Per la prima volta da quando esistono dati comparabili, il mercato mondiale delle console da gioco si appresta a chiudere un anno con una contrazione a doppia cifra che non risparmia nessuno dei tre grandi produttori. Secondo le nuove previsioni di S&P Global Market Intelligence, elaborate dal gruppo di ricerca Kagan, le vendite delle console globali scenderanno del 19,5% nel 2026, passando dai 42,1 milioni di unità del 2025 a 33,9 milioni. A pesare di più è Microsoft: gli analisti prevedono che Xbox Series X|S scenda a sole 2,5 milioni di unità nel 2026, proseguendo una traiettoria che il report descrive apertamente come diretta “verso lo zero”. Anche PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 rallentano, ma il crollo di Xbox è quello che ridisegna gli equilibri di un settore già fiaccato da hardware costoso, cataloghi software deboli e una crisi dei componenti che non accenna a placarsi.

Il rapporto S&P Global Kagan: cosa prevede per il 2026

Il report è firmato da Neil Barbour, analista che segue da anni il comparto videoludico all’interno del team consumer technology di S&P Global Market Intelligence. Le sue conclusioni sono state riprese e confermate da oltre nove testate internazionali, tra cui VGChartz, Yahoo Finance e Outlook Respawn, segno che i numeri non sono un’anomalia isolata ma un consenso che si sta formando tra gli analisti di settore.

I dati principali parlano chiaro. Il 2025 si era chiuso con 42,1 milioni di unità spedite a livello globale, un balzo del 13,5% legato soprattutto al lancio di Nintendo Switch 2. Ma quell’effetto traino si esaurisce rapidamente: per il 2026 S&P Global prevede appena 33,9 milioni di unità, un calo del 19,5% su base annua. Non è un problema temporaneo: il report proietta un’ulteriore contrazione del 20% circa nel 2027, fino a 27,1 milioni di unità, prima di un’eventuale ripresa a 37,4 milioni entro il 2030 – condizionata, però, a un netto miglioramento della crisi dei componenti che oggi rende l’hardware più caro.

Barbour sintetizza così la situazione: “Per ora, il mercato affronta un problema che si sta amplificando: hardware che è troppo vecchio o troppo costoso per il consumatore medio, un’offerta software debole al di fuori di poche uscite di punta e un contesto macroeconomico che non lascia spazio a un reale calo dei prezzi” (fonte: VGChartz). Una lettura, aggiunge l’analista, che “non ispira fiducia per il 2027 e oltre” (fonte: Outlook Respawn).

Cronologia del crollo (2025-2026)
2025 (totale)   -> 42,1 milioni di unità (+13,5%, trainate da Switch 2)
Ott 2025        -> primo rincaro Xbox Series X|S (+20/70 $)
02 Apr 2026     -> secondo rincaro PS5 (+100 $/€ standard, +100 $/€ Pro)
25 Mag 2026     -> Switch 2 in Giappone a ¥59.980
Mag 2026        -> PS5 -58% USA (peggior maggio dal 2000)
25 Giu 2026     -> Microsoft annuncia il secondo rincaro Xbox
01 Ago 2026     -> Xbox Series S a 499,99 $, Series X a 799,99 $
01 Set 2026     -> Switch 2 a 499,99 $ / 499,99 €
06 Lug 2026     -> memo "Resetting Xbox" di Asha Sharma
Lug 2026        -> report S&P Global Kagan: -19,5% previsto per il 2026

Perché il mercato sta crollando: le tre cause secondo gli analisti

Dietro il numero-simbolo del 19,5% ci sono tre dinamiche che si sommano invece di compensarsi. La prima è l’età e il costo dell’hardware: PlayStation 5 è arrivata al suo settimo anno di vita commerciale, Xbox Series X|S al sesto, ed entrambe sono state oggetto di rincari invece dei tradizionali tagli di prezzo di fine ciclo. La seconda è un calendario di uscite software poco denso: a parte una manciata di titoli di punta, il 2026 non ha prodotto l’ondata di esclusive che normalmente sostiene la domanda hardware nella seconda metà del ciclo di vita di una console.

La terza causa, e probabilmente la più strutturale, è la crisi dei componenti di memoria. I prezzi della DRAM sono esplosi nel 2026 a causa della domanda dei data center per l’intelligenza artificiale, che secondo le stime di settore assorbe oggi circa il 70% della produzione mondiale di memoria, contro il 20-30% del 2022. L’effetto si è scaricato direttamente sui produttori di console, costretti ad alzare i prezzi al consumo per assorbire l’aumento dei costi di produzione. Ne avevamo già parlato in dettaglio nel nostro approfondimento sulla crisi dei prezzi della RAM e il suo impatto sul gaming, che resta il pezzo mancante per capire perché nessun produttore, in questo momento, ha margine per abbassare i listini.

Messe insieme, queste tre pressioni spiegano perché S&P Global non parla di un semplice rallentamento fisiologico, ma di un vero e proprio riassetto del mercato console che si protrarrà almeno fino al 2027.

Xbox Series X|S: la rotta verso lo zero

Nessun produttore esce peggio da questo report di Microsoft. S&P Global prevede che le vendite di Xbox Series X|S scendano a 2,5 milioni di unità nel 2026, in calo del 21,9% (arrotondato al 22%) rispetto ai 3,2 milioni spediti nel 2025 – già il totale annuale più basso mai registrato per la console. Il primo trimestre del 2026 ha segnato un altro record negativo: le spedizioni trimestrali sono scese sotto le 500.000 unità per la prima volta da quando S&P Global raccoglie questi dati.

Per capire l’entità del problema conviene confrontare Xbox Series X|S con la propria gamma interna nel nostro approfondimento Xbox Series X vs Series S: anche a listino pieno, la gamma Microsoft fatica a competere su prezzo e catalogo con l’offerta Sony, e il divario si allarga ulteriormente dopo i rincari di agosto.

Il memo “Resetting Xbox” di Asha Sharma

Il 6 luglio 2026 la responsabile della divisione Xbox, Asha Sharma, ha pubblicato un memo interno intitolato “Resetting Xbox”, in cui riconosce apertamente la necessità di ripensare la strategia hardware del marchio. Il documento arriva a pochi giorni dai tagli occupazionali annunciati da Microsoft, che abbiamo raccontato nel dettaglio in Licenziamenti Xbox: 3.200 posti tagliati. Letto insieme alle cifre di S&P Global, il memo suggerisce che dentro Microsoft la traiettoria di Xbox Series X|S non sia più considerata una parentesi temporanea, ma un problema strutturale da affrontare con un cambio di strategia più ampio, che include il rafforzamento di Game Pass e dell’ecosistema multipiattaforma rispetto alla vendita di hardware proprietario.

PlayStation 5: -15,2% in un settimo anno difficile

Sony se la cava meglio di Microsoft, ma non è indenne. S&P Global prevede 13,2 milioni di unità PlayStation 5 spedite nel 2026, in calo del 15,2% rispetto al 2025 (il report non fornisce un dato assoluto pulito per il totale 2025, solo la variazione percentuale). Il rincaro di aprile 2026, che ha portato il prezzo della console standard da 549,99 a 649,99 euro, pesa proprio nella fase in cui l’hardware dovrebbe normalmente scendere di prezzo per allargare il pubblico.

Il calo non è uniforme durante l’anno: a maggio 2026 le vendite USA di PS5 sono crollate del 58% su base annua secondo Circana, il peggior maggio dal 2000, con un prezzo medio di vendita salito del 33% a 672 dollari – segno che chi compra oggi una PS5 lo fa nonostante il prezzo, non grazie a promozioni. Ne avevamo parlato più diffusamente in Aumento prezzi console: PS5 -58%, Switch 2 a 499€, che resta il riferimento per il quadro completo dei tre rincari 2026.

Nintendo Switch 2: rallenta ma resta il riferimento del mercato

Nintendo Switch 2 resta comunque, secondo il report, la console con le previsioni più solide per il 2026: 17,1 milioni di unità. Kagan paragona esplicitamente questo ritmo alle performance del secondo anno del Switch originale e a quelle di Wii – un rallentamento fisiologico dopo l’anno di lancio, non un segnale d’allarme. La stessa Nintendo, nella sua guidance ufficiale per l’anno fiscale che si chiude a marzo 2027, prevede un calo più marcato, del 16,9%, a 16,5 milioni di unità: un dato che si incastra quasi perfettamente con le 19,86 milioni di unità Switch 2 già spedite nel primo anno fiscale della console, come avevamo riportato nel nostro pezzo sul traguardo dei 19,86 milioni.

Uno dei fattori che pesano sul 2026 e 2027 è il calendario software: il prossimo titolo Pokémon di punta, Pokémon Wind and Waves, non arriverà prima della fine del 2027, lasciando Switch 2 senza il tradizionale traino delle uscite tentpole nella sua seconda stagione. Anche la sostenibilità normativa gioca un ruolo: l’addio dei modelli Switch originali dal mercato europeo, imposto dalle nuove regole UE sulle batterie sostituibili, è un altro tassello dello stesso quadro – lo trovate nel nostro approfondimento su Switch 2 e la batteria removibile imposta dalla UE.

Le previsioni S&P Global per piattaforma e per anno

La tabella seguente riassume i numeri principali del report, incrociando le previsioni per singola piattaforma nel 2026 con la traiettoria complessiva del mercato fino al 2030.

Periodo / PiattaformaUnitàVariazioneNota
Nintendo Switch 2 (2026, previsione)17,1 milionirallentamento fisiologicoRitmo simile al 2° anno di Switch 1 e a Wii
PlayStation 5 (2026, previsione)13,2 milioni-15,2%Pesa il rincaro di aprile 2026
Xbox Series X|S (2026, previsione)2,5 milioni-21,9% (~-22%)1° trimestre 2026 sotto 500.000 unità
Mercato totale 202542,1 milioni+13,5%Trainato dal lancio di Switch 2
Mercato totale 2026 (previsione)33,9 milioni-19,5%Il dato al centro del report
Mercato totale 2027 (previsione)27,1 milioni-20% circaNessuna ripresa a breve termine
Mercato totale 2030 (previsione)37,4 milioniripresa attesaCondizionata a hardware next-gen accessibile

Il divario di prezzo: perché uno Xbox costa 100 dollari più di una PS5

Uno dei passaggi più citati del report riguarda proprio il confronto diretto tra i due listini. Barbour nota che, dopo il rincaro Xbox del 1° agosto 2026, il posizionamento di prezzo Microsoft “porta ora una Xbox Series X [USA] a costare 100 dollari più di una PS5 standard” (fonte: VGChartz). Il conto torna: negli Stati Uniti, la Xbox Series X digitale sale a 749,99 dollari contro i 649,99 dollari della PS5 con lettore, invariata dall’aprile 2026 – una differenza netta di 100 dollari sullo stesso segmento di mercato.

È un ribaltamento rispetto al posizionamento storico di Xbox, tradizionalmente aggressivo sul prezzo rispetto a PlayStation. Nel 2026, per la prima volta in una generazione, è Microsoft a presentarsi come opzione più cara a parità di formato – un fattore che secondo gli analisti accelera, invece di frenare, la fuga di utenti verso l’ecosistema Sony o verso il cloud gaming, dove Xbox mantiene invece un vantaggio competitivo con Xbox Cloud Gaming incluso in Game Pass Ultimate.

Il nuovo listino dopo i rincari del 2026

Tra aprile e settembre 2026 tutti e tre i produttori hanno alzato i prezzi, in tre mosse formalmente indipendenti ma riconducibili alla stessa causa: il costo dei componenti di memoria. Microsoft ha reso pubblico il proprio adeguamento dei prezzi Xbox il 25 giugno 2026. Ecco il quadro completo, con le date di entrata in vigore.

ConsolePrezzo precedentePrezzo 2026AumentoData
PlayStation 5 Digital Edition499,99 €599,99 €+100 €2 apr 2026
PlayStation 5 (con lettore)549,99 €649,99 €+100 €2 apr 2026
PlayStation 5 Pro799,99 €899,99 €+100 €2 apr 2026
Xbox Series S 512 GB399,99 $499,99 $+100 $1 ago 2026
Xbox Series X (lettore)649,99 $799,99 $+150 $1 ago 2026
Nintendo Switch 2469,99 €499,99 €+30 €1 set 2026

Una nota importante sui prezzi Xbox: al momento della pubblicazione di questo articolo, Microsoft ha confermato ufficialmente solo i prezzi statunitensi del rincaro di agosto; i listini europei sono ancora in fase di adeguamento sui singoli mercati nazionali, incluso quello italiano. Il modello Xbox Series X da 2 TB “Galaxy Black” è stato invece ritirato definitivamente dal listino in tutti i mercati.

Il contesto storico: la prima generazione che si fa più cara invecchiando

Per capire quanto sia anomalo il 2026 basta guardare alle generazioni precedenti. La PlayStation 4 debuttò nel 2013 a 399,99 dollari e nel giro di tre anni era già scesa a circa 299 dollari. L’Xbox 360, lanciata nel 2005 a 399,99 dollari, arrivò a costare circa 199 dollari nel 2009. È sempre stata la regola non scritta dell’industria: i costi di produzione scendono con la maturazione della supply chain, e quel risparmio si traduce in tagli di prezzo che allargano il pubblico verso la fine del ciclo di vita.

PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2 sono le prime console della storia moderna a rompere questo schema, arrivando a costare di più a metà del loro ciclo di vita rispetto al lancio. Lo avevamo già documentato nel dettaglio nel nostro pezzo sull’aumento dei prezzi delle console nel 2026: la crisi dei componenti ha semplicemente cancellato il margine che in passato permetteva ai produttori di abbassare i listini con il tempo.

L’impatto sul mercato italiano ed europeo

Il rallentamento globale delle vendite console si riflette anche sul mercato italiano, ma con una sfumatura interessante. Secondo il report IIDEA 2025 (presentato a maggio 2026), il mercato italiano dei videogiochi vale complessivamente 2,4 miliardi di euro, in calo dell’1% rispetto all’anno precedente – ma il segmento dell’hardware console, da solo, è cresciuto del 3%, a circa 400 milioni di euro. Sono numeri che sembrano contraddire il quadro globale, e invece lo confermano: se le unità vendute calano ma il valore del segmento sale, significa che il prezzo medio di vendita è aumentato più di quanto sia sceso il volume – esattamente la dinamica fotografata da S&P Global su scala mondiale.

Il paradosso italiano: meno unità, più valore

L’Italia conta oggi circa 14,2 milioni di giocatori attivi e una spesa in abbonamenti da 153 milioni di euro, di cui circa il 59% legato all’ecosistema console. È un mercato maturo, con un pubblico che difficilmente abbandona una piattaforma già acquistata, ma che diventa più selettivo nell’acquisto di hardware nuovo quando i prezzi salgono più velocemente degli stipendi. Il quadro completo del mercato italiano lo trovate nel nostro approfondimento Mercato Videogiochi Italia 2025. A livello europeo, la crisi dei componenti di memoria descritta da S&P Global colpisce in modo uniforme tutti i mercati locali, dato che i produttori acquistano DRAM e NAND sugli stessi contratti globali: non esiste, in altre parole, un’Europa “al riparo” dall’aumento dei costi che sta guidando l’intero comparto verso il basso in termini di unità vendute.

PS6 e Project Helix: la prossima generazione non arriva prima del 2028

Il report S&P Global si spinge anche oltre il 2026, tracciando le prime stime sulla prossima generazione. Per PlayStation 6, il lancio è previsto nel 2028, con circa 4 milioni di unità nel primo anno e una crescita fino a 17,2 milioni entro il 2030 – un ritmo di adozione robusto, coerente con la posizione dominante che Sony ha costruito in questa generazione. Ne avevamo parlato anche nel nostro approfondimento dedicato a PlayStation 6: i primi rumor su costi e rinvii.

Per Project Helix, il nome in codice della prossima Xbox, le previsioni sono molto più caute: lancio intorno al 2028, circa 2 milioni di unità nel primo anno, e appena 7,3 milioni entro il 2030 – meno della metà del ritmo previsto per PS6. Lo scarto riflette anche un’ambiguità di fondo sul prodotto stesso: secondo Barbour, S&P Global sta “dividendo la differenza” tra una tradizionale console Xbox successiva e un PC da salotto certificato Xbox, segno che nemmeno gli analisti sanno con certezza se Microsoft lancerà un prodotto hardware proprietario in senso classico. Il nostro approfondimento su Project Helix: la nuova Xbox in arrivo nel 2028 entra nel dettaglio dei chip AMD annunciati.

CaratteristicaPlayStation 6Project Helix (Xbox)
Lancio previsto2028~2028
Unità stimate, primo anno~4 milioni~2 milioni
Unità previste nel 203017,2 milioni7,3 milioni
Fascia di prezzo ipotizzata600-800 $600-800 $
Natura del prodottoConsole tradizionaleAmbiguo: console o PC certificato

Entrambe le previsioni condividono la stessa premessa: un’assunzione critica alla base del periodo di recupero, spiega Barbour, “è che la crisi dei componenti si attenui a sufficienza entro il 2028 da permettere a Sony e Microsoft di portare sul mercato hardware di nuova generazione in una fascia di prezzo tra i 600 e gli 800 dollari” (fonte: Yahoo Finance). Se quella condizione non si materializza, l’intero scenario di ripresa del mercato slitterebbe ulteriormente.

Microsoft potrebbe uscire dal mercato hardware console?

Nessun analista coinvolto nel report S&P Global prevede esplicitamente un ritiro di Microsoft dal mercato hardware, ed è importante dirlo con chiarezza per non trasformare uno scenario minoritario in un titolo sensazionalistico. Ma la traiettoria di Xbox Series X|S, unita all’ambiguità sulla natura di Project Helix e al memo “Resetting Xbox” di Asha Sharma, alimenta inevitabilmente il paragone con l’unico precedente storico di un grande produttore che ha abbandonato l’hardware proprietario: Sega, che uscì dal mercato console nel 2001 dopo il fallimento commerciale di Dreamcast, per reinventarsi come editore multipiattaforma di terze parti.

La differenza fondamentale è che Microsoft, a differenza di Sega nel 2001, ha già costruito un ecosistema di servizi (Game Pass, Xbox Cloud Gaming, Xbox Play Anywhere) che genera ricavi indipendentemente dalla console fisica venduta. Questo rende uno scenario “Xbox come piattaforma software-first, senza hardware proprietario” molto più praticabile oggi di quanto non lo fosse per Sega un quarto di secolo fa – ma resta, per ora, una speculazione basata su indizi indiretti, non una previsione degli analisti.

Previsioni 2027-2030: cinque scenari da monitorare

  1. Il mercato tocca il fondo nel 2027: con 27,1 milioni di unità previste, il 2027 dovrebbe rappresentare il punto più basso del ciclo, prima di una risalita graduale verso i 37,4 milioni del 2030.
  2. Xbox Series X|S continua a scendere verso spedizioni marginali: se il ritmo attuale si conferma, le vendite annuali potrebbero avvicinarsi a livelli residuali già nel 2027, accelerando ulteriormente la transizione di Microsoft verso un modello incentrato su servizi e abbonamenti.
  3. PlayStation 6 debutta nel 2028 con circa 4 milioni di unità, mantenendo un ritmo di adozione superiore a quello di Project Helix fin dal primo anno.
  4. Project Helix resta strutturalmente indietro: con appena 7,3 milioni di unità previste per il 2030, la prossima Xbox rischia di ripetere – su scala ridotta – lo stesso divario che oggi separa Series X|S da PlayStation 5.
  5. I prezzi non scenderanno prima che la crisi DRAM si allenti: secondo gli analisti, condizione che non appare realistica prima del 2028, il che rende improbabile un ritorno ai tagli di prezzo di fine ciclo visti nelle generazioni precedenti.

Domande frequenti

Perché le vendite delle console stanno calando nel 2026?

Secondo S&P Global Kagan, le cause principali sono tre: hardware ormai maturo e più costoso invece che più economico, un calendario di uscite software poco denso al di fuori di poche esclusive, e una crisi dei componenti di memoria DRAM che ha spinto tutti e tre i produttori ad alzare i prezzi nel corso del 2026.

Di quanto caleranno le vendite di PS5, Xbox e Switch 2 nel 2026?

Le previsioni sono: 13,2 milioni di unità per PlayStation 5 (-15,2%), 2,5 milioni per Xbox Series X|S (-21,9%) e 17,1 milioni per Nintendo Switch 2, il cui rallentamento è considerato fisiologico dopo l’anno di lancio.

È vero che Xbox rischia di sparire dal mercato hardware?

Nessun analista lo prevede esplicitamente nel report. Xbox Series X|S sta però scendendo verso spedizioni molto basse, e il memo interno “Resetting Xbox” pubblicato da Asha Sharma il 6 luglio 2026 conferma che Microsoft sta rivalutando la propria strategia hardware, spostando peso verso Game Pass e il cloud gaming.

Quanto costeranno PlayStation 6 e Project Helix?

Nessun prezzo ufficiale è stato annunciato. Gli analisti di S&P Global ipotizzano una fascia tra 600 e 800 dollari per entrambe le console, a condizione che la crisi dei componenti si sia attenuata entro il lancio previsto nel 2028.

Perché i prezzi delle console sono aumentati nel 2026?

Sony ha alzato i prezzi PS5 il 2 aprile 2026 (+100 € su ogni modello), Microsoft ha annunciato un secondo rincaro Xbox il 25 giugno 2026 (in vigore dal 1° agosto, +100/150 $), e Nintendo ha aumentato Switch 2 dal 1° settembre 2026. In tutti e tre i casi la causa dichiarata è il costo dei componenti di memoria.

La crisi dei chip di memoria RAM ha peggiorato la situazione?

Sì. La domanda di memoria da parte dei data center per l’intelligenza artificiale ha fatto impennare i prezzi della DRAM nel 2026, riducendo i margini dei produttori di console e togliendo qualsiasi spazio per tagli di prezzo. Il nostro approfondimento sulla crisi dei prezzi RAM analizza l’impatto su tutto il settore gaming, non solo sulle console.

Quando si riprenderà il mercato delle console?

S&P Global prevede il punto più basso nel 2027 (27,1 milioni di unità), seguito da una ripresa graduale fino a 37,4 milioni entro il 2030, condizionata al miglioramento della crisi dei componenti e all’arrivo di PS6 e Project Helix a prezzi accessibili.

Conviene comprare una console adesso o aspettare?

Chi cerca il prezzo più basso possibile difficilmente lo troverà nei prossimi mesi: tutti e tre i produttori hanno appena alzato i listini e nessuno prevede sconti strutturali prima che la crisi dei componenti rientri, uno scenario che gli analisti collocano non prima del 2028. Chi può aspettare la prossima generazione dovrà comunque pazientare almeno fino al 2028 per PS6 e Project Helix.

Il calo colpisce anche il mercato italiano?

Sì, ma con una sfumatura: secondo IIDEA il segmento hardware console in Italia è cresciuto del 3% in valore nel 2025 pur in un mercato complessivo in calo dell’1%, segno che il prezzo medio di vendita sta salendo più velocemente di quanto scendano le unità – lo stesso fenomeno descritto da S&P Global su scala globale.

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