Scegliere tra Bitdefender vs Kaspersky nel 2026 non è più solo una questione di punteggi nei test antivirus. È anche una decisione geopolitica. Bitdefender è un’azienda rumena, quindi europea, fondata nel 2001 a Bucarest. Kaspersky nasce a Mosca nel 1997 e, dal 29 settembre 2024, i suoi prodotti sono vietati negli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale. In Europa la situazione è più sfumata, ma diverse agenzie governative, dalla tedesca BSI all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana, hanno raccomandato di diversificare. Allo stesso tempo Kaspersky continua a vincere quasi ogni test indipendente che affronta.
Questa guida mette i due antivirus uno di fronte all’altro su tutto ciò che conta: protezione misurata da AV-TEST e AV-Comparatives, impatto sulle prestazioni, falsi positivi, funzionalità extra come VPN e gestore password, prezzi in euro per l’Italia, trattamento dei dati e, ovviamente, il nodo della fiducia. Alla fine troverai un verdetto chiaro, basato sui numeri, e cinque raccomandazioni per profili d’uso diversi. Dati aggiornati a giugno 2026.
Bitdefender vs Kaspersky: il verdetto in sintesi
Partiamo dalla conclusione, per chi ha fretta. Sul piano puramente tecnico, i due prodotti sono entrambi eccellenti e si dividono i premi. Nel 2025 Bitdefender ha conquistato il premio AV-TEST “Best Protection” per gli utenti consumer con Total Security, mentre Kaspersky Premium ha ottenuto il “Best Usability” grazie a zero falsi allarmi. Nei test di AV-Comparatives, Kaspersky ha registrato il numero più basso di falsi positivi dell’intero settore (9 contro i 19 di Bitdefender) e un impatto sul sistema nettamente inferiore.
La differenza decisiva, quindi, non è il rilevamento malware. È la fiducia e il quadro normativo. Se vivi e lavori in Europa, gestisci dati di clienti o ti rivolgi anche al mercato statunitense, Bitdefender elimina un rischio di conformità che Kaspersky porta con sé. Se invece guardi solo a leggerezza, prezzo e qualità del motore di scansione, Kaspersky resta uno dei prodotti più forti sul mercato. Per la maggior parte degli utenti e delle aziende europee nel 2026 consigliamo Bitdefender, ma il quadro completo merita di essere letto fino in fondo.
| Criterio | Bitdefender | Kaspersky | Vincitore |
|---|---|---|---|
| Sede legale | Bucarest, Romania (UE) | Mosca, Russia | Bitdefender (per l’UE) |
| Protezione AV-TEST 2025 | Best Protection consumer | Punteggi massimi | Pari |
| Falsi positivi 2025 (AV-Comparatives) | 19 | 9 | Kaspersky |
| Impatto sistema (giugno 2025) | 32,8 | 8,9 | Kaspersky |
| Conformità e fiducia in UE | Nessuna restrizione | Ban USA, raccomandazioni UE | Bitdefender |
| Prezzo di partenza (indicativo) | ~€19,99/anno | ~€29,99/anno | Bitdefender |
Chi sono Bitdefender e Kaspersky: due storie europee opposte
Capire da dove vengono questi due marchi spiega buona parte della scelta. Bitdefender nasce nel 2001 a Bucarest, fondata da Florin Talpeș. È diventata una delle aziende di cybersicurezza più importanti d’Europa e oggi protegge centinaia di milioni di sistemi nel mondo, con una presenza forte anche nel segmento enterprise tramite la piattaforma GravityZone. Essendo registrata in Romania, opera interamente all’interno del quadro giuridico dell’Unione Europea, GDPR compreso. Per un’azienda o un libero professionista europeo questo significa un fornitore soggetto alle stesse regole di chi acquista il servizio.
Kaspersky ha una storia altrettanto solida sul piano tecnico, ma più complicata su quello politico. Fondata nel 1997 a Mosca da Eugene Kaspersky, ex specialista formatosi in istituti legati al settore della difesa sovietica, è cresciuta fino a diventare uno dei laboratori di ricerca sulle minacce più rispettati al mondo. Il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky ha scoperto e documentato alcune delle campagne di cyberspionaggio più note dell’ultimo decennio, comprese operazioni attribuite a Stati occidentali. La qualità della ricerca non è mai stata in discussione. Il problema è la giurisdizione: una società con sede in Russia è soggetta alle leggi russe, e questo, dopo il febbraio 2022, ha cambiato tutto in Occidente.
Per rispondere alle preoccupazioni, Kaspersky ha avviato già nel 2018 la sua Global Transparency Initiative, spostando il trattamento dei dati degli utenti europei verso un centro a Zurigo, in Svizzera, e aprendo centri di trasparenza dove revisori esterni possono ispezionare il codice sorgente. Sono passi reali. Ma non bastano a dissolvere le riserve delle agenzie governative, perché il problema percepito non è il codice in sé, bensì la possibilità teorica di pressioni statali sull’azienda madre.
Il ban USA del 2024: cosa è successo e perché riguarda l’Europa
Il 20 giugno 2024 il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio statunitense ha emesso una determinazione finale che vieta a Kaspersky Lab, Inc. di fornire software antivirus e prodotti di cybersicurezza negli Stati Uniti o a cittadini statunitensi. È la prima volta che Washington usa i poteri sulla catena di fornitura ICT (Information and Communications Technology and Services) per mettere al bando un intero fornitore di sicurezza. La motivazione ufficiale parla di “rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale” legato all’influenza del governo russo sull’azienda.
Il divieto è entrato in vigore per fasi. Dal 20 luglio 2024 Kaspersky non ha più potuto stipulare nuovi contratti con clienti statunitensi né integrare il proprio software in prodotti di terze parti. Dal 29 settembre 2024 è scattato il blocco più pesante: niente più aggiornamenti delle firme antivirus, niente operatività del Kaspersky Security Network negli Stati Uniti, divieto di rivendita e licenza. In parallelo, il BIS ha inserito tre entità Kaspersky nella Entity List e l’OFAC ha sanzionato dodici dirigenti. Un cliente americano che lasciava il software installato si ritrovava, di fatto, un antivirus che non riceveva più aggiornamenti, ovvero il peggior scenario possibile per uno strumento di sicurezza.
Perché tutto questo conta per chi sta in Italia o in Europa, dove il software resta legale? Per tre ragioni concrete. Primo, se la tua azienda ha rapporti commerciali o filiali negli Stati Uniti, usare Kaspersky può creare attriti di conformità con partner e clienti americani. Secondo, l’analisi pubblicata da Bitsight dopo il ban ha mostrato un calo significativo dell’uso di Kaspersky a livello globale, non solo statunitense: il marchio ha perso terreno ovunque. Terzo, una decisione di questa portata da parte di un alleato chiave alimenta inevitabilmente il dibattito anche nelle capitali europee.
Italia ed Europa: la posizione delle autorità su Kaspersky
In Europa non esiste un divieto generalizzato come quello americano, ma il clima è cambiato. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, le autorità di cybersicurezza di diversi Paesi hanno invitato le organizzazioni a riconsiderare l’uso di software di sicurezza russo nei contesti critici. La logica è prudenziale: un antivirus ha privilegi profondi sul sistema operativo, vede tutti i file e comunica con server esterni. È esattamente il tipo di software per cui la fiducia nel fornitore non è negoziabile.
In Italia il tema è entrato presto nel dibattito della pubblica amministrazione. Nel 2022 l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha richiamato l’attenzione sull’opportunità di diversificare le forniture tecnologiche legate a soggetti riconducibili alla Federazione Russa, in linea con un principio di riduzione del rischio. La parola chiave è stata “diversificazione” più che “divieto”: l’invito a non concentrare funzioni critiche su un unico fornitore esposto a tensioni geopolitiche.
Sul fronte tedesco, l’ufficio federale per la sicurezza informatica (BSI) ha emesso nel marzo 2022 un avvertimento pubblico sull’uso del software antivirus Kaspersky, sempre motivato dal rischio di un possibile coinvolgimento forzato dell’azienda in operazioni offensive. Kaspersky ha contestato fermamente questa valutazione, definendola una decisione politica priva di prove tecniche e ribadendo i propri investimenti in trasparenza. Per il lettore europeo la sostanza è questa: il software è legale e tecnicamente valido, ma porta con sé un’etichetta di rischio reputazionale e di conformità che Bitdefender, essendo un fornitore UE, semplicemente non ha.
Tabella comparativa completa: specifiche Bitdefender vs Kaspersky
Ecco un quadro dettagliato delle caratteristiche dei due prodotti nelle versioni consumer di punta (Bitdefender Total Security e Kaspersky Premium), aggiornato al 2026. Le funzionalità esatte variano in base al piano scelto, come vedremo nella sezione sui prezzi.
| Specifica | Bitdefender | Kaspersky |
|---|---|---|
| Anno di fondazione | 2001 | 1997 |
| Sede legale | Bucarest, Romania (UE) | Mosca, Russia |
| Trattamento dati europei | Infrastruttura UE | Zurigo, Svizzera (dal 2018) |
| Piattaforme supportate | Windows, macOS, Android, iOS | Windows, macOS, Android, iOS |
| Motore di rilevamento | Multilivello con machine learning | Multilivello con machine learning |
| Protezione ransomware | Sì (Ransomware Remediation) | Sì (System Watcher) |
| Firewall | Sì (piani Internet Security e superiori) | Sì (piani Plus e superiori) |
| VPN inclusa | 200 MB/giorno, illimitata in Premium | Limitata nei piani base, illimitata in Plus/Premium |
| Gestore password | Sì | Sì (Kaspersky Password Manager) |
| Controllo parentale | Sì | Sì (Kaspersky Safe Kids) |
| Anti-phishing e web protection | Sì | Sì |
| Scanner dark web | Sì (Digital Identity Protection) | Sì (Identity Protection) |
| Premio AV-TEST 2025 | Best Protection consumer | Best Usability consumer |
| Disponibilità su licenza enterprise | GravityZone | Endpoint Security (vietato negli USA) |
La tabella mostra una verità importante: a livello di funzionalità i due prodotti sono quasi specchiati. Entrambi offrono VPN, gestore password, controllo parentale, protezione ransomware e monitoraggio del dark web. La scelta, di nuovo, si gioca su prestazioni, prezzo e fiducia, non su una funzione mancante da una parte o dall’altra.
Protezione: i risultati dei test AV-TEST 2025
AV-TEST, il laboratorio indipendente tedesco, valuta gli antivirus su tre categorie (Protezione, Prestazioni e Usabilità) assegnando un massimo di 6 punti per ciascuna, per un totale di 18. È lo standard di riferimento più citato del settore. Nei premi AV-TEST 2025 i due marchi si sono divisi gli onori in modo significativo.
Il premio Best Protection 2025 per gli utenti consumer è andato a Bitdefender Total Security, mentre la versione business ha ottenuto il Best Protection per il segmento corporate. Significa che, nei test di rilevamento delle minacce in condizioni reali, Bitdefender ha ottenuto i punteggi più alti dell’anno nella categoria più importante. Sul fronte mobile, Bitdefender Mobile Security è stata premiata come migliore app di protezione del 2025 con il riconoscimento Best Android Security.
Kaspersky, dal canto suo, ha fatto incetta di premi Best Usability 2025. Kaspersky Premium ha ottenuto il riconoscimento per gli utenti consumer grazie a una gestione impeccabile dei falsi allarmi, mentre Kaspersky Small Office Security e Kaspersky Endpoint Security hanno vinto nel segmento corporate. In più, Kaspersky Endpoint Security e Small Office Security hanno conquistato il premio Best Advanced Protection 2025 per le aziende, basato su prestazioni di protezione perfette in tutti gli scenari di test. Sia Bitdefender Antivirus for Mac sia Kaspersky Premium figurano tra i prodotti premiati come Best MacOS Security 2025.
La lettura corretta di questi dati è la seguente: Bitdefender eccelle nel bloccare le minacce, Kaspersky eccelle nel farlo senza infastidire l’utente con falsi allarmi. Sono due forme diverse di qualità, entrambe ai vertici assoluti del mercato. Nessuno dei due è un prodotto debole. Chi sceglie tra loro sceglie tra due eccellenze.
AV-Comparatives 2025: protezione reale, malware e minacce avanzate
L’altro grande laboratorio indipendente, l’austriaco AV-Comparatives, fornisce un quadro ancora più granulare. Nel suo Summary Report 2025, Bitdefender ha ricevuto il Top-Rated Product Award, frutto di cinque premi Advanced+, uno Advanced e uno Standard distribuiti su sette test. In particolare, ha ottenuto l’argento nel Real-World Protection Test, il bronzo nel Malware Protection Test, il bronzo nel False Positive Test e l’oro nell’Advanced Threat Protection.
Nel test di protezione dalle minacce avanzate, quello che simula attacchi mirati e fileless tipici degli attori sofisticati, Bitdefender ha bloccato 15 attacchi su 15, alla pari con ESET. Kaspersky, insieme ad Avast, AVG, G Data e Norton, ne ha bloccati 13 su 15. Su questo terreno specifico, quindi, Bitdefender ha avuto un margine. Va detto che si tratta di differenze di pochi campioni su scenari estremi, ma per chi affronta avversari di alto livello (studi legali, giornalisti, dirigenti) ogni punto conta.
Kaspersky si è preso la rivincita altrove. Secondo il comunicato ufficiale dell’azienda, nel 2025 i prodotti Kaspersky sono stati valutati in 100 test e recensioni indipendenti, ottenendo il primo posto nel 90% dei casi. Kaspersky Premium ha ricevuto da AV-Comparatives il Top Rated Product per il secondo anno consecutivo, con ori annuali per il Malware Protection Test e per i falsi positivi più bassi, oltre all’argento nell’Advanced Threat Protection e al bronzo nel Real-World. In sostanza, entrambi i prodotti stanno costantemente in cima alle classifiche; cambia solo quale medaglia tocca a chi in un dato test.
| Test (fonte) | Bitdefender | Kaspersky |
|---|---|---|
| AV-TEST Best Protection 2025 | Vinto (consumer) | Punteggi massimi |
| AV-TEST Best Usability 2025 | Top tier | Vinto (consumer) |
| AV-Comparatives Real-World 2025 | Argento | Bronzo |
| AV-Comparatives Malware Protection 2025 | Bronzo | Oro |
| AV-Comparatives Advanced Threat 2025 | Oro (15/15) | Argento (13/15) |
| AV-Comparatives Falsi positivi 2025 | 19 | 9 (il più basso) |
| AV-Comparatives Impatto sistema (giu 2025) | 32,8 | 8,9 |
Prestazioni: quanto pesano sul sistema
Se c’è un’area in cui il distacco è netto, è l’impatto sulle prestazioni. Nel Performance Test di AV-Comparatives di giugno 2025, Kaspersky ha registrato un Impact Score di 8,9, mentre Bitdefender si è fermato a 32,8. Più basso è il punteggio, minore è il rallentamento causato al sistema. La differenza è considerevole: Kaspersky è risultato uno dei prodotti più leggeri del test, mentre Bitdefender si è collocato nella parte bassa della classifica per impatto.
I numeri completi di quel test aiutano a contestualizzare. Kaspersky ha ottenuto un AVC Score di 85 e un Procyon Score di 96,1, contro un AVC Score di 68 e un Procyon Score di 89,2 per Bitdefender. In cima alla classifica c’erano NetSecurity ed ESET con un impatto di appena 3,3 e 4,8; Microsoft Defender si è piazzato a 13,8, a metà strada tra i due contendenti di questa guida. Tradotto in esperienza quotidiana: su un PC moderno con SSD e processore recente, entrambi risultano fluidi, ma su macchine più datate o con molte applicazioni aperte la leggerezza di Kaspersky si percepisce davvero.
Va però fatta una precisazione onesta. I test di performance variano da mese a mese e da configurazione a configurazione, perché dipendono dal modello di SSD, dal supporto alle istruzioni hardware e dalla versione del prodotto. Bitdefender include funzioni come Photon e Autopilot pensate proprio per adattare l’uso delle risorse all’hardware, e nelle prove di AV-TEST raggiunge regolarmente il punteggio pieno in Prestazioni. La conclusione equilibrata è che Kaspersky ha un vantaggio misurabile sulla leggerezza, ma nessuno dei due trasforma un computer in una lumaca.
Falsi positivi e usabilità: chi infastidisce meno l’utente
Un falso positivo è quando l’antivirus blocca o mette in quarantena un file legittimo. Sembra un dettaglio, ma per chi installa software, sviluppa codice o usa strumenti di nicchia è una fonte costante di frustrazione, e nei contesti aziendali può bloccare processi di lavoro. AV-Comparatives misura questo aspetto con precisione, sommando i falsi allarmi di tutti i test dell’anno.
Nel 2025 i prodotti con il minor numero di falsi positivi sono stati Kaspersky (9), Total Defense (12) e Bitdefender (19). Kaspersky ha quindi vinto questa categoria con il punteggio assoluto migliore del settore, ed è proprio questo dato che gli è valso il premio Best Usability di AV-TEST. Bitdefender, con 19, resta comunque su valori bassi e ben dentro la fascia di eccellenza, ma più del doppio rispetto al rivale.
Per l’utente medio la differenza tra 9 e 19 falsi allarmi nell’arco di un anno è quasi impercettibile. Diventa rilevante per chi lavora con file inusuali: sviluppatori, amministratori di sistema, professionisti che usano software portabili o open source poco diffusi. In quei casi un antivirus che “grida al lupo” meno spesso fa risparmiare tempo reale. Su questo specifico terreno, Kaspersky ha il miglior curriculum del mercato.
Funzionalità a confronto: VPN, gestore password e controllo parentale
VPN integrata
Entrambe le suite includono una VPN. Nei piani base, però, è limitata: Bitdefender concede circa 200 MB al giorno per dispositivo, sufficienti per un controllo email su rete pubblica ma non per lo streaming o l’uso continuativo. Per avere traffico illimitato serve Bitdefender Premium Security, che integra la VPN completa senza tetto giornaliero. Kaspersky segue lo stesso modello: VPN con limite di traffico nei piani inferiori, illimitata nei piani Plus e Premium. In entrambi i casi, se la VPN è una priorità reale, conviene valutare un servizio dedicato. Su questo tema abbiamo confrontato le migliori opzioni europee nella nostra guida ProtonVPN vs Mullvad.
Gestore password e protezione dell’identità
Bitdefender e Kaspersky offrono entrambi un gestore password integrato e un monitoraggio del dark web che avvisa se le tue credenziali compaiono in una violazione. Sono strumenti onesti, ma raramente competono con i gestori password dedicati in termini di funzioni avanzate e compatibilità multipiattaforma. Per molti utenti la combinazione vincente è una buona suite antivirus più un gestore password specializzato. Se vuoi approfondire questa scelta, leggi il nostro confronto Bitwarden vs KeePassXC.
Controllo parentale e protezione famiglia
Sul controllo parentale, Kaspersky ha un vantaggio storico. Kaspersky Safe Kids è regolarmente premiato da AV-Comparatives come una delle soluzioni più efficaci per la protezione dei minori online, con un certificato per la protezione da contenuti inappropriati. Bitdefender Parental Control è solido e ben integrato, ma Safe Kids resta un punto di forza riconosciuto del catalogo Kaspersky. Le famiglie che mettono questa funzione al primo posto trovano in Kaspersky un’opzione particolarmente curata.
Prezzi in Italia: i piani a confronto
Vediamo i prezzi. Una premessa necessaria: entrambi i produttori praticano sconti aggressivi sul primo anno, spesso del 40-60%, con un rinnovo automatico che torna al prezzo pieno. I valori qui sotto sono prezzi di listino indicativi per l’Italia nel 2026 per il primo anno, soggetti a frequenti promozioni. Verifica sempre il prezzo effettivo (e soprattutto quello di rinnovo) sul sito ufficiale prima dell’acquisto.
| Piano | Dispositivi | Prezzo 1° anno (indicativo) | VPN illimitata |
|---|---|---|---|
| Bitdefender Antivirus Plus | 3 (solo Windows) | ~€19,99 | No |
| Bitdefender Internet Security | 3 (Windows) | ~€24,99 | No |
| Bitdefender Total Security | 5 (multi-OS) | ~€34,99 | No |
| Bitdefender Premium Security | 10 (multi-OS) | ~€59,99 | Sì |
| Kaspersky Standard | 3 | ~€29,99 | No |
| Kaspersky Plus | 3 | ~€39,99 | Sì |
| Kaspersky Premium | 5-10 | ~€49,99 | Sì |
Leggendo la tabella emerge un punto interessante. Bitdefender ha la porta d’ingresso più economica con Antivirus Plus intorno ai 20 euro, ideale per chi vuole solo la protezione essenziale su Windows. Kaspersky parte più in alto ma include più funzioni già nel piano base. Per chi cerca il pacchetto completo con VPN illimitata, Kaspersky Plus a circa 40 euro è spesso più conveniente del Bitdefender Premium Security a circa 60 euro, anche se quest’ultimo copre più dispositivi. La scelta economica dipende quindi molto dal numero di dispositivi e dal bisogno reale di VPN illimitata.
Una nota di metodo: il prezzo del primo anno non deve ingannare. Conta il costo a regime su tre anni. Calcola sempre quanto pagherai al secondo rinnovo, perché è lì che le suite antivirus recuperano lo sconto iniziale. Molti utenti finiscono per pagare il doppio dopo il primo anno senza accorgersene.
Privacy e trattamento dei dati: Zurigo contro infrastruttura UE
Un antivirus, per funzionare, raccoglie telemetria: metadati sui file sospetti, URL visitati, comportamenti anomali. Questi dati servono ad alimentare i sistemi cloud di rilevamento. La domanda chiave è: dove finiscono e chi può accedervi? Qui le due aziende hanno strategie diverse, dettate dalla loro origine.
Kaspersky, consapevole della propria posizione delicata, ha investito molto nella trasparenza. Dal 2018 il trattamento dei dati degli utenti europei avviene presso il centro di Zurigo, in Svizzera, un Paese con leggi sulla protezione dei dati robuste e fuori dall’orbita giuridica russa. L’azienda ha aperto centri di trasparenza dove governi e partner possono ispezionare il codice sorgente e i processi. Sono misure serie, pensate proprio per dire: “guardate dentro, non abbiamo nulla da nascondere”.
Bitdefender, da fornitore con sede in Romania, opera nativamente sotto il GDPR e l’infrastruttura giuridica dell’Unione Europea. Per un’organizzazione europea questo elimina alla radice la domanda sulla giurisdizione: non serve fidarsi di un’iniziativa di trasparenza, perché il quadro normativo è già quello di casa. È una differenza sottile ma sostanziale. La trasparenza di Kaspersky chiede fiducia attiva; la posizione di Bitdefender la dà per scontata dal punto di partenza. Per molti responsabili IT, in un’epoca segnata da tensioni geopolitiche, questo è il fattore che inclina la bilancia. Il tema della concentrazione del rischio è centrale anche nelle direttive europee come la NIS2, che spinge le organizzazioni a valutare con attenzione la catena di fornitura digitale.
Cinque esempi reali: chi sceglie cosa e perché
I numeri dei test sono utili, ma le decisioni reali nascono da contesti concreti. Ecco cinque situazioni tipiche che illustrano come si traduce nella pratica la scelta tra i due prodotti.
- Lo studio professionale con clienti UE e USA. Uno studio legale di Milano con corrispondenti negli Stati Uniti ha migrato l’intera flotta da Kaspersky a Bitdefender nel 2024, non per insoddisfazione tecnica ma per evitare domande imbarazzanti dai partner americani sul fornitore di sicurezza. La conformità ha pesato più del punteggio nei test.
- Il gamer su PC datato. Un utente con un portatile di cinque anni che gioca e fa streaming ha scelto Kaspersky proprio per l’impatto minimo sul sistema (8,9 contro 32,8). Per lui ogni fotogramma conta e la leggerezza era il criterio numero uno.
- La famiglia con figli adolescenti. Una famiglia che voleva un controllo parentale robusto ha optato per Kaspersky Premium grazie a Safe Kids, riconosciuto tra i più efficaci per la protezione dei minori online.
- La PMI manifatturiera. Un’azienda con cinquanta postazioni Windows ha adottato Bitdefender GravityZone per la gestione centralizzata e per la tranquillità di lavorare con un fornitore europeo, evitando qualsiasi attrito normativo legato alla direttiva NIS2.
- Lo sviluppatore freelance. Un programmatore che installa di continuo strumenti open source e file portabili ha scelto Kaspersky per il minor numero di falsi positivi (9 nel 2025), stanco di vedere i propri eseguibili messi in quarantena per errore.
Questi cinque casi mostrano un pattern chiaro: la scelta tecnica favorisce spesso Kaspersky (leggerezza, falsi positivi, controllo parentale), mentre la scelta strategica e di conformità favorisce Bitdefender. Quasi nessuno cambia per via del rilevamento malware, perché su quel fronte sono entrambi ai vertici.
Guida alla migrazione: come passare da un antivirus all’altro
Cambiare antivirus richiede metodo, perché due soluzioni di sicurezza attive contemporaneamente possono entrare in conflitto e lasciare il sistema esposto. Ecco la procedura corretta per passare da Kaspersky a Bitdefender (o viceversa) su Windows, valida nel 2026.
- Annota le licenze attive e disattiva il rinnovo automatico del prodotto che stai abbandonando, per evitare addebiti indesiderati.
- Esporta eventuali dati custoditi nel vecchio software: password salvate nel gestore integrato, regole del firewall personalizzate, eccezioni configurate.
- Disinstalla completamente il vecchio antivirus. Non basta rimuoverlo dal pannello di controllo: usa lo strumento di rimozione ufficiale del produttore, perché le suite lasciano driver e servizi residui che il disinstallatore standard non tocca.
- Riavvia il computer. Questo passaggio è obbligatorio per liberare i componenti a livello kernel.
- Verifica che Microsoft Defender si sia riattivato automaticamente nell’intervallo senza protezione, così il sistema non resta mai scoperto.
- Installa il nuovo antivirus, attiva la licenza e lancia una scansione completa iniziale.
- Riconfigura le funzioni extra: VPN, gestore password, controllo parentale e regole firewall.
Per la disinstallazione pulita, entrambi i produttori offrono strumenti dedicati. Su Windows moderno puoi anche usare il gestore pacchetti integrato per una rimozione più ordinata. Ecco un esempio con winget da terminale PowerShell con privilegi di amministratore:
# Elenca i prodotti installati per trovare il nome esatto
winget list
# Disinstalla Kaspersky (sostituisci con l'ID corretto mostrato sopra)
winget uninstall "Kaspersky"
# Riavvia il sistema prima di installare il nuovo antivirus
Restart-Computer
# Dopo il riavvio, verifica lo stato di Microsoft Defender
Get-MpComputerStatus | Select-Object AntivirusEnabled, RealTimeProtectionEnabled
Un’avvertenza importante per chi lascia Kaspersky: scarica e installa il nuovo antivirus prima di rimuovere il vecchio dalla connessione, ma non tenere mai due motori in tempo reale attivi insieme. La sequenza giusta è disinstalla, riavvia, installa. In questo intervallo Microsoft Defender garantisce la copertura di base, quindi il sistema non resta mai realmente indifeso.
Pro e contro di Bitdefender e Kaspersky
Bitdefender: punti di forza e debolezze
Pro: azienda europea (Romania) senza problemi di conformità o restrizioni internazionali; premio AV-TEST Best Protection 2025; protezione perfetta (15/15) nei test sulle minacce avanzate; ampia copertura multipiattaforma; prezzo d’ingresso più basso con Antivirus Plus; ecosistema enterprise maturo con GravityZone.
Contro: impatto sul sistema più alto nel test di performance di giugno 2025 (32,8); più falsi positivi rispetto a Kaspersky (19 contro 9); la VPN illimitata richiede il piano Premium più costoso; interfaccia ricca di funzioni che può risultare dispersiva per i meno esperti.
Kaspersky: punti di forza e debolezze
Pro: impatto sul sistema minimo (8,9), tra i più leggeri del mercato; minor numero di falsi positivi del settore (9 nel 2025); premio AV-TEST Best Usability 2025; controllo parentale Safe Kids di altissimo livello; primo posto nel 90% dei test indipendenti del 2025; ricerca sulle minacce di livello mondiale.
Contro: sede in Russia con conseguenti rischi geopolitici e reputazionali; vietato negli Stati Uniti dal 29 settembre 2024; raccomandazioni di diversificazione da parte di agenzie europee come BSI e ACN; potenziali attriti di conformità per aziende con legami statunitensi; la fiducia richiede di affidarsi alle iniziative di trasparenza più che a un quadro giuridico nativo UE.
Cinque raccomandazioni per profilo d’uso
Tradurre tutto questo in una scelta dipende da chi sei. Ecco cinque raccomandazioni mirate.
- Aziende e pubbliche amministrazioni in UE: scegli Bitdefender. Il fattore conformità e l’allineamento con NIS2 e GDPR superano qualsiasi vantaggio tecnico marginale del rivale.
- Utenti con PC datati o gamer: scegli Kaspersky. L’impatto sul sistema di 8,9 contro 32,8 fa una differenza concreta sulle prestazioni quotidiane.
- Famiglie con figli minori: valuta Kaspersky Premium per Safe Kids, oppure Bitdefender se preferisci un fornitore UE; entrambi offrono un controllo parentale efficace.
- Sviluppatori e professionisti IT: Kaspersky riduce i falsi positivi (9 contro 19), un vantaggio reale per chi maneggia file inusuali; ma se lavori con clienti statunitensi, ripiega su Bitdefender.
- Chi cerca il massimo della tranquillità sul lungo periodo: scegli Bitdefender. Un fornitore europeo senza nubi normative all’orizzonte è la scelta più a prova di futuro per i prossimi anni.
Verdetto finale: quale antivirus scegliere nel 2026
Se questa fosse una gara decisa solo dai test di laboratorio, finirebbe in sostanziale parità. Bitdefender vince in protezione assoluta e nelle minacce avanzate (15/15), Kaspersky vince in leggerezza (8,9) e falsi positivi (9). Entrambi sono prodotti di altissimo livello, tra i migliori che il mercato della cybersicurezza consumer abbia da offrire nel 2026. Sul puro merito tecnico, nessuno commette un errore scegliendo l’uno o l’altro.
Ma nel 2026 la sicurezza non vive nel vuoto. Vive in un contesto geopolitico in cui la fiducia nel fornitore è diventata parte integrante della valutazione del rischio. Il ban statunitense del 2024, le raccomandazioni di diversificazione di BSI e ACN, e la spinta normativa europea verso catene di fornitura digitali affidabili pesano sulla bilancia. Per la maggior parte degli utenti e delle organizzazioni che vivono e lavorano in Italia e in Europa, Bitdefender è la scelta consigliata: protezione ai vertici, fornitore europeo, zero attriti di conformità.
Kaspersky resta una scelta tecnicamente eccellente e perfettamente legale per il privato che vuole il prodotto più leggero, più preciso sui falsi positivi e con il miglior controllo parentale, e che non ha esigenze di conformità verso il mercato statunitense. Non è un prodotto da evitare per ragioni tecniche, perché tecnicamente è splendido. È una scelta che richiede solo di essere consapevoli del contesto in cui si compie. Per molti, nel 2026, quel contesto fa pendere l’ago verso Bucarest.
Domande frequenti su Bitdefender vs Kaspersky
Kaspersky è legale in Italia nel 2026?
Sì, Kaspersky è perfettamente legale in Italia e nell’Unione Europea. Il divieto riguarda gli Stati Uniti, in vigore dal 29 settembre 2024. In Europa esistono solo raccomandazioni di prudenza e diversificazione per i contesti critici e la pubblica amministrazione, non un divieto di vendita o di uso per i privati.
Qual è più leggero tra Bitdefender e Kaspersky?
Kaspersky. Nel Performance Test di AV-Comparatives di giugno 2025 ha ottenuto un Impact Score di 8,9 contro il 32,8 di Bitdefender. Su computer datati o con risorse limitate, la differenza di leggerezza si percepisce nell’uso quotidiano.
Quale dei due rileva meglio i malware?
Sono entrambi ai vertici assoluti. Bitdefender ha vinto il Best Protection 2025 di AV-TEST e ha bloccato 15 attacchi avanzati su 15 in AV-Comparatives; Kaspersky ha ottenuto il primo posto nel 90% dei 100 test indipendenti del 2025. La differenza nel rilevamento è minima e nella pratica trascurabile.
Perché gli Stati Uniti hanno vietato Kaspersky?
Il Dipartimento del Commercio, tramite il BIS, ha citato un “rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale” legato alla sede russa dell’azienda e alla possibile influenza del governo di Mosca. La decisione, annunciata il 20 giugno 2024, è la prima applicazione dei poteri sulla catena di fornitura ICT per mettere al bando un fornitore di sicurezza.
Bitdefender è davvero un’azienda europea?
Sì. Bitdefender è stata fondata nel 2001 a Bucarest, in Romania, da Florin Talpeș, ed è una delle principali aziende di cybersicurezza dell’Unione Europea. Opera sotto il GDPR e l’infrastruttura giuridica europea, senza alcuna restrizione internazionale.
Conviene avere un antivirus a pagamento o basta Microsoft Defender?
Microsoft Defender è migliorato molto e nel test di giugno 2025 ha registrato un impatto di 13,8, a metà tra i due. Per un utente attento può bastare. Le suite a pagamento aggiungono però VPN, gestore password, controllo parentale, protezione ransomware avanzata e supporto, che per famiglie e professionisti restano un valore concreto.
Posso usare la VPN inclusa al posto di un servizio dedicato?
Nei piani base la VPN è limitata (circa 200 MB al giorno per Bitdefender), adatta a usi occasionali. Per traffico illimitato serve un piano superiore (Bitdefender Premium Security, Kaspersky Plus o Premium). Se la VPN è una priorità reale, un servizio dedicato resta più completo per velocità, server e opzioni di privacy.
Cosa succede ai miei dati con Kaspersky?
Dal 2018 Kaspersky tratta i dati degli utenti europei nel suo centro di Zurigo, in Svizzera, fuori dalla giurisdizione russa, e mette a disposizione centri di trasparenza per l’ispezione del codice. Bitdefender, da fornitore rumeno, opera nativamente sotto il GDPR. Entrambi gli approcci sono validi, ma Bitdefender offre il quadro giuridico UE senza richiedere un atto di fiducia aggiuntivo.
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Fonti esterne: AV-TEST Awards 2025, AV-Comparatives Summary Report 2025, AV-Comparatives Performance Test giugno 2025, Final Determination BIS sul caso Kaspersky, analisi Bitsight sul ban Kaspersky.




