Per oltre vent’anni una console da gioco ha seguito una regola ferrea: con il passare del tempo, il prezzo scende. La PlayStation 4 debuttò a 399,99 dollari nel 2013 e nel giro di tre anni era già scivolata intorno ai 299 dollari; l’Xbox 360, lanciata a 399,99 dollari nel 2005, arrivò a costare circa 199 dollari nel 2009. Nel 2026 quella regola è saltata. Per la prima volta nella storia dell’industria, l’intera generazione attuale – PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2 – è diventata più costosa invecchiando. E il conto lo stanno pagando i consumatori, con un aumento prezzi console che ha innescato il crollo di vendite più pesante degli ultimi ventisei anni.
I numeri fotografano un mercato sotto shock. A maggio 2026 le vendite di PS5 negli Stati Uniti sono crollate del 58% su base annua, il peggior mese di maggio dal 2000, mentre Xbox ha registrato il maggio peggiore della sua storia. Dietro questo terremoto ci sono tre rincari quasi simultanei decisi da Sony, Microsoft e Nintendo, tutti giustificati con la stessa causa: l’esplosione dei costi della memoria DRAM, prosciugata dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale. In questa analisi ricostruiamo cifre, cause e impatto sul mercato italiano ed europeo dell’aumento prezzi console del 2026, con le previsioni per i prossimi diciotto mesi. Aggiornato al 04 luglio 2026.
Aumento prezzi console: il 2026 che ha rotto ogni regola
Il 2026 verrà ricordato come l’anno in cui i tre grandi produttori di console hanno alzato i listini nello stesso arco di mesi. Sony ha aperto le danze il 2 aprile con il secondo rincaro della PS5 in meno di un anno; Microsoft ha annunciato il 25 giugno un nuovo aumento dei prezzi Xbox in vigore dal 1° agosto; Nintendo porterà Switch 2 a 499,99 dollari e 499,99 euro dal 1° settembre. Tre mosse indipendenti, un’unica direzione: verso l’alto. È la conferma che questo rincaro generalizzato non è un incidente isolato, ma una tendenza strutturale che investe l’intera industria dell’hardware da gioco.
La cosa più sorprendente è la simmetria delle motivazioni. Sony parla di «continue pressioni sul contesto economico globale»; Microsoft cita costi di archiviazione e memoria «più che raddoppiati» (oltre 2,5 volte); Nintendo attribuisce i rincari all’impennata dei prezzi dei chip e ai dazi statunitensi. Tutti e tre indicano lo stesso imputato: il costo della memoria. Per capire quanto sia inusuale la situazione, basti pensare che il prezzo medio di vendita di una PS5 negli USA è salito a 672 dollari a maggio 2026, con un balzo del 33% rispetto a un anno prima. Di seguito ricostruiamo caso per caso, partendo dalla console che ha subito il colpo più duro.
Cronologia dei rincari console (2025–2026)
Ago 2025 → Sony: primo rincaro PS5 (Europa, Giappone e altri mercati)
Ott 2025 → Microsoft: primo rincaro Xbox Series X|S (+20/70 $)
02 Apr 2026 → Sony: secondo rincaro PS5 (+100 $/€ standard, +150 $ Pro USA)
25 Mag 2026 → Nintendo: rincaro Switch 2 in Giappone (¥59.980)
25 Giu 2026 → Microsoft: annuncio del secondo rincaro Xbox
01 Ago 2026 → Xbox Series S a 499,99 $, Series X a 799,99 $
01 Set 2026 → Switch 2 a 499,99 $ / 499,99 €
PS5: il secondo rincaro Sony in meno di un anno
Il caso PlayStation 5 è il più emblematico. Con un post ufficiale sul PlayStation Blog datato 27 marzo, Sony ha comunicato nuovi prezzi di listino in vigore dal 2 aprile 2026 su scala globale, senza periodi di transizione. Il prezzo ps5 con lettore Blu-ray è passato da 549,99 a 649,99 euro (da 549,99 a 649,99 dollari negli USA), la Digital Edition da 499,99 a 599,99 euro e la PS5 Pro da 799,99 a 899,99 euro. Negli Stati Uniti la Pro ha subito il rincaro più pesante, +150 dollari, toccando quota 899,99 dollari: la cifra più alta mai chiesta per una console PlayStation di fascia consumer.
Non si è salvato nulla del listino. Anche il PlayStation Portal, l’accessorio di streaming remoto, è rincarato da 219,99 a 249,99 euro (+30 euro; +50 dollari negli USA). In parallelo Sony ha ritoccato verso l’alto anche il software, portando il prezzo di listino consigliato dei giochi first-party statunitensi da 59,99 a 69,99 dollari. Nel Regno Unito la PS5 standard è salita a 569,99 sterline e in Giappone a 97.980 yen. La tabella seguente riassume l’intero aumento prezzo ps5 deciso da Sony.
| Prodotto PlayStation | Prezzo precedente | Nuovo prezzo | Aumento | In vigore |
|---|---|---|---|---|
| PS5 Standard (con lettore) | 549,99 € | 649,99 € | +100 € | 2 apr 2026 |
| PS5 Digital Edition | 499,99 € | 599,99 € | +100 € | 2 apr 2026 |
| PS5 Pro | 799,99 € | 899,99 € | +100 € (+150 $ USA) | 2 apr 2026 |
| PlayStation Portal | 219,99 € | 249,99 € | +30 € | 2 apr 2026 |
| Giochi first-party (MSRP USA) | 59,99 $ | 69,99 $ | +10 $ | 2 apr 2026 |
Il dettaglio che rende storico questo rincaro è cronologico: è il secondo aumento della PS5 in meno di dodici mesi. Il primo era arrivato nell’estate 2025 su Europa, Giappone e altri mercati. Sommando i due interventi, una macchina lanciata nel 2020 costa oggi più di quanto costasse al debutto. Un fatto senza precedenti, che approfondiamo più avanti nella sezione dedicata al contesto storico.
Xbox Series X|S: rincaro mondiale dal 1° agosto 2026
Microsoft ha seguito Sony a distanza di poche settimane. Con un comunicato pubblicato su Xbox Wire il 25 giugno 2026, l’azienda ha annunciato un adeguamento dei prezzi Xbox a livello mondiale a partire dal 1° agosto 2026: +100 dollari per i modelli da 512 GB e +150 dollari per quelli da 1 TB. Negli Stati Uniti il xbox series x prezzo del modello con lettore ottico sale così a 799,99 dollari, mentre la versione 1 TB solo digitale si attesta a 749,99 dollari. La Series S da 512 GB passa a 499,99 dollari e la variante da 1 TB a 599,99 dollari.
C’è anche una vittima eccellente: il modello Xbox Series X 2 TB «Galaxy Black» viene mandato in pensione, come confermato da Variety. Nel comunicato, Microsoft spiega che i costi di archiviazione e memoria delle console sono aumentati di oltre 2,5 volte e prevede un ulteriore raddoppio entro l’autunno del 2027. È il secondo rincaro Xbox dopo quello di ottobre 2025, segno che nemmeno la strategia multipiattaforma della casa di Redmond – che ora porta i suoi giochi anche su PlayStation, come raccontato nel nostro articolo su Halo su PS5 – basta a compensare i costi crescenti dell’hardware.
Per attutire il colpo, Microsoft ha introdotto due contromisure: un programma «Buy Now, Pay Later» che consente di dilazionare l’acquisto in rate a breve termine senza interessi, e la vendita di console ricondizionate certificate con uno sconto di 100 dollari sul prezzo di listino. Sono strumenti che, di fatto, ammettono la nuova realtà: a questi prezzi, una fetta crescente di utenti non è più disposta o in grado di pagare in un’unica soluzione. Il tema degli abbonamenti resta centrale, come mostra la vicenda del Game Pass e del suo aumento di prezzo.
Nintendo Switch 2 verso i 499 euro dal 1° settembre
La terza tessera del domino è Nintendo. Con un avviso ufficiale pubblicato sul sito Nintendo, l’azienda ha comunicato che dal 1° settembre 2026 il prezzo switch 2 negli Stati Uniti salirà da 449,99 a 499,99 dollari (+50 dollari, circa +11%). In Europa il nuovo listino sarà di 499,99 euro, mentre in Giappone il rincaro è già scattato il 25 maggio, con il prezzo portato a 59.980 yen. A differenza di PS5 e Xbox, Switch 2 non aveva mai subito ritocchi dal lancio del giugno 2025: è quindi il primo aumento nella breve vita della console.
Le motivazioni fornite da Nintendo intrecciano tre fattori: l’impennata dei prezzi dei chip di memoria trainata dalla domanda per l’IA, i dazi statunitensi sull’elettronica importata e le pressioni sui tassi di cambio. Nella previsione per l’anno fiscale 2027, l’azienda ha quantificato l’impatto complessivo di componenti e dazi in circa 100 miliardi di yen (all’incirca 638 milioni di dollari) di costi operativi aggiuntivi. Il presidente Shuntaro Furukawa ha descritto queste pressioni come di «medio-lungo termine», lasciando intendere che non si tratta di un fenomeno passeggero.
C’è un paradosso in questa mossa. Switch 2 è l’unica console della generazione a vendere benissimo: alzarne il prezzo proprio mentre domina il mercato è una scommessa. Nintendo evidentemente ritiene che la fedeltà del suo pubblico – e la carenza strutturale di memoria – le lascino margine. Chi valuta l’acquisto può confrontarla con le alternative portatili nel nostro articolo Switch 2 vs Steam Deck OLED.
Confronto prezzi: PS5, Xbox e Switch 2 a listino nel 2026
Messi in fila, i tre rincari disegnano un quadro impietoso. Chi entra oggi nel mondo delle console si trova davanti prezzi che, fino a due anni fa, sarebbero sembrati impensabili per macchine a metà del loro ciclo di vita. La tabella comparativa che segue mette a confronto i nuovi listini USA ed europei delle principali configurazioni, con la data di entrata in vigore di ciascun rincaro.
| Console | Prezzo USA | Prezzo Europa | In vigore da |
|---|---|---|---|
| PS5 Standard (lettore) | 649,99 $ | 649,99 € | 2 apr 2026 |
| PS5 Digital Edition | 599,99 $ | 599,99 € | 2 apr 2026 |
| PS5 Pro | 899,99 $ | 899,99 € | 2 apr 2026 |
| Xbox Series S (512 GB) | 499,99 $ | in aggiornamento | 1 ago 2026 |
| Xbox Series X (lettore) | 799,99 $ | in aggiornamento | 1 ago 2026 |
| Nintendo Switch 2 | 499,99 $ | 499,99 € | 1 set 2026 |
Il confronto rivela una gerarchia di dolore: la PS5 Pro sfonda quota 899 euro, la Xbox Series X con lettore si avvicina agli 800 dollari, e persino la Switch 2 – storicamente la più economica – raggiunge i 499 euro. Da notare che, mentre Sony e Microsoft hanno colpito i modelli più costosi con gli aumenti maggiori, Nintendo ha applicato un rincaro percentuale simile su tutta la linea. Per chi guarda alle alternative PC-handheld, anche quel segmento è sotto pressione: lo raccontiamo nel confronto ROG Xbox Ally X vs Legion Go 2, dove la memoria incide pesantemente sui prezzi.
Il crollo delle vendite: PS5 -58% a maggio 2026
La reazione del mercato non si è fatta attendere. Secondo i dati della società di rilevazione Circana, a maggio 2026 le vendite di PS5 negli Stati Uniti sono calate del 58% in unità rispetto a maggio 2025, il risultato peggiore per un mese di maggio dal 2000: un minimo che non si vedeva da ventisei anni. La spesa complessiva sull’hardware PlayStation è scesa del 43%, mentre il prezzo medio di vendita è schizzato a 672 dollari (+33%). Non è andata meglio a Microsoft: Xbox ha segnato un -12% in unità, il maggio peggiore di sempre per il marchio, con un prezzo medio salito a 524 dollari (+22%).
Il quadro europeo conferma la tendenza. Secondo le stime VGChartz, ad aprile 2026 la PS5 aveva già perso il 40,4% delle vendite in Europa rispetto all’anno precedente, pari a 92.304 unità in meno. Un tonfo che numerosi analisti collegano direttamente all’aumento prezzo ps5 entrato in vigore il 2 aprile. La tabella seguente riepiloga il crollo di maggio 2026 sul mercato statunitense e il dato europeo di aprile.
| Piattaforma | Var. unità (YoY) | Var. spesa (YoY) | Prezzo medio | Record |
|---|---|---|---|---|
| PS5 (USA, maggio) | -58% | -43% | 672 $ (+33%) | Peggior maggio dal 2000 |
| Xbox Series X|S (USA, maggio) | -12% | +7% | 524 $ (+22%) | Peggior maggio di sempre |
| Switch 2 (USA, maggio) | #1 in unità e spesa | in crescita | – | Domina il mercato |
| Mercato hardware totale (USA) | – | 249 mln $ (+38%) | 502 $ (+14%) | Spesa gonfiata dai prezzi |
| PS5 (Europa, aprile) | -40,4% (-92.304) | – | – | Calo dopo il rincaro |
C’è un dato che merita una lettura attenta: la spesa hardware totale negli USA è salita del 38% a 249 milioni di dollari a maggio, con un prezzo medio di tutte le console a 502 dollari (+14%). Significa che il mercato ha incassato di più vendendo meno pezzi: il caro-console ha gonfiato i ricavi unitari mentre asciugava i volumi. Una dinamica che può reggere nel breve, ma che erode la base installata su cui poggiano vendite di giochi, abbonamenti e microtransazioni.
Switch 2 domina mentre Sony e Microsoft arretrano
In mezzo alla frenata generale, un attore corre in controtendenza: Nintendo Switch 2. A maggio 2026 è stata la console numero uno negli Stati Uniti sia in unità sia in valore, e guida la classifica anche nel cumulato dell’anno. Secondo i dati VGChartz, a maggio Switch 2 ha piazzato 1.236.414 unità nel mondo, superando la PS5 ferma a 389.529. Nel suo primo anno sul mercato USA la console ha totalizzato circa 5,9 milioni di pezzi, diventando la seconda console più venduta di sempre negli Stati Uniti nell’anno d’esordio, alle spalle solo del Game Boy Advance.
I numeri lifetime raccontano una generazione a due velocità. Switch 2 ha raggiunto 20,76 milioni di unità vendute nel mondo, mentre la PS5 è a quota 92,34 milioni e la famiglia Xbox Series X|S si ferma a 34,79 milioni: quest’ultima ha venduto in totale meno della metà della rivale Sony. La prima Nintendo Switch, intanto, resta un colosso storico a 154,81 milioni di pezzi. Sul fronte industriale, Nintendo ha comunicato di aver spedito 19,86 milioni di Switch 2 nel primo anno fiscale chiuso il 31 marzo 2026, un risultato che ha battuto la stessa PS5.
C’è però un’ombra sul futuro. Nintendo prevede per l’anno fiscale 2027 un calo delle unità vendute rispetto al precedente, citando proprio i dazi e gli aggiustamenti di prezzo. È il segnale che nemmeno la console più desiderata del momento si sente immune dagli effetti dell’aumento prezzi console: la scommessa è che il marchio Nintendo tenga anche a 499 euro. Per una panoramica del mercato italiano che fa da sfondo a questi numeri, rimandiamo all’analisi del mercato videogiochi in Italia nel 2025.
Perché i prezzi salgono: la crisi della DRAM e l’IA
Alla radice di tutto c’è un solo elemento: la memoria. Le console moderne dipendono da chip DRAM veloci (GDDR e LPDDR) i cui prezzi sono esplosi tra la fine del 2025 e il 2026. La causa è la corsa all’intelligenza artificiale: i data center che addestrano i grandi modelli linguistici comprano memoria ad alta larghezza di banda (HBM) in quantità enormi, e i tre produttori che controllano oltre il 95% del mercato – Samsung, SK Hynix e Micron – hanno riallocato la capacità produttiva verso questi clienti più remunerativi. Secondo le stime di settore, nel 2026 i data center per l’IA assorbono circa il 70% della produzione mondiale di memoria, contro il 20-30% del 2022.
Le conseguenze sui listini sono drammatiche. I prezzi contrattuali della DRAM convenzionale sono saliti tra l’80 e il 95% nel solo primo trimestre 2026 a seconda delle rilevazioni (Counterpoint Research, TrendForce), e non accennano a rientrare. Come riporta Wccftech citando Microsoft, i costi di memoria e archiviazione delle console sono più che raddoppiati (+2,5 volte) e potrebbero raddoppiare di nuovo entro l’autunno 2027. È il motivo per cui i produttori parlano di pressioni «di medio-lungo termine»: non è una fiammata temporanea, ma un riassetto del mercato dei semiconduttori.
Il fenomeno travalica le console. Gli analisti prevedono aumenti del 10-20% sui prezzi di PC e smartphone entro fine 2026, con contrazioni a doppia cifra dei volumi in entrambi i segmenti. La carenza di memoria, insomma, è la vera storia economica del 2026 nel mondo tech, e le console ne sono solo la vetrina più visibile per il grande pubblico. Chi assembla o aggiorna un PC da gioco lo sta già sperimentando sul costo delle RAM e delle GPU.
La prima generazione di console che invecchia rincarando
Per apprezzare l’anomalia del 2026 serve uno sguardo storico. Nell’industria delle console la curva dei prezzi ha sempre puntato verso il basso con il maturare della tecnologia: i costi di produzione calano, le economie di scala crescono e i produttori tagliano i listini per ampliare la base installata. La PlayStation 4 scese da 399,99 a circa 299 dollari in tre anni; l’Xbox 360 arrivò a dimezzare quasi il prezzo di lancio. Persino la PS3, partita carissima, fu progressivamente ridotta. Era la regola non scritta dell’hardware da gioco.
La generazione attuale ha ribaltato questo paradigma. PS5, Xbox Series e Switch 2 sono le prime console della storia moderna a costare di più a metà del loro ciclo di vita che al lancio. La PS5 standard è passata da 549,99 a 649,99 euro; la Xbox Series X è più cara oggi che nel 2020; la Switch 2 aumenta a poco più di un anno dal debutto. Diverse testate specializzate, tra cui Tom’s Hardware, hanno definito questa generazione «la prima che diventa più costosa invecchiando». Non è un dettaglio da appassionati: è un cambio di regime che ridisegna le aspettative dei consumatori e le strategie di prezzo dei produttori.
Il precedente più vicino è la crisi dei semiconduttori del 2020-2022, ma allora il problema era la scarsità di offerta, non un dirottamento strutturale verso un altro settore. Oggi la memoria non manca in assoluto: viene semplicemente comprata da chi paga di più, cioè l’IA. Questo rende l’attuale ondata di rincari più insidiosa, perché non basta aspettare che la catena di fornitura si normalizzi: bisogna che rallenti la domanda di chip per i data center, evento che nessuno prevede a breve.
L’impatto sul mercato italiano ed europeo
Per l’Italia e l’Europa l’aumento prezzi console arriva in un momento delicato. Il mercato italiano dei videogiochi vale circa 2,4 miliardi di euro (dato 2025, in leggera flessione secondo l’associazione di categoria IIDEA) e conta oltre 14 milioni di giocatori. In un contesto in cui il potere d’acquisto è già eroso dall’inflazione, portare la PS5 a 649,99 euro e la Switch 2 a 499,99 euro rischia di allontanare la fascia di pubblico più sensibile al prezzo, soprattutto le famiglie e i giocatori occasionali che costituiscono il grosso del pubblico di Nintendo.
Il rincaro spinge inevitabilmente verso tre lidi alternativi. Il primo è il mercato dell’usato e del ricondizionato, che diventa più attraente proprio mentre i produttori – Microsoft in testa con le sue console certificate scontate di 100 dollari – provano a intercettarlo ufficialmente. Il secondo è il passaggio al digitale e agli abbonamenti, coerente con la strategia Sony di puntare sempre più sul download diretto, come abbiamo raccontato nell’analisi sulla fine dei dischi fisici PlayStation dal 2028. Il terzo è il cloud gaming, che permette di giocare senza acquistare hardware costoso.
Per l’ecosistema europeo, l’aumento dei prezzi si somma a una pressione regolatoria crescente sui diritti dei consumatori digitali, dal dibattito sul diritto di preservazione dei giochi alle norme sulla trasparenza dei negozi. Il risultato è un mercato in cui il costo d’ingresso alla nuova generazione è più alto che mai, ma le alternative software e di servizio si moltiplicano. Per il consumatore italiano, la scelta razionale nel 2026 è meno «quale console compro» e più «se e quando conviene comprarla».
GTA 6, l’incognita che pesa sul 2026
C’è un jolly capace di ribaltare le previsioni: Grand Theft Auto VI. Dopo il rinvio, il gioco più atteso del decennio uscirà il 19 novembre 2026, esclusivamente su PS5, PS5 Pro e Xbox Series X|S – niente PC né Switch 2 al lancio. Lo slittamento ha tolto al primo semestre 2026 un potente catalizzatore di domanda hardware, contribuendo alla frenata delle vendite: molti potenziali acquirenti stanno rimandando l’acquisto della console in attesa del gioco. Non a caso, una testata italiana ha titolato che «il futuro di PS5 dipende da GTA 6».
Lo scenario più probabile è un effetto a doppio taglio. Nel breve periodo, GTA 6 congela il mercato: chi aspetta il gioco aspetta anche eventuali bundle o promozioni natalizie. Nel Q4, però, l’uscita potrebbe innescare un’impennata di vendite hardware capace di salvare l’anno commerciale di Sony e Microsoft, nonostante i prezzi elevati. Il prezzo del gioco stesso – 79,99 euro nell’edizione standard e 99,99 euro per la Ultimate – conferma peraltro la tendenza al rialzo che investe tutto il settore. Approfondiamo date, prezzi e piattaforme nel nostro articolo su GTA 6: uscita, prezzo e preordini.
La domanda che si pongono gli analisti è se un singolo titolo, per quanto colossale, basti a controbilanciare rincari così ampi. La risposta arriverà proprio nell’ultimo trimestre dell’anno, quando i dati Circana di novembre e dicembre diranno se GTA 6 ha riportato i giocatori nei negozi o se il muro dei prezzi ha retto anche davanti al richiamo di Rockstar.
Previsioni: cosa aspettarsi nel 2026-2027
Sulla base dei dati disponibili e delle dichiarazioni dei produttori, ecco cinque previsioni ragionate sull’evoluzione dell’aumento prezzi console nei prossimi diciotto mesi.
- Nuovi rincari nel 2027. Microsoft ha esplicitamente previsto un ulteriore raddoppio dei costi di memoria entro l’autunno 2027 e Nintendo stima un calo delle unità nel prossimo anno fiscale. È plausibile un terzo giro di aumenti, o quantomeno il congelamento di ogni taglio di prezzo fino a quando la DRAM non si normalizzerà.
- Boom dell’usato e del ricondizionato. Con l’hardware nuovo sempre più caro, il mercato di seconda mano crescerà e i produttori proveranno a presidiarlo ufficialmente, come già fa Xbox con le console certificate a -100 dollari.
- GTA 6 come spartiacque del Q4. L’uscita del 19 novembre sarà il vero test: potrebbe generare un picco di vendite hardware nel trimestre natalizio, mascherando temporaneamente il calo strutturale della base installata.
- Accelerazione verso digitale, abbonamenti e cloud. Più l’hardware costa, più conviene giocare senza comprarlo: Game Pass, PS Plus e il cloud gaming guadagneranno peso, spingendo il modello di business verso i servizi ricorrenti.
- Ciclo di vita allungato e next-gen ritardata. Con costi di produzione in salita, Sony e Microsoft hanno meno incentivi a lanciare presto una nuova generazione: è probabile che l’attuale generazione venga «munta» più a lungo del previsto.
Il filo conduttore di tutte queste previsioni è uno solo: finché l’intelligenza artificiale continuerà a divorare la produzione mondiale di memoria, il costo dell’hardware da gioco resterà sotto tensione. Il 2026 non è un’anomalia isolata, ma probabilmente l’inizio di una fase in cui il prezzo delle console smette di essere una promessa di democratizzazione e diventa una barriera d’ingresso.
Domande frequenti sull’aumento dei prezzi delle console
Perché sono aumentati i prezzi delle console nel 2026?
La causa principale è l’esplosione dei costi della memoria DRAM, prosciugata dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale. Sony, Microsoft e Nintendo citano tutte questo fattore, insieme ai dazi statunitensi e alle pressioni sui cambi. Microsoft ha dichiarato che i costi di memoria e archiviazione sono più che raddoppiati.
Quanto costa la PS5 dopo l’aumento del 2026?
Dal 2 aprile 2026 la PS5 standard con lettore costa 649,99 euro, la Digital Edition 599,99 euro e la PS5 Pro 899,99 euro. Il PlayStation Portal è salito a 249,99 euro. Si tratta del secondo aumento prezzo ps5 in meno di un anno.
Quando aumentano i prezzi di Xbox Series X e Series S?
Il nuovo listino Xbox entra in vigore il 1° agosto 2026 a livello mondiale: +100 dollari per i modelli da 512 GB e +150 dollari per quelli da 1 TB. Il xbox series x prezzo con lettore sale a 799,99 dollari negli USA, mentre il modello 2 TB viene tolto dal mercato.
Quanto costerà Nintendo Switch 2 dopo il rincaro?
Dal 1° settembre 2026 il prezzo switch 2 sale a 499,99 dollari negli Stati Uniti e a 499,99 euro in Europa. In Giappone il rincaro è già scattato il 25 maggio, con il prezzo portato a 59.980 yen. È il primo aumento dal lancio della console nel giugno 2025.
Perché le vendite di PS5 sono crollate del 58%?
Secondo Circana, a maggio 2026 le vendite di PS5 negli USA sono calate del 58% in unità su base annua, il peggior maggio dal 2000. Il crollo è collegato direttamente all’aumento dei prezzi del 2 aprile: molti acquirenti hanno rinviato o rinunciato all’acquisto, complice anche l’attesa per GTA 6.
L’aumento dei prezzi riguarda anche l’Italia e l’Europa?
Sì. I rincari PS5 e Switch 2 sono già confermati in euro (649,99 euro la PS5 standard, 499,99 euro la Switch 2), mentre i listini europei Xbox si stanno adeguando ai nuovi prezzi mondiali. In un mercato italiano da 2,4 miliardi di euro, l’impatto sui consumatori più sensibili al prezzo è significativo.
I prezzi delle console torneranno a scendere?
Nel breve periodo è improbabile. I produttori definiscono le pressioni sui costi «di medio-lungo termine» e Microsoft prevede un ulteriore raddoppio dei costi di memoria entro l’autunno 2027. Finché l’IA assorbirà la maggior parte della produzione di DRAM, l’aumento prezzi console resterà una tendenza strutturale.
Conviene comprare una console adesso o aspettare?
Chi punta a un modello specifico potrebbe risparmiare acquistando prima di un ulteriore rincaro, ma il consiglio pratico è valutare bundle natalizi e mercato ricondizionato. Per Xbox, ad esempio, conviene monitorare le console certificate scontate; per Switch 2, l’acquisto prima del 1° settembre 2026 permette di evitare l’aumento.
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Fonti esterne: PlayStation Blog, Xbox Wire, Nintendo, VGChartz, Variety, Wccftech. Dati di vendita: Circana e VGChartz. Pubblicato il 04 luglio 2026.



