A luglio 2026 gli americani hanno speso 282 milioni di dollari in hardware da gioco, il 29% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Circana, la società di analisi che traccia il mercato retail statunitense, lo definisce senza mezzi termini: il peggior luglio dal 2020, l’anno della pandemia. Dietro il numero c’è un quadro più ampio, con Nintendo Switch 2 che perde metà delle vendite unitarie rispetto a un anno fa, Xbox Series che scivola del 18% e persino PlayStation 5, la piattaforma più stabile del trio, che cede il 6%. Il rallentamento arriva mentre i prezzi della memoria RAM continuano a spingere verso l’alto il costo di produzione delle console, un fenomeno che sta già cambiando gli scaffali anche in Europa e in Italia.
Non è un dato isolato. Segue un giugno già segnato da un calo del 21% nella spesa complessiva, quando l’entusiasmo per il lancio di Switch 2 (avvenuto nel giugno 2025) ha smesso di gonfiare i confronti anno su anno. Ma luglio va oltre la semplice normalizzazione: tocca un pavimento che non si vedeva da sei anni, in un momento in cui tre produttori di console hanno appena alzato i prezzi al pubblico. Questo articolo analizza i numeri di Circana, il contesto storico, l’impatto sul mercato europeo e cosa aspettarsi nei mesi che porteranno al Natale 2026.
Cosa Dice il Report Circana di Agosto 2026
Il report arriva il 20 agosto 2026, pubblicato da Bloomberg sulla base dei dati Circana relativi al mese di luglio, confermato nelle stesse ore anche da GamingBolt. La fotografia complessiva del mercato statunitense dei videogiochi (contenuti, hardware e accessori) segna un calo del 10% su base annua, a 4,5 miliardi di dollari. È la componente hardware, però, a guidare la frenata: la spesa in console è scesa del 29%, mentre le unità vendute sono crollate del 39%, un divario che racconta una storia precisa. Chi compra oggi una console paga di più, ma sono in meno quelli che comprano.
Il prezzo medio di vendita di una console negli Stati Uniti è salito del 16%, arrivando a 542 dollari. È un numero che riflette sia i rincari ufficiali applicati da Nintendo, Sony e Microsoft nel corso del 2026, sia lo spostamento della domanda verso le versioni più costose degli hardware (penso ai modelli con tagli di storage maggiori). Circana riporta che il mercato hardware non toccava un fondo simile da luglio 2020, quando la pandemia aveva svuotato gli scaffali e complicato la logistica globale, fissando la spesa di quel mese a 163 milioni di dollari.
La differenza tra il 2020 e il 2026 è che oggi non manca la disponibilità fisica delle console. Manca la voglia, o la capacità economica, di comprarle a questi prezzi. Nel 2020 il problema era trovare una PS5 sugli scaffali; nel 2026 il problema è che il prezzo su quello scaffale è aumentato troppo in fretta.
Switch 2 in Caduta Libera: -51% Rispetto a Luglio 2025
Il calo più marcato tra le tre piattaforme riguarda proprio la console che l’anno scorso dominava le classifiche. Le unità di Nintendo Switch 2 vendute negli Stati Uniti a luglio 2026 sono scese del 51% rispetto a luglio 2025, secondo i dati Circana ripresi da Bloomberg. In pratica, per ogni due Switch 2 vendute un anno fa, oggi se ne vende una sola.
Il crollo si spiega in parte con un effetto base: Switch 2 è stata lanciata a giugno 2025, e i primi mesi successivi al lancio restano tradizionalmente i più forti per qualsiasi console. Confrontare luglio 2026 con luglio 2025, quando l’hype del lancio era ancora fresco, produce inevitabilmente un calo percentuale vistoso. Ma il fenomeno non è isolato al singolo mese: già il report di giugno aveva segnalato un calo della spesa complessiva del 21%, legato proprio all’esaurirsi della spinta iniziale di Switch 2.
Detto questo, Switch 2 resta, nonostante il calo, la console più venduta in termini di unità negli Stati Uniti a luglio 2026, un dato che Circana conferma esplicitamente. Il paradosso è che la piattaforma numero uno per volumi sia anche quella con la frenata percentuale più dura. Su base globale, Nintendo aveva già comunicato a inizio agosto che le vendite hardware di Switch 2 nel trimestre aprile-giugno 2026 erano scese del 34,4% su base annua, a 3,82 milioni di unità contro i 5,82 milioni dello stesso trimestre 2025, pur restando la console più venduta nella storia recente nei primi dodici mesi di vita, con 23,68 milioni di unità cumulate al 30 giugno 2026, superando il totale storico di GameCube (21,74 milioni).
PlayStation 5 e Xbox Series: Resistono Meglio ma Non Abbastanza
PlayStation 5 è la piattaforma che tiene meglio il colpo, con un calo delle unità vendute del 6% su base annua a luglio 2026. È anche la console che guida la classifica per fatturato in dollari, un primato che Sony mantiene nonostante l’aumento generalizzato dei prezzi europei e statunitensi nel corso dell’anno. Xbox Series X e Series S, invece, cedono il 18% in unità, un calo intermedio tra la tenuta di PS5 e il crollo di Switch 2.
Il dato più duro per l’ecosistema Xbox riguarda però il software fisico: le vendite di giochi in scatola per la piattaforma Microsoft sono scese a livelli quasi nulli, secondo l’analisi diffusa da Circana e ripresa da Metro. È un segnale della strategia Microsoft degli ultimi anni, con un’offerta hardware sempre più orientata al digitale e al Game Pass, e retailer che riducono lo spazio scaffale dedicato ai dischi Xbox. Non sorprende, considerando che l’azienda ha più volte ribadito l’intenzione di spingere sui servizi in abbonamento piuttosto che sulla vendita fisica di copie.
Nel complesso, il quadro dei tre big non racconta un mercato in fuga verso un vincitore, ma una frenata diffusa. Nessuna delle tre piattaforme cresce; cambia solo l’intensità del calo. Questo suggerisce che il problema non sia competitivo, Sony che ruba quote a Nintendo, o viceversa, ma strutturale: il costo di possedere una console nuova è salito più velocemente del potere d’acquisto medio del consumatore statunitense.
I Numeri a Confronto: la Tabella del Crollo Hardware
La tabella seguente riassume i dati Circana per il mercato hardware statunitense di luglio 2026, con il confronto storico rispetto al 2020 e il dettaglio sulle altre voci di spesa.
| Indicatore | Luglio 2020 | Luglio 2025 (stimato) | Luglio 2026 | Variazione YoY 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Spesa hardware USA (totale) | 163 milioni $ | ~397 milioni $ | 282 milioni $ | -29% |
| Unità hardware vendute (tutte le piattaforme) | n.d. | base di confronto | -39% YoY | -39% |
| Prezzo medio per unità | n.d. | base di confronto | 542 $ | +16% |
| Spesa totale videogiochi USA (contenuti+hardware+accessori) | n.d. | base di confronto | 4,5 miliardi $ | -10% |
| Vendite fisiche di giochi (dollari) | n.d. | base di confronto | 85 milioni $ | minimo storico di luglio |
| Spesa in abbonamenti | n.d. | base di confronto | in crescita | +6% |
Fonte: Circana Games Market Dynamics, dati diffusi il 20 agosto 2026 e ripresi da GamesRadar e Game World Observer. Il valore di luglio 2025 è stimato applicando la variazione percentuale del 29% dichiarata da Circana al dato di luglio 2026.
Il Confronto per Piattaforma: Chi Perde di Più
| Piattaforma | Variazione unità YoY (luglio 2026) | Posizione nel mercato USA | Nota |
|---|---|---|---|
| Nintendo Switch 2 | -51% | 1° per unità vendute | Effetto base dal lancio di giugno 2025 |
| Xbox Series X|S | -18% | 3° per unità vendute | Vendite fisiche software quasi azzerate |
| PlayStation 5 | -6% | 1° per fatturato in dollari | Calo più contenuto del trio |
La Crisi dei Prezzi RAM Dietro il Crollo
Dietro i numeri di Circana c’è un fattore che il nostro sito ha già raccontato più volte nel corso del 2026: la corsa dei prezzi della memoria RAM, spinta dalla domanda dei data center per l’intelligenza artificiale. Il rincaro dei chip di memoria ha già fatto salire il prezzo di Steam Deck OLED da 649 a 919 euro in Europa e ha costretto Valve ad ammettere un aumento di oltre 300 dollari sul prezzo previsto per Steam Machine. Lo stesso meccanismo colpisce PS5, Xbox Series e Switch 2, che montano tutte moduli di memoria soggetti alle stesse dinamiche di mercato.
Gizmodo, commentando lo stesso report Circana, ha collegato direttamente l’aumento dei prezzi della memoria all’incremento del costo unitario delle console e alla frenata della domanda. Non è un caso isolato: nel 2026 il prezzo dei moduli DRAM è salito di circa il 300% rispetto ai livelli pre-crisi, secondo l’analisi che avevamo pubblicato a marzo, un rincaro che si è riversato quasi integralmente sui listini consumer di tutto il settore tecnologico, console comprese.
Il risultato è un circolo che si autoalimenta: i produttori alzano i prezzi per proteggere i margini, i consumatori rimandano l’acquisto, le unità vendute calano, e la spesa aggregata scende anche se il prezzo medio sale. È esattamente il pattern che emerge dai dati di luglio, con il prezzo medio a 542 dollari (+16%) e le unità vendute in calo del 39%.
Spesa Software e Fisico: Minimo Storico a 85 Milioni di Dollari
Non è solo l’hardware a soffrire. Le vendite di copie fisiche di videogiochi negli Stati Uniti sono scese a 85 milioni di dollari a luglio 2026, il livello più basso mai registrato per questo mese da quando Circana tiene traccia dei dati, dal 1995, come confermato anche da VGTimes. È un dato che si inserisce in un trend pluriennale di abbandono del disco fisico a favore del digitale, ma il ritmo del calo nel 2026 sorprende anche gli osservatori più abituati a questo tipo di flessione.
Il calo del fisico riguarda in modo particolare Xbox, dove le vendite di giochi in scatola sono ormai marginali, ma coinvolge anche PlayStation e, in misura minore, Nintendo, che grazie ai formati a cartuccia mantiene un pubblico più fedele al supporto fisico rispetto ai rivali. Il quadro complessivo della spesa in contenuti, console e PC inclusi, mostra un calo diffuso, con il mobile gaming indicato come il principale responsabile della flessione complessiva della spesa in contenuti a livello di mercato USA.
Abbonamenti in Controtendenza: +6% l’Unica Categoria in Crescita
In un mese in cui quasi ogni indicatore è in rosso, la spesa in abbonamenti, Game Pass, PlayStation Plus, Nintendo Switch Online e servizi simili, cresce del 6% su base annua, l’unica categoria a segnare un aumento nel report di luglio. È un segnale che conferma una tendenza già visibile da tempo: i consumatori riducono la spesa discrezionale su hardware e copie singole, ma continuano a pagare abbonamenti ricorrenti, spesso percepiti come un costo fisso più facile da giustificare rispetto a un esborso una tantum di centinaia di dollari.
Per Microsoft, che ha costruito la propria strategia Xbox attorno al Game Pass, questo dato è probabilmente più rassicurante del crollo del 18% nelle unità hardware. Per Sony e Nintendo, che dipendono ancora in modo più marcato dalla vendita di hardware e copie fisiche o digitali singole, il messaggio è più scomodo: il futuro della spesa dei giocatori sembra spostarsi sempre più verso modelli ricorrenti, a scapito dell’acquisto diretto di console e giochi pieni.
Impatto sul Mercato Europeo e Italiano
Circana non pubblica, nei dati diffusi il 20 agosto, una cifra equivalente per il mercato europeo o italiano. Ma le dinamiche che spiegano il crollo statunitense, prezzi della memoria in aumento, rincari ufficiali delle console, rallentamento della domanda dopo il boom di Switch 2, non sono confinate agli Stati Uniti. In Europa, Xbox Series S è arrivata a costare più di Switch 2 dopo i rincari di inizio agosto, con il modello da 512GB salito da 349,99 a 499,99 euro (+43%) e il modello da 1TB passato da 399,99 a 599,99 euro (+50%). Nintendo, dal canto suo, ha annunciato un aumento del prezzo di Switch 2 in Europa a 499,99 euro a partire dal 1° settembre 2026, contro i 469,99 euro attuali.
Per il mercato italiano, l’ultimo dato strutturale disponibile riguarda il 2025, quando la spesa complessiva in videogiochi nel paese si è fermata a 2,4 miliardi di euro, in calo dell’1% rispetto all’anno precedente. Se i rincari hardware osservati negli Stati Uniti e in Europa a luglio e agosto 2026 si riflettono anche sul mercato italiano nei prossimi report, è ragionevole aspettarsi una pressione simile sulla componente hardware della spesa, dato che i listini di Nintendo, Sony e Microsoft sono sostanzialmente allineati tra i vari paesi dell’area euro.
Un elemento che gioca a favore dei consumatori europei, almeno per ora, è la componente normativa: gli obblighi UE sul diritto alla riparazione hanno spinto Nintendo a introdurre una batteria sostituibile su Switch 2 venduta in Europa, un dettaglio tecnico che non compensa il rincaro di prezzo ma che allunga potenzialmente la vita utile dell’hardware già acquistato, riducendo la pressione a un riacquisto anticipato.
Il Confronto Storico: Perché si Torna al 2020
Il paragone con il 2020 non è casuale, ma va contestualizzato. Nel luglio 2020, in piena pandemia, la produzione di console era rallentata dalle chiusure delle fabbriche asiatiche e la logistica globale era in ginocchio: trovare una PS5 o una Xbox Series X sugli scaffali era quasi impossibile, e la domanda superava di gran lunga l’offerta disponibile. La spesa hardware di 163 milioni di dollari di quel mese riflette quindi un vincolo di offerta, non di domanda.
Nel 2026 la situazione è ribaltata: le console sono disponibili, gli scaffali sono pieni, ma è la domanda a mancare, schiacciata da prezzi che sono saliti più rapidamente dei salari medi. È una distinzione importante per chi legge il dato superficialmente: il fatto che luglio 2026 sia il “peggior luglio dal 2020” non significa che il mercato stia vivendo una crisi di offerta paragonabile alla pandemia, significa che il potere d’acquisto dei consumatori nei confronti dell’hardware da gioco è tornato ai livelli più bassi degli ultimi sei anni, ma per ragioni opposte.
Confronto Competitivo: Nintendo, Sony e Microsoft a Confronto
Guardando ai tre produttori nel loro complesso, emergono strategie diverse per affrontare lo stesso vento contrario. Nintendo continua a puntare sul volume: nonostante il calo del 51% a luglio, Switch 2 resta la console più venduta in unità e ha già superato le vendite lifetime di GameCube in appena tredici mesi. Il rischio per Nintendo è che l’aumento di prezzo previsto per settembre 2026 in Europa e Stati Uniti acceleri ulteriormente la frenata già in corso.
Sony punta sulla tenuta del fatturato piuttosto che sul volume: PS5 perde solo il 6% in unità e resta la console che genera più dollari di spesa hardware negli Stati Uniti, un segnale che il pubblico PlayStation è in parte meno sensibile al prezzo o più fedele alla piattaforma rispetto agli altri due ecosistemi. Microsoft, infine, sta trasformando la propria identità: le vendite hardware Xbox continuano a calare da mesi, un report precedente segnalava un crollo del 19,5% nelle vendite console, ma l’azienda compensa spingendo su Game Pass e sul ritorno a un maggiore focus sulle esclusive software, una strategia che punta a rendere l’hardware sempre più un mezzo per accedere al servizio, non il prodotto principale.
Cosa Significa per Sviluppatori e Retailer
Per gli sviluppatori terze parti, il dato più preoccupante non è tanto il calo dell’hardware quanto quello del software fisico, sceso a un minimo storico di 85 milioni di dollari. Chi pubblica ancora copie fisiche, soprattutto su Xbox, si trova di fronte a un mercato che si sta prosciugando rapidamente, con retailer sempre più propensi a ridurre lo spazio scaffale dedicato ai dischi in favore di altre categorie di prodotto.
Per i retailer specializzati, la combinazione di prezzi hardware più alti e volumi più bassi complica la pianificazione degli ordini per il periodo natalizio. Un prezzo medio di 542 dollari per unità hardware significa margini assoluti potenzialmente più alti per pezzo venduto, ma se i volumi continuano a scendere del 30-50% su base annua, il fatturato complessivo della categoria console rischia comunque di ridursi nel trimestre chiave dell’anno.
Cinque Previsioni per il Resto del 2026
- Il Q4 2026 non tornerà ai livelli del 2025. Con i prezzi hardware saliti in modo strutturale su tutte e tre le piattaforme, è probabile che anche il trimestre natalizio 2026 mostri una spesa hardware in dollari inferiore rispetto al Natale 2025, anche se le promozioni stagionali potrebbero attenuare parzialmente il calo delle unità.
- Il rincaro di Switch 2 a settembre peserà sul quarto trimestre. L’aumento a 499,99 euro/dollari in Europa e Stati Uniti, in vigore dal 1° settembre 2026, arriva proprio all’inizio della stagione di acquisti pre-natalizi, un timing che rischia di ridurre ulteriormente i volumi di vendita nel periodo più importante dell’anno per il retail.
- Gli abbonamenti continueranno a crescere più della vendita di copie singole. Se la spesa in abbonamenti è già l’unica categoria in crescita a luglio (+6%), è ragionevole aspettarsi che Microsoft, Sony e in misura minore Nintendo continuino a spingere le proprie offerte ricorrenti nei prossimi trimestri, accelerando il declino del mercato del disco fisico.
- La pressione sui prezzi RAM non si allenterà nel breve termine. Finché la domanda di memoria per i data center AI resterà elevata, i produttori di console continueranno a fronteggiare costi di componentistica più alti, con un rischio concreto di ulteriori ritocchi al rialzo dei prezzi hardware anche nel 2027.
- Il divario tra PS5 e le altre piattaforme potrebbe allargarsi. Con un calo unitario più contenuto, -6%, rispetto a Xbox, -18%, e Switch 2, -51%, Sony potrebbe consolidare la propria posizione di piattaforma con il fatturato hardware più alto negli Stati Uniti anche nei mesi a venire, complice anche l’assenza per ora di un annuncio di rincaro equivalente a quelli di Nintendo e Microsoft.
Cosa Devono Aspettarsi i Consumatori Italiani
Per chi in Italia sta valutando l’acquisto di una console nei prossimi mesi, il quadro emerso dal report Circana suggerisce due cose. La prima è che i prezzi delle console difficilmente scenderanno nel breve periodo: con la spesa hardware media per unità già salita del 16% negli Stati Uniti e con rincari ufficiali già annunciati o già in vigore su Switch 2 e Xbox Series in Europa, non ci sono segnali di un’inversione di tendenza sui listini.
La seconda è che la finestra prima del prossimo aumento potrebbe essere breve. Con il rincaro di Switch 2 fissato per il 1° settembre 2026, chi sta pianificando l’acquisto di questa console in Europa ha ancora una manciata di giorni per acquistarla al prezzo attuale di 469,99 euro prima che salga a 499,99 euro. Per Xbox Series, l’aumento è già avvenuto ad agosto, quindi non c’è più margine di manovra su quel fronte specifico.
Domande Frequenti
Perché la spesa hardware USA è crollata proprio a luglio 2026?
Circana attribuisce il calo a una combinazione di fattori: l’esaurirsi dell’effetto lancio di Switch 2, uscita a giugno 2025, l’aumento dei prezzi delle console legato al rincaro dei componenti di memoria RAM, e un generale rallentamento della domanda di hardware da gioco negli Stati Uniti.
Quale console ha perso più vendite a luglio 2026?
Nintendo Switch 2, con un calo del 51% nelle unità vendute rispetto a luglio 2025, il calo percentuale più marcato tra le tre piattaforme principali, anche se resta la console più venduta in volume assoluto negli Stati Uniti.
PS5 sta andando meglio delle altre console?
In termini relativi sì. PlayStation 5 ha perso solo il 6% delle unità vendute su base annua a luglio 2026, il calo più contenuto tra Switch 2, Xbox Series e PS5, e resta la piattaforma leader per fatturato hardware in dollari negli Stati Uniti.
Cosa c’entra la crisi della RAM con il prezzo delle console?
I prezzi dei moduli di memoria RAM sono saliti in modo marcato nel 2026, spinti dalla domanda dei data center per l’intelligenza artificiale. Le console moderne integrano RAM per la CPU e la GPU, quindi il rincaro dei componenti si riflette direttamente sul costo di produzione e, di conseguenza, sui prezzi al pubblico applicati da Nintendo, Sony e Microsoft.
Il calo delle vendite hardware riguarda anche l’Italia e l’Europa?
Circana non ha pubblicato dati specifici per l’Italia o l’Europa relativi a luglio 2026, ma le stesse dinamiche di prezzo, rincari su Xbox Series e Switch 2, costi RAM in aumento, sono attive anche sul mercato europeo, dove i listini seguono da vicino quelli statunitensi.
Perché le vendite fisiche di videogiochi sono scese così tanto?
Le vendite fisiche di copie di videogiochi negli Stati Uniti sono scese a 85 milioni di dollari a luglio 2026, il minimo storico per questo mese da quando Circana raccoglie dati, dal 1995. Il calo riflette lo spostamento progressivo dei consumatori verso il digitale e gli abbonamenti, un trend che colpisce soprattutto Xbox.
Gli abbonamenti come Game Pass stanno crescendo?
Sì. La spesa in abbonamenti è stata l’unica categoria in crescita nel report di luglio 2026, con un aumento del 6% su base annua, mentre tutte le altre voci di spesa, hardware, contenuti fisici e digitali, sono calate.
Cosa aspettarsi per il Natale 2026?
Con i rincari hardware già in corso su più piattaforme e nessun segnale di inversione dei prezzi della memoria RAM, gli analisti non prevedono un ritorno ai livelli di spesa del Natale 2025. È probabile che il trimestre natalizio 2026 mostri comunque un fatturato hardware inferiore rispetto all’anno precedente, anche se le promozioni stagionali potrebbero sostenere parzialmente i volumi.
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