Per la prima volta nella sua storia, l’Esports World Cup si gioca fuori dall’Arabia Saudita. Dal 6 luglio al 23 agosto 2026, il Paris Expo Porte de Versailles ospita la terza edizione del torneo di esport più ricco del mondo: 75 milioni di dollari in premi, oltre 2.000 giocatori professionisti, 200 club da più di 100 Paesi e 25 tornei su 24 titoli diversi, dal Counter-Strike 2 agli scacchi. Il trasloco da Riyad a Parigi, annunciato appena l’8 settimane prima dell’apertura, è stato deciso per motivi di sicurezza legati alle tensioni in Medio Oriente. Ma dietro i fuochi d’artificio dell’apertura – con Cristiano Ronaldo e Magnus Carlsen come ambassador globali – si muovono capitali sauditi, interessi geopolitici e un mercato dell’esport che sta rallentando la propria crescita. Ecco tutti i numeri, i primi risultati e cosa aspettarsi nelle prossime settimane.
Cos’è successo: l’Esports World Cup lascia Riyad per Parigi
L’annuncio è arrivato il 20 maggio 2026 dalla Esports Foundation, l’organizzazione no-profit che governa l’evento e che è finanziata dal Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano saudita. Fino a quel momento, la Esports World Cup (EWC) si era sempre svolta a Riyad: prima edizione nel 2024, seconda nel 2025. La terza, inizialmente prevista ancora in Arabia Saudita, è stata spostata a Parigi in appena otto settimane di organizzazione.
Il motivo ufficiale non è mai stato dettagliato punto per punto dagli organizzatori, ma la stampa specializzata internazionale ha ricondotto la decisione alle tensioni legate al conflitto in corso tra Israele e Iran nel 2026, con episodi di attacchi missilistici e droni nell’area del Golfo che hanno spinto diverse compagnie aeree a tagliare le rotte verso Riyad. Con oltre 2.000 giocatori e staff da far viaggiare in tutto il mondo, gli organizzatori hanno preferito non correre rischi. La linea ufficiale resta comunque che “Riyad rimane la casa della EWC” e che il trasferimento a Parigi è una rotazione temporanea, non un addio definitivo. La Esports Nations Cup, competizione satellite separata, è comunque rimasta calendarizzata a Riyad per la fine del 2026.
Per la Francia si tratta di un colpo diplomatico non da poco. Sulla pagina ufficiale dell’Eliseo, datata 20 maggio 2026, la presidenza francese ha accolto la notizia sottolineando che la scelta conferma la capacità del Paese di attrarre grandi eventi internazionali e rafforza le relazioni franco-saudite – una lettura che si inserisce nella strategia di Parigi degli ultimi anni, già rodata con le Olimpiadi 2024 e la Coppa del Mondo di rugby 2023. I dettagli sono consultabili sul comunicato ufficiale dell’Eliseo.
I numeri dell’edizione parigina: giocatori, club e nazioni
L’evento occupa il Paris Expo Porte de Versailles, oltre 210.000 metri quadrati nel XV arrondissement recentemente rinnovati, per sette settimane di gare no-stop. La cerimonia di apertura si è tenuta l’8 luglio alla Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, con esibizioni di DJ Snake, Aya Nakamura, Theodora e Mosimann. Secondo il comunicato ufficiale dell’organizzazione, diffuso via PR Newswire, per arrivare ai 2.000 giocatori professionisti in gara la fase di qualificazione – chiamata “Road to EWC” – ha coinvolto 1,5 milioni di giocatori in 330 eventi organizzati in tutto il mondo, un imbuto che dà la misura di quanto sia selettivo l’accesso al torneo.
| Dato | Valore edizione 2026 (Parigi) |
|---|---|
| Sede | Paris Expo Porte de Versailles |
| Date | 6 luglio – 23 agosto 2026 (7 settimane) |
| Montepremi totale | 75 milioni di dollari |
| Giocatori professionisti | Oltre 2.000 |
| Club partecipanti | 200 |
| Nazioni rappresentate | Oltre 100 |
| Tornei / titoli in gara | 25 tornei su 24 giochi |
| Giocatori nelle qualifiche “Road to EWC” | 1,5 milioni |
| Eventi di qualificazione | 330 |
| Ambassador globali | Cristiano Ronaldo, Magnus Carlsen |
Sul fronte broadcast, la diffusione dell’evento supera di gran lunga le edizioni precedenti: 5.000 co-streamer, in crescita del 42% rispetto al 2025, oltre 100 partner di trasmissione globali, copertura in 160 Paesi, più di 7.000 ore di programmazione dal vivo previste in sette settimane e traduzioni in oltre 40 lingue. In Francia, l’accordo con France Télévisions porta la copertura quotidiana dell’evento su France 2, France 3 e france.tv dal 7 luglio, raggiungendo circa il 96% della popolazione francese dai 4 anni in su – il primo grande accordo con un’emittente generalista per un torneo di esport nel Paese, dove finora il consumo di contenuti competitivi era per oltre l’80% digitale.
Il montepremi record: come si è arrivati a 75 milioni di dollari
Il montepremi 2026 non nasce dal nulla: è il punto di arrivo di una crescita rapida ma che sta perdendo velocità. La prima edizione, Riyad 2024, mise in palio 62,5 milioni di dollari. Il 2025, sempre a Riyad, salì a 71,5 milioni. La terza edizione a Parigi arriva a 75 milioni. In termini percentuali, si tratta di un incremento del 14,4% tra 2024 e 2025, sceso al 4,9% tra 2025 e 2026: la curva di crescita si sta appiattendo, un segnale che vale la pena osservare per chi segue l’economia dell’esport da vicino.
| Edizione | Sede | Montepremi totale | Crescita anno su anno |
|---|---|---|---|
| EWC 2024 | Riyad | 62,5 milioni $ | – |
| EWC 2025 | Riyad | 71,5 milioni $ | +14,4% |
| EWC 2026 | Parigi | 75 milioni $ | +4,9% |
Il montepremi 2026 si scompone così, secondo i dati raccolti da Wikipedia e dalla documentazione ufficiale dell’evento: 30 milioni di dollari per il Club Championship, 39 milioni per i Game Championships distribuiti sui 25 eventi, 6 milioni per le qualifiche, e circa 875.000 dollari complessivi tra MVP Award (25.000 dollari per ciascuno dei titoli in gara) e i cosiddetti Jafonso Award, fino a 50.000 dollari a titolo. Il Club Partner Program, che distribuisce fondi direttamente alle organizzazioni indipendentemente dai risultati sportivi, è salito da 30 club nel 2024 a 40 club nel 2025 e nel 2026, per un totale di circa 20 milioni di dollari versati direttamente ai team.
Ecco un modo semplice per verificare la decelerazione della crescita del montepremi con un rapido calcolo in Python:
prize_pools = {2024: 62_500_000, 2025: 71_500_000, 2026: 75_000_000}
growth_24_25 = (prize_pools[2025] - prize_pools[2024]) / prize_pools[2024] * 100
growth_25_26 = (prize_pools[2026] - prize_pools[2025]) / prize_pools[2025] * 100
print(f"Crescita 2024-2025: {growth_24_25:.1f}%") # 14.4%
print(f"Crescita 2025-2026: {growth_25_26:.1f}%") # 4.9%
Il Club Championship: la gerarchia dei premi più ricca
Il cuore finanziario dell’evento è il Club Championship, la classifica generale che assegna punti in base ai piazzamenti dei singoli team in ciascun torneo e che premia le organizzazioni più performanti nel complesso, non solo chi vince un singolo gioco. Il montepremi per questa classifica trasversale sale quest’anno a 30 milioni di dollari, ma il primo premio resta fermo a 7 milioni di dollari nonostante la crescita del monte complessivo – un dettaglio che pochi organi di stampa hanno sottolineato e che racconta bene dove sta andando l’aumento: più soldi distribuiti a un numero maggiore di club, non un premio più ricco per il singolo vincitore.
| Piazzamento Club Championship | Premio |
|---|---|
| 1° posto | 7 milioni $ |
| 2° posto | 5 milioni $ |
| 3° posto | 4 milioni $ |
| 4° posto | 3 milioni $ |
| 5° posto | 2 milioni $ |
A contendersi il titolo c’è di nuovo Team Falcons, organizzazione saudita che insegue il tris dopo le vittorie del 2024 e del 2025: se dovesse farcela anche a Parigi, sarebbe la prima tripletta nella breve storia della manifestazione. Tra i club europei presenti nel Club Partner Program da 40 organizzazioni figurano anche tre realtà francesi – Team Vitality, Gentle Mates e Karmine Corp – a conferma di quanto la scena esport transalpina sia già strutturata: la Francia è considerata la principale destinazione europea per grandi eventi di gaming competitivo dal 2015, e Karmine Corp è rientrata nel programma il 19 maggio 2026, proprio alla vigilia dell’annuncio del trasloco a Parigi.
I primi campioni incoronati a Parigi
A differenza di un evento che si gioca in un weekend, la EWC si estende su sette settimane, quindi al momento in cui scriviamo – con il torneo entrato nella seconda settimana – alcuni titoli hanno già assegnato le medaglie. Secondo il tracker ufficiale dei risultati pubblicato da Sortiraparis, il primo titolo ad assegnare l’oro è stato Apex Legends l’11 luglio: vittoria di Unlimit, argento per Team Vision e bronzo per Sentinels. Lo stesso giorno si è chiuso anche Fatal Fury: City of the Wolves, vinto dal giocatore DarkAngel (Natus Vincere), davanti a mi2ha4 (Virtus.pro) e Nemo (Saishunkan Sol Kumamoto). Il 12 luglio è stata la volta di VALORANT, con 100 Thieves che si è imposta su NRG e Nongshim RedForce.
Nelle prossime settimane si chiuderanno via via tutti gli altri tornei, fino ai titoli più attesi di fine evento: League of Legends, Dota 2, Counter-Strike 2 e – il 23 agosto – la finale del Club Championship che assegnerà il montepremi complessivo da 30 milioni di dollari. Vale la pena notare che sia Counter-Strike 2 sia Dota 2 sono titoli Valve, la stessa azienda che in questi mesi è sotto processo antitrust negli Stati Uniti per le pratiche commerciali di Steam: la coincidenza temporale tiene banco tra gli addetti ai lavori, anche se le due vicende restano giuridicamente separate.
Cristiano Ronaldo e Magnus Carlsen: i volti non-endemici dell’evento
Per la prima volta la EWC ha scelto due ambassador globali che arrivano da fuori il mondo dei videogiochi: il calciatore Cristiano Ronaldo e il campione di scacchi Magnus Carlsen. È una mossa di marketing che segue una logica precisa: portare l’esport fuori dalla propria bolla e agganciare un pubblico mainstream che in Italia ed Europa segue lo sport tradizionale molto più della competizione videoludica. Ronaldo, seguitissimo anche in Italia dopo gli anni in Serie A, compare insieme a Carlsen in materiale promozionale e in un documentario ufficiale legato all’evento.
La scelta di Carlsen non è casuale: gli scacchi sono uno dei 24 titoli in gara, e il norvegese ne è il campione uscente. Il dettaglio, spesso derubricato ad aneddoto curioso, è in realtà uno dei fatti più interessanti dell’intera manifestazione – e merita una sezione a sé.
Gli scacchi come esport: 1,5 milioni di dollari in palio
Dal 2025 gli scacchi fanno ufficialmente parte del programma della Esports World Cup, integrati nel circuito Champions Chess Tour con un formato pensato per rendere le partite più dinamiche in streaming senza snaturare la componente strategica del gioco. Per il 2026 il torneo si sposta a Parigi insieme al resto dell’evento, in calendario dall’11 al 15 agosto, con un montepremi di 1,5 milioni di dollari – tra i più alti mai assegnati in un torneo di scacchi, secondo quanto riportato da ChessBase.
Il tabellone si allarga rispetto all’edizione di debutto: 22 giocatori ammessi tramite una fase di Play-In, contro i 16 del 2025. Tra i nomi in gara, oltre a Carlsen che difende il titolo conquistato nel 2025 contro Alireza Firouzja, figurano Hikaru Nakamura, Fabiano Caruana e un folto gruppo di giovani talenti indiani come Arjun Erigaisi, Nihal Sarin e Aravindh Chithambaram. Il debutto degli scacchi nel 2025 era arrivato a pochi mesi da un traguardo significativo per la piattaforma Chess.com, che aveva superato i 150 milioni di iscritti: un segnale di quanto il gioco stia vivendo una fase di popolarità senza precedenti, alimentata anche dallo streaming online.
Chi controlla davvero la Esports World Cup
Dietro l’evento c’è una struttura a più livelli che vale la pena chiarire per capire chi guadagna cosa. La Esports Foundation, ente no-profit finanziato dal Public Investment Fund saudita, è il soggetto che amministra formalmente la EWC. L’organizzazione operativa dei tornei è invece affidata a ESL FACEIT Group (EFG), interamente controllata da Savvy Games Group – a sua volta di proprietà del PIF, che ha impegnato circa 38 miliardi di dollari nel settore gaming ed esport a livello globale. Savvy aveva acquisito ESL e FACEIT nel 2022 per 1,5 miliardi di dollari, fondendole in un unico gruppo.
All’inizio del 2026 il PIF ha trasferito circa 12 miliardi di dollari in partecipazioni gaming – tra cui quote in Nintendo, Take-Two e Bandai Namco – proprio a Savvy Games Group, mantenendo sotto il proprio controllo diretto solo la partecipazione in Electronic Arts. Non è un dettaglio da poco: è lo stesso fondo sovrano che, insieme a Silver Lake, sta portando avanti l’acquisizione da 55 miliardi di dollari di EA, l’operazione di go-private più grande mai tentata nel settore videoludico, oggi ferma in attesa del via libera dal Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS). EA Sports FC Pro è, non a caso, uno dei 24 titoli in gara alla EWC: lo stesso capitale che finanzia il torneo di Parigi sta cercando di prendere il controllo diretto di uno dei publisher più importanti al mondo.
Il capitale saudita non è l’unico a muoversi nell’industria videoludica europea in questi mesi: pochi giorni fa avevamo raccontato come Tencent abbia rilevato una quota del 26,32% di Ubisoft per 1,25 miliardi di dollari dopo la perdita operativa record dell’editore francese. Sono due storie diverse per genesi e dinamiche, ma raccontano la stessa tendenza di fondo: capitali esteri, sauditi e cinesi, che stanno acquisendo peso crescente nell’industria dei videogiochi occidentale, con l’Europa spesso nel mezzo.
L’impatto economico su Parigi e sulla Francia
Sul piano economico, gli organizzatori stimano un impatto complessivo di circa 600 milioni di euro per la Francia, quasi il triplo di quanto genera ogni anno il Festival di Cannes, secondo l’analisi pubblicata da Journal du Net. La sola area parigina beneficerebbe di una ricaduta diretta stimata tra 300 e 400 milioni di euro, mentre la Esports Foundation avrebbe investito circa 250 milioni di euro per organizzare questa edizione in tempi record.
I numeri della vendita di biglietti confermano l’entusiasmo: 100.000 biglietti venduti nella sola fase iniziale a Parigi, secondo quanto annunciato in conferenza stampa l’8 luglio – un volume 2,5 volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a Riyad. Per contesto, l’edizione 2025 a Riyad aveva generato un impatto economico stimato in circa 1 miliardo di euro, oltre 3 milioni di visitatori nel corso dell’anno legati all’indotto, 750 milioni di visualizzazioni online e un picco di audience simultanea attorno agli 8 milioni di spettatori – numeri che il 2026 dovrà ancora dimostrare di poter avvicinare in un contesto logistico completamente nuovo.
Per inquadrare la portata dell’evento in un quadro più ampio, secondo i dati citati da News.Bitcoin.com il pubblico globale dell’esport nel suo complesso ha raggiunto i 640,8 milioni di persone nel 2025 – 318,1 milioni di appassionati “core” e 322,7 milioni di spettatori occasionali – con ricavi di settore avviati verso i 5,1 miliardi di dollari. Sono cifre relative all’intero mercato mondiale dell’esport, non al solo torneo parigino, ma danno la scala dell’ecosistema in cui la EWC si inserisce come evento singolo più ricco in assoluto.
Le critiche: sportswashing e le squadre che hanno detto no
Non tutti applaudono. Fin dal debutto nel 2024, l’evento – nato come evoluzione del festival Gamers8 organizzato a Riyad nel 2022 e nel 2023 con lo stesso finanziamento saudita – è stato oggetto delle stesse critiche già rivolte ad altre iniziative sportive sostenute dal PIF, come il LIV Golf o la Saudi Pro League: uno strumento di sportswashing per migliorare l’immagine internazionale del Paese distraendo dai temi dei diritti LGBTQ+, dei diritti delle donne e del trattamento riservato ai dissidenti.
Nel tempo diverse realtà hanno scelto di tirarsi fuori: il team Moist Esports già nel 2022, in occasione di Gamers8, per motivi legati ai diritti LGBTQ+; Ex Oblivione nel 2024 per ragioni di accessibilità; il content creator ChrisCCH nel 2025, nel torneo di Street Fighter 6, per contrasti sulla gestione dell’evento; la community di GeoGuessr, sempre nel 2025, dopo che gli organizzatori avevano disabilitato alcune mappe competitive in seguito a una protesta organizzata dai fan. Non mancano però i controesempi: nel 2024 il Team Liquid ottenne l’autorizzazione degli organizzatori a indossare maglie a tema Pride durante l’evento.
C’è anche un capitolo meno noto legato alla gestione economica: dopo l’edizione 2024, diversi giocatori, membri dello staff di produzione e talent di Apex Legends avevano segnalato pagamenti e fatture rimasti in sospeso per mesi, nonostante un montepremi complessivo dichiarato di 60 milioni di dollari. Gli organizzatori avevano poi dichiarato che oltre il 99% dei pagamenti, incluso l’intero montepremi, era stato completato, attribuendo i ritardi a problemi bancari e di verifica nei diversi Paesi coinvolti – un episodio che aggiunge un angolo di “integrità dei pagamenti” alla vicenda, particolarmente rilevante per un pubblico attento ai temi di sicurezza digitale e finanziaria.
Esports World Cup contro gli altri grandi eventi del gaming competitivo
Per un lettore europeo, la domanda naturale è: come si confronta la EWC con altri grandi appuntamenti dell’industria videoludica che si tengono nello stesso periodo? A fine agosto, per esempio, Colonia ospiterà gamescom 2026, la fiera generalista dedicata a tutto il settore videoludico che l’anno scorso ha attirato centinaia di migliaia di visitatori. La differenza di fondo è strutturale: gamescom è una fiera commerciale rivolta a publisher, sviluppatori e pubblico generalista, mentre la EWC è un torneo agonistico puro, pensato per un pubblico di appassionati di esport e per gli sponsor che vogliono associarsi alla competizione dal vivo.
| Caratteristica | Esports World Cup 2026 | gamescom 2026 |
|---|---|---|
| Formato | Torneo competitivo multi-gioco | Fiera commerciale generalista |
| Sede | Paris Expo Porte de Versailles | Koelnmesse, Colonia |
| Durata | 7 settimane (6 lug – 23 ago) | 5 giorni (fine agosto) |
| Montepremi / focus | 75 milioni $ in premi | Nessun montepremi, focus su annunci ed espositori |
| Pubblico target | Appassionati di esport, sponsor | Pubblico generalista, media, industria |
Un secondo paragone utile riguarda la governance finanziaria degli eventi. Mentre la EWC dipende quasi interamente da un unico finanziatore statale, altri grandi tornei – come i Major di Counter-Strike organizzati direttamente da Valve, o i campionati mondiali di League of Legends gestiti da Riot Games – restano finanziati dagli stessi publisher che sviluppano i giochi, con modelli di business diversi e meno esposti a dinamiche geopolitiche come quella che ha causato il trasloco da Riyad a Parigi in appena due mesi.
Cosa cambia per il pubblico italiano ed europeo
Per il pubblico italiano, la EWC 2026 resta principalmente un evento da seguire in streaming: al momento non risultano squadre italiane annunciate tra i 200 club del Club Partner Program, a differenza di quanto accaduto nel 2024 a Riyad, dove l’organizzazione Mkers era stata l’unica realtà italiana presente. Il torneo resta comunque rilevante per il mercato videoludico nazionale, che secondo le stime più recenti vale circa 2,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente: un pubblico sempre più abituato a seguire live streaming, piattaforme di broadcasting e community online proprio come quelle mobilitate dalla EWC.
La vicinanza geografica con Parigi – raggiungibile in poche ore di treno da gran parte del Nord Italia – rende inoltre l’evento più accessibile fisicamente rispetto alle precedenti edizioni saudite, un fattore che gli organizzatori stessi hanno indicato come parte della logica dietro la scelta della capitale francese, oltre alle ovvie ragioni di sicurezza. Resta da vedere se le prossime edizioni continueranno a ruotare in Europa o se l’evento tornerà stabilmente in Medio Oriente una volta rientrato il quadro di sicurezza regionale.
Previsioni: cosa aspettarsi da qui alla prossima edizione
- Ritorno a Riyad nel 2027, ma non è scontato. La linea ufficiale resta che Parigi sia una rotazione temporanea, ma il successo di vendita dei biglietti (2,5 volte quello di Riyad allo stesso punto dell’anno precedente) potrebbe spingere gli organizzatori a consolidare una presenza europea stabile, magari alternando le sedi.
- Il montepremi continuerà a crescere, ma più lentamente. Dopo il +14,4% del 2025 e il +4,9% del 2026, è plausibile un ulteriore rallentamento nel 2027, salvo sorprese legate a nuovi sponsor o all’ingresso di titoli particolarmente popolari.
- Maggiore attenzione politica e regolatoria sui capitali sauditi nel gaming. Con l’acquisizione di EA ancora bloccata al CFIUS e il PIF sempre più centrale nell’esport, è probabile che cresca lo scrutinio pubblico su come i fondi sovrani stanno ridisegnando l’industria videoludica occidentale.
- Gli ambassador non-endemici diventeranno la norma. Dopo Ronaldo e Carlsen, altri grandi eventi esport potrebbero seguire la stessa strategia per attrarre pubblico oltre la nicchia storica dei videogiocatori.
- Gli scacchi consolideranno il proprio ruolo nell’esport. Con un montepremi già a 1,5 milioni di dollari al secondo anno e una piattaforma come Chess.com sopra i 150 milioni di iscritti, è ragionevole aspettarsi un’ulteriore crescita del torneo scacchistico nelle prossime edizioni.
Domande frequenti sull’Esports World Cup 2026
Cos’è l’Esports World Cup 2026?
È la terza edizione del torneo di esport più ricco al mondo, con un montepremi complessivo di 75 milioni di dollari distribuito su 25 tornei e 24 giochi diversi, dal 6 luglio al 23 agosto 2026.
Perché l’evento si è spostato da Riyad a Parigi?
La decisione, annunciata il 20 maggio 2026, è legata a motivi di sicurezza collegati alle tensioni regionali in Medio Oriente nel 2026, che hanno reso rischioso far viaggiare migliaia di giocatori e staff verso Riyad.
Chi organizza e finanzia la Esports World Cup?
L’evento è amministrato dalla Esports Foundation, no-profit finanziata dal Public Investment Fund saudita, mentre l’organizzazione operativa è affidata a ESL FACEIT Group, controllata da Savvy Games Group, anch’essa di proprietà del PIF.
Quali giochi sono in gara nel 2026?
Tra gli altri: Counter-Strike 2, Dota 2, League of Legends, VALORANT, Apex Legends, Call of Duty, Rocket League, Street Fighter 6, TEKKEN 8, EA Sports FC, Fortnite (modalità Reload), Rainbow Six Siege, Mobile Legends, Free Fire, Trackmania – new entry di quest’anno – e scacchi.
Gli scacchi sono davvero considerati un esport?
Sì, dal 2025. Nel 2026 il torneo scacchistico si gioca dall’11 al 15 agosto a Parigi con un montepremi di 1,5 milioni di dollari e 22 giocatori qualificati, incluso il campione uscente Magnus Carlsen.
Chi ha già vinto a Parigi?
Tra i primi titoli assegnati: Apex Legends a Unlimit, Fatal Fury: City of the Wolves a DarkAngel (Natus Vincere) e VALORANT a 100 Thieves. Gli altri tornei si concluderanno progressivamente fino al 23 agosto.
Ci sono squadre italiane all’Esports World Cup 2026?
Al momento non risultano club italiani annunciati tra le 200 organizzazioni presenti, a differenza dell’edizione 2024 di Riyad, quando Mkers era stata l’unica realtà italiana in gara.
L’Esports World Cup tornerà a Riyad nel 2027?
Gli organizzatori parlano di una rotazione temporanea e definiscono Riyad “la casa” del torneo, ma non è stata fornita alcuna data ufficiale per un eventuale ritorno in Arabia Saudita.




