Con oltre 5 milioni di installazioni su Flathub e 8.635 stelle su GitHub, Bottles è diventato lo strumento di riferimento per chi vuole eseguire giochi e programmi Windows su Linux senza smanettare con Wine da riga di comando. La versione più recente, la 64.1 (rilasciata il 30 maggio 2026), consolida un progetto attivo dal 2017 che oggi integra persino un motore di analisi anti-malware, chiamato Eagle, direttamente nell’interfaccia. In questa guida installiamo Bottles da zero, configuriamo il primo ambiente di gioco, gestiamo runner e dipendenze e mettiamo in funzione un programma Windows reale, passo dopo passo — dall’installazione di Flatpak fino all’automazione via riga di comando, passando per i problemi più comuni che incontrano i nuovi utenti e per le differenze pratiche rispetto a strumenti simili come Lutris o Heroic Games Launcher.
Cos’è Bottles: il gestore di prefissi Wine per Linux
Bottles è un’applicazione grafica open source, scritta in Python con interfaccia GTK, che semplifica la creazione e la gestione dei prefissi Wine: le cartelle isolate che replicano la struttura di un sistema Windows e permettono di eseguire eseguibili .exe su Linux. La descrizione ufficiale del progetto su GitHub è diretta: “Run Windows software and games on Linux”. Il repository è pubblico dal 2017, conta oggi 8.635 stelle, 369 fork e 183 issue aperte, ed è distribuito con licenza GPL-3.0.
A differenza di Wine puro, dove ogni prefisso va creato e configurato manualmente da terminale, Bottles gestisce automaticamente il download dei runner, l’installazione delle dipendenze Windows più comuni e la configurazione grafica (DXVK, VKD3D) tramite un’interfaccia guidata. Il progetto è distribuito principalmente come Flatpak su Flathub, con sandboxing attivo di default, e riceve pacchetti community anche su AUR per gli utenti Arch Linux. Con oltre 5.015.264 installazioni totali registrate da Flathub, è oggi una delle applicazioni Linux per il gaming più installate della piattaforma.
Community, documentazione e sostenibilità del progetto
Bottles non è un progetto abbandonato a se stesso: dietro c’è una community attiva su Discord e sulle GitHub Discussions ufficiali, dove sviluppatori e utenti discutono bug, nuove dipendenze da aggiungere al database condiviso e roadmap. La documentazione ufficiale vive su docs.usebottles.com, organizzata in sezioni su installazione, runner, dipendenze, CLI e risoluzione dei problemi — gli stessi sviluppatori segnalano però che alcune pagine sono ancora “in fase di scrittura”, quindi per i casi limite vale la pena controllare anche le GitHub Discussions.
Sul fronte sostenibilità, il progetto è sponsorizzato da realtà come JetBrains, GitBook, Linode, Appwrite e HyperBit, elencate nella pagina funding del sito ufficiale. Bottles segue inoltre il codice di condotta di GNOME per le interazioni nella propria community, coerente con la sua base tecnologica (GTK) e con l’ecosistema desktop a cui si rivolge principalmente.
Bottles contro Lutris, Heroic e PlayOnLinux: le differenze
Prima di installare Bottles vale la pena capire dove si colloca rispetto agli strumenti simili già trattati su shattered.io, come Lutris e Heroic Games Launcher. Bottles non è un launcher di libreria giochi: non scarica titoli da Steam, Epic o GOG al posto vostro. È invece uno strumento focalizzato sulla gestione fine dei prefissi Wine, pensato per software e giochi che non passano da uno store — installer scaricati manualmente, applicazioni gestionali, launcher di terze parti come Battle.net o EA App.
| Strumento | Focus principale | Sandboxing | Store integrati | Licenza |
|---|---|---|---|---|
| Bottles | Gestione prefissi Wine, ambienti dedicati | Sì (Flatpak) | Nessuno nativo | GPL-3.0 |
| Lutris | Libreria giochi multi-store + Wine/runner | Parziale | 7+ (Steam, GOG, Epic via script…) | GPL-3.0 |
| Heroic Games Launcher | Launcher nativo Epic, GOG, Amazon | No | 3 (Epic, GOG, Amazon) | GPL-3.0 |
| PlayOnLinux | Gestione prefissi Wine (storico) | No | Nessuno | GPL |
| Wine (nativo) | Layer di compatibilità puro, CLI | No | Nessuno | LGPL |
Nella pratica, molti utenti usano Bottles insieme a Lutris o Heroic: questi ultimi restano il modo più comodo per scaricare e aggiornare i giochi dagli store, mentre Bottles gestisce meglio le applicazioni Windows generiche e i casi limite in cui serve un controllo granulare su runner, DLL override e dipendenze. Rispetto a PlayOnLinux, l’antenato concettuale più diretto, Bottles offre sandboxing Flatpak, un motore di dipendenze moderno e un’interfaccia aggiornata al design GNOME.
Un altro modo utile di inquadrare la scelta è pensare al tipo di software che dovete eseguire più spesso. Se la vostra libreria è quasi interamente su Steam, Epic o GOG, un launcher dedicato resta la strada più diretta. Se invece lavorate con installer scaricati manualmente, software gestionali o vecchi giochi senza più uno store di riferimento, Bottles offre un controllo più fine su ogni singolo ambiente, con la possibilità di isolare completamente un programma problematico dagli altri senza che un aggiornamento di runner per un titolo si ripercuota sugli altri.
Prerequisiti e requisiti prima di iniziare
Bottles non ha requisiti hardware particolarmente elevati di per sé — è l’app Windows che eseguirete a determinare quanta RAM, CPU e GPU serviranno realmente. Prima di iniziare, verificate questi punti:
- Distribuzione Linux con supporto Flatpak (praticamente tutte le distribuzioni moderne: Fedora, Ubuntu, Debian, openSUSE, Arch, Bazzite, SteamOS)
- Flatpak installato e configurato con il repository Flathub
- Driver grafici proprietari o Mesa aggiornati (NVIDIA, AMD o Intel) per DXVK/VKD3D
- Almeno 5-10 GB di spazio libero per runner, dipendenze e la prima bottle (i giochi più pesanti richiedono ovviamente molto di più)
- Connessione internet per il primo avvio, necessaria per scaricare runner e componenti
- Permessi utente standard: non serve root per Flatpak in modalità utente
Chi usa già Bazzite o SteamOS ha Flatpak preinstallato e preconfigurato, quindi può saltare direttamente al Passo 2.
Passo 1 – Installare Flatpak sulla distribuzione
Sulla maggior parte delle distribuzioni moderne Flatpak è già preinstallato. Verificatelo con:
# Verifica se Flatpak è già installato
flatpak --version
# Se manca, installatelo dal gestore pacchetti della vostra distro
# Ubuntu/Debian:
sudo apt install flatpak
# Fedora (spesso già presente):
sudo dnf install flatpak
# Arch/Manjaro:
sudo pacman -S flatpak
# Aggiungete il repository Flathub (se non è già configurato)
flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo
Dopo l’installazione, su alcune distribuzioni desktop (in particolare GNOME e KDE non ancora aggiornati) è consigliato un riavvio della sessione grafica perché Flatpak registri correttamente le nuove applicazioni nel menu. Non è invece necessario riavviare l’intero sistema.
Passo 2 – Installare Bottles da Flathub
Il metodo ufficialmente raccomandato dagli sviluppatori è Flathub, perché garantisce il sandboxing completo dell’applicazione. Da terminale:
flatpak install flathub com.usebottles.bottles
Output tipico del comando:
Looking for matches…
Found ref 'app/com.usebottles.bottles/x86_64/stable' in remote 'flathub'
Required runtime for org.gnome.Platform/x86_64/47 found in remote 'flathub'
ID Branch Op Remote Download
1. [✓] org.gnome.Platform 47 i flathub ~350,0 MB / ~350,0 MB
2. [✓] com.usebottles.bottles stable i flathub ~45,0 MB / ~45,0 MB
Installation complete.
In alternativa, chi preferisce l’interfaccia grafica può cercare “Bottles” in GNOME Software, KDE Discover o nel software center della propria distro, purché il repository Flathub sia configurato. Gli utenti Arch Linux possono installare il pacchetto bottles (o bottles-git per la versione di sviluppo) da AUR, documentato anche nella pagina dedicata dell’ArchWiki, anche se il team di sviluppo continua a raccomandare Flatpak come metodo primario per via del sandboxing.
Passo 3 – Primo avvio e permessi del sandbox
Avviate Bottles dal menu applicazioni oppure con:
flatpak run com.usebottles.bottles
Al primo avvio, Bottles scarica alcuni componenti di base (il runner predefinito e i pacchetti di supporto). Essendo eseguito in sandbox Flatpak, di default Bottles vede solo la propria directory dedicata (~/.var/app/com.usebottles.bottles/) e non l’intero filesystem. Questo è voluto: limita i danni potenziali di un eseguibile Windows malevolo eseguito all’interno di una bottle. Se in seguito vi serve accedere a Steam o ad altre cartelle esterne alla sandbox, dovrete concedere permessi espliciti — lo vediamo nella sezione sull’integrazione con Steam più avanti.
Passo 4 – Creare la prima Bottle e scegliere l’ambiente
Cliccate sul pulsante “+” nella schermata principale per creare una nuova bottle. Bottles chiede quale ambiente (environment) usare: la scelta preconfigura automaticamente DLL, librerie grafiche e impostazioni audio adatte al caso d’uso.
| Componente configurato | Gaming | Application | Custom |
|---|---|---|---|
| DXVK (DirectX su Vulkan) | Sì | Sì (+ VKD3D) | A scelta |
| Esync | Sì | No | A scelta |
| GPU discreta forzata (laptop ibridi) | Sì | No | A scelta |
| Latenza PulseAudio ottimizzata (60ms) | Sì | No | A scelta |
| Wine Mono (sostituto .NET) | No | Sì | A scelta |
| DLL DirectX preinstallate (d3dx9, d3dcompiler) | Sì | No | A scelta |
| Font standard (Arial, Times, Courier) | Sì | Sì | A scelta |
Per un gioco scegliete Gaming: attiva DXVK ed Esync per prestazioni migliori, forza la GPU discreta sui laptop con grafica ibrida e regola l’audio per ridurre la latenza percepita durante il gameplay. Application è pensato per software di produttività, editing 3D/video e strumenti che si aspettano un .NET Framework funzionante. Custom parte da un ambiente pulito, senza preset: utile per chi vuole costruire una configurazione su misura o per il debug. In tutti i casi, le impostazioni restano modificabili in qualsiasi momento dalle preferenze della bottle, anche dopo la creazione.
Passo 5 – I Runner: Soda, Caffe, Vaniglia e Proton-GE
Il runner è il motore Wine (o Proton) che effettivamente traduce le chiamate Windows in chiamate Linux comprensibili al sistema. Bottles ne include diverse famiglie pronte all’uso:
| Runner | Base | Ideale per | Note |
|---|---|---|---|
| Soda | Proton (Valve) | Uso generale, predefinito | Runner di default in Bottles |
| Caffe | Wine upstream + patch Proton | Compatibilità estesa | Runner ufficiale del progetto |
| Vaniglia | Wine upstream/staging | Setup puliti, debug | Nessuna patch aggiuntiva |
| Proton-GE | Proton + patch community (GloriousEggroll) | Giochi con patch specifiche | Da scaricare manualmente dalle Preferenze |
| Lutris runners | Build mantenute da Lutris | Compatibilità con setup Lutris esistenti | Aggiungibili come runner esterni |
Per scaricare un nuovo runner, aprite le Preferenze di Bottles e cliccate sul pulsante di download accanto al runner desiderato; è disponibile anche un canale pre-release per chi vuole testare build non ancora stabili. La documentazione ufficiale consiglia di usare Proton “solo nei casi speciali in cui esiste una patch per uno specifico videogioco”, dato che le versioni recenti di Wine incorporano già molte delle funzionalità che un tempo erano esclusive di Proton. Per aggiungere un runner non presente nell’elenco predefinito serve aprire una pull request con il relativo manifest nel repository dei componenti di Bottles: un processo community-driven, simile a un repository di pacchetti Linux.
Passo 6 – Il gestore delle dipendenze integrato
Molti programmi Windows richiedono librerie di runtime specifiche per funzionare: Visual C++ Redistributable, .NET Framework, componenti DirectX. Bottles gestisce tutto questo con un dependency manager integrato, che dalla versione 2 del progetto ha sostituito completamente Winetricks come metodo consigliato.
Le dipendenze più richieste includono i Visual C++ Redistributable 2013/2015/2019, il .NET Framework nelle versioni 3.5, 3.5 SP1, 4.0, 4.7.2 e 4.8, .NET Core 3, i componenti DirectX come d3dx9 e d3dcompiler (versioni 43, 46, 47), oltre a codec come ffdshow e librerie di sistema come MSXML 3 e 6. Selezionando un installer ufficiale integrato in Bottles — ad esempio quello di Epic Games Store — l’app installa automaticamente le dipendenze necessarie prima ancora di lanciare il setup. Ogni installazione di dipendenza genera un nuovo stato (snapshot) della bottle, così è sempre possibile tornare indietro in caso di problemi. La documentazione stessa sconsiglia la modalità multiselezione per installare più dipendenze insieme, segnalando possibili problemi di installazione: meglio procedere una alla volta.
Il database delle dipendenze è community-driven: chiunque può proporne di nuove tramite pull request al repository pubblico dei componenti, seguendo un modello simile a quello di un repository di pacchetti Linux tradizionale. Se un programma richiede una libreria non ancora presente nel database, la documentazione ufficiale invita a segnalarlo tramite la sezione “Missing dependencies” del progetto, invece di cercare soluzioni manuali che rischiano di rompere il tracciamento interno della bottle.
Passo 7 – Installare ed eseguire un programma Windows: il progetto completo
Mettiamo insieme tutti i passaggi precedenti in un esempio end-to-end: installare un gioco Windows posseduto legalmente (ad esempio scaricato da GOG.com o da un installer .exe legittimo) e portarlo a un lancio funzionante.
- Create una nuova bottle con ambiente Gaming (Passo 4) e assegnatele un nome riconoscibile.
- Dalla scheda Installatori, verificate se il gioco/launcher è tra quelli guidati (Epic Games Store, GOG Galaxy, Battle.net e altri sono spesso preconfigurati con le dipendenze corrette).
- Se non è presente un installer guidato, aprite la bottle e cliccate su “Esegui file”, poi selezionate manualmente il setup.exe scaricato.
- Lasciate che Bottles rilevi e proponga le dipendenze mancanti; installatele una alla volta.
- Completate l’installazione Windows del gioco seguendo la procedura guidata come fareste su un PC Windows reale.
- Dalla sezione Programmi della bottle, individuate l’eseguibile del gioco appena installato e avviatelo con un click.
Da riga di comando, lo stesso flusso può essere automatizzato:
# Crea una nuova bottle con ambiente gaming
bottles-cli new --bottle-name MioGioco --environment gaming
# Esegue l'installer all'interno della bottle appena creata
bottles-cli run -b MioGioco -e "/percorso/al/setup.exe"
Una volta avviato correttamente, potete aggiungere una scorciatoia al gioco sia nel menu applicazioni della vostra distro sia nella libreria di Steam, per lanciarlo come qualsiasi altro titolo installato.
Passo 8 – Eseguire manualmente file .exe, .msi e .bat
Oltre agli installer guidati, Bottles permette di lanciare qualsiasi eseguibile Windows in due modi. Il primo è tramite l’interfaccia: aprendo la bottle e usando il pulsante dedicato per sfogliare il filesystem e selezionare il file .exe, .msi, .bat o .lnk da eseguire. Il secondo è trascinando il file direttamente sull’icona di Bottles o sulla finestra dell’applicazione già aperta.
Per i file scaricati fuori dalla sandbox Flatpak (ad esempio nella cartella Download del sistema), ricordate che Bottles vede di default solo la propria directory isolata: se un eseguibile non appare nel selettore file, dovrete prima copiarlo (o l’intera cartella, se dipende da file collegati) dentro la sezione “Sfoglia C:” della bottle, oppure concedere permessi filesystem aggiuntivi al pacchetto Flatpak. Questo aspetto genera più di un ticket di supporto tra i nuovi utenti, quindi lo riprendiamo in dettaglio nella sezione dedicata alla risoluzione dei problemi.
Passo 9 – DXVK, VKD3D e ottimizzazione grafica per il gaming
DXVK è l’implementazione basata su Vulkan di Direct3D 9, 10 e 11 per Wine: converte le chiamate grafiche DirectX in chiamate Vulkan native, spesso con un guadagno di prestazioni misurabile rispetto alla traduzione DirectX-to-OpenGL usata in passato. VKD3D fa lo stesso lavoro per Direct3D 12, fondamentale per i titoli più recenti. Nell’ambiente Gaming, Bottles abilita DXVK di default; VKD3D va aggiunto se il gioco lo richiede esplicitamente, cosa che l’ambiente Application fa già in automatico per i software di modellazione 3D ed editing video.
Per ottimizzare ulteriormente le prestazioni potete abilitare Esync (sincronizzazione degli eventi più efficiente, già attiva nell’ambiente Gaming) e verificare che i driver GPU proprietari o Mesa siano aggiornati all’ultima versione stabile della vostra distribuzione. Su hardware con GPU ibrida (tipico dei laptop), l’opzione “GPU discreta” dell’ambiente Gaming forza l’uso della scheda dedicata invece della grafica integrata, evitando cali di frame rate dovuti al chip sbagliato.
Se un gioco si avvia ma mostra artefatti grafici o si blocca al caricamento della schermata iniziale, prima di aprire un ticket di supporto vale la pena isolare il problema: verificate che Vulkan funzioni correttamente sul sistema host (fuori da Bottles) con gli strumenti diagnostici della vostra distro, così da escludere che il problema sia nei driver piuttosto che nella configurazione della bottle. Un runner diverso (ad esempio passare da Soda a Caffe) spesso risolve incompatibilità grafiche specifiche di un singolo titolo, senza dover toccare il resto della configurazione.
Passo 10 – Eagle: la scansione di sicurezza anti-malware integrata
Una delle funzionalità più rilevanti per un pubblico attento alla sicurezza è Eagle, lo strumento di analisi introdotto nella versione 61 di Bottles e ampliato in modo sostanziale nella 64.0. Eagle esegue un’analisi multi-stadio degli eseguibili Windows prima e durante il lancio: verifica i framework e i runtime richiesti, segnala potenziali incompatibilità con sistemi anti-cheat o protezioni software, ed esegue una scansione approfondita del binario, dei file collegati e degli asset estratti per capire cosa contiene davvero un eseguibile.
Con la versione 64.0, rilasciata il 29 maggio 2026, il team ha aggiunto il rilevamento di pattern tipici di malware e stealer direttamente negli eseguibili analizzati, un avviso che compare prima di eseguire un programma segnalato come sospetto, e un’opzione per lanciare automaticamente una scansione Eagle dopo un crash dell’applicazione. Le impostazioni dedicate sono raggiungibili dalle preferenze generali di Bottles.
| Cosa analizza Eagle | Introdotto in | Obiettivo |
|---|---|---|
| Framework e runtime richiesti | v61 | Prevedere dipendenze mancanti |
| Incompatibilità anti-cheat/protezioni | v61 | Evitare lanci falliti o bannabili |
| Scansione profonda binario + asset estratti | v61 | Capire cosa contiene l’eseguibile |
| Pattern malware/stealer | v64.0 | Segnalare file potenzialmente dannosi |
| Scansione automatica dopo crash | v64.0 | Diagnosi rapida di comportamenti anomali |
È importante inquadrare correttamente cosa Eagle è e cosa non è: si tratta di uno strumento di analisi statica pensato per la compatibilità e come ulteriore livello di attenzione, non di un antivirus completo con motore di rilevamento in tempo reale e database firme aggiornato quotidianamente. Chi scarica eseguibili da fonti non ufficiali dovrebbe comunque affiancare gli strumenti di sicurezza tradizionali del proprio sistema, non sostituirli con Eagle. Per approfondire i rischi legati a eseguibili non verificati, la nostra guida ai data breach e alla protezione dei dati personali resta un buon punto di partenza generale sull’igiene digitale.
Passo 11 – Backup, snapshot e migrazione da altri manager
Bottles include un sistema di versioning che crea automaticamente uno snapshot dello stato della bottle a ogni installazione di dipendenza o modifica rilevante, permettendo di ripristinare una configurazione precedente con un click se qualcosa va storto dopo un aggiornamento. Dalla sezione dedicata è possibile anche eseguire un backup completo di una bottle (utile prima di test rischiosi) o duplicarla, per esempio per provare due configurazioni diverse dello stesso gioco senza reinstallare tutto da capo.
Chi arriva da PlayOnLinux, Lutris o da un prefisso Wine gestito manualmente può importare i prefissi esistenti tramite la funzione “Importa da altri manager”. Va detto che, nella pratica, molti utenti Bottles preferiscono comunque una reinstallazione pulita del programma dentro una nuova bottle piuttosto che un’importazione diretta: il formato interno di Bottles (inclusi le dipendenze tracciate e i metadati di versioning) non sempre si ricostruisce in modo completo da un prefisso creato con un altro strumento.
Per chi gestisce bottle di grandi dimensioni (giochi con molte mod o asset pesanti), tenete presente che ogni snapshot occupa spazio aggiuntivo sul disco: la versione 63.1 ha aggiunto proprio una verifica dello spazio disponibile prima di creare un nuovo snapshot, per evitare che un backup automatico riempia la partizione durante una sessione di gioco. Se lo spazio è limitato, potete diradare la frequenza degli snapshot automatici dalle preferenze della bottle oppure eliminare periodicamente le versioni più vecchie che non vi servono più.
Passo 12 – Bottles da riga di comando (CLI)
Per chi vuole automatizzare la gestione delle bottle o integrarle in script, Bottles espone un’interfaccia CLI completa, accessibile tramite Flatpak:
# Elenco comandi disponibili
flatpak run --command=bottles-cli com.usebottles.bottles --help
# Elenca solo le bottle con ambiente gaming
bottles-cli list bottles -f environment:gaming
# Elenca i componenti DXVK disponibili
bottles-cli list components -f category:dxvk
# Output in formato JSON, utile per script e automazioni
bottles-cli --json info health-check
bottles-cli --json list components -f category:runners
La CLI espone anche gli strumenti di sistema di ogni bottle (console, winecfg, gestione attività, editor del registro, disinstallazione) e un comando dedicato alla modifica diretta del registro di Windows:
# Apre uno degli strumenti integrati per la bottle indicata
bottles-cli tools -b MioGioco {cmd,winecfg,uninstaller,regedit,taskmgr,control,explorer}
# Aggiunge, modifica o elimina una chiave di registro
bottles-cli reg add -b MioGioco -k "HKEY_CURRENT_USER\\Software\\Esempio" -v "Valore" -d "1" -t "REG_DWORD"
Un’altra funzione utile per chi lavora spesso da terminale è la possibilità di configurare Bottles come comando wine predefinito del sistema, così da poter lanciare eseguibili con la sintassi classica (wine programma.exe) lasciando che sia Bottles a gestire realmente l’esecuzione dietro le quinte.
Integrare Steam e Proton con Bottles
Bottles può leggere le installazioni Proton di Steam per riutilizzarne i runner, ma essendo eseguito in sandbox Flatpak ha bisogno di un permesso esplicito per accedere alla cartella di Steam. Il comando cambia a seconda che Steam stesso sia installato in modo nativo o anch’esso via Flatpak:
# Se Steam è installato in modo nativo (non Flatpak)
flatpak override --user com.usebottles.bottles --filesystem=xdg-data/Steam
# Se anche Steam è installato via Flatpak
flatpak override --user com.usebottles.bottles --filesystem=~/.var/app/com.valvesoftware.Steam/data/Steam
Dopo aver eseguito il comando corretto per la vostra configurazione, riavviate Bottles perché l’integrazione con il Proton Manager di Steam diventi visibile ed effettiva nelle preferenze dei runner.
Errori comuni da evitare
La maggior parte dei problemi segnalati dai nuovi utenti di Bottles non dipende da bug del programma, ma da scelte di configurazione evitabili fin dal primo utilizzo. Ecco gli errori più frequenti raccolti dalla documentazione ufficiale e dalle discussioni della community:
- Installare da fonti non ufficiali diverse da Flathub/AUR: pacchetti di terze parti non aggiornati o non verificati possono mancare del sandboxing e delle patch di sicurezza più recenti.
- Scegliere l’ambiente sbagliato: creare una bottle “Custom” per un gioco significa perdere DXVK, Esync e le ottimizzazioni audio già pronte nell’ambiente Gaming, con un lavoro di configurazione manuale evitabile.
- Ignorare gli avvisi di Eagle: un avviso su un eseguibile scaricato da fonti non ufficiali non va liquidato come “falso positivo” senza prima verificare la provenienza del file.
- Usare la multiselezione per installare più dipendenze insieme: la documentazione ufficiale la sconsiglia esplicitamente per il rischio di installazioni fallite o incomplete; meglio una dipendenza alla volta.
- Impostare Proton come runner predefinito per tutto: gli sviluppatori raccomandano Proton solo per giochi con patch specifiche; per il resto Caffe o Vaniglia sono scelte più prevedibili.
- Dimenticare i permessi Flatpak per cartelle esterne: senza un
flatpak overrideesplicito, Bottles non vedrà Steam, dischi secondari o cartelle Download esterne alla propria sandbox. - Provare a importare un prefisso Wine complesso da un altro manager aspettandosi una migrazione identica: spesso una reinstallazione pulita nella nuova bottle dà risultati più stabili.
Risoluzione dei problemi più comuni
Quando qualcosa non funziona, conviene distinguere subito tra due categorie di problemi: quelli causati dalle restrizioni della sandbox Flatpak (la maggioranza dei casi) e quelli di compatibilità software vera e propria, legati al singolo programma o gioco che state cercando di eseguire.
Problemi legati alla sandbox Flatpak
- Schermo nero o crash silenzioso all’avvio di un programma: quasi sempre è la sandbox che impedisce l’accesso a file esterni. Soluzione: aprite “Sfoglia C:” dalla bottle, copiate l’intera cartella del programma (non solo l’eseguibile) al suo interno, poi registratelo dalla sezione Programmi con il pulsante “+” invece di lanciarlo dal percorso originale.
- Bottles non vede file nella cartella Download del sistema: per impostazione predefinita la sandbox Flatpak espone solo la propria directory isolata; copiate i file dentro la bottle oppure concedete un permesso filesystem più ampio con
flatpak override. - Le bottle create prima di passare a Flatpak sono sparite: il pacchetto Flatpak usa un percorso diverso per salvare le bottle rispetto a un’installazione nativa; la documentazione ufficiale fornisce una guida dedicata alla migrazione delle directory verso il nuovo percorso.
- Il Proton Manager di Steam non si attiva: mancano i permessi filesystem verso la cartella di Steam. Eseguite il comando
flatpak overridecorretto (nativo o Flatpak) mostrato nella sezione precedente e riavviate Bottles.
Problemi di compatibilità software
- Video che non parte, errore “manca un plugin GStreamer”: alcune build di Wine non includono i plugin GStreamer necessari. Installate i pacchetti
gst-plugins-base,gst-plugins-good,gst-plugins-uglyegst-plugins-baddal repository della vostra distro, poi avviate Bottles con la variabileBOTTLES_USE_SYSTEM_GSTREAMER=1per forzare l’uso dei codec di sistema al posto di quelli integrati. - “Dov’è Winetricks?”: da Bottles v2 in poi Winetricks è stato sostituito da un gestore di dipendenze interno, tracciabile nei file di configurazione della bottle e installabile in pochi click dalla sezione Dipendenze — non serve installarlo separatamente.
- Installazione di una dipendenza (.NET, Visual C++) che fallisce: se avevate selezionato più dipendenze insieme, riprovate installandole singolarmente; è il comportamento esplicitamente sconsigliato dalla documentazione ufficiale.
- Lista dei runner vuota o download che non parte: verificate la connessione internet (necessaria per scaricare nuovi componenti) e riprovate; in caso di problemi persistenti controllate lo stato dei server Flathub.
- Il programma non compare nella lista dopo un’installazione manuale: tornate nella sezione Programmi, cliccate “+” e selezionate manualmente l’eseguibile appena installato per registrarlo nella libreria della bottle.
- Anti-cheat che blocca l’avvio del gioco: non tutti i sistemi anti-cheat funzionano sotto Wine/Proton; Eagle può segnalare l’incompatibilità in anticipo, ma la soluzione dipende dal singolo gioco e non è garantita da Bottles.
Bottles su Steam Deck e handheld Linux
Su Steam Deck, Bottles si installa passando in Modalità Desktop e usando Discover (il software center di KDE) per cercarlo tra le app Flatpak disponibili — lo stesso identico pacchetto Flathub usato su qualsiasi altra distribuzione. Gli sviluppatori hanno dedicato attenzione esplicita a questo scenario: una release recente ha corretto una regressione ai controlli in modalità Gaming di Steam Deck, e la versione 64.0 ha risolto un problema nella generazione dello script di lancio di Gamescope — il compositor che gestisce la visualizzazione a schermo intero su Deck e sugli handheld basati su SteamOS/Bazzite — scrivendolo nella cartella temporanea condivisa in modo che la sandbox dedicata riesca a eseguirlo correttamente.
Per chi usa già Bazzite su ROG Ally, Legion Go o altri handheld x86, Bottles si comporta allo stesso modo: Flatpak e Flathub sono preconfigurati di fabbrica, quindi l’installazione richiede solo il comando o il click da software center visti nel Passo 2. Su questi dispositivi conviene comunque testare prima le prestazioni in Modalità Desktop, dato che alcuni giochi Windows più pesanti possono richiedere un profilo TDP o un refresh rate diverso da quello ottimizzato per i titoli nativi Steam/Proton.
Consigli avanzati e il futuro di Bottles
Per chi vuole spremere ogni goccia di prestazioni, la versione 64.0 ha aggiunto l’ereditarietà automatica della variabile MANGOHUD_CONFIG dall’ambiente host, così l’overlay di monitoraggio prestazioni MangoHud mantiene la stessa configurazione usata altrove sul sistema senza doverla ripetere per ogni bottle. La stessa release ha anche corretto l’esposizione del percorso e del runtime di Proton alla sandbox dedicata e la generazione dello script di lancio Gamescope nella cartella temporanea condivisa, due dettagli tecnici che migliorano la compatibilità su setup handheld e su configurazioni con compositor dedicato.
Sul fronte del progetto, la notizia più rilevante degli ultimi mesi è Bottles Next: una riscrittura completa dell’applicazione in linguaggio Rust con il toolkit grafico libcosmic, al posto delle tecnologie web (Electron/WebAssembly) inizialmente considerate. Il progetto ha ricevuto un finanziamento dal NGI0 Commons Fund di NLnet, iniziativa sostenuta dal programma Next Generation Internet della Commissione Europea, con Mirko Brombin — che firma la quasi totalità dei commit alle release più recenti — come sviluppatore capo. Al momento dell’annuncio del finanziamento, il team ha precisato che i fondi erano ancora in fase di pianificazione su budget ed impiego, e che riguardano specificamente la riscrittura Next, non la manutenzione ordinaria della Bottles attuale. Per chi segue da vicino l’evoluzione dell’ecosistema Linux gaming, vale la pena tenere d’occhio anche i cambiamenti architetturali che una riscrittura di questa portata comporta: un passaggio di linguaggio e toolkit di questo tipo, storicamente, porta con sé mesi se non anni di sviluppo parallelo prima che la nuova base sostituisca quella attuale in produzione.
Altri consigli pratici per un uso quotidiano più fluido: create bottle separate per giochi con esigenze molto diverse invece di riutilizzare sempre la stessa, così un aggiornamento di runner o dipendenze per un titolo non rischia di rompere gli altri; usate la funzione di backup prima di installare mod pesanti o patch non ufficiali; e se gestite più macchine Linux, ricordate che le bottle esportate mantengono le dipendenze tracciate, rendendo la migrazione tra postazioni più affidabile di una copia manuale del prefisso.
Cronologia versioni: cosa è cambiato di recente
| Versione | Data | Novità principali |
|---|---|---|
| 64.1 | 30 maggio 2026 | Correzione critica: nessun avvio nella sandbox dedicata per programmi esterni alla bottle |
| 64.0 | 29 maggio 2026 | Supporto ntsync, Eagle esteso (malware/stealer), ereditarietà MangoHud, fix avvio/UI, correzioni sandbox Proton/Gamescope |
| 63.2 | 2 aprile 2026 | Fix crash GTK legato ad aggiornamenti da altri thread |
| 63.1 | 1 aprile 2026 | Fix avvio, logica di arresto forzato, verifica spazio disco per gli snapshot |
| 63.0 | 22 marzo 2026 | Nuovo sistema di versioning, supporto proxy per i download, controlli estensioni Flatpak, scorciatoie Desktop/Steam più affidabili |
Domande frequenti
Bottles è gratuito?
Sì, è un progetto open source distribuito con licenza GPL-3.0, scaricabile gratuitamente da Flathub. Gli sviluppatori accettano donazioni tramite la pagina funding del sito ufficiale, ma l’app stessa non ha versioni a pagamento.
Bottles funziona su tutte le distribuzioni Linux?
Sì, essendo distribuito principalmente come Flatpak funziona su qualsiasi distribuzione con supporto Flatpak attivo, incluse Fedora, Ubuntu, Debian, openSUSE, Arch e le distro orientate al gaming come Bazzite. Su Arch Linux è disponibile anche un pacchetto community su AUR.
Che differenza c’è tra Bottles e Wine?
Wine è il layer di compatibilità di base che traduce le chiamate Windows in chiamate Linux; Bottles è un’interfaccia grafica che gestisce Wine per voi, occupandosi di runner, dipendenze, DLL override e configurazione per-programma senza bisogno di comandi da terminale.
Serve installare Winetricks separatamente?
No. Da Bottles v2 in poi il progetto ha sostituito Winetricks con un gestore di dipendenze interno, più tracciabile e integrato nei file di configurazione di ogni bottle.
Bottles supporta Steam Deck e gli handheld Linux?
Sì. Le release più recenti hanno corretto specificamente regressioni sui controlli in modalità Gaming di Steam Deck e migliorato la gestione di Gamescope, il compositor usato su molti handheld Linux.
Cos’è Eagle e sostituisce un antivirus?
Eagle è lo strumento di analisi integrato in Bottles che controlla framework, runtime, incompatibilità anti-cheat e, dalla versione 64.0, pattern tipici di malware e stealer negli eseguibili Windows. Non sostituisce un antivirus completo: è un livello di attenzione aggiuntivo, non un motore di rilevamento in tempo reale.
Posso eseguire giochi con anti-cheat tramite Bottles?
Dipende dal singolo gioco e dal sistema anti-cheat usato: non tutti sono compatibili con Wine/Proton. Eagle può segnalare in anticipo un’incompatibilità nota, ma Bottles non garantisce il funzionamento di ogni anti-cheat esistente.
Come faccio il backup delle mie bottle?
Dalla sezione dedicata di ogni bottle potete creare uno snapshot manuale in qualsiasi momento oppure un backup completo esportabile, utile prima di aggiornamenti rischiosi o per replicare la stessa configurazione su un’altra macchina.




