Il 2 aprile 2026 Sony ha alzato il prezzo del PlayStation Portal a 249,99€, portando il divario con il Backbone One a 130€ netti. Da un lato un dispositivo dedicato con schermo da 8 pollici e controlli DualSense completi; dall’altro un accessorio da 120€ circa che trasforma lo smartphone già in tasca in una console portatile. Entrambi promettono di far uscire PS5 dal salotto, ma lo fanno con filosofie opposte, prezzi ormai molto distanti e limiti tecnici che cambiano radicalmente l’esperienza a seconda di dove e come si gioca.

Questo confronto mette a fianco specifiche ufficiali, prezzi aggiornati al mercato italiano, il parere di più testate indipendenti e sei scenari d’uso reali per capire quale dei due accessori (o se entrambi) ha senso comprare nel 2026.

Le origini: dal “prodotto inutile” al cloud streaming che ha cambiato tutto

Per capire perché questo confronto ha senso solo nel 2026 e non aveva senso nel 2023, bisogna guardare alla storia recente dei due prodotti. Quando Sony ha lanciato PlayStation Portal il 15 novembre 2023 a 219,99€, buona parte della stampa specializzata lo aveva liquidato come una “soluzione in cerca di un problema”: un dispositivo da 200€ che serviva solo a fare da secondo schermo per una console che, quasi sempre, si trovava già nella stanza accanto. Senza possibilità di eseguire giochi in locale e senza un catalogo cloud proprio, il Portal era utile solo dentro le mura di casa, con la PS5 accesa e collegata alla stessa rete.

Le cose sono cambiate nel novembre 2025, quando Sony ha portato il cloud streaming di PS Plus Premium in versione generalmente disponibile sul Portal: da quel momento il dispositivo ha smesso di essere un semplice “prolunga” della propria PS5 e ha iniziato a funzionare anche come terminale per l’intera libreria in abbonamento, senza bisogno di possedere fisicamente una console. È il motivo per cui, oggi, il Portal compete realisticamente con un accessorio come il Backbone One: entrambi possono, in scenari diversi, sostituire l’accesso diretto a una PS5.

Backbone ha una storia diversa: nasce nel 2020 come controller compatibile solo con iPhone, pensato principalmente per Apple Arcade e per lo streaming di giochi PC via Steam Link. La “PlayStation Edition” (quella oggetto di questo confronto) arriva solo nel 2022 con licenza ufficiale Sony, seguita dalla variante USB-C per Android nel 2023. Rispetto al Portal, Backbone One è cresciuto aggiungendo compatibilità (Xbox Cloud Gaming, più titoli mobile) invece di aggiungere hardware: una strategia più economica da scalare, che spiega anche perché il suo prezzo non sia mai aumentato dal lancio.

PlayStation Portal e Backbone One: due filosofie di gioco a confronto

PlayStation Portal è, a tutti gli effetti, un secondo schermo per la PS5: un display LCD da 8 pollici incastonato tra le due metà di un DualSense, pensato esclusivamente per lo streaming da remoto della console. Backbone One è l’esatto opposto concettuale: nessuno schermo, nessun chip, nessuna batteria propria. È un guscio che si aggancia allo smartphone, ne usa lo schermo, la connessione dati e la batteria, e aggiunge solo i tasti fisici che un touchscreen non può offrire.

La differenza non è solo estetica. PlayStation Portal funziona esclusivamente via Wi-Fi e richiede sempre una PS5 accesa da qualche parte (oppure, dal novembre 2025, un abbonamento PS Plus Premium con cloud streaming). Backbone One, appoggiandosi al telefono, eredita anche la connessione dati cellulare del telefono stesso: può quindi funzionare in treno, in auto o ovunque il Wi-Fi non arrivi, un limite strutturale che il Portal non supera. Di contro, il Portal offre grilletti adattivi e feedback aptico completi, funzioni che Backbone One semplicemente non ha.

Chi ha già confrontato il Portal con lo Steam Deck conosce già metà del ragionamento: qui il Portal affronta un rivale ancora più economico e ancora più dipendente da un dispositivo che l’utente possiede già.

Specifiche tecniche a confronto: la tabella completa

Le specifiche ufficiali (Sony, Wikipedia, Backbone) chiariscono subito perché i due dispositivi non sono davvero concorrenti diretti, ma soluzioni per esigenze diverse. Vale la pena leggerla per intero prima di guardare il prezzo, perché è la riga sulla connettività – non quella sul prezzo – a determinare per la maggior parte degli utenti quale dei due sia realisticamente utilizzabile nel proprio contesto quotidiano.

CaratteristicaPlayStation PortalBackbone One (PS Edition)
Tipo di dispositivoHandheld dedicato con schermo integratoController a pinza per smartphone
Schermo8″, LCD, 1920×1080, 60 Hz, touchQuello del telefono collegato (variabile)
HDRNoDipende dal telefono
Peso522 g (solo dispositivo)<140 g (senza telefono)
Dimensioni356 × 99 × 152 mm93,3 × 176,2 mm (chiuso), fino a 257,6 mm esteso
ChipQualcomm Snapdragon 662Nessuno: passthrough dal telefono
Sistema operativoAndroid 13 pesantemente modificato (solo streaming)Nessuno; app companion su iOS/Android
Connessione di giocoSolo Wi-FiWi-Fi o dati cellulari, tramite il telefono
BluetoothAssenteNon necessario (collegamento fisico)
BatteriaIntegrata e ricaricabileNessuna: alimentato dal telefono
Grilletti adattiviSì (stile DualSense)No
Feedback apticoSì, motore dedicatoNo
AudioJack 3,5 mm + PlayStation Link (accessori a parte)Jack 3,5 mm con microfono
CompatibilitàSolo PS5 Remote Play / PS Plus Premium cloudPS Remote Play, Xbox Cloud Gaming, giochi mobile nativi, Apple Arcade
Richiede uno smartphoneNoSì, sempre
Richiede una PS5Sempre (o abbonamento cloud)Solo per le funzioni PlayStation
Prezzo Italia (lug. 2026)249,99 €119,99 € circa

Il dato più sorprendente non è il prezzo, ma il peso: 522 grammi contro meno di 140. Anche sommando un iPhone medio (170-220 g) al Backbone One, il totale resta comodamente sotto i 360 grammi, quasi un terzo in meno del Portal da solo. È una differenza che si sente dopo venti minuti tenuto in mano, non solo sulla carta.

Un’altra riga della tabella merita un chiarimento, perché genera spesso confusione: l’assenza di Bluetooth sul Portal non significa assenza di audio wireless in assoluto. Significa che Sony ha scelto uno standard proprietario (PlayStation Link) invece dello standard aperto usato da cuffie e auricolari generici, una decisione che limita la scelta degli accessori ma garantisce, secondo Sony, una latenza audio più bassa rispetto al Bluetooth classico. Chi possiede già delle cuffie Bluetooth qualsiasi non potrà quindi usarle in wireless sul Portal: dovrà passare dal cavo da 3,5 mm o investire in un accessorio PlayStation Link dedicato. Su Backbone One, invece, l’audio wireless dipende semplicemente dal Bluetooth del telefono collegato, quindi qualunque auricolare già posseduto funziona senza limitazioni.

Prezzi in Italia nel 2026: quanto costano davvero

Il 27 marzo 2026 Sony ha annunciato un rincaro globale che ha coinvolto PS5, PS5 Pro e PlayStation Portal, motivato ufficialmente da “pressioni continue del contesto economico globale”. L’aumento è scattato il 2 aprile 2026: in Italia il Portal è passato da 219,99€ a 249,99€, un +13,6%, secondo la comunicazione ufficiale sul PlayStation Blog e confermato da testate italiane come MondoMobileWeb e GameLegends. Negli Stati Uniti il salto è stato ancora più netto: da 199,99$ a 249,99$, +25%.

Backbone One, nel frattempo, non ha subito alcun aumento: resta ancorato a 99,99$ negli USA e a circa 119,99€ sul listino italiano, prezzo confermato sia dalla stampa italiana sia dai principali rivenditori online. Il risultato è che il divario tra i due dispositivi, che al lancio del Portal (novembre 2023) era di circa 100€, oggi supera i 130€.

ProdottoPrezzo di lancioPrezzo attuale (lug. 2026)Variazione
PlayStation Portal (Italia/UE)219,99 € (nov. 2023)249,99 €+13,6% (2 apr. 2026)
PlayStation Portal (USA)199,99 $249,99 $+25% (2 apr. 2026)
Backbone One PS Edition (Italia)~119,99 €119,99 €invariato
Backbone One PS Edition (USA)99,99 $99,99 $invariato
Backbone Pro (USA, non ancora in Italia)169,99 $n/d in Italia

Chi ha seguito anche l’aumento parallelo della PS5 Pro riconoscerà lo stesso comunicato Sony: i tre prodotti sono stati rincarati nello stesso giorno, segno che la pressione sui costi hardware sta toccando l’intero ecosistema PlayStation, non solo le console principali.

Vale la pena notare che l’aumento percentuale non è uguale ovunque: il +13,6% italiano ed europeo è nettamente più contenuto del +25% statunitense, verosimilmente perché il prezzo di partenza in euro includeva già l’IVA e un margine di conversione valutaria più ampio rispetto al prezzo USA (che storicamente non include le tasse locali, aggiunte solo al momento dell’acquisto). Per chi acquista da rivenditori italiani, il prezzo di 249,99€ è quello che si paga effettivamente alla cassa, IVA inclusa; per Backbone One, i prezzi osservati sui principali marketplace italiani oscillano leggermente attorno ai 119,99€ di listino, con sconti occasionali che lo portano anche sotto i 117€.

Design e portabilità: schermo dedicato o il telefono che hai già

Il Portal è pensato per stare fermo in una borsa dedicata o su un comodino, pronto all’uso, ma è ingombrante da portare “in tasca” nel senso letterale: con i suoi 356 mm di larghezza non entra in nessuna tasca di jeans. Il Backbone One, chiuso, è lungo appena 176 mm e pesa meno di 140 grammi: si infila in una tasca della giacca insieme al telefono, ed è probabilmente l’unico dei due che si può davvero definire “tascabile”.

C’è però un compromesso: il Backbone One richiede che il telefono ci sia, sia carico e sia compatibile. Un iPhone in una custodia spessa può non entrare nella pinza; un Android con uno schermo particolarmente grande (oltre 17 cm circa) può avere problemi simili. Il Portal, da questo punto di vista, è “pronto all’uso” per definizione: non dipende da nessun altro dispositivo, non consuma la batteria del telefono e non lo rende irraggiungibile per una chiamata mentre si gioca.

Sul piano dei materiali, il Portal usa una plastica opaca simile a quella del DualSense, con un’impugnatura sagomata pensata per sessioni lunghe; non include una custodia da trasporto nella confezione, quindi chi vuole proteggerlo in viaggio deve acquistarne una a parte. Backbone One, essendo pensato fin dall’origine come accessorio da tasca, è disponibile anche in una variante con custodia rigida inclusa in alcune promozioni stagionali, ed è generalmente più semplice da infilare in uno zaino insieme al resto dell’equipaggiamento da viaggio.

Display, audio e connettività

Lo schermo del Portal è un LCD touch da 8 pollici, risoluzione 1920×1080 a 60 Hz: nessun HDR, nessun refresh rate variabile, ma una qualità nota e costante indipendentemente dal telefono che si possiede. Con Backbone One, invece, la qualità dell’immagine dipende interamente dallo smartphone: su un iPhone Pro con pannello OLED il risultato può essere visivamente superiore al Portal; su un Android di fascia media, no.

Sul fronte audio nessuno dei due dispositivi ha il Bluetooth integrato: il Portal ne è sprovvisto (confermato dalla scheda tecnica ufficiale), quindi per l’audio wireless serve lo standard proprietario PlayStation Link, compatibile con accessori venduti a parte come le cuffie PULSE Elite o gli auricolari PULSE Explore. In alternativa resta il jack da 3,5 mm, presente su entrambi i dispositivi. Backbone One aggiunge anche un microfono integrato nel proprio jack, utile per il matchmaking vocale senza dover usare quello del telefono.

La differenza più pratica resta la connettività di rete: il Portal si collega solo al Wi-Fi. Backbone One, passando dal telefono, eredita anche i dati cellulari: è l’unico dei due che può realisticamente essere usato su un treno regionale, in auto (da passeggero) o in qualunque luogo senza router nelle vicinanze.

Controlli, ergonomia e feedback aptico

Il Portal monta levette e pulsanti a grandezza naturale, identici a quelli di un DualSense: chi gioca abitualmente su PS5 lo riconosce al primo utilizzo, senza alcuna curva di apprendimento. Include anche grilletti adattivi e motore aptico dedicato, le due funzioni che rendono un DualSense riconoscibile rispetto a un controller generico: sparare con un fucile a pompa in un gioco compatibile “si sente” diversamente da una pistola, esattamente come sulla console.

Backbone One, per motivi di ingombro, usa pulsanti e levette più piccoli, senza grilletti adattivi né feedback aptico di alcun tipo (nemmeno la vibrazione base). Le recensioni concordano su un dettaglio controintuitivo: i tasti piccoli e “clicky” del Backbone possono risultare più precisi in generi come i picchiaduro o i platform, mentre gli analogici compatti penalizzano leggermente gli sparatutto in prima persona rispetto ai bastoncini più grandi del Portal. Chi ha già confrontato ergonomia e feedback aptico su DualSense Edge contro Xbox Elite troverà qui la stessa logica: più superficie di controllo tende a favorire la precisione nei generi più veloci.

Va aggiunto un dettaglio pratico spesso trascurato: sul Portal i tasti dorsali (L1/R1/L2/R2) hanno una corsa e una resistenza identiche a quelle di un DualSense standard, quindi chi passa dalla console al Portal non deve ricalibrare i propri riflessi. Su Backbone One, invece, i dorsali sono più corti e meno profondi per stare nello spessore ridotto del guscio: giochi che richiedono pressioni prolungate sui grilletti (guida arcade, alcuni sparatutto) risultano leggermente più faticosi da tenere premuti a lungo rispetto al Portal o a un controller da console standard.

Compatibilità: cosa puoi giocare davvero

Questa è probabilmente la differenza più sottovalutata tra i due dispositivi, perché non riguarda le prestazioni ma l’ecosistema a cui si è vincolati.

Il catalogo di PlayStation Portal

Il Portal è un dispositivo mono-uso per design: esiste per lo streaming di PS5 Remote Play e, dal novembre 2025, per il cloud streaming della libreria PS Plus Premium. Non ha un app store, non esegue giochi in locale, non si collega a Xbox o a PC. È, in sostanza, un secondo schermo dedicato esclusivamente all’ecosistema Sony.

Il catalogo (più ampio) di Backbone One

Backbone One, essendo un semplice controller fisico collegato al telefono, funziona con qualunque app lo smartphone possa eseguire: l’app ufficiale PS Remote Play, Xbox Cloud Gaming incluso nel Game Pass Ultimate, titoli mobile nativi (da Call of Duty Mobile a Genshin Impact) e, su iPhone, anche Apple Arcade. Per chi gioca su più ecosistemi contemporaneamente, questa apertura pesa quanto (se non più di) le differenze tecniche di ergonomia.

C’è anche un limite che riguarda entrambi i dispositivi e che raramente viene chiarito nelle schede prodotto: non tutti i giochi della libreria PS5 supportano ogni funzione del DualSense in streaming. Titoli più vecchi o meno ottimizzati possono non trasmettere correttamente il feedback aptico o i grilletti adattivi anche sul Portal, semplicemente perché lo sviluppatore non li ha implementati per il gioco in questione: un limite del software, non dell’hardware, ma che vale la pena conoscere prima di aspettarsi la parità totale con l’esperienza su console in ogni singolo titolo.

Autonomia e gestione della batteria

Il Portal ha una batteria integrata e ricaricabile: le stime delle recensioni indipendenti la collocano tra le 3 e le 7 ore d’uso continuo, in base a luminosità dello schermo e volume audio. È un valore paragonabile a quello di molti handheld dedicati, ma con un limite netto: una volta scarico, il Portal è inutilizzabile finché non viene ricaricato via USB-C, proprio come qualunque altro dispositivo con batteria propria.

Backbone One non ha alcuna batteria propria: attinge direttamente da quella del telefono a cui è collegato, senza offrire nemmeno la ricarica passthrough su tutti i modelli. Questo significa che una sessione di gioco prolungata consuma la batteria dello smartphone più velocemente del normale, potenzialmente lasciando l’utente senza telefono utilizzabile per il resto della giornata: un compromesso che il Portal, isolando l’uso “console” da quello “telefono”, evita del tutto.

Il Portal si ricarica tramite una porta USB-C standard, la stessa usata dal DualSense, quindi chi possiede già una PS5 ha in casa più cavi compatibili senza doverne acquistare di nuovi. Il tempo di ricarica completa, in base alle stime delle recensioni indipendenti, si aggira sulle due ore da batteria scarica con un alimentatore standard da 18-20W: non velocissimo, ma paragonabile a quello di un tablet di fascia media. Backbone One, non avendo batteria propria, non ha alcun tempo di ricarica da considerare separatamente: si “ricarica” semplicemente ricaricando il telefono a cui è agganciato.

Recensioni e benchmark: cosa dicono gli esperti

Nessuna testata pubblica cifre di latenza precise in millisecondi per questi dispositivi, e qualunque numero esatto trovato online andrebbe trattato con sospetto: secondo il confronto pubblicato da TechRadar, la latenza reale dipende quasi interamente dalla qualità della rete Wi-Fi domestica e non dal dispositivo in sé, al punto che la redazione ha dovuto riconfigurare il proprio router per ottenere un collegamento “praticamente senza ritardi” durante il test del Portal.

PC Guide arriva a una conclusione simile analizzando schermo, audio, compatibilità e layout dei tasti punto per punto: nessuno dei due dispositivi “vince” in assoluto, ma il Portal risulta preferibile per chi vuole l’esperienza DualSense completa, mentre Backbone One convince per flessibilità multipiattaforma. TheGamer, dal canto suo, sottolinea che Backbone One non richiede Wi-Fi per funzionare (basta la connessione dati del telefono), mentre il Portal, legato al Wi-Fi, è di fatto inutilizzabile in viaggio senza una rete disponibile.

Il punto su cui tutte e tre le testate concordano, in sintesi: comprare il dispositivo sbagliato per la propria rete domestica è un rischio più concreto della differenza di prestazioni tra i due prodotti.

Due analisi minori confermano lo stesso quadro da angolazioni diverse. The Shortcut inquadra il confronto in termini di “vale la pena” per chi già possiede una PS5: se il Wi-Fi domestico è affidabile, il Portal ripaga la spesa aggiuntiva con la comodità di un secondo schermo dedicato; se invece l’uso previsto è prevalentemente fuori casa, la spesa extra non si giustifica. The Game Crater arriva a una conclusione quasi identica, aggiungendo che il Backbone One, non richiedendo alcun accessorio aggiuntivo per iniziare a giocare, resta la scelta più sensata per chi vuole “provare” il cloud gaming senza impegnarsi in un acquisto da 250€.

Cosa succede se la rete PSN va giù

Un aspetto che raramente viene discusso nei confronti tecnici è la dipendenza infrastrutturale. PlayStation Portal, per funzionare, necessita non solo del Wi-Fi di casa ma anche di un accesso pienamente operativo alla rete PlayStation Network: se PSN è offline, il Portal smette semplicemente di funzionare, indipendentemente da quanto sia buona la connessione domestica. Non è uno scenario ipotetico: nel 2026 si sono già registrate sei interruzioni PSN in appena tre mesi, senza alcun rimborso da parte di Sony.

Backbone One, in questi scenari, ha un vantaggio strutturale: se PSN è giù, l’utente può comunque passare a Xbox Cloud Gaming o a un titolo mobile nativo usando lo stesso controller, senza bisogno di comprare un secondo accessorio. Il Portal, essendo vincolato a un solo ecosistema, non offre questa via di fuga: quando Sony ha un problema, il dispositivo è temporaneamente un pezzo di plastica con uno schermo spento.

Nessuna delle sei interruzioni PSN registrate nel 2026 è stata accompagnata da un rimborso o da una forma di compensazione per gli utenti, un dettaglio che pesa doppiamente su chi ha appena speso 249,99€ in un dispositivo che, in quei momenti, smette semplicemente di funzionare. Non è un difetto del Portal in sé, ma una dipendenza da tenere in considerazione: comprare il dispositivo più caro dei due significa anche scommettere sull’affidabilità futura dell’infrastruttura di rete di Sony, non solo sulla qualità dell’hardware.

Sei scenari d’uso reali

  1. Pendolare in metropolitana a Milano: il Wi-Fi pubblico è assente o instabile per gran parte del tragitto. Backbone One, appoggiandosi ai dati cellulari del telefono, continua a funzionare; il Portal, senza Wi-Fi, resta inutilizzabile.
  2. Famiglia con una sola PS5 in salotto: un genitore vuole giocare a un titolo single-player mentre i figli guardano la TV. Il Portal libera lo schermo principale senza bisogno di un telefono aggiuntivo o di distogliere quello di famiglia dal suo uso normale.
  3. Weekend in un B&B di montagna senza router proprio: il Portal, dipendente dal Wi-Fi, non si connette. Backbone One, tramite la rete dati dello smartphone, continua a funzionare normalmente.
  4. Torneo amatoriale di un picchiaduro tra amici: più giocatori portano il proprio Backbone One e lo agganciano al telefono per allenarsi anche su titoli non PlayStation tramite Xbox Cloud Gaming, cosa impossibile con un Portal.
  5. Studente fuori sede senza una PS5 fisica: grazie al cloud streaming di PS Plus Premium (disponibile dal novembre 2025), il Portal permette di giocare alla libreria PlayStation anche senza possedere la console, purché la connessione Wi-Fi della propria stanza sia stabile.
  6. Interruzione PSN durante una sessione serale: un giocatore sta usando il Portal quando la rete PlayStation va giù per manutenzione imprevista. Chi possiede invece un Backbone One può nel frattempo passare a un titolo mobile nativo scaricato in locale, senza restare completamente senza intrattenimento.

Guida alla configurazione e alla migrazione

Chi passa da un controller DualSense collegato alla TV a uno di questi due accessori affronta un setup diverso in ciascun caso. Prima di comprare, vale la pena verificare la qualità della propria rete: entrambi i dispositivi, in modi diversi, dipendono da una connessione decente.

# Verifica la qualità della rete prima di configurare Portal o Backbone One
ping -c 10 8.8.8.8
# Cerca una latenza media (avg) sotto i 30-40 ms per uno streaming fluido

speedtest-cli --simple
# Sony consiglia almeno 15 Mbps in download per un flusso stabile a 1080p su PS Remote Play

Configurare PlayStation Portal:

  1. Aggiorna la PS5 all’ultima versione firmware disponibile.
  2. Accendi il Portal e collegalo alla rete Wi-Fi domestica.
  3. Accedi con lo stesso account PSN già usato sulla PS5.
  4. Sulla console, attiva “Collegamento remoto” in Impostazioni > Sistema > Collegamento remoto.
  5. Il Portal rileva automaticamente la PS5 in rete e avvia la connessione.

Configurare Backbone One:

  1. Scarica l’app Backbone da App Store o Google Play.
  2. Collega fisicamente il controller al telefono (Lightning o USB-C a seconda del modello).
  3. Crea un account Backbone con la sola email, senza dati di pagamento obbligatori per l’uso base.
  4. Dalla home dell’app, apri PS Remote Play, Xbox Cloud Gaming o un titolo mobile nativo.
  5. Accedi con l’account PlayStation o Xbox pertinente per collegarti alla console.

Problemi comuni durante la configurazione: se il Portal non trova la PS5 in rete, la causa più frequente è la modalità riposo della console configurata per disattivare il Wi-Fi: va abilitata l’opzione “resta connesso a Internet in modalità riposo” nelle impostazioni di risparmio energetico. Se lo streaming risulta a scatti pur con una buona velocità in download, il problema è spesso l’upload della rete domestica, spesso trascurato nei test di velocità generici ma decisivo per il Remote Play. Su Backbone One, il problema più comune è la mancata rilevazione del controller da parte dell’app: quasi sempre si risolve scollegando e ricollegando fisicamente il connettore, oppure aggiornando l’app Backbone alla versione più recente disponibile sullo store.

Pro e contro a confronto

PlayStation Portal – pro:

  • Grilletti adattivi e feedback aptico DualSense completi
  • Schermo dedicato da 8″, qualità costante indipendente da altri dispositivi
  • Non consuma la batteria dello smartphone
  • Ergonomia identica al controller PS5, zero curva di apprendimento
  • Accesso al cloud streaming PS Plus Premium senza possedere una PS5

PlayStation Portal – contro:

  • 249,99€, oltre il doppio del Backbone One
  • Funziona solo via Wi-Fi: inutilizzabile in viaggio o senza router
  • Vincolato al solo ecosistema PlayStation
  • Dipendente dallo stato della rete PSN
  • 522 grammi: poco tascabile

Backbone One – pro:

  • 119,99€ circa, il 52% in meno del Portal
  • Funziona anche via dati cellulari, non solo Wi-Fi
  • Compatibile con PS Remote Play, Xbox Cloud Gaming e giochi mobile nativi
  • Meno di 140 grammi, davvero tascabile
  • Nessuna batteria propria da gestire separatamente

Backbone One – contro:

  • Nessun grilletto adattivo, nessun feedback aptico
  • Consuma la batteria del telefono a cui è collegato
  • Qualità dello schermo variabile, dipendente dal telefono
  • Tasti e levette più piccoli, meno adatti agli sparatutto veloci
  • Richiede uno smartphone compatibile sempre a portata di mano

Backbone Pro: l’alternativa premium in arrivo

Backbone ha lanciato anche una versione Pro a 169,99$, non ancora ufficialmente disponibile con un listino in euro al momento della pubblicazione. Rispetto al modello base introduce joystick ALPS a grandezza piena, pulsanti posteriori personalizzabili, un corpo il 30% più grande per sessioni prolungate, connessione Bluetooth Low Energy (quindi utilizzabile anche senza collegamento fisico, su PC, tablet, Steam Deck o smart TV) e grilletti Hall Effect, la stessa tecnologia usata dai controller premium per ridurre l’usura nel tempo. È, di fatto, il tentativo di Backbone di colmare il divario di ergonomia con il Portal senza rinunciare alla flessibilità multipiattaforma: per chi è disposto ad aspettare un lancio ufficiale in Italia, potrebbe diventare l’opzione più equilibrata tra i tre.

La compatibilità dichiarata dal produttore per il Backbone Pro è più ampia del modello base: oltre a iPhone 15/16/17 e Android, il produttore indica compatibilità anche con iPad, Steam Deck, smart TV, PC e persino visori VR grazie al Bluetooth Low Energy, che permette l’abbinamento senza collegamento fisico diretto. Se questa promessa venisse confermata anche sul mercato italiano, il Backbone Pro diventerebbe l’unico dei tre dispositivi capace di funzionare, con lo stesso controller, sia su PlayStation Portal-style streaming sia su un PC o uno Steam Deck: una versatilità che oggi né il Portal né il Backbone One base possono offrire.

Chi dovrebbe comprare cosa: casi d’uso pratici

Se sei…ScegliPerché
Pendolare con un buon piano datiBackbone OneFunziona anche senza Wi-Fi, via rete cellulare
Genitore con una sola PS5 in casaPlayStation PortalLibera la TV senza toccare lo smartphone di famiglia
Giocatore competitivo su sparatuttoPlayStation PortalGrilletti adattivi e feedback aptico completi
Utente Xbox Game Pass o giochi mobileBackbone OneCompatibile con più ecosistemi, non solo Sony
Budget sotto i 150€Backbone OneCosta il 52% in meno del Portal
Chi viaggia spesso in zone senza Wi-FiBackbone OneStreaming via dati cellulari del telefono
Chi vuole un dispositivo sempre pronto, separato dal telefonoPlayStation PortalNon consuma batteria o notifiche dello smartphone

Chi usa già PS Plus per il multiplayer troverà utile anche il confronto tra Xbox Game Pass e PS Plus: l’abbonamento Premium è ciò che rende il Portal utilizzabile anche senza possedere fisicamente una PS5, e cambia parecchio il calcolo costo-beneficio rispetto a un Backbone One usato “a costo zero” con giochi mobile già posseduti.

Nessuna di queste raccomandazioni è assoluta: sono punti di partenza basati sul caso d’uso prevalente, non regole rigide. Un giocatore competitivo che viaggia spesso, ad esempio, potrebbe ragionevolmente finire nella casella “Backbone One” nonostante l’assenza di grilletti adattivi, semplicemente perché la portabilità pesa di più della fedeltà dei controlli nel suo scenario specifico. Vale sempre la pena rileggere la tabella delle specifiche tecniche più in alto prima di decidere, incrociandola con le proprie abitudini di gioco reali piuttosto che con quelle “medie” descritte qui.

Garanzia legale, privacy e diritti del consumatore in Italia

Entrambi i dispositivi, venduti in Italia, rientrano nella garanzia legale di conformità di due anni prevista dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, artt. 128-135): in caso di difetto di fabbrica, il venditore è tenuto a riparazione, sostituzione o rimborso, indipendentemente da eventuali garanzie commerciali aggiuntive offerte da Sony o Backbone. Vale la pena ricordare che la garanzia copre il dispositivo in sé: eventuali problemi di compatibilità causati da un aggiornamento del sistema operativo dello smartphone (per Backbone One) non rientrano automaticamente nella copertura.

Sul fronte privacy la differenza è strutturale: ogni sessione sul Portal è legata all’account PSN, con la relativa raccolta dati prevista dall’informativa privacy Sony. Backbone One, essendo un accessorio passivo, ha un’impronta più leggera: richiede solo un account con email per l’app companion, mentre i dati raccolti durante il gioco dipendono dai singoli servizi usati (PlayStation, Xbox, o l’app mobile stessa) più che dal controller. Nessuno dei due scenari implica un rischio concreto per l’utente medio, ma chi è sensibile alla profilazione tramite account unico troverà il secondo scenario marginalmente meno invasivo.

Per gli acquisti online, che restano il canale più comune per entrambi i dispositivi, si applica anche il diritto di recesso previsto dal Codice del Consumo per la vendita a distanza (art. 52): 14 giorni di tempo dalla consegna per restituire il prodotto senza dover motivare la scelta, a patto che non sia stato danneggiato o usato oltre la normale verifica del funzionamento. Questo diritto si somma, senza sostituirla, alla garanzia legale di due anni: due tutele distinte che coprono momenti diversi del rapporto tra acquirente e venditore, ed è bene non confonderle quando si contatta l’assistenza di un rivenditore.

Il verdetto: quale scegliere nel 2026

Non esiste un vincitore assoluto, ma i dati raccolti indicano una scelta abbastanza netta in base al profilo dell’utente. Se il budget è la priorità, o se si gioca già su più ecosistemi (PlayStation, Xbox, mobile), Backbone One a 119,99€ offre più flessibilità per meno della metà della spesa, con il vantaggio non da poco di funzionare anche senza Wi-Fi. Se invece l’obiettivo è l’esperienza PlayStation più fedele possibile – grilletti adattivi, feedback aptico, uno schermo sempre uguale a sé stesso – i 249,99€ del Portal comprano un’esperienza che nessun accessorio per smartphone può replicare, a patto di avere una rete Wi-Fi domestica solida e di accettare la dipendenza totale dall’ecosistema Sony (PSN compreso).

Il rincaro di aprile 2026 ha reso la scelta più polarizzata che mai: con 130€ di differenza netta, il Portal non è più “un accessorio in più” ma un investimento dedicato, mentre Backbone One resta l’opzione a basso rischio per chi vuole solo provare il cloud gaming senza impegnarsi troppo.

C’è anche una terza risposta, meno scontata ma sostenuta dai dati raccolti in questo confronto: per chi possiede già uno smartphone recente e un buon piano dati, comprare entrambi i dispositivi nel tempo (prima il Backbone One economico, poi eventualmente il Portal se l’uso domestico lo giustifica) espone a un rischio finanziario molto più basso rispetto a partire direttamente dal dispositivo da 249,99€. È l’approccio più razionale per chi non è ancora sicuro di quanto userà davvero il cloud gaming nella propria routine.

Domande frequenti

PlayStation Portal funziona senza una PS5?
Solo in parte: serve comunque un account PS Plus Premium con cloud streaming (disponibile dal novembre 2025). Senza PS5 e senza abbonamento, il Portal non ha alcuna sorgente da cui ricevere lo streaming.

Backbone One funziona anche su Android?
Sì: esiste una versione con connettore USB-C pensata per Android, oltre alla variante Lightning per iPhone.

Posso usare Backbone One senza Wi-Fi?
Sì, tramite la connessione dati del telefono a cui è collegato: è uno dei principali vantaggi rispetto al Portal, che richiede sempre il Wi-Fi.

Quanto dura la batteria di PlayStation Portal?
Le stime delle recensioni indipendenti indicano circa 3-7 ore d’uso continuo, in base a luminosità dello schermo e volume audio.

Backbone One ha una batteria propria?
No: si alimenta direttamente dal telefono a cui è collegato, senza batteria interna dedicata.

Backbone Pro è già disponibile in Italia?
Non con un listino ufficiale in euro al momento della pubblicazione di questo articolo: negli Stati Uniti costa 169,99$.

Qual è la garanzia legale su questi dispositivi in Italia?
Si applica la garanzia legale di conformità di due anni prevista dal Codice del Consumo (artt. 128-135), indipendentemente dalle garanzie commerciali offerte dal produttore.

PlayStation Portal supporta giochi Xbox o PC?
No: è un dispositivo Sony pensato esclusivamente per lo streaming da una PS5 o dal cloud PS Plus Premium. Backbone One, al contrario, supporta anche Xbox Cloud Gaming e titoli mobile nativi.

Conviene comprare entrambi i dispositivi?
Per un utente che gioca sia in casa sia in mobilità può avere senso: il costo combinato (circa 370€) resta comunque inferiore a molte altre configurazioni di gioco portatile, e i due dispositivi coprono scenari che non si sovrappongono quasi mai.

Il Backbone One originale (Lightning) funziona sugli iPhone più recenti?
Solo se il modello ha ancora il connettore Lightning; per gli iPhone con USB-C serve la variante USB-C del Backbone One, non quella Lightning di prima generazione.

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