Sony ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2026 con un utile operativo della divisione Game & Network Services (il segmento che comprende PlayStation) in crescita del 37% su base annua, nonostante le vendite di console PS5 siano scese di circa un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il trimestre, chiuso il 30 giugno 2026 e comunicato agli investitori il 31 luglio, racconta una storia insolita: i ricavi restano quasi fermi, l’hardware vende meno, eppure i profitti volano. La spiegazione, secondo i documenti ufficiali diffusi da Sony, ha poco a che fare con nuovi giochi o console vendute in più e molto con i rimborsi dei dazi doganali statunitensi introdotti dall’amministrazione Trump e in parte annullati dalla Corte Suprema USA a inizio 2026.

Il risultato arriva in una settimana particolarmente densa per il settore: pochi giorni prima Microsoft aveva comunicato un calo dei ricavi Xbox del 10% per lo stesso trimestre, e appena tre giorni dopo la pubblicazione dei conti Sony, un giudice federale di San Francisco ha tenuto la prima udienza di gestione della causa Walker v. Sony, che accusa l’azienda di aver incassato due volte sugli stessi dazi doganali. Un trimestre che sulla carta sembra una vittoria netta per Sony PlayStation, ma che nasconde diversi segnali da monitorare con attenzione.

Sony PlayStation chiude il trimestre con utili record, ma le PS5 vendute calano

Il dato che ha attirato più attenzione è il contrasto tra due numeri opposti. Da un lato l’utile operativo della divisione gaming, salito da circa 148 a 202,0 miliardi di yen, un incremento del 37% anno su anno. Dall’altro le vendite hardware, che raccontano una storia diversa: nel trimestre sono state distribuite 1,6 milioni di unità PS5, contro le circa 2,4-2,5 milioni dello stesso periodo del 2025, un calo che le fonti quantificano tra il 33% e il 36% a seconda del metodo di conteggio. Il totale delle console vendute dal lancio, avvenuto a novembre 2020, sale così a circa 95,3 milioni di unità.

Questo scollamento tra ricavi hardware in frenata e utili in forte crescita è al centro dell’attenzione di analisti e stampa specializzata. Come conferma l’analisi dei risultati pubblicata da Gaming Amigos, il segmento Game & Network Services ha effettivamente registrato ricavi quasi invariati rispetto all’anno precedente, mentre l’utile è schizzato verso l’alto grazie a fattori che nulla hanno a che fare con il volume di vendite.

I numeri ufficiali del primo trimestre fiscale 2026

Nella presentazione agli investitori, Sony Group Corporation ha confermato che i ricavi del segmento G&N Services sono rimasti sostanzialmente stabili a 937,1 miliardi di yen, praticamente invariati rispetto ai 936,5 miliardi dell’anno precedente. Ecco la dichiarazione ufficiale riportata nella trascrizione del management:

“I ricavi del primo trimestre dell’anno fiscale 2026 sono rimasti sostanzialmente invariati su base annua, a 937,1 miliardi di yen.”

Sony Group Corporation, Investor Relations – fonte: presentazione trimestrale

Sull’utile operativo, invece, il linguaggio usato da Sony è esplicito nell’indicare la causa della crescita:

“L’utile operativo è aumentato del 37% su base annua, a 202,0 miliardi di yen, principalmente per effetto dei rimborsi dei dazi doganali statunitensi, parzialmente compensati da un aumento dei costi, inclusi gli investimenti per la piattaforma di nuova generazione e i costi di ristrutturazione.”

Sony Group Corporation, Investor Relations – fonte: presentazione trimestrale

Da notare un dettaglio che è passato quasi inosservato nella copertura internazionale: lo stesso comunicato cita esplicitamente investimenti per la “piattaforma di nuova generazione”, un riferimento che alimenta ulteriormente le voci, già circolate su questo sito, relative allo sviluppo della futura PlayStation 6.

IndicatoreQ1 FY2026 (apr-giu 2026)Q1 FY2025Variazione
Ricavi G&NS (PlayStation)937,1 mld ¥936,5 mld ¥+0,6%
Utile operativo G&NS202,0 mld ¥~148 mld ¥+37%
PS5 vendute nel trimestre1,6 milioni~2,4-2,5 milionicirca -33%
PS5 vendute dal lancio~95,3 milioni
Utenti attivi mensili (MAU)125 milioni~122,5 milioni+2%
Tempo di gioco totale-4%
Quota vendite software digitali82%

A livello di gruppo, i risultati sono altrettanto solidi: Sony Group Corporation ha registrato un utile operativo complessivo di 476,5 miliardi di yen (circa 2,97 miliardi di dollari), in crescita del 40% su base annua, su ricavi di 2,84 trilioni di yen (+8%) e un utile netto di 342,2 miliardi di yen (+32%). Va sottolineato che il +40% è un dato di gruppo, trainato anche dalla divisione sensori d’immagine, e non va confuso con il +37% specifico del segmento gaming.

Perché le vendite hardware di PS5 sono scese di un terzo

Il calo delle vendite PS5 non è una sorpresa isolata: arriva dopo due tornate di rincari nell’arco di undici mesi e in un mercato console globale che secondo i dati Circana ha già registrato il peggior maggio dal 2000 in termini di vendite unitarie negli Stati Uniti. A questo si aggiunge il fatto che la console è ormai al sesto anno di vita, con una base installata matura che assorbe meno acquisti “primari” e più upgrade verso il modello Pro o acquisti dell’usato.

Il rovescio della medaglia è che una base di utenti già ampia continua a spendere: la quota di vendite digitali sul totale del software è salita all’82%, un dato che spiega perché anche con meno console vendute i ricavi da software e abbonamenti restino solidi. È lo stesso schema già osservato nei trimestri precedenti e discusso nella nostra analisi sul mercato dell’usato PlayStation, dove il passaggio Sony verso il digitale sta progressivamente riducendo lo spazio per il retail fisico.

Il vero motore della crescita: i rimborsi dei dazi USA

Per capire davvero cosa è successo nel trimestre bisogna riavvolgere il nastro a febbraio 2026, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi IEEPA imposti dall’amministrazione Trump su una vasta gamma di prodotti importati, elettronica di consumo inclusa. Sony, che nell’agosto 2025 aveva aumentato i prezzi di tutta la gamma PS5 citando esplicitamente “un contesto economico complesso” legato ai dazi, si è trovata quindi nella posizione di richiedere e ottenere rimborsi doganali retroattivi su importazioni già effettuate.

Il beneficio è duplice e cumulativo: da un lato l’effetto diretto dei rimborsi sui costi già sostenuti, dall’altro un effetto cambio favorevole. Sony quantifica l’impatto complessivo del cambio valutario sui ricavi G&NS in 81,7 miliardi di yen, di cui 19,1 miliardi di yen sono finiti direttamente sull’utile operativo – due cifre distinte che diversi organi di stampa internazionali hanno confuso tra loro nelle prime ore dopo l’annuncio.

Sony non ha comunicato l’entità esatta, in yen, del solo rimborso doganale, ma ha confermato che è la voce principale dietro la crescita del 37%. È un dettaglio importante perché segnala che buona parte del balzo di utile non è ripetibile: una volta esauriti i rimborsi una tantum sulle importazioni pregresse, la crescita dei prossimi trimestri dovrà arrivare da fattori più strutturali.

125 milioni di utenti attivi, ma con meno ore di gioco

Un altro dato positivo riguarda l’engagement: gli utenti attivi mensili di PlayStation hanno raggiunto quota 125 milioni a giugno 2026, un record storico per il mese, in crescita del 2% su base annua secondo quanto riportato da Investing.com:

“La divisione Game & Network Services ha registrato anche una crescita del 37% dell’utile operativo, sostenuta dai rimborsi dei dazi USA e dai guadagni valutari, mentre gli utenti attivi mensili di PlayStation hanno raggiunto un record di 125 milioni a giugno.”

Investing.com – fonte: Investing.com

Il dato che stona in questo quadro è però il tempo di gioco complessivo, calato del 4% su base annua. Più utenti collegati, ma mediamente più distratti o con sessioni più brevi: un segnale che gli analisti collegano alla crescente concorrenza di mobile gaming, servizi di streaming e – non ultimo – al fatto che una fetta crescente di quei 125 milioni di account accede alla piattaforma principalmente per servizi come PlayStation Plus, chat e app di terze parti, non necessariamente per sessioni di gioco prolungate.

Sony alza le stime per l’intero anno fiscale

Forte del trimestre sopra le attese, il management ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero anno fiscale 2026 sia a livello di segmento gaming sia a livello di gruppo. Per la divisione G&NS, la stima di ricavi passa da 4.420 a 4.540 miliardi di yen, mentre quella di utile operativo sale da 600 a 660 miliardi di yen, un incremento del 10% rispetto alla previsione precedente. Lo confermano le parole della stessa Sony Group Corporation:

“Abbiamo alzato la previsione di utile operativo del 10% rispetto alla stima precedente, a 660 miliardi di yen, principalmente per effetto dei rimborsi dei dazi USA e dei tassi di cambio, oltre a ulteriori miglioramenti sui costi.”

Sony Group Corporation, Investor Relations – fonte: presentazione trimestrale

A livello di gruppo, l’obiettivo di utile operativo per l’intero anno sale a 1,72 trilioni di yen (dai precedenti 1,60 trilioni), quello di ricavi a 12,5 trilioni di yen (da 12,3 trilioni) e quello di utile netto a 1,21 trilioni di yen (da 1,16 trilioni). Un segnale di fiducia del management, che però lascia intendere anche una certa cautela sul resto dell’anno: Sony ha dichiarato di restare prudente sul secondo semestre, poiché le condizioni del mercato della memoria potrebbero pesare sulle spedizioni di smartphone di fascia alta, un riferimento diretto alla crisi dei prezzi RAM/DRAM che sta già colpendo pesantemente anche l’hardware gaming, come raccontato nella nostra copertura sulla crisi RAM che ha fatto lievitare il prezzo della Steam Machine.

PlayStation contro Xbox: lo stesso trimestre, due destini opposti

Il contrasto più netto emerge mettendo affiancati i risultati di Sony con quelli di Microsoft, pubblicati appena due giorni prima, il 29 luglio 2026, per il quarto trimestre del suo anno fiscale (lo stesso periodo, aprile-giugno 2026). Mentre PlayStation festeggia un balzo di utile del 37%, la divisione Xbox arretra su quasi tutti i fronti.

I numeri di Xbox nello stesso periodo

Secondo i dati ufficiali diffusi da Microsoft e ripresi da Gaming Amigos, i ricavi totali di Xbox nel trimestre si sono fermati a 4,983 miliardi di dollari, il livello più basso dal primo trimestre dell’anno fiscale 2024. Nel dettaglio, i ricavi da contenuti e servizi sono calati del 10% su base annua, mentre quelli hardware sono scesi del 13%. Su base annuale, i ricavi hardware Xbox sono crollati del 29% e quelli complessivi della divisione hanno perso circa 1,7 miliardi di dollari (-7%) rispetto all’anno fiscale precedente.

Il calo arriva nello stesso periodo in cui Microsoft ha confermato il proseguimento dei tagli occupazionali nella divisione: circa 3.200 posizioni Xbox complessive, di cui 1.600 già attuate e altre 1.600 pianificate per l’anno fiscale 2027, un dato che avevamo già raccontato nel dettaglio nella nostra copertura sui rincari dei prezzi Xbox in Europa. A guidare la divisione dal febbraio 2026 è Asha Sharma, che ha preso il posto di Phil Spencer come CEO di Microsoft Gaming, ruolo confermato ufficialmente sul sito ufficiale Xbox News.

Indicatore (stesso trimestre)Sony PlayStationMicrosoft Xbox
Ricavi segmento937,1 mld ¥4,983 mld $
Variazione ricavi YoY+0,6%Contenuti/servizi -10%, hardware -13%
Utile operativo segmento202,0 mld ¥, +37%Non comunicato separatamente
Andamento hardware annualeUnità vendute -33% circaRicavi hardware -29%
Guidance anno fiscaleRivista al rialzo (+10% utile)CEO non prevede ritorno alla crescita prima di fine FY27
Tagli occupazionali comunicatiNessuno in questo trimestre3.200 posizioni Xbox (1.600 attuate + 1.600 previste)

A livello aziendale, va detto che Microsoft nel suo complesso ha comunque chiuso il trimestre con 90,0 miliardi di dollari di ricavi, ben oltre le attese degli analisti, trainata dal cloud e dall’intelligenza artificiale: la debolezza è quindi circoscritta alla divisione gaming, non all’azienda nel suo insieme. Ma per un confronto diretto tra le due piattaforme concorrenti, il trimestre segna uno dei divari più ampi degli ultimi anni a favore di Sony PlayStation.

La causa Walker contro Sony: un “doppio incasso” sui dazi?

Il tempismo dei risultati Sony non poteva essere più delicato. Il 6 maggio 2026, i consumatori Amorey Walker e Bryce Foster-Quarles hanno depositato una causa class action presso il tribunale distrettuale federale del Northern District of California, sostenendo che Sony abbia beneficiato di un “sostanziale guadagno inatteso” (windfall) grazie ai dazi doganali. La tesi degli avvocati, ripresa da Kotaku, è quella del “doppio incasso”: Sony avrebbe scaricato il costo dei dazi sui consumatori aumentando i prezzi PS5 nell’agosto 2025, per poi incassare anche i rimborsi governativi sugli stessi dazi dopo la sentenza della Corte Suprema, senza restituire nulla agli acquirenti.

La classe di consumatori proposta comprenderebbe chiunque abbia acquistato una console PlayStation a partire dal 1° agosto 2025. Il 3 agosto 2026 – appena tre giorni dopo la pubblicazione dei conti trimestrali che quantificano per la prima volta l’entità di quei rimborsi – si è tenuta davanti al giudice Sallie Kim la prima udienza di gestione del procedimento a San Francisco. È la prima volta che Sony mette nero su bianco, in un documento finanziario ufficiale, che i rimborsi dei dazi sono stati la causa principale della crescita degli utili: un dettaglio che, secondo quanto riportato anche da Game Developer, potrebbe pesare nelle prossime fasi processuali.

Va detto che i dazi IEEPA oggetto della causa sono una materia specifica del diritto commerciale statunitense e la vicenda legale riguarda in primis i consumatori USA. Resta comunque un precedente rilevante anche per il mercato europeo: la stessa dinamica di rincari “giustificati” da fattori esterni e mai revocati dopo che quei fattori sono cambiati è al centro anche della causa Nintendo/Sony sui dazi in ambito diverso, già raccontata su queste pagine.

Due anni di rincari: come è cambiato il prezzo della PS5

Per capire l’entità della posta in gioco per i consumatori è utile ripercorrere la cronologia dei rincari PS5, applicati sia negli Stati Uniti sia in Europa con cifre nominali identiche. Il primo aumento risale all’agosto 2025 (+50 dollari/euro su ogni modello), giustificato ufficialmente con “un contesto economico complesso” legato ai dazi. Il secondo, più corposo, è scattato il 2 aprile 2026, portando i prezzi ai livelli attuali confermati anche dal blog ufficiale PlayStation Italia.

ModelloPrezzo pre-agosto 2025Prezzo dopo 1° rincaroPrezzo attuale (dal 2 apr 2026)Aumento totale
PS5 Standard (con lettore)499,99€549,99€649,99€+150€
PS5 Digital Edition449,99€499,99€599,99€+150€
PS5 Pro749,99€799,99€899,99€+150€
PlayStation Portal249,99€

In percentuale, l’aumento pesa di più sui modelli più economici: +30% sulla Digital Edition contro +20% sul modello Pro. Sony, nel comunicare l’ultimo rincaro, ha dichiarato che la decisione riflette “pressioni economiche continue a livello globale” e ha riconosciuto che “i cambiamenti di prezzo hanno un impatto sulla nostra community”, pur giudicandoli “necessari per continuare a offrire esperienze di gioco innovative e di alta qualità ai giocatori di tutto il mondo”. Parole che, alla luce dei rimborsi doganali incassati proprio in questo trimestre, assumono un significato diverso agli occhi di chi ha pagato il sovrapprezzo.

La reazione del mercato e degli analisti

Il titolo Sony, quotato alla borsa di Tokyo, ha reagito positivamente alla notizia: nella seduta successiva alla pubblicazione dei conti le azioni sono salite fino all’11,7%, toccando 3.807 yen, prima di chiudere la giornata su un guadagno più contenuto. È il classico caso di risultati “sopra le attese” degli analisti, che si aspettavano una crescita più moderata visti i segnali di rallentamento sull’hardware già emersi nei trimestri precedenti.

Il giudizio del mercato, in altre parole, premia la capacità di Sony di trasformare un contesto sfavorevole (calo delle vendite console, costi di produzione in aumento per la crisi dei semiconduttori di memoria) in un trimestre da record grazie a fattori finanziari e valutari. Resta da vedere se questa lettura ottimistica reggerà quando, nei prossimi trimestri, l’effetto una tantum dei rimborsi doganali si esaurirà e la crescita dovrà tornare a poggiare su vendite hardware e software reali.

Cosa significano questi numeri per il mercato italiano dei videogiochi

Il contrasto tra la crescita degli utili PlayStation a livello globale e la situazione del mercato italiano è particolarmente stridente. Secondo il rapporto “I videogiochi in Italia nel 2025”, realizzato da Ipsos per IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association) e presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il mercato italiano dei videogiochi vale circa 2,4 miliardi di euro, in leggera flessione (-1%) rispetto all’anno precedente, secondo quanto riportato da ANSA.

Cosa dice il rapporto IIDEA-Ipsos sul mercato italiano

Nel dettaglio, i contenuti software rappresentano il 77% del mercato totale, per un valore di circa 1,8 miliardi di euro (-1%). Il segmento degli abbonamenti genera 153 milioni di euro, di cui il 59% legato alle console (il tipo di abbonamento più rilevante per PlayStation Plus e Xbox Game Pass), il 35% a giochi di singoli publisher e il 6% al mobile. I giochi completi per console e PC valgono invece circa 560 milioni di euro, con il digitale che ormai rappresenta il 59% del totale (328 milioni di euro) contro il 41% del formato fisico (231 milioni di euro).

Questi numeri aiutano a contestualizzare l’impatto dei rincari PS5 sul pubblico italiano: in un mercato sostanzialmente stabile o in leggero calo, un aumento cumulato di 150 euro sul prezzo di una console (fino al 30% sul modello Digital Edition) pesa proporzionalmente di più che in un mercato in crescita. Allo stesso tempo, la crescita del digitale conferma la stessa tendenza osservata a livello globale da Sony: la spesa dei giocatori italiani si sposta sempre più verso contenuti scaricabili e abbonamenti piuttosto che verso l’acquisto di hardware nuovo.

Le prossime mosse di Sony: PS6, abbonamenti e la strategia futura

Il riferimento agli “investimenti per la piattaforma di nuova generazione” contenuto nella nota ufficiale sui risultati trimestrali conferma che Sony sta già allocando risorse significative verso lo sviluppo della sua prossima console, di cui avevamo già raccontato le prime indiscrezioni nella nostra analisi sui costi stimati della PlayStation 6. Al momento Sony non ha fornito alcuna indicazione su tempistiche di lancio o prezzo, ma il fatto che questa voce compaia esplicitamente tra le cause dell’aumento dei costi operativi conferma che il progetto è in una fase attiva di sviluppo.

Sul fronte prezzi, la dichiarazione ufficiale di Sony sulla “nessuna modifica al piano di redditività hardware per l’anno fiscale 2026, che resterà simile a quello dell’anno fiscale 2025” suggerisce che non sono previsti né ulteriori rincari né sconti a breve termine sulla gamma PS5 attuale. Una lettura conservativa, che lascia presagire una strategia di attesa fino al lancio della prossima generazione.

Previsioni: cosa aspettarsi nei prossimi trimestri

Sulla base dei dati disponibili, alcuni scenari appaiono più probabili di altri per i prossimi trimestri di Sony PlayStation:

  • La crescita degli utili rallenterà: una volta esaurito l’effetto una tantum dei rimborsi doganali retroattivi, i tassi di crescita del 37% difficilmente si ripeteranno nei prossimi trimestri senza una ripresa reale delle vendite hardware.
  • I prezzi PS5 resteranno invariati nel breve termine: la dichiarazione ufficiale sulla redditività hardware “simile” all’anno precedente indica che Sony non prevede nuovi rincari né sconti prima della fine dell’anno fiscale.
  • La causa Walker v. Sony diventerà un caso di riferimento: con la conferma ufficiale, nei conti trimestrali, dell’entità dei rimborsi doganali, i legali dei consumatori avranno ora dati finanziari concreti su cui costruire l’argomentazione del “doppio incasso”.
  • Il prossimo trimestre sarà il vero banco di prova: includerà l’atteso lancio di GTA 6 a novembre 2026, un evento che secondo gli analisti potrebbe generare un picco di vendite hardware e software indipendente dai fattori valutari che hanno dominato questo trimestre.
  • Sony continuerà a puntare su abbonamenti e digitale: con il tempo di gioco in calo del 4% ma gli utenti attivi in crescita, la strategia commerciale si sposterà sempre di più verso servizi ricorrenti (PlayStation Plus, contenuti digitali) piuttosto che sulla sola vendita di hardware.

Si tratta di previsioni basate sui dati disponibili al momento della pubblicazione e non di dichiarazioni ufficiali di Sony, che come da prassi non fornisce indicazioni dettagliate oltre la guidance annuale comunicata agli investitori.

Il quadro riassuntivo del trimestre

Per chi vuole un riepilogo sintetico dei dati chiave discussi in questo articolo, ecco un riassunto strutturato (dato illustrativo, non un documento ufficiale Sony):

{
  "trimestre": "Q1 FY2026 (aprile-giugno 2026)",
  "segmento": "Game & Network Services (PlayStation)",
  "ricavi": "937.1 miliardi di yen (+0.6% YoY)",
  "utile_operativo": "202.0 miliardi di yen (+37% YoY)",
  "ps5_vendute_trimestre": "1.6 milioni (circa -33% YoY)",
  "ps5_vendute_totale": "circa 95.3 milioni dal lancio",
  "utenti_attivi_mensili": "125 milioni (+2% YoY, record)",
  "tempo_di_gioco": "-4% YoY",
  "quota_vendite_digitali": "82%",
  "guidance_annuale_rivista": "ricavi 4540 mld yen, utile 660 mld yen",
  "nota": "dato illustrativo di sintesi, non un file ufficiale Sony"
}

Domande frequenti

Perché l’utile di PlayStation è cresciuto del 37% se le vendite di PS5 sono calate?
Perché la crescita non deriva da più console vendute, ma principalmente dai rimborsi dei dazi doganali USA ottenuti da Sony dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi IEEPA a febbraio 2026, oltre a un effetto cambio favorevole. Sony lo ha dichiarato esplicitamente nella propria comunicazione agli investitori.

Cosa sono esattamente i “rimborsi dei dazi USA” citati da Sony?
Sono somme che Sony ha diritto a recuperare sui dazi doganali pagati su console e componenti importati negli Stati Uniti, dazi poi giudicati illegittimi dalla Corte Suprema. L’azienda aveva già scaricato il costo di quei dazi sui consumatori con i rincari PS5 dell’agosto 2025.

Quante PS5 sono state vendute in totale dal lancio?
Circa 95,3 milioni di unità dal lancio di novembre 2020, dopo la distribuzione di ulteriori 1,6 milioni di console nel trimestre appena concluso.

Il prezzo della PS5 scenderà dopo questi risultati?
Non nel breve termine. Sony ha dichiarato di non prevedere cambiamenti al piano di redditività hardware per l’anno fiscale 2026, che resterà simile a quello precedente: un segnale che indica prezzi stabili, non un imminente ribasso.

Cos’è la causa Walker v. Sony e cosa rischia l’azienda?
È una class action depositata il 6 maggio 2026 in California che accusa Sony di aver incassato due volte sui dazi doganali: prima scaricandoli sui consumatori con i rincari PS5, poi ottenendo rimborsi governativi sugli stessi dazi senza restituire nulla agli acquirenti. La prima udienza di gestione del caso si è tenuta il 3 agosto 2026.

Come si confrontano questi risultati con quelli di Xbox?
In modo nettamente favorevole a Sony: nello stesso trimestre Microsoft ha registrato un calo del 10% nei ricavi da contenuti e servizi Xbox e del 13% nell’hardware, oltre a nuovi tagli occupazionali nella divisione gaming.

Cosa significano questi dati per il mercato italiano dei videogiochi?
Il mercato italiano vale circa 2,4 miliardi di euro secondo il rapporto IIDEA-Ipsos, in leggero calo (-1%) rispetto all’anno precedente. In un contesto stabile o in flessione, i rincari cumulati di 150 euro sulla gamma PS5 pesano proporzionalmente di più sulle scelte d’acquisto dei consumatori italiani.

Sony cambierà la sua strategia sui prezzi in Europa?
Non ci sono al momento indicazioni in tal senso. I prezzi europei, incluso quello italiano, seguono lo stesso schema nominale applicato negli Stati Uniti e non sono previste variazioni prima della fine dell’anno fiscale 2026.