Dal 20 maggio 2026 abbonarsi a PlayStation Plus costa di più in Italia e nel resto d’Europa. Sony ha alzato il prezzo di tutti e tre i livelli del servizio – Essential, Extra e Premium – ma con una particolarità che ha spiazzato molti abbonati: a pagare la nuova tariffa sono soltanto i nuovi iscritti o chi riattiva un abbonamento scaduto. Dietro questa scelta, tutt’altro che generosa, si nasconde una sentenza tedesca che ha di fatto legato le mani a Sony. E mentre analisti e stampa specializzata calcolano l’impatto sui conti, la dirigenza dell’azienda ha già lasciato intendere che il rincaro di maggio potrebbe non essere l’ultimo del 2026.
Cosa cambia per gli abbonati PlayStation Plus dal 20 maggio 2026
L’annuncio è arrivato il 18 maggio 2026: Sony ha comunicato un aumento del playstation plus prezzo su tutti e tre i piani mensili e trimestrali, con effetto dal 20 maggio 2026. La revisione riguarda l’intera area euro, Italia compresa, ed è la seconda modifica tariffaria dal lancio della struttura a tre livelli nel 2022. A differenza di quanto accaduto in passato, però, l’aumento non colpisce automaticamente tutti gli iscritti: chi ha già un abbonamento attivo e lo mantiene senza interruzioni continua a pagare il prezzo precedente, a tempo indeterminato. Le uniche eccezioni note a questa regola riguardano Turchia e India, dove Sony applica un modello diverso.
Il rincaro si applica invece a chiunque sottoscriva un nuovo abbonamento da zero, e a chi lascia scadere il proprio piano e decide di riattivarlo in un secondo momento. È un dettaglio tecnico che cambia molto nella percezione pubblica della notizia: non si tratta di un aumento generalizzato in stile Xbox Game Pass del 2025, ma di un rincaro “silenzioso” che colpisce solo una fetta di utenti, per ora.
I nuovi prezzi in Italia: Essential, Extra e Premium a confronto
In Italia il playstation plus prezzo mensile ed trimestrale sale su tutti i livelli, mentre i piani annuali restano invariati. Ecco il quadro completo, con le cifre in euro confermate da Sony e riscontrate anche dalle testate italiane che hanno seguito l’annuncio.
| Livello | Mensile prima | Mensile ora | Trimestrale prima | Trimestrale ora | Variazione mensile |
|---|---|---|---|---|---|
| PlayStation Plus Essential | 8,99€ | 9,99€ | 24,99€ | 27,99€ | +11,1% |
| PlayStation Plus Extra | 13,99€ | 15,99€ | 39,99€ | 43,99€ | +14,3% |
| PlayStation Plus Premium | 16,99€ | 18,99€ | 49,99€ | 54,99€ | +11,8% |
Il salto più marcato riguarda PlayStation Plus Extra, il piano intermedio, con un +14,3% mensile che lo rende l’aumento percentualmente più pesante dei tre. I piani annuali, invece, restano fermi a 71,99€ (Essential), 125,99€ (Extra) e 151,99€ (Premium) per tutti, nuovi e vecchi abbonati. Chi valuta di abbonarsi oggi ha quindi un incentivo più forte che in passato a scegliere subito il piano annuale invece di quello mensile o trimestrale.
Perché solo i nuovi abbonati pagano di più
La scelta di risparmiare gli abbonati esistenti non nasce da una politica commerciale premurosa. È la conseguenza diretta di una battaglia legale che Sony ha perso in Germania, e che per motivi contrattuali finisce per proteggere gli abbonati in tutta l’area euro, Italia inclusa.
La sentenza del Kammergericht di Berlino contro Sony
Al centro della vicenda c’è una causa promossa dalla Verbraucherzentrale Bundesverband (vzbv), la federazione tedesca delle associazioni dei consumatori, contro Sony Interactive Entertainment Europe. Il vzbv contestava due clausole nei termini di servizio di PlayStation Plus: quella che permetteva a Sony di aumentare i prezzi unilateralmente con un semplice preavviso via email di 60 giorni, e quella che consentiva di modificare il catalogo giochi in qualunque momento. Il Kammergericht di Berlino, la corte d’appello della capitale tedesca, ha stabilito il 30 ottobre 2024 (causa Az. 23 MK 1/23) che entrambe le clausole sono illegittime. Da quel momento Sony non può più aumentare il prezzo di un contratto già in corso solo notificandolo: deve ottenere il consenso esplicito del cliente.
È esattamente per rispettare questa sentenza che il rincaro di maggio 2026 si applica solo a nuovi contratti, dove le nuove condizioni vengono accettate da zero al momento della sottoscrizione. Per approfondire la fonte ufficiale della sentenza, il comunicato del vzbv riporta il testo integrale della decisione.
Il ricorso di Sony alla Corte Federale di Giustizia tedesca
Sony non si è arresa alla sentenza di Berlino. L’azienda ha presentato una Nichtzulassungsbeschwerde, un ricorso per la mancata ammissione dell’appello, al Bundesgerichtshof (BGH), la Corte Federale di Giustizia tedesca, il massimo grado della giurisdizione civile in Germania. Il fascicolo è registrato con il numero Az III ZR 160/24 e risulta ancora pendente: nessuna decisione è stata pubblicata. Fino a un’eventuale pronuncia del BGH, la sentenza del Kammergericht resta valida e continua a vincolare la politica dei prezzi di Sony in tutta l’area euro.
La motivazione ufficiale di Sony: “attuali condizioni di mercato”
Nella comunicazione ufficiale diffusa insieme al nuovo listino, Sony ha giustificato il rincaro richiamando genericamente le “attuali condizioni di mercato” e le pressioni macroeconomiche globali. Non è stata fornita alcuna motivazione legata a nuovi costi di gestione, a investimenti nel catalogo o a funzionalità aggiuntive: i tre livelli di abbonamento restano identici nei contenuti rispetto a prima dell’aumento. È una formula già usata da altri produttori tecnologici negli ultimi due anni per giustificare rincari non altrimenti spiegabili, e che la stampa di settore italiana ed europea ha accolto con un certo scetticismo, notando come coincida con un periodo di margini record per la divisione Game & Network Services di Sony.
Il contrasto con la vicenda tedesca è netto: da un lato Sony sostiene che l’aumento sia necessario per ragioni di mercato, dall’altro è costretta per legge a non applicarlo a chi ha già sottoscritto un contratto. Una contraddizione che rafforza l’idea che il vincolo sugli abbonati esistenti sia dettato dal diritto, non da una scelta di merito commerciale.
Sony lascia intendere un secondo rincaro
La notizia più recente, e probabilmente quella con le maggiori implicazioni per il futuro, riguarda un Q&A con gli investitori tenutosi a giugno 2026. Interrogata sulla sostenibilità dei ricavi da abbonamento, la dirigenza di Sony Interactive Entertainment ha risposto con una dichiarazione che gli osservatori del settore hanno letto come un preavviso: “PS Plus offers strong value to players, and we continually balance that value against customer cost. We are using multiple levers to improve profitability, including pricing, tier mix, and content acquisition efficiency” (“PS Plus offre un forte valore ai giocatori, e bilanciamo costantemente questo valore con il costo per il cliente. Stiamo usando diverse leve per migliorare la redditività, inclusi prezzo, mix dei livelli ed efficienza nell’acquisizione di contenuti”), come riportato da NotebookCheck.
Nessuna data né importo è stato annunciato, ma il linguaggio usato è quasi identico a quello impiegato prima del rincaro di maggio. Un dettaglio che rafforza i sospetti: secondo i dati discussi nello stesso Q&A, circa il 40% degli abbonati PlayStation Plus è ora concentrato sui livelli più costosi, Extra e Premium, una quota in crescita rispetto al passato. È proprio su questo segmento di utenti a maggiore disponibilità di spesa che un eventuale nuovo rincaro potrebbe concentrarsi.
Il legame con il rallentamento delle vendite di PS5
Il tempismo del Q&A non è casuale. Le vendite hardware di PlayStation 5 hanno rallentato nel corso del 2026, complice anche la carenza globale di memorie DRAM e NAND che ha spinto Sony ad aumentare il prezzo della console di circa 100€ (fino a 649,99€) già a marzo. Con l’hardware sotto pressione sui margini, i servizi in abbonamento diventano la leva più semplice da azionare per sostenere i ricavi della divisione Game & Network Services senza toccare il prezzo delle console. È lo stesso meccanismo descritto nel nostro approfondimento su PS5 e le vendite delle console nel 2026, dove il rallentamento hardware emerge come tema ricorrente per entrambi i grandi produttori.
In altre parole: quando l’hardware non può più essere la fonte primaria di crescita a causa dei costi dei componenti, i servizi digitali – abbonamenti, store, contenuti aggiuntivi – diventano lo strumento principale per compensare. PlayStation Plus, con decine di milioni di iscritti ricorrenti, è il candidato naturale.
La promozione sconto di maggio-giugno 2026
Per attutire il malcontento iniziale, Sony ha lanciato una promozione limitata dal 27 maggio al 10 giugno 2026, valida solo sui piani annuali. Gli sconti erano scaglionati per livello: Essential scontato del 20% (a 57,59€), Extra del 25% (a 94,49€) e Premium del 33% (a 101,83€, un valore molto vicino al prezzo annuale pre-rincaro). I nuovi abbonati potevano accedere allo sconto pieno; chi era già abbonato poteva applicarlo solo come credito verso un upgrade al piano Premium per la durata residua del proprio contratto.
È un copione simile a quanto accaduto con Xbox Game Pass dopo il rincaro del 2025, ma con una differenza sostanziale: Microsoft ha poi tagliato il prezzo per tutti gli abbonati, mentre Sony non ha avuto bisogno di un dietrofront generalizzato, perché la sentenza tedesca proteggeva già chi era abbonato in precedenza.
Cosa include ogni livello di abbonamento
Nonostante il rincaro, i contenuti dei tre piani non sono cambiati. Ecco cosa include ciascun livello di PlayStation Plus dopo il 20 maggio 2026.
| Livello | Multiplayer online | Giochi mensili gratuiti | Catalogo download PS4/PS5 | Classici retrocompatibili | Cloud streaming |
|---|---|---|---|---|---|
| Essential | Sì | Sì | No | No | No |
| Extra | Sì | Sì | Fino a 400 titoli | No | No |
| Premium | Sì | Sì | Fino a 400 titoli | ~340 titoli PS1/PS2/PS3/PSP | Sì |
Nessuno dei tre livelli include l’accesso ai titoli al giorno del lancio (day-one): un limite strutturale che distingue PlayStation Plus dal principale concorrente su questo fronte, come vedremo più avanti. Il catalogo Premium di classici PS1, PS2, PS3 e PSP resta l’elemento distintivo più apprezzato dagli utenti, secondo le recensioni raccolte dalla stampa specializzata dopo il rincaro.
Il calcolo dietro la scelta di non toccare i piani annuali
Lasciare invariato il prezzo annuale mentre si alzano mensile e trimestrale non è un dettaglio neutro: il nuovo playstation plus prezzo annuale resta lo stesso, ma aumenta il divario di convenienza a suo favore, spingendo i nuovi utenti verso un impegno più lungo. Ecco il confronto aritmetico, con le cifre ufficiali, per i due piani agli estremi della gamma.
Essential (nuovo abbonato, dal 20 maggio 2026)
Mensile x12: 9,99€ x 12 = 119,88€/anno
Trimestrale x4: 27,99€ x 4 = 111,96€/anno
Annuale: 71,99€/anno
Risparmio annuale vs mensile: 47,89€ (-39,9%)
Risparmio annuale vs trimestrale: 39,97€ (-35,7%)
Premium (nuovo abbonato, dal 20 maggio 2026)
Mensile x12: 18,99€ x 12 = 227,88€/anno
Trimestrale x4: 54,99€ x 4 = 219,96€/anno
Annuale: 151,99€/anno
Risparmio annuale vs mensile: 75,89€ (-33,3%)
Il messaggio implicito è chiaro: chi si abbona oggi paga un premio più alto per la flessibilità di un piano mensile o trimestrale rispetto a prima del rincaro. Per Sony, ogni nuovo abbonato che sceglie il piano annuale è anche un cliente “bloccato” a un prezzo fisso per dodici mesi, più prevedibile in termini di ricavi.
PlayStation Plus vs Xbox Game Pass: due strategie di prezzo opposte
Il 2026 ha messo a confronto due filosofie di prezzo agli antipodi. Xbox Game Pass Ultimate era salito da 17,99€ a 26,99€ al mese nell’ottobre 2025, un aumento del 50% applicato a tutti gli abbonati senza eccezioni, che ha scatenato un’ondata di cancellazioni. Microsoft ha poi fatto marcia indietro il 21 aprile 2026, riportando il prezzo a 20,99€ (-22%) per l’intera base utenti, non solo per i nuovi iscritti. Matthew Ball, Chief Strategy Officer di Xbox, ha confermato l’entità del danno l’8 giugno 2026, dichiarando che il servizio ha “shed millions of subscribers over the span of a few months” (“perso milioni di abbonati nell’arco di pochi mesi”), come riportato da This Week in Video Games. Il crollo ha portato gli abbonati Xbox Game Pass a circa 30 milioni, ben lontano dall’obiettivo interno di Microsoft di 77 milioni entro la fine dell’anno fiscale 2026.
PlayStation Plus ha scelto la strada opposta: un aumento più contenuto in percentuale, applicato solo ai nuovi contratti, senza alcun dietrofront necessario. Il risultato è che oggi le due piattaforme hanno prezzi di punta molto vicini, ma con logiche commerciali diverse.
| Caratteristica | PlayStation Plus Premium | Xbox Game Pass Ultimate |
|---|---|---|
| Prezzo mensile attuale | 18,99€ (nuovi abbonati) | 20,99€ (tutti gli abbonati) |
| Ultima variazione | +2€, maggio 2026, solo nuovi contratti | -6€, aprile 2026, taglio del 22% per tutti |
| Titoli disponibili al lancio | No | Sì (esclusi i futuri Call of Duty) |
| Catalogo retro incluso | ~340 titoli PS1/PS2/PS3/PSP | Selezione di titoli retrocompatibili Xbox |
| Chi paga il prezzo più alto | Solo nuovi iscritti/riattivazioni | Tutta la base utenti |
La pagina ufficiale Xbox Game Pass conferma l’attuale listino Ultimate a 20,99€, mentre la pagina ufficiale PlayStation Plus riporta il nuovo listino Sony per l’Italia. Per un confronto più ampio tra le due piattaforme sul fronte hardware, si veda anche il nostro approfondimento su PS5 Pro vs Xbox Series X.
I numeri di Sony: ricavi, utenti PSN e abbonati PS Plus
Il contesto finanziario aiuta a capire perché la divisione Game & Network Services resta centrale per Sony. Nell’anno fiscale 2025, chiuso a marzo 2026, l’utile operativo della divisione ha raggiunto 463,3 miliardi di yen (circa 2,9 miliardi di dollari), in crescita del 12% su base annua, su ricavi complessivi di 4.685,7 miliardi di yen. Le vendite lifetime di PS5 hanno superato i 93 milioni di unità, mentre gli utenti attivi mensili della rete PSN hanno toccato quota 125 milioni a marzo 2026, un record per la piattaforma.
Sul fronte specifico degli abbonati PlayStation Plus, le stime più recenti convergono su circa 47 milioni di iscritti alla chiusura dell’anno fiscale 2025, anche se Sony non pubblica più un dato ufficiale scorporato dagli utenti PSN complessivi nei suoi documenti più recenti. È in questo contesto di margini in crescita ma di base utenti che non si allarga più al ritmo del passato che va letta la ricerca di nuove leve di prezzo emersa nel Q&A di giugno.
L’impatto sul mercato italiano dei videogiochi
In Italia il peso degli abbonamenti nel mercato videoludico è tutt’altro che marginale. Secondo il rapporto IIDEA 2025, il mercato complessivo del gioco console e PC in Italia vale circa 2,4 miliardi di euro, con gli abbonamenti – PlayStation Plus, Xbox Game Pass e i servizi concorrenti – che generano circa 153 milioni di euro di ricavi, una quota che continua a crescere anche in un mercato complessivamente stabile o in leggero calo. Un rincaro come quello di PlayStation Plus, per quanto limitato ai nuovi abbonati, si inserisce quindi in un segmento già rilevante per l’industria italiana.
Per un quadro più ampio sui numeri del settore in Italia, si veda il nostro approfondimento su il mercato dei videogiochi in Italia. La tendenza generale – meno unità hardware vendute, ricavi digitali e da abbonamento in crescita relativa – rispecchia esattamente la logica dietro la scelta di Sony di puntare sui servizi piuttosto che sull’hardware per sostenere i ricavi.
Una storia di rincari: da PS Plus a oggi
PlayStation Plus esiste in forma di abbonamento unico dal 2010. La svolta arriva nel marzo 2022, quando Sony annuncia la ristrutturazione in tre livelli – Essential, Extra e Premium – che assorbe anche PlayStation Now, il servizio di cloud gaming, dentro il livello più alto. Il lancio globale della nuova struttura, come descritto nel blog ufficiale PlayStation, avviene nel giugno 2022 con oltre 700 giochi disponibili al lancio tra i vari livelli.
Da allora i prezzi sono saliti più volte, ma il rincaro di maggio 2026 è il primo a introdurre esplicitamente la distinzione tra nuovi e vecchi abbonati su scala europea, una diretta conseguenza del contenzioso tedesco. È un precedente che altri produttori e altri mercati europei osservano con attenzione: se il modello “prezzo protetto per chi resta abbonato” si consolida, potrebbe diventare uno standard de facto anche al di fuori della Germania, semplicemente perché è più semplice per Sony applicare la stessa policy contrattuale in tutta l’area euro piuttosto che differenziare paese per paese.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi: le previsioni
Sulla base dei dati disponibili, ecco gli sviluppi più probabili per PlayStation Plus nella seconda metà del 2026.
- Un secondo rincaro entro fine 2026 è probabile ma non confermato. Il linguaggio usato nel Q&A di giugno ricalca quello pre-maggio 2026; se lo schema si ripete, un nuovo aumento potrebbe concentrarsi sui livelli Extra e Premium, dove è già oggi il 40% degli abbonati.
- Il ricorso di Sony al BGH difficilmente cambierà le regole nel breve termine. I procedimenti davanti alla Corte Federale di Giustizia tedesca richiedono in genere mesi se non anni: fino a un verdetto, resta in vigore la protezione per gli abbonati esistenti in tutta l’area euro.
- La pressione sui servizi digitali resterà alta finché il mercato dei componenti di memoria non si stabilizza. Se la carenza di DRAM/NAND che ha spinto in alto il prezzo di PS5 dovesse proseguire, Sony avrà ancora meno margine per compensare con l’hardware e continuerà a guardare agli abbonamenti.
- Altri mercati europei potrebbero vedere iniziative simili a quella tedesca. Le associazioni dei consumatori di altri paesi UE, Italia compresa, seguono con attenzione precedenti come quello del vzbv: una causa analoga altrove non è da escludere, sebbene al momento non risultino azioni legali in corso contro Sony fuori dalla Germania.
- Il divario di prezzo con Xbox Game Pass Ultimate resterà probabilmente ridotto. Con Premium a 18,99€ e Game Pass Ultimate a 20,99€, i due servizi sono più vicini che mai: eventuali mosse di uno dei due concorrenti nei prossimi mesi difficilmente lasceranno indifferente l’altro.
Domande frequenti
Quando è scattato l’aumento di prezzo di PlayStation Plus?
Sony ha annunciato il rincaro il 18 maggio 2026, con effetto dal 20 maggio 2026 su tutti e tre i livelli, in tutta l’area euro Italia inclusa.
Se sono già abbonato, il mio prezzo cambia?
No, se mantieni l’abbonamento attivo senza interruzioni continui a pagare il prezzo precedente a tempo indeterminato. Il nuovo prezzo si applica solo a chi si iscrive per la prima volta o riattiva un abbonamento scaduto.
Quanto costa oggi PlayStation Plus in Italia?
Il playstation plus prezzo per i nuovi abbonati oggi è: Essential 9,99€/mese o 27,99€/trimestre, Extra 15,99€/mese o 43,99€/trimestre, Premium 18,99€/mese o 54,99€/trimestre. I piani annuali restano 71,99€, 125,99€ e 151,99€.
Perché Sony ha aumentato i prezzi solo per i nuovi abbonati?
Per rispettare una sentenza del Kammergericht di Berlino del 30 ottobre 2024, che vieta a Sony di aumentare unilateralmente i prezzi su contratti già in corso senza il consenso esplicito del cliente.
Ci sarà un altro rincaro di PlayStation Plus?
Non è stato annunciato nulla di ufficiale, ma la dirigenza Sony ha lasciato intendere in un Q&A di giugno 2026 che prezzo e mix dei livelli restano leve attive per migliorare la redditività. Nessuna data o importo è stato comunicato.
Conviene ancora l’abbonamento annuale dopo il rincaro?
Sì, e ancora di più rispetto a prima: con mensile e trimestrale più cari e l’annuale invariato, il risparmio scegliendo il piano annuale arriva fino al 39,9% rispetto al mensile su Essential.
Cosa succede se annullo e poi riattivo l’abbonamento?
Riattivare un abbonamento scaduto equivale, ai fini del prezzo, a sottoscriverne uno nuovo: si paga quindi la tariffa aggiornata, non quella precedente all’annullamento.
Come si confronta PlayStation Plus con Xbox Game Pass dopo questi cambiamenti?
I prezzi di punta sono oggi molto vicini (18,99€ contro 20,99€ al mese), ma con strategie opposte: Sony ha aumentato solo per i nuovi abbonati, Microsoft ha aumentato e poi tagliato il prezzo per tutti. Game Pass include i titoli al lancio, PlayStation Plus no.
Copertura correlata
- Game Pass +50%: Milioni di Addii, poi il Dietrofront [2026]
- PS5 vs Xbox Series X: 649€ vs 599€, 92M vs 35M [2026]
- PlayStation 6: Costi a 960$, si Rischia il Rinvio [2026]
- PS5 Pro vs Xbox Series X: 899€ vs 599€, +39% Potenza [2026]
- Mercato Videogiochi Italia 2025: €2,4 Mld, -1% [2026]
- Tutti gli approfondimenti su console e piattaforme di gioco




