Nel giro di sette mesi, Xbox Game Pass è passato dall’aumento di prezzo più aggressivo della sua storia a una clamorosa retromarcia. Tra l’ottobre 2025 e l’aprile 2026, Microsoft ha alzato il costo dell’abbonamento di punta del 50%, ha incassato l’addio di “milioni di abbonati” ammesso dalla stessa azienda e ha infine tagliato i prezzi. È la parabola di una delle scommesse più importanti del mondo videoludico, e l’aumento prezzo Game Pass è diventato il caso di studio definitivo su quanto sia fragile l’economia degli abbonamenti gaming nel 2026.
In questa analisi, aggiornata al 30 giugno 2026, ricostruiamo cosa è successo con numeri verificati, mettiamo i prezzi di Xbox Game Pass Ultimate a confronto con PlayStation Plus e Nintendo Switch Online, e spieghiamo cosa cambia concretamente per i giocatori in Italia e in Europa. Perché dietro la cronaca dei rincari c’è una domanda che riguarda tutto il settore: il modello “tutti i giochi, subito, a canone fisso” è ancora sostenibile?
Aumento prezzo Game Pass: cosa è successo nell’ottobre 2025
Il 1° ottobre 2025 Microsoft ha riorganizzato dall’alto in basso la struttura di Xbox Game Pass, mandando in pensione i vecchi piani Core e Standard e introducendo tre nuove fasce: Essential, Premium e Ultimate. La novità più visibile non è stata la nuova nomenclatura, ma il listino: il piano di punta, Game Pass Ultimate, è salito da 17,99 € a 26,99 € al mese in Europa, un aumento del 50% che ha acceso un dibattito feroce tra gli abbonati.
La ristrutturazione non è stata solo al rialzo. Il nuovo piano base Essential (erede di Core) è passato da 6,99 € a 8,99 € al mese, mentre la fascia intermedia Premium (erede di Standard) è in realtà scesa da 14,99 € a 12,99 €. Microsoft ha giustificato il rincaro dell’Ultimate con l’arricchimento del catalogo: oltre 400 titoli disponibili, più di 75 giochi al day one ogni anno, l’inclusione di tutte le uscite first-party e il Cloud Gaming finalmente uscito dalla beta e integrato in ogni pacchetto. Come ha raccontato la testata specializzata The Game Business, la mossa rifletteva la convinzione di Microsoft che il valore aggiunto giustificasse la richiesta di un canone più alto.
La tabella seguente riassume la nuova struttura dei prezzi e il confronto con il listino precedente, includendo anche i riferimenti in dollari e in sterline per misurare l’entità del prezzo Game Pass nei principali mercati.
| Piano (da ottobre 2025) | Prezzo precedente | Nuovo prezzo | Variazione |
|---|---|---|---|
| Essential (ex Core) | 6,99 €/mese | 8,99 €/mese | +2,00 € (+29%) |
| Premium (ex Standard) | 14,99 €/mese | 12,99 €/mese | −2,00 € (−13%) |
| Ultimate (Europa) | 17,99 €/mese | 26,99 €/mese | +9,00 € (+50%) |
| Ultimate (USA) | 19,99 $/mese | 29,99 $/mese | +10,00 $ (+50%) |
| Ultimate (Regno Unito) | — | 22,99 £/mese | +50% circa |
| PC Game Pass (Europa) | 14,99 €/mese | 14,99 €/mese | invariato |
Da 17,99 € a 26,99 €: l’aumento più ripido nella storia del servizio
Per capire l’impatto dell’aumento prezzo Game Pass bastano due cifre. Un abbonato Ultimate europeo che pagava 17,99 € al mese si è ritrovato a 26,99 €: sono circa 108 € in più all’anno. Negli Stati Uniti la dinamica è stata identica, con il passaggio da 19,99 a 29,99 dollari mensili. È stato, a detta di tutti gli osservatori, il rincaro una tantum più ripido mai applicato al servizio dal lancio del 2017.
Il punto delicato non era solo la percentuale, ma la cadenza. Xbox Game Pass Ultimate non era nuovo agli aumenti: già nel luglio 2024 il canone statunitense era passato da 16,99 a 19,99 dollari. Vedere un secondo rincaro a doppia cifra in poco più di un anno ha trasmesso ai giocatori la sensazione di un servizio in fase di “spremitura”, con il prezzo che cresceva più velocemente della percezione di valore. Il malcontento si è riversato sui social e sui forum, trasformando l’aumento prezzo Game Pass in tendenza per settimane.
Va detto che Microsoft non era sola in questa direzione. Sony aveva ritoccato più volte i listini di PlayStation Plus e Nintendo manteneva un modello a parte, ma nessun concorrente aveva osato un balzo del 50% in un solo passaggio. È questo elemento — la velocità e l’entità — ad aver reso il caso Game Pass un precedente discusso in tutta l’industria, dall’Europa al Nord America.
Il caso europeo: l’aumento congelato per molti abbonati
In Europa la vicenda ha avuto una piega particolare. Il nuovo prezzo Game Pass Ultimate di 26,99 € è entrato in vigore il 1° ottobre 2025 per i nuovi abbonati, mentre per gli utenti già attivi era previsto dal 4 novembre 2025. A meno di un mese da quella data, però, molti abbonati europei hanno ricevuto un’email che comunicava il congelamento: l’aumento non si sarebbe applicato al loro abbonamento, almeno finché fossero rimasti su un piano a rinnovo automatico.
L’email sembrava troppo bella per essere vera e in molti hanno dubitato della sua autenticità, dato che non faceva parte dell’annuncio ufficiale. A dirimere la questione è stata Kari Perez, responsabile della comunicazione Xbox, che ha confermato a The Verge che il messaggio era genuino: gli abbonati esistenti in alcuni Paesi avrebbero continuato a rinnovare al prezzo precedente “per ora”, in base ai requisiti locali, con un preavviso prima di qualsiasi adeguamento futuro.
Il risultato è stato un mosaico di prezzi a seconda del mercato e del tipo di abbonamento. Una parte consistente della base europea non ha mai pagato i 26,99 € pieni, perché protetta dal rinnovo automatico, mentre i nuovi clienti e chi non aveva l’auto-rinnovo attivo si sono trovati il listino maggiorato. Questa frammentazione, come vedremo, ha reso ancora più difficile leggere l’effetto reale del rincaro sui numeri degli abbonati.
Milioni di abbonati persi: l’ammissione di Xbox
Per mesi l’impatto del rincaro è rimasto materia di speculazione. Poi, nel giugno 2026, è arrivata l’ammissione più pesante. Durante l’evento dal vivo The Game Business Live, il chief strategy officer di Xbox Matthew Ball ha riconosciuto che l’aumento prezzo Game Pass aveva portato alla perdita di “milioni di abbonati”. La dichiarazione, ripresa e diffusa anche da Geoff Keighley, è stata raccontata tra gli altri da PC Gamer e da Windows Central, ed è suonata come una rara autocritica da parte di un’azienda che raramente commenta le metriche del servizio.
Il riferimento è significativo proprio perché Microsoft è notoriamente avara di dati. L’ultimo numero ufficiale risale al febbraio 2024, quando il colosso di Redmond dichiarò 34 milioni di abbonati a Game Pass: una cifra che includeva però anche le conversioni dei vecchi account Xbox Live Gold in Game Pass Core. Da allora l’azienda non ha più comunicato un totale aggiornato, lasciando che fossero analisti e indiscrezioni a riempire il vuoto.
“Milioni di abbonati” è un’espressione volutamente vaga, ma in un servizio la cui ultima base nota era di 34 milioni di utenti, anche una perdita a una sola cifra percentuale significa centinaia di migliaia di abbandoni. È la dimostrazione che l’elasticità della domanda, in un mercato saturo di abbonamenti, è molto più alta di quanto Microsoft avesse calcolato: oltre una certa soglia di prezzo, i giocatori semplicemente disdicono.
Aprile 2026: il dietrofront di Xbox sui prezzi
La risposta di Microsoft è arrivata il 21 aprile 2026 ed è stata netta: una marcia indietro. Con un annuncio ufficiale su Xbox Wire, l’azienda ha tagliato il prezzo di Game Pass Ultimate da 29,99 a 22,99 dollari al mese e quello di PC Game Pass da 16,49 a 13,99 dollari. In Europa, secondo le testate di settore e quanto riportato da The Game Business, l’Ultimate è sceso da 26,99 € a 20,99 € al mese.
I tagli sono entrati in vigore immediatamente per i nuovi e per gli abbonati esistenti negli Stati Uniti, con adeguamenti proporzionali in fase di rollout negli altri mercati. È un’inversione di rotta rara per un servizio di questo peso: nel volgere di sette mesi Microsoft è passata dal +50% a una riduzione a doppia cifra, riconoscendo di fatto di aver oltrepassato la soglia di tolleranza dei clienti. La stessa CNBC ha inquadrato il taglio come parte di un più ampio impegno a “ritrovare” il pubblico storico di Xbox.
La tabella che segue ricostruisce la cronologia del prezzo dell’Ultimate, dal lancio del servizio fino al taglio del 2026, e aiuta a visualizzare quanto sia stata anomala la traiettoria recente.
| Data | Evento | Prezzo Ultimate (USA) | Prezzo Ultimate (Europa) |
|---|---|---|---|
| Giugno 2017 | Lancio Xbox Game Pass (console) | 9,99 $/mese | 9,99 €/mese |
| 2019 | Introduzione del piano Ultimate | 14,99 $/mese | 12,99 €/mese |
| Luglio 2024 | Aumento Ultimate | 16,99 → 19,99 $/mese | — |
| 1° ottobre 2025 | Rincaro del 50% e nuovi piani | 29,99 $/mese | 26,99 €/mese |
| 21 aprile 2026 | Taglio dei prezzi | 22,99 $/mese | 20,99 €/mese |
Il prezzo del taglio: niente Call of Duty al day one
Il dietrofront non è stato gratuito, e qui sta l’aspetto più strategico della vicenda. In cambio del taglio del prezzo Game Pass, Microsoft ha annunciato che i futuri capitoli di Call of Duty non arriveranno più al day one su Game Pass Ultimate e PC Game Pass: entreranno in catalogo circa un anno dopo l’uscita. È una decisione che pesa, perché Call of Duty è uno dei franchise più redditizi del pianeta e la sua disponibilità immediata era uno degli argomenti di vendita più forti dell’abbonamento.
Il paradosso è evidente se si guarda alla storia recente. Microsoft ha chiuso nell’ottobre 2023 l’acquisizione di Activision Blizzard per circa 68,7 miliardi di dollari, una delle operazioni più costose della storia tech, anche con l’obiettivo dichiarato di rafforzare Game Pass con i suoi franchise. Portare Call of Duty al day one nel servizio era la dimostrazione plastica di quella strategia. Rimuoverlo, appena due anni e mezzo dopo, segnala un cambio di filosofia: la sostenibilità economica del servizio viene prima della massimizzazione del valore percepito.
Per il giocatore il messaggio è duplice. Da un lato paga meno; dall’altro riceve meno, almeno sul fronte delle uscite di punta. È esattamente il tipo di compromesso che il mercato degli abbonamenti dovrà imparare a gestire: dopo anni di crescita “a tutto compreso”, arriva la fase della selezione e dei costi sotto controllo.
Asha Sharma e il nuovo corso di Xbox
Il taglio dei prezzi non è arrivato nel vuoto. Il 20 febbraio 2026, con un annuncio sul blog ufficiale Microsoft, l’azienda ha comunicato il pensionamento di Phil Spencer, storico volto di Xbox, e la nomina di Asha Sharma a executive vice president e CEO di Microsoft Gaming. La scelta ha sorpreso, perché ha scavalcato la presidente di Xbox Sarah Bond, che ha poi lasciato l’azienda. Sharma proveniva dalla guida della divisione CoreAI di Microsoft.
Nel suo messaggio di insediamento, Sharma ha promesso di reinvestire sui fan e sui giocatori storici di Xbox e di non rincorrere efficienze di breve termine né di inondare l’ecosistema di contenuti generati dall’IA a basso valore. Sotto la sua guida l’azienda ha abbandonato il marchio “Microsoft Gaming” tornando semplicemente a “Xbox”, ha archiviato la campagna marketing “This is an Xbox” e ha ribadito l’impegno verso uno sviluppo guidato dall’uomo.
In questa cornice, il taglio del prezzo Game Pass di aprile assume un significato preciso: è il primo atto concreto e ad alta visibilità della nuova gestione, pensato per ricucire il rapporto con una base utenti irritata. La rimozione del day one per Call of Duty, sempre nell’ottica della sostenibilità, è l’altra faccia della stessa medaglia. Il messaggio che il nuovo corso vuole trasmettere è quello di un’azienda che mette i giocatori prima delle metriche di crescita trimestrali.
Game Pass vs PS Plus vs Nintendo Switch Online: il confronto sui prezzi
Per valutare se il nuovo prezzo Game Pass sia competitivo, va messo a confronto con i servizi rivali. PlayStation Plus e Nintendo Switch Online seguono filosofie diverse: il primo punta su un ricco catalogo on-demand e classici in streaming, il secondo su un canone basso pensato soprattutto per il gioco online e una libreria retro. La tabella seguente raccoglie i listini europei aggiornati.
| Servizio | Piano | Prezzo mensile | Prezzo annuale |
|---|---|---|---|
| Xbox Game Pass | Essential | 8,99 € | — |
| Xbox Game Pass | Premium | 12,99 € | — |
| Xbox Game Pass | PC Game Pass | 14,99 € | — |
| Xbox Game Pass | Ultimate (post-taglio) | 20,99 € | — |
| PlayStation Plus | Essential | 10,99 € | 71,99 € |
| PlayStation Plus | Extra | — | 125,99 € |
| PlayStation Plus | Premium | — | 151,99 € |
| Nintendo Switch Online | Individuale | — | 19,99 € |
| Nintendo Switch Online | + Pacchetto aggiuntivo (Individuale) | — | 39,99 € |
PlayStation Plus: anche Sony ha alzato i prezzi
Sony non è rimasta a guardare. I piani annuali di PlayStation Plus in Europa restano l’opzione più conveniente a parità di tier — 71,99 € per Essential, 125,99 € per Extra e 151,99 € per Premium — ma anche Sony ha ritoccato i listini mensili: dal 20 maggio 2026 l’Essential mensile è passato a 10,99 € e il trimestrale a 30,99 €. Il messaggio è chiaro: l’intero comparto sta spingendo i prezzi verso l’alto, e Game Pass non è un’eccezione isolata.
Nintendo Switch Online: l’opzione economica
Sul fronte opposto c’è Nintendo, che con Switch Online mantiene un canone basso: 19,99 € l’anno per il piano individuale, 34,99 € per quello famiglia, con il Pacchetto aggiuntivo che porta queste cifre rispettivamente a 39,99 € e 69,99 €. È un servizio meno generoso in termini di catalogo day one, ma rende evidente quanto sia diverso il posizionamento: dove Game Pass Ultimate chiede oltre 250 € l’anno (a canone mensile), Nintendo si ferma a una frazione di quella spesa.
L’impatto sul mercato degli abbonamenti gaming
Il caso dell’aumento prezzo Game Pass va oltre Xbox: è un segnale per l’intero mercato degli abbonamenti gaming. Per anni il modello “Netflix dei videogiochi” è stato venduto come la naturale evoluzione del settore, capace di sostituire l’acquisto dei singoli titoli. Il +50% del 2025 e la successiva retromarcia hanno mostrato i limiti di quella narrazione: la disponibilità a pagare ha un tetto, e i contenuti al day one — i più costosi da finanziare — sono proprio quelli che mettono sotto pressione i conti.
Il fenomeno della “subscription fatigue” è centrale. Tra streaming video, musica, cloud e ora gaming, le famiglie europee gestiscono un numero crescente di canoni mensili e tagliano quelli percepiti come meno essenziali alla prima stretta sul budget. Quando Game Pass Ultimate ha sfiorato i 27 € al mese, per molti è diventato il primo candidato alla disdetta, soprattutto tra chi gioca poco o in modo stagionale.
C’è poi una lezione sulla trasparenza dei dati. L’assenza di numeri ufficiali aggiornati dal 2024 ha amplificato l’effetto dell’ammissione sui “milioni di abbonati”: senza una base di riferimento condivisa, ogni notizia negativa pesa di più. Per un servizio che ambisce a essere il cuore della strategia Xbox, la mancanza di metriche chiare è un problema di credibilità oltre che di comunicazione.
Contesto storico: dal 2017 ai 34 milioni di abbonati
Per dare profondità ai numeri serve un po’ di storia. Xbox Game Pass è nato nel giugno 2017 come servizio per console a 9,99 dollari al mese, un’idea allora considerata rivoluzionaria. Nel 2019 sono arrivati la versione PC e soprattutto il piano Ultimate, che univa Game Pass console, PC e Xbox Live Gold in un unico abbonamento. La promessa era semplice e potente: un’unica quota per accedere a centinaia di giochi su qualsiasi schermo.
La crescita è stata rapida fino al traguardo dei 34 milioni di abbonati comunicato nel febbraio 2024. Quel numero, però, già conteneva un asterisco: includeva le conversioni di Xbox Live Gold in Game Pass Core, gonfiando il dato rispetto agli utenti “premium” effettivi. Da allora il silenzio sui totali ha alimentato il sospetto che la crescita organica si fosse fermata, ipotesi indirettamente confermata dall’ammissione del 2026.
In mezzo c’è stata l’acquisizione di Activision Blizzard, chiusa nell’ottobre 2023 per circa 68,7 miliardi di dollari. L’integrazione di franchise come Call of Duty doveva essere il carburante per una nuova fase di espansione. La parabola 2025-2026 racconta invece un capitolo diverso: prima la spinta sui prezzi per monetizzare quel catalogo, poi la frenata di fronte alle disdette. Per approfondire come si muove il settore in Italia, è utile il quadro tracciato nella nostra analisi del mercato videogiochi in Italia nel 2025.
Cosa significa per i giocatori italiani ed europei
Per chi gioca in Italia, la notizia concreta è il ritorno a un prezzo Game Pass Ultimate più sostenibile, attorno ai 20,99 € al mese dopo il taglio di aprile. Microsoft ha inoltre riportato l’offerta del primo mese a 1 euro, una leva classica di riacquisizione pensata proprio per recuperare gli abbonati persi. Per gli utenti europei che erano stati protetti dal congelamento del 2025, l’impatto del rincaro è stato di fatto ammortizzato: molti non hanno mai toccato i 26,99 € pieni.
La domanda pratica è se Game Pass convenga ancora. La risposta dipende dal profilo: per chi gioca molto e segue le uscite first-party (esclusi i futuri Call of Duty al day one), 20,99 € al mese restano competitivi rispetto al prezzo pieno dei singoli titoli. Per il giocatore occasionale, invece, il confronto con un PlayStation Plus Extra annuale o con Nintendo Switch Online può risultare più favorevole. Vale la regola di sempre: conviene attivare l’abbonamento nei mesi in cui si gioca davvero e sospenderlo nei periodi morti. Chi sta scegliendo l’hardware su cui giocare può partire dal nostro confronto tra Nintendo Switch 2 e Steam Deck OLED.
C’è infine il tema della sicurezza dell’account, spesso trascurato. Un abbonamento attivo con metodo di pagamento collegato è un bersaglio appetibile: proteggerlo con una password robusta e l’autenticazione a due fattori è essenziale, come spieghiamo nella guida alla sicurezza delle password. Il rischio è concreto, considerando i 16 miliardi di credenziali esposte nel 2026 che alimentano furti di account di gioco e abbonamenti.
Previsioni: cosa aspettarsi da Game Pass nel resto del 2026
Sulla base dei dati disponibili e della dinamica degli ultimi mesi, ecco le nostre previsioni editoriali per la seconda metà del 2026.
- Il taglio si estenderà a tutta l’Europa. Gli adeguamenti “proporzionali” annunciati il 21 aprile dovrebbero stabilizzare l’Ultimate europeo attorno ai 20,99 € entro l’estate, allineando i mercati UE al nuovo listino statunitense.
- Microsoft resterà silenziosa sui numeri. Difficilmente vedremo un nuovo totale ufficiale di abbonati a breve: l’ultimo resta quello dei 34 milioni del febbraio 2024, e l’azienda eviterà di certificare l’entità delle perdite.
- Meno day one, più selezione. La rimozione di Call of Duty dal lancio è probabilmente l’inizio di una strategia più prudente sui costi: aspettiamoci una curatela più attenta delle uscite di punta nel catalogo.
- I concorrenti osserveranno con attenzione. Sony e Nintendo monitoreranno la reazione del pubblico al dietrofront di Xbox: non è escluso che il caso Game Pass induca maggiore cautela sui futuri ritocchi di prezzo, o nuove promozioni difensive.
- Focus sulla retention. Tra prova a 1 euro, bundle e spinta sul cloud e sul multipiattaforma, Xbox punterà più a trattenere e riconquistare gli abbonati che a una crescita aggressiva del listino.
Domande frequenti sull’aumento prezzo Game Pass
Di quanto è aumentato il prezzo di Game Pass nel 2025?
Il 1° ottobre 2025 Xbox Game Pass Ultimate è passato da 17,99 € a 26,99 € al mese in Europa, un aumento del 50% (da 19,99 a 29,99 dollari negli USA). Il piano Essential è salito da 6,99 € a 8,99 €, mentre il nuovo Premium è sceso a 12,99 €.
Quanto costa oggi Xbox Game Pass Ultimate?
Dopo il taglio del 21 aprile 2026, Game Pass Ultimate è sceso a 22,99 dollari al mese negli Stati Uniti e a circa 20,99 € in Europa. Anche PC Game Pass è stato ridotto, da 16,49 a 13,99 dollari.
Perché Xbox ha tagliato i prezzi del Game Pass?
Perché l’aumento del 2025 aveva causato la perdita di “milioni di abbonati”, come ammesso dal chief strategy officer Matthew Ball. Il taglio rientra nel nuovo corso guidato da Asha Sharma, nominata CEO di Microsoft Gaming nel febbraio 2026.
Call of Duty è ancora su Game Pass al day one?
No. In cambio del taglio dei prezzi, i futuri capitoli di Call of Duty non arriveranno più al lancio su Game Pass Ultimate e PC Game Pass, ma circa un anno dopo l’uscita.
Quanti abbonati ha Xbox Game Pass?
L’ultimo dato ufficiale è di 34 milioni di abbonati, comunicato nel febbraio 2024 e comprensivo delle conversioni da Xbox Live Gold. Microsoft non ha più pubblicato un totale aggiornato da allora.
Conviene di più Game Pass o PlayStation Plus in Europa?
Dipende dall’uso. PlayStation Plus Extra annuale (125,99 €) è spesso più economico su base annua, mentre Game Pass Ultimate (20,99 €/mese) offre più giochi first-party al day one. Per il gioco occasionale, Nintendo Switch Online (da 19,99 €/anno) resta l’opzione più economica.
L’aumento ha colpito tutti gli abbonati europei?
No. In diversi Paesi UE gli abbonati esistenti con rinnovo automatico sono stati esentati dal rincaro, come confermato dalla responsabile comunicazione Xbox Kari Perez. Il prezzo pieno di 26,99 € ha colpito soprattutto i nuovi clienti.
Approfondimenti correlati
- Switch 2 vs Steam Deck OLED: €470 vs €779 [2026]
- Mercato Videogiochi Italia 2025: €2,4 Mld, −1% [2026]
- Tutte le notizie su gaming ed esports
- Sicurezza delle password: lunghezza, hashing e secondo fattore
- 16 Miliardi di Credenziali Esposte: il Leak più Grande della Storia [2026]
Articolo pubblicato il 30 giugno 2026. Tutti i prezzi e i dati citati si riferiscono al periodo ottobre 2025 – giugno 2026 e provengono da fonti ufficiali (Xbox Wire, blog Microsoft) e dalla stampa di settore. I listini possono variare in base al mercato e al tipo di abbonamento.



