Xbox Game Pass e PlayStation Plus sono usciti da un anno turbolento. Il primo ha alzato il prezzo del piano Ultimate del 50% in un solo colpo nell’ottobre 2025, ha incassato l’ammissione pubblica di aver perso “milioni di abbonati” e ad aprile 2026 ha fatto marcia indietro. Il secondo ha aumentato i listini di tutti e tre i livelli il 20 maggio 2026, ma solo per i nuovi iscritti, per effetto di una sentenza tedesca che ha bloccato i rincari sui contratti già attivi. Il risultato, aggiornato al 15 giugno 2026, è che i due abbonamenti gaming più diffusi d’Europa non sono mai stati così diversi nella filosofia e così vicini nel prezzo: Xbox Game Pass Ultimate costa oggi 20,99€ al mese, PlayStation Plus Premium 18,99€. In questo confronto mettiamo a fianco tutti i piani, i cataloghi, il cloud gaming, la condivisione in famiglia e i dati di mercato per capire quale abbonamento convenga davvero, con una guida pratica per chi vuole passare dall’uno all’altro.
Xbox Game Pass vs PlayStation Plus: il quadro generale nel 2026
Prima di entrare nel dettaglio dei singoli piani, vale la pena fissare la differenza filosofica tra i due servizi. Xbox Game Pass nasce come catalogo “tutto incluso, subito”: paghi un canone e ricevi centinaia di giochi, comprese le nuove uscite Microsoft del giorno del lancio. PlayStation Plus nasce invece come evoluzione di un servizio storicamente legato al multiplayer online, a cui negli anni Sony ha aggiunto un catalogo di giochi scaricabili e, nel livello più costoso, un archivio di classici in streaming. Nessuno dei due modelli è “giusto” in assoluto: rispondono ad abitudini di gioco diverse.
Nel 2026 questa differenza si è accentuata. Microsoft ha scelto la strada dell’abbondanza: catalogo enorme, giochi al day one, cloud gaming senza limiti di orario, ma con una storia recente di prezzi altalenanti che ha eroso la fiducia di una parte della sua base utenti. Sony ha scelto la strada della stabilità apparente: livelli annuali bloccati, nessun rincaro retroattivo sugli abbonati fedeli, ma anche nessuna promessa di giochi al day one e un cloud gaming riservato al piano più caro. Chi cerca il servizio con più giochi nuovi guarda a Xbox Game Pass; chi vuole prevedibilità sul lungo periodo e non vuole rinunciare alle esclusive PlayStation guarda a PlayStation Plus.
Un terzo elemento, spesso sottovalutato, è la direzione aziendale dietro le due piattaforme. Xbox ha cambiato guida proprio nel mezzo di questa vicenda: il 20 febbraio 2026 Phil Spencer è andato in pensione e Asha Sharma è diventata EVP e CEO di Microsoft Gaming, scavalcando la presidente Xbox Sarah Bond, poi uscita dall’azienda. Il taglio dei prezzi di Game Pass Ultimate di aprile 2026 è stato il primo atto ad alta visibilità della nuova gestione. Sony, dal canto suo, si trova a gestire in parallelo un contenzioso legale in Germania che condiziona la sua politica dei prezzi in tutta l’area euro, Italia compresa.
Cos’è Xbox Game Pass nel 2026: piani, prezzi e struttura
Il 1° ottobre 2025 Microsoft ha riorganizzato dall’alto in basso la struttura di Xbox Game Pass, pensionando i vecchi piani Core e Standard e introducendo tre nuove fasce: Essential, Premium e Ultimate, più il PC Game Pass dedicato a chi gioca solo su computer. Il piano di punta, Game Pass Ultimate, è salito da 17,99€ a 26,99€ al mese in Europa, un aumento del 50% che ha acceso settimane di polemiche tra gli abbonati. Sei mesi dopo, il 21 aprile 2026, Microsoft ha annunciato un taglio netto: Ultimate è sceso a 20,99€ al mese, e il PC Game Pass da 14,99€ a 12,99€.
Ecco la struttura attuale dei quattro piani in Italia e nell’area euro:
- Xbox Game Pass Essential (8,99€/mese) – oltre 50 giochi, multiplayer online, cloud gaming incluso fino a 1080p, salvataggi su cloud.
- Xbox Game Pass Premium (12,99€/mese) – oltre 200 giochi, cloud gaming fino a 1080p, sconti sul negozio digitale.
- PC Game Pass (12,99€/mese) – catalogo dedicato ai giocatori PC, nessun cloud gaming incluso.
- Xbox Game Pass Ultimate (20,99€/mese) – oltre 400 giochi, titoli first-party al day one (con l’eccezione di Call of Duty), cloud gaming fino a 1440p senza limiti di ore, EA Play, Ubisoft+ Classics e Fortnite Crew inclusi.
Il vero perno commerciale del servizio resta Game Pass Ultimate: è l’unico piano con i giochi al day one e con il cloud gaming a risoluzione più alta. Ma è anche il piano che ha attraversato la storia più turbolenta: lanciato nel 2019 a 12,99€ in Europa, ha visto un primo ritocco negli Stati Uniti nel luglio 2024 (da 16,99 a 19,99 dollari), poi il balzo del 50% nell’ottobre 2025 e infine il dietrofront di aprile 2026. In cambio del taglio di prezzo, Microsoft ha tolto un beneficio storico: i futuri capitoli di Call of Duty non arrivano più al day one, ma circa un anno dopo l’uscita, secondo quanto riportato da Xbox Wire.
Cos’è PlayStation Plus nel 2026: Essential, Extra e Premium
PlayStation Plus ha una struttura a tre livelli dal marzo 2022, quando Sony ha assorbito il vecchio servizio PlayStation Now nel piano più costoso e ha ridisegnato l’intera offerta. Dal 20 maggio 2026 tutti e tre i livelli sono più cari, ma – a differenza di quanto accaduto con Game Pass nel 2025 – l’aumento non è retroattivo: paga il nuovo prezzo solo chi si abbona da zero o riattiva un piano scaduto, mentre chi resta in auto-rinnovo continua a pagare la tariffa precedente a tempo indeterminato.
- PlayStation Plus Essential (9,99€/mese per i nuovi abbonati, 71,99€/anno per tutti) – multiplayer online, giochi mensili gratuiti (che restano giocabili finché si mantiene un qualsiasi abbonamento PS Plus attivo), salvataggi su cloud.
- PlayStation Plus Extra (15,99€/mese per i nuovi abbonati, 125,99€/anno per tutti) – tutto quanto sopra più oltre 400 giochi scaricabili PS4 e PS5 dal Game Catalog.
- PlayStation Plus Premium (18,99€/mese per i nuovi abbonati, 151,99€/anno per tutti) – tutto quanto sopra più il Classics Catalog di titoli PS1, PS2, PSP e PS3, prove a tempo e streaming cloud fino a 4K su una selezione di titoli.
La particolarità del rincaro di maggio 2026 non è commerciale ma legale. Il Kammergericht di Berlino, la corte d’appello della capitale tedesca, ha stabilito il 30 ottobre 2024 (causa Az. 23 MK 1/23) che due clausole nei termini di servizio di PlayStation Plus erano illegittime: quella che permetteva a Sony di alzare i prezzi con un semplice preavviso via email, e quella che consentiva di modificare il catalogo giochi in qualunque momento. Da allora Sony deve ottenere il consenso esplicito del cliente prima di alzare il prezzo su un contratto già attivo, ed è per questo che il rincaro del 2026 si applica solo ai nuovi contratti. Sony ha presentato ricorso alla Corte Federale di Giustizia tedesca (BGH, causa Az III ZR 160/24), ancora pendente a metà 2026.
I piani annuali di PlayStation Plus restano invece invariati per tutti, nuovi e vecchi abbonati: 71,99€ per Essential, 125,99€ per Extra, 151,99€ per Premium. È un dettaglio che cambia la convenienza reale del servizio: chi si abbona oggi ha un incentivo molto più forte a scegliere subito il piano annuale piuttosto che quello mensile o trimestrale, specialmente su Extra, dove il rincaro mensile ha toccato il +14,3%, il balzo percentuale più marcato dei tre livelli.
Tabella comparativa: specifiche e funzionalità a confronto
La tabella seguente mette a confronto le caratteristiche strutturali dei due servizi ai loro piani più completi (Xbox Game Pass Ultimate e PlayStation Plus Premium), utile per capire dove ciascuno dei due offre di più.
| Caratteristica | Xbox Game Pass (Ultimate) | PlayStation Plus (Premium) |
|---|---|---|
| Prezzo piano base mensile | 8,99€ (Essential) | 9,99€ (Essential, nuovi abbonati) |
| Prezzo piano flagship mensile | 20,99€ (Ultimate) | 18,99€ (Premium, nuovi abbonati) |
| Numero di piani | 4 (Essential, Premium, PC, Ultimate) | 3 (Essential, Extra, Premium) |
| Giochi in catalogo (dichiarati) | 400+ su Ultimate | 400+ scaricabili su Extra/Premium |
| Titoli first-party al day one | Sì, tranne i futuri Call of Duty | No, nessuna garanzia strutturale |
| Cloud gaming incluso da | Piano Essential (il più economico) | Solo piano Premium (il più caro) |
| Risoluzione cloud massima | Fino a 1440p (Ultimate) | Fino a 4K su titoli selezionati |
| Limite di ore cloud mensili | Nessuno | Nessuno (ma catalogo limitato) |
| Condivisione su singola console | Sì, funzione Home Xbox | Sì, Console Sharing and Offline Play |
| Piano famiglia multi-account scontato | No (test chiuso ad agosto 2023) | No |
| Servizi terzi inclusi | EA Play, Ubisoft+ Classics, Fortnite Crew | Nessuno |
| Catalogo giochi retro/classici | Limitato | PS1, PS2, PSP, PS3 (Classics Catalog) |
| Ultimo dato ufficiale abbonati | 34 milioni (febbraio 2024, non aggiornato) | ~47 milioni (fine anno fiscale 2025) |
| Anno di lancio del servizio | 2017 (Ultimate dal 2019) | 2010 (struttura a 3 livelli dal 2022) |
| Piano dedicato solo PC | Sì, PC Game Pass (12,99€) | No |
Il quadro che emerge è coerente con le due filosofie descritte in apertura: Xbox Game Pass vince nettamente su ampiezza del cloud gaming (incluso da subito, senza limiti) e su contenuti extra (EA Play e Ubisoft+ Classics non hanno un vero equivalente su PlayStation Plus). PlayStation Plus vince invece sulla profondità del catalogo retro e, soprattutto, sulla risoluzione massima dello streaming cloud quando è disponibile – ma solo per chi paga il piano più costoso.
Prezzi mensili, trimestrali e annuali: la tabella completa
Per capire davvero la convenienza dei due servizi bisogna guardare oltre il prezzo mensile. PlayStation Plus, in particolare, cambia molto a seconda della durata scelta, mentre Xbox Game Pass non offre piani annuali su nessun livello. Ecco il listino completo aggiornato al 15 giugno 2026.
| Servizio e piano | Prezzo mensile | Prezzo trimestrale | Prezzo annuale |
|---|---|---|---|
| Xbox Game Pass Essential | 8,99€ | – | – |
| Xbox Game Pass Premium | 12,99€ | – | – |
| PC Game Pass | 12,99€ | – | – |
| Xbox Game Pass Ultimate | 20,99€ | – | – |
| PlayStation Plus Essential | 9,99€ (nuovi) / 8,99€ (esistenti) | 27,99€ (nuovi) / 24,99€ (esistenti) | 71,99€ |
| PlayStation Plus Extra | 15,99€ (nuovi) / 13,99€ (esistenti) | 43,99€ (nuovi) / 39,99€ (esistenti) | 125,99€ |
| PlayStation Plus Premium | 18,99€ (nuovi) / 16,99€ (esistenti) | 54,99€ (nuovi) / 49,99€ (esistenti) | 151,99€ |
Il confronto in chiave annuale è impietoso per chi resta sul mensile: un abbonato Xbox Game Pass Ultimate spende 251,88€ l’anno pagando mese per mese, mentre un nuovo abbonato PlayStation Plus Premium, scegliendo subito il piano annuale, spende 151,99€ per un livello di poco inferiore in termini di cloud gaming ma superiore per catalogo classici. È il motivo per cui, come sottolineano diverse testate italiane che hanno seguito l’annuncio – tra cui multiplayer.it e smartworld.it – il rincaro di maggio 2026 ha reso il piano annuale PlayStation Plus ancora più conveniente rispetto alla formula mensile, proprio mentre resta congelato per chi già lo possedeva.
Da notare anche la promozione lanciata da Sony tra il 27 maggio e il 10 giugno 2026 per attutire il malcontento: sconti del 20% su Essential (57,59€), del 25% su Extra (94,49€) e del 33% su Premium (101,83€), validi solo sui piani annuali. Chi ha approfittato di quella finestra ha ottenuto, di fatto, un prezzo Premium annuale molto vicino a quello pre-rincaro.
Cataloghi a confronto: quanti giochi offrono davvero
Sul numero di giochi disponibili, i due servizi non si prestano a un confronto diretto e onesto, perché contano in modo diverso. Microsoft dichiara oltre 400 titoli su Game Pass Ultimate, un numero che include l’intero catalogo trasversale a tutti i piani inferiori più le esclusive Ultimate, i titoli first-party e i giochi Activision Blizzard entrati in catalogo dopo l’acquisizione da 68,7 miliardi di dollari chiusa nell’ottobre 2023. Sony invece non pubblica un totale ufficiale del Classics Catalog di PlayStation Plus Premium, limitandosi ad annunciare le aggiunte mensili: a giugno 2026, ad esempio, è entrato Gitaroo Man, mentre a luglio è previsto l’arrivo di Psi-Ops: The Mindgate Conspiracy.
Per il Game Catalog “moderno” (Extra e Premium), Sony dichiara invece un numero comparabile a quello di Microsoft: oltre 400 titoli scaricabili PS4 e PS5. Il vero discrimine, quindi, non è quasi mai la quantità assoluta ma la composizione: Xbox Game Pass integra le nuove uscite first-party fin dal giorno del lancio, mentre PlayStation Plus aggiunge i titoli Sony solo dopo un periodo di vendita in negozio a prezzo pieno, spesso a distanza di mesi o anni dall’uscita.
Il Game Catalog di giugno 2026 di PlayStation Plus, annunciato ufficialmente sul PlayStation Blog, comprendeva ad esempio Final Fantasy XVI, Sonic X Shadow Generations e Kingdom Come: Deliverance – tutti titoli usciti da tempo, non nuove uscite del mese. È l’esatto opposto della logica di Game Pass, dove nella stessa finestra temporale (la “wave 2” di giugno 2026 annunciata su Xbox Wire) sono arrivati EA Sports FC 26 e un capitolo Call of Duty, quest’ultimo proprio secondo la nuova finestra di attesa di circa un anno introdotta con il taglio di prezzo di aprile.
Giochi al day one: la vera differenza strategica
Se c’è un solo criterio che separa nettamente i due servizi, è la disponibilità dei giochi al giorno del lancio. Xbox Game Pass Ultimate e PC Game Pass restano gli unici tra i due a garantire, salvo eccezioni dichiarate, che i nuovi giochi first-party Xbox siano giocabili fin dal day one, senza costi aggiuntivi rispetto al canone mensile. È il caso di Halo: Campaign Evolved, il remake in Unreal Engine 5 di Halo: Combat Evolved in arrivo il 28 luglio 2026: chi acquista il gioco in negozio paga 59,99€, 79,99€ o 199,99€ a seconda dell’edizione, ma chi è abbonato a Game Pass Ultimate lo riceve incluso dal primo giorno.
Questa promessa, però, ha già una crepa: come raccontato in apertura, i futuri capitoli di Call of Duty non arrivano più al day one, ma circa un anno dopo l’uscita. È un cambio di rotta significativo, perché portare Call of Duty al day one nel servizio era stata la dimostrazione più visibile della strategia legata all’acquisizione di Activision Blizzard. Rimuoverlo, appena due anni e mezzo dopo la chiusura dell’operazione, segnala che la sostenibilità economica del servizio viene oggi prima della massimizzazione del valore percepito.
PlayStation Plus non ha mai fatto, strutturalmente, questa promessa. Nessuno dei tre livelli garantisce l’accesso alle nuove esclusive Sony dal giorno del lancio: giochi come i futuri capitoli God of War, Marvel’s Spider-Man o Ghost of Tsushima restano acquisti separati a prezzo pieno, e arrivano nel Game Catalog di PlayStation Plus solo mesi o anni più tardi, quando la curva delle vendite a prezzo pieno si è già esaurita. È una scelta commerciale coerente con un’azienda che ricava gran parte dei suoi introiti proprio dalla vendita diretta dei tripla A, e non intende cannibalizzarla con l’abbonamento.
Cloud gaming: streaming, risoluzione e latenza a confronto
Il cloud gaming è probabilmente il fronte dove le due filosofie si toccano di più, ma restano comunque distanti negli approcci. Xbox Cloud Gaming è incluso già a partire dal piano Essential (8,99€): la risoluzione sale con il livello di abbonamento, fino a un massimo di 1440p a circa 30Mbps su Game Pass Ultimate, e non esiste alcun tetto di ore mensili. PlayStation Plus riserva invece lo streaming cloud al solo piano Premium (18,99€): quando disponibile, arriva fino al 4K su una selezione di titoli, dopo l’espansione dello streaming PS5 avvenuta nell’ottobre 2025 su giochi come Spider-Man 2 in più mercati europei, ma resta inaccessibile a chi paga Essential o Extra.
| Servizio cloud | Risoluzione massima | Consumo dati stimato | Limite ore mensili | Datacenter Europa |
|---|---|---|---|---|
| Xbox Cloud Gaming (Essential/Premium) | 1080p | ~9 GB/ora | Nessuno | Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi |
| Xbox Cloud Gaming (Ultimate) | Fino a 1440p | Fino a ~14 GB/ora | Nessuno | Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi |
| PlayStation Plus Premium | Fino a 4K (titoli selezionati) | Non pubblicato da Sony | Nessuno (catalogo limitato) | Non pubblicato da Sony |
| GeForce Now Ultimate (contesto terzo) | Fino a 4K/5K | Fino a ~22 GB/ora | 100 ore/mese dal 2026 | Parigi, Germania, Spagna, Regno Unito |
Sul fronte della latenza, i benchmark indipendenti disponibili riguardano soprattutto il confronto tra Xbox Cloud Gaming e servizi “bring your own game” come GeForce Now, ma restano utili per contestualizzare la qualità dell’infrastruttura Microsoft: secondo i test riportati da TechTimes, la latenza media di Xbox Cloud Gaming si attesta attorno agli 85 millisecondi su rete cablata, contro circa 81,7 millisecondi per l’infrastruttura RTX di GeForce Now – una differenza minima nella pratica, ma che conferma quanto entrambe le piattaforme abbiano investito pesantemente in server dedicati negli ultimi due anni. Sony, dal canto suo, non pubblica cifre di latenza per il proprio servizio di streaming, rendendo impossibile un confronto diretto verificabile a tre.
Nella pratica quotidiana, la differenza più sentita dagli utenti non è tanto la latenza quanto la libertà d’uso: chi ha Game Pass Ultimate può avviare in streaming qualsiasi titolo del catalogo su smartphone, tablet, browser o console, senza doverlo scaricare, mentre chi ha PlayStation Plus Premium può farlo solo con una selezione ristretta di giochi, decisa unilateralmente da Sony e non estesa all’intero catalogo Extra.
EA Play, Ubisoft+ e i bonus inclusi nell’abbonamento
Uno dei vantaggi meno pubblicizzati di Xbox Game Pass Ultimate è la quantità di servizi terzi inclusi senza costi aggiuntivi. EA Play resta bundlato gratuitamente sia in Ultimate sia in PC Game Pass: secondo la pagina ufficiale xbox.com e il supporto ufficiale EA, il catalogo comprende circa 50-60 titoli in rotazione, tra cui i franchise Battlefield, EA Sports FC, F1, Madden NFL, The Sims e Star Wars, oltre a sconti sugli acquisti in-game per i titoli EA più recenti. A questo si aggiungono Ubisoft+ Classics, con una selezione di giochi Ubisoft più datati, e Fortnite Crew, l’abbonamento cosmetico del battle royale di Epic Games.
PlayStation Plus non ha un equivalente diretto di questa strategia. Sony non integra cataloghi di publisher terzi nei propri livelli, preferendo mantenere il servizio incentrato sui titoli PlayStation e su un numero più contenuto di terze parti scelte caso per caso per il Game Catalog. È una scelta che riflette ancora una volta la differenza di fondo: Microsoft usa Game Pass come vetrina aggregatrice il più ampia possibile, anche a costo di ospitare cataloghi di concorrenti diretti come EA; Sony preferisce restare un ecosistema più chiuso, ma internamente più coerente.
Condivisione in famiglia: chi vince questa sfida
Entrambi i servizi permettono di condividere i benefici dell’abbonamento con chi vive nella stessa casa, ma nessuno dei due offre, nel 2026, un vero piano famiglia multi-account scontato. Su Xbox, la funzione si chiama Home Xbox: si designa una console come “casa”, e chiunque acceda localmente con il proprio account ottiene i benefici di Game Pass, inclusi i giochi scaricati, anche senza restare connesso online. Microsoft aveva sperimentato tra il 2022 e il 2023 un vero piano “Friends & Family” per quattro utenti a prezzo scontato, ma il programma è stato chiuso il 15 agosto 2023 e, secondo quanto risulta dal supporto ufficiale Xbox, non è più stato rilanciato.
Su PlayStation, il meccanismo equivalente si chiama Console Sharing and Offline Play: si attiva una console PS5 (ed eventualmente una PS4) come “primaria”, e chiunque acceda con un profilo locale eredita i benefici PlayStation Plus, incluso il multiplayer online, i giochi mensili scaricati e i cataloghi in base al piano attivo. Chi gestisce un account “Family Manager” può inoltre condividere questi benefici anche con i profili “child” della famiglia. Come conferma la pagina di supporto ufficiale PlayStation, la condivisione resta però limitata a una sola console PS5 e una sola PS4 alla volta: non esiste, nemmeno qui, un vero abbonamento multi-account per famiglie sparse su più abitazioni.
Il risultato pratico è che, per una famiglia con un’unica console in salotto, i due servizi si equivalgono quasi perfettamente: entrambi permettono a più profili di accedere ai benefici sulla stessa macchina. La differenza emerge solo per i nuclei familiari con più console in case diverse, dove nessuno dei due servizi offre oggi una soluzione economica dedicata.
Cinque casi d’uso reali: quale abbonamento scegliere
Più che un vincitore assoluto, la scelta tra i due servizi dipende dalle abitudini di gioco. Ecco cinque profili tipici e l’abbonamento più adatto a ciascuno.
1. Il giocatore PC che vuole il day one senza console
Chi gioca esclusivamente su PC e vuole le nuove uscite Xbox dal primo giorno trova nel PC Game Pass (12,99€/mese) o, se interessato anche al cloud gaming, in Game Pass Ultimate (20,99€/mese) l’opzione naturale. PlayStation Plus non ha un equivalente per il PC: l’unico modo per accedere ai giochi PlayStation da computer resta lo streaming cloud di Premium via browser, con un catalogo comunque più ristretto rispetto a quello nativo per console.
2. Il fedele dell’ecosistema PlayStation
Chi possiede una PS5 e non intende cambiare piattaforma trova in PlayStation Plus Extra o Premium l’opzione più coerente, anche senza day one: il valore reale sta nell’accesso, nel tempo, alle esclusive Sony già uscite a prezzo pieno, con un piano annuale che resta più economico su base mensile rispetto a Game Pass Ultimate.
3. Il retrogamer appassionato di classici
Per chi cerca giochi storici PS1, PS2, PSP e PS3 in streaming o emulazione moderna, PlayStation Plus Premium resta l’unica opzione tra i due servizi: Xbox Game Pass non ha un catalogo retro paragonabile, nonostante includa alcuni titoli Xbox 360 retrocompatibili nel catalogo principale.
4. Chi vuole il cloud gaming multi-dispositivo più economico
Se il cloud gaming è la priorità, Xbox Game Pass Essential (8,99€/mese) lo include già dal piano più economico, senza limiti di ore. Per lo stesso beneficio su PlayStation bisogna necessariamente salire al piano Premium da 18,99€/mese, oltre il doppio del prezzo.
5. Chi vuole provare entrambi senza spendere troppo
Per chi non vuole ancora scegliere, la combinazione più economica è partire dai piani base di ciascun servizio – Game Pass Essential e PlayStation Plus Essential – per un totale di circa 19€ al mese, e valutare l’upgrade solo dopo aver capito quale catalogo viene effettivamente utilizzato di più nei primi due o tre mesi.
Guida alla migrazione: come passare da un servizio all’altro
Passare da un abbonamento all’altro – o mantenerli entrambi per un periodo di transizione – richiede qualche accorgimento pratico, perché i due ecosistemi non condividono salvataggi, trofei/achievement né la libreria giochi. Ecco i passaggi da seguire.
- Verifica cosa perderesti alla disdetta. I titoli del catalogo (sia Game Pass sia PlayStation Plus Extra/Premium) restano giocabili solo finché l’abbonamento è attivo. Fanno eccezione i giochi mensili “Essential” di PlayStation Plus, che restano tuoi finché mantieni un qualsiasi abbonamento PS Plus attivo, anche il livello base.
- Controlla i salvataggi cloud. Xbox e PlayStation non condividono in alcun modo i salvataggi tra ecosistemi: un salvataggio Xbox resta legato al tuo account Microsoft, uno PlayStation al tuo account Sony. Se cambi piattaforma hardware, non solo servizio, ricomincerai da capo sui giochi non multipiattaforma.
- Non disdire subito il vecchio abbonamento. Mantieni entrambi i servizi attivi per un mese di sovrapposizione, così da avere il tempo di scaricare i titoli che ti interessano dal vecchio catalogo prima che diventino inaccessibili.
- Sfrutta le finestre promozionali. Sony, ad esempio, ha offerto sconti fino al 33% sui piani annuali tra il 27 maggio e il 10 giugno 2026: tenere d’occhio le promozioni stagionali di entrambi i servizi permette di ridurre sensibilmente il costo di un primo abbonamento annuale.
- Aggiorna i pagamenti automatici con ordine. Attiva il nuovo abbonamento e verifica che sia effettivamente operativo prima di disdire il rinnovo automatico del vecchio, per evitare sia un doppio addebito sia un buco di copertura tra i due servizi.
Per chi preferisce una versione più schematica, ecco lo stesso percorso riassunto in forma di checklist operativa.
Checklist migrazione abbonamento gaming
[ ] 1. Elenca i giochi del catalogo attuale ancora da finire
[ ] 2. Scarica/completa i titoli a rischio prima della disdetta
[ ] 3. Verifica lo stato dei salvataggi cloud (non portabili tra Xbox e PlayStation)
[ ] 4. Attiva il nuovo abbonamento (mensile, prima di impegnarti sull'annuale)
[ ] 5. Testa il nuovo servizio per 2-4 settimane in parallelo al vecchio
[ ] 6. Disdici il rinnovo automatico del vecchio abbonamento SOLO ad attivazione confermata
[ ] 7. Valuta il passaggio al piano annuale dopo il primo mese di prova
Pro e contro di Xbox Game Pass
Dopo un anno di rincari e dietrofront, il bilancio di Xbox Game Pass resta comunque a favore dell’abbondanza di contenuti, anche se con qualche macchia sulla trasparenza commerciale.
I vantaggi
- Titoli first-party al day one per (quasi) tutte le nuove uscite Xbox.
- Cloud gaming incluso già dal piano più economico, senza limiti di ore mensili.
- EA Play, Ubisoft+ Classics e Fortnite Crew inclusi gratis in Ultimate.
- Prezzo Ultimate tornato competitivo dopo il taglio di aprile 2026.
- Catalogo complessivo tra i più ampi del settore, oltre 400 titoli.
- Piano dedicato ai soli giocatori PC, senza dover pagare per il cloud gaming.
Gli svantaggi
- Storia recente di rincari improvvisi: +50% in un solo colpo nell’ottobre 2025.
- Call of Duty non è più al day one, ma arriva con circa un anno di ritardo.
- Nessun vero piano famiglia multi-account dalla chiusura del test nel 2023.
- Microsoft non comunica più cifre ufficiali sugli abbonati dal febbraio 2024.
- I giochi restano “in prestito”: nulla resta giocabile dopo la disdetta, salvo eccezioni contrattuali separate.
Pro e contro di PlayStation Plus
Il bilancio di PlayStation Plus nel 2026 è quello di un servizio più prevedibile per chi già lo possiede, ma meno generoso per chi si affaccia oggi per la prima volta.
I vantaggi
- Piani annuali bloccati e più economici a parità di livello rispetto al canone mensile.
- Abbonati esistenti protetti dai rincari finché restano in auto-rinnovo, per effetto della sentenza tedesca.
- Classics Catalog unico nel settore, con titoli PS1, PS2, PSP e PS3.
- Cloud streaming fino a 4K su una selezione di titoli, su piano Premium.
- Giochi mensili Essential restano giocabili a tempo indeterminato, anche solo con l’abbonamento base.
Gli svantaggi
- Nessun titolo first-party garantito al day one, su nessuno dei tre livelli.
- Cloud gaming riservato solo al piano più caro, Premium.
- Un secondo rincaro già lasciato intendere dalla stessa dirigenza Sony a giugno 2026.
- Nessun catalogo di servizi terzi paragonabile a EA Play o Ubisoft+ Classics.
- Nessun vero piano famiglia multi-account, solo condivisione su singola console.
Cosa dicono i dati di mercato: abbonati, ricavi e prossimi rincari
Dietro il confronto sui prezzi si muovono due strategie aziendali sotto pressione opposta. Microsoft è notoriamente avara di dati sugli abbonati Game Pass: l’ultima cifra ufficiale risale al febbraio 2024, quando l’azienda dichiarò 34 milioni di iscritti, un numero che includeva anche le conversioni dei vecchi account Xbox Live Gold. Da allora non è più stato comunicato un totale aggiornato. Nel giugno 2026, durante l’evento The Game Business Live, il chief strategy officer di Xbox Matthew Ball ha ammesso pubblicamente che il rincaro dell’ottobre 2025 aveva portato alla perdita di “milioni di abbonati”, dichiarando testualmente: “we shed millions of subscribers over the span of a few months” (“abbiamo perso milioni di abbonati nel giro di pochi mesi”). Secondo le stime successive riprese da diverse testate di settore, la base statunitense sarebbe scesa a circa 30 milioni, ben al di sotto dell’obiettivo interno di Microsoft per l’anno fiscale 2026.
Sony si trova in una posizione finanziaria diversa. Nell’anno fiscale chiuso a marzo 2026, la divisione Game & Network Services – che comprende PlayStation Plus – ha registrato un utile operativo di circa 463,3 miliardi di yen (circa 2,9 miliardi di dollari), in crescita del 12% rispetto all’anno precedente, su ricavi complessivi di 4.685,7 miliardi di yen. Le vendite lifetime di PS5 hanno superato i 93 milioni di unità, con 125 milioni di utenti attivi mensili sulla rete PSN, un record per l’azienda. Gli abbonati PlayStation Plus a fine anno fiscale 2025 erano circa 47 milioni, una cifra più solida rispetto a quella comunicata da Microsoft e aggiornata con maggiore regolarità.
Proprio questi risultati record rendono più delicato il posizionamento di Sony sul prossimo rincaro. Durante un Q&A con gli investitori a giugno 2026, interrogata sulla sostenibilità dei ricavi da abbonamento, la dirigenza di Sony Interactive Entertainment ha risposto con una dichiarazione che il settore ha letto come un preavviso: “PS Plus offers strong value to players, and we continually balance that value against customer cost. We are using multiple levers to improve profitability, including pricing, tier mix, and content acquisition efficiency” (“PS Plus offre un forte valore ai giocatori, e bilanciamo costantemente questo valore con il costo per il cliente. Stiamo usando diverse leve per migliorare la redditività, inclusi prezzo, mix dei livelli ed efficienza nell’acquisizione di contenuti”). La dichiarazione, riportata da testate come notebookcheck.net, non specifica quale dirigente l’abbia pronunciata né fornisce una data per un eventuale terzo rincaro, ma arriva a poche settimane dal secondo aumento di maggio, in un momento in cui oltre il 40% degli abbonati PlayStation Plus ha già scelto i livelli Extra o Premium rispetto a Essential.
Verdetto finale: quale abbonamento conviene nel 2026
Non esiste un vincitore assoluto tra Xbox Game Pass e PlayStation Plus nel 2026, ma i dati raccolti in questo confronto permettono di tracciare una linea netta. Se il criterio è il valore per euro speso in termini di contenuti nuovi – day one, catalogo ampio, cloud gaming senza limiti, servizi terzi inclusi – Xbox Game Pass Ultimate a 20,99€ al mese resta l’offerta più aggressiva sul mercato, nonostante la storia recente di prezzi altalenanti abbia intaccato la fiducia di una parte della sua base.
Se invece il criterio è la prevedibilità nel tempo e la fedeltà a un ecosistema console già posseduto, PlayStation Plus – specialmente nella sua declinazione annuale, bloccata a 151,99€ per il piano Premium indipendentemente dai rincari futuri finché si resta in auto-rinnovo – offre una garanzia contrattuale che Game Pass, privo di piani annuali, non può replicare. Il rovescio della medaglia è che i nuovi abbonati pagano oggi di più, e che la stessa Sony ha già lasciato intendere che un terzo rincaro è sul tavolo.
Per il lettore che deve scegliere in questo preciso momento, la sintesi è questa: chi gioca soprattutto le nuove uscite del giorno e vive già nell’ecosistema Xbox o PC guadagna di più da Game Pass Ultimate; chi possiede una PS5, gioca soprattutto esclusive già uscite o classici retro, e preferisce un canone annuale stabile nel tempo, guadagna di più da un piano annuale PlayStation Plus. Chi è ancora indeciso può iniziare dai due piani più economici – Essential su entrambi i servizi – e lasciare che siano le proprie abitudini di gioco, nei primi mesi, a indicare la strada.
Domande frequenti su Game Pass e PlayStation Plus
Conviene di più Xbox Game Pass o PlayStation Plus nel 2026?
Dipende dall’uso. Xbox Game Pass conviene a chi vuole i giochi al day one e il cloud gaming senza limiti fin dal piano più economico. PlayStation Plus conviene a chi cerca un canone annuale stabile nel tempo e non intende cambiare ecosistema console.
Quanto costa Xbox Game Pass Ultimate al mese?
Xbox Game Pass Ultimate costa 20,99€ al mese in Italia dal 21 aprile 2026, dopo il taglio rispetto ai 26,99€ applicati tra ottobre 2025 e aprile 2026.
Quanto costa PlayStation Plus Premium al mese?
PlayStation Plus Premium costa 18,99€ al mese per i nuovi abbonati dal 20 maggio 2026. Chi era già abbonato prima di quella data continua a pagare 16,99€, finché mantiene l’abbonamento in auto-rinnovo.
I giochi Call of Duty sono ancora disponibili al day one su Game Pass?
No. Dal taglio di prezzo di aprile 2026, i futuri capitoli di Call of Duty non arrivano più al day one su Game Pass Ultimate o PC Game Pass, ma circa un anno dopo l’uscita.
Posso usare il cloud gaming con il piano PlayStation Plus Essential o Extra?
No, lo streaming cloud di PlayStation Plus è riservato esclusivamente al piano Premium, il più caro dei tre. Su Xbox Game Pass, invece, il cloud gaming è incluso già dal piano Essential.
Si può condividere l’abbonamento con la famiglia?
Su entrambi i servizi è possibile condividere i benefici con chi vive nella stessa casa, designando una console come “primaria” (Home Xbox su Xbox, Console Sharing and Offline Play su PlayStation). Nessuno dei due offre però un vero piano famiglia multi-account scontato nel 2026.
Conviene passare al piano annuale invece che mensile?
Su PlayStation Plus sì, in modo netto: i prezzi annuali restano invariati dai rincari di maggio 2026 e costano molto meno rispetto a dodici mesi di canone mensile. Su Xbox Game Pass la domanda non si pone, perché il servizio non offre piani annuali su nessun livello.
Cosa succede se ero già abbonato a PlayStation Plus prima del rincaro di maggio 2026?
Se mantieni l’abbonamento attivo in auto-rinnovo senza interruzioni, continui a pagare il prezzo precedente il rincaro a tempo indeterminato, per effetto della sentenza del Kammergericht di Berlino del 30 ottobre 2024. Se lasci scadere l’abbonamento e lo riattivi in seguito, invece, paghi il nuovo prezzo.
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