Due nomi dominano ogni conversazione sui SOC europei quando si parla di endpoint detection and response: CrowdStrike Falcon e SentinelOne Singularity. Nel 2026 entrambi restano nel quadrante Leader di Gartner per le piattaforme di protezione degli endpoint, ma le strade delle due aziende si sono allontanate su prezzo, scala finanziaria e strategia di intelligenza artificiale. CrowdStrike ha chiuso l’anno fiscale 2026 (terminato il 31 gennaio 2026) con un ARR di 5,25 miliardi di dollari, in crescita del 24% su base annua. SentinelOne, nello stesso periodo fiscale, ha raggiunto un ARR di 1.119,1 milioni di dollari, il 22% in più rispetto all’anno precedente. La differenza di scala è enorme, quasi cinque volte, ma non basta da sola a decidere quale piattaforma scegliere per un’azienda italiana o europea. Questo confronto mette a fianco specifiche tecniche, risultati dei test MITRE ATT&CK, prezzi, posizionamento Gartner e casi d’uso concreti, con l’obiettivo di aiutare chi deve firmare un contratto EDR nei prossimi mesi. Il momento non è casuale: molte aziende italiane stanno rinnovando i contratti di sicurezza endpoint proprio in vista degli obblighi di segnalazione della direttiva NIS2 e delle scadenze del Cyber Resilience Act, e la scelta del fornitore giusto pesa sia sul budget sia sulla capacità reale di rispondere a un incidente in poche ore invece che in giorni.

EDR e XDR: la differenza che conta prima di scegliere

Un antivirus tradizionale confronta i file con un database di firme note. Un EDR (endpoint detection and response) osserva invece il comportamento dei processi in tempo reale, registra ogni azione sospetta e permette a un analista di isolare una macchina compromessa in pochi secondi. L’XDR (extended detection and response) allarga lo stesso principio oltre l’endpoint, incrociando dati da rete, identità, cloud e posta elettronica per ricostruire un attacco che attraversa più sistemi. Sia Falcon sia Singularity vendono oggi entrambe le categorie sotto lo stesso tetto, spingendo i clienti verso pacchetti che uniscono EDR, XDR e funzioni di risposta automatizzata.

Questo cambio di terminologia non è solo marketing. Un endpoint compromesso nel 2026 raramente resta isolato: un attaccante che ottiene l’accesso a un laptop aziendale prova quasi sempre a muoversi lateralmente verso identità cloud, repository di codice o strumenti SaaS collegati. Un EDR puro vede solo il primo pezzo della catena. Un XDR, correlando telemetria da più fonti, aumenta le probabilità di intercettare il resto dell’attacco prima che raggiunga dati critici, anche se questo comporta un costo di licenza più alto e una configurazione iniziale più complessa.

La ricerca in questo campo si sposta rapidamente. Nel 2025 e nel 2026 il tema dominante non è più solo “rileva la minaccia” ma “indaga e rispondi al posto dell’analista”. CrowdStrike e SentinelOne hanno lanciato entrambe agenti basati su modelli linguistici capaci di aprire un’indagine, raccogliere prove e proporre un’azione di contenimento senza intervento umano diretto. Per un SOC italiano con organico limitato, questa automazione pesa quanto (o più di) un singolo punto percentuale di rilevamento in un test di laboratorio.

Il motivo è semplice: in Italia, come nel resto d’Europa, la carenza di analisti di sicurezza qualificati resta un vincolo strutturale per molte aziende medio-piccole. Un team di due o tre persone non può presidiare manualmente ogni alert generato da migliaia di endpoint, e ogni ora spesa a validare un falso positivo è un’ora sottratta alla caccia a una minaccia reale. Per questo i vendor spingono ormai la conversazione oltre il semplice tasso di rilevamento, verso quanto lavoro resta da fare a un essere umano dopo che l’allarme è scattato.

CrowdStrike Falcon: piattaforma e novità 2025-2026

CrowdStrike Falcon nasce come agente cloud-native leggero installato sull’endpoint, con l’intelligenza di rilevamento centralizzata nel Threat Graph di CrowdStrike. Nella release Fall 2025, annunciata il 16 settembre 2025, l’azienda ha introdotto quello che definisce un “AI-ready data layer” e ha ampliato le capacità agentiche della piattaforma per unificare dati, intelligence e agenti sotto un’unica governance. Il pezzo centrale è Charlotte AI AgentWorks, presentato come il primo ambiente no-code del settore per costruire, testare e orchestrare agenti di sicurezza tramite istruzioni in linguaggio naturale, senza scrivere codice.

Ad agosto 2026 CrowdStrike ha ampliato l’iniziativa con la cosiddetta “Agentic Security Workforce”: sette agenti AI pronti all’uso, coordinati da Charlotte AI, dedicati a compiti come generazione di workflow, assistenza alle indagini e automazione delle risposte. A ottobre 2025, in occasione della conferenza Fal.Con, l’azienda ha inoltre mostrato una nuova interfaccia console dinamica e personalizzata per ruolo, alimentata da CrowdStrike Enterprise Graph, disponibile in anteprima pubblica per i clienti Falcon Cloud Security e Falcon Exposure Management. Il pacchetto Falcon Complete Next-Gen MDR, il servizio di rilevamento e risposta gestita, usa oggi Charlotte AI per accelerare il triage degli analisti umani, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi di indagine.

Oltre all’endpoint puro, Falcon include moduli venduti separatamente ma integrati nella stessa console: Falcon Cloud Security per il monitoraggio dei workload in AWS, Azure e Google Cloud, Falcon Identity Protection per rilevare movimenti laterali basati su credenziali compromesse, e Falcon Exposure Management per la gestione della superficie di attacco esterna. Ad aprile 2025, in occasione della conferenza RSA, CrowdStrike ha aggiunto Charlotte AI Agentic Response e Charlotte AI Agentic Workflows: la prima automatizza domande e risposte investigative come farebbe un analista senior, la seconda si collega ai workflow drag-and-drop di Falcon Fusion SOAR per decidere, ad esempio, se isolare un dispositivo e generare comunicazioni tecniche o esecutive con traduzione automatica per team internazionali.

SentinelOne Singularity: piattaforma e novità 2025-2026

SentinelOne punta da sempre sull’autonomia dell’agente endpoint, capace di isolare e ripristinare una macchina anche senza connessione al cloud. Nel 2025 e nel 2026 l’azienda ha spostato il centro dell’innovazione su Purple AI, il proprio motore di intelligenza artificiale per la sicurezza. Il 17 giugno 2026 SentinelOne ha reso disponibile in prova gratuita, dentro tutte le console Singularity Platform, la funzione Purple AI Agentic Investigation, che consente ai clienti nuovi ed esistenti di avviare indagini agentiche usando crediti Singularity senza costi aggiuntivi durante il periodo di prova.

A marzo 2026, durante RSAC, SentinelOne ha annunciato la disponibilità generale di Auto Investigation con un solo clic, integrata nativamente nella piattaforma, per lanciare un’indagine agentica completa con un’unica azione dell’analista. Il 3 agosto 2026 l’azienda ha aggiunto funzioni di risposta chiusa e governata (governed closed-loop response), costruite sopra Purple AI Agentic Investigation e sui workflow di Singularity Hyperautomation: un workflow può ora richiamare un’indagine Purple AI da qualsiasi punto del processo, importare il verdetto completo con le prove, farlo ragionare tramite LLM Actions ed eseguire blocchi di risposta riutilizzabili già validati. È una risposta diretta all’approccio agentico di CrowdStrike, con un’enfasi dichiarata sulla governance delle azioni automatiche piuttosto che sulla loro semplice esistenza.

Sul fronte cloud e asset discovery, SentinelOne mantiene Singularity Cloud Security per la protezione dei workload e Singularity Ranger per l’identificazione automatica di dispositivi non gestiti in rete, una funzione spesso citata dai clienti come determinante negli ambienti industriali dove non tutti i sistemi possono ospitare un agente tradizionale. La società continua inoltre a investire sul canale MSP, con licenze pensate per la gestione multi-tenant di decine di clienti PMI da un’unica console, un modello di vendita che in Italia si sovrappone spesso a quello dei system integrator regionali.

Tabella comparativa: Falcon contro Singularity punto per punto

La tabella seguente riassume le caratteristiche principali delle due piattaforme così come risultano da fonti ufficiali e da comunicati aziendali pubblicati tra il 2025 e il 2026. Ogni riga confronta un aspetto che in genere finisce in un capitolato di gara: dal motore di intelligenza artificiale fino al segmento di mercato in cui il fornitore ha la reputazione più solida, passando per i numeri finanziari che indicano la sostenibilità dell’investimento nel lungo periodo.

CaratteristicaCrowdStrike FalconSentinelOne Singularity
Motore AI di puntaCharlotte AI + AgentWorksPurple AI + Agentic Investigation
Architettura agenteCloud-native, richiede connessione per piena visibilitàAutonoma anche offline, con azioni locali sull’endpoint
Automazione SOARFalcon Fusion SOAR con workflow drag-and-dropSingularity Hyperautomation con LLM Actions
MITRE ATT&CK Enterprise 2025100% rilevamento, 100% protezione, 0 falsi positivi (dichiarato da CrowdStrike)Risultati dettagliati per round 2025-2026 non pubblicati integralmente da SentinelOne
Gartner Magic Quadrant EPP 2025Leader per la sesta volta consecutivaLeader per la quinta volta consecutiva
ARR più recente5,25 miliardi $ al 31 gennaio 2026 (+24% su base annua)1.119,1 milioni $ per l’anno fiscale 2026 (+22% su base annua)
Console personalizzata per ruoloSì, in anteprima pubblica da ottobre 2025 (Falcon Cloud Security, Exposure Management)Console unica Singularity con moduli attivabili
Modulo MDR gestitoFalcon Complete Next-Gen MDRVigilance / Managed detection tramite partner
Focus dichiarato 2026“Agentic SOC” con sette agenti dedicati“Autonomous SOC” con risposta chiusa e governata
Ambienti copertiEndpoint, cloud, identità, browser/SaaSEndpoint, cloud, identità, dati
Segmento di mercato prevalenteGrande impresa e settore pubblicoImpresa media e grande, forte in ambito autonomo/SMB

MITRE ATT&CK Enterprise Evaluations 2025: chi rileva di più

Il test più citato dai buyer di sicurezza resta la valutazione MITRE ATT&CK Enterprise, gestita da MITRE Engenuity in modo indipendente dai vendor. Nel round 2025, con i risultati pubblicati il 10 dicembre 2025, CrowdStrike dichiara di aver ottenuto il 100% di copertura in rilevamento e il 100% in protezione su tutte le tecniche testate, con zero falsi positivi. L’azienda definisce questo round “il più impegnativo tecnicamente nella storia del programma” e lo comunica come risultato “impeccabile” nel proprio blog ufficiale.

SentinelOne non ha pubblicato, alla data di questo articolo, una scheda altrettanto dettagliata per il round 2025-2026 con le stesse percentuali granulari mostrate da CrowdStrike. Nei round precedenti l’azienda ha storicamente rivendicato coperture di rilevamento vicine al 100% con configurazioni “out of the box”, cioè senza intervento manuale degli analisti durante il test, un dettaglio che pesa quanto la percentuale finale perché misura quanto lavoro extra serve in produzione. Un’analisi comparativa di settore pubblicata a luglio 2026 nota che CrowdStrike, SentinelOne e Microsoft Defender risultano tutti e tre nel quadrante Leader di Gartner in vista del 2026, un episodio raro di parità a tre nella parte alta della classifica, pur con differenze marcate nei dettagli dei singoli test. Per chi deve prendere una decisione di acquisto, la fonte primaria resta il portale ufficiale di MITRE Engenuity, che pubblica le matrici tecnica per tecnica di ogni vendor partecipante, comprese eventuali configurazioni di test dichiarate.

Falsi positivi e carico di lavoro del SOC: il numero che spesso si trascura

Un tasso di rilevamento alto significa poco se l’agente genera anche un flusso costante di falsi allarmi. CrowdStrike rivendica zero falsi positivi nel round MITRE ATT&CK Enterprise 2025, un dato che l’azienda cita spesso insieme alla percentuale di rilevamento, proprio perché i due numeri vanno letti insieme: un motore che segnala tutto come sospetto ottiene una copertura alta ma costringe il team a validare centinaia di alert inutili ogni settimana. SentinelOne punta storicamente sulla stessa equazione dal lato opposto, enfatizzando la capacità dell’agente di agire in autonomia (isolamento, rollback, remediation) senza attendere conferma umana, il che riduce il carico sugli analisti anche quando la percentuale di rilevamento pubblicata non è scomposta nel dettaglio.

Per un buyer italiano la domanda pratica da porre in fase di proof of concept non è “quale dei due rileva di più” ma “quanti alert arrivano davvero alla coda dell’analista dopo un mese di traffico reale”. Nessuna scheda tecnica pubblica risponde a questa domanda meglio di un test diretto sull’infrastruttura del cliente, perché il volume di falsi positivi dipende tanto dalla configurazione quanto dal motore stesso.

Oltre Falcon e Singularity: gli altri attori del mercato EDR

Nessun confronto EDR è completo ignorando il resto del mercato. Microsoft Defender for Endpoint compare regolarmente accanto a CrowdStrike e SentinelOne nel quadrante Leader di Gartner per le Endpoint Protection Platform, spinto dal vantaggio naturale dell’integrazione nativa con Windows e con il resto della suite Microsoft 365 Defender. Palo Alto Cortex XDR/XSOAR e Splunk Enterprise Security restano invece più orientati alla grande impresa con un SOC strutturato attorno a un SIEM centrale, dove l’EDR è solo una delle fonti di telemetria da correlare insieme a rete, identità e log applicativi.

Per un’azienda europea già cliente Microsoft 365 E5, Defender for Endpoint resta spesso il concorrente più concreto da confrontare a livello di costo totale, perché parte di quella spesa è già inclusa nella licenza esistente. Falcon e Singularity restano invece i due nomi da valutare quando la priorità è un agente EDR indipendente dal fornitore del sistema operativo, con un ciclo di rilascio di nuove funzioni più rapido rispetto ai grandi ecosistemi generalisti.

Prezzi e piani: quanto costano Falcon e Singularity

Né CrowdStrike né SentinelOne pubblicano un listino prezzi ufficiale e dettagliato sul proprio sito: entrambe le aziende vendono tramite preventivo personalizzato, con sconti legati al volume di endpoint e alla durata del contratto. La tabella seguente riporta stime raccolte da rivenditori, partner MSP e siti di comparazione indipendenti, utili come ordine di grandezza ma non come tariffario ufficiale.

PianoCrowdStrike FalconStima prezzo/endpoint/mese
Ingresso (SMB)Falcon Gocirca 7-10 $
IntermedioFalcon Procirca 12-16 $
EnterpriseFalcon Enterprisecirca 18-25 $
PianoSentinelOne SingularityStima prezzo/endpoint/mese
IngressoSingularity Corecirca 6-8 $
IntermedioSingularity Controlcirca 8-12 $
CompletoSingularity Completecirca 12-16 $

Sui volumi tipici di una media impresa italiana, tra 500 e 2.000 endpoint, i due fornitori finiscono spesso in una fascia di prezzo comparabile una volta negoziato lo sconto enterprise, con SentinelOne leggermente più aggressivo sul piano di ingresso e CrowdStrike che tende a recuperare margine sui moduli aggiuntivi (identità, cloud, esposizione) venduti come componenti separati del pacchetto Falcon.

Un consiglio pratico per chi negozia un contratto pluriennale: chiedere sempre il prezzo con e senza i moduli AI più recenti (Charlotte AI AgentWorks, Purple AI Agentic Investigation), perché alcuni di questi restano oggi in fase di trial gratuito o di rollout progressivo e potrebbero diventare a pagamento entro la fine del contratto. Chiedere per iscritto la politica di prezzo futura di questi moduli evita sorprese al momento del rinnovo, un problema comune con i fornitori che lanciano funzioni AI in beta gratuita per poi monetizzarle un anno dopo.

Gartner Magic Quadrant 2025: entrambi Leader, percorsi diversi

Il 17 luglio 2025 Gartner ha confermato CrowdStrike come Leader nel Magic Quadrant per le Endpoint Protection Platform per la sesta volta consecutiva. CrowdStrike sottolinea di essere posizionata più a destra per “Completeness of Vision” e più in alto per “Ability to Execute” tra i quindici vendor valutati. Due giorni prima, il 15 luglio 2025, SentinelOne ha annunciato lo stesso riconoscimento di Leader per il quinto anno consecutivo, con la piattaforma Singularity citata per la protezione autonoma pensata sia per le piccole e medie imprese sia per la grande azienda.

Entrambe le aziende restano quindi nella stessa area del grafico Gartner, quella riservata ai fornitori con visione di prodotto solida e capacità di esecuzione dimostrata sul mercato. La differenza principale non è la presenza nel quadrante Leader, che entrambe hanno, ma la distanza relativa dagli altri concorrenti: CrowdStrike rivendica la posizione più avanzata sull’asse della visione, un dato coerente con la scala finanziaria molto più ampia dell’azienda rispetto a SentinelOne.

ARR, ricavi e crescita: le due aziende a confronto

Sul piano finanziario la distanza tra le due aziende è netta. CrowdStrike ha chiuso il quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 (terminato il 31 gennaio 2026) con ricavi trimestrali di 1,31 miliardi di dollari, in crescita del 23% rispetto a 1,06 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente, e un utile per azione di 1,12 dollari. L’ARR di fine periodo ha raggiunto 5,25 miliardi di dollari, il 24% in più su base annua. Nel trimestre successivo, chiuso il 30 aprile 2026, l’ARR è salito ulteriormente a 5,51 miliardi di dollari, sempre con una crescita del 24% anno su anno, secondo i dati finanziari pubblicati dall’azienda a giugno 2026.

SentinelOne, nel proprio anno fiscale 2026 (rendicontato a marzo 2026), ha registrato un ARR di 1.119,1 milioni di dollari, in crescita del 22% su base annua, spinto secondo l’azienda soprattutto da nuovi clienti e dall’adozione di moduli aggiuntivi della piattaforma da parte dei clienti esistenti. Un trimestre precedente, al 31 luglio 2025, l’ARR si era fermato a 1,0 miliardo di dollari, con una crescita del 24% anno su anno. Mettendo a confronto gli ultimi dati disponibili, l’ARR di CrowdStrike risulta circa 4,7 volte quello di SentinelOne, una proporzione che si è mantenuta stabile negli ultimi trimestri nonostante tassi di crescita percentuale simili tra le due aziende.

Presenza in Europa, Italia e conformità GDPR

Entrambi i fornitori vendono attivamente sul mercato italiano ed europeo tramite reti di partner e distributori locali, con clienti in settori regolamentati come banche, assicurazioni e pubblica amministrazione. Le due aziende offrono opzioni di elaborazione dei dati all’interno dell’Unione Europea per rispondere ai requisiti di residenza dei dati richiesti da molte organizzazioni pubbliche e da settori sotto stretta vigilanza normativa. In entrambi i casi il fornitore agisce come responsabile del trattamento (data processor) verso il cliente, con accordi di trattamento dati (DPA) e clausole contrattuali standard disponibili per i clienti europei, in linea con gli obblighi del GDPR.

Per un’azienda italiana soggetta agli obblighi della direttiva NIS2 o del Cyber Resilience Act, il punto da verificare in fase di gara non è tanto l’esistenza generica di un’infrastruttura europea, quanto il perimetro esatto: quali dati restano fuori dall’UE, quali log di telemetria vengono replicati negli Stati Uniti per motivi di threat intelligence globale, e quali garanzie contrattuali specifiche il fornitore è disposto a mettere per iscritto. Su questo punto la documentazione va richiesta caso per caso ai team commerciali locali, perché le pagine pubbliche dei due vendor restano generiche.

5 casi d’uso reali: quale piattaforma per quale azienda

La scelta tra Falcon e Singularity cambia parecchio a seconda del profilo dell’organizzazione. Ecco cinque scenari concreti applicabili al mercato italiano ed europeo.

  • Banca o assicurazione con SOC interno h24: il volume di moduli aggiuntivi di CrowdStrike (identità, esposizione, cloud) e l’integrazione con Falcon Fusion SOAR aiutano un team maturo a costruire playbook complessi su una singola piattaforma, riducendo il numero di console da presidiare durante un incidente.
  • PMI manifatturiera senza analisti di sicurezza dedicati: l’agente autonomo di SentinelOne, capace di isolare e ripristinare un endpoint anche senza connessione stabile al cloud, riduce il rischio in reti OT o filiali con banda limitata, uno scenario comune negli stabilimenti produttivi del Nord Italia.
  • Pubblica amministrazione locale con budget vincolato da gara: il piano Singularity Core o Control di SentinelOne, con prezzo di ingresso stimato più basso, si adatta meglio a capitolati con soglie di spesa rigide, mentre Falcon Go di CrowdStrike resta l’alternativa diretta sullo stesso segmento.
  • Gruppo multinazionale con filiali fuori UE: la scala di CrowdStrike, con un ARR quasi cinque volte superiore e una rete di data center globale più estesa, offre più garanzie di continuità del supporto in fusi orari diversi, un fattore rilevante per gruppi industriali con stabilimenti anche in Asia o Nord America.
  • MSP che gestisce sicurezza per decine di clienti PMI: entrambe le piattaforme offrono console multi-tenant, ma la disponibilità di Falcon Complete Next-Gen MDR come servizio gestito diretto di CrowdStrike consente a un MSP più piccolo di appoggiarsi al vendor per il primo livello di triage, mentre SentinelOne lascia più spesso questo ruolo a partner Vigilance certificati.

In tutti e cinque gli scenari il fattore decisivo raramente è la percentuale di rilevamento riportata da un test di laboratorio. Conta di più quanto la piattaforma si integra con i processi già esistenti dell’organizzazione, quanto personale serve per gestirla a regime e quanto è semplice dimostrare la conformità a un auditor esterno durante un controllo NIS2 o durante una verifica assicurativa cyber, sempre più comune per le polizze che coprono il rischio ransomware.

Guida alla migrazione: come passare da un EDR all’altro

Sostituire un EDR non è mai un’operazione da eseguire in un weekend, soprattutto su una flotta di endpoint superiore alle poche centinaia di macchine. Ecco i passaggi che riducono il rischio di lasciare buchi di visibilità durante il cambio.

  1. Mappare l’inventario completo di endpoint, server e workload cloud coperti dall’agente attuale, incluse le eccezioni e le regole di esclusione già configurate nel tempo.
  2. Attivare un periodo di doppia esecuzione (dual-run) di 30-60 giorni, installando il nuovo agente in modalità passiva su un sottoinsieme rappresentativo di macchine prima del rollout completo.
  3. Confrontare gli alert generati dai due agenti sullo stesso traffico reale, per calibrare soglie e regole personalizzate prima di spegnere il vecchio prodotto.
  4. Migrare per primi i gruppi a basso rischio (workstation ufficio), lasciando server critici e ambienti OT per ultimi, quando il team ha già maturato familiarità con la nuova console.
  5. Rivedere tutte le integrazioni esistenti con SIEM, ticketing e strumenti SOAR, verificando che i nuovi connettori (API Falcon o API Singularity) replichino gli stessi flussi di automazione già in produzione.
  6. Disinstallare l’agente precedente solo dopo un periodo di stabilità confermata, e conservare i log storici per il periodo minimo richiesto dalle policy di conformità interne o dalla normativa NIS2.
  7. Pianificare una sessione di formazione per gli analisti SOC sulla nuova console, perché i comandi di query (FQL per Falcon, S1QL per Singularity) non sono intercambiabili e richiedono tempo di adattamento.

Un errore comune è sottovalutare il settimo punto: due team SOC che passano da un vendor all’altro perdono in media diverse settimane di produttività solo per riscrivere le query di caccia alle minacce e le regole di correlazione già affinate nel tempo sul prodotto precedente. Pianificare questo tempo di adattamento nel budget del progetto, invece di considerarlo un dettaglio operativo, evita che la migrazione crei un buco di visibilità proprio nelle settimane più delicate del passaggio.

Query di threat hunting: un esempio pratico

Entrambe le piattaforme espongono un linguaggio di query proprietario per la caccia alle minacce. Di seguito un esempio semplificato che cerca processi PowerShell con parametri di download sospetti, scritto prima nella sintassi Falcon Query Language (FQL) e poi nell’equivalente concettuale per Singularity (S1QL).

# CrowdStrike Falcon - FQL (Event Search)
event_simpleName=ProcessRollup2
| FileName=/powershell\.exe/i
| CommandLine=/(-enc|downloadstring|invoke-webrequest)/i
| table([ComputerName, UserName, CommandLine, timestamp])

# SentinelOne Singularity - S1QL (Deep Visibility / PowerQuery)
event.type = "Process Creation"
AND tgt.process.name contains "powershell.exe"
AND tgt.process.cmdline in contains anycase (
  "-enc", "downloadstring", "invoke-webrequest"
)

La logica è quasi identica: entrambi i motori indicizzano gli eventi di processo e permettono di filtrare per riga di comando. Cambia la sintassi, il modello di indicizzazione sottostante e, soprattutto, la velocità con cui la query gira su una finestra temporale ampia, un aspetto che pesa molto durante un incidente reale con migliaia di endpoint coinvolti e poche ore per ricostruire la kill chain.

Pro e contro di CrowdStrike Falcon

Punti di forza e limiti della piattaforma secondo il posizionamento attuale sul mercato.

  • Pro: risultato dichiarato del 100% su rilevamento e protezione nel round MITRE ATT&CK Enterprise 2025, con zero falsi positivi.
  • Pro: scala aziendale molto ampia (ARR 5,25 miliardi $), che si traduce in investimenti costanti su threat intelligence e nuove funzioni agentiche.
  • Pro: ecosistema di moduli maturo (identità, esposizione, cloud, MDR gestito) integrabile sotto un’unica console, come descritto negli aggiornamenti trimestrali della piattaforma Falcon.
  • Contro: i moduli aggiuntivi oltre l’EDR base sono venduti separatamente, e il costo totale può crescere rapidamente per un’organizzazione che vuole copertura completa.
  • Contro: alcune funzioni avanzate della nuova interfaccia AI-powered restano in anteprima pubblica limitata ad alcuni moduli, non disponibili su tutta la suite.
  • Contro: la complessità del catalogo prodotti (Go, Pro, Enterprise più decine di moduli opzionali) rende difficile confrontare due preventivi di rivenditori diversi senza l’aiuto di un consulente specializzato.

Pro e contro di SentinelOne Singularity

Punti di forza e limiti della piattaforma concorrente.

  • Pro: agente autonomo capace di isolare e ripristinare un endpoint anche offline, un vantaggio concreto per filiali con connettività instabile.
  • Pro: piano di ingresso stimato più economico, adatto a PMI e pubbliche amministrazioni con budget vincolato.
  • Pro: Purple AI Agentic Investigation disponibile in prova gratuita dentro tutte le console dal giugno 2026, senza costo aggiuntivo durante il periodo di test.
  • Contro: scala finanziaria e organico molto più piccoli di CrowdStrike, con un ARR pari a circa un quinto di quello del concorrente.
  • Contro: risultati dettagliati e granulari del round MITRE ATT&CK Enterprise 2025-2026 meno pubblicizzati rispetto a quelli di CrowdStrike, il che rende più difficile un confronto diretto punto per punto.
  • Contro: il catalogo di moduli avanzati per identità e dati resta meno maturo rispetto a quello di CrowdStrike, con alcune funzioni ancora dipendenti da integrazioni di terze parti.

Verdetto finale: chi vince nel 2026

Non esiste un vincitore assoluto, ma due profili di cliente diversi. Se il criterio principale è la prova più solida e pubblica di efficacia di rilevamento, insieme a un ecosistema di moduli maturo per grandi organizzazioni con budget ampio, CrowdStrike Falcon resta la scelta più difendibile davanti a un comitato di acquisto o a un audit di conformità NIS2. Il risultato del 100% nel round MITRE ATT&CK Enterprise 2025, la sesta conferma consecutiva come Leader Gartner e un ARR quasi cinque volte superiore a quello del concorrente pesano a favore di questa lettura.

Se invece il criterio principale è il costo per endpoint, la resilienza dell’agente in ambienti con connettività scarsa e una crescita rapida delle funzioni agentiche senza dover cambiare fornitore MDR, SentinelOne Singularity offre un rapporto tra prezzo stimato e funzioni più favorevole per PMI, filiali industriali e pubbliche amministrazioni locali. Per un’azienda italiana di medie dimensioni senza SOC interno strutturato, la scelta realistica passa spesso da un proof of concept diretto: installare entrambi gli agenti in modalità passiva sugli stessi 50-100 endpoint per 30 giorni resta il modo più affidabile per verificare quale dei due si comporta meglio sul proprio traffico reale, prima di affidarsi solo ai numeri dei comunicati stampa.

Un ultimo elemento va tenuto presente indipendentemente dalla scelta finale: nessuna delle due piattaforme sostituisce un piano di incident response ben scritto. L’EDR migliore del mondo rileva e contiene, ma la capacità di un’organizzazione di reagire davvero a un ransomware o a un attacco alla supply chain dipende da procedure, ruoli e comunicazioni definite in anticipo, non solo dallo strumento tecnologico installato sugli endpoint.

Domande frequenti

CrowdStrike Falcon e SentinelOne Singularity sono EDR o XDR?

Entrambi partono da un nucleo EDR sull’endpoint e vendono moduli aggiuntivi per estendere la copertura a cloud, identità e rete, rientrando quindi nella definizione di XDR quando i moduli extra sono attivati. La differenza pratica è quanti moduli servono per arrivare a una copertura XDR completa e quanto costa attivarli tutti.

Qual è la differenza principale tra Charlotte AI e Purple AI?

Charlotte AI, il motore di CrowdStrike, punta su un ambiente no-code (AgentWorks) per costruire agenti personalizzati e su una “Agentic Security Workforce” di sette agenti pronti all’uso annunciata ad agosto 2026. Purple AI, il motore di SentinelOne, si concentra su indagini agentiche con un clic e su risposte automatizzate “governate”, cioè con controlli espliciti prima dell’esecuzione, capacità ampliata ad agosto 2026 con Singularity Hyperautomation.

I risultati del test MITRE ATT&CK sono verificabili in modo indipendente?

Sì. MITRE Engenuity pubblica sul proprio portale evals.mitre.org le matrici dettagliate di ogni vendor partecipante, tecnica per tecnica. I comunicati dei singoli vendor, incluso quello di CrowdStrike sul 100% di rilevamento, sintetizzano quei dati ma vale sempre la pena controllare la matrice originale prima di firmare un contratto.

Quanto costa realmente passare da un EDR all’altro?

Il costo della licenza è solo una parte. Il costo nascosto maggiore è il tempo del team SOC per ricalibrare regole, integrazioni SIEM e playbook di risposta durante il periodo di dual-run, che per una flotta di alcune migliaia di endpoint richiede in genere tra 30 e 90 giorni prima dello spegnimento completo del vecchio agente.

SentinelOne o CrowdStrike sono adatti a una PMI italiana con meno di 200 dipendenti?

Sì, entrambi offrono piani di ingresso pensati per organizzazioni più piccole (Falcon Go e Singularity Core), anche se il valore aggiunto pieno delle funzioni agentiche più recenti si vede meglio con volumi di endpoint e budget più ampi, tipici della media e grande impresa.

I dati raccolti da Falcon o Singularity restano in Europa?

Entrambi i vendor offrono opzioni di elaborazione dati all’interno dell’Unione Europea e accordi di trattamento dati conformi al GDPR, ma il perimetro esatto (quali log restano solo in UE e quali vengono condivisi per la threat intelligence globale) va verificato per iscritto con il team commerciale locale prima della firma, soprattutto per enti soggetti a NIS2.

Qual è la piattaforma con l’ARR in crescita più rapida nel 2026?

In termini percentuali le due aziende crescono in modo simile: CrowdStrike ha registrato +24% di ARR anno su anno al 31 gennaio 2026, SentinelOne +22% nello stesso periodo fiscale. In termini assoluti CrowdStrike aggiunge però più ARR netto nuovo ogni trimestre, semplicemente per la scala di partenza molto più ampia.

Conviene affidarsi solo al risultato MITRE ATT&CK per scegliere un EDR?

No. Il test MITRE ATT&CK Enterprise misura la capacità di rilevamento in un ambiente controllato con tecniche note in anticipo dai partecipanti, non replica il traffico reale di un’azienda specifica. È un ottimo punto di partenza per restringere la rosa dei candidati, ma va sempre affiancato da un proof of concept sull’infrastruttura reale del cliente prima della firma del contratto.