Il 20 luglio 2026 un tribunale francese ha ordinato la liquidazione di Midgar Studio, lo sviluppatore di Edge of Eternity e Hover attivo a Montpellier da 18 anni. È il secondo studio interno del gruppo Nacon a sparire in meno di tre mesi, dopo Spiders (GreedFall, Steelrising), liquidata lo scorso 29 aprile. Alla radice di tutto c’è il mancato rimborso di un bond da 43 milioni di euro da parte della holding Bigben Interactive, che a febbraio 2026 ha trascinato l’intero gruppo — quotato su Euronext Paris, oltre 1.000 dipendenti, 16 studi di sviluppo — in una procedura di insolvenza tuttora in corso. Per l’Italia e per l’Europa, dove il gruppo vende accessori gaming e pubblica serie come RoboCop: Rogue City e Test Drive Unlimited, la vicenda è l’ennesimo campanello d’allarme per gli editori di fascia “AA” stretti tra costi di sviluppo crescenti e un mercato dominato da poche superproduzioni.
Midgar Studio chiude dopo 18 anni: cosa è successo
La notizia è arrivata direttamente da Jérémy Zeler-Maury, fondatore di Midgar Studio e oggi Chief Technology Officer del gruppo, che aveva personalmente guidato la ricerca di un acquirente per lo studio negli ultimi mesi. Il tribunale competente ha respinto ogni possibilità di continuità aziendale dopo che nessuna offerta credibile è arrivata entro la scadenza pubblica fissata per il 16 giugno 2026 alle 12:00. Midgar Studio contava 27 professionisti al momento della chiusura, un team piccolo ma con quasi due decenni di lavoro alle spalle su titoli di ruolo d’ispirazione giapponese pensati per il pubblico occidentale.
La liquidazione arriva mentre lo studio stava completando Edge of Memories, atteso action RPG sviluppato in Unreal Engine 5 per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Secondo la ricostruzione di TechTimes e di Game Developer, nessun acquirente si è fatto avanti nei tempi imposti dalla procedura giudiziaria francese, nonostante il tentativo dichiarato di preservare sia l’azienda sia il team.
Cronologia della crisi Nacon: dal bond da 43 milioni al tribunale
La chiusura di Midgar Studio non è un episodio isolato, ma l’ultima tappa di una crisi finanziaria che dura da cinque mesi. Tutto parte da un default della controllante Bigben Interactive, che si ripercuote a cascata sulle controllate operative del gruppo. Questa la sequenza ricostruita da fonti ufficiali Nacon, Euronext Paris e stampa specializzata:
| Data 2026 | Evento |
|---|---|
| 19 febbraio | Bigben Interactive non rimborsa un bond da 43 milioni di euro in scadenza |
| 20 febbraio | Nacon sospende le contrattazioni del titolo su Euronext Paris |
| 25 febbraio | Nacon presenta istanza di insolvenza e chiede l’apertura di una procedura di redressement judiciaire |
| 2 marzo | Il tribunale apre formalmente la procedura di riorganizzazione giudiziaria |
| 23 marzo | Spiders, Kylotonn, Cyanide e Nacon Tech avviano ciascuna una propria procedura di insolvenza |
| 29 aprile | Spiders e Nacon Tech vengono liquidate dopo la mancata individuazione di un acquirente |
| 13 maggio | Kylotonn annuncia il taglio di 84 posizioni su 124 dipendenti (68% dello staff) |
| Maggio (non confermato ufficialmente) | Big Bad Wolf, controllata di Cyanide, risulterebbe aver cessato l’attività |
| 27 maggio | Il sindacato STJV proclama uno sciopero nazionale nel settore videoludico francese |
| 20-21 luglio | Il tribunale ordina la liquidazione di Midgar Studio dopo 18 anni di attività |
Per chi preferisce una lettura strutturata dei dati, questo è lo schema sintetico della cascata di eventi (dati illustrativi, non un endpoint reale):
{
"gruppo": "Nacon",
"controllante": "Bigben Interactive",
"innesco": "mancato rimborso bond 43M EUR (19-02-2026)",
"studi_liquidati": ["Spiders", "Nacon Tech", "Midgar Studio"],
"studi_in_ristrutturazione": ["Kylotonn", "Cyanide"],
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"titolo_borsistico": "sospeso dal 20-02-2026"
}
Chi era Midgar Studio: da Nîmes a Edge of Eternity
Midgar Studio era nato nel 2008 a Nîmes, per poi trasferirsi a Montpellier, città che negli ultimi vent’anni è diventata un piccolo polo dello sviluppo videoludico indipendente francese. Fin dalla fondazione, lo studio aveva puntato su un’identità precisa: unire la sensibilità narrativa francese al gameplay dei giochi di ruolo giapponesi, un genere di nicchia ma con una base di fan fedele in Europa. Il publisher ne aveva acquisito il 100% il 7 febbraio 2022, quattro anni prima della chiusura, integrandolo nella propria galassia di studi “AA” insieme a Spiders, Cyanide e Kylotonn.
Edge of Eternity e Hover: il catalogo dello studio
Il titolo più noto di Midgar resta Edge of Eternity, JRPG a turni che secondo i dati riportati da Tom’s Hardware Italia ha superato 1 milione di giocatori complessivi tra PC e console. Prima ancora, lo studio aveva pubblicato Hover, platform urbano su pattini elettromagnetici. L’ultimo progetto, Edge of Memories, era il tentativo di Midgar di fare il salto su Unreal Engine 5 con una produzione più ambiziosa delle precedenti, pensata fin dall’inizio per un lancio multipiattaforma su PC, PS5 e Xbox Series X|S.
Il destino di Edge of Memories resta un’incognita
Il paradosso della vicenda è che Edge of Memories era vicino al completamento nel momento esatto in cui il tribunale ha ordinato la chiusura dello studio che lo stava sviluppando. Nacon non ha ancora chiarito pubblicamente se il progetto verrà portato a termine da un team interno, ceduto a uno studio esterno insieme ai diritti sull’IP, oppure semplicemente cancellato. Il sito ufficiale del gioco continua per ora a indicare PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S come piattaforme di destinazione, ma senza alcuna data di uscita confermata.
Il precedente più vicino è quello di GreedFall: The Dying World, il progetto che Spiders stava sviluppando al momento della propria liquidazione ad aprile. Secondo i dati raccolti da diverse testate di settore, l’accesso anticipato del titolo aveva raccolto appena un migliaio di giocatori contemporanei su Steam, contro i circa 16.000 dell’originale GreedFall del 2019 (che aveva venduto oltre 2 milioni di copie). Un campanello d’allarme su quanto sia difficile, per un progetto orfano del proprio studio, mantenere lo slancio commerciale.
Non è la prima volta: Spiders, Nacon Tech e gli altri studi perduti
Midgar è solo l’ultimo nome di una lista che si allunga da cinque mesi. Il 23 marzo 2026 quattro controllate — Spiders, Kylotonn, Cyanide e Nacon Tech — avevano aperto ciascuna una propria procedura di insolvenza presso il tribunale di commercio di Lille Métropole. Il 29 aprile il verdetto per le prime due: Spiders, lo studio parigino di GreedFall e Steelrising fondato nel 2008 da ex membri di Monte Cristo Multimedia e guidato dalla scrittrice Jehanne Rousseau, viene liquidata insieme a Nacon Tech, la divisione di motion capture che serviva l’intero gruppo. Circa 70-75 dipendenti di Spiders hanno perso il lavoro con effetto immediato: “l’azienda nel suo complesso non esiste più, cesseremo ogni attività”, ha dichiarato il team in una nota ripresa da Gagadget.
A maggio si aggiunge, senza conferma ufficiale da parte dell’azienda, la chiusura di Big Bad Wolf, lo studio di Bordeaux collegato a Cyanide e autore di The Council e Vampire: The Masquerade – Swansong. Secondo la ricostruzione di Gagadget, la notizia è filtrata attraverso un report dell’account francese Origami su Bluesky, dopo che l’ultimo titolo dello studio, Cthulhu: The Cosmic Abyss, aveva raccolto un modesto 67 su Metacritic e meno di 5.000 copie vendute nelle prime settimane.
Kylotonn: 84 posti su 124 tagliati
Kylotonn, lo studio dietro le serie WRC e TT Isle of Man, non è stato liquidato ma ha comunque pagato un prezzo altissimo: il 13 maggio 2026 i suoi 124 dipendenti sono stati informati di un piano di salvaguardia dell’occupazione che elimina 84 posizioni, il 68% dello staff, secondo i dati diffusi dal sindacato STJV. È il taglio percentualmente più profondo registrato finora nella crisi del gruppo, e coinvolge uno studio che, a differenza di Spiders o Midgar, la casa madre aveva dichiarato di voler mantenere in attività.
Le dichiarazioni ufficiali sulla chiusura
Le parole più dirette sulla fine di Midgar Studio arrivano proprio dal suo fondatore. Jérémy Zeler-Maury, oggi CTO di Nacon, ha dichiarato pubblicamente:
“I had hoped to come back here and announce that we had found an acquirer. Unfortunately, the court has now ordered the liquidation of Midgar Studio.” (“Speravo di tornare qui per annunciare che avevamo trovato un acquirente. Purtroppo il tribunale ha ora ordinato la liquidazione di Midgar Studio.”)
Jérémy Zeler-Maury, CTO di Nacon e fondatore di Midgar Studio — GamesIndustry.biz
La testata britannica GamesIndustry.biz, tra le più autorevoli nel settore B2B videoludico, ha confermato in modo netto: lo studio autore di Edge of Eternity “sta chiudendo” dopo il verdetto del tribunale. Sul fronte francese, Gamekult ha sottolineato l’aspetto più amaro della vicenda: Edge of Memories era ormai vicino al completamento nel momento in cui è arrivata la messa in liquidazione, un dettaglio che rende la chiusura ancora più difficile da digerire per i 27 sviluppatori coinvolti.
La causa scatenante: il default di Bigben Interactive
Alla radice della crisi non c’è un flop commerciale dell’azienda in sé, ma un problema di debito a monte, nella holding. Bigben Interactive, azionista di maggioranza di Nacon, dopo un rifiuto tardivo e inatteso del proprio pool bancario di rifinanziare l’esposizione, non è riuscita a rimborsare la quota dovuta di un bond da 43 milioni di euro in scadenza il 19 febbraio 2026. L’azienda ha comunicato la sospensione delle contrattazioni in Borsa il giorno successivo, definendo la situazione della controllante un fattore che “sta impattando in modo significativo” sulle proprie operazioni, come si legge nel comunicato ufficiale del 25 febbraio.
Un dettaglio di governance rende la vicenda ancora più delicata: sia Nacon sia Bigben Interactive sono guidate dallo stesso presidente e amministratore delegato, Alain Falc, che dal 20 febbraio 2026 gestisce contemporaneamente la crisi di liquidità della holding e la procedura di riorganizzazione giudiziaria della controllata quotata. La sospensione del titolo su Euronext Paris, annunciata quel giorno, risultava ancora in vigore alla data di pubblicazione di questo articolo.
La reazione dei lavoratori: sciopero nazionale in Francia
La crisi Nacon ha avuto un effetto che va oltre il singolo gruppo: ha contribuito a innescare uno sciopero nazionale del settore videoludico francese. Il 27 maggio 2026 il sindacato STJV (Syndicat des Travailleurs du Jeu Vidéo) ha lanciato un appello allo sciopero rinnovabile, accomunando nella protesta i licenziamenti e le liquidazioni in corso non solo da Nacon ma nell’intero comparto francese, secondo quanto riportato sul sito ufficiale del sindacato.
Per il settore videoludico francese, storicamente uno dei più forti d’Europa grazie a crediti d’imposta dedicati e a una lunga tradizione di studi indipendenti, la sequenza di chiusure si somma ad altre difficoltà già note: Ubisoft, colosso di Rennes e Montreuil, ha attraversato nello stesso periodo una crisi separata ma altrettanto profonda, culminata in scioperi anche fuori dai confini francesi. Il fatto che due editori francesi di peso diverso, uno “AAA” e uno “AA”, si trovino contemporaneamente sotto pressione alimenta un dibattito pubblico sulla sostenibilità del modello industriale del settore in Francia.
Impatto sul mercato: cosa cambia per Nacon in Borsa
Con il titolo sospeso da Euronext Paris dal 20 febbraio 2026, gli investitori di Nacon si trovano in una posizione insolita: non possono né vendere né comprare azioni della società fino a quando non sarà chiaro l’esito della procedura di riorganizzazione giudiziaria. L’azienda era approdata in Borsa il 4 marzo 2020 con un prezzo di collocamento di 5,50 euro per azione e una raccolta di circa 100 milioni di euro, presentandosi agli investitori come il “puro player” del gaming del gruppo Bigben. Sei anni dopo, è proprio la controllante che l’aveva scorporata a trascinarla in una crisi di liquidità che nessuno dei suoi giochi ha causato direttamente.
Per i creditori e per i possessori di obbligazioni, ogni nuova liquidazione di uno studio riduce il valore stimabile degli asset del gruppo, ma al tempo stesso elimina un centro di costo. È una dinamica tipica delle ristrutturazioni per debiti: il gruppo che ne uscirà, se ne uscirà, sarà quasi certamente più piccolo, con meno studi interni e un catalogo di IP più concentrato su ciò che genera cassa in modo prevedibile, come le simulazioni di rally o le licenze automobilistiche.
Nacon, Ubisoft, Embracer: la crisi degli editori “AA” europei
Nacon non è il primo gruppo videoludico europeo cresciuto per acquisizioni a finire sotto pressione finanziaria. Lo svedese Embracer Group ha vissuto una dinamica per certi versi speculare nel 2023, quando la mancata chiusura di un accordo da 2 miliardi di dollari con Savvy Games Group ha fatto crollare il titolo di circa il 40% in un solo giorno, lasciando la società con circa 2 miliardi di dollari di debito da gestire e costringendola infine a scindersi in più entità distinte, tra cui Coffee Stain & Friends (che controlla THQ Nordic e oltre 200 IP) e Fellowship Entertainment. Anche Ubisoft, pur essendo un editore di scala completamente diversa, ha attraversato nello stesso periodo una crisi di fiducia degli investitori, con perdite operative miliardarie e la cessione di quote a partner esterni: ne avevamo parlato nel dettaglio nel nostro approfondimento sulla crisi Ubisoft.
Il filo che unisce questi tre casi è la crescita per acquisizioni finanziata a debito: gruppi che negli anni 2018-2022, con il costo del denaro vicino allo zero, hanno comprato decine di piccoli studi indipendenti scommettendo su un mercato del gaming in espansione infinita. Quando i tassi sono saliti e la domanda si è normalizzata dopo il boom pandemico, il debito accumulato è diventato improvvisamente molto più difficile da sostenere, e i primi a pagarne il prezzo sono stati gli studi più piccoli e meno redditizi del portafoglio.
Da Bigben Interactive a Nacon: una storia di crescita per acquisizioni
Nacon nasce nell’ottobre 2019 come costola videoludica di Bigben Interactive, storico produttore francese di accessori per console fondato nel 1981. L’obiettivo dichiarato dello scorporo, culminato nella quotazione di Borsa del marzo 2020, era creare un “pure player” capace di attrarre investitori interessati specificamente al gaming, separandolo dal resto delle attività elettroniche di consumo del gruppo Bigben. Nei sei anni successivi il gruppo ha costruito il proprio catalogo acquisendo una costellazione di studi francesi di medie dimensioni: Spiders, Cyanide, Kylotonn, e nel febbraio 2022 anche Midgar Studio, oltre ad accordi editoriali con studi esterni per titoli come RoboCop: Rogue City.
È la stessa strategia che nel 2026 si è rivelata il punto debole del gruppo: un modello a controllante unica, dove un problema di debito della holding madre può contagiare in poche settimane studi operativamente sani, che non avevano alcuna responsabilità diretta nella crisi finanziaria che li ha travolti.
Quali studi Nacon rischiano ancora la chiusura
A oggi la mappa del gruppo si divide in tre fasce di rischio ben distinte. Ecco la situazione aggiornata studio per studio:
| Studio | Sede | Titoli principali | Stato (luglio 2026) |
|---|---|---|---|
| Spiders | Parigi | GreedFall, Steelrising | Liquidato (29 aprile) |
| Nacon Tech | Francia | Motion capture per il gruppo | Liquidato (29 aprile) |
| Midgar Studio | Montpellier | Edge of Eternity, Hover, Edge of Memories | Liquidato (20-21 luglio) |
| Big Bad Wolf | Bordeaux | The Council, Vampire: The Masquerade – Swansong | Chiuso, non confermato ufficialmente |
| Kylotonn | Francia | WRC, TT Isle of Man | Ristrutturazione, -68% del personale |
| Cyanide | Francia | Styx, Blood Bowl | Procedura di insolvenza in corso |
| Eko Software | Lione | Warhammer: Chaosbane, How to Survive | Segnalato a rischio |
| Ishtar Games | Francia | The Last Spell, Dead in Vinland | Segnalato a rischio |
| Passtech Games | Francia | Ravenswatch | Segnalato a rischio |
Passtech Games, va detto, sta comunque proseguendo il lavoro sul lancio della versione Switch 2 di Ravenswatch prevista per l’autunno 2026, segno che non tutte le controllate versano nella stessa emergenza operativa di Spiders o Midgar, pur restando sotto lo stesso ombrello finanziario in difficoltà.
Previsioni: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Sulla base della cronologia degli ultimi cinque mesi e delle dichiarazioni raccolte finora, ecco i cinque scenari più probabili per l’autunno 2026:
- Cyanide e Kylotonn restano i prossimi indiziati. Entrambi sono ancora formalmente in procedura di insolvenza: senza un piano di ristrutturazione credibile entro la fine dell’anno, il rischio di una liquidazione simile a quella di Spiders e Midgar resta concreto.
- Edge of Memories difficilmente uscirà nella forma originariamente prevista. Che venga cancellato, ceduto o riassegnato, il precedente di GreedFall: The Dying World suggerisce che un lancio “orfano” dello studio originale rischia comunque un impatto commerciale molto ridotto.
- Bigben Interactive potrebbe dover cedere altri asset non-gaming per rimettere in sesto i propri conti, dato che è la crisi di liquidità della holding, non dell’azienda in sé, ad aver innescato l’intera vicenda.
- Altri editori europei “AA” cresciuti a debito affronteranno pressioni simili nei prossimi 12 mesi, mano a mano che i tassi di interesse restano elevati rispetto al decennio precedente e gli investitori diventano più selettivi verso i gruppi con portafogli molto frammentati.
- Il pressing sindacale in Francia continuerà, con STJV che ha già dimostrato capacità di mobilitazione nazionale e che probabilmente chiederà interventi pubblici a sostegno dei lavoratori del settore, anche in vista di ulteriori tagli.
Perché la crisi Nacon riguarda anche l’Italia e l’Europa
Nacon non è un nome familiare al grande pubblico italiano quanto Ubisoft o Electronic Arts, ma i suoi prodotti sono presenti da anni negli scaffali e negli store digitali europei: controller, volanti da corsa per i simulatori automobilistici, e giochi come RoboCop: Rogue City o la serie WRC firmata Kylotonn, punto di riferimento per gli appassionati europei di rally. Una eventuale ulteriore contrazione del gruppo si tradurrebbe in meno supporto post-lancio per questi titoli e, potenzialmente, nella cancellazione di sequel già pianificati.
C’è poi un piano più ampio: questa crisi si somma a quella di Ubisoft come secondo caso in pochi mesi di un grande editore francese in seria difficoltà finanziaria, in un Paese che rappresenta uno dei mercati di sviluppo videoludico più importanti d’Europa grazie a crediti d’imposta dedicati (il credito d’imposta per il videogioco, il Crédit d’Impôt Jeu Vidéo). Se anche il modello industriale francese, storicamente tra i più solidi del continente, mostra crepe di questa entità, il segnale per gli altri mercati europei — Italia compresa, dove il settore videoludico resta relativamente più piccolo e frammentato — è che la fase di consolidamento del settore è tutt’altro che conclusa.
Domande frequenti
Perché Nacon ha chiuso Midgar Studio?
Perché un tribunale francese ne ha ordinato la liquidazione giudiziaria dopo che Nacon non è riuscita a trovare un acquirente entro la scadenza del 16 giugno 2026, nell’ambito della più ampia procedura di insolvenza aperta a febbraio 2026.
Cosa succede al gioco Edge of Memories?
Il suo futuro resta ufficialmente indefinito: Nacon non ha ancora comunicato se lo sviluppo proseguirà con un altro team interno, sarà ceduto insieme ai diritti oppure verrà cancellato definitivamente.
Quanti studi ha perso Nacon dall’inizio della crisi?
Almeno tre strutture risultano liquidate (Spiders, Nacon Tech e Midgar Studio), mentre Big Bad Wolf risulta chiusa secondo fonti non ufficiali e Kylotonn ha perso il 68% del personale in una procedura di ristrutturazione ancora aperta.
Chi controlla Nacon?
Nacon è controllata dalla holding francese Bigben Interactive; entrambe sono guidate dallo stesso presidente e amministratore delegato, Alain Falc. È stato proprio il mancato rimborso di un bond di Bigben Interactive a innescare la crisi del gruppo.
I giochi già pubblicati da Midgar Studio spariranno dagli store?
Al momento non risultano annunci in tal senso: Edge of Eternity e Hover restano acquistabili normalmente, ma senza lo studio originale eventuali patch, DLC o supporto tecnico futuro sono a rischio.
Nacon rischia il fallimento totale del gruppo?
La procedura in corso è una riorganizzazione giudiziaria (redressement judiciaire), non una liquidazione dell’intero gruppo: l’obiettivo dichiarato è ristrutturare il debito e salvare la parte sana dell’azienda, ma ulteriori chiusure di singoli studi non sono escluse.
Come hanno reagito i lavoratori francesi del settore?
Il sindacato STJV ha proclamato uno sciopero nazionale rinnovabile del settore videoludico il 27 maggio 2026, unendo nella protesta i licenziamenti e le liquidazioni in corso da Nacon a quelli del resto del comparto francese.
Cosa significa la crisi Nacon per il mercato videoludico europeo?
Dimostra che anche editori “AA” storici e quotati in Borsa possono collassare rapidamente se il debito della controllante supera la capacità di generare cassa dei giochi pubblicati, un rischio che gli analisti associano anche ad altri gruppi europei cresciuti per acquisizioni, come lo svedese Embracer Group.
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