattutto sull’evento finale di Champions, dove il picco di spettatori supera di oltre tre volte quello delle singole tappe regionali.
Base giocatori e ricavi: il quadro economico di Valorant
Riot Games non pubblica dati ufficiali dettagliati su base giocatori e ricavi di Valorant, ma le stime di terze parti aiutano a inquadrare le dimensioni del gioco nel 2025 e 2026. Secondo le analisi di piattaforme di tracciamento come ActivePlayer.io, i giocatori mensili stimati nel corso del 2025 si sono mossi in una fascia tra i 12 e i 16 milioni a seconda del mese, con un picco a marzo. Per il 2026, dati aggregati da Tracker Network e ripresi da analisi di settore indicano una media di circa 6,5 milioni di giocatori attivi giornalieri, con un picco anomalo a 37,8 milioni di giocatori mensili registrato a marzo, sceso poi a 29,4 milioni ad aprile.
Sul fronte ricavi, le stime di terze parti per il 2025 collocano il fatturato di Valorant in una forchetta tra 900 milioni e 1,3 miliardi di dollari, con un valore centrale intorno a 1,1 miliardi di dollari. Non esistono ancora stime consolidate specifiche per il 2026, ma le analisi disponibili indicano una traiettoria di crescita continua rispetto al 2025. Questi numeri, per quanto stimati e non ufficiali, spiegano perché Riot continui a investire su Valorant Champions Tour nonostante il montepremi principale resti fermo da quattro anni: il ritorno economico del gioco base sembra sufficiente a giustificare una politica di investimento stabile sull’evento, senza la necessità di aumentare i premi per attirare attenzione mediatica.
Cosa significa per Riot Games e per l’ecosistema VCT
La scelta di mantenere il montepremi fermo a 2,25 milioni di dollari per quattro edizioni consecutive racconta una strategia diversa rispetto a quella usata per League of Legends, dove Riot ha appena riportato i Worlds a 5 milioni di dollari dopo un periodo di premi più contenuti. Per Valorant, il publisher sembra puntare sulla stabilità del format e sulla crescita del circuito franchigiato, che oggi conta 48 squadre partner nelle quattro regioni, più che su un aumento annuale del montepremi come leva di marketing.
Questa impostazione ha un effetto diretto sull’ecosistema competitivo: le organizzazioni che investono su roster di Valorant sanno con anticipo quale sarà l’entità massima del premio in palio a fine stagione e possono pianificare budget e stipendi dei giocatori su una base più prevedibile rispetto a circuiti dove il montepremi varia sensibilmente di anno in anno. Allo stesso tempo, la distanza crescente rispetto ai 5 milioni di dollari dei Worlds di League of Legends rischia di alimentare un confronto interno scomodo per Riot, chiamata a spiegare perché i due titoli di punta ricevano un trattamento economico così diverso in cima al circuito.
Il contesto storico: da Berlino a Shanghai
Riot Games ha lanciato Valorant nel giugno 2020, in piena pandemia, come sparatutto tattico free-to-play pensato per competere con Counter-Strike sul segmento degli shooter competitivi a squadre. Il primo torneo mondiale, Valorant Champions 2021, si è giocato a Berlino con un formato ancora sperimentale e un montepremi di un milione di dollari, la stessa cifra dell’edizione 2022 di Istanbul. La ricostruzione completa della stagione, con tutti i risultati regionali che hanno portato a Shanghai, è consultabile sulla voce dedicata di Wikipedia sul Valorant Champions Tour 2026. Solo nel 2023, con il trasferimento del circuito al modello franchigiato attuale e l’evento di Los Angeles, Riot ha portato il montepremi al livello attuale di 2,25 milioni di dollari, segnando la transizione da torneo emergente a evento consolidato del calendario esport globale.
Da allora il torneo ha toccato tre continenti diversi in altrettante edizioni: Los Angeles nel 2023, Shanghai e Seul per gli eventi 2024, Parigi nel 2025 e di nuovo Shanghai nel 2026, un percorso che riflette la strategia di Riot di alternare le sedi tra i mercati chiave del gioco: Nord America, Europa e Asia orientale. La scelta di tornare in Cina nel 2026 dopo Masters Shanghai conferma quanto il mercato asiatico, e in particolare quello cinese, sia diventato centrale per la crescita del pubblico competitivo di Valorant.
Perché il montepremi è fermo da quattro anni
La stabilità del montepremi dal 2023 in avanti si spiega con più fattori che si sommano. Il primo è strutturale: il passaggio al modello franchigiato ha spostato parte degli investimenti di Riot dai premi in denaro verso gli stipendi garantiti alle organizzazioni partner, che ricevono fondi dal publisher indipendentemente dal piazzamento finale a Champions. Il secondo fattore è di mercato: a differenza di Dota 2, che finanzia The International attraverso le vendite del Battle Pass e può quindi vedere il montepremi oscillare in base agli acquisti dei giocatori, Valorant Champions viene finanziato direttamente da Riot con un budget fisso deciso in anticipo, meno esposto alle fluttuazioni di spesa della community.
Il terzo fattore riguarda le priorità di investimento del publisher: Riot sembra aver scelto di concentrare la crescita economica del circuito sul numero di squadre franchigiate e sugli stipendi minimi garantiti, più che sul montepremi finale, che resta comunque tra i più alti del panorama esport per un singolo torneo mono-titolo. Questa scelta contrasta con quella fatta per League of Legends, dove Riot ha preferito alzare il montepremi dei Worlds portandolo a 5 milioni di dollari nel 2025, segno che le due discipline seguono logiche di investimento distinte all’interno della stessa azienda.
Previsioni per Champions 2026 e oltre
Guardando ai prossimi mesi e alle prossime edizioni, alcuni scenari appaiono più probabili di altri sulla base dei dati raccolti finora.
- Il montepremi di Valorant Champions difficilmente cambierà nell’immediato: dopo quattro edizioni ferme a 2,25 milioni di dollari, un aumento nel 2027 è possibile solo in caso di una crescita significativa e verificabile dei ricavi del gioco, oggi solo stimata da fonti terze.
- La Cina continuerà a pesare di più nel calendario internazionale del circuito, dopo due eventi di alto profilo ospitati a Shanghai in tre anni (Masters 2024 e Champions 2026), complice la crescita del movimento competitivo cinese confermata dal titolo di Edward Gaming nel 2024.
- Il divario tra il montepremi di Valorant e quello di League of Legends Worlds, ora di 2,75 milioni di dollari a favore di League, resterà probabilmente un tema di discussione ricorrente tra i professionisti del circuito Valorant, soprattutto se il pubblico dei Worlds dovesse continuare a crescere più rapidamente.
- La difesa del titolo da parte di NRG rappresenta uno dei principali banchi di prova dell’edizione 2026: nessuna squadra ha mai vinto due Champions consecutivi, e un’eventuale vittoria del club statunitense cambierebbe questo dato storico.
- Il pubblico europeo, in particolare quello francese e turco, resterà il principale bacino di appassionati di Valorant fuori dall’Asia e dal Nord America, mentre il movimento italiano avrà bisogno di più tempo e di investimenti dedicati prima di poter competere per una qualificazione a un evento come Champions.
Cosa cambia per il pubblico italiano ed europeo
Per gli appassionati italiani, Valorant Champions 2026 resta soprattutto un evento da seguire in streaming, con orari penalizzati dal fuso orario cinese, sei ore avanti rispetto all’Italia. Le partite serali di Shanghai cadranno per gli spettatori italiani nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, un dettaglio che incide sugli ascolti europei rispetto a un’edizione come quella di Parigi 2025, giocata invece in un fuso orario favorevole al pubblico del continente.
Sul piano competitivo, l’assenza di squadre italiane tra le 16 qualificate conferma un divario che il movimento nazionale dovrà colmare nelle prossime stagioni, magari partendo dall’esempio di organizzazioni come Karmine Corp, capaci di trasformare un investimento mirato sulla scena EMEA in risultati concreti come la vittoria dello Stage 2 di quest’anno. Nel frattempo, il pubblico italiano di Valorant continuerà a seguire principalmente le squadre EMEA multinazionali, Team Vitality e Team Liquid su tutte, come punto di riferimento europeo a Shanghai.
Domande frequenti
Quando si gioca Valorant Champions 2026?
Il torneo si disputa a Shanghai dal 24 settembre al 18 ottobre 2026, secondo il calendario ufficiale pubblicato su Liquipedia e VLR.gg.
Qual è il montepremi di Valorant Champions 2026?
Il montepremi totale è di 2.250.000 dollari, la stessa cifra distribuita nelle edizioni 2023, 2024 e 2025.
Quante squadre partecipano a Valorant Champions 2026?
Partecipano 16 squadre, qualificate dalle quattro regioni del Valorant Champions Tour: Americas, EMEA, Pacific e China.
Ci sono squadre italiane a Valorant Champions 2026?
No, nessuna organizzazione italiana ha raggiunto le fasi finali. La rappresentanza europea è composta da club come Team Vitality, Karmine Corp, FUT Esports e Team Liquid.
Chi ha vinto l’ultima edizione di Valorant Champions?
NRG ha vinto Valorant Champions 2025, disputato a Parigi, battendo Fnatic in finale davanti a un picco di oltre 1,47 milioni di spettatori simultanei secondo i dati di Esports Charts.
Come si confronta il montepremi di Valorant con quello di League of Legends Worlds?
Il montepremi di League of Legends Worlds 2025 è di 5.000.000 di dollari, più del doppio dei 2,25 milioni assegnati a Valorant Champions 2026.
Dove si può seguire Valorant Champions 2026 in streaming?
Il torneo viene trasmesso in diretta sui canali ufficiali di Valorant Esports e su Twitch, con il calendario completo delle partite pubblicato sull’handbook ufficiale della stagione.
Perché il montepremi non aumenta dal 2023?
Riot Games finanzia Valorant Champions con un budget fisso deciso in anticipo, a differenza di tornei come The International di Dota 2 che dipendono dalle vendite del Battle Pass. La stabilità del montepremi riflette una scelta di investire soprattutto sul modello franchigiato e sugli stipendi garantiti alle organizzazioni partner.




