La Steam Machine è finita al centro di un’ammissione che in pochi a Valve avrebbero voluto fare così apertamente. A meno di un mese dal lancio, gli ingegneri Yazan Aldehayyat e Pierre-Loup Griffais hanno confermato, in una serie di interviste concesse tra fine giugno e metà luglio 2026, che il prezzo della mini-console da salotto è salito di circa 300 dollari rispetto all’obiettivo di partenza, e che la crisi delle memorie DRAM che ha causato il rincaro, nelle loro stesse parole, “sta ancora peggiorando”. Non è una voce di corridoio: sono dichiarazioni raccolte da Bloomberg il 17 luglio 2026 e riprese, verbatim, da ComicBook e Insider Gaming, oltre che da Kotaku e TrustedReviews.

La confessione arriva a poche settimane dal debutto della Steam Machine, avvenuto il 29 giugno 2026 a un prezzo di partenza di 1.049$ (1.039€) per la versione da 512GB, ben oltre le attese iniziali di pubblico e stampa. In questo approfondimento ricostruiamo cosa hanno ammesso gli ingegneri Valve, come si è arrivati al sovrapprezzo Steam Machine, cosa significa per chi valuta l’acquisto oggi e quali sono gli scenari più probabili per il resto del 2026.

Cosa ha ammesso Valve sulla Steam Machine

Il quadro emerge da due interviste distinte, distanziate di circa tre settimane. La prima risale a fine giugno 2026, in concomitanza con il lancio: IGN ha raccolto le dichiarazioni di Aldehayyat e Griffais, secondo cui la Steam Machine avrebbe “affrontato un aumento di prezzo simile a quello subito dallo Steam Deck” pochi mesi prima. La seconda, più diretta, è l’intervista a Bloomberg firmata da Jason Schreier e pubblicata il 17 luglio 2026, in cui i due ingegneri abbandonano i toni felpati della comunicazione ufficiale per descrivere una crisi di approvvigionamento che, nelle loro parole, li ha colti impreparati.

Il dato più rilevante non è tanto la cifra in sé, quanto il fatto che a pronunciarla siano stati due ingegneri Valve con nome e cognome, e non un comunicato stampa anonimo. Confrontando l’aumento percentuale della Steam Machine con quello, documentato con precisione, dello Steam Deck OLED (+43,7% sul modello 512GB), diverse testate – tra cui NotebookCheck – hanno calcolato un obiettivo di prezzo originale di circa 750$ per il modello base. Valve non ha mai confermato questa cifra esatta: è una stima giornalistica costruita a ritroso dalle sue stesse dichiarazioni, non un dato ufficiale.

Da circa 750$ a 1.049$: come si è arrivati al sovrapprezzo

Il prezzo Steam Machine ufficiale, confermato da Valve il 22-23 giugno 2026 e invariato al lancio del 29 giugno, resta quello pubblicato sul negozio Steam ufficiale: 1.049$ per il modello da 512GB senza controller, che sale a 1.128$ nel bundle con Steam Controller. La versione da 2TB parte da 1.349$ (1.428$ in bundle). In Europa i prezzi convertiti sono 1.039€ e 1.108€ per il modello base, 1.359€ e 1.428€ per il taglio da 2TB. In Giappone la console costa 189.980¥ nella versione entry e 249.980¥ per il modello da 2TB.

ConfigurazionePrezzo USAPrezzo Area EuroPrezzo Giappone
512GB, senza controller$1.049€1.039¥189.980
512GB, con Steam Controller$1.128€1.108¥204.980
2TB, senza controller$1.349€1.359¥249.980
2TB, con Steam Controller$1.428€1.428¥264.980

Nel Regno Unito, dove Valve e la BBC hanno confermato il prezzo separatamente, il modello base costa 879£, che salgono a 938£ con il controller incluso – numeri coerenti con la stessa impennata percentuale vista nelle altre valute. Applicando l’incremento percentuale dello Steam Deck OLED (+43,7%) al prezzo di lancio della Steam Machine si ottiene, a ritroso, un target originale di circa 730-750$: un divario di circa 300$, pari a un sovrapprezzo di quasi il 40% rispetto al piano iniziale di Valve.

“Sta ancora peggiorando”: le parole degli ingegneri Valve

Le dichiarazioni raccolte da Bloomberg il 17 luglio 2026 sono probabilmente le più esplicite mai rilasciate da Valve su un problema di produzione. Yazan Aldehayyat ha descritto così l’entità della crisi:

“We knew there was going to be an issue with sourcing. But the extent was beyond anything we actually expected.” (Sapevamo che ci sarebbe stato un problema di approvvigionamento. Ma la portata è andata oltre qualsiasi cosa ci aspettassimo realmente.)

Yazan Aldehayyat, ingegnere Valve – fonte: Kotaku

Ma è la frase successiva quella che ha fatto più rumore nella community, perché smentisce l’idea che il peggio sia alle spalle:

“Honestly, it’s still getting worse. What people are seeing on retail shelves right now, from our observations, is lagging what we’re seeing from a bulk supply by at least three to six months.” (Onestamente, sta ancora peggiorando. Quello che le persone vedono sugli scaffali dei negozi in questo momento, dalle nostre osservazioni, è in ritardo di almeno tre-sei mesi rispetto a quello che osserviamo nella fornitura all’ingrosso.)

Yazan Aldehayyat, ingegnere Valve – fonte: Kotaku

Pierre-Loup Griffais, dal canto suo, ha descritto la fragilità dei rapporti di Valve con i fornitori di memoria, in un mercato dove il potere contrattuale è tutto dalla parte di chi produce i chip:

“There’s no contracts. There’s nothing. Those guys… they give us a price every month or something and they say ‘You can buy that many’ and it’s yes or no. And if we say no, then they never talk to us again.” (Non ci sono contratti. Non c’è nulla. Quei fornitori… ci comunicano un prezzo ogni mese circa e ci dicono “potete comprarne questa quantità”, ed è un sì o un no. E se diciamo no, non ci ricontattano più.)

Pierre-Loup Griffais, ingegnere Valve – fonte: TrustedReviews

Griffais ha aggiunto che Valve sta acquistando ogni componente disponibile pur di garantire le forniture: “We’re basically building everything we can get our hands on. We’re limited by memory capacity, for sure” (Stiamo praticamente costruendo tutto ciò su cui riusciamo a mettere le mani. Siamo limitati dalla capacità di memoria, questo è certo). Nessuno dei due ingegneri ha confermato o escluso un ulteriore rincaro futuro: Aldehayyat si è limitato a dire che non è chiaro se i prezzi si stabilizzeranno o continueranno a salire.

Il ritardo di 3-6 mesi tra fornitura e scaffali: cosa significa

Il dettaglio più tecnico, ma anche più preoccupante, delle dichiarazioni di Aldehayyat riguarda il disallineamento temporale tra i prezzi all’ingrosso che Valve osserva oggi e quelli che i consumatori vedranno sugli scaffali nei prossimi mesi. Se un produttore di memoria comunica un aumento dei costi a giugno, quell’aumento si riflette sul prezzo al dettaglio di un prodotto finito solo tra settembre e dicembre, per via dei tempi di produzione, assemblaggio, spedizione e messa in vendita. I prezzi che vediamo oggi sulla Steam Machine riflettono condizioni di mercato di inizio 2026, non quelle di luglio – che secondo Valve sono già peggiori.

Questo scarto temporale spiega anche perché aziende diverse abbiano reagito in momenti diversi nel corso dell’anno: chi aveva scorte acquistate a inizio 2026 ha mantenuto i prezzi più a lungo, chi si riforniva a ridosso del lancio ha dovuto scaricare l’aumento quasi subito. Per la Steam Machine, lanciata a fine giugno, l’effetto è stato immediato.

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La crisi DRAM del 2026: chi c’è dietro l’impennata dei prezzi

Il rincaro della Steam Machine non è un caso isolato: è un sintomo della più ampia crisi delle memorie DRAM e NAND che sta attraversando l’intera industria tecnologica nel 2026. La causa principale è la domanda esplosiva di memoria HBM (High Bandwidth Memory) da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale generativa. Samsung, SK Hynix e Micron – i tre produttori che insieme controllano la quasi totalità della produzione mondiale di DRAM – hanno spostato una quota crescente della propria capacità produttiva verso i chip HBM ad alto margine destinati a Nvidia e agli altri produttori di acceleratori AI, riducendo l’offerta di DRAM consumer.

I numeri parlano chiaro. Secondo il RAM Price Index di Tom’s Hardware, un singolo chip DDR5 da 16Gb è passato da 6,84$ a settembre 2025 a 27,20$ a dicembre 2025: un aumento del 298% in appena tre mesi. Secondo dati TrendForce ripresi da Wccftech, i prezzi contrattuali della DRAM consumer sono saliti dell’89% nel solo secondo trimestre 2026, e Gartner prevede un rincaro complessivo dei costi di memoria compreso tra il 125% e il 130% per l’intero 2026.

IndicatoreValoreFonte
Chip DDR5 16Gb spot, set. 2025$6,84Tom’s Hardware RAM Price Index
Chip DDR5 16Gb spot, dic. 2025$27,20 (+298%)Tom’s Hardware RAM Price Index
DRAM contrattuale, Q2 2026+89% trimestraleTrendForce / Wccftech
Previsione costo memoria 2026+125-130%Gartner
Prezzo medio PC, 2026fino a +8%IDC

A confermare che la crisi non è destinata a rientrare in tempi brevi è arrivata anche una dichiarazione del CEO di Intel, Lip-Bu Tan, secondo cui “non ci sarà sollievo prima del 2028”, riferendo le previsioni di due dei principali produttori di memoria a livello mondiale (fonte: Digital Trends). Nel frattempo Micron, uno dei tre big della memoria, ha ritirato a febbraio 2026 il proprio storico marchio consumer Crucial, un segnale ulteriore di quanto il segmento consumer sia diventato marginale rispetto alla produzione destinata ai data center AI.

Non solo Steam Machine: l’effetto a catena sull’hardware gaming

La Steam Machine è solo l’ultimo, e in proporzione uno dei più colpiti, tra i dispositivi gaming rincarati nel 2026 a causa della crisi della memoria. Guardando l’anno nel suo complesso, il sovrapprezzo Steam Machine risulta il secondo più alto in percentuale dopo lo Steam Deck OLED, ma superiore a quello di PS5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2.

DispositivoPrezzo primaPrezzo dopoAumentoData effettiva
Steam Machine 512GB~$750 (stima)$1.049~+40%29 giugno 2026
Steam Deck OLED 512GB$549 / 549€$789 / 779€+44% / +42%27 maggio 2026
Steam Deck OLED 1TB$649 / 649€$949 / 919€+46% / +42%27 maggio 2026
PlayStation 5 (disco)$549,99$649,99+18,2%2 aprile 2026
Xbox Series X 1TB$649,99$799,99+23,1%1 agosto 2026
Nintendo Switch 2$449,99$499,99+11,1%1 settembre 2026

Vale la pena notare che non tutti i rincari condividono la stessa causa dichiarata. Sony ha attribuito ufficialmente l’aumento PS5 alla reintroduzione dei dazi Section 301, non ai costi di memoria. Microsoft è stata la più esplicita tra i produttori di console, dichiarando che “i prezzi di storage e memoria sono aumentati di oltre 2,5 volte” e che si attende “un ulteriore raddoppio entro l’autunno 2027”. Nintendo ha parlato genericamente di costi dei componenti, cambi valutari e prezzo del petrolio. Valve, tra tutti, è quella che ha fornito la spiegazione più diretta e meno diplomatica, senza attribuire l’aumento a fattori esterni come i dazi.

Steam Deck OLED, il precedente che avrebbe dovuto avvertirci

Chi seguiva da vicino l’ecosistema Valve aveva già ricevuto un primo segnale d’allarme il 27 maggio 2026, quando lo Steam Deck OLED è stato rincarato da 549$ a 789$ per il modello da 512GB (+44%) e da 649$ a 949$ per quello da 1TB (+46%). All’epoca Valve aveva parlato genericamente di “costi dei componenti e altre sfide logistiche globali”, senza menzionare esplicitamente la RAM. Il modello LCD da 399$, per anni la porta d’accesso più economica alla famiglia Steam Deck, era già stato ritirato dal mercato all’inizio del 2026.

Con il senno di poi, quell’aumento del 44% sullo Steam Deck OLED era già il miglior indicatore possibile di quanto sarebbe successo, un mese dopo, alla Steam Machine. Aldehayyat lo ha confermato esplicitamente nell’intervista di fine giugno: il rincaro della Steam Machine è “simile” a quello già visto sullo Steam Deck. Chi ha comprato lo Steam Deck OLED prima di maggio 2026 ha involontariamente anticipato di un mese l’unico vero campanello d’allarme sulla crisi dei componenti che avrebbe poi colpito l’intera line-up hardware di Valve.

Come si posiziona la Steam Machine rispetto a PS5, Xbox e Switch 2

A 1.039€, la Steam Machine costa oggi più della PlayStation 5 Pro (899,99€ dopo il rincaro di aprile 2026), quasi il doppio di una Xbox Series X (599€ prima del rincaro di agosto) e più del doppio di una Nintendo Switch 2 (499,99€ dal 1° settembre 2026). È un posizionamento di prezzo che la avvicina più a un piccolo PC da gaming che a una console tradizionale – il che, in effetti, è esattamente ciò che è: un mini-PC con SteamOS che gira su hardware AMD semi-custom (CPU Zen 4 6c/12t, GPU RDNA 3 a 28 CU – specifiche verificate su Wikipedia), capace di accedere all’intera libreria Steam, alle mod e persino a store concorrenti come Epic Games Store e GOG.

Il problema, sollevato da diverse recensioni indipendenti tra cui GamersNexus e Tech4Gamers, è che le prestazioni non sempre giustificano il differenziale di prezzo rispetto alla concorrenza console. In diversi titoli testati head-to-head, una PS5 base si è dimostrata più veloce della Steam Machine a parità di risoluzione, complice un hardware ottimizzato verticalmente che un PC generalista fatica a replicare. Per Valve, il valore aggiunto della Steam Machine resta l’apertura della piattaforma – non la potenza bruta per dollaro speso.

Chi controlla il mercato della memoria: Samsung, SK Hynix, Micron e l’IA

Per capire perché Valve non abbia semplicemente potuto “pagare di più” per garantirsi le forniture, come suggerito da Griffais, bisogna guardare alla struttura del mercato della memoria. Samsung, SK Hynix e Micron producono insieme la quasi totalità della DRAM mondiale, e nessuno dei tre offre più contratti di fornitura pluriennali a prezzo fisso ai clienti del segmento consumer/gaming: le allocazioni vengono decise mese per mese, in base a chi offre di più – tipicamente i produttori di acceleratori AI come Nvidia, disposti a pagare margini molto più alti per la memoria HBM rispetto a quanto un produttore di hardware consumer possa permettersi.

Secondo stime di settore, un singolo gigabyte di capacità produttiva destinato a HBM occupa, in area del wafer di silicio, l’equivalente di circa 4GB di DRAM standard: ogni chip HBM prodotto sottrae quindi capacità multipla alla memoria consumer. Con l’IA generativa che secondo alcune stime assorbirà circa il 70% della memoria di fascia alta nel 2026, produttori come Valve, Microsoft e Nintendo si trovano a competere per una fetta di mercato sempre più piccola, con un potere negoziale quasi nullo.

L’impatto sui prezzi in Italia e in Europa

Per il pubblico italiano, il prezzo Steam Machine di 1.039€ (512GB) va inquadrato in un contesto di mercato videoludico nazionale già sotto pressione. Secondo i dati IIDEA-Ipsos riportati nel nostro approfondimento sul mercato videogiochi in Italia, il comparto hardware ha mostrato una crescita contenuta nel 2025, in un anno in cui i rincari dei componenti hanno iniziato a farsi sentire su tutta la line-up di dispositivi gaming venduti nel Paese.

A differenza degli Stati Uniti, il prezzo europeo della Steam Machine include già l’IVA dei singoli paesi membri, il che rende il confronto diretto tra 1.049$ USA e 1.039€ UE meno immediato di quanto sembri: al cambio corrente, 1.039€ equivalgono a un valore al netto delle imposte superiore al prezzo USA. Per i consumatori italiani, ciò significa che l’impatto reale della crisi DRAM sul portafoglio è, se possibile, ancora più marcato che per gli acquirenti statunitensi.

Diritti dei consumatori italiani: cosa dice la legge

Un aumento di prezzo annunciato dopo il lancio non tocca chi ha già acquistato il prodotto al prezzo di listino iniziale: la crisi DRAM riguarda i costi di produzione futuri, non retroattivi. Chi acquista oggi una Steam Machine in Italia resta comunque tutelato dalle norme generali sulla vendita di beni di consumo previste dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005): la garanzia legale di conformità di due anni (artt. 128-135) si applica a qualsiasi difetto di fabbricazione, indipendentemente da eventuali variazioni di prezzo successive all’acquisto. Chi acquista online ha inoltre diritto al recesso entro 14 giorni (art. 52), salvo le consuete eccezioni per prodotti sigillati aperti o software attivato.

Non esiste invece, nel diritto italiano o europeo, una norma che obblighi un produttore a mantenere un prezzo costante nel tempo o a risarcire chi ha acquistato prima di un ribasso – così come non esiste, specularmente, un obbligo di compensare chi ha comprato prima di un rincaro. Le informazioni qui riportate hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono una consulenza legale.

Cosa fare se vuoi comprare una Steam Machine ora

Se hai già prenotato o acquistato

Se hai già completato l’acquisto tramite il sistema di prenotazione a estrazione di Valve, il prezzo pagato resta quello confermato al momento dell’ordine: le dichiarazioni di Aldehayyat e Griffais riguardano i costi futuri di approvvigionamento, non modificano retroattivamente gli ordini già evasi. Vale comunque la pena conservare la conferma d’ordine e la ricevuta, come per qualsiasi acquisto elettronico di questa fascia di prezzo, in caso di necessità di assistenza in garanzia.

Se stai ancora valutando l’acquisto

Sulla base delle dichiarazioni di Valve, non esiste alcuna garanzia che attendere porti a un prezzo migliore: al contrario, se il ritardo di 3-6 mesi tra forniture e scaffali descritto da Aldehayyat riflette davvero la traiettoria dei costi, è plausibile che i prezzi restino stabili o salgano ulteriormente nella seconda metà del 2026, non che scendano. Chi ha già individuato la Steam Machine come acquisto prioritario, e ne comprende i limiti prestazionali rispetto a una console tradizionale, difficilmente troverà condizioni migliori aspettando. Chi è più sensibile al prezzo può invece valutare alternative già rincarate ma con una line-up di sconti periodici più consolidata, come PS5 o Xbox Series X/S.

Previsioni: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Sulla base delle dichiarazioni ufficiali raccolte finora e delle traiettorie di mercato documentate da TrendForce, Gartner e IDC, ecco gli scenari più probabili per la seconda metà del 2026:

  • Nessun ribasso di prezzo Steam Machine nel 2026. Con Valve stessa che descrive la crisi come “ancora in peggioramento”, uno sconto stabile sul prezzo di listino appare improbabile prima del 2027.
  • Possibili ulteriori rincari su altri dispositivi Valve. Se il ritardo di 3-6 mesi indicato da Aldehayyat è accurato, gli effetti dei costi di luglio 2026 potrebbero riflettersi su nuovi adeguamenti di prezzo o su una minore disponibilità di scorte tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027.
  • La scarsità di stock resterà un tema centrale. Il sistema di prenotazione a estrazione casuale adottato da Valve al lancio suggerisce forniture limitate; è probabile che continui, almeno fino a un miglioramento strutturale della disponibilità di memoria.
  • Altri produttori di console e handheld annunceranno rincari o ritardi simili. Se Gartner conferma un aumento dei costi di memoria del 125-130% per l’intero 2026, è plausibile che anche produttori di handheld PC (ASUS, Lenovo, MSI) rivedano al rialzo i listini nei prossimi trimestri.
  • Il 2028 resta l’orizzonte più citato per un possibile allentamento della crisi. Sia il CEO di Intel sia diversi analisti di settore indicano quell’anno come il momento in cui la nuova capacità produttiva di DRAM potrebbe iniziare a riequilibrare la domanda, ma si tratta di previsioni, non certezze.

Domande frequenti

Quanto costa oggi la Steam Machine?
Il modello da 512GB senza controller costa 1.049$ negli Stati Uniti e 1.039€ nell’Area Euro. La versione da 2TB parte da 1.349$ / 1.359€. Con il Steam Controller incluso, i prezzi salgono rispettivamente a 1.128$/1.108€ e 1.428$/1.428€.

Di quanto è aumentato il prezzo rispetto al piano originale di Valve?
Secondo stime giornalistiche basate sulle dichiarazioni di Valve, non su un dato ufficiale, il target di prezzo originale sarebbe stato di circa 750$, contro i 1.049$ effettivi: un sovrapprezzo stimato di circa 300$, pari a quasi il 40%.

Perché la Steam Machine costa così tanto?
Secondo gli ingegneri Valve, la causa principale è la crisi globale delle memorie DRAM del 2026, alimentata dalla domanda di chip HBM per i data center di intelligenza artificiale, che ha ridotto drasticamente la disponibilità e aumentato i costi della memoria consumer.

Il prezzo della Steam Machine scenderà nei prossimi mesi?
Non ci sono elementi che lo suggeriscano. Gli stessi ingegneri Valve hanno dichiarato il 17 luglio 2026 che la situazione “sta ancora peggiorando”, e nessuno dei due ha escluso ulteriori aumenti futuri.

Cos’è il “ritardo di 3-6 mesi” citato da Valve?
È lo scarto temporale tra il costo all’ingrosso della memoria osservato da Valve e il prezzo che i consumatori vedono effettivamente sugli scaffali, dovuto ai tempi di produzione, assemblaggio e distribuzione. Significa che i prezzi attuali riflettono condizioni di mercato di alcuni mesi fa, non quelle più recenti.

La Steam Machine è più cara della PS5 Pro?
Sì. A 1.039€ (512GB), la Steam Machine costa più della PlayStation 5 Pro, ferma a 899,99€ dopo il rincaro di aprile 2026, pur con un impianto hardware e un ecosistema molto diversi tra loro.

Chi ha già acquistato la Steam Machine deve pagare la differenza di prezzo?
No. Le dichiarazioni sulla crisi dei costi riguardano le forniture future, non modificano retroattivamente gli ordini già confermati e pagati al prezzo di listino in vigore al momento dell’acquisto.

Quali altri dispositivi gaming sono stati colpiti dalla crisi della RAM nel 2026?
Oltre alla Steam Machine, la crisi ha coinvolto lo Steam Deck OLED (+44% a maggio 2026), la PlayStation 5 (+18,2% ad aprile), la Xbox Series X (+23,1% ad agosto) e, in misura minore, la Nintendo Switch 2 (+11,1% a settembre).

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