Nel panorama dell’emulazione retro su Steam Deck e sui PC portatili Linux, due nomi dominano la conversazione degli appassionati nel 2026: EmuDeck e RetroDECK. Il primo è lo script di installazione che ha reso popolare l’emulazione “pronta all’uso” fin dai primi giorni dello Steam Deck; il secondo è arrivato dopo, proponendo un’architettura completamente sandboxata basata su Flatpak e distribuita esclusivamente tramite Flathub.
La scelta tra i due non è solo una questione di gusto grafico. Cambiano l’architettura, i sistemi operativi supportati, il modello di sicurezza e persino la filosofia di aggiornamento. Questo confronto analizza specifiche, prestazioni reali, casi d’uso e un percorso di migrazione tra le due piattaforme, usando solo dati verificati da fonti ufficiali (repository GitHub, documentazione ufficiale, Flathub) e da testate come XDA Developers e Linuxadictos.
Cos’è EmuDeck
EmuDeck è uno script di installazione open source, pubblicato sul repository GitHub dragoonDorise/EmuDeck con licenza GPL-3.0. A luglio 2026 il progetto conta 3.479 stelle e 90 issue aperte, con commit quasi quotidiani che confermano uno sviluppo estremamente attivo.
A differenza di un pacchetto autonomo, EmuDeck funziona scaricando ed eseguendo uno script bash che installa, configura e collega tra loro emulatori già esistenti (RetroArch, Dolphin, PCSX2, RPCS3 e molti altri) direttamente sul filesystem del sistema operativo host. Il risultato è una cartella ~/Emulation con sottocartelle standard (bios/, roms/<sistema>/, saves/, tools/) e un frontend basato su EmulationStation, con i controlli già mappati sui tasti, i trackpad e i tasti posteriori dello Steam Deck.
Secondo la documentazione ufficiale su manual.emudeck.com, la suite include oltre 25 emulatori (la pagina stessa riporta cifre leggermente incoerenti tra il totale dichiarato e l’elenco effettivo, quindi conviene affidarsi a una stima prudenziale piuttosto che a un numero esatto). L’ultima release taggata su GitHub è la 2.3.8, ma lo sviluppo prosegue con build più recenti sulla stessa linea 2.4, senza un numero di versione superiore ancora pubblicato ufficialmente.
Il punto di forza distintivo di EmuDeck è la disponibilità di installer sia per SteamOS sia per Windows, il che lo rende l’unica delle due suite utilizzabile anche su dispositivi come ROG Ally o Legion Go quando restano sul sistema operativo Windows di fabbrica. A questo si aggiunge l’integrazione automatica con la libreria di Steam: EmuDeck registra i giochi emulati come voci native, lanciabili con lo stesso Steam Input usato per i titoli nativi, senza uscire dalla modalità Gaming di SteamOS.
Il progetto è supportato da una community molto attiva su Discord e Reddit, e la sua natura di script fa sì che gli aggiornamenti dei singoli emulatori arrivino rapidamente non appena i progetti a monte rilasciano nuove versioni.
Va anche detto che EmuDeck non è nato come progetto ufficiale di Valve: è un’iniziativa community, cresciuta organicamente insieme alla popolarità dello Steam Deck dal 2022 in poi, fino a diventare il punto di riferimento non ufficiale per chiunque cerchi emulazione retro “pronta all’uso” su questo hardware. Proprio per questo motivo, EmuDeck non compare nello Store di Steam né riceve alcun tipo di certificazione da Valve: resta uno strumento di terze parti, per quanto ampiamente raccomandato dalla community.
Cos’è RetroDECK
RetroDECK nasce con una filosofia diversa: invece di uno script che modifica il sistema host, è un’unica applicazione Flatpak sandboxata, distribuita esclusivamente tramite Flathub con il comando flatpak install flathub net.retrodeck.retrodeck. Il repository ufficiale è github.com/RetroDECK/RetroDECK, anch’esso con licenza GPL-3.0: a luglio 2026 conta 1.225 stelle e 291 issue aperte, con l’ultimo aggiornamento del codice registrato il 15 luglio 2026.
La documentazione ufficiale, disponibile su retrodeck.readthedocs.io e su retrodeck.net, descrive RetroDECK come una piattaforma “all-in-one” pensata non solo per Steam Deck, ma anche per desktop Linux completi, configurazioni HTPC e PC console basate su Linux come lo Steam Machine di Valve.
L’ultima versione stabile è la 0.10.9b, rilasciata il 30 maggio 2026. A partire dalla 0.10.0b il progetto ha attraversato una riscrittura completa verso un’architettura a sandbox indipendenti per ogni componente, con il runtime Flatpak aggiornato a org.kde.Platform 6.10 e una build finale più leggera di circa 800 MB rispetto alle versioni precedenti.
Il pacchetto comprende 24 componenti divisi in 5 categorie: 4 utility (ES-DE, Flips, PortMaster, Steam ROM Manager), 2 multi-emulatori (MAME, RetroArch), 13 emulatori standalone (Azahar, CEMU, Dolphin, melonDS, PCSX2, Pico-8, Primehack, PPSSPP, RPCS3, Ruffle, Vita3K, XEMU, XRoar), 4 motori di gioco (GZDoom, IKEMEN Go, OpenBOR, Solarus) e 1 componente legacy (DuckStation). Il frontend è ES-DE (EmulationStation Desktop Edition), con un tema grafico personalizzato pensato per gli schermi degli handheld.
A differenza di EmuDeck, RetroDECK è disponibile ufficialmente solo per sistemi Linux x86_64: SteamOS, Bazzite, ChimeraOS e le distribuzioni desktop Linux generiche. Non esiste una build nativa per Windows o macOS: è la differenza più grande tra le due suite, e va tenuta in considerazione prima di scegliere.
Su Flathub, RetroDECK registra circa 13.940 download al mese, un dato utile per misurare l’adozione reale della piattaforma, dal momento che — a differenza di EmuDeck — non esiste un contatore ufficiale di download per uno script distribuito via curl.
RetroDECK è un progetto più giovane di EmuDeck, nato proprio per rispondere ai limiti architetturali di un installer a script su un sistema come SteamOS, dove Valve applica un filesystem in gran parte immutabile e aggiornamenti automatici che possono, in alcuni casi, interferire con modifiche dirette al sistema operativo. Distribuendo tutto tramite Flatpak, RetroDECK evita per costruzione la maggior parte dei conflitti tra aggiornamenti di SteamOS e installazioni di terze parti, un problema che gli utenti EmuDeck occasionalmente segnalano dopo i grandi aggiornamenti di sistema di Valve.
EmuDeck vs RetroDECK: tabella comparativa delle specifiche
Prima di entrare nel dettaglio di ogni singolo aspetto, ecco una tabella riassuntiva che mette a confronto le specifiche principali delle due piattaforme, basata su dati raccolti direttamente da GitHub, Flathub e dalla documentazione ufficiale a luglio 2026.
| Specifica | EmuDeck | RetroDECK |
|---|---|---|
| Repository | github.com/dragoonDorise/EmuDeck | github.com/RetroDECK/RetroDECK |
| Licenza | GPL-3.0 | GPL-3.0 |
| Stelle GitHub | 3.479 | 1.225 |
| Issue aperte | 90 | 291 |
| Ultimo aggiornamento codice | Commit quasi quotidiani | 15 luglio 2026 |
| Ultima versione | Linea 2.4 (tag 2.3.8) | 0.10.9b (30 maggio 2026) |
| Canale di distribuzione | Script bash via curl | Flathub (Flatpak) |
| Sistemi operativi supportati | SteamOS + Windows | Solo Linux x86_64 |
| Frontend | EmulationStation | ES-DE (EmulationStation Desktop Edition) |
| Componenti/emulatori | Oltre 25 emulatori | 24 componenti in 5 categorie |
| Architettura | Non sandboxata (script diretto sull’host) | Sandboxata (Flatpak, per componente) |
| Cartella dati | ~/Emulation | ~/retrodeck |
| Integrazione libreria Steam | Automatica e nativa | Manuale (aggiunta ai preferiti) |
| Download mensili | Non disponibile (non distribuito via Flathub) | Circa 13.940/mese (Flathub) |
Il dato più rilevante che emerge dal confronto diretto è la scelta architetturale opposta: EmuDeck privilegia la compatibilità multi-sistema operativo e l’integrazione nativa con Steam, mentre RetroDECK privilegia l’isolamento, la sicurezza e un pacchetto unico aggiornabile in blocco tramite Flathub.
Architettura a confronto: script installer vs Flatpak sandboxato
La differenza più profonda tra EmuDeck e RetroDECK non è il numero di emulatori inclusi, ma il modo in cui vengono installati ed eseguiti. EmuDeck è, di fatto, un installer: uno script bash che scarica i singoli emulatori, li configura e li integra nel sistema operativo host esattamente come farebbe un utente che installasse ogni componente manualmente, ma in modo automatizzato. Questo significa che ogni emulatore gira con gli stessi permessi dell’utente che ha lanciato lo script, senza barriere aggiuntive tra i vari componenti o tra i componenti e il resto del sistema.
RetroDECK, invece, è distribuito come un singolo pacchetto Flatpak che, a partire dalla riscrittura avviata con la versione 0.10.0b, isola ciascuno dei 24 componenti in una propria sandbox. In pratica, ogni emulatore o utility ha un accesso limitato e definito al filesystem, alla rete e agli altri processi, secondo il modello di permessi tipico di Flatpak. Questo approccio richiede più lavoro di manutenzione da parte degli sviluppatori (ogni componente va “impacchettato” e aggiornato nel rispetto del sandboxing), ma riduce la superficie di attacco complessiva rispetto a uno script che opera senza restrizioni sul sistema host.
Un effetto collaterale di questa architettura è la gestione degli aggiornamenti: con RetroDECK, aggiornare la piattaforma significa aggiornare un solo pacchetto Flatpak, che porta con sé le nuove versioni di tutti i componenti interni. Con EmuDeck, invece, gli aggiornamenti dei singoli emulatori dipendono dai rispettivi progetti a monte e vengono applicati script per script, il che può risultare più rapido per un singolo componente ma meno uniforme nel complesso.
Compatibilità hardware e sistemi operativi supportati
Sul fronte della compatibilità, EmuDeck resta la scelta più flessibile per chi vuole un’unica soluzione su più dispositivi con sistemi operativi diversi. Gli installer ufficiali coprono sia SteamOS (Steam Deck, ma anche distribuzioni derivate come Bazzite) sia Windows, il che lo rende utilizzabile su handheld come ROG Ally o Legion Go quando restano sul sistema Windows preinstallato di fabbrica.
RetroDECK, al contrario, è documentato ufficialmente solo per sistemi Linux x86_64: SteamOS, Bazzite, ChimeraOS, le distribuzioni desktop Linux generiche e lo Steam Machine di Valve. Non esiste alcuna build nativa per Windows o macOS. La documentazione ufficiale estende genericamente il supporto a “handheld x86_64 con supporto Steam Input”, il che rende plausibile il funzionamento anche su un dispositivo SteamOS-native come il Legion Go S, pur restando lo Steam Deck la piattaforma di riferimento primaria documentata.
Questo è probabilmente il criterio più semplice e più immediato per scegliere tra le due suite: se il proprio dispositivo gira su Windows, RetroDECK è semplicemente fuori discussione, ed EmuDeck resta l’unica opzione. Se invece si è già completamente nell’ecosistema Linux (SteamOS o distribuzioni derivate), la scelta si sposta su altri criteri, come l’architettura di sicurezza o le preferenze di interfaccia.
Emulatori e core inclusi in ciascuna suite
Sul piano dei contenuti, le due suite si somigliano più di quanto ci si aspetti. EmuDeck documenta oltre 25 emulatori tramite manual.emudeck.com, coprendo generazioni che vanno dalle console a 8 bit fino a PlayStation 3 e Nintendo Wii U. RetroDECK, come descritto sopra, impacchetta 24 componenti in 5 categorie, includendo praticamente tutti gli stessi nomi noti dell’emulazione moderna: Dolphin, PCSX2, RPCS3, PPSSPP, Vita3K, Azahar, CEMU, melonDS e DuckStation compaiono in entrambe le suite.
Questo non è un caso: sia EmuDeck sia RetroDECK non sviluppano propri motori di emulazione, ma si limitano a scaricare, configurare e presentare gli stessi progetti open source di terze parti (lo stesso identico binario di RetroArch, per esempio, gira sotto entrambe le suite). Cambia il modo in cui vengono installati, aggiornati e isolati, non il motore di emulazione vero e proprio che gira sotto al frontend.
Le uniche differenze sostanziali nei contenuti riguardano alcuni strumenti di supporto: RetroDECK include componenti come Steam ROM Manager, PortMaster e Flips direttamente nel pacchetto ufficiale, mentre su EmuDeck strumenti equivalenti vanno spesso aggiunti o gestiti separatamente. Per chi arriva da un’installazione Batocera o da un setup manuale con Lutris, la lista di emulatori supportati non sarà quindi il criterio decisivo: lo sarà, di nuovo, l’architettura sottostante.
Vale la pena notare anche la categoria dei “motori di gioco” inclusa da RetroDECK (GZDoom, IKEMEN Go, OpenBOR, Solarus): non si tratta di emulatori di console in senso stretto, ma di reimplementazioni open source di motori usati da giochi PC storici (GZDoom per Doom, IKEMEN Go per titoli picchiaduro stile M.U.G.E.N., OpenBOR per beat ’em up, Solarus per giochi ispirati a Zelda). EmuDeck non impacchetta questa categoria come gruppo a sé, il che rende RetroDECK leggermente più completo per chi è interessato anche a questo tipo di contenuti creati dalla community, oltre alla pura emulazione console.
Installazione e primo avvio: tempi e difficoltà
L’installazione di EmuDeck richiede l’esecuzione di uno script scaricato dal sito ufficiale, seguita da una serie di richieste interattive (percorso di storage, quali emulatori installare, dove salvare ROM e BIOS). Su terminale Linux, il comando ufficiale è il seguente:
curl -L https://download.emudeck.com/linux.sh | bash
RetroDECK, distribuito via Flathub, si installa con un solo comando (oppure con un clic tramite un app store grafico come Discover o Bazaar su SteamOS):
flatpak install flathub net.retrodeck.retrodeck
Secondo la recensione pubblicata da XDA Developers, che documenta il passaggio da EmuDeck a RetroDECK, la configurazione iniziale di RetroDECK è risultata più rapida grazie a una procedura guidata che pone domande dirette su storage e firmware, mentre EmuDeck offre in cambio funzionalità aggiuntive, come la creazione automatica delle cartelle di sistema su chiavette USB per trasferire ROM tra dispositivi diversi.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda il modello di fiducia: eseguire uno script bash scaricato da internet con curl | bash richiede di fidarsi della fonte (in questo caso il dominio ufficiale EmuDeck), mentre installare un pacchetto da Flathub passa attraverso il processo di revisione e distribuzione centralizzato della piattaforma Flatpak, un livello di controllo aggiuntivo che manca nell’approccio a script.
Il primo avvio, in entrambi i casi, comporta una fase di scansione delle ROM già presenti (se si sta migrando da un’altra installazione) e una verifica dei file BIOS necessari per gli emulatori che li richiedono. È in questa fase che si nota la differenza più pratica segnalata dagli utenti: su RetroDECK, dalla versione 0.10.3b, il controllo BIOS integrato è diventato sensibilmente più rapido, mentre su EmuDeck il tempo di primo avvio dipende maggiormente da quanti emulatori sono stati selezionati durante l’installazione, dato che ciascuno viene scaricato e configurato singolarmente.
Interfaccia utente: EmulationStation vs ES-DE
Entrambe le suite si basano sulla stessa famiglia di frontend: EmuDeck utilizza EmulationStation nella sua forma più diffusa, con temi e layout ormai familiari a chiunque abbia usato un emulatore retro negli ultimi anni. RetroDECK utilizza invece ES-DE (EmulationStation Desktop Edition), un fork moderno dello stesso progetto, con un tema grafico personalizzato pensato specificamente per RetroDECK.
Secondo la recensione di XDA Developers citata in precedenza, il tema di ES-DE su RetroDECK ha un aspetto retro curato e risulta particolarmente efficace su uno schermo portatile, un giudizio soggettivo ma coerente con l’impressione diffusa tra gli utenti che seguono entrambi i progetti. Entrambe le interfacce restano completamente navigabili con controller, senza bisogno di tastiera o mouse, e supportano temi personalizzati installabili manualmente.
Un’altra differenza pratica riguarda l’organizzazione delle cartelle ROM: RetroDECK assegna icone specifiche per piattaforma alle cartelle dei giochi, facilitando l’identificazione visiva rapida quando si gestiscono manualmente centinaia di file. EmuDeck si affida a un’organizzazione più tradizionale, basata su nomi di cartella standard per sistema.
Entrambi i frontend supportano la ricerca rapida dei giochi tramite gamepad, la visualizzazione di copertine e metadati (quando disponibili) e la possibilità di raggruppare i titoli per genere o per sistema. Nessuna delle due suite obbliga l’utente a restare sul tema predefinito: sia EmuDeck sia RetroDECK permettono di installare temi di terze parti per EmulationStation/ES-DE, un aspetto che riduce ulteriormente il peso della sola interfaccia grafica nella scelta finale tra le due piattaforme.
Prestazioni, velocità e benchmark reali
È importante essere chiari su un punto spesso frainteso: non esiste un vincitore in termini di FPS tra EmuDeck e RetroDECK, perché entrambe le suite lanciano gli stessi identici binari degli emulatori sottostanti. Come sintetizzato dalla testata Linuxadictos, né EmuDeck, né RetroDECK, né Batocera sono emulatori: sono frontend e sistemi di gestione che eseguono Dolphin, PCSX2, RPCS3 e gli altri motori reali, identici in entrambi i casi. Qualsiasi differenza di fotogrammi al secondo tra le due suite, a parità di emulatore e di gioco, sarebbe quindi rumore statistico, non una differenza architetturale reale.
Le differenze di prestazioni misurabili, invece, riguardano l’overhead della piattaforma stessa, non l’emulazione dei giochi. RetroDECK, secondo le proprie note di rilascio ufficiali su GitHub, ha ridotto il tempo di scansione del controllo BIOS da circa 60-90 secondi a soli 2-10 secondi a partire dalla versione 0.10.3b — un miglioramento interno rispetto alle proprie versioni precedenti, non un confronto diretto misurato contro il controllo BIOS di EmuDeck. La stessa riscrittura ha portato a una build finale più leggera di circa 800 MB.
Sul fronte dell’esperienza percepita, la recensione di XDA Developers riporta prestazioni di emulazione comparabili tra le due suite su titoli che vanno da NES a Nintendo DS, senza differenze significative rilevate dall’autore. Infine, i circa 13.940 download mensili di RetroDECK su Flathub offrono un indicatore di adozione aggiornato, anche se non direttamente comparabile a un dato equivalente per EmuDeck, che non passa da Flathub e quindi non pubblica una metrica analoga.
Sicurezza e sandboxing: perché conta davvero
Trattandosi di un sito che si occupa di sicurezza, vale la pena approfondire l’aspetto che le recensioni generaliste tendono a trascurare: il modello di sicurezza delle due piattaforme è strutturalmente diverso, non solo una scelta di packaging.
RetroDECK sfrutta il modello di permessi di Flatpak: ciascuno dei 24 componenti gira in una sandbox con accesso limitato e dichiarato al filesystem, alla rete e agli altri processi di sistema. Questo non rende RetroDECK invulnerabile, ma riduce concretamente la superficie di attacco rispetto a un’esecuzione senza restrizioni: se un singolo componente dovesse presentare una vulnerabilità, l’impatto resterebbe in teoria più contenuto grazie all’isolamento imposto dal runtime Flatpak (org.kde.Platform 6.10 nell’ultima versione).
EmuDeck, essendo uno script bash che opera direttamente sul sistema host con gli stessi permessi dell’utente che lo esegue, non introduce barriere equivalenti tra i vari emulatori installati o tra gli emulatori e il resto del sistema. Questo non significa che EmuDeck sia insicuro di per sé: il progetto è open source, il codice dello script è pubblicamente ispezionabile su GitHub, e la pratica di scaricare ed eseguire script di installazione è comune in tutto l’ecosistema Linux. Significa però che il modello di fiducia è diverso: bisogna fidarsi della fonte (il dominio ufficiale EmuDeck) e mantenere le normali buone pratiche di igiene informatica, come verificare di scaricare lo script dal sito ufficiale e non da mirror di terze parti non verificati.
Per un utente che dà priorità alla sicurezza e opera esclusivamente in ambiente Linux, l’architettura sandboxata di RetroDECK rappresenta un vantaggio strutturale difficile da replicare con un installer basato su script.
Il pattern curl | bash usato da EmuDeck non è una scelta insolita: è lo stesso schema di distribuzione adottato da moltissimi strumenti open source dell’ecosistema Linux, spesso criticato dalla comunità della sicurezza perché lo script viene eseguito immediatamente, senza una finestra per ispezionarne il contenuto riga per riga prima dell’esecuzione. La buona pratica generale, applicabile a EmuDeck come a qualsiasi altro script distribuito in questo modo, è scaricare prima il file, leggerne il contenuto e solo dopo eseguirlo, invece di incanalare direttamente l’output di curl in bash. RetroDECK, passando per la revisione di pacchettizzazione di Flathub, non elimina ogni rischio ma aggiunge un livello di controllo che il modello a script puro non prevede per costruzione.
Va anche detto che il sandboxing di Flatpak non è magia: i permessi assegnati a un’applicazione possono comunque essere ampi se lo sviluppatore li dichiara come necessari, ed è possibile ispezionarli con strumenti come Flatseal per capire esattamente a cosa RetroDECK (o qualsiasi altra app Flatpak) può accedere sul sistema. Per un lettore attento alla sicurezza, verificare i permessi effettivi richiesti da un’applicazione resta comunque buona norma, indipendentemente dal fatto che sia distribuita in sandbox o meno.
Prezzi e costo totale di possesso
Sia EmuDeck sia RetroDECK sono completamente gratuiti e open source, senza versioni premium, abbonamenti o funzionalità a pagamento. Il vero costo da considerare, quindi, non è quello del software, ma quello dell’hardware su cui vengono eseguiti e dello storage necessario per ROM e salvataggi.
| Voce di costo | EmuDeck | RetroDECK |
|---|---|---|
| Prezzo del software | Gratuito (open source) | Gratuito (open source) |
| Costo di licenza | Nessuno (GPL-3.0) | Nessuno (GPL-3.0) |
| Abbonamenti richiesti | Nessuno | Nessuno |
| Hardware compatibile | Steam Deck, ROG Ally, Legion Go (SteamOS o Windows) | Steam Deck, handheld Linux x86_64, Steam Machine |
| Steam Deck OLED 512 GB (prezzo Europa) | €779 | €779 |
| Steam Deck OLED 1 TB (prezzo Europa) | €919 | €919 |
| Spazio disco per la suite | Variabile in base agli emulatori scelti | Circa 2-3 GB per runtime Flatpak + componenti |
| Storage aggiuntivo (microSD 1 TB, indicativo) | Circa €90-120 | Circa €90-120 |
| Canale di download | Script ufficiale (gratuito) | Flathub (gratuito) |
| Costo di migrazione tra le due suite | Nessuno (solo tempo) | Nessuno (solo tempo) |
In pratica, il costo reale di ingresso è quello dello Steam Deck (o dell’handheld Linux equivalente) più un’eventuale scheda microSD per ampliare lo storage, indipendentemente da quale delle due suite si scelga di installare sopra.
Quale scegliere: casi d’uso pratici
Ecco una tabella rapida per orientarsi in base al proprio profilo d’uso, seguita da alcuni esempi concreti più dettagliati.
| Profilo utente | Scelta consigliata | Motivo |
|---|---|---|
| Steam Deck, vuole le ROM nella libreria Steam | EmuDeck | Integrazione automatica e nativa |
| ROG Ally o Legion Go su Windows | EmuDeck | Unica suite con installer Windows |
| Bazzite o SteamOS, priorità sicurezza | RetroDECK | Architettura sandboxata per componente |
| Possiede uno Steam Machine | RetroDECK | Documentato ufficialmente per quel dispositivo |
| HTPC o desktop Linux generico | RetroDECK | Pensato anche per desktop, non solo handheld |
| Vuole personalizzare ogni emulatore singolarmente | EmuDeck | Accesso diretto ai file sul filesystem host |
| Preferisce aggiornamenti in blocco senza gestire dipendenze | RetroDECK | Un solo pacchetto Flatpak aggiornato insieme |
Nel dettaglio: un giocatore che usa esclusivamente uno Steam Deck e vuole vedere le proprie ROM comparire accanto ai giochi Steam nella stessa libreria troverà in EmuDeck la soluzione più diretta, grazie all’integrazione automatica. Chi invece possiede un ROG Ally o un Legion Go e preferisce restare sul Windows preinstallato, magari per usare anche software Windows-only, non ha alternative a EmuDeck tra le due suite.
Chi è passato a Bazzite o SteamOS e considera la sicurezza un criterio prioritario — per esempio un lettore di un sito come Shattered.io — troverà nell’architettura sandboxata di RetroDECK un vantaggio concreto e misurabile, non solo teorico. Chi possiede uno Steam Machine, il PC console Linux di Valve, può fare affidamento su RetroDECK, esplicitamente citato tra i dispositivi supportati dalla documentazione ufficiale. Allo stesso modo, chi vuole trasformare un vecchio PC o un mini-PC in un centro multimediale retro (HTPC) trova in RetroDECK l’unica delle due suite pensata esplicitamente anche per l’uso desktop, non solo handheld.
Infine, chi ama personalizzare manualmente ogni singolo emulatore — modificando file di configurazione, sostituendo shader, regolando parametri avanzati non esposti dall’interfaccia — trova in EmuDeck un accesso più diretto ai file sul sistema host, mentre chi preferisce “installare e dimenticare”, ricevendo aggiornamenti coordinati senza gestire dipendenze separate, si troverà meglio con il modello a pacchetto unico di RetroDECK.
Due ulteriori esempi pratici completano il quadro. Un collezionista digitale che vuole conservare a lungo termine un’ampia libreria di ROM di sistemi diversi, con la certezza che gli aggiornamenti della suite non alterino accidentalmente struttura di cartelle o configurazioni consolidate nel tempo, tende a preferire il modello a pacchetto unico e versionato di RetroDECK, più semplice da tenere sotto controllo nel tempo. Al contrario, chi condivide un solo Steam Deck tra più persone in famiglia e vuole sfruttare i profili utente e la gestione multi-account già integrata in Steam per tenere separati progressi e preferenze di ciascuno trova in EmuDeck, grazie alla sua integrazione nativa con la libreria Steam, la soluzione più naturale.
Guida alla migrazione tra le due piattaforme
Passare da una suite all’altra è possibile, ma richiede attenzione a qualche dettaglio strutturale. Il primo passo, prima di qualsiasi migrazione, è sempre lo stesso: eseguire un backup completo di ROM, salvataggi e file BIOS.
# Backup di ROM, salvataggi e BIOS prima della migrazione (esempio per EmuDeck)
cp -r ~/Emulation/roms ~/backup-roms
cp -r ~/Emulation/saves ~/backup-saves
cp -r ~/Emulation/bios ~/backup-bios
La cartella BIOS è “piatta” (senza sottocartelle per sistema) in entrambe le suite, quindi i file BIOS si possono generalmente copiare da ~/Emulation/bios a ~/retrodeck/bios (o viceversa) senza riorganizzazioni. Più attenzione va invece dedicata alle cartelle ROM: alcuni nomi di sottocartella per sistema differiscono tra le due suite (per esempio, EmuDeck usa gamecube dove RetroDECK usa gc), quindi è necessario verificare la corrispondenza sistema per sistema prima di copiare in blocco, invece di assumere una corrispondenza 1:1 tra le strutture.
In sintesi, i passaggi consigliati per migrare da EmuDeck a RetroDECK (o viceversa) sono:
- Eseguire il backup completo di ROM, salvataggi e BIOS della suite attuale, come nel comando sopra.
- Installare la nuova suite senza disinstallare quella precedente, in modo da poter tornare indietro in caso di problemi.
- Confrontare i nomi delle sottocartelle per ciascun sistema tra le due strutture, correggendo manualmente le differenze (es.
gamecubevsgc). - Copiare prima i file BIOS nella cartella corretta della nuova suite e verificare che il controllo BIOS integrato li riconosca.
- Copiare le ROM nelle sottocartelle corrispondenti e avviare una scansione della libreria dal frontend.
- Testare il caricamento dei salvataggi su un numero limitato di giochi prima di eliminare il backup o l’installazione precedente.
I salvataggi non sono garantiti come compatibili al 100% tra le due suite, poiché dipendono dalla versione specifica di ciascun emulatore standalone incluso: prima di eliminare l’installazione precedente, è buona norma testare che i salvataggi vengano correttamente riconosciuti nella nuova suite. Va ricordato, inoltre, che la normativa sul diritto d’autore nella maggior parte dei paesi europei, Italia inclusa, consente il backup di giochi posseduti legalmente ma non il download di ROM di titoli non posseduti: questo vale indipendentemente da quale delle due suite si utilizzi per l’emulazione.
Poiché RetroDECK è un’applicazione Flatpak isolata ed EmuDeck opera invece sul filesystem host, è tecnicamente possibile installarle entrambe sullo stesso dispositivo senza conflitti diretti, utile per confrontare le due esperienze prima di deciderne una definitiva.
Pro e contro di EmuDeck
- Supporta sia SteamOS sia Windows, utile per ROG Ally e Legion Go
- Integrazione nativa e automatica con la libreria di Steam
- Oltre 25 emulatori preconfigurati con controlli già mappati sul Deck
- Community molto ampia, aggiornamenti rapidi dei singoli emulatori
- Nessun sandboxing: lo script opera direttamente sul sistema host
- Nessuna build ufficiale per macOS
- Installazione tramite script bash scaricato da internet, richiede fiducia nella fonte
- Nessun contatore di download pubblico per misurare l’adozione reale
Pro e contro di RetroDECK
- Architettura Flatpak sandboxata, isolamento per componente
- Pensato anche per desktop Linux e Steam Machine, non solo handheld
- Aggiornamenti unificati distribuiti tramite Flathub
- BIOS-checker molto più rapido dalla versione 0.10.3b (da 60-90 a 2-10 secondi)
- Nessuna build per Windows o macOS: solo Linux x86_64
- Community più piccola (1.225 stelle contro 3.479 di EmuDeck)
- Più issue aperte (291) rispetto a EmuDeck (90)
- Integrazione con Steam meno diretta, va aggiunta manualmente ai preferiti
Il verdetto di Shattered.io per il 2026
Non esiste un vincitore assoluto tra EmuDeck e RetroDECK, e chiunque prometta un verdetto univoco sta semplificando eccessivamente un confronto che dipende dal sistema operativo di partenza e dalle priorità dell’utente. I dati raccolti, però, permettono di tracciare una linea di scelta abbastanza netta.
Se il dispositivo resta su Windows — ROG Ally, Legion Go o un handheld generico non-SteamOS — la scelta è obbligata: EmuDeck è l’unica delle due suite disponibile, e resta comunque un’ottima soluzione anche su SteamOS, grazie a 3.479 stelle GitHub, uno sviluppo quasi quotidiano e un’integrazione nativa con la libreria di Steam che RetroDECK non replica allo stesso livello.
Per chi resta esclusivamente nell’ecosistema Linux (SteamOS, Bazzite, Steam Machine o un desktop Linux) e dà priorità alla sicurezza e alla manutenzione semplificata, RetroDECK rappresenta la scelta più solida del 2026: l’architettura Flatpak sandboxata riduce la superficie di attacco rispetto a uno script non isolato, il pacchetto unico elimina la gestione di dipendenze separate, e il miglioramento del controllo BIOS (da 60-90 a 2-10 secondi) dimostra uno sviluppo attivo anche sul fronte dell’esperienza utente, nonostante le 291 issue aperte suggeriscano un backlog di sviluppo ancora corposo.
In sintesi: EmuDeck resta lo standard di riferimento per chi vuole compatibilità multipiattaforma e integrazione Steam; RetroDECK è la scelta più solida per chi vive esclusivamente in ambiente Linux e vuole un’architettura più sicura by design. Nessuna delle due scelte è definitiva: dato che entrambe le suite sono gratuite e possono coesistere sullo stesso dispositivo senza conflitti diretti, il modo più affidabile per decidere resta provarle entrambe sul proprio hardware specifico, invece di affidarsi esclusivamente a un confronto scritto, per quanto dettagliato.
Domande frequenti
EmuDeck e RetroDECK sono entrambi gratuiti?
Sì, entrambi sono progetti open source gratuiti: EmuDeck è distribuito con licenza GPL-3.0 tramite script ufficiale, RetroDECK con la stessa licenza tramite Flathub. Non ci sono costi né abbonamenti per il software in sé.
Posso installare RetroDECK su Windows?
No. RetroDECK è disponibile ufficialmente solo per sistemi Linux x86_64 (SteamOS, Bazzite, ChimeraOS, distribuzioni desktop e Steam Machine). Per Windows, EmuDeck resta l’unica opzione tra le due.
Quale delle due suite è più sicura?
RetroDECK adotta un’architettura Flatpak sandboxata, con permessi isolati per ciascuno dei 24 componenti. EmuDeck, essendo uno script che opera direttamente sul filesystem host, non offre lo stesso livello di isolamento: la sicurezza dipende dalla fiducia riposta nello script ufficiale scaricato da GitHub.
Serve procurarsi il BIOS separatamente?
Sì, per entrambe le piattaforme. Né EmuDeck né RetroDECK forniscono i file BIOS delle console originali: vanno estratti legalmente da hardware posseduto e copiati nella cartella bios/ di ciascuna suite.
Posso avere sia EmuDeck sia RetroDECK sullo stesso Steam Deck?
Tecnicamente sì, dato che RetroDECK è un’applicazione Flatpak isolata ed EmuDeck opera sul filesystem host: non si sovrascrivono a vicenda. In pratica, però, gestire ROM e salvataggi duplicati in due strutture di cartelle diverse aumenta la complessità, quindi la maggior parte degli utenti finisce per sceglierne una sola.
Quale delle due include più emulatori?
EmuDeck documenta oltre 25 emulatori, RetroDECK 24 componenti divisi in 5 categorie (utility, multi-emulatori, standalone, motori di gioco e un componente legacy). Il numero è simile: la differenza reale sta nell’architettura, non nella quantità di emulatori supportati.
È legale scaricare ROM da internet per usarle con EmuDeck o RetroDECK?
In generale, la normativa sul diritto d’autore nei principali paesi europei, Italia inclusa, consente di eseguire una copia di backup dei giochi posseduti legalmente, ma non autorizza a scaricare ROM di titoli non posseduti, nemmeno se non più in commercio. Entrambe le piattaforme sono strumenti neutri: la legalità dipende da come vengono usate.
RetroDECK funziona sullo Steam Machine di Valve?
Sì, la documentazione ufficiale di RetroDECK cita esplicitamente lo Steam Machine tra i dispositivi Linux supportati, insieme a Steam Deck, Bazzite e ChimeraOS. EmuDeck, pensato per SteamOS e Windows, dovrebbe risultare compatibile con lo Steam Machine tramite l’installer SteamOS, ma non è documentato in modo specifico quanto RetroDECK per quel dispositivo.
Conviene passare da EmuDeck a RetroDECK se sono già soddisfatto?
Non necessariamente. Se l’installazione attuale funziona senza problemi e non ci sono esigenze specifiche di sandboxing, supporto multi-dispositivo Linux o aggiornamenti unificati, non esiste un motivo tecnico obbligato per migrare. Il cambio ha senso soprattutto per chi cambia hardware o sistema operativo, o per chi vuole sperimentare concretamente le differenze descritte in questo confronto.




