La PlayStation 5 Pro è sparita dagli scaffali. Non in un solo paese, ma in blocco: Stati Uniti, Spagna, Germania, Francia, Portogallo e Australia riportano lo stesso cartello, “esaurito”, sui siti di Amazon, MediaMarkt, Fnac, GAME e PlayStation Direct. Chi la cerca oggi, 8 settembre 2026, la trova solo sui marketplace di terze parti, a cifre che sfiorano i 1.500 dollari contro un prezzo ufficiale di 899,99 euro. Il colpevole indicato da quasi tutti i rivenditori è lo stesso: l’attesa per Grand Theft Auto 6, in uscita il 19 novembre. Ma la storia è più complicata di un semplice picco di domanda, perché sotto la carenza di console si muove una crisi molto più strutturale: quella dei chip di memoria RAM che sta ridisegnando l’intero settore hardware del gaming.

PS5 Pro introvabile in tutta Europa: cosa sta succedendo

Il quadro che emerge dai principali rivenditori europei a inizio settembre 2026 è uniforme. In Spagna, GAME ed El Corte Inglés segnano la console come esaurita sia nella versione singola sia nei bundle, mentre MediaMarkt la mantiene a listino ufficiale (899 euro) ma la segnala non disponibile né per la consegna a domicilio né per il ritiro in negozio. In Germania la situazione è simile: MediaMarkt ha smesso di accettare ordini, Amazon indica finestre di consegna comprese tra uno e due mesi secondo un aggiornamento di GamesWirtschaft del 3 settembre, e diversi rivenditori terzi chiedono cifre a quattro zeri in euro per un’unità disponibile subito.

In Francia la carenza tocca le catene principali: Fnac, Darty, Carrefour, Micromania e lo stesso store ufficiale PlayStation Direct risultano senza scorte, con solo sporadiche disponibilità presso rivenditori più piccoli. Il Portogallo offre il quadro più dettagliato: al 5 settembre, Worten, Fnac, El Corte Inglés, Darty e PlayStation Direct sono tutti fuori stock, e solo la catena Radio Popular riusciva ancora a vendere unità al prezzo di listino. Per l’Italia non esistono al momento cifre ufficiali pubblicate dai singoli rivenditori, ma il pattern paneuropeo (Spagna, Francia, Germania, Portogallo colpite nello stesso arco di giorni) rende plausibile una situazione analoga anche sul mercato italiano, dato che gran parte della logistica europea di Sony passa dagli stessi hub regionali.

La cronologia dell’esaurimento scorte

La carenza non è esplosa dall’oggi al domani. Già ad agosto alcuni utenti tedeschi segnalavano su Reddit che trovare una PS5 Pro era diventato “piuttosto difficile”, settimane prima del sold out globale di inizio settembre. Il 27 agosto 2026 Rockstar Games ha pubblicato su Netflix, e poche ore dopo su YouTube, un “Extended Look” di 26 minuti di gameplay di GTA 6. Nei giorni immediatamente successivi la domanda di PS5 Pro è salita in modo verticale: il 30 agosto il sito tedesco Play3 già parlava di console “ausverkauft” (esaurita) presso quasi tutti i rivenditori del mondo, e il 7 settembre Tom’s Guide confermava che la PS5 Pro risultava fuori stock su Amazon, Best Buy, Walmart, Target e persino sullo store diretto di Sony, con GameStop che offriva solo unità usate in quantità limitata.

Questa sequenza temporale è importante perché smentisce l’idea che si tratti soltanto di un problema di comunicazione dell’ultimo minuto da parte di Sony. Il video di GTA 6 ha agito da innesco su una domanda già tesa, in un mercato dove l’offerta di hardware gaming era sotto pressione da mesi per ragioni che non hanno nulla a che fare con Rockstar.

I numeri del bagarinaggio: quanto costa oggi una PS5 Pro

Il prezzo ufficiale della PS5 Pro nel 2026 è fissato a 899,99 euro (899,99 dollari negli Stati Uniti), già più alto rispetto al prezzo di lancio del novembre 2024. Sul mercato secondario, però, quella cifra è ormai un ricordo. Negli Stati Uniti i rivenditori terzi chiedono fino a 1.400-1.500 dollari per un’unità pronta alla consegna, secondo quanto riportato da NME e da un’analisi pubblicata su gameroll.net. In Germania le inserzioni di privati e rivenditori non ufficiali superano spesso i 1.300 euro, ben oltre il prezzo di listino. In Australia, la console risulta “completamente esaurita” secondo il sito Press Start, senza alcuna indicazione di quando arriverà un nuovo rifornimento.

Il divario tra prezzo ufficiale e prezzo reale di mercato, che oggi supera il 65% in molti paesi, è un indicatore diretto della sproporzione tra domanda e offerta. Non è un fenomeno nuovo per il settore console, ma la scala e la sincronia con cui si sta manifestando in più continenti contemporaneamente è insolita anche per gli standard del bagarinaggio hardware degli ultimi anni.

Tabella: disponibilità PS5 Pro nei principali mercati (settembre 2026)

PaeseRivenditori principali coinvoltiStato scortePrezzo di mercato secondario
Stati UnitiAmazon, Best Buy, Walmart, Target, PlayStation DirectEsaurito ovunque, solo usato da GameStopFino a 1.400-1.500 $
SpagnaGAME, El Corte Inglés, MediaMarktEsaurito, MediaMarkt segna “non disponibile” al ritiroSopra i 900 € su marketplace
GermaniaMediaMarkt, Amazon, SaturnOrdini sospesi, consegne 1-7 mesiOltre 1.300 €
FranciaFnac, Darty, Carrefour, MicromaniaEsaurito nelle catene principaliDati non ancora consolidati
PortogalloWorten, Fnac, El Corte Inglés, DartyEsaurito tranne Radio PopularDati non ancora consolidati
AustraliaRivenditori nazionali (rif. Press Start)Completamente esauritoNessun rifornimento annunciato
Regno UnitoStore ufficiale Sony UK“Currently unavailable”Dati non ancora consolidati

GTA 6 e l’effetto “Extended Look”: la scintilla della domanda

GTA 6 uscirà il 19 novembre 2026 solo su console, con un prezzo fissato a 79,99 euro, come già raccontato su queste pagine. Lo stesso blog ufficiale PlayStation aveva anticipato a giugno che il gioco “gira al meglio su PS5”, alimentando l’associazione tra il titolo e l’hardware Sony. Il legame tra il gioco e la corsa alla PS5 Pro è tutt’altro che casuale: sui forum specializzati, da ResetEra a GameFAQs, si discute da settimane se GTA 6 sarà davvero “PS5 Pro Enhanced”, cioè ottimizzato per sfruttare la GPU più potente e l’upscaler PSSR proprietario di Sony. Alcuni analisti tecnici, citati da TweakTown, invitano alla cautela: la GPU più veloce della Pro non basterebbe da sola a garantire i 60 fotogrammi al secondo, perché il collo di bottiglia reale sarebbe altrove nella pipeline di rendering del gioco.

Indipendentemente dai dettagli tecnici, la percezione del pubblico ha fatto il resto. Un video di ventisei minuti trasmesso in contemporanea su Netflix e YouTube è bastato a convincere una parte consistente di giocatori indecisi che il momento di aggiornare l’hardware fosse arrivato, con tre mesi di anticipo sull’uscita effettiva del gioco. È lo stesso meccanismo che negli anni passati ha spinto le vendite di hardware in coincidenza con il lancio di titoli attesissimi, ma raramente si era visto con un anticipo così ampio rispetto alla data di uscita reale.

Non è solo GTA 6: la crisi dei chip di memoria RAM

Diverse testate, tra cui Ground News e il tedesco Play3, sottolineano che GTA 6 non è “l’unico motivo” della carenza. Da mesi il settore hardware, gaming compreso, fa i conti con un aumento vertiginoso del costo dei chip di memoria. Nel 2025 i prezzi della DRAM sono saliti di circa il 171%, secondo un’analisi tecnica citata da tech-insider.org, soprattutto perché i data center dedicati all’intelligenza artificiale assorbono oggi circa il 70% della fornitura mondiale di memoria. Il risultato è una competizione diretta tra i produttori di hardware per il consumo (console, PC, smartphone) e le aziende che costruiscono infrastrutture AI, con queste ultime disposte a pagare multipli superiori pur di garantirsi le forniture.

Gli effetti si vedono nei numeri: la RAM DDR da 16 GB ha visto un aumento di prezzo di circa il 515% in pochi mesi, mentre lo storage NAND da 512 GB è salito di quasi il 479%, secondo dati ripresi da Hypebeast. Non stupisce che, in questo contesto, anche i produttori di console abbiano dovuto rivedere i listini o gestire con più prudenza la produzione. La carenza di PS5 Pro va quindi letta come il punto in cui due pressioni distinte, la domanda improvvisa generata da GTA 6 e la scarsità strutturale di componenti, si sono sommate nello stesso momento.

Sony e le rassicurazioni del CFO Lin Tao

Sony non è rimasta in silenzio di fronte alla crisi dei chip di memoria. Nelle dichiarazioni finanziarie diffuse nel corso del 2026, il CFO Lin Tao ha affermato che l’azienda ha messo da parte scorte di RAM sufficienti a coprire la produzione di hardware PlayStation 5 fino alla fine della stagione delle vendite natalizie 2026, e che l’obiettivo è soddisfare la domanda prevista fino a circa marzo 2027. Si tratta di una rassicurazione importante per gli investitori, perché segnala che l’azienda aveva anticipato per tempo la stretta sui componenti, ma non risolve il problema più immediato: la produzione pianificata mesi fa non teneva conto dell’impennata di domanda innescata dal video di GTA 6 a fine agosto.

In altre parole, Sony ha gestito bene il rischio di lungo periodo sulla materia prima, ma è stata colta di sorpresa dal picco di breve periodo sulla domanda finale. È una distinzione che aiuta a spiegare perché lo store ufficiale PlayStation Direct sia esaurito tanto quanto i rivenditori terzi: non è un problema di allocazione tra canali, ma di volume assoluto di unità disponibili in questo preciso momento.

Tabella: rincari hardware gaming in Europa nel 2026

Prodotto/componentePrezzo precedentePrezzo attuale 2026Variazione
PS5 standard (UE)549,99 €649,99 €+18%
PS5 Pro (UE)Prezzo di lancio nov. 2024899,99 €In aumento
Xbox Series X Disco (UE)649,99 €799,99 €+23%
Nintendo Switch 2 (UE)Prezzo pre-1° sett. 2026+30 € dal 1° settembreAumento confermato
RAM DDR 16 GBBase 2025+515% in pochi mesiImpennata
Storage NAND 512 GBBase 2025+479%Impennata

I dati sui prezzi di listino confermano che il 2026 è stato un anno di rincari generalizzati per l’hardware gaming, non un fenomeno isolato legato alla sola PS5 Pro. Lo avevamo già raccontato analizzando la crisi dei prezzi RAM legata all’intelligenza artificiale, che sta condizionando l’intero comparto elettronico di consumo.

Confronto competitivo: Xbox Series X e Switch 2 restano disponibili

Mentre la PS5 Pro spariva dagli scaffali, gli altri due principali produttori di console non riportavano gli stessi problemi di scorte nello stesso periodo. Un confronto sui mercati irlandesi, aggiornato a inizio settembre, mostra sia Xbox Series X sia Nintendo Switch 2 regolarmente disponibili presso i principali rivenditori.

Xbox Series X: disponibile ma più cara

Xbox Series X viene venduta a 599,99 euro dallo store Microsoft e dai principali rivenditori, un prezzo che riflette comunque i rincari 2026 discussi sopra. Non ci sono, però, segnalazioni di sold out diffuso paragonabili a quelle della PS5 Pro nello stesso arco di giorni. Microsoft punta molto sull’ecosistema Game Pass più che sulla console fisica come prodotto scarso, una strategia che riduce la pressione speculativa sul singolo hardware.

Nintendo Switch 2: scorte regolari nonostante il rincaro

Nintendo Switch 2 è quotata a 469,99 euro presso Smyths, GameStop Ireland e lo store ufficiale Nintendo, con un aumento di 30 euro entrato in vigore dal 1° settembre 2026 legato in parte alle stesse pressioni sui componenti che stanno colpendo Sony. Anche in questo caso, però, non risultano le stesse ondate di sold out simultaneo registrate per la PS5 Pro in sei mercati diversi nello stesso mese.

La differenza è significativa dal punto di vista strategico: la PS5 Pro è un prodotto di fascia alta pensato per un pubblico enthusiast, più sensibile a un singolo titolo evento come GTA 6, mentre Switch 2 e Xbox Series X si rivolgono a una base d’utenza più ampia e meno concentrata su un unico catalizzatore di acquisto. Per un raffronto tecnico più dettagliato tra le due famiglie di hardware Sony, restano valide le analisi già pubblicate su PS5 Pro contro PS5 e su PS5 Pro contro Xbox Series X.

Contesto storico: non è la prima carenza di console

Chi segue il mercato console da qualche anno riconosce uno schema già visto. Al lancio, tra la fine del 2020 e buona parte del 2022, la PS5 originale era rimasta a lungo introvabile a causa della carenza globale di semiconduttori che aveva colpito l’intera industria elettronica, non solo il gaming. All’epoca la causa scatenante era esterna al settore (la pandemia e le sue conseguenze sulle catene di fornitura), ma il meccanismo di fondo, cioè bagarini pronti a rivendere unità scarse a più del doppio del prezzo ufficiale, è identico a quanto si osserva oggi.

La differenza principale rispetto al 2020-2022 sta nella causa: allora si trattava di un collo di bottiglia produttivo generalizzato, oggi la scarsità nasce dalla competizione diretta tra il settore consumer e la domanda di memoria per i data center di intelligenza artificiale, un fenomeno strutturale che difficilmente si esaurirà nel giro di poche settimane. La combinazione con un evento di marketing puntuale come il video di GTA 6 ha reso il fenomeno più visibile e concentrato nel tempo, ma le radici sono più profonde e di più lungo periodo.

Impatto sul mercato: rivenditori, marketplace e consumatori

Per i rivenditori tradizionali, l’esaurimento delle scorte è un’arma a doppio taglio. Da un lato, la domanda compressa garantisce che ogni nuova consegna venga assorbita istantaneamente, senza bisogno di sconti o promozioni. Dall’altro, la mancanza di prodotto per settimane o mesi spinge una parte dei clienti verso i marketplace di terze parti, dove i margini finiscono nelle tasche dei bagarini invece che in quelle delle catene ufficiali. Catene come MediaMarkt in Germania e GAME in Spagna hanno scelto di sospendere temporaneamente gli ordini piuttosto che promettere tempi di consegna che non sono in grado di rispettare, una decisione che protegge la reputazione del rivenditore ma non risolve il problema di fondo.

Per i consumatori, la scelta si riduce a tre opzioni: aspettare un rifornimento di cui non si conosce la data, pagare il sovrapprezzo del mercato secondario, oppure orientarsi verso un’alternativa come Xbox Series X o Switch 2, entrambe più facilmente reperibili nello stesso periodo. È plausibile che una parte della domanda destinata alla PS5 Pro si sposti temporaneamente su questi concorrenti, anche se il legame specifico tra GTA 6 e l’ecosistema PlayStation rende meno probabile una migrazione di massa verso Xbox, dato che GTA 6 uscirà comunque anche su quella piattaforma.

Cosa significa per l’Italia

Il mercato italiano condivide gran parte della catena logistica europea con Spagna, Francia e Germania, i tre paesi dove la carenza è documentata con maggiore precisione. È quindi ragionevole attendersi che anche i rivenditori italiani, da MediaWorld a Unieuro passando per lo store ufficiale PlayStation, stiano affrontando le stesse difficoltà di approvvigionamento nello stesso periodo, anche se al momento non esistono ancora numeri ufficiali specifici per il mercato italiano pubblicati dalle fonti consultate. Chi in Italia sta cercando una PS5 Pro in vista del lancio di GTA 6 a novembre farebbe bene a monitorare gli store ufficiali quotidianamente, evitando acquisti d’impulso sui marketplace a prezzi gonfiati, che nella maggior parte dei casi tendono a normalizzarsi entro qualche mese dal picco di domanda.

Il rischio più ampio: PS6 e la RAM esaurita fino al 2028

La carenza attuale di PS5 Pro potrebbe essere solo un assaggio di problemi più grandi in arrivo. Secondo un report del taiwanese DigiTimes ripreso da gamingbible, i tre principali fornitori mondiali di RAM, Samsung, SK hynix e Micron, avrebbero già saturato la capacità produttiva fino al 2028. Questo scenario rende sempre più improbabile un lancio della prossima generazione PlayStation nel 2027, un’ipotesi che fino a qualche mese fa circolava con una certa insistenza tra gli analisti di settore.

Se i produttori di memoria restano impegnati con i data center AI ancora per due anni, l’intero ciclo di vita dell’attuale generazione di console, PS5, PS5 Pro, Xbox Series X e Switch 2, rischia di allungarsi oltre le previsioni iniziali. Per Sony in particolare, questo significa dover gestire la domanda della PS5 Pro come prodotto di punta più a lungo del previsto, proprio mentre si aggiunge un evento come GTA 6 capace di generare un salto di domanda del genere in una manciata di giorni.

Previsioni: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

  • La carenza di PS5 Pro dovrebbe attenuarsi gradualmente entro fine ottobre, ma è probabile che si ripresenti a ridosso del 19 novembre, data di uscita di GTA 6, con un nuovo picco di domanda dell’ultimo minuto.
  • I prezzi sul mercato secondario dovrebbero scendere progressivamente man mano che le forniture si normalizzano, ma difficilmente torneranno vicini al prezzo ufficiale di 899,99 euro prima del periodo natalizio.
  • È probabile che Sony comunichi nuovi aggiornamenti sulla produzione nella prossima trimestrale, confermando o rivedendo l’impegno del CFO Lin Tao a coprire la domanda fino a marzo 2027.
  • Xbox Series X e Switch 2 continueranno a beneficiare indirettamente della scarsità di PS5 Pro, intercettando parte della domanda di chi non vuole aspettare o pagare il sovrapprezzo.
  • Se il report di DigiTimes sulla saturazione della produzione RAM fino al 2028 si confermerà accurato, la pressione sui prezzi dell’hardware gaming resterà elevata ben oltre la fine del 2026, con possibili nuovi rincari nel corso del 2027.

Perché questa storia conta oltre il singolo modello di console

La vicenda della PS5 Pro esaurita non riguarda soltanto chi vuole giocare a GTA 6 il giorno del lancio. Racconta come due forze molto diverse, il marketing di un singolo videogioco e una crisi globale delle materie prime tecnologiche, possano intrecciarsi e amplificarsi a vicenda in un mercato che si credeva ormai maturo e prevedibile come quello delle console. Dopo la crisi dei semiconduttori del 2020-2022, l’industria aveva investito molto in una gestione più solida delle scorte. La rapidità con cui la PS5 Pro è tornata a essere introvabile nel giro di due settimane dimostra che la vulnerabilità della catena di fornitura hardware non è affatto sparita, si è solo spostata su un collo di bottiglia diverso: quello della memoria contesa con l’intelligenza artificiale.

Domande frequenti

Perché la PS5 Pro è esaurita a settembre 2026?

La causa principale indicata dai rivenditori è l’impennata di domanda seguita alla pubblicazione, il 27 agosto 2026, dell’Extended Look di GTA 6 su Netflix e YouTube. A questo si somma una crisi più ampia dei chip di memoria RAM che limita la produzione di hardware in tutto il settore tecnologico.

Quanto costa oggi una PS5 Pro sul mercato secondario?

Negli Stati Uniti i rivenditori terzi chiedono fino a 1.400-1.500 dollari, contro un prezzo ufficiale di 899,99 dollari. In Germania le inserzioni superano spesso i 1.300 euro.

La carenza riguarda anche l’Italia?

Non esistono ancora dati ufficiali specifici per il mercato italiano, ma dato che la logistica europea di Sony è condivisa con Spagna, Francia, Germania e Portogallo, tutti colpiti nello stesso periodo, è plausibile una situazione simile anche in Italia.

Xbox Series X e Nintendo Switch 2 hanno lo stesso problema?

No. Al momento della stesura, entrambe le console risultano regolarmente disponibili nei principali mercati europei, pur avendo subito i propri aumenti di prezzo nel corso del 2026.

GTA 6 sarà davvero ottimizzato per PS5 Pro?

Se ne discute da settimane sui forum specializzati. Alcuni analisti tecnici avvertono che la GPU più veloce della Pro da sola non garantirebbe i 60 fotogrammi al secondo, perché il collo di bottiglia del gioco potrebbe trovarsi altrove nella pipeline di rendering.

Cosa ha detto Sony sulla crisi delle scorte?

Il CFO Lin Tao ha dichiarato, secondo quanto riportato da GamesRadar, che Sony ha accantonato scorte di memoria sufficienti a coprire la produzione PS5 fino alla fine della stagione natalizia 2026, con l’obiettivo di soddisfare la domanda prevista fino a circa marzo 2027.

Quando si normalizzeranno le scorte di PS5 Pro?

Non esiste una data ufficiale. È probabile un miglioramento graduale entro fine ottobre, seguito da un nuovo picco di richieste a ridosso del lancio di GTA 6 il 19 novembre 2026.

La carenza di RAM influenzerà anche la prossima generazione di console?

Secondo un report di DigiTimes ripreso da gamingbible, i principali produttori di RAM avrebbero saturato la capacità fino al 2028, il che rende sempre meno probabile un lancio della prossima PlayStation nel 2027.