Per la seconda volta in una settimana, la rete Xbox è andata down. Tra il 26 e il 28 luglio 2026 un guasto esterno ha lasciato migliaia di giocatori bloccati fuori dai propri account per circa 15 ore, impedendo il login, l’accesso alla libreria giochi e persino l’avvio dei titoli posseduti su disco fisico. Il Chief Technology Officer di Xbox, Scott Van Vliet, ha pubblicamente definito la situazione “inaccettabile” e ha promesso una revisione post-incidente. È il secondo blackout in sette giorni dopo un’interruzione più contenuta registrata il 23 luglio, e arriva in un momento già difficile per la divisione gaming di Microsoft, tra vendite hardware in calo, migliaia di licenziamenti e un cambio di strategia sulle esclusive.

Cosa È Successo: la Rete Xbox Down per 15 Ore

Il malfunzionamento è iniziato la sera del 26 luglio 2026, quando i primi segnali di login falliti hanno cominciato ad accumularsi sui canali social e su Downdetector. Nelle ore successive il problema si è esteso rapidamente: gli utenti non riuscivano più ad accedere al proprio account, a visualizzare la libreria giochi né ad avviare titoli già acquistati. Xbox down è diventato in poche ore uno degli argomenti più discussi tra i giocatori europei e nordamericani, con le segnalazioni che secondo TechSpot hanno superato quota 3.000 su Downdetector, il 67% delle quali relative all’impossibilità di avviare i giochi. Anche Engadget ha documentato come, nelle fasi più critiche, persino l’avvio dei titoli su disco fosse compromesso.

Il ripristino non è stato immediato. Le funzioni principali sono tornate operative nel tardo pomeriggio del 27 luglio, ma la pagina di stato ufficiale di Xbox ha confermato il pieno recupero di tutte e quattro le aree di servizio coinvolte (Account e Profilo, Store e Abbonamenti, Giochi e Gaming, App e Dispositivi Mobili) solo in serata. È proprio questa differenza tra “ripristino delle funzioni principali” e “ripristino completo” a spiegare perché diverse testate abbiano riportato durate differenti, comprese tra le 15 e le quasi 20 ore.

Cronologia Completa: dal Primo Allarme al Ripristino Totale

Ricostruendo gli eventi da fonti multiple, la sequenza dell’interruzione di fine luglio è la seguente. Attorno alle 23:00 del 26 luglio arrivano i primi report diffusi di login e avvio giochi falliti. Nelle prime ore del 27 luglio le segnalazioni su Downdetector superano le 3.000, con il picco di malfunzionamento concentrato nella fascia notturna nordamericana. Verso le 17:30 del 27 luglio, Xbox comunica il ripristino delle funzionalità principali di accesso e avvio giochi. Alle 18:48 dello stesso giorno, la pagina di stato ufficiale conferma il ripristino completo su tutte e quattro le aree di servizio monitorate. Il giorno successivo, 28 luglio, il CTO Scott Van Vliet pubblica una dichiarazione pubblica di scuse e annuncia l’avvio di una revisione interna post-incidente.

Diverse fonti indicano cifre leggermente diverse per la durata totale, tra le 15 e le quasi 20 ore: la discrepanza dipende dal punto di misurazione scelto (ripristino delle funzioni core rispetto al ripristino totale certificato). La cifra più citata e più prudente, confermata anche dalle stesse parole di Van Vliet, resta “circa 15 ore” per il recupero dell’accesso principale.

La Causa: un Servizio di Licenze Esterno Fuori Controllo

Alla base del blackout non c’è stato un attacco informatico né un guasto nei data center principali di Xbox, ma il cedimento di un servizio esterno di gestione delle licenze e dei diritti d’uso, da cui l’infrastruttura Xbox dipende per verificare che un utente possieda effettivamente i titoli che sta cercando di avviare. Quando questo sistema di “entitlement check” ha smesso di rispondere correttamente, l’effetto si è propagato a cascata su ogni funzione che richiede quella verifica: elenco della libreria, avvio dei giochi digitali e, sorprendentemente per molti utenti, anche l’avvio di alcuni giochi posseduti su disco fisico.

Si tratta di un classico esempio di single point of failure (SPOF): un singolo componente esterno, teoricamente marginale, la cui indisponibilità è stata sufficiente a bloccare gran parte dell’ecosistema Xbox down, inclusi alcuni partner editoriali e di distribuzione che si appoggiano agli stessi sistemi di licenza.

Il Codice di Errore 0x87e107df

Durante l’interruzione, molti utenti hanno visto comparire il codice di errore 0x87e107df. Non si tratta di un codice creato appositamente per questo incidente: normalmente viene mostrato in casi isolati di problemi di autenticazione dell’account. La novità di questo episodio non è stata quindi il tipo di errore, già noto al supporto tecnico Xbox, ma la scala con cui si è manifestato in contemporanea su milioni di dispositivi in tutto il mondo.

Bloccati Anche i Giochi su Disco: il Paradosso dell'”Always-Online”

Uno degli aspetti più criticati dai giocatori riguarda proprio i titoli fisici. Le console Xbox moderne, anche quando si avvia un gioco da disco, eseguono comunque un controllo online di proprietà (entitlement check) prima di consentire l’accesso al titolo. Con il servizio di licenze esterno fuori uso, questo controllo ha iniziato a fallire anche per chi possedeva fisicamente il disco nel lettore, rendendo di fatto ininfluente il possesso di una copia fisica del gioco.

Solo le console già registrate come “Xbox di casa” (Home Xbox) hanno mantenuto un accesso offline limitato ad alcuni titoli. Per tutti gli altri, il disco fisico si è rivelato, per una notte, poco più che un supporto decorativo. L’episodio ha riacceso il dibattito, già alimentato da iniziative come la petizione europea “Stop Killing Games”, sul reale significato di “possesso” di un videogioco nell’epoca dei controlli online permanenti.

Le Parole del CTO Xbox Scott Van Vliet

Il 28 luglio 2026, Scott Van Vliet, Chief Technology Officer di Xbox, ha pubblicato una dichiarazione pubblica per spiegare l’accaduto e scusarsi con la community. Van Vliet ha individuato con chiarezza l’origine del problema:

“Late last night, a licensing service that sits outside of XBOX, but which XBOX depends upon, began failing.” (Ieri sera tardi, un servizio di licenze esterno a Xbox, ma da cui Xbox dipende, ha iniziato a fallire.)

Scott Van Vliet, Chief Technology Officer di Xbox – fonte: TechSpot

Il dirigente ha poi dettagliato l’effetto a catena del guasto, confermando che il problema non si è limitato al solo login degli utenti:

“This caused some sign-in scenarios to fail, and it caused many scenarios that require an entitlement check to also fail, such as listing out your Full Library and launching games that you own.” (Questo ha causato il fallimento di alcuni scenari di accesso, e di molti scenari che richiedono un controllo di proprietà, come elencare la libreria completa e avviare i giochi posseduti.)

Scott Van Vliet, Chief Technology Officer di Xbox – fonte: GamingBolt

Van Vliet ha anche chiarito perché alcuni giocatori abbiano riscontrato problemi solo su determinati titoli e non su altri, un dettaglio che ha generato molta confusione durante le ore più critiche dell’interruzione:

“It also affected several of our publishing and store partners who depend on those same systems which is why some of you saw issues in specific games and not others.” (Ha colpito anche diversi nostri partner editoriali e dello store che dipendono dagli stessi sistemi, motivo per cui alcuni di voi hanno riscontrato problemi su giochi specifici e non su altri.)

Scott Van Vliet, Chief Technology Officer di Xbox – fonte: GamingBolt

Non è la Prima Volta: il Precedente del 23 Luglio e Halo Campaign Evolved

Quella del 26-28 luglio non è stata la prima interruzione della settimana. Già il 23 luglio 2026 diversi servizi online Xbox (Store, funzioni social, cloud gaming) erano andati offline per alcune ore. Secondo la ricostruzione di testate italiane come Punto Informatico, quel primo episodio coincideva con il lancio in accesso anticipato di Halo: Campaign Evolved per chi aveva acquistato l’edizione premium, e il sovraccarico di traffico generato dal day-one del gioco è stato indicato come possibile concausa.

Quel primo episodio ha avuto un profilo pubblico molto più basso, con poche centinaia di segnalazioni e scarsa copertura mediatica. Non a caso, diverse testate internazionali – tra cui ScreenRant – hanno inquadrato il blackout di fine luglio esplicitamente come “la seconda interruzione in una settimana”. Il fatto che due episodi distinti abbiano colpito la rete Xbox nello stesso periodo in cui Microsoft lanciava uno dei suoi titoli esclusivi più attesi dell’anno – arrivato peraltro ai voti più bassi mai registrati per un capitolo Halo – ha amplificato la percezione di fragilità dell’infrastruttura online Xbox proprio nel momento in cui Microsoft ne aveva più bisogno.

Xbox Down: la Cronologia dei Disservizi 2026

Mettendo in fila i tre episodi noti dell’anno, emerge un quadro di affidabilità in peggioramento nella seconda metà del 2026, con l’ultimo incidente nettamente il più grave per durata e impatto:

Data 2026EventoDurata stimataCausa riportataImpatto
17 febbraioProblemi di login e sincronizzazione cloud-saveAlcune oreNon specificata da MicrosoftSegnalazioni sparse, scarsa copertura mediatica
23 luglioStore, funzioni social e cloud gaming offlineAlcune orePresunto sovraccarico legato al day-one di Halo Campaign EvolvedAlcune centinaia di segnalazioni Downdetector
26-28 luglioLogin, libreria e avvio giochi (anche su disco) bloccati~15 ore (core) / quasi 20 ore (totale)Guasto di un servizio esterno di licenze/entitlement (SPOF)Oltre 3.000 segnalazioni Downdetector, 4 aree di servizio coinvolte

Il salto di gravità tra il secondo e il terzo episodio è netto: da un disservizio contenuto e quasi passato inosservato a un blackout quasi ventiquattrore che ha coinvolto contemporaneamente login, libreria, Store e persino i dischi fisici.

Il Parallelo PlayStation Network: Anche Sony Non Sta Meglio

La coincidenza temporale più interessante di questa vicenda riguarda il diretto concorrente. Appena tre giorni prima del blackout Xbox, il 24 luglio 2026, anche PlayStation Network aveva subito una propria interruzione, questa volta legata a un incidente sull’infrastruttura AWS nella regione US-West-2. L’interruzione PSN è durata circa otto ore e ha avuto una conseguenza molto concreta nel mondo esportivo: il rinvio della finale del Campionato EA Sports FC 26 all’Esports World Cup 2026, perché i giocatori professionisti non riuscivano ad accedere alle proprie squadre Ultimate Team online, come riportato da Insider Gaming.

ParametroXbox Network (26-28 luglio)PlayStation Network (24 luglio)
Durata~15 ore (core) / ~20 ore (totale)~8 ore
CausaGuasto di un servizio esterno di licenze (single point of failure)Incidente sull’infrastruttura AWS, regione US-West-2
Servizi coinvoltiLogin, libreria, Store, avvio giochi anche su discoTutti i servizi online, incluse piattaforme legacy PS4/PS3/Vita
Conseguenza concreta riportataMigliaia di giocatori bloccati fuori dai propri giochiRinvio della finale EA Sports FC 26 all’Esports World Cup
Compensazione annunciataNessunaNessuna
Precedenti nel 20262ª interruzione in una settimanaUna delle numerose interruzioni ripetute segnalate nel corso dell’anno

Il quadro complessivo che emerge, incrociando i due episodi, è quello di un’infrastruttura di gioco online – su entrambe le grandi piattaforme concorrenti – sempre più dipendente da servizi esterni e da cloud provider terzi, con margini di tolleranza al guasto che nel 2026 si sono dimostrati più volte insufficienti.

Zero Rimborsi: la Politica (Assente) di Compensazione

Al momento della pubblicazione di questo articolo, Microsoft non ha annunciato alcuna forma di compensazione per gli abbonati Xbox Game Pass o Xbox Game Pass Core rimasti senza accesso al servizio per quasi un giorno intero. Non risultano crediti di abbonamento, sconti sullo Store né estensioni gratuite del periodo di abbonamento, in linea con quanto già accaduto per le ripetute interruzioni di PlayStation Network nello stesso periodo.

Cosa Dice il Codice del Consumo sui Servizi Digitali

Dal punto di vista italiano ed europeo, la questione non è solo di immagine. Il Codice del Consumo, come modificato dal D.Lgs. 173/2021 di recepimento della Direttiva UE 2019/770 sui contratti di fornitura di contenuti e servizi digitali, ha introdotto un nuovo corpo di regole dedicato proprio ai servizi digitali in abbonamento, come Xbox Game Pass. Per i contratti di fornitura continuativa, la normativa prevede che il fornitore risponda dei difetti di conformità – inclusa un’indisponibilità prolungata e ripetuta del servizio – per l’intero periodo in cui il contenuto o servizio digitale dovrebbe essere fornito, con rimedi che vanno dalla riduzione del prezzo fino alla risoluzione del contratto nei casi più gravi.

Si tratta di una tutela che, nella pratica, viene raramente attivata dai singoli utenti per un disservizio isolato di poche ore: richiede tipicamente un reclamo formale al fornitore o, nei casi più seri, il ricorso a un organismo di risoluzione alternativa delle controversie. Ma la ripetizione di più interruzioni nello stesso mese su un servizio a pagamento come il Game Pass è esattamente il tipo di scenario che questa normativa è stata pensata per coprire, e non è escluso che episodi di questo tipo alimentino segnalazioni più sistematiche da parte delle associazioni dei consumatori nei prossimi mesi.

Un 2026 Nero per Xbox: Licenziamenti, Vendite in Calo e Ora i Server

L’interruzione arriva in un contesto già complicato per la divisione gaming di Microsoft. Nei mesi precedenti, Xbox ha annunciato circa 3.200 licenziamenti e la cessione di quattro studi, nell’ambito del memo interno “Resetting Xbox” che ha anche segnato il ritorno a una strategia di esclusive console dopo anni di apertura multipiattaforma. Sul fronte hardware, le previsioni di settore stimano per Xbox spedizioni in calo del 21,9% su base annua nel 2026, a circa 2,5 milioni di unità, secondo l’analisi riportata in un precedente approfondimento sulle previsioni di vendita delle console.

Anche i numeri finanziari raccontano una fase difficile: nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2026 (chiuso il 31 marzo), i ricavi della divisione gaming di Microsoft si sono attestati a 5,34 miliardi di dollari, in calo di 380 milioni di dollari rispetto ai 5,72 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Sul fronte abbonamenti, dopo il contestato rincaro di Xbox Game Pass Ultimate da 19,99 a 29,99 dollari poi parzialmente ritirato e riportato a 22,99 dollari, le stime indicano una base utenti attorno ai 30 milioni di abbonati, ben lontana dagli oltre 34 milioni confermati ufficialmente in precedenza – un dato che il confronto diretto con PlayStation Plus aveva già messo in evidenza.

In questo quadro, un blackout di quasi un giorno intero, proprio mentre Xbox proponeva alla community la sua strategia di rilancio basata sulle esclusive, rischia di pesare più del solito sulla fiducia dei giocatori, anche perché arriva a ridosso della recente apertura gratuita e pubblicitaria di Xbox Cloud Gaming, altro tassello della strategia di rilancio dell’azienda.

Contesto Storico: le Interruzioni che Hanno Segnato il Gaming Online

Le interruzioni di rete non sono una novità nel settore videoludico, ma la loro gravità è aumentata proporzionalmente a quanto i servizi online siano diventati centrali per l’esperienza di gioco, anche offline. Il precedente più noto resta l’attacco che nell’aprile 2011 costrinse Sony a tenere PlayStation Network offline per 23 giorni, dopo la sottrazione dei dati di circa 77 milioni di account: un episodio che ha ridefinito gli standard di sicurezza del settore. Nel Natale del 2014, un attacco DDoS del gruppo Lizard Squad mise fuori uso contemporaneamente sia Xbox Live sia PlayStation Network per giorni, proprio nel picco di utilizzo delle festività – un capitolo ricostruito in dettaglio anche dalla voce Xbox network su Wikipedia.

Rispetto a questi precedenti, l’interruzione di fine luglio 2026 non è né la più lunga né la più grave in termini di dati coinvolti. Ma la sua particolarità – colpire anche i possessori di copie fisiche dei giochi – la rende un caso di studio rilevante sul rischio crescente legato ai controlli di proprietà sempre online, un modello che nel 2026 riguarda ormai la quasi totalità delle console moderne, non solo Xbox.

Cosa Aspettarsi Ora: 5 Previsioni per Xbox Dopo l’Incidente

Sulla base di quanto dichiarato da Van Vliet e dei precedenti comportamenti di Microsoft e Sony in situazioni simili, ecco cosa è ragionevole attendersi nelle prossime settimane:

  • Un post-incident review pubblico ma nessun rimborso formale. Van Vliet ha promesso trasparenza sulle cause tecniche, ma sul modello delle precedenti interruzioni PSN è improbabile un programma di compensazione strutturato per gli abbonati.
  • Ridondanza del servizio di licenze. È probabile che Microsoft intervenga nei prossimi mesi per eliminare questo specifico single point of failure, introducendo meccanismi di failover per i controlli di proprietà.
  • Più attenzione mediatica sull’always-online. L’episodio dei dischi fisici bloccati alimenterà ulteriormente il dibattito pubblico, già acceso da iniziative come “Stop Killing Games”, sulla reale proprietà dei giochi acquistati.
  • Ulteriore pressione reputazionale in un anno già difficile. L’incidente si aggiunge alla narrativa di un 2026 complicato per Xbox tra licenziamenti e vendite hardware in calo, con possibili ricadute sulla fiducia dei giocatori nel breve periodo.
  • Più reclami individuali nei mercati con tutele consumeristiche forti. In Italia e nell’Unione Europea, dove il Codice del Consumo tutela esplicitamente i contratti di servizi digitali continuativi, ci si può attendere un aumento delle segnalazioni individuali, anche se raramente sfoceranno in rimborsi concreti senza un’azione collettiva.

Cosa Fare se Xbox è Down: Guida Pratica per i Giocatori

In caso di un nuovo episodio simile, ci sono alcuni passaggi utili prima di contattare l’assistenza o presumere un problema sul proprio dispositivo:

  1. Verificare la pagina di stato ufficiale Xbox prima di ipotizzare un guasto locale.
  2. Controllare Downdetector per capire se si tratta di un problema diffuso o isolato al proprio account/router.
  3. Evitare riavvii ripetuti della console: in caso di interruzione lato server, non risolvono nulla e possono generare ulteriore traffico di retry sui sistemi già sotto stress.
  4. Provare l’accesso offline solo se la console è già registrata come “Home Xbox”, l’unica configurazione che mantiene un accesso limitato ad alcuni titoli durante un blackout dei controlli di proprietà online.
  5. Conservare screenshot degli errori (incluso il codice, ad esempio 0x87e107df) in caso si voglia poi presentare un reclamo formale al servizio clienti.

Verificare lo Stato dei Server

Per un controllo rapido da riga di comando, prima ancora di aprire il browser, è possibile verificare se la pagina di stato ufficiale risponde correttamente:

curl -s -o /dev/null -w "HTTP status pagina stato Xbox: %{http_code}\n" \
  --max-time 5 -L "https://support.xbox.com/en-US/xbox-live-status"

Un codice 200 indica che la pagina è raggiungibile: da lì è possibile leggere lo stato in tempo reale delle quattro aree di servizio (Account e Profilo, Store e Abbonamenti, Giochi e Gaming, App e Dispositivi Mobili) prima di procedere con altre verifiche. La pagina ufficiale è consultabile direttamente su support.xbox.com.

Domande Frequenti

Perché Xbox è down il 26-28 luglio 2026?
Un servizio esterno di gestione delle licenze, da cui Xbox dipende per verificare la proprietà dei giochi, ha smesso di funzionare correttamente, bloccando login, libreria e avvio dei titoli per circa 15-20 ore.

Quanto è durata l’interruzione Xbox?
Le funzioni principali sono tornate operative dopo circa 15 ore, mentre il ripristino completo di tutte le aree di servizio, confermato dalla pagina di stato ufficiale, ha richiesto quasi 20 ore.

I giochi su disco fisico sono stati colpiti dal blackout?
Sì. Le console Xbox eseguono un controllo online di proprietà anche per i titoli su disco, quindi il guasto ha impedito l’avvio dei giochi pure a chi possedeva una copia fisica, salvo le console già registrate come “Home Xbox”.

Cosa significa il codice di errore 0x87e107df?
È un codice preesistente normalmente associato a problemi isolati di autenticazione dell’account. Durante l’interruzione si è manifestato su larga scala per la stessa causa comune, il guasto del servizio esterno di licenze.

Microsoft ha annunciato rimborsi per gli abbonati Game Pass?
No. Al momento della pubblicazione non risultano crediti di abbonamento, sconti o estensioni gratuite legate a questa interruzione.

È la prima interruzione Xbox del 2026?
No, è la terza nota: una il 17 febbraio (login e sync cloud-save), una il 23 luglio (coincisa con il lancio in accesso anticipato di Halo Campaign Evolved) e questa, la più grave, tra il 26 e il 28 luglio.

Anche PlayStation Network ha avuto problemi nello stesso periodo?
Sì. Il 24 luglio 2026, tre giorni prima del blackout Xbox, PSN è rimasta down per circa 8 ore a causa di un incidente sull’infrastruttura AWS, con conseguenze anche sulla finale del Campionato EA Sports FC 26 all’Esports World Cup.

Cosa posso fare se Xbox torna down in futuro?
Verificare prima la pagina di stato ufficiale e Downdetector, evitare riavvii ripetuti della console, e conservare eventuali codici di errore in caso si voglia presentare un reclamo formale al servizio clienti.

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