I prezzi della RAM sono esplosi. Nel giro di pochi mesi il costo dei moduli di memoria è cresciuto di oltre il 200% e, in diversi casi, del 300%, trascinando con sé SSD, schede video e – sempre di più – l’intero ecosistema del gaming. La causa non è la chiusura di una fabbrica né un disastro naturale: è la fame di memoria dell’intelligenza artificiale, che ha prosciugato le scorte globali di DRAM. In questa analisi vediamo quanto è aumentato il prezzo della RAM, perché sta succedendo, come cambia il costo di PC, GPU e console in Italia e in Europa e quando (forse) tornerà la normalità. Aggiornato al 5 luglio 2026.

La crisi della RAM del 2026: prezzi +300% e gaming nel caos

Quella che gli analisti hanno ribattezzato la “DRAM supercycle” è la peggiore crisi della memoria dell’ultimo decennio. È iniziata nel terzo trimestre del 2025, quando la domanda legata all’AI ha superato di colpo l’offerta, e nel 2026 è diventata il tema numero uno per chiunque compri un computer, una scheda video o una console. Secondo TrendForce, i prezzi medi della DRAM sono destinati a salire tra il 50% e il 55% nel primo trimestre 2026 rispetto al quarto trimestre 2025, dopo un 2025 già chiuso con rincari a doppia e tripla cifra.

Per i videogiocatori l’effetto è doppio e sgradevole. Da un lato la RAM di sistema, indispensabile per qualsiasi build da gaming, è diventata una delle voci più care del preventivo. Dall’altro la stessa carenza colpisce la GDDR delle schede video, la NAND degli SSD e la memoria integrata nelle console: componenti che alzano il prezzo finale di ogni piattaforma di gioco. Il risultato è che aggiornare o costruire un PC oggi costa molto più che a inizio 2025, e la tendenza – avvertono le società di ricerca – non si invertirà a breve.

La dinamica è chiara: la memoria è una risorsa finita, la capacità produttiva delle fonderie è satura e i data center per l’AI pagano di più e prima di tutti. Al mercato consumer resta la parte più piccola della torta, a prezzi che i produttori possono ritoccare quasi ogni mese. È una tempesta perfetta che tocca direttamente il portafoglio dei gamer italiani ed europei.

Di quanto sono aumentati i prezzi della RAM: i numeri del 2026

I numeri raccontano meglio di qualsiasi commento l’entità del rincaro. Un kit DDR5 da 32 GB (6000 MT/s) che a metà 2025 costava meno di 95 dollari ha superato i 184 dollari a ottobre 2025 e i 400 dollari a dicembre 2025. Negli Stati Uniti, secondo il RAM Price Index di Tom’s Hardware, il kit da 32 GB DDR5 più economico è arrivato a 374,97 dollari, contro gli 80-120 dollari di appena un anno prima. Ancora più impressionante il dato sui chip: un singolo chip DDR5 da 16 Gbit è passato da 6,84 dollari a settembre 2025 a 27,20 dollari a fine dicembre, un balzo del 298% in tre mesi, come documentato dalla voce di Wikipedia dedicata alla carenza di memoria 2025-2026.

Sul fronte all’ingrosso, i prezzi di contratto della DRAM sono cresciuti del 171,8% su base annua già nel terzo trimestre 2025, mentre i listini al dettaglio dei kit DDR5 sono saliti del 200-400% rispetto a metà 2025. Non va meglio agli SSD: nel primo trimestre 2026 i prezzi della memoria NAND consumer sono aumentati fino al 147%. La tabella seguente riassume l’evoluzione dei principali componenti.

ComponentePrezzo 2024 / inizio 2025Prezzo fine 2025Variazione
Kit DDR5 32 GB (6000 MT/s)~90-95 $oltre 400 $+300-400%
Chip DDR5 16 Gbit6,84 $ (set. 2025)27,20 $ (dic. 2025)+298%
Kit DDR5 32 GB (USA, minimo)80-120 $374,97 $~+200-350%
DRAM prezzi contratto (YoY, Q3 2025)riferimento+171,8%+171,8%
SSD / NAND consumer (Q1 2026)riferimentofino a +147%+147%

Fonti: Tom’s Hardware, Wikipedia (carenza di memoria 2025-2026), TrendForce. Dati aggiornati a inizio 2026.

Perché i prezzi della RAM sono esplosi: l’AI e la memoria HBM

La radice della crisi ha un nome preciso: intelligenza artificiale. I sistemi di addestramento e inferenza dei grandi modelli generativi divorano memoria ad altissima banda, e i data center la pagano a prezzi che il mercato consumer non può eguagliare. Come ha spiegato PC Gamer, RAM e storage sono diventati “assurdamente costosi” proprio perché la produzione è stata dirottata verso l’AI, e ci sono poche ragioni per aspettarsi cali a breve.

Il meccanismo è quasi matematico. Nel 2026 l’AI assorbe circa il 20% della capacità produttiva globale di wafer DRAM, ma il costo reale in termini di silicio è molto più alto: 1 GB di HBM (High Bandwidth Memory) occupa l’area di wafer di circa 4 GB di DRAM standard. Ogni acceleratore AI, quindi, sottrae al mercato una quantità sproporzionata di capacità produttiva. Tutti i grandi produttori – Samsung, SK Hynix e Micron – hanno confermato che la capacità HBM è esaurita fino a tutto il 2026, con tensioni sull’offerta destinate a proseguire nel 2027.

Cos’è la memoria HBM e perché fa aumentare la RAM del tuo PC

La HBM è memoria impilata in verticale e collegata direttamente ai chip AI: offre una banda enorme, indispensabile per le GPU dei data center. Il problema è che HBM e DDR5 escono dalle stesse fabbriche e competono per le stesse linee produttive. Quando un produttore decide di dedicare più wafer alla HBM – che rende molto di più – riduce automaticamente la DRAM disponibile per PC, smartphone e console. Ed è esattamente ciò che è accaduto: Samsung avrebbe alzato di oltre il 100% i prezzi di contratto della DDR5, mentre Samsung e SK Hynix hanno chiesto ai clienti fino al 30% in più per DRAM e NAND nel quarto trimestre 2025. Micron, dal canto suo, ha ridimensionato la propria offerta consumer, riducendo la presenza del marchio Crucial per concentrarsi sui clienti più remunerativi.

GPU più care: Nvidia e AMD ritoccano i listini nel 2026

La crisi non si ferma alla RAM di sistema. Le schede video usano memoria dedicata – GDDR6 per AMD, GDDR7 per Nvidia – che risente esattamente della stessa carenza. Secondo DigiTimes, i contratti di fornitura a prezzo fisso che avevano protetto i produttori per tutto il 2025 sono scaduti a fine anno: dal 2026 la pressione sui costi della memoria si scarica direttamente sui listini delle GPU.

Le prime mosse sono già arrivate. AMD ha comunicato ai partner un rincaro di circa il 10% sui prezzi delle schede a inizio 2026, con Nvidia attesa a ruota da febbraio. Gli analisti avvertono che gli aggiustamenti potrebbero ripetersi mese dopo mese, con il rischio, nelle fasce più esposte, di far quasi raddoppiare i prezzi di listino man mano che il costo della memoria arriva a dominare il costo di produzione della scheda. Per chi puntava a costruire un PC da gaming nel 2026, la combinazione RAM + GPU è la voce che pesa di più sul budget.

C’è anche un effetto collaterale meno visibile: per contenere i costi, i produttori potrebbero mantenere invariati (o addirittura ridurre) i quantitativi di VRAM nelle schede di fascia bassa, spostando su un piano superiore chi vuole più memoria video. In un’epoca in cui i giochi AAA chiedono sempre più VRAM, è una tensione destinata a far discutere.

Console nel mirino: PS5, Xbox Series e Switch 2

Le console non sono immuni. Ogni PlayStation 5, Xbox Series e Nintendo Switch 2 contiene diversi gigabyte di memoria – GDDR6 nelle console Sony e Microsoft, LPDDR5X nella Switch 2 – il cui costo è schizzato verso l’alto. Non stupisce che gli analisti si aspettino rincari delle console nell’ordine del 10-15% nel corso dell’anno. Ed è un capitolo che si somma a una stagione già segnata dagli aumenti: come abbiamo raccontato nell’analisi sull’aumento dei prezzi delle console nel 2026, il 2026 ha visto la PS5 salire a 649,99€, la Switch 2 posizionarsi a 499,99€ e Xbox rivedere al rialzo i listini della gamma Series.

Il modello di business delle console rende la situazione ancora più delicata. Storicamente i produttori vendono l’hardware in pareggio o addirittura in perdita, recuperando sui giochi e sugli abbonamenti. Con il costo della memoria in forte aumento, quel margine già sottile evapora: o si accetta di perdere di più su ogni unità venduta, o si alza il prezzo al pubblico. In un mercato dove attesissimi titoli come GTA 6 spingeranno milioni di giocatori verso l’acquisto di una console, ogni euro in più sul prezzo di listino ha un peso enorme sulle vendite complessive.

Il rischio concreto è duplice: un secondo giro di rincari nel corso del 2026 oppure la comparsa di edizioni “ridotte” – meno storage, niente lettore ottico – pensate per tenere basso il prezzo d’ingresso senza intaccare troppo i margini.

PC e prebuilt da gaming: notebook, Dell e RAM da 32 GB

Chi compra un PC preassemblato paga la crisi in modo ancora più diretto. Nel 2025 il costo unitario reale dei dispositivi PC per gli assemblatori è cresciuto dell’8-10%, e i grandi OEM hanno reagito ritoccando i listini. Dell ha annunciato rincari del 15-20% a partire dal 17 dicembre 2025, con aumenti concreti che vanno da 130 a 230 dollari per i sistemi con 32 GB di RAM e fino a 765 dollari per le configurazioni con 128 GB. Sono cifre che trasformano una build di fascia media in un acquisto di fascia alta.

Il segmento più colpito è quello entry-level, dove il costo della memoria incide in percentuale molto più alta. In Italia un notebook base da 500 euro rischia di arrivare a 650 euro, mentre le configurazioni con 32 GB di RAM – fino a ieri lo standard consigliato per il gaming – stanno diventando prodotti premium. Il paradosso è amaro: proprio mentre i giochi chiedono più memoria, la memoria diventa il componente che più fa lievitare il prezzo del sistema.

Per chi assembla da sé, il consiglio degli esperti è cambiato radicalmente rispetto al 2024: non più “prendi 32 GB, tanto costano poco”, ma “compra la quantità di RAM che ti serve davvero, oggi, perché domani costerà di più”. La logica della scorta preventiva, un tempo sconsigliata, per una volta ha senso.

Valve sotto pressione: Steam Deck, Steam Machine e Steam Frame

Il capitolo più interessante per gli appassionati riguarda Valve, che nel 2026 ha rilanciato la propria strategia hardware con prodotti fortemente dipendenti dalla memoria. La Steam Machine, il mini-PC da salotto proposto a circa 1.039€, monta 16 GB di DDR5 più 8 GB di GDDR6 dedicati: un mix di memoria che, ai prezzi del 2026, incide in modo significativo sul costo di produzione. Ogni rincaro della DRAM erode il posizionamento di prezzo che Valve ha faticosamente costruito contro rivali come la PS5 Pro.

Ancora più esposto è lo Steam Frame, il visore VR standalone da 16 GB di LPDDR5X il cui prezzo non è ancora stato annunciato: diversi osservatori collegano proprio alla crisi della memoria la cautela di Valve nel fissare un listino. Sul fronte handheld, la stessa pressione si riflette sull’intera categoria: dai portatili Windows come ROG Xbox Ally X e Legion Go 2 allo Steam Deck, ogni dispositivo con RAM saldata paga un sovrapprezzo che prima o poi arriverà al consumatore. In un mercato dove l’handheld PC era diventato sinonimo di “gaming accessibile”, la crisi della memoria rischia di riportare i prezzi verso l’alto.

Le previsioni di Gartner, IDC e TrendForce

Le grandi società di ricerca sono allineate su una diagnosi tanto chiara quanto scomoda: i prezzi saliranno ancora. Secondo Gartner, i prezzi della DRAM aumenteranno del 125% nel 2026, con la crisi dello storage destinata a estendersi al 2027. La stessa società, come riportato da CRN, prevede un calo a doppia cifra delle spedizioni di PC nel 2026, man mano che i costi di DRAM e SSD si propagano lungo tutta la filiera. Testate come Tech Times spingono la stima combinata di DRAM e SSD fino al +130%, con un impatto sul prezzo medio dei PC dell’ordine del +17%.

Anche IDC conferma il quadro: nel 2026 il prezzo medio di vendita dei PC aumenterà del 4-6% in uno scenario moderato e del 6-8% in uno scenario pessimistico, mentre la crescita dell’offerta di DRAM (+16% su base annua) e NAND (+17%) resterà sotto le medie storiche. In altre parole, l’offerta non cresce abbastanza in fretta per compensare la domanda dell’AI. La tabella riassume le principali previsioni.

FontePrevisioneOrizzonte
GartnerPrezzi DRAM +125%2026 (crisi fino al 2027)
GartnerCalo a doppia cifra delle spedizioni PC2026
IDCPrezzo medio PC +4-8%2026
IDCOfferta DRAM +16% / NAND +17%2026
TrendForceDRAM +50-55% QoQQ1 2026
Tech Times / GartnerDRAM+SSD +130%, prezzi PC +17%fine 2026

Fonti: Gartner (via LinkedIn e CRN), IDC, TrendForce, Tech Times.

Quanto durerà la crisi della memoria

La domanda che tutti si pongono è una sola: quando finirà? La risposta breve è “non presto”. Gli analisti collocano il picco dei prezzi della DDR5 intorno alla metà del 2026, ma un sollievo significativo non è atteso prima della fine del 2027, con diversi osservatori che parlano apertamente di orizzonte 2028. TrendForce indica che la carenza potrebbe protrarsi almeno fino al quarto trimestre 2027.

Il motivo è strutturale. Costruire nuova capacità produttiva non è come aprire un rubinetto: una nuova fonderia richiede dai due ai tre anni per passare dall’annuncio alla produzione di volume. Anche se oggi Samsung, SK Hynix e Micron annunciassero nuovi impianti, gli effetti sui prezzi si vedrebbero solo verso il 2028. Nel frattempo la domanda dell’AI continua a crescere, e finché i data center saranno disposti a pagare più del mercato consumer, la DRAM per PC e console resterà scarsa e cara.

C’è anche una variabile geopolitica: dazi, restrizioni all’export e concentrazione della produzione in pochi Paesi rendono la filiera fragile. Un singolo shock – un evento naturale, una tensione commerciale – potrebbe peggiorare ulteriormente il quadro. La lezione per i gamer è di pianificare gli acquisti con un orizzonte lungo, senza contare su un ribasso imminente.

Impatto sul mercato italiano ed europeo: cosa cambia per i gamer

Per l’Italia e l’Europa la crisi arriva in un momento delicato. Il mercato videoludico italiano vale circa 2,4 miliardi di euro secondo i dati di IIDEA, l’associazione di categoria: un settore maturo ma sensibile al prezzo dell’hardware, soprattutto nelle fasce d’ingresso dove si concentrano i nuovi giocatori. Quando il costo di una console o di un PC da gioco sale del 10-15%, una parte del pubblico rinuncia o rimanda l’acquisto, con effetti a catena su giochi, accessori e abbonamenti.

Il consumatore europeo, inoltre, sconta due svantaggi rispetto a quello statunitense: il cambio euro-dollaro e l’IVA, che amplificano ogni rincaro di listino. Un aumento deciso in dollari dai produttori asiatici si traduce quasi sempre in un incremento ancora più marcato nei prezzi al pubblico in euro. Il rischio è un ampliamento del divario tra chi può permettersi hardware aggiornato e chi resta indietro, in un mercato – quello del gaming su PC e console – che in Europa era cresciuto proprio grazie alla progressiva accessibilità dei dispositivi.

Sul piano industriale, l’UE punta da tempo a rafforzare la propria autonomia sui semiconduttori attraverso l’European Chips Act, ma si tratta di investimenti i cui frutti si vedranno solo nel medio-lungo periodo e che riguardano soprattutto i chip logici, non la memoria. Nel breve termine, l’Europa resta esposta alle dinamiche di un mercato della DRAM dominato da pochi produttori asiatici.

Contesto storico: RAM, SSD e GPU a confronto

Non è la prima volta che il mercato della memoria va in tensione. Tra il 2017 e il 2018 una precedente carenza di DRAM e NAND fece salire i prezzi di RAM e SSD, trainata allora dalla domanda di smartphone e dalla transizione tecnologica dei produttori. Quella crisi, però, era guidata da consumatori e dispositivi mobili: si risolse quando l’offerta si adeguò e la domanda si normalizzò. La crisi del 2026 è diversa e, per molti versi, più insidiosa, perché la domanda dell’AI non è un picco temporaneo ma una tendenza strutturale con un potere d’acquisto enormemente superiore a quello del mercato consumer.

Il confronto tra le diverse categorie di componenti aiuta a capire dove batte più forte il rincaro. La RAM di sistema guida la classifica degli aumenti, seguita da SSD e schede video, con le console che scaricano l’incremento sui listini finali. La tabella mette a confronto le principali categorie hardware del gaming.

CategoriaAumento registrato / previstoCausa principaleQuando
RAM DDR5 (kit)+200-400%Domanda AI / HBMmetà 2025 – 2026
SSD / NANDfino a +147% (Q1 2026)NAND per data center2026
GPU (Nvidia / AMD)+10% e oltre, rincari mensiliGDDR6 / GDDR7 più carada gen-feb 2026
Console+10-15%RAM / NAND nei componenti2026
PC prebuilt (Dell)+130-765 $ per configurazioneRAM e SSDda dic. 2025

Fonti: Tom’s Hardware, DigiTimes, IDC, comunicati dei produttori. Cifre indicative.

5 previsioni sui prezzi della RAM e sul gaming nel 2026-2027

Sulla base dei dati e delle stime degli analisti, ecco cinque previsioni ragionevoli per i prossimi diciotto mesi:

  1. Picco a metà 2026, poi altopiano. I prezzi della DDR5 toccheranno il massimo intorno alla metà dell’anno e resteranno elevati: nessun crollo prima del 2027, come indicano Gartner e TrendForce.
  2. GPU sempre più care e VRAM “congelata”. Nvidia e AMD continueranno i rincari mensili; nelle fasce basse la quantità di VRAM resterà invariata per contenere i costi, spingendo chi vuole più memoria verso modelli superiori.
  3. Secondo giro di rincari sulle console. È probabile un ulteriore ritocco dei listini o la comparsa di edizioni con meno storage, pensate per difendere i margini senza superare soglie psicologiche di prezzo.
  4. Erosione del segmento entry-level. Notebook e prebuilt economici supereranno stabilmente i 650 euro; il segmento budget, quello che ha allargato la base dei giocatori, sarà il più penalizzato.
  5. Hardware Valve e handheld riprezzati. Steam Frame, Steam Machine e i portatili PC vedranno listini più alti o lanci prudenti, con una normalizzazione dei prezzi rimandata al 2027-2028.

Cosa fare adesso: consigli per gamer e builder

In un mercato così teso, qualche mossa pratica può evitare acquisti affrettati o inutili. La prima regola è verificare quanta memoria hai davvero prima di spendere: per molti giochi 16 GB restano sufficienti e un upgrade a 32 GB, ai prezzi attuali, potrebbe non valere la spesa. Ecco i comandi per controllare la configurazione della RAM installata su Windows e su Linux:

# Windows (Prompt dei comandi)
wmic memorychip get Capacity,Speed,Manufacturer,PartNumber

# Linux (terminale)
sudo dmidecode -t memory | grep -E "Size|Speed|Type:|Manufacturer"

Se hai davvero bisogno di più RAM, la seconda regola paradossale del 2026 è: se il prezzo è accettabile, compra ora. Con le previsioni che indicano ulteriori rincari, aspettare rischia di costare di più. Valuta i tagli da 16 GB o i kit già in tuo possesso da riutilizzare, e considera che la RAM usata di qualità, un tempo poco conveniente, oggi può essere un’alternativa sensata (verificando compatibilità e affidabilità del venditore). Per le GPU, se una scheda al prezzo giusto è disponibile, non contare su cali imminenti. E se stai pensando a una console, tieni d’occhio i listini: eventuali edizioni “ridotte” potrebbero offrire il miglior rapporto qualità-prezzo del periodo.

Infine, adegua le aspettative. Questa non è una bolla speculativa che scoppierà tra un mese: è una ristrutturazione del mercato della memoria attorno all’AI. Pianificare gli acquisti con un orizzonte di uno-due anni, invece di inseguire il ribasso perfetto, è la strategia più razionale per chi gioca su PC e console.

Domande frequenti sui prezzi della RAM nel 2026

Perché i prezzi della RAM sono aumentati così tanto nel 2026?

Perché la domanda di memoria da parte dei data center per l’intelligenza artificiale ha prosciugato le scorte globali di DRAM. La HBM per i chip AI e la DDR5 escono dalle stesse fabbriche: dedicando più capacità alla HBM, i produttori riducono la memoria disponibile per PC, GPU e console, facendo salire i prezzi.

Di quanto è aumentata la RAM DDR5?

I kit DDR5 al dettaglio sono rincarati del 200-400% da metà 2025. Un singolo chip DDR5 da 16 Gbit è passato da 6,84 a 27,20 dollari (+298%) in tre mesi, mentre un kit da 32 GB che costava meno di 95 dollari ha superato i 400 dollari a fine 2025.

Conviene comprare RAM adesso o aspettare?

Se hai reale necessità di più memoria, conviene comprare ora: le previsioni di Gartner, IDC e TrendForce indicano ulteriori rincari nel corso del 2026, con un possibile sollievo solo dal 2027-2028. Aspettare, per una volta, rischia di far pagare di più.

La crisi della memoria farà aumentare il prezzo delle console?

Sì. Gli analisti prevedono aumenti delle console nell’ordine del 10-15% nel corso dell’anno, perché PS5, Xbox Series e Switch 2 contengono diversi gigabyte di memoria il cui costo è salito. Nel 2026 la PS5 è già arrivata a 649,99€ e la Switch 2 a 499,99€.

Le schede video (GPU) costeranno di più?

Sì. AMD ha già comunicato ai partner un rincaro di circa il 10% a inizio 2026, con Nvidia attesa da febbraio. Poiché i contratti a prezzo fisso sulla GDDR sono scaduti a fine 2025, gli analisti prevedono ulteriori aumenti mensili sui listini delle schede video.

Quando torneranno normali i prezzi della RAM?

Non prima della fine del 2027, con molti analisti che indicano il 2028. Una nuova fonderia richiede due-tre anni per entrare in produzione di volume, quindi anche eventuali nuovi impianti non allevierebbero la carenza prima di allora.

La crisi riguarda anche gli SSD?

Sì. I prezzi della memoria NAND consumer sono aumentati fino al 147% nel primo trimestre 2026, perché anche lo storage ad alte prestazioni viene assorbito dai data center. SSD e RAM stanno rincarando in parallelo, aumentando il costo complessivo di ogni build da gaming.

Fonti esterne: Tom’s Hardware, Wikipedia, TrendForce, IDC, DigiTimes, PC Gamer, Tech Times.