Il 15 settembre 2026 Xbox Game Pass perderà uno dei titoli più pesanti mai ospitati nel suo catalogo: Cyberpunk 2077. Insieme al gioco di CD Projekt Red usciranno altri nove titoli, tra cui Frostpunk 2 e Dead Cells, in quella che diversi osservatori del settore hanno già definito la rotazione più dolorosa dell’anno per gli abbonati Microsoft. La notizia, confermata da Xbox Wire nei primi giorni di settembre, arriva in un momento delicato per il servizio in abbonamento più discusso del gaming: dopo l’aumento di prezzo del 2024 e mesi di critiche sul rapporto qualità-prezzo, ogni uscita pesante dal catalogo riaccende il dibattito su cosa significhi davvero pagare un abbonamento “all you can play”.

Non è la prima volta che un titolo di CD Projekt Red lascia il servizio in un momento delicato: ad agosto era già uscita The Witcher 3, altro pilastro dello studio polacco. Ma la doppia uscita di Cyberpunk 2077 e Frostpunk 2, entrambi giochi sviluppati in Polonia, ha un peso simbolico che i siti specializzati locali, da GRYOnline.pl a Vandal, non hanno mancato di sottolineare. Questo articolo analizza cosa sta succedendo, perché conta per il mercato degli abbonamenti gaming e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

Cosa sta lasciando Xbox Game Pass il 15 settembre 2026

Microsoft ha confermato che dieci giochi lasceranno il catalogo di Xbox Game Pass il 15 settembre 2026, preceduti da NBA 2K26, uscito già il 6 settembre. Cyberpunk 2077 è il nome che pesa di più nella lista: il gioco open world di CD Projekt Red era entrato nel servizio a marzo 2026, restando disponibile per circa sei mesi prima dell’addio. Durante questo periodo era accessibile sia su Console che su Cloud, con diversi tracker che lo segnalavano anche nella fascia PC sotto i piani Ultimate e Premium.

Accanto a Cyberpunk 2077 escono Frostpunk 2, il gestionale post-apocalittico di 11 bit studios che GRYOnline.pl ha definito uno dei “due grandi successi polacchi” a lasciare il servizio in questa tornata, e Dead Cells, il rogue-lite di Motion Twin diventato uno dei titoli indie più longevi su Game Pass. Completano la lista Deep Rock Galactic: Survivor, Commandos: Origins, Cricket 24, Mullet Madjack, Spiritfarer: Farewell Edition, Superliminal e Train Sim World 5. In pratica, undici titoli fuori dal catalogo in poco più di una settimana, contando anche NBA 2K26.

Come da prassi Microsoft, gli abbonati ricevono uno sconto sull’acquisto definitivo dei giochi in uscita fino alla data di rimozione: chi vuole tenersi Cyberpunk 2077 nella propria libreria personale ha quindi una finestra di circa due settimane per comprarlo a prezzo ridotto invece di perderlo del tutto. È lo stesso meccanismo usato in agosto per The Witcher 3, e serve a smorzare parzialmente le proteste degli utenti più affezionati ai titoli in scadenza, come confermato dal riepilogo pubblicato da CBR.

TitoloSviluppatoreData di uscita dal servizioPiattaforme coinvolte
NBA 2K26Visual Concepts6 settembre 2026Console, Cloud
Cyberpunk 2077CD Projekt Red15 settembre 2026Cloud, Console
Frostpunk 211 bit studios15 settembre 2026PC
Dead CellsMotion Twin15 settembre 2026Cloud, Console, PC
Deep Rock Galactic: SurvivorFunday Games15 settembre 2026Cloud, Console, PC
Commandos: OriginsClaymore Game Studios15 settembre 2026Cloud, Console, PC
Cricket 24Big Ant Studios15 settembre 2026Cloud, Console, PC
Mullet MadjackHammer9515 settembre 2026Vari
Spiritfarer: Farewell EditionThunder Lotus15 settembre 2026Vari
SuperliminalPillow Castle15 settembre 2026Vari

Perché l’uscita di Cyberpunk 2077 pesa più delle altre

Non tutte le uscite dal catalogo hanno lo stesso impatto mediatico. Cyberpunk 2077 non è un titolo qualunque: dopo un lancio disastroso nel 2020, il gioco ha vissuto una delle rimonte più notevoli della storia recente dei videogiochi, trainata dall’espansione Phantom Liberty e da anni di patch correttive. Quando CD Projekt Red decise di portarlo su Game Pass a marzo 2026, la mossa fu letta come un chiaro segnale di fiducia reciproca tra publisher polacco e Microsoft, oltre che come un modo per intercettare nuovi giocatori in vista dell’attesa dei contenuti futuri legati al franchise.

Perdere un titolo del genere dopo appena sei mesi conferma un pattern ormai consolidato nella gestione del catalogo Xbox Game Pass: anche le uscite più attese arrivano quasi sempre con una data di scadenza implicita legata agli accordi di licenza siglati con i publisher terzi. Non si tratta di un’esclusiva rimossa per sempre dal mercato, ma della fine dell’accordo temporaneo di distribuzione in abbonamento, un meccanismo comune a tutti i servizi in stile Netflix applicato ai videogiochi, incluso PlayStation Plus.

Per gli utenti italiani ed europei, l’uscita di Cyberpunk 2077 arriva peraltro a ridosso della finestra autunnale, tradizionalmente quella con più uscite AAA dell’anno: settembre 2026 porta infatti anche il rilascio pubblico di Moonlighter 2: The Endless Vault il 2 settembre e di Onimusha: Way of the Sword il 4 settembre, entrambi disponibili su PC, PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2, secondo il calendario pubblicato da GameSpot. Il contrasto tra i nuovi arrivi e le uscite dal Game Pass rende ancora più visibile il ricambio continuo del catalogo, come segnalato anche dalla copertura di settore raccolta da The Verge.

Il contesto: prezzo di Game Pass Ultimate e la promessa infranta del “tutto incluso”

La rimozione di Cyberpunk 2077 non va letta isolata dal resto della strategia di monetizzazione di Xbox. Nel luglio 2024 Microsoft aveva già alzato il prezzo di Game Pass Ultimate da 16,99 a 19,99 dollari al mese negli Stati Uniti, con rincari proporzionali applicati anche in Europa. Come raccontato nel nostro approfondimento su Game Pass +50%: milioni di addii, poi il dietrofront, quell’aumento aveva già scatenato ondate di cancellazioni, seguite da un parziale ripensamento della società su alcune fasce di prezzo.

Il problema di fondo, secondo molti abbonati che si sono espressi sui forum di settore come Reddit e sulle testate specializzate polacche e spagnole citate in queste settimane, è che il prezzo più alto non si è accompagnato a una percezione di maggiore stabilità del catalogo. Anzi: la sensazione diffusa è che più cresce il costo mensile, più le uscite di titoli pesanti come Cyberpunk 2077 o The Witcher 3 (uscito il mese scorso) sembrino un controsenso rispetto alla promessa di un catalogo “premium” che giustifichi la spesa.

Microsoft non ha diffuso, nella comunicazione legata a questa specifica rotazione di settembre, nuove dichiarazioni strategiche di dirigenti come Phil Spencer sul futuro di Game Pass. La narrazione ufficiale, veicolata tramite Xbox Wire e ripresa da Windows Central, si concentra sul fatto che al posto dei titoli in uscita arrivano nuovi giochi, tra cui un ulteriore capitolo della serie Call of Duty aggiunto proprio nei primi giorni di settembre. È la logica di sempre: quello che esce viene compensato da quello che entra, anche se il valore percepito dai due lati della bilancia raramente è identico per l’utente finale.

Storia del catalogo: da Netflix dei videogiochi a servizio sotto esame

Xbox Game Pass ha debuttato nel giugno 2017 come abbonamento pensato per dare accesso a un numero limitato di titoli Xbox One. Da lì il catalogo è cresciuto fino a includere centinaia di giochi tra Console, PC e Cloud, spinto da tre leve principali: le uscite day one dei titoli first party Microsoft, gli accordi di licenza con publisher terzi come CD Projekt Red, Capcom o Ubisoft, e l’integrazione dei cataloghi acquisiti tramite le maxi-operazioni societarie degli ultimi anni, in primis Bethesda/ZeniMax e Activision Blizzard.

Il modello ha sempre convissuto con un ricambio continuo: nessun titolo di terze parti resta per sempre, perché gli accordi di licenza hanno scadenze contrattuali negoziate caso per caso. Quello che è cambiato negli ultimi due anni è la percezione pubblica del fenomeno. Quando il prezzo di Ultimate era più contenuto, la rotazione veniva accettata come parte del “patto” del servizio in abbonamento. Con un prezzo più vicino ai 20 dollari mensili, ogni uscita pesante come quella di settembre 2026 viene raccontata dai media di settore, comprensibilmente, come una notizia negativa piuttosto che come normale amministrazione del catalogo.

Va anche detto che il ritmo di questa tornata di settembre, con circa undici titoli in uscita in una decina di giorni, è coerente con la cadenza storica del servizio, che tipicamente prevede due finestre di rimozione al mese: una a inizio mese e una a metà. Non si tratta quindi di un’anomalia statistica, ma di un mese in cui la finestra di metà settembre ha incluso, per pura coincidenza contrattuale, più nomi di peso del solito.

Game Pass contro PlayStation Plus: la battaglia dei cataloghi in abbonamento

Il confronto naturale, per chi valuta se abbonarsi a un servizio piuttosto che a un altro, resta quello con PlayStation Plus. Come abbiamo già raccontato in dettaglio in Xbox Game Pass vs PS Plus: 20,99€ vs 18,99€, i due servizi hanno adottato filosofie diverse: Sony offre livelli progressivi (Essential, Extra, Premium) con un catalogo Extra e Premium che include anche una libreria retrocompatibile di classici PlayStation, mentre Microsoft punta tutto su un unico livello Ultimate che include cloud gaming, accesso PC ed EA Play.

Anche PlayStation Plus non è immune dal fenomeno delle uscite a rotazione: i titoli dei livelli Extra e Premium hanno anch’essi finestre di licenza limitate. Ma la differenza percepita dagli utenti riguarda soprattutto i titoli first party: Sony tende a mantenere più a lungo i propri giochi esclusivi nel catalogo una volta inseriti, mentre gran parte delle rimozioni pesanti su Game Pass, come nel caso di Cyberpunk 2077, riguardano proprio titoli di terze parti con accordi a termine. È un dettaglio che pesa nella percezione di “stabilità” complessiva di un servizio rispetto all’altro.

Nintendo, dal canto suo, gioca una partita diversa con Nintendo Switch Online, il cui costo annuale resta nettamente inferiore rispetto a entrambi i concorrenti, come emerge dal nostro confronto in Game Pass vs Nintendo Switch Online: 252€ vs 20€. Il catalogo Nintendo, però, è quasi interamente composto da titoli retro e da un numero ridotto di uscite moderne, il che lo rende un prodotto complementare più che un vero concorrente diretto di Game Pass o PS Plus sul fronte dei tripla A recenti.

ServizioPrezzo mensile (piano top)Modello catalogoCloud gaming incluso
Xbox Game Pass Ultimate19,99$ (USA)Unico livello, rotazione continua
PlayStation Plus Premium18,99€ circa3 livelli progressiviSì (solo Premium)
Nintendo Switch Online + Espansione~4,17€ (annuale diviso 12)Focus su titoli retroNo
EA Play (incluso in Ultimate)Incluso in UltimateCatalogo EA dedicatoParziale

L’impatto sul mercato: cosa dicono i numeri disponibili

Va detto con chiarezza, per onestà editoriale: Microsoft non ha diffuso un numero aggiornato e ufficiale di abbonati Game Pass per il 2026, né la comunicazione legata a questa specifica rotazione di catalogo include dati finanziari o di retention. L’ultima cifra pubblica ampiamente citata dall’azienda risale a inizio 2022, quando furono dichiarati 25 milioni di abbonati; da allora Microsoft ha smesso di comunicare aggiornamenti periodici precisi sul numero totale di iscritti, preferendo parlare di crescita percentuale dei ricavi legati ai contenuti e servizi Xbox nei bilanci trimestrali.

Questo silenzio sui numeri assoluti è di per sé un dato interessante per chi analizza il mercato: quando un servizio comunica volentieri le proprie cifre di crescita, di solito lo fa perché sono positive. La scelta di Microsoft di non fornire più un conteggio preciso degli abbonati alimenta le speculazioni sul fatto che la crescita si sia stabilizzata dopo l’exploit iniziale, un fenomeno comune a molti servizi in abbonamento una volta superata la fase di adozione di massa.

Quello che invece emerge con chiarezza dalla copertura giornalistica di queste settimane è il tono: più testate, dal brasiliano Mixvale allo spagnolo Vandal, hanno usato espressioni come “scuote gli abbonati” per descrivere l’effetto della rimozione di Cyberpunk 2077 e degli altri nove titoli. È un linguaggio editoriale, non un dato statistico di churn, ma riflette comunque un sentiment diffuso tra i giocatori che seguono da vicino le vicende del servizio.

La strategia dei publisher terzi: perché mettono e tolgono i propri giochi

Dal punto di vista di CD Projekt Red, inserire Cyberpunk 2077 su Game Pass per sei mesi ha una logica commerciale precisa: massimizzare l’esposizione del gioco in un momento di visibilità del franchise, intercettare nuovi giocatori che poi potrebbero acquistare i contenuti aggiuntivi o i titoli futuri della serie, e incassare una cifra concordata da Microsoft per la licenza temporanea, indipendentemente dalle vendite dirette perse nel periodo. Una volta esaurita questa finestra, il publisher recupera piena libertà di vendita a prezzo pieno sulle altre piattaforme, incluso lo store proprietario e Steam.

Lo stesso ragionamento vale per 11 bit studios con Frostpunk 2: un gestionale di nicchia ma molto apprezzato dalla critica beneficia enormemente dell’esposizione a milioni di abbonati Game Pass che magari non lo avrebbero mai comprato a prezzo pieno. Una volta terminato il periodo di visibilità, il publisher può tornare a puntare sulle vendite dirette, magari supportate da un eventuale sconto stagionale su Steam in autunno.

Questo meccanismo spiega perché, nonostante le proteste ricorrenti degli utenti a ogni rimozione pesante, il sistema resti comunque conveniente sia per Microsoft (che rinnova costantemente l’attrattiva del catalogo con nuovi ingressi) sia per i publisher terzi (che monetizzano la licenza e recuperano controllo sulle vendite dirette). Gli unici a uscirne con un’esperienza meno lineare sono gli abbonati, che devono organizzarsi per finire i giochi che amano prima della scadenza o decidere di acquistarli scontati.

Xbox tra licenziamenti, ritorno alle esclusive e nuova strategia hardware

La rotazione di catalogo di settembre si inserisce in un anno complicato per la divisione Xbox nel suo complesso. Come raccontato in Licenziamenti Xbox: 3.200 tagli e 4 studi ceduti, Microsoft ha attraversato una fase di ristrutturazione pesante che ha coinvolto migliaia di posizioni e la cessione di alcuni studi interni. Parallelamente, come approfondito in Xbox torna alle esclusive, ricavi hardware a -33%, l’azienda ha rivisto la propria strategia sulle esclusive console proprio mentre i ricavi hardware calavano a doppia cifra.

In questo contesto, Game Pass resta la leva più importante per Microsoft nel mantenere un flusso di ricavi ricorrenti che non dipenda esclusivamente dalla vendita di hardware, un segmento in evidente sofferenza secondo i dati di bilancio più recenti. Ogni scelta sulla composizione del catalogo, quindi, pesa più che in passato: mantenere alta la percezione di valore del servizio è diventato cruciale in un momento in cui la vendita di console non basta più a sostenere da sola la divisione gaming dell’azienda.

Cosa possono fare gli abbonati italiani prima del 15 settembre

Per chi in Italia ha ancora Cyberpunk 2077 nella lista dei giochi da provare, la finestra utile si chiude il 15 settembre 2026. Chi vuole completare la campagna principale, stimata da diversi tracker in circa 26 ore per la sola storia centrale, ha meno di due settimane per farlo tramite abbonamento, oppure può valutare l’acquisto scontato proposto direttamente da Xbox prima della rimozione definitiva. La stessa logica si applica a Frostpunk 2 e Dead Cells, entrambi titoli che richiedono più sessioni di gioco per essere apprezzati appieno rispetto a un’esperienza mordi e fuggi.

Un dettaglio pratico spesso trascurato: i salvataggi cloud associati ai titoli Game Pass di solito restano collegati all’account Xbox anche dopo la rimozione del gioco dal servizio, ma diventano inaccessibili finché il titolo non viene riacquistato singolarmente o non rientra in una futura rotazione del catalogo. Vale quindi la pena completare i contenuti più importanti prima della scadenza, piuttosto che confidare in un possibile ritorno futuro del gioco nel servizio.

Le previsioni: dove va il modello degli abbonamenti gaming

Guardando ai prossimi mesi, alcune tendenze sembrano abbastanza delineate sulla base di quanto osservato finora nel 2026.

  • Le rotazioni pesanti diventeranno più frequenti, non meno. Con un catalogo che ormai supera le centinaia di titoli, la probabilità statistica che ogni mese esca almeno un nome di richiamo come Cyberpunk 2077 o The Witcher 3 è destinata a crescere, semplicemente perché più titoli di peso sono entrati nel servizio negli ultimi due anni con accordi a termine.
  • Microsoft continuerà a compensare le uscite con annunci simultanei di nuovi ingressi. La strategia di comunicare l’arrivo di un nuovo Call of Duty proprio mentre Cyberpunk 2077 lascia il servizio non è casuale: è un modo collaudato per attutire il colpo mediatico di ogni rimozione pesante.
  • La pressione sul prezzo di Ultimate resterà un tema aperto. Dopo il dietrofront parziale seguito all’aumento del 2024, qualsiasi nuova modifica tariffaria dovrà probabilmente essere accompagnata da garanzie più solide sulla permanenza dei titoli di punta nel catalogo, per evitare un’altra ondata di cancellazioni.
  • Il confronto con PlayStation Plus si giocherà sempre più sulla stabilità percepita del catalogo, non solo sul prezzo. Se Sony riuscirà a comunicare meglio la propria politica di permanenza dei titoli, potrebbe guadagnare terreno tra gli utenti indecisi tra i due ecosistemi.
  • Gli studi polacchi ed europei continueranno a usare Game Pass come vetrina temporanea. Il pattern visto con The Witcher 3 e ora Cyberpunk 2077 suggerisce che i publisher europei considerino il servizio Microsoft un canale di marketing a tempo, più che una destinazione permanente per i propri giochi più importanti.

Il ruolo dell’EA Play e degli accordi bundle

Un elemento che resta stabile in questo quadro in movimento è l’integrazione di EA Play all’interno di Game Pass Ultimate, attiva ormai dal 2020 e confermata anche nella configurazione attuale del servizio. Non risultano annunci nel 2026 che modifichino questo accordo, come confermato dalla pagina ufficiale del servizio su Xbox.com, il che rende Ultimate ancora oggi l’unico abbonamento gaming multipiattaforma a includere, in un solo pacchetto, un catalogo Microsoft in continua evoluzione, l’accesso cloud e la libreria EA Play con titoli sportivi e action annuali.

È un punto di forza che i concorrenti non hanno ancora replicato in modo equivalente: né PlayStation Plus né Nintendo Switch Online offrono un bundle paragonabile con un publisher terzo di queste dimensioni. Resta da vedere se questo vantaggio strutturale basterà a controbilanciare, agli occhi degli abbonati, il fastidio ricorrente per le uscite di titoli come quelli in calendario per il 15 settembre.

Domande frequenti su Cyberpunk 2077 e l’uscita da Xbox Game Pass

Quando esce esattamente Cyberpunk 2077 da Xbox Game Pass?
Il 15 settembre 2026, insieme ad altri nove titoli. NBA 2K26 è già uscito il 6 settembre 2026.

Posso ancora giocare a Cyberpunk 2077 dopo il 15 settembre se sono abbonato?
No, una volta rimosso dal catalogo il gioco non sarà più accessibile tramite abbonamento Game Pass. Resterà giocabile solo acquistandolo separatamente.

Xbox offre uno sconto per comprare Cyberpunk 2077 prima che esca dal catalogo?
Sì, come da prassi per i titoli in uscita, Microsoft applica uno sconto sull’acquisto definitivo fino alla data di rimozione.

Quali altri giochi lasciano Game Pass il 15 settembre 2026?
Frostpunk 2, Dead Cells, Deep Rock Galactic: Survivor, Commandos: Origins, Cricket 24, Mullet Madjack, Spiritfarer: Farewell Edition, Superliminal e Train Sim World 5.

Cyberpunk 2077 tornerà su Game Pass in futuro?
Non ci sono conferme ufficiali in merito. I titoli che escono dal catalogo possono tornare in futuro se viene rinnovato l’accordo di licenza con il publisher, ma non è la norma.

Quanto costa oggi Xbox Game Pass Ultimate?
Negli Stati Uniti il prezzo è di 19,99 dollari al mese dopo l’aumento del luglio 2024, con adeguamenti proporzionali applicati anche nei mercati europei.

Conviene ancora abbonarsi a Xbox Game Pass rispetto a PlayStation Plus?
Dipende dalle priorità: Game Pass offre un catalogo PC più ampio e l’integrazione EA Play, mentre PlayStation Plus punta su una libreria retrocompatibile PlayStation più solida nei livelli superiori. La scelta va valutata caso per caso.

Perché i giochi escono e rientrano periodicamente da Game Pass?
Perché la maggior parte dei titoli di terze parti è inclusa tramite accordi di licenza a termine con i publisher, non tramite acquisizione permanente dei diritti da parte di Microsoft.