Se hai appena tolto dalla scatola un mouse o una tastiera della serie Logitech G, il primo bivio arriva subito dopo il collegamento USB: installare o no il software di gestione. Logitech G HUB è il programma che sblocca macro, profili per gioco, illuminazione LIGHTSYNC e script personalizzati, ma la sua interfaccia non sempre è intuitiva al primo avvio. Questa guida ti accompagna passo dopo passo, dal download alla creazione di un profilo gaming completo, con gli errori più comuni e le soluzioni ai problemi che gli utenti segnalano più spesso nel 2026.
Cos’è Logitech G HUB e perché ti serve
Logitech G HUB è il software di configurazione per tutti i dispositivi della linea gaming “G” di Logitech: mouse, tastiere, cuffie, volanti da simulazione e alcune webcam. Ha sostituito il vecchio Logitech Gaming Software (LGS), ormai fuori supporto, diventando l’unico strumento ufficiale per sfruttare a pieno l’hardware acquistato. Senza G HUB un mouse G502 funziona comunque come dispositivo di puntamento standard, ma perde l’accesso a DPI regolabili, macro, profili automatici e illuminazione RGB personalizzata.
Il software gestisce quattro aree principali: assegnazione dei comandi (bind dei tasti G a funzioni, macro o combinazioni di tasti), profili per gioco o applicazione (che si attivano da soli quando apri un determinato eseguibile), illuminazione LIGHTSYNC RGB e, sui modelli con memoria interna come il G600, la possibilità di salvare le impostazioni direttamente nel dispositivo, così da usarle anche su un PC dove G HUB non è installato.
Chi usa già strumenti di mappatura periferiche generici, come la nostra guida ad AntiMicroX per i controller o a JoyToKey per i gamepad, troverà una logica simile: tasti fisici collegati a comandi virtuali, con la differenza che G HUB lavora a livello firmware sui dispositivi Logitech G, quindi con meno conflitti e maggiore stabilità rispetto a un driver di terze parti.
Il pubblico tipico è diviso in tre gruppi: giocatori competitivi che vogliono curve di sensibilità precise e polling rate alto, streamer che sincronizzano macro e luci con le scene di OBS, e chi lavora in ambito creativo e usa i tasti programmabili per scorciatoie di produttività. La guida che segue copre tutti e tre i casi d’uso, con un progetto finale che li combina.
Prerequisiti: versione, requisiti di sistema e dispositivi supportati
Prima di scaricare il programma, conviene controllare la build più recente indicata nella pagina ufficiale Logitech. Al 2 ottobre 2026 la versione Windows distribuita da Logitech è la 2026.6.981214, aggiornata il 29 settembre 2026, mentre le note di rilascio funzionali fanno riferimento alla build 2026.6.974819 del 21 settembre. Le pagine localizzate possono mostrare numeri leggermente diversi per via del rollout progressivo: verifica sempre il numero riportato nella pagina di download che stai usando, non quello di questo articolo, perché Logitech pubblica aggiornamenti quasi ogni settimana.
| Requisito | Valore |
|---|---|
| Sistema operativo Windows | Windows 10 o Windows 11 |
| Sistema operativo macOS | macOS 13, 14, 15 e 26 (build macOS 2026.1.829723) |
| Versione Windows corrente (2 ottobre 2026) | 2026.6.981214 |
| Dimensione del pacchetto di download Windows | circa 68 MB |
| RAM minima richiesta | non specificata ufficialmente da Logitech |
| Spazio su disco dopo l’installazione | non specificato ufficialmente da Logitech |
| Connessione | richiesta per il primo avvio e gli aggiornamenti |
| Account Logitech | facoltativo, utile per sincronizzare i profili online |
Sul fronte hardware, G HUB copre mouse come la famiglia G502 e G Pro, tastiere meccaniche della linea G, cuffie con funzioni audio come Blue VO!CE, e dispositivi di simulazione di guida, per i quali Logitech ha dichiarato nel 2026 un supporto migliorato su piattaforme Windows ARM64. Non tutti i modelli offrono le stesse funzioni: la memoria onboard, gli script Lua, il polling rate massimo e la modalità Arena dipendono dal dispositivo specifico, quindi prima di seguire i passaggi più avanzati controlla la scheda tecnica del tuo modello esatto (per esempio G502 HERO, G502 X o PRO X Superlight hanno differenze concrete tra loro).
- Un mouse o una tastiera Logitech G collegati via USB o tramite ricevitore LIGHTSPEED
- Permessi di amministratore sul PC per installare il driver
- Almeno una porta USB libera direttamente sulla scheda madre (evita hub USB passivi durante l’installazione)
- Connessione a internet stabile per il download iniziale e il primo riconoscimento del dispositivo
Migrare da Logitech Gaming Software (LGS) a G HUB
Chi possiede un dispositivo Logitech da diversi anni potrebbe avere ancora installato il vecchio Logitech Gaming Software, il predecessore di G HUB ormai senza aggiornamenti. I due programmi non vanno tenuti installati insieme: se entrambi provano a gestire lo stesso dispositivo nello stesso momento, le macro e i profili possono comportarsi in modo imprevedibile, con tasti che eseguono due azioni sovrapposte o che smettono di rispondere del tutto.
Prima di installare G HUB su un PC che ha già LGS, disinstalla quest’ultimo dal Pannello di controllo di Windows e riavvia il sistema. Un controllo rapido via riga di comando ti conferma se un processo legacy è ancora attivo in background prima di procedere con la nuova installazione:
# Prompt dei comandi di Windows - verifica se Logitech Gaming Software
# e ancora in esecuzione prima di installare G HUB
tasklist | findstr /i "LCore LGSTray LGDCore"
REM Se uno dei processi compare nell'elenco, terminalo prima di procedere:
REM taskkill /F /IM LCore.exe
REM taskkill /F /IM LGSTray.exe
Dopo la disinstallazione di LGS, i profili e le macro create in precedenza non si trasferiscono automaticamente in G HUB: andranno ricreati manualmente nel nuovo software. È il motivo principale per cui conviene documentare le proprie assegnazioni di tasti (anche solo con uno screenshot) prima di disinstallare il vecchio programma, così da non perdere ore a ricostruire macro complesse a memoria.
Passo 1-2: scaricare e installare Logitech G HUB
Il primo passo è scaricare l’installer dalla pagina ufficiale Logitech G, non da siti terzi: G HUB gestisce il firmware dei dispositivi, quindi un pacchetto modificato o non aggiornato può causare malfunzionamenti difficili da diagnosticare. Una volta aperto il file .exe (su Windows) o il .dmg (su macOS), l’installazione richiede in genere meno di due minuti, al netto della velocità della tua connessione per lo scaricamento dei componenti aggiuntivi.
Durante il primo avvio, G HUB esegue un controllo di integrità dell’installazione, una funzione introdotta proprio nelle build del 2026 per individuare prima possibile un’installazione danneggiata. Se il controllo rileva anomalie, il software propone direttamente un’opzione di reinstallazione guidata dalla pagina di risoluzione dei problemi, senza bisogno di disinstallare manualmente da Windows.
Una volta completata l’installazione, collega il dispositivo (se non è già collegato) e attendi che l’icona compaia nella schermata principale. Il processo richiede qualche secondo perché G HUB scarica il profilo firmware corretto in base al modello rilevato. Se il dispositivo non appare entro 30 secondi, passa direttamente alla sezione dedicata al rilevamento mancato più avanti in questa guida.
Passo 3: collegare e far riconoscere i dispositivi
Con più periferiche Logitech collegate contemporaneamente (mouse, tastiera e cuffie, per esempio), G HUB le elenca tutte nella schermata “I miei dispositivi”. Clicca su ciascuna icona per aprire il pannello di configurazione specifico: le opzioni cambiano in base al modello, quindi un mouse mostrerà schede per DPI e pulsanti, mentre una tastiera mostrerà schede per macro e illuminazione per singolo tasto.
Se usi un ricevitore wireless LIGHTSPEED condiviso tra più dispositivi tramite la tecnologia Logi Bolt o Unifying, verifica che ogni periferica sia abbinata al ricevitore corretto prima di procedere: un abbinamento errato è una delle cause più comuni di “dispositivo visibile ma non configurabile” segnalate dagli utenti. Nelle versioni più recenti, Logitech ha anche corretto un problema per cui mancavano le informazioni identificative di alcuni dispositivi, impedendone la visualizzazione corretta in G HUB: se il tuo modello non compare, il primo tentativo dovrebbe essere sempre l’aggiornamento all’ultima build disponibile.
Passo 4-5: DPI, sensibilità e polling rate
Il pannello “Puntatore/DPI” permette di impostare fino a cinque livelli di sensibilità differenti, richiamabili con un tasto dedicato sul mouse (di solito posizionato sotto la rotella). Ogni livello può andare da poche centinaia fino a diverse migliaia di DPI sui modelli con sensore HERO più recenti. Non esiste un valore “corretto” universale: la scelta dipende dal gioco, dalla risoluzione dello schermo e dalla sensibilità del software in uso, ma alcune fasce sono diventate convenzioni diffuse nella community competitiva.
| Tipo di utilizzo | Intervallo DPI comune | Polling rate consigliato |
|---|---|---|
| FPS competitivo (Valorant, CS2) | 400-800 DPI | 1000 Hz |
| Battle royale / sparatutto generico | 800-1600 DPI | 500-1000 Hz |
| MOBA e strategia | 1000-2000 DPI | 500 Hz |
| MMORPG con molte abilità | 1200-2400 DPI | 500 Hz |
| Produttività e uso ufficio | 800-1200 DPI | 125-250 Hz |
Il polling rate determina quante volte al secondo il mouse comunica la propria posizione al PC: a 1000 Hz il dispositivo invia un aggiornamento ogni millisecondo, riducendo il ritardo percepito rispetto ai 125 Hz di default di molte periferiche generiche. Alzare il polling rate aumenta leggermente il carico sulla CPU, un dettaglio che diventa rilevante solo su configurazioni già al limite: se stai anche overcloccando la scheda video, la nostra guida a MSI Afterburner per l’overclock GPU spiega come monitorare il carico di sistema in parallelo.
Passo 6: creare profili automatici per ogni gioco
Uno dei motivi principali per installare G HUB è la gestione dei profili per applicazione. Dalla schermata principale, apri la scheda “Applicazioni” e aggiungi manualmente l’eseguibile del gioco (il file .exe nella cartella di installazione), oppure lascia che G HUB rilevi automaticamente i giochi tramite Steam o altri launcher installati. Per ogni applicazione puoi definire DPI, assegnazioni dei tasti, illuminazione e macro specifiche, che si attivano da sole quando apri quel gioco e tornano al profilo precedente quando lo chiudi.
Questa funzione evita di dover riconfigurare manualmente il mouse ogni volta che passi da un browser a un gioco competitivo. Un errore frequente è collegare il profilo all’icona del launcher (per esempio Steam.exe) invece che all’eseguibile reale del gioco: in questo modo il profilo si attiva per qualsiasi gioco avviato tramite quel launcher, non solo per quello desiderato. Verifica sempre il percorso del file nella finestra “Sfoglia” prima di confermare.
Passo 7: registrare e assegnare macro ai tasti G
I tasti G (presenti su diversi mouse e su tutte le tastiere della linea) possono essere collegati a comandi singoli, combinazioni di tasti o macro vere e proprie, cioè sequenze di pressioni registrate e riprodotte con un solo clic. Dalla scheda “Assegnazioni”, seleziona il tasto da programmare, scegli “Crea macro” e registra la sequenza desiderata: G HUB cattura automaticamente anche i tempi di attesa tra una pressione e l’altra, così la riproduzione rispetta il ritmo originale.
Una volta creata, la macro viene salvata in un formato interno che puoi esportare e condividere. Ecco un esempio semplificato della struttura di un profilo esportato, utile per capire come G HUB organizza tasti, DPI e macro in un unico file:
{
"profileName": "FPS_Competitivo",
"applicationPath": "C:\\Giochi\\Valorant\\VALORANT.exe",
"device": "G502 X",
"dpiStages": [400, 800, 1600],
"defaultDpiIndex": 0,
"pollingRateHz": 1000,
"buttonAssignments": [
{ "button": "G4", "action": "macro", "macroId": "quick_ping" },
{ "button": "G5", "action": "keypress", "key": "B" },
{ "button": "DPI_SNIPER", "action": "dpi_shift", "value": 400 }
],
"macros": [
{
"id": "quick_ping",
"steps": [
{ "type": "keyDown", "key": "Z" },
{ "type": "wait", "ms": 60 },
{ "type": "keyUp", "key": "Z" }
]
}
]
}
G HUB offre tre modalità di riproduzione per ogni macro: esecuzione singola (la sequenza parte una volta e si ferma da sola), toggle (la sequenza si ripete in loop finché non premi di nuovo lo stesso tasto) e “finché tenuto premuto” (la sequenza si ripete solo mentre il tasto resta premuto). La modalità toggle va usata con cautela: una macro lasciata attiva per errore continua a inviare input anche quando hai cambiato finestra, con il rischio di digitare comandi indesiderati in chat, in un documento aperto o in un altro programma. Prima di chiudere G HUB o cambiare attività, conviene controllare sempre l’icona nella system tray, che in genere segnala con un indicatore visivo se una macro in loop è ancora in esecuzione.
Una regola importante prima di programmare macro per giochi online: molti titoli competitivi vietano, nei rispettivi termini di servizio, le macro che automatizzano azioni che danno un vantaggio diretto, come il controllo del rinculo o il fuoco automatico da un’arma semiautomatica. Usare i tasti G per aprire la chat, lanciare segnalazioni rapide o cambiare DPI al volo è generalmente accettato, mentre automatizzare la mira o il tiro può portare a una sospensione dell’account. Verifica sempre il regolamento del gioco specifico prima di programmare macro che intervengono sul gameplay.
Passo 8: scrivere script Lua personalizzati
Per chi vuole andare oltre le macro registrate, G HUB integra un editor di script basato su Lua, accessibile dalla scheda “Script” nel pannello del dispositivo. Gli script permettono logiche condizionali che una macro semplice non può gestire, per esempio reagire in modo diverso a seconda di quante volte premi un tasto in un intervallo di tempo. Il supporto Lua non è garantito su ogni modello: controlla la scheda tecnica del tuo dispositivo prima di investire tempo nello sviluppo.
Di seguito un esempio di script che alterna due funzioni diverse a seconda che il tasto venga premuto una o due volte entro mezzo secondo, una struttura comune per chi vuole evitare pressioni accidentali:
-- Esempio di script Lua per G HUB
-- Doppio clic su G6: attiva la modalita "silenzio microfono"
-- Singolo clic su G6: apre la chat di squadra
lastPressTime = 0
doubleClickWindowMs = 500
function OnEvent(event, arg)
if event == "G_PRESSED" and arg == 6 then
local now = GetRunningTime()
if (now - lastPressTime) < doubleClickWindowMs then
-- Doppio clic rilevato: muta il microfono
PressKey("LCTRL")
PressKey("LSHIFT")
PressKey("M")
Sleep(50)
ReleaseKey("M")
ReleaseKey("LSHIFT")
ReleaseKey("LCTRL")
else
lastPressTime = now
end
end
if event == "G_RELEASED" and arg == 6 then
local elapsed = GetRunningTime() - lastPressTime
if elapsed >= doubleClickWindowMs then
-- Singolo clic confermato dopo il timeout: apri la chat
PressKey("Y")
Sleep(50)
ReleaseKey("Y")
end
end
end
Lo script va incollato nell’editor integrato e salvato con un nome identificativo, poi assegnato al tasto G scelto dalla scheda “Assegnazioni” selezionando “Esegui script Lua” invece di “Crea macro”. Un consiglio pratico: testa sempre lo script in un documento di testo vuoto prima di usarlo in partita, per verificare che le pressioni dei tasti vengano inviate nell’ordine e nei tempi previsti.
Passo 9: personalizzare l’illuminazione LIGHTSYNC RGB
La scheda “Illuminazione” consente di scegliere tra effetti preimpostati (respirazione, ciclo colore, onda) oppure impostare un colore fisso per ogni zona illuminata del dispositivo. Sulle tastiere con retroilluminazione per singolo tasto puoi anche creare mappe di colore personalizzate, utili per evidenziare visivamente i tasti usati in un determinato gioco, per esempio colorando in rosso le abilità con tempo di recupero lungo.
LIGHTSYNC può anche reagire a eventi di sistema o di gioco nei titoli che supportano l’integrazione, cambiando colore quando la salute del personaggio scende sotto una soglia, per esempio. Questa funzione dipende dal supporto specifico implementato dallo sviluppatore del gioco, non da G HUB stesso, quindi non tutti i titoli ne beneficiano. In assenza di integrazione nativa, puoi comunque ottenere un comportamento simile legando un colore differente a ogni profilo applicazione, così la tastiera cambia tonalità ogni volta che passi da un gioco a un altro, segnalando visivamente quale profilo è attivo.
Passo 10: usare la Arena Mode per testare le impostazioni
Sui mouse che la supportano, G HUB include una modalità chiamata Arena, pensata per confrontare impostazioni di DPI e sensibilità in un ambiente di test isolato, prima di applicarle in partita. La disponibilità e le opzioni di questa modalità variano in base alla versione del software e al modello di dispositivo: non tutti i mouse Logitech G la includono, quindi verifica la scheda prodotto se non la trovi nel tuo pannello.
Quando disponibile, Arena Mode permette di passare rapidamente tra due o più configurazioni diverse e valutare quale risulta più naturale per i tuoi movimenti, senza dover aprire e chiudere un gioco reale ogni volta che modifichi un parametro. È un passaggio utile soprattutto per chi sta migrando da un mouse di un altro produttore e deve ricalibrare la sensibilità da zero.
Passo 11-12: memoria onboard e backup dei profili
Sui dispositivi con memoria interna, come il G600, le impostazioni possono essere salvate direttamente nel dispositivo invece che solo nel software. Questo significa che puoi collegare il mouse a un PC diverso, anche senza G HUB installato, e mantenere DPI, assegnazioni e in alcuni casi anche l’illuminazione configurate in precedenza. Nelle note di rilascio del 2026, Logitech ha dichiarato di aver migliorato nello specifico la stabilità della gestione della memoria onboard del G600, segno che in passato questo punto aveva causato segnalazioni di instabilità.
Per attivare la modalità onboard, apri le impostazioni del dispositivo e cerca l’interruttore “Memoria onboard” o “Modalità automatica/onboard”: quando è attiva, le modifiche fatte in G HUB vengono scritte anche nella memoria del mouse, non solo salvate a livello software. Evita di modificare lo stesso profilo contemporaneamente in modalità automatica e onboard, perché può generare conflitti di sincronizzazione tra le due copie delle impostazioni.
Indipendentemente dalla memoria onboard, è buona norma esportare periodicamente i profili come backup, soprattutto prima di un aggiornamento importante del software. L’esportazione crea un file che puoi conservare in una cartella cloud o su una chiavetta USB:
# PowerShell - individua la cartella profili di G HUB su Windows
# e crea una copia di backup con la data odierna
$ghubPath = "$env:LOCALAPPDATA\LGHUB"
$backupPath = "$env:USERPROFILE\Documents\GHUB_Backup_$(Get-Date -Format yyyyMMdd)"
if (Test-Path $ghubPath) {
Copy-Item -Path $ghubPath -Destination $backupPath -Recurse
Write-Host "Backup completato in: $backupPath"
} else {
Write-Host "Cartella G HUB non trovata nel percorso previsto."
}
Per ripristinare un backup, chiudi completamente G HUB dalla system tray (non solo dalla finestra principale), sostituisci il contenuto della cartella LGHUB con quello salvato, poi riavvia il software. Questo passaggio è utile anche quando un aggiornamento introduce un problema e vuoi tornare temporaneamente alla configurazione precedente senza perdere le macro create.
Errori comuni da evitare
- Collegare il profilo applicazione all’eseguibile del launcher invece che al gioco specifico, facendo attivare lo stesso profilo per titoli diversi.
- Scaricare G HUB da siti non ufficiali per “risparmiare tempo”: il rischio è un installer modificato che interferisce con il firmware del dispositivo.
- Programmare macro che automatizzano mira o fuoco in giochi competitivi, violando i termini di servizio e rischiando il ban dell’account.
- Modificare un profilo in memoria onboard mentre è attiva anche la modalità automatica da software, causando disallineamenti tra le due configurazioni.
- Ignorare gli aggiornamenti per mesi: alcune correzioni di sicurezza e stabilità (come i memory leak corretti nelle build 2026) arrivano solo con la versione più recente.
- Usare un hub USB passivo durante la prima installazione, che può causare riconoscimenti intermittenti del dispositivo.
- Impostare un polling rate di 1000 Hz su un PC già al limite della CPU, aggiungendo un carico che in rari casi peggiora la fluidità generale invece di migliorarla.
Risoluzione dei problemi: i casi più frequenti
Le build di G HUB rilasciate tra settembre e ottobre 2026 hanno risolto diversi problemi segnalati nei mesi precedenti, tra cui un crash del processo nella system tray durante il cambio tra tema chiaro e scuro di Windows, un memory leak legato all’accesso al registro di sistema e un secondo memory leak collegato alla funzione di attenuazione audio globale durante le chiamate Discord. Se riscontri uno dei sintomi seguenti, il primo passo resta sempre verificare di avere installata l’ultima build disponibile.
| Sintomo | Causa probabile | Soluzione consigliata |
|---|---|---|
| G HUB non si apre o resta bloccato al logo | Installazione danneggiata | Aprire la pagina di troubleshooting ufficiale e usare l’opzione di reinstallazione integrata |
| Uso elevato di CPU o RAM in background | Memory leak in versioni precedenti, oppure attenuazione audio Discord attiva | Aggiornare all’ultima build e disattivare l’attenuazione globale Discord se il consumo resta alto |
| Il dispositivo non compare nella lista | Informazioni identificative mancanti o porta USB instabile | Aggiornare G HUB, ricollegare il dispositivo, provare una porta diversa sulla scheda madre |
| Il profilo onboard non si sincronizza con quello software | Modifica simultanea in modalità automatica e onboard | Disattivare temporaneamente la modalità onboard, modificare il profilo, poi riattivarla |
| Crash nella system tray cambiando tema Windows | Bug corretto nella build 2026.6.974819 | Aggiornare all’ultima versione disponibile |
| Logout anticipato dall’account Logitech | Bug di sessione segnalato nelle release recenti | Aggiornare G HUB e ripetere l’accesso dopo il riavvio |
| Integrazione OBS non si installa automaticamente | Problema noto nelle build precedenti al 2026 | Aggiornare G HUB e reinstallare manualmente il plugin dalla scheda integrazioni |
| Le macro funzionano in ritardo o si inceppano | Polling rate troppo basso o conflitto con altro software di gestione periferiche | Alzare il polling rate, chiudere software concorrenti come driver di altri mouse installati in parallelo |
Se nessuna di queste soluzioni risolve il problema, l’opzione successiva è una disinstallazione completa seguita da un riavvio del sistema prima di reinstallare G HUB da zero, cancellando manualmente la cartella residua in %LOCALAPPDATA%\LGHUB se presente dopo la disinstallazione standard da Windows.
Un caso particolare riguarda chi ha più software di gestione periferiche installati insieme a G HUB, per esempio un programma del produttore della scheda madre che gestisce anch’esso l’illuminazione RGB di tutta la postazione. Quando due programmi diversi provano a controllare la stessa zona luminosa o a intercettare lo stesso tasto, il risultato tipico è un comportamento incoerente: la luce lampeggia senza un pattern definito, oppure un tasto esegue un’azione diversa da quella assegnata in G HUB. La soluzione più pulita è scegliere un solo software come “padrone” dell’illuminazione e disattivare la gestione RGB nell’altro, lasciandogli solo i compiti che G HUB non copre.
Progetto completo: un profilo gaming pronto per streaming e competizione
Mettiamo insieme quanto visto finora in un progetto unico: un profilo per un mouse G502 X e una tastiera della linea G pensato per chi gioca in modo competitivo e trasmette in streaming nello stesso periodo. L’obiettivo è avere un solo tasto per ogni azione ricorrente, senza toccare mai la tastiera durante una partita per cambiare impostazioni.
- Tre livelli DPI (400, 800, 1600) richiamabili dal tasto sotto la rotella, con il livello più basso come sniper button per i colpi di precisione.
- Polling rate a 1000 Hz per il mouse, 500 Hz per la tastiera se regolabile, per bilanciare reattività e carico di sistema.
- Un profilo applicazione dedicato al client di gioco, con illuminazione rossa, e uno dedicato a OBS Studio con illuminazione blu, per riconoscere a colpo d’occhio quale contesto è attivo.
- Un tasto G collegato allo script Lua del doppio clic visto nel passo 8, per alternare tra “chat di squadra” e “microfono muto” senza alt-tab.
- Un secondo tasto G collegato a una macro che avvia/ferma la registrazione clip in OBS, utile per salvare manualmente un’azione interessante durante lo streaming.
Ecco la configurazione riassunta in formato esportabile, da adattare ai tuoi tasti e al tuo dispositivo specifico:
{
"profileName": "Streaming_Competitivo",
"device": "G502 X + Tastiera serie G",
"applications": [
{ "exe": "VALORANT.exe", "lightColor": "#FF0000", "dpiDefault": 0 },
{ "exe": "obs64.exe", "lightColor": "#0057FF", "dpiDefault": 1 }
],
"dpiStages": [400, 800, 1600],
"pollingRateMouseHz": 1000,
"pollingRateKeyboardHz": 500,
"buttonAssignments": [
{ "button": "G6", "action": "lua_script", "script": "toggle_chat_mute" },
{ "button": "G7", "action": "macro", "macroId": "obs_clip_toggle" },
{ "button": "DPI_SNIPER", "action": "dpi_shift", "value": 400 }
]
}
Chi usa anche un Elgato Stream Deck in parallelo può dividere i compiti tra i due dispositivi: lascia a G HUB le azioni che servono durante il gameplay attivo (mira, chat, mute), e affida allo Stream Deck le azioni di regia dello streaming (cambio scena, overlay, webcam). La nostra guida alla configurazione di Elgato Stream Deck copre proprio questa parte complementare del flusso di lavoro.
Adattare il profilo a un mouse o una tastiera diversi
Il file di esempio mostrato sopra va trattato come una traccia, non come un pacchetto da importare così com’è: i nomi dei tasti (G4, G5, G6, G7) corrispondono alla numerazione usata sui modelli con più pulsanti programmabili, come il G502 X o una tastiera completa della linea G, ma modelli diversi hanno layout di tasti G differenti. Prima di replicare questo profilo sul tuo dispositivo, apri la scheda “Assegnazioni” e annota quali pulsanti fisici sono disponibili, poi sostituisci i riferimenti nell’esempio con quelli corretti per il tuo mouse o la tua tastiera specifica.
Lo stesso vale per gli stage DPI: un sensore HERO di generazione più recente può reggere valori massimi diversi rispetto a un modello precedente, quindi i tre livelli proposti (400, 800, 1600) sono un punto di partenza da adattare dopo qualche sessione di test, non un valore fisso da copiare senza verificarlo sul tuo dispositivo.
Consigli avanzati per power user
Se gestisci più dispositivi Logitech G su più postazioni (per esempio un PC da gioco e un laptop da lavoro), l’accesso con lo stesso account Logitech sincronizza i profili tra le installazioni, evitando di ricreare manualmente ogni macro su ciascun computer. La sincronizzazione riguarda i profili salvati via software, non necessariamente la memoria onboard del dispositivo, quindi verifica sempre che le due versioni coincidano dopo il primo collegamento su un nuovo PC.
Per chi aggiorna regolarmente anche i driver della scheda video, tenere allineati gli aggiornamenti di G HUB e quelli gestiti dalla NVIDIA App riduce il rischio di conflitti tra software che intercettano entrambi gli stessi eventi di tastiera e mouse, un problema raro ma non impossibile quando più programmi di overlay sono attivi insieme.
Chi lavora tra Windows e macOS con lo stesso account Logitech dovrebbe sapere che le due versioni di G HUB seguono cicli di aggiornamento separati, con numeri di build diversi (come visto nella tabella dei prerequisiti). Un profilo creato su Windows si sincronizza correttamente sull’altro sistema solo se entrambe le installazioni sono aggiornate a una versione recente: build troppo distanti tra loro possono interpretare in modo diverso alcune impostazioni avanzate, come le curve di accelerazione del puntatore o le mappe di illuminazione per singolo tasto.
Un’ultima accortezza riguarda gli script Lua condivisi online da altri utenti: prima di incollarli nell’editor di G HUB, leggili per intero riga per riga. Uno script può contenere comandi che premono tasti di sistema o che, se mal scritti, restano bloccati in un ciclo che invia input continui. Non eseguire mai uno script Lua scaricato da una fonte non verificata senza prima averne capito ogni singola riga.
Se partecipi a LAN party o porti il tuo mouse a casa di amici, vale la pena tenere un profilo “base” separato da quello competitivo, da richiamare manualmente quando usi un PC che non conosci. Un profilo minimale, con DPI standard e nessuna macro legata al gameplay, evita che un tasto G programmato per una funzione specifica del tuo setup produca un comportamento indesiderato su una configurazione diversa dalla tua, per esempio con un layout di tastiera o un gioco diverso installato.
Infine, se contatti il supporto Logitech per un problema che questa guida non copre, i log di diagnostica si trovano nella stessa cartella usata per il backup dei profili (%LOCALAPPDATA%\LGHUB). Allegarli alla richiesta di assistenza velocizza quasi sempre i tempi di risposta, perché il tecnico può vedere subito la sequenza di eventi che ha preceduto il problema, invece di doverla ricostruire a partire dalla tua descrizione.
Domande frequenti
Logitech G HUB è gratuito?
Sì, il software è gratuito e scaricabile dal sito ufficiale Logitech per chi possiede almeno un dispositivo della linea gaming G compatibile.
Posso usare le macro senza tenere G HUB aperto in background?
Solo sui dispositivi con memoria onboard, come il G600: in quel caso le impostazioni restano salvate nel dispositivo stesso. Sulla maggior parte dei mouse e delle tastiere, invece, G HUB deve restare attivo in background perché macro e profili funzionino.
G HUB funziona su Mac?
Sì, Logitech distribuisce una versione per macOS 13, 14, 15 e 26, con un numero di build separato da quello Windows (2026.1.829723 al momento della stesura di questo articolo).
Perché G HUB consuma più RAM del previsto?
Nelle versioni precedenti alle build 2026 più recenti erano presenti due memory leak documentati da Logitech, uno legato al registro di Windows e uno all’attenuazione audio globale durante le chiamate Discord. Aggiornare all’ultima versione disponibile risolve la maggior parte di questi casi.
Usare macro e script Lua può causare un ban nei giochi online?
Dipende dall’azione automatizzata. Macro che aprono chat, cambiano DPI o gestiscono l’audio sono generalmente tollerate. Script che automatizzano mira, fuoco o altre azioni di gameplay violano i termini di servizio della maggior parte dei giochi competitivi e possono portare a una sospensione dell’account.
Come torno a una versione precedente di G HUB se l’ultimo aggiornamento mi crea problemi?
Disinstalla la versione corrente da Windows, cancella manualmente la cartella residua in %LOCALAPPDATA%\LGHUB se presente, poi installa manualmente il pacchetto della versione precedente, se ancora disponibile tramite il supporto Logitech. Ricorda di ripristinare prima un backup dei tuoi profili, come spiegato nel passo 11-12.
G HUB sostituisce Logitech Options+?
No, sono due software distinti pensati per famiglie di prodotto diverse: G HUB gestisce la linea gaming “G”, mentre Options+ gestisce mouse e tastiere della linea produttività Logitech (come la serie MX). Alcuni utenti con dispositivi di entrambe le linee si ritrovano entrambi i programmi installati in parallelo, ognuno attivo sui device di propria competenza.
Serve un account Logitech per usare G HUB?
No, l’account è facoltativo. Senza accesso puoi comunque configurare DPI, macro, profili e illuminazione in locale. Creare un account diventa utile solo se vuoi sincronizzare i profili tra più computer.




