GameStop, la catena di negozi di videogiochi diventata celebre nel 2021 per la saga delle “meme stock”, ha lanciato un’offerta pubblica non richiesta da 55,5 miliardi di dollari per rilevare eBay. Ma a far discutere più della cifra è stata una frase del CEO Ryan Cohen, che il 16 luglio 2026 ha definito le vendite di videogiochi fisici “totalmente, totalmente irrilevanti”. Una dichiarazione pubblica che arriva proprio mentre GameStop prova a reinventarsi come conglomerato di e-commerce, collezionismo e logistica, lasciandosi alle spalle il core business che le ha dato il nome.

Il consiglio di amministrazione di eBay ha già respinto la proposta una volta, ma Cohen non si è fermato: la quota di GameStop nella società è salita quasi al 10% e la battaglia, lungi dall’essere conclusa, si sta trasformando in uno dei casi più seguiti di Wall Street del 2026.

GameStop sfida eBay: i dettagli dell’offerta da 55,5 miliardi di dollari

Il 4 maggio 2026 GameStop ha reso pubblica un’offerta non richiesta per rilevare il 100% di eBay: 125 dollari per azione, per un valore complessivo di circa 55,5 miliardi di dollari (alcune testate arrotondano a “56 miliardi”). La struttura prevede un pagamento al 50% in contanti e al 50% in azioni ordinarie GameStop. Il prezzo proposto rappresentava un premio del 20% sulla chiusura di borsa del venerdì precedente (104,07 dollari) e del 46% rispetto alla chiusura del 4 febbraio 2026, giorno in cui GameStop aveva iniziato silenziosamente ad accumulare azioni eBay.

Non è un dettaglio da poco: nel momento dell’annuncio, la capitalizzazione di mercato di GameStop si aggirava sui 10,4 miliardi di dollari, meno di un quarto di quella di eBay (circa 48 miliardi). Un’azienda quattro volte più piccola che prova a comprarne una più grande è già di per sé una notizia; farlo nel settore videoludico, dove GameStop è nota principalmente per i negozi fisici, lo è ancora di più.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa GameStop nella proposta, l’idea è sfruttare la rete di circa 1.600 punti vendita fisici negli Stati Uniti come infrastruttura di autenticazione, ritiro e logistica per i venditori eBay, puntando in particolare sulle categorie più redditizie della piattaforma: retrogaming e carte collezionabili, terreno su cui GameStop si è già riposizionata negli ultimi trimestri.

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  "valore_implicito": "~55,5 miliardi $",
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  "stato_al_20_luglio_2026": "Respinta dal CDA eBay, non ritirata da Cohen"
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// Schema riassuntivo redatto dalla redazione sulla base delle fonti citate – non è un documento ufficiale

Chi è Ryan Cohen: da Chewy al meme-stock GameStop

Ryan Cohen non è un volto nuovo per chi segue i mercati americani. Fondatore di Chewy, il rivenditore online di prodotti per animali domestici, è entrato nel capitale di GameStop nel 2020 diventandone presidente durante la saga delle meme stock del 2021 e assumendo poi la carica di CEO nel 2023. Forbes stima il suo patrimonio personale attorno ai 4,3 miliardi di dollari – la cronologia completa della vicenda è ricostruita anche da Wikipedia in inglese.

Non è la prima volta che Cohen prova a reinventare un retailer in crisi comprando qualcos’altro. Nel marzo 2022 la sua società di investimento RC Ventures aveva acquisito una quota del 9,8% in Bed Bath & Beyond (circa 150 milioni di dollari) – la catena statunitense di casalinghi avrebbe dichiarato bancarotta (Chapter 11) appena tredici mesi dopo, nell’aprile 2023. Un precedente che gli scettici citano spesso quando valutano la mossa su eBay.

Per questa operazione Cohen ha promesso di impegnare circa 500 milioni di dollari di capitale personale e ha dichiarato che, in caso di successo, guiderebbe la società combinata percependo solo una remunerazione legata alle performance, senza uno stipendio fisso da CEO. A fine giugno 2026 ha fatto un passo ulteriore, rinunciando a un pacchetto retributivo da 35 miliardi di dollari legato a obiettivi di capitalizzazione ed EBITDA, per concentrarsi interamente sull’inseguimento di eBay.

“I dischi sono totalmente irrilevanti”: la frase che ha fatto discutere

Il momento che ha reso virale la vicenda è arrivato il 16 luglio 2026, quando Cohen è comparso in un’intervista Bloomberg TV con Ed Ludlow. Rispondendo a una domanda sull’uscita di Sony dalla produzione di dischi fisici, Cohen ha definito le vendite di videogiochi fisici “totalmente, totalmente irrilevanti”, aggiungendo che “non conta assolutamente nulla” per il futuro dell’azienda che porta ancora il suo nome storico.

È una dichiarazione carica di ironia: GameStop è, ancora oggi, il più grande rivenditore fisico di videogiochi al mondo. Ma i numeri le danno ragione più di quanto l’opinione pubblica vorrebbe ammettere – come vedremo più avanti, il software fisico e digitale pesa ormai meno di un quinto dei ricavi trimestrali dell’azienda.

Nella stessa intervista, interpellato sull’entusiasmo dei fan per i preordini record di GTA 6, Cohen ha preferito non commentare, riportando la conversazione sull’operazione eBay – un segnale piuttosto eloquente di dove sia oggi la sua attenzione.

La cronologia della battaglia GameStop-eBay

La vicenda si è sviluppata nell’arco di sei mesi, con un’escalation costante da parte di GameStop nonostante il rifiuto iniziale di eBay. Ecco i passaggi principali verificati:

DataEvento
4 febbraio 2026GameStop inizia ad accumulare azioni eBay (prezzo di riferimento per il calcolo del premio successivo)
4 maggio 2026Offerta non richiesta resa pubblica: 125$/azione, ~55,5 miliardi $, 50% cash/50% azioni
12 maggio 2026Il CDA di eBay respinge l’offerta, definendola “né credibile né attraente”
Inizio giugno 2026GameStop pubblica i risultati del Q1 FY2026: utile netto record di 389,6 milioni $
23-25 giugno 2026Cohen rinuncia al bonus da 35 miliardi $ per concentrarsi sull’operazione eBay
16 luglio 2026Intervista Bloomberg: dischi fisici “irrilevanti”, annuncio partnership UberEats
18 luglio 2026La quota di GameStop in eBay sale al 9,8% (~43,4 milioni di azioni, ~5 miliardi $)
20 luglio 2026Forbes riporta che GameStop “raddoppia la posta” nella scalata

Perché il consiglio di eBay ha respinto l’offerta

Il 12 maggio 2026 il consiglio di amministrazione di eBay ha bocciato formalmente la proposta. In una lettera pubblica, il presidente Paul Pressler ha definito l’offerta “né credibile né attraente”, citando in particolare l’incertezza sul finanziamento e i rischi legati alla leva finanziaria e all’integrazione operativa delle due aziende. Anche l’agenzia di rating Moody’s si è espressa sulla vicenda, definendo l’operazione “credit negative” (negativa dal punto di vista del merito di credito) per eBay, qualora fosse andata in porto.

Il punto centrale del rifiuto non è tanto la cifra offerta, quanto la sostenibilità finanziaria dell’operazione: un’azienda con una capitalizzazione di appena un quarto di quella del target, che propone di finanziare metà dell’acquisizione con debito e nuove azioni, è un profilo di rischio che qualunque consiglio di amministrazione è tenuto per legge a valutare con estrema cautela nei confronti dei propri azionisti.

Come GameStop finanzierebbe un’acquisizione da 55 miliardi

Sulla carta, GameStop non ha liquidità sufficiente per un’operazione di queste dimensioni: al 31 gennaio 2026 l’azienda disponeva di circa 9,4 miliardi di dollari tra cassa e investimenti liquidi. Per coprire il resto, GameStop ha ottenuto da TD Securities una lettera di “massima fiducia” (highly confident letter) per un finanziamento fino a 20 miliardi di dollari.

Il nodo del rating creditizio

Quella lettera, però, non è un assegno in bianco: il finanziamento da 20 miliardi è esplicitamente condizionato al raggiungimento di un rating investment grade da parte di almeno due delle tre principali agenzie (Moody’s, S&P, Fitch). Oggi GameStop non dispone di un simile rating, ed è proprio questa condizione – insieme al giudizio di Moody’s sull’impatto “credit negative” per eBay – a rendere l’operazione tutt’altro che scontata agli occhi degli analisti indipendenti dal punto di vista del finanziamento.

La quota di GameStop in eBay sale al 9,8%

Invece di ritirarsi dopo il rifiuto di maggio, Cohen ha scelto l’escalation. Un deposito presso la SEC del 18 luglio 2026 mostra che la quota di GameStop in eBay è salita a circa il 9,8%, pari a circa 43,4 milioni di azioni per un controvalore stimato di circa 5 miliardi di dollari: GameStop è così diventata, di fatto, il maggiore azionista singolo di eBay.

Non si tratta ancora di un’offerta pubblica di acquisto formale né di una proxy fight per il controllo del consiglio: Cohen ha invece iniziato ad aprire un dialogo diretto con altri grandi azionisti istituzionali di eBay, una tattica di pressione classica per chi prova a costruire consenso attorno a un’operazione contestata dal management, come ha ricostruito Forbes a fine luglio. Nel frattempo, le azioni eBay hanno guadagnato circa il 24% da inizio anno, trainate soprattutto dal proprio turnaround nel collezionismo e nel resale di lusso – la stessa nicchia su cui punta GameStop, un dettaglio che rende la sovrapposizione strategica tra le due aziende tutt’altro che casuale.

I conti di GameStop: utile record, ma i videogiochi continuano a calare

I risultati del primo trimestre dell’anno fiscale 2026 (chiuso il 2 maggio 2026) raccontano una GameStop profondamente diversa da quella che la maggior parte dei consumatori ricorda. I ricavi totali si sono attestati a 835,3 milioni di dollari, in crescita del 14,0% su base annua rispetto ai 732,4 milioni dello stesso trimestre 2025. L’utile netto ha raggiunto i 389,6 milioni di dollari, un record assoluto e quasi 8,7 volte superiore ai 44,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente – un dato che include anche 268 milioni di dollari di plusvalenza non realizzata sulla partecipazione in eBay. L’utile per azione (EPS) si è fermato a 0,66 dollari, mentre il consiglio ha approvato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di dollari.

Come si dividono i ricavi

Il dato più interessante, e quello che dà sostanza alla dichiarazione di Cohen sui dischi “irrilevanti”, riguarda la composizione dei ricavi. Diverse testate avevano riportato cifre imprecise (software sotto il 12%, collezionismo oltre il 50%): i dati ufficiali del 10-Q depositato da GameStop, confermati indipendentemente da più fonti finanziarie, sono i seguenti.

CategoriaRicavi Q1 FY2026Quota sul totaleVariazione su base annua
Collezionismo (Collectibles)348,9 milioni $41,8%+64,9%
Hardware e accessori333,7 milioni $39,9%-3,4%
Software (fisico + digitale)152,7 milioni $18,3%-13,0%
Totale835,3 milioni $100%+14,0%

Per la prima volta nella storia dell’azienda, il collezionismo ha superato l’hardware come prima voce di ricavo. Il software – la categoria che comprende sia i giochi fisici sia quelli digitali, quindi non solo i dischi in senso stretto – pesa ormai meno di un quinto del fatturato. È il contesto numerico che rende la frase di Cohen meno una provocazione gratuita e più una fotografia, per quanto brutale, di dove l’azienda sta già andando.

Il precedente Bed Bath & Beyond: perché gli investitori sono scettici

Il parallelo con Bed Bath & Beyond non è solo un aneddoto giornalistico. L’entità legale succeduta alla catena fallita ha citato in giudizio Cohen e RC Ventures per 47,2 milioni di dollari, sostenendo che le vendite delle sue azioni configurassero un “short-swing” (profitto da compravendita ravvicinata) da restituire alla società ai sensi delle norme sui titoli statunitensi. Un giudice federale ha stabilito che Cohen dovrà affrontare la causa nel merito, respingendo la richiesta di archiviazione.

Non significa che la storia si ripeterà: eBay è un’azienda profittevole con un flusso di cassa solido, molto diversa da una Bed Bath & Beyond già in difficoltà strutturale nel 2022. Ma il precedente spiega perché una parte del mercato guardi con cautela a ogni nuova mossa “attivista” di Cohen, specialmente quando il finanziamento resta legato a condizioni (come il rating creditizio) non ancora soddisfatte.

GameStop in Italia: la storia è già finita, con Gamelife

Per il pubblico italiano c’è un dettaglio che rende la vicenda ancora più stridente: GameStop, nella sua forma di catena di negozi fisici, non esiste più in Italia da tempo. L’8 novembre 2024 (rogito a Milano) Cidiverte S.p.A. ha acquisito il 100% delle quote di GameStop Italia S.r.l., per un investimento riportato di circa 15 milioni di euro a fronte di una rete di oltre 250 negozi di proprietà e di un fatturato 2023 di circa 285 milioni di euro.

L’accordo prevedeva che i punti vendita mantenessero l’insegna GameStop per un massimo di sei mesi, prima di passare progressivamente al marchio Gamelife, l’insegna retail che Cidiverte – distributore di videogiochi attivo dagli anni ’90 – aveva già creato nel 2009 e che oggi opera anche online tramite gamelife.it, gamelife.ch e la piattaforma e-commerce Multiplayer.com. Il Fatto Quotidiano aveva titolato all’epoca semplicemente: “Game over per GameStop Italia”.

In altre parole, mentre negli Stati Uniti Cohen prova a trasformare GameStop in un conglomerato da un trilione di dollari che include eBay, in Italia il marchio GameStop come catena di negozi è già stato ceduto e sostituito. Un promemoria pratico di quanto, anche per i colossi storici del retail videoludico, il “brand” e la “società quotata a Wall Street” possano ormai seguire strade molto diverse da Paese a Paese.

Il declino dei videogiochi fisici non è (solo) un problema GameStop

La frase di Cohen sui dischi “irrilevanti” arriva in un momento in cui l’intero settore sta ridisegnando il proprio rapporto con il supporto fisico. Sony ha già comunicato l’intenzione di uscire dalla produzione di nuovi dischi PlayStation fisici entro il 2028, e GTA 6 – probabilmente il lancio più atteso del decennio – arriverà a novembre 2026 senza alcuna versione PC al day one, con un’attenzione quasi interamente rivolta a console e distribuzione digitale.

In questo scenario, il posizionamento di GameStop verso il collezionismo fisico da un lato (statuette, carte, retrogaming) e l’e-commerce dall’altro (tramite un’eventuale eBay) appare meno una scommessa isolata e più un tentativo di anticipare – o quantomeno sopravvivere a – una transizione che il resto del settore sta già vivendo. Non è un caso che la categoria in più rapida crescita nei conti trimestrali di GameStop sia proprio il collezionismo, non il gaming in senso stretto.

GameStop contro eBay: un confronto diretto tra i due colossi

Per capire le reali proporzioni della sfida lanciata da Cohen, è utile mettere a confronto i dati verificabili delle due aziende nel periodo dell’offerta.

MetricaGameStopeBay
BorsaNYSE: GMENASDAQ: EBAY
Capitalizzazione indicativa (maggio 2026)~10,4 miliardi $~48 miliardi $
Ricavi Q1 FY2026835,3 milioni $ (+14,0%)Non incluso nell’offerta pubblica
Utile netto Q1 FY2026389,6 milioni $ (record)N/D
Performance azionaria (H1 2026)Andamento volatile, legato alla scalata+24% da inizio anno
Rete fisica citata nell’offerta~1.600 punti vendita USANessuna rete fisica propria

Il quadro che emerge è quello di un’azienda quattro-cinque volte più piccola che prova a rilevarne una più grande facendo leva su asset non finanziari – la rete fisica, la community di collezionisti, l’esperienza nel retrogaming – più che sulla propria forza di bilancio. È esattamente questo squilibrio ad aver spinto il consiglio di eBay a bocciare l’offerta a maggio, e resta il principale ostacolo che Cohen deve ancora superare.

Le parole di Ryan Cohen: le dichiarazioni chiave del CEO di GameStop

Nel corso delle diverse fasi della trattativa, Cohen ha rilasciato diverse dichiarazioni pubbliche che aiutano a ricostruire la sua strategia comunicativa, tra fermezza negoziale e ambizione dichiarata.

“We are just starting.” (“Stiamo solo iniziando.”)

Ryan Cohen, CEO di GameStop – intervista CNBC Squawk Box, 4 maggio 2026 (fonte)

“There’s only one way to approach something like this.” (“C’è un solo modo per affrontare una cosa del genere.”)

Ryan Cohen, CEO di GameStop – stessa intervista CNBC, 4 maggio 2026 (fonte)

Dopo il rifiuto del consiglio di eBay, Cohen ha spiegato pubblicamente la logica finanziaria dell’offerta:

“We are offering half cash, half stock, and we have the ability to issue stock in order to get the deal done.” (“Offriamo metà in contanti e metà in azioni, e abbiamo la capacità di emettere azioni per portare a termine l’operazione.”)

Ryan Cohen, CEO di GameStop – CNBC, 12 maggio 2026 (fonte)

Il 16 luglio, nella stessa intervista Bloomberg in cui ha definito i dischi “irrilevanti”, Cohen ha anche delineato la sua visione di lungo periodo per eBay e ribadito l’intenzione di non arrendersi al rifiuto:

“eBay is a platform that I can build into something much more profitable and much larger.” (“eBay è una piattaforma che posso trasformare in qualcosa di molto più redditizio e molto più grande.”)

Ryan Cohen, CEO di GameStop – intervista Bloomberg TV con Ed Ludlow, 16 luglio 2026 (fonte)

“We’re coming for eBay one way or another.” (“Ci prenderemo eBay in un modo o nell’altro.”)

Ryan Cohen, CEO di GameStop – intervista Bloomberg TV con Ed Ludlow, 16 luglio 2026 (fonte)

Sul fronte opposto, la posizione ufficiale di eBay resta quella espressa dal presidente Paul Pressler nella lettera di rifiuto del 12 maggio: l’offerta è “né credibile né attraente” nella sua forma attuale – una porta che il consiglio ha lasciato formalmente chiusa, ma che Cohen, di fatto, continua a tenere socchiusa aumentando la propria quota azionaria settimana dopo settimana.

Cosa succede adesso: gli scenari possibili

A oggi la vicenda resta aperta, senza una data certa per una risoluzione. Sulla base dei fatti verificati, questi sono gli sviluppi più plausibili nei prossimi mesi:

  • Un’offerta rilanciata a un prezzo più alto. Cohen ha già dichiarato di non voler “negoziare contro se stesso” abbassando le pretese: uno scenario più probabile è un rilancio del prezzo per azione, condizionato però al miglioramento del profilo creditizio di GameStop.
  • Una campagna diretta verso gli azionisti istituzionali. Con quasi il 10% in mano, GameStop ha lo status e l’incentivo per continuare a fare pressione sui grandi fondi che possiedono eBay, senza necessariamente lanciare un’offerta pubblica di acquisto formale nel breve termine.
  • Un’eventuale proxy fight nel 2027. Se il dialogo diretto con gli investitori non producesse risultati, il passo successivo naturale per un azionista di peso scontento sarebbe una battaglia per posti nel consiglio di amministrazione in occasione della prossima assemblea annuale.
  • Uno stallo prolungato. Non va escluso che l’operazione resti in una fase di stallo per trimestri, con GameStop che continua ad accumulare quote e a monetizzare i guadagni sulla propria partecipazione (come già avvenuto nel Q1 FY2026) senza forzare una soluzione definitiva.
  • Un ritiro formale. Lo scenario meno probabile alla luce delle dichiarazioni pubbliche di Cohen, ma comunque possibile qualora il rating creditizio necessario per sbloccare il finanziamento TD Securities non arrivasse in tempi ragionevoli.

Qualunque sia l’esito, la vicenda ha già avuto un effetto tangibile: ha costretto l’intero settore retail videoludico a interrogarsi pubblicamente su cosa significhi davvero “vendere videogiochi” nel 2026, quando la voce di ricavo che dà il nome all’azienda pesa ormai meno di un quinto del suo fatturato.

Domande frequenti su GameStop e l’offerta per eBay

GameStop riuscirà davvero a comprare eBay?
Non è affatto scontato. Il consiglio di eBay ha già respinto l’offerta di maggio 2026 definendola “né credibile né attraente” e parte del finanziamento proposto da GameStop (fino a 20 miliardi di dollari tramite TD Securities) resta condizionato al raggiungimento di un rating creditizio investment grade che l’azienda non possiede ancora.

Perché eBay ha rifiutato l’offerta di GameStop?
Il presidente del CDA Paul Pressler ha citato principalmente l’incertezza sul finanziamento e i rischi legati alla leva finanziaria e all’integrazione, non il prezzo in sé. Anche Moody’s ha giudicato l’operazione potenzialmente negativa per il merito di credito di eBay.

Cosa significa la vicenda per chi usa eBay in Italia ed Europa?
Nulla di immediato: l’offerta riguarda il controllo societario di eBay Inc. a livello globale, non modifica in alcun modo il funzionamento della piattaforma per acquirenti e venditori europei nel breve termine, ed è comunque ancora ben lontana da un accordo definitivo.

GameStop esiste ancora come catena di negozi in Italia?
No. Dal novembre 2024 i negozi italiani sono stati acquisiti da Cidiverte S.p.A. e sono stati progressivamente rinominati Gamelife, marchio retail che lo stesso gruppo distribuisce online anche tramite gamelife.it e Multiplayer.com.

Chi è Ryan Cohen?
È il fondatore di Chewy, presidente di GameStop dal 2021 e CEO dal 2023. In passato ha guidato una campagna simile su Bed Bath & Beyond, catena che ha dichiarato bancarotta poco più di un anno dopo il suo ingresso nel capitale – un precedente che alimenta lo scetticismo di parte del mercato sull’operazione eBay.

GameStop ha davvero i soldi per comprare eBay?
Solo in parte. GameStop dispone di circa 9,4 miliardi di dollari in cassa e investimenti liquidi, a fronte di un’operazione da 55,5 miliardi. Il resto dovrebbe arrivare da un finanziamento bancario ancora condizionato a requisiti che l’azienda non soddisfa oggi.

Cosa sono i dischi fisici “irrilevanti” citati da Cohen?
È un riferimento ai giochi venduti su supporto fisico (dischi Blu-ray per console). Nei conti di GameStop, l’intera categoria software (fisico e digitale insieme) rappresenta ormai solo il 18,3% dei ricavi trimestrali, contro il 41,8% del collezionismo.

Quanto vale oggi l’azione GameStop (GME)?
Il titolo, quotato al NYSE, ha mostrato un andamento molto volatile per tutto il primo semestre 2026, in linea con gli sviluppi della trattativa. Per un dato aggiornato al minuto è sempre consigliabile consultare una fonte finanziaria in tempo reale piuttosto che un articolo di cronaca.

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